<script data-pm-proxy="intercept"></script><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[VisioneFinanziaria.]]></title><description><![CDATA[Il mio Substack personale]]></description><link>https://alexpozzi.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!u2PJ!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fba69ce2c-3fa8-4e0d-958a-34994b85ab12_1280x1280.png</url><title>VisioneFinanziaria.</title><link>https://alexpozzi.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Sat, 05 Sep 2026 03:46:04 GMT</lastBuildDate><atom:link href="/__u/alexpozzi.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Alex Pozzi]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[alexpozzi@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[alexpozzi@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Alex Pozzi]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Alex Pozzi]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[alexpozzi@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[alexpozzi@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Alex Pozzi]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[5 modi in cui uso l’IA per il mio lavoro]]></title><description><![CDATA[Come ho integrato l&#8217;IA nei miei processi senza essere uno &#8220;smanettone&#8221;.]]></description><link>https://alexpozzi.substack.com/p/5-modi-in-cui-uso-lia-per-il-mio</link><guid isPermaLink="false">https://alexpozzi.substack.com/p/5-modi-in-cui-uso-lia-per-il-mio</guid><dc:creator><![CDATA[Alex Pozzi]]></dc:creator><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 14:38:29 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/1b12ef4b-bcc5-475b-8c0f-ebee45b65c92_1280x720.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho deciso di scrivere un articolo un p&#242; particolare: non un approfondimento su temi di gestione patrimoniale, ma <mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">un &#8220;dietro le quinte&#8221; del mio lavoro per raccontarvi come sto utilizzando il potenziale dell&#8217;IA per cercare di aumentare l&#8217;efficacia della mia professionalit&#224; e, di conseguenza, il valore che sono in grado di trasferire ai miei clienti.</mark></p><p>Faccio una doverosa premessa: il mio &#232; un racconto molto &#8220;easy&#8221; , un p&#242; come se stessi descrivendo la mia operativit&#224; ad un amico seduto dall&#8217;altra parte di un tavolino da caff&#232;, e non ho la pretesa di entrare nel merito di dettagli tecnici legati all&#8217;utilizzo degli LLM, cosa di cui non sarei capace e per il quale non sono decisamente tagliato.</p><p><strong>Non aspettatevi quindi un tutorial su come utilizzare l&#8217;IA in ambito finanziario o su come costruire da zero un agente o una skill di Claude.</strong></p><p>Il mio &#232; semplicemente il desiderio di raccontarvi come un professionista, tra mille difficolt&#224; ed errori, stia cercando di <strong>integrare l&#8217;IA nel suo lavoro con l&#8217;obiettivo di renderla un&#8217;amplificatrice di efficacia e competenza e non certo una sostituta</strong> <strong>che fa il lavoro al suo posto.</strong></p><p>Ovviamente sono consapevole che non essendo un esperto di informatica, tech o programmazione e approfondendo l&#8217;IA solo poche ore a settimana, ai pi&#249; addentro alla materia le mie soluzioni potrebbero sembrare rozze o non in grado di massimizzare il potenziale degli strumenti che adotto.</p><p>Per questo motivo sono completamente aperto a chiunque voglia discutere di accorgimenti o soluzioni pi&#249; avanzate ed efficaci da adottare in tal senso.</p><p>Ma ora bando alle ciance e cominciamo!</p><div><hr></div><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Questo potrebbe essere il momento giusto per iscriversi e ricevere ogni settimana articoli come questo nella tua inbox.</em></p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><div><hr></div><h1>1. Costruzione e analisi di portafoglio</h1><p><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">Sgomberiamo subito il campo dalla prima domanda che ti sar&#224; venuta in mente: </mark><strong><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">no, l&#8217;IA non costruisce i portafogli dei miei clienti al posto mio.</mark></strong></p><p>Da tempo per&#242; ho immaginato gli LLM come un validissimo alleato nell&#8217;analisi e nella costruzione di portafogli di investimento soprattutto per la loro capacit&#224; di raccogliere ed elaborare contemporaneamente una quantit&#224; di informazioni per le quali un essere umano dovrebbe lavorare settimane intere.</p><p>Ecco allora che Claude o Chat GPT possono trasformarsi in un prezioso collaboratore per fornirmi, ogniqualvolta costruisco una proposta o analizzo un portafoglio gi&#224; esistente, <strong>uno o pi&#249; punti di vista alternativi rispetto a quelli che io sono in grado di prendere in considerazione in quel momento specifico.</strong></p><p>Punti di vista che spesso ritengo non del tutto corretti o non completamente coerenti con il profilo dell&#8217;investitore di turno, ma che svolgono quello che a mio parere pu&#242; essere il ruolo pi&#249; prezioso che ad oggi un LLM pu&#242; rappresentare in una professione come la mia e cio&#232; quello del <strong>&#8220;compagno di viaggio&#8221;</strong> che <strong>stimola domande, pone riflessioni, propone alternative che in quel momento io non sto vedendo o considerando.</strong></p><p>Come mi sono organizzato da questo punto di vista?</p><p>Per questa competenza specifica il &#8220;socio&#8221; pi&#249; adatto, dopo diversi test, mi &#232; parso essere Claude (potrei anche sbagliarmi) all&#8217;interno del quale ho costruito una skill denominata <strong>&#8220;portfolio manager&#8221;</strong>.</p><p>Portfolio manager viene attivata tutte le volte che:</p><ul><li><p><strong>devo costruire da zero una nuova proposta di portafoglio;</strong></p></li><li><p><strong>devo integrare un portafoglio esistente o lo devo modificare/ribilanciare</strong></p></li><li><p><strong>devo semplicemente analizzare un portafoglio gi&#224; in essere per valutare punti di forza/debolezza</strong></p></li></ul><p>Come procede in concreto?</p><p>Una volta attivata, avendo cura di inserire tutte le informazioni (completamente anonimizzate) utili all&#8217;analisi come:</p><ul><li><p><strong>profilo dell&#8217;investitore</strong></p></li><li><p><strong>obiettivi ed esigenze</strong></p></li><li><p><strong>orizzonte temporale</strong></p></li><li><p><strong>esito atteso dell&#8217;operazione</strong> </p></li></ul><p>la skill inizia a leggere queste informazioni unendole a quello che &#232; il contesto macroeconomico attuale cominciando a dare delle possibili soluzioni alla richiesta effettuata.</p><p>Qui arriviamo al punto cruciale: le soluzioni avanzate non devono essere una proposta definitiva da comunicare all&#8217;investitore, ma piuttosto essere <strong><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">una base per stimolare una riflessione e mettere in discussione un&#8217;analisi che io, come professionista, devo aver fatto ancor prima di interrogare l&#8217;intelligenza artificiale.</mark></strong></p><p>Devo costruire un portafoglio per una dato cliente con determinate esigenze? Bene, prima sar&#242; io a vagliare le possibili proposte e soluzioni e solo allora interrogher&#242; l&#8217;IA. Non per avere una proposta diversa dalla mia, ma appunto per allargare la mia visione, per fornirmi punti di vista alternativi, per concedermi di vedere quella proposta da un&#8217;angolazione che potrei non aver preso in considerazione o per sincerarmi di non aver trascurato dettagli che potrebbero rivelarsi importanti.</p><p><strong>Questo credo possa essere il vero valore dell&#8217;IA in un lavoro come questo.</strong></p><p>Io avevo previsto un 60% di mercato azionario, ma tu LLM dall&#8217;alto dell&#8217;enorme mole di dati che puoi macinare hai previsto un peso diverso?</p><p>Legittimo, ma spiegami il perch&#232; sei arrivata a questa conclusione, quali driver hai preso in considerazione, su quale base di dati storici. Ci sta? Non ci sta?</p><p><strong><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">La decisione finale deve spettare chiaramente a me, ma questo &#232; un processo che trovo interessantissimo non tanto per rendere migliore la proposta che sto costruendo ora, ma per rendere sempre pi&#249; precise e profonde quelle che verranno in futuro.</mark></strong></p><p>Inoltre la skill va nel tempo integrata e approfondita.</p><p>Inizialmente prendeva per buoni i 5 /6 dati che gli comunicavo io e poi iniziava a macinare informazioni dal web. Informazioni spesso anche contrastanti tra loro, con il risultato di arrivare a risposte troppo generiche e di pochissimo valore per la necessit&#224; di mediare tra punti di vista alternativi.</p><p>Procedendo con il lavoro la skill &#232; stata mano a mano potenziata (e verr&#224; sempre pi&#249; potenziata) con elementi  fondamentali provenienti da:</p><ul><li><p><strong>la mia filosofia di investimento e costruzione dei portafogli</strong></p></li><li><p><strong>delle regole universali e generali, dei paletti oltre il quale non uscire mai.</strong></p></li></ul><p><strong>La cosa secondo me stupenda &#232; che pi&#249; la skill diventa &#8220;brava&#8221;, cio&#232; pi&#249; migliora nell&#8217;applicare la filosofia e le regole che stiamo stabilendo, e sempre di maggiore qualit&#224; sono le riflessioni che stimola e i punti di vista che &#232; in grado di aprire.</strong></p><p>E pi&#249; le riflessioni che stimola sono di qualit&#224; e pi&#249; siamo in grado di definire ulteriori regole e legami virtuosi per migliorare la skill stessa.</p><p><strong>Insomma, si innesta un circolo virtuoso per cui pi&#249; la skill viene usata e pi&#249; il processo di analisi e costruzione di portafoglio da parte mia pu&#242; essere profondo e preciso.</strong></p><div><hr></div><h2>Devo costruire un portafoglio per una dato cliente con determinate esigenze? Bene, prima sar&#242; io a vagliare le possibili proposte e soluzioni e solo allora interrogher&#242; l&#8217;IA. Non per avere una proposta diversa dalla mia, ma appunto per allargare la mia visione, per fornirmi punti di vista alternativi, per concedermi di vedere quella proposta da un&#8217;angolatura che potrei non aver preso in considerazione o per sincerarmi di non aver trascurato dettagli che potrebbero rivelarsi importanti.</h2><div><hr></div><p><em>Nota doverosa: ogniqualvolta l&#8217;IA viene interrogata i dati inseriti per ricostruire profili dei clienti e portafogli gi&#224; esistenti sono puliti di qualsiasi dato sensibile: dati anagrafici, reddituali e professionali, numeri di conto o di deposito titoli non sono in alcun modo utilizzati a tale scopo.</em></p><div><hr></div><h1>2. Studio di argomenti specifici</h1><p>Sento molti dire: sarebbe importante che l&#8217;azienda mi mettesse a disposizione il corso su questa competenza o su quell&#8217;altra. Affermazione troppo spesso utilizzata come alibi per giustificare il mancato approfondimento di determinate materie o skills.</p><p>Alibi che con l&#8217;avvento dell&#8217;IA non regge pi&#249;: <strong><mark data-color="rgb(252, 229, 205)" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">oggi puoi crearti da zero un vero e proprio corso con un profilo di buon livello per qualunque competenza tu voglia acquisire o approfondire.</mark></strong></p><p>Nel mio lavoro, che richiede studio e approfondimento continuo, questo aspetto ha un valore enorme.</p><p>Fino a pochi anni fa apprendere competenze qualificate e di livello in un settore come quello finanziario poteva essere invece molto dispendioso e faticoso.</p><p><strong>Io per esempio uso una combinazione di Claude + Perplexity + Notebook LM.</strong></p><p>Il primo passaggio &#232; stato quello di creare una skill su Claude che ho chiamato <strong>&#8220;course creator&#8221;</strong> e che, quando attivata, mi <strong>costruisce la struttura di un vero e proprio corso che mi permetta di diventare un esperto di quella materia in un tempo coerente con le ore settimanali di studio che ho da dedicare.</strong></p><p>L&#8217;output &#232; quella di una vera e propria scaletta con tutti gli argomenti da affrontare ordinati in maniera che lo studio di ogni argomento sia propedeutico all&#8217;approfondimento di quello successivo.</p><p><strong>Una volta creata la scaletta del corso passo alla combinazione di Perplexity + Notebook LM.</strong></p><p>Per ogni argomento Perplexity, con la sua ricerca verticale e specifica, mi scova tutte le migliori fonti utili al mio piano di studi. Fonti che poi sono in grado di caricare su Notebook LM sotto forma di link a siti internet, video o pdf e con le quali posso fare la vera magia.</p><div><hr></div><h2><strong>oggi puoi crearti da zero un vero e proprio corso con un profilo di buon livello per qualunque competenza tu voglia acquisire o approfondire.</strong></h2><div><hr></div><p>Notebook LM infatti, lavorando esclusivamente sulle fonti che carico, mi permette di creare nel giro di pochi secondi:</p><ul><li><p><strong>una mappa mentale che riassume i concetti chiave di quel determinato argomento;</strong></p></li><li><p><strong>dei report o delle presentazioni da trasformare in pdf e che posso caricare sul mio iPad per poterle studiare anche mentre sto prendendo il caff&#232; al bar aspettando un cliente;</strong></p></li><li><p><strong>un podcast ascoltabile (questo &#232; incredibile: posso approfondire un tema mentre mi sposto in macchina per andare in ufficio!);</strong></p></li><li><p><strong>delle flashcard se voglio mettere alla prova il mio apprendimento con quiz e domande.</strong></p></li></ul><p>Strumenti a mio modo di vedere pazzeschi che mi permettono di entrare nello specifico di argomenti anche molto complessi in maniera mille volte pi&#249; agile di prima.</p><div><hr></div><h1>3. Ricerca di idee di contenuto</h1><p><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">Ho sempre trovato difficoltoso cercare l&#8217;ispirazione per le idee da trasformare in contenuti.</mark></p><p>Fermarsi a costruire un calendario editoriale pu&#242; richiedere molto tempo e, soprattuto in un&#8217;attivit&#224; come la mia, dove il vero valore risiede nel stare con i clienti, questo pu&#242; essere a volte un problema.</p><p><strong>L&#8217;IA ha per&#242; in parte automatizzato questo processo dandomi una grossa mano.</strong></p><p>Come?</p><p>Anche qui &#232; intervenuto in mio soccorso Claude con un&#8217;altra skill che ho denominato <strong>&#8220;content researcher&#8221;</strong>. </p><p>Il funzionamento &#232; molto, molto semplice: in fase di costruzione della skill ho caricato una <strong>lista di fonti tra blog, siti accademici e istituzionali, testate professionali</strong> che sono solito consultare e che costituiscono da sempre la mia quotidiana sorgente di informazione e approfondimento.</p><p>Parliamo in questo caso di una <strong>lista di 26 siti web</strong> che sono gi&#224; il risultato di una scrematura imposta da Claude che non &#232; in grado di &#8220;leggere&#8221; alcune pagine web in automatico altrimenti l&#8217;elenco potrebbe essere molto pi&#249; ampio.</p><p>Come potete immaginare, consultare 26 fonti ogni giorno alla ricerca di spunti e idee per creare nuovi contenuti, tra appuntamenti, spostamenti, lavoro d&#8217;ufficio etc &#232; praticamente impossibile.</p><p>Content researcher segue invece un processo molto semplice quando viene attivata:</p><ol><li><p><strong>legge al posto mio i siti web;</strong></p></li><li><p><strong>prende in considerazione solamente i contenuti e gli articoli pubblicati negli ultimi sette giorni;</strong></p></li><li><p><strong>seleziona 10 articoli che potrebbero essere una buona base per la creazione di contenuti da pubblicare online.</strong></p></li></ol><p>A questo punto entra in gioco il sottoscritto che sceglie, tra le idee proposte da Claude, quali trasformare in contenuto, che taglio dargli e come scriverle.</p><p>Alla base rimane l&#8217;idea di dover addestrare in continuazione la skill diventando sempre pi&#249; precisi sugli argomenti e i tipi di contenuti che deve selezionare, ma il semplice lavoro di ricerca &#232; per me prezioso per almeno due motivi:</p><ol><li><p><strong>mi permette di trovare molto pi&#249; velocemente e in maniera sistematica idee di contenuto da aggiungere a quelle che ricavo giornalmente dall&#8217;esperienza sul campo con i miei clienti;</strong></p></li><li><p><strong>mi permette di rimanere &#8220;sul pezzo&#8221; sulle notizie, gli aggiornamenti e le novit&#224; anche in fasi in cui sono completamente assorbito dal lavoro offline e farei fatica ad avere un momento libero per leggere e approfondire.</strong></p></li></ol><p>Non male eh?</p><div><hr></div><h1>4. Analisi scenari previdenziali</h1><p><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">Oggi il tema della previdenza sta diventando sempre pi&#249; delicato e una corretta analisi dei propri scenari futuri in tal senso &#232; un aspetto imprescindibile di qualunque pianificazione finanziaria che possa ritenersi degna di questo nome.</mark></p><p>Parlare di previdenza per&#242; non si pu&#242; limitare ad affermazioni come:</p><ul><li><p>&#8220;la pensione si allontana sempre di pi&#249;&#8221;</p></li><li><p>&#8220;la tua pensione sar&#224; sempre pi&#249; bassa&#8221;</p></li><li><p>&#8220;devi mettere da parte denaro altrimenti non potrai mantenere il tuo tenore di vita&#8221;</p></li></ul><p><strong>Tutto corretto eh, ma un&#8217;analisi seria deve essere suffragata da numeri reali e che riguardino il caso specifico di ciascuna persona.</strong></p><p>Ognuno di noi ha una storia lavorativa e contributiva differente e pensare dunque di stimare la reale traiettoria previdenziale di tutti utilizzando solo regole generali pu&#242; essere un p&#242; limitante.</p><p>Al tempo stesso &#232; bene essere consapevoli che la materia previdenziale &#232; forse tra le pi&#249; complesse nel nostro Paese e va, per questo motivo, maneggiata con cura.</p><p>A tal proposito ho iniziato a lavorare su una nuova skill chiamata <strong>&#8220;analisi previdenziale&#8221;</strong>. Skill che per&#242;, vista la delicatezza della materia, non &#232; ancora effettivamente operativa ed &#232; in fase di elaborazione proprio perch&#232; i lati da cui &#232; necessario guardare ogni posizione sono molteplici e il rischio di errore pu&#242; essere notevole.</p><p><strong><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">L&#8217;idea &#232; che la skill, conoscendo il tuo reddito, la tua storia contributiva, le risorse che hai gi&#224; accantonato ai fini previdenziali (TFR, fondi pensione etc) e il tuo profilo possa stimare gli scenari previdenziali in cui potrai imbatterti in modo tale da poter attivare di conseguenza le misure necessarie ad evitare tra questi scenari, quelli pi&#249; penalizzanti. </mark></strong></p><p>Qui la sfida &#232; quella di riuscire a creare uno strumento che, con una soglia di precisione pi&#249; alta possibile, possa navigare correttamente tra una valanga di scenari che spesso si intrecciano o sono alternativi tra loro in una combinazione infinita di diramazioni.</p><p>L&#8217;univa vera chance di rendere questa skill completamente operativa &#232; quindi quella di costruirla mattoncino dopo mattoncino fino a quando non sar&#242; certo che &#232; in grado di prendere in considerazione davvero tutti gli scenari possibili (fino ad allora continuer&#224; ad esserci solamente il mio lavoro&#8221;manuale&#8221;).</p><p>Insomma, un bel lavoro! </p><p>Lavoro per&#242; fondamentale su un argomento che avr&#224; un rilievo sempre pi&#249; importante per i risparmiatori nei prossimi anni.</p><div><hr></div><h1>5. Analisi bilanci e aziende</h1><p><strong><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">Molto spesso analizzare il patrimonio di un cliente imprenditore significa anche prendere in considerazione una ricchezza legata a doppio filo con l&#8217;azienda che ha creato e che porta avanti.</mark></strong> Ecco che il bilancio dell&#8217;azienda e tutte le informazioni patrimoniali ad esso collegate possono diventare una miniera d&#8217;oro dal quale ricavare informazioni utili a rendere l&#8217;analisi e la pianificazione patrimoniale pi&#249; efficace e puntuale.</p><p><strong>Ovviamente per la parte che mi compete e senza la pretesa di sostituirmi ai professionisti che in quest&#8217;ambito possono e devono avere maggiori competenze delle mie come commercialisti, tributaristi, studi legali etc.</strong></p><p>Con l&#8217;IA caricare i documenti patrimoniali di un&#8217;azienda e ottenere alcuni elementi di riflessione pu&#242; essere molto veloce.</p><p>Sempre ad una condizione: <strong>l&#8217;IA deve stimolare una riflessione o un ragionamento su argomenti di rilievo o offrire un punto di vista alternativo al mio, ma senza che questa possa sostituire l&#8217;elemento di &#8220;fatica&#8221; che io devo sostenere per leggere quei documenti e fare le mie valutazioni.</strong></p><p>In questo caso Claude, Notebook LM o Chat GPT possono avere il loro ruolo pi&#249; importante stimolando domande che poi io andr&#242; ad approfondire personalmente con l&#8217;imprenditore o per il tramite di professionisti dedicati qualora si vada al di fuori del mio ambito di conoscenza e competenza.</p><p>Alcuni elementi che l&#8217;IA mi pu&#242; aiutare a prendere in considerazione, con diversi livelli di profondit&#224;, a seconda delle informazioni e dei documenti in mio possesso sono:</p><ul><li><p><strong>l&#8217;ottimizzazione fiscale</strong></p></li><li><p><strong>la gestione degli accantonamenti previdenziali dei dipendenti</strong></p></li><li><p><strong>la gestione della tesoreria e della liquidit&#224; aziendale</strong></p></li><li><p><strong>la tutela delle figure chiave in azienda</strong></p></li><li><p><strong>l&#8217;ottimizzazione del passaggio generazionale</strong></p></li></ul><p><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">Aspetti per i quali una corretta pianificazione pu&#242; portare al cliente imprenditore un valore enorme che va al di l&#224; della semplice asset allocation di un portafoglio finanziario.</mark></p><div><hr></div><p>In conclusione posso dire che in questo momento sto utilizzando l&#8217;IA in due direzioni:</p><ul><li><p><strong>da una parte quella di andare ad accorciare e allo stesso tempo ottimizzare rendendole pi&#249; precise alcune attivit&#224; importanti per i processi che porto avanti, ma che possono essere tranquillamente automatizzate;</strong></p></li><li><p><strong>dall&#8217;altra, senza la pretesa di accelerare o accorciare i tempi in questo caso, quella di andare a rendere sempre pi&#249; approfonditi e professionali gli elementi della mia consulenza in grado di portare vero valore aggiunto per i clienti e quindi legati a tutto ci&#242; che riguarda l&#8217;analisi e la pianificazione.</strong></p></li></ul><p>&#200; la direzione giusta?</p><p>Come per ogni cosa sar&#224; il tempo a dirmelo, <strong><mark data-color="#fff2cc" style="background-color: rgb(255, 242, 204); color: rgb(0, 0, 0);">ma comincio a maturare una certa convinzione che se l&#8217;AI verr&#224; utilizzata come un &#8220;partner&#8221; da formare e potenziare con lo scopo di ampliare il mio raggio d&#8217;azione ed espandere la mia competenza, sar&#224; stata in ogni caso un buon investimento.</mark></strong></p><p>Nel frattempo, non mi resta che testare, provare, sbagliare, migliorare e ricominciare da capo. Giorno dopo giorno!</p><p>Alla prossima settimana!</p><p>Alex</p><div><hr></div><div class="captioned-button-wrap" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/5-modi-in-cui-uso-lia-per-il-mio?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="CaptionedButtonToDOM"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Ti &#232; piaciuto questo articolo? 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In questo caso il gestore, di solito di un fondo, stabilisce, qualora i risultati conseguiti fossero superiori ad un benchmark di riferimento, di <strong>trattenere parte di questa overperfromance appunto</strong>. </p><p>Qui ci sono secondo me due problemi su cui riflettere e che travalicano la semplice questione del &#8220;quanto pesano&#8221;:</p><ol><li><p><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">l&#8217;asimmetria legata al fatto che il gestore si va a &#8220;premiare&#8221; qualora sia stato bravo a conseguire una performance in eccesso rispetto ad un benchmark mentre non andr&#224; sicuramente a ridurre il peso del TER applicato al risparmiatore in caso contrario e cio&#232; quando la performance sar&#224; inferiore a quella del benchmark;</mark></p></li><li><p><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">la possibilit&#224; che il gestore possa essere incentivato a prendersi maggiori rischi per portare a casa una performance superiore al benchmark.</mark></p></li></ol><p>Storicamente le commissioni di performance sono state giustificate come un <strong>incentivo per il gestore a &#8220;svolgere meglio il proprio lavoro&#8221;</strong> cecando di ottenere delle performance aggiuntive rispetto al mercato di riferimento.</p><p>Da questo punto di vista nulla di male effettivamente: se il mio fondo rende addirittura pi&#249; del benchmark di riferimento potrei anche essere contento di pagare qualcosa in pi&#249; al gestore artefice di tale risultato.</p><p>Il problema per&#242; sta, anzi stava, nel come veniva impostato il pagamento di questo tipo di commissioni e qui la chiave &#232; oggi nella presenza o assenza del meccanismo noto come <strong>high water mark.</strong></p><p><strong>Questa &#232; una clausola contrattuale grazie alla quale l&#8217;investitore non paga la commissione fino a quando il fondo non supera il massimo raggiunto in precedenza ed evitando che si paghino delle commissioni di performance nei casi in cui il fondo sta s&#236; battendo il benchmark, ma nel concreto sta solo recuperando delle perdite pregresse.</strong></p><p>L&#8217;assenza di questo meccanismo comporterebbe il pagamento di commissioni molto pi&#249; elevate, ma <strong>grazie all&#8217;introduzione degli <a href="https://www.esma.europa.eu/sites/default/files/library/esma34-39-992_guidelines_on_performance_fees_it.pdf">Orientamenti ESMA sulle commissioni di performance del 2021</a> l&#8217;adozione &#232; diventata praticamente obbligatoria.</strong></p><p><strong>Nei casi in cui troverai fondi che prevedano il pagamento di commissioni di performance la clausola dell&#8217;high water mark dovrebbe essere quindi certa, ma vale comunque la pena chiedersi se, per il tuo caso specifico, abbia senso o meno il rischio di vedere comunque applicate tali commissioni.</strong></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!komO!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F544c584d-7e8d-45c5-988a-f92e89de9e2a_715x139.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!komO!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_424, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, /__u/alexpozzi.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F544c584d-7e8d-45c5-988a-f92e89de9e2a_715x139.png 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!komO!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_848, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, 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src="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!komO!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F544c584d-7e8d-45c5-988a-f92e89de9e2a_715x139.png" width="715" height="139" 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&#8364;3.000 (3% x &#8364;100.000) e la cifra che sar&#224; effettivamente investita e destinata a lavorare sui mercati sar&#224; &#8364;97.000 (&#8364;100.000 - &#8364;3.000).</p><p><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">A onor del vero le commissioni di ingresso applicate agli investimenti Pic (in unica soluzione) sono sempre pi&#249; rare, almeno per quel che riguarda la mia esperienza diretta.</mark></p><p><strong>Continuo invece a trovare molto di frequente, tra le varie analisi di portafoglio che eseguo per clienti e non, caricamenti di ingresso su investimenti strutturati come versamenti ricorrenti o programmati. Praticamente dei Pac.</strong></p><p>In questo caso la commissione &#232; applicata su ogni versamento (mensile o annuale) effettuato all&#8217;interno del piano con l&#8217;<mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">evidente controindicazione di andare a moltiplicare i costi penalizzando la crescita e la capitalizzazione composta.</mark></p><p>Questa struttura &#232; tipica dei Pac di natura assicurativa, quelli cio&#232; dove la rata mensile viene versata, anzich&#232; su un fondo, su investimenti assicurativi di solito di tipo unit linked.</p><p>Il problema &#232; che in moltissimi casi la presenza di questa commissione ricorrente diventa una sentenza su quello che sar&#224; il risultato, inevitabilmente deludente, che si otterr&#224; alla fine del piano.</p><p>Ecco un esempio di uno strumento che funziona con questo meccanismo:</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!VwLZ!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdfc46d48-da6e-442d-acc6-dc1c2b77aa2b_857x166.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!VwLZ!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_424, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, /__u/alexpozzi.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdfc46d48-da6e-442d-acc6-dc1c2b77aa2b_857x166.png 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!VwLZ!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_848, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, 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Commissione che scende, ma rimane significativa, negli anni successivi fino ad azzerarsi dal ventunesimo anno in poi. E su ogni versamento aggiuntivo viene applicata un&#8217;ulteriore commissione del 5%.</p><p>Insomma, ipotizzando un versamento annuale di &#8364;2.400, in 20 anni si andrebbero a pagare &#8364;3.600 di commissioni su un totale di &#8364;48.000 investititi, <strong>vale a dire un 7,5% complessivo sulla somma investita.</strong></p><p>Se consideriamo che ai caricamenti di ingresso bisogna sommare commissioni di gestione, commissioni di switch e ribilanciamento, commissioni di uscita e tassazione (se hai la fortuna di chiudere in plusvalenza) <strong>o hai la certezza che i gestori dei fondi sottostanti la polizza siano molto bravi e portino a casa risultati stellari oppure ti devi rassegnare al fatto di conseguire un risultato a dir poco deludente.</strong></p><h1>Commissioni di uscita</h1><p>Le commissioni di uscita sono di fatto un pedaggio da sostenere per riavere indietro i tuoi soldi dopo che sono stati investiti.</p><p><strong>Possono essere applicate in misura fissa o in percentuale e nella stragrande maggioranza dei casi prevedono una struttura cosiddetta a &#8220;tunnel&#8221; dove le commissioni sono inizialmente pi&#249; alte per poi diminuire o azzerarsi mano a mano che passa il tempo.</strong></p><p>La giustificazione che sento pi&#249; frequentemente per la presenza delle commissioni di uscita &#232; che favorirebbero un comportamento virtuoso da parte del risparmiatore inducendolo a mantenersi investito per il corretto orizzonte temporale previsto da quella determinata tipologia di investimento.</p><p><strong>Dal mio punto di vista &#8220;educare&#8221; i risparmiatori ai giusti comportamenti colpendoli sul portafoglio non &#232; l&#8217;approccio migliore.</strong></p><p><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">Per stimolare i giusti comportamenti, a mio avviso, l&#8217;approccio dovrebbe essere infatti quello di una corretta pianificazione che tenga conto di obiettivi, fragilit&#224; e orizzonte temporale. </mark></p><p><strong><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">In questi casi il cliente sostiene gi&#224; di per se&#8217; un rischio legato al fatto che tale orizzonte temporale non venga rispettato, senza che debba essere ulteriormente gravato di costi di natura monetaria.</mark></strong></p><p>Facciamo un esempio molto semplice, ma significativo:</p><p>se ho stabilito un orizzonte temporale di lungo periodo e ho quindi investito il mio denaro sul mercato azionario, disinvestendo dopo pochi anni (a causa di un&#8217;emergenza o un imprevisto per cui non sia stato possibile tutelarsi in precedenza) mi prendo gi&#224; sulle spalle il rischio che in quel ristretto periodo il mercato azionario non abbia portato i risultati desiderati (o addirittura abbia condotto a dei risultati negativi). <strong>Sarebbe molto spiacevole se, oltre a questo, dovessi sostenere anche degli ulteriori costi monetari legati alle commissioni di uscita.</strong></p><div><hr></div><h1>Commissioni di &#8220;consulenza evoluta&#8221;</h1><p>Questa &#232; una voce che si trova con sempre pi&#249; frequenza nei portafogli degli italiani.</p><p>Tuttavia in questo caso &#232; necessario fare chiarezza: <mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">molte realt&#224; legate alla gestione del risparmio e del patrimonio si sono dotate di meccanismi di consulenza evoluta per servire clienti con patrimoni, non solo finanziari, di grandi dimensioni e quindi con maggiori complessit&#224;. L&#8217;idea, giustissima secondo me, &#232; quella di affiancare la classica consulenza finanziaria basata su asset allocation e gestione del risparmio con servizi in grado di intercettare le esigenze di una clientela con bisogni articolati</mark>:</p><ul><li><p><strong>gestione del patrimonio immobiliare</strong></p></li><li><p><strong>pianificazione fiscale</strong></p></li><li><p><strong>pianificazione del patrimonio aziendale e societario</strong></p></li><li><p><strong>accesso a servizi di consulenza legale</strong></p></li><li><p><strong>accesso a servizi di investment banking e finanza straordinaria</strong></p></li></ul><p>In questo caso la consulenza evoluta, oltre ad un nome attraente, ha un contenuto di reale valore in quanto &#232; fondamentale che patrimoni importanti e strutturati possano accedere a servizi specializzati e di alto livello.</p><p><strong>Il problema &#232; quando il termine &#8220;consulenza evoluta&#8221; diventa un mero contenitore con un nome sexy e con il solo obiettivo di applicare commissioni aggiuntive.</strong></p><p>Se il tuo obiettivo &#232; semplicemente investire &#8364;50.000 o &#8364;100.000 non hai bisogno di un servizio di consulenza evoluta. <strong>Hai solo bisogno di un bravo consulente che ti faccia riflettere sui tuoi obiettivi e costruisca insieme a te una proposta di investimento in linea con essi.</strong></p><p><strong>Se invece ti stanno proponendo un servizio di consulenza evoluta, magari giustificandolo con la possibilit&#224; di accedere ad una gamma esclusiva di fondi o ETF o con l&#8217;opportunit&#224; di avere un report sui mercati con una bella veste grafica ogni settimana sulla tua mail in cambio di un fee applicata sul tuo patrimonio, dovresti farti due domande e chiederti se sia realmente necessario.</strong></p><div><hr></div><h1>Costi di riduzione</h1><p>Questa &#232; una delle commissioni pi&#249; fantasiose, ma anche pi&#249; fastidiose che mi &#232; capitato di trovare.</p><p>Onestamente non saprei dire quanto frequenti siano queste tipologie di costi, ma ne voglio parlare perch&#232; mi sono imbattuto in essi per ben 3 volte nelle sole ultime due settimane.</p><p><strong>I costi di riduzione, tipici anche in questo caso di investimenti assicurativi strutturati come piani di versamenti ricorrenti, prevedono che il capitale versato sia &#8220;ridotto&#8221;, appunto, nel caso il piano dei versamenti venga interrotto.</strong></p><p>Di quanto viene ridotto? Di solito esiste una percentuale che diminuisce via via che passano gli anni e che viene moltiplicata per le annualit&#224; di versamenti mancanti.</p><p>Facciamo un esempio reale:</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!vZOL!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ffe731787-23be-463e-af6c-360744625a5d_872x262.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!vZOL!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_424, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, /__u/alexpozzi.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ffe731787-23be-463e-af6c-360744625a5d_872x262.png 424w, 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Interrompendo anticipatamente i versamenti si viene penalizzati con i costi di riduzione.</p><p><strong><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">Per esempio, interrompendo il piano dopo 10 anni verrebbe applicata una percentuale di riduzione dello 0,5% moltiplicata per le annualit&#224; mancanti al termine del piano. La penalizzazione sarebbe quindi del 5% (0,5% x 10 anni).</mark></strong></p><p><strong>Insomma, una bella botta!</strong></p><p><strong>Anche in questo caso la motivazione &#8220;commerciale&#8221; potrebbe essere quella di incentivare l&#8217;investitore a mantenere l&#8217;investimento per il corretto orizzonte temporale, ma a dir la verit&#224; suona molto di pi&#249; come un vincolo psicologico volto ad evitare il riscatto delle somme investite.</strong></p><div><hr></div><p>Abbiamo insomma visto che nascosti nei nostri portafogli possono esserci costi di ogni tipo, spesso anche con connotazioni a dir poco fantasiose.</p><p><strong>Ecco perch&#232; periodicamente potrebbe aver senso analizzare i propri investimenti per individuare aree di inefficienza che minacciano crescita e rendimenti.</strong></p><p>Detto questo voglio ribadire ancora una volta un concetto: <strong><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">un costo di per se&#8217; potrebbe non essere un problema a fronte di un servizio che mi guida realmente verso la creazione di ricchezza e la valorizzazione del patrimonio </mark></strong><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">a meno che le sue dimensioni non siano palesemente fuori scala (un caricamento del 9,5% per 10 anni su un Pac &#232; secondo me difficilmente giustificabile).</mark></p><p><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">Il problema &#232; quando la ratio stessa dei costi applicati va a minare alcuni concetti che stanno alla base di una corretta pianificazione finanziaria come:</mark></p><ul><li><p><strong><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">flessibilit&#224;</mark></strong></p></li><li><p><strong><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">semplicit&#224;</mark></strong></p></li><li><p><strong><mark data-color="#fce5cd" style="background-color: rgb(252, 229, 205); color: rgb(0, 0, 0);">chiarezza</mark></strong></p></li></ul><p>Detto questo, io ho terminato!</p><p><strong><mark data-color="#d0e0e3" style="background-color: rgb(208, 224, 227); color: rgb(0, 0, 0);">Se questo articolo ti ha fatto venire qualche dubbio sui tuoi investimenti, o su quelli che stai per fare, e vuoi procedere ad un&#8217;analisi di portafoglio non devi far altro che rispondermi a questa mail.</mark></strong></p><p>Come sempre spero di essere stato utile ad aggiungere un altro pezzettino alla tua personale Visione Finanziaria!</p><p>Ci vediamo luned&#236;!</p><p>Alex</p><div><hr></div><div class="captioned-button-wrap" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/4-voci-di-costo-a-cui-devi-fare-attenzione?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="CaptionedButtonToDOM"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Se pensi che questo articolo possa essere utile a qualcuno condividilo e contribuisci anche tu a diffondere una maggiore consapevolezza finanziaria!</em></p></div><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/4-voci-di-costo-a-cui-devi-fare-attenzione?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/alexpozzi.substack.com/p/4-voci-di-costo-a-cui-devi-fare-attenzione?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p></div><div><hr></div><p></p><p></p><h1></h1><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[F.I.R.E.: il metodo che ti manda in pensione a 40 anni.]]></title><description><![CDATA[Se non ne hai mai sentito parlare, per&#242;, &#232; perch&#232; non &#232; esattamente cos&#236; facile da applicare.]]></description><link>https://alexpozzi.substack.com/p/fire-il-metodo-che-ti-manda-in-pensione</link><guid isPermaLink="false">https://alexpozzi.substack.com/p/fire-il-metodo-che-ti-manda-in-pensione</guid><dc:creator><![CDATA[Alex Pozzi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:13:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/2c3fb3d1-202a-4065-8d28-b7a3c7d1793e_1731x909.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><strong>Financial.</strong></p><p><strong>Indipendence.</strong></p><p><strong>Retire. </strong></p><p><strong>Early.</strong></p><p><strong><mark data-color="#f9cb9c" style="background-color: rgb(249, 203, 156); color: rgb(0, 0, 0);">Indipendenza finanziaria, pensione anticipata</mark></strong>: potremmo tradurre cos&#236; le quattro parole che danno vita ad uno degli acronimi pi&#249; famosi (perlomeno nel mondo anglossassone) tra i cultori del risparmio e della disciplina finanziaria utilizzate come leve per ribellarsi all&#8217;ineluttabilit&#224; di sistemi previdenziali che ci &#8220;promettono&#8221; di godere dell&#8217;agognata pensione sempre pi&#249; tardi e con sempre meno risorse.</p><h1>F.I.R.E. </h1><p>E&#8217; proprio questo il nome di un movimento, diventato poi metodo o protocollo, che promette, tramite gestione del risparmio rigorosa, disciplina ferrea e stile di vita sobrio, di raggiungere l&#8217;agognato obiettivo di una pensione anticipata &#8220;finanziata&#8221;, per cos&#236; dire, dalle risorse accantonate negli anni e sapientemente investite.</p><div><hr></div><h1>Da dove nasce il F.I.R.E.</h1><p>Procediamo per&#242; con ordine: <strong>da dove arriva l&#8217;idea alla base del metodo F.I.R.E.?</strong></p><p>Le sue radici affondano nei primi anni '90, quando <strong>Vicki Robin</strong> e <strong>Joe Dominguez</strong> pubblicarono il libro che negli Stati Uniti &#232; diventato poi il testo fondativo del movimento, incentrato sull'idea che <strong><mark data-color="#f9cb9c" style="background-color: rgb(249, 203, 156); color: rgb(0, 0, 0);">il denaro non sia altro che tempo di vita convertito in lavoro e che ogni acquisto vada valutato in base a quante ore di lavoro costa davvero.</mark> </strong></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!mSgv!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ffb4a2890-9c67-4adc-abb1-9572ff430c7b_5712x4284.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!mSgv!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_424, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, 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vent'anni, fino a quando, a partire dal 2011, un blogger americano noto come <strong>Mr. Money Mustache</strong> lo ha reso di dominio pubblico, <mark data-color="#f9cb9c" style="background-color: rgb(249, 203, 156); color: rgb(0, 0, 0);">raccontando nel suo blog come lui e sua moglie fossero riusciti a ritirarsi dal lavoro poco dopo i trent'anni grazie a un tasso di risparmio estremo e a uno stile di vita volutamente sobrio.</mark></p><p>Da l&#236; il F.I.R.E. si &#232; diffuso in tutto il mondo occidentale, Italia compresa, dove negli ultimi anni sono nati blog, community e persino libri dedicati a un adattamento della filosofia al contesto italiano.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!WfIB!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff790c93d-c416-48ff-bfda-3acf51cebb92_400x400.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!WfIB!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_424, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, /__u/alexpozzi.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff790c93d-c416-48ff-bfda-3acf51cebb92_400x400.jpeg 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!WfIB!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_848, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, /__u/alexpozzi.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff790c93d-c416-48ff-bfda-3acf51cebb92_400x400.jpeg 848w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!WfIB!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_1272, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, 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Ex ingegnere software ritiratosi dal lavoro a poco pi&#249; di 30 anni grazie al metodo F.I.R.E..</em></h6><div><hr></div><div class="captioned-button-wrap" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/fire-il-metodo-che-ti-manda-in-pensione?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="CaptionedButtonToDOM"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Se conosci qualcuno che sta cercando la &#8220;ricetta&#8221; per andare in pensione prima del previsto, quest&#8217;articolo potrebbe essere interessante!</em></p></div><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/fire-il-metodo-che-ti-manda-in-pensione?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/alexpozzi.substack.com/p/fire-il-metodo-che-ti-manda-in-pensione?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p></div><div><hr></div><p></p><h1><strong>Come funziona nel concreto il metodo F.I.R.E.?</strong></h1><p>Il cuore del metodo &#232; semplice da enunciare: </p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong>accumulare un capitale investito pari a circa 25-30 volte la propria spesa annuale, in modo che i rendimenti del portafoglio siano sufficienti a coprire le uscite senza dover pi&#249; lavorare.</strong> </p></div><p>Il moltiplicatore non &#232; preso a caso: deriva dalla cosiddetta <strong>regola del 4%</strong>, il tasso di prelievo che la ricerca accademica ha storicamente indicato come &#8220;sostenibile&#8221; per non esaurire un portafoglio in un orizzonte di almeno trent'anni. </p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong><mark data-color="#f9cb9c" style="background-color: rgb(249, 203, 156); color: rgb(0, 0, 0);">Ergo, se metto da parte un capitale pari a 25-30 volte le mie spese annuali e lo investo correttamente, prelevando il 4% all&#8217;anno di quel capitale ne avr&#242; abbastanza per vivere i prossimi anni senza lavorare e senza esaurire i soldi.</mark></strong></p></div><p>Attorno a questa versione &#8220;pura&#8221; del F.I.R.E. si sono sviluppate successivamente diverse varianti. Tra queste potremmo citare:</p><ul><li><p>Il <strong>Lean F.I.R.E</strong> che punta ad uno stile di vita minimale anche nella fase di decumulo e che pu&#242; dunque accettare un capitale target pi&#249; contenuto. </p></li><li><p>Il <strong>Fat F.I.R.E</strong>. che al contrario mantiene un tenore di vita elevato anche dopo il ritiro e richiede quindi un capitale molto pi&#249; ampio. </p></li><li><p>Il <strong>Coast F.I.R.E</strong>. prevede invece di accumulare presto un capitale che, lasciato crescere per interesse composto, baster&#224; da solo a garantire la pensione all'et&#224; convenzionale, permettendo nel frattempo di lavorare senza l'ossessione del risparmio estremo. </p></li><li><p>Il <strong>Barista F.I.R.E.</strong>, infine, &#232; un compromesso: si lascia il lavoro principale, ma si continua con un'occupazione part-time o pi&#249; leggera per coprire parte delle spese.</p></li></ul><p><strong>Al netto delle etichette, il valore del F.I.R.E. sta soprattutto nella disciplina che impone. </strong></p><ul><li><p><strong>Tracciare le proprie spese</strong></p></li><li><p><strong>Automatizzare il risparmio</strong></p></li><li><p><strong>Investire con costanza indipendentemente dall'andamento dei mercati</strong></p></li></ul><p>Questi sono comportamenti che qualsiasi consulente ti raccomanderebbe a prescindere dall'obiettivo di andare in pensione a quarant'anni. Senza contare che il metodo offre inoltre un orizzonte psicologico potente: <strong>sapere "per cosa" si sta risparmiando aiuta molte persone a resistere alla tentazione della spesa impulsiva molto pi&#249; di un generico consiglio a "risparmiare di pi&#249;".</strong></p><p><strong>Dare un nome ai soldi che risparmiamo &#232; spesso la prima grande azione da intraprendere per essere certi di avvicinarsi ai propri obiettivi finanziari.</strong></p><div><hr></div><h1>I limiti del metodo per un risparmiatore italiano.</h1><p>Sulla carta tutto straordinario.</p><p>Se per&#242; andiamo ad analizzare nel concreto la validit&#224; o meglio, l&#8217;applicabilit&#224;, del metodo nel contesto italiano le cose iniziano a complicarsi ed &#232; giusto dirlo con chiarezza. </p><ol><li><p>In primis &#232; fondamentale riconoscere un primo grande limite al F.I.R.E. applicato all&#8217;Italia e riguarda proprio la sua premessa aritmetica: <strong>gli stipendi italiani sono mediamente pi&#249; bassi rispetto non solo a quelli statunitensi, ma in generale anche a quelli medi dei Paesi Ocse.</strong></p><p>Questo vuol dire che poter pensare di <strong>mantenere un tasso di risparmio annuo tra il 30% e il 50%</strong>, ovvero quello che renderebbe realizzabile il raggiungimento del capitale target a seconda della versione scelta, &#232;, per la maggior parte dei cittadini italiani, un&#8217;impresa a dir poco titanica.</p><p>Nel <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conto-trimestrale-ap-reddito-famiglie-profitti-societa-i-trimestre-2026/"><mark data-color="#ffff00" style="background-color: rgb(255, 255, 0); color: rgb(0, 0, 0);">primo trimestre del 2026</mark></a> il tasso di risparmio degli italiani si &#232; attestato ad un livello intorno all&#8217;8%, ben distante dalle percentuali cui accennato in precedenza.</p></li><li><p>C&#8217;&#232; poi un secondo limite, pi&#249; tecnico, ma altrettanto rilevante: <strong>la regola del 4% nasce da studi condotti sui mercati azionari statunitensi del Novecento</strong>, che hanno avuto la miglior performance tra tutti i mercati sviluppati. Un investitore europeo si troverebbe dunque calato all&#8217;interno del seguente dilemma:</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong>concentrare l&#8217;intero portafoglio di investimenti sul mercato USA con l&#8217;assunzione di un elevato rischio specifico o adottare un approccio maggiormente diversificato accettando il fatto che le stime in merito alla regola di prelievo del 4% possano essere state eccessivamente ottimistiche?</strong></p></div><p><mark data-color="#f9cb9c" style="background-color: rgb(249, 203, 156); color: rgb(0, 0, 0);">Applicare dunque la regola del 4% a un portafoglio con esposizione globale significa scontrarsi con un secolo fatto di guerre mondiali, iperinflazione e chiusure di borsa che i dati americani semplicemente non riflettono</mark>: </p><p>a tal proposito &#232; interessante la <a href="https://www.financialplanningassociation.org/sites/default/files/2021-10/DEC10%20JFP%20Pfau%20PDF.pdf"><mark data-color="#ffff00" style="background-color: rgb(255, 255, 0); color: rgb(0, 0, 0);">ricerca del </mark></a><strong><a href="https://www.financialplanningassociation.org/sites/default/files/2021-10/DEC10%20JFP%20Pfau%20PDF.pdf"><mark data-color="#ffff00" style="background-color: rgb(255, 255, 0); color: rgb(0, 0, 0);">professor Wade Pfau</mark></a></strong> che ha mostrato come, <strong>se prendiamo in considerazione il solo mercato europeo, i tassi di prelievo storicamente sostenibili siano stati ben inferiori a quelli calcolati sul mercato statunitense. </strong></p></li><li><p>C&#8217;&#232; inoltre da considerare <strong>la variabile fiscale che in Italia pesa pi&#249; che altrove soprattutto sulla fase di decumulo</strong>: i guadagni da fondi, ETF e strumenti azionari in generale sono tassati al 26% (contro il 12,5% riservato ai titoli di Stato di paesi &#8220;white list&#8221;). <strong>Chi costruisce un piano di prelievi basato su un rendimento lordo del 4% deve quindi ricordarsi che il rendimento netto disponibile per vivere sar&#224; sensibilmente pi&#249; basso, a seconda di come il portafoglio &#232; composto e di quale regime fiscale si sceglie.</strong></p><p>C'&#232; poi una particolarit&#224; che riduce ulteriormente l'efficienza fiscale rispetto a quanto un investitore abituato ai mercati anglosassoni potrebbe aspettarsi: <strong>le plusvalenze da fondi o ETF sono classificate in Italia come "redditi di capitale" e non come "redditi diversi", una distinzione tecnica che in pratica impedisce di compensare i guadagni realizzati su un fondo o ETF con eventuali perdite realizzate su altri fondi o ETF nello stesso anno fiscale.</strong></p><p>Aspetto questo che pone molte pi&#249; complessit&#224; nella costruzione del portafoglio.</p><div class="pullquote"><p>Poter pensare di mantenere un tasso di risparmio annuo tra il 30% e il 50%, ovvero quello che renderebbe realizzabile il raggiungimento del capitale target a seconda della versione scelta, &#232;, per la maggior parte dei cittadini italiani, un&#8217;impresa a dir poco titanica.</p></div></li></ol><h1>Mettiamo in fila i numeri</h1><p>Se una famiglia italiana risparmia oggi l'8% circa del proprio reddito disponibile, e il F.I.R.E. richiede tassi di risparmio del 30-50%, il divario non &#232; una questione di piccoli aggiustamenti, ma di un cambio radicale di priorit&#224; di spesa sostenibile solo per chi ha redditi molto alti o <strong>&#232; disposto a modificare in profondit&#224; il proprio stile di vita anche a costo di abbassare sensibilmente il proprio tenore di vita.</strong></p><p><strong>Per un risparmiatore italiano, il F.I.R.E. ha probabilmente pi&#249; senso come &#8220;cassetta degli attrezzi&#8221; che come obiettivo da inseguire alla lettera. </strong></p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong>Tracciare le spese, automatizzare gli investimenti, calcolare il proprio "numero" di indipendenza finanziaria sono pratiche utili indipendentemente dal traguardo che ci si pone e se il tuo obiettivo &#232; quello di interiorizzare queste abitudini senza essere ossessionato dal tema del &#8220;retire early&#8221; allora il metodo F.I.R.E. pu&#242; essere una buona stella polare da seguire per migliorare la gestione delle tue finanze personali.</strong></p></div><p><strong><mark data-color="#f9cb9c" style="background-color: rgb(249, 203, 156); color: rgb(0, 0, 0);">Chi vuole applicare il metodo in modo pi&#249; aderente al contesto italiano farebbe bene a considerare un tasso di prelievo pi&#249; prudente del 4% classico, a tenere conto dell'impatto fiscale gi&#224; in fase di accumulo e a valutare varianti meno estreme come il Coast FIRE, che si adattano meglio a una carriera lavorativa che in Italia resta comunque difficile da eliminare del tutto dal proprio piano.</mark></strong></p><p>Il F.I.R.E. in versione integrale, ritirarsi completamente dal lavoro a 40 anni vivendo di rendita, resta un obiettivo realistico solo per una minoranza molto ristretta di risparmiatori italiani: <strong>chi ha un reddito significativamente sopra la media, pochi vincoli familiari nella fase di accumulo e la disciplina per sostenere tassi di risparmio fuori dal comune per un periodo prolungato.</strong> </p><p>Per la maggior parte delle persone pu&#242; essere invece semplicemente il metodo che aiuta a costruire prima e meglio la propria libert&#224; finanziaria, qualunque forma essa prenda. </p><p><strong>Cosa che, mi permetto di dire, non &#232; poco!</strong></p><div><hr></div><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Se ti interessano argomenti come quelli di quest&#8217;articolo non devi far altro che iscriverti e ogni luned&#236; riceverai un nuovo approfondimento sulla tua mail.</em></p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><div><hr></div><p>Al prossimo luned&#236;!</p><p>Alex</p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[È arrivato il momento di ripensare la diversificazione?]]></title><description><![CDATA[O forse dovremmo dire: &#232; arrivato il momento di "diversificare" la diversificazione?]]></description><link>https://alexpozzi.substack.com/p/e-arrivato-il-momento-di-ripensare</link><guid isPermaLink="false">https://alexpozzi.substack.com/p/e-arrivato-il-momento-di-ripensare</guid><dc:creator><![CDATA[Alex Pozzi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 16:14:06 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/d0d065f3-36ac-4bff-8d9f-3a3acc4d893c_1734x907.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quali sono gli elementi che determinano un approccio di successo all&#8217;investimento nel mercato azionario? </strong></p><p>&#200; una domanda che tutti noi risparmiatori prima o poi ci poniamo, eternamente sospesi tra la necessit&#224; di investire in azioni, in quanto unico vero mercato in grado di difendere il potere d&#8217;acquisto del nostro denaro nel tempo, e il desiderio di &#8220;difenderci&#8221; da tutto ci&#242; che di sgradevole comporta, volatilit&#224; e ribassi in primis.</p><p>Da consulente posso dirti che il giusto percorso richiede solitamente tre ingredienti fondamentali:</p><ul><li><p><strong>un tempo di permanenza sul mercato che sia sufficientemente lungo</strong></p></li><li><p><strong>la gestione dell&#8217;emotivit&#224; e dei propri bias, in particolare nelle situazioni estreme di mercato e soprattutto nei ribassi</strong></p></li><li><p><strong>la diversificazione</strong></p></li></ul><p>Oggi vorrei fare insieme a te una riflessione proprio su quest&#8217;ultimo punto.</p><p>Per anni abbiamo dato (giustamente) per scontato che diversificare, sui mercati azionari, significasse una cosa sola: <strong>cercare di agganciarsi a quella straordinaria macchina di generazione di ricchezza che &#232; l&#8217;economia globale comprando l&#8217;unica cosa che probabilmente non fallir&#224; mai</strong> (e se dovesse fallire avremmo quasi certamente altri problemi rispetto al rendimento dei nostri investimenti): cio&#232; <strong>il mondo nel suo complesso. </strong></p><p>L&#8217;adagio &#232; sempre stato pi&#249; o meno questo: <strong>compra uno strumento che replichi un indice globale come l&#8217;MSCI ACWI, quello che rappresenta l&#8217;intero mercato azionario mondiale, sviluppato ed emergente e lascia che quella diversificazione faccia il suo lavoro in un orizzonte temporale abbastanza lungo. </strong></p><p>Se per&#242; analizziamo attentamente cosa significa investire in un indice come questo nel 2026, dovrebbe venirci spontanea una domanda come la seguente:</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong>comprare l&#8217;indice significa davvero diversificare, &#232; solo un primo livello di diversificazione o &#232; solo una finta diversificazione?</strong></p></div><p>Se lo osserviamo attentamente quell&#8217;indice oggi assomiglia sempre meno a quel paniere ampio e diversificato che dovrebbe rappresentare il &#8220;termometro&#8221; dell&#8217;intera economia globale:</p><ul><li><p><strong>gli Stati Uniti pesano oltre il 63% del suo valore</strong></p></li><li><p><strong>il settore tecnologico da solo supera il 32%</strong></p></li><li><p><strong>le cosiddette &#8220;Magnificent Seven&#8221;, le sette grandi societ&#224; tecnologiche americane protagoniste indiscusse dell&#8217;ultimo decennio di mercati (Apple, Nvidia, Google, Meta, Amazon, Microsoft e Tesla), sono passate in un paio d&#8217;anni, da circa il 18% a oltre il 20% del valore complessivo dell&#8217;indice MSCI ACWI. </strong></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!FqNp!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fff68bfba-6966-48f7-8e01-ffbef2effe67_1053x368.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!FqNp!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_424, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, /__u/alexpozzi.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fff68bfba-6966-48f7-8e01-ffbef2effe67_1053x368.png 424w, 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href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!VNFj!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa1b76417-68e3-4889-9eb7-30f26121eb04_622x281.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!VNFj!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_424, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, /__u/alexpozzi.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa1b76417-68e3-4889-9eb7-30f26121eb04_622x281.png 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!VNFj!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_848, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, 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243); color: rgb(0, 0, 0);">Diversificare per area geografica e per settore, oggi, significa spesso, senza che ce ne accorgiamo, scommettere in modo massiccio su una manciata di aziende grosse, americane e che producono tecnologia.</mark></p><p>Non &#232; che forse stiamo correndo il rischio di vivere solo un&#8217;illusione di diversificazione? O perlomeno una diversificazione piuttosto &#8220;parziale&#8221;?</p><p>La domanda, allora, &#232; legittima: </p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong>esiste un modo diverso di costruire un portafoglio azionario diversificato, che non dipenda cos&#236; tanto dal destino di poche mega-cap?</strong> </p></div><p>Il <strong>factor investing</strong> prova a rispondere proprio a questo, spostando l&#8217;attenzione dalla geografia e dal settore a caratteristiche pi&#249; profonde delle aziende stesse.</p><div><hr></div><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Se sei interessato ad articoli come questo che parlano di finanza personale e investimenti questo &#232; il momento giusto per iscriverti alla newsletter di VisioneFinanziaria.!</em></p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><div><hr></div><h2>Che cos&#8217;&#232; il factor investing e da dove nasce?</h2><p>Per molti decenni, la teoria finanziaria classica ha spiegato il rendimento di un&#8217;azione con un solo elemento: <strong>quanto &#232; rischiosa rispetto al mercato nel suo complesso (il cosiddetto &#8220;beta&#8221;)</strong>. </p><p>Poi, negli anni &#8216;90, gli economisti <strong>Eugene Fama e Kenneth French</strong> hanno dimostrato che due caratteristiche aggiuntive, <strong>le dimensioni di un&#8217;azienda e il suo rapporto tra valore contabile e prezzo di mercato (price-to-book ratio)</strong>, spiegavano una parte consistente dei rendimenti che il modello classico non riusciva a giustificare. </p><p>Da l&#236; &#232; nata una linea di ricerca che, nel tempo, ha isolato altre caratteristiche ricorrenti capaci di generare rendimenti superiori nel lungo periodo come <strong>il momentum</strong> (le azioni che sono salite tendono a continuare a salire, almeno per un po&#8217;), <strong>la qualit&#224; dei bilanci o la bassa volatilit&#224;</strong>. </p><p><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">Il factor investing altro non &#232; che l&#8217;applicazione pratica di questa ricerca: costruire portafogli che selezionano deliberatamente titoli con queste caratteristiche, invece di limitarsi a replicare il mercato cos&#236; com&#8217;&#232; da un punto di vista di distribuzione geografica e settoriale.</mark></p><div><hr></div><h2>Quindi, quali sono questi fattori?</h2><p>Possiamo individuare sostanzialmente 6 fattori:</p><ol><li><p><strong>Il fattore value</strong> tende a premiare le aziende che il mercato prezza a sconto rispetto ai loro utili o al loro patrimonio. </p></li><li><p><strong>Il fattore momentum</strong>, come dice il nome, cavalca il momento o la tendenza: quindi si compra ci&#242; che sta salendo, partendo dall&#8217;idea che i trend di mercato tendano a persistere nel breve-medio termine. </p></li><li><p><strong>Il fattore quality</strong> seleziona aziende con redditivit&#224; elevata, debito contenuto e utili stabili nel tempo. </p></li><li><p><strong>Il fattore low volatility</strong> privilegia i titoli storicamente meno soggetti a forti oscillazioni di prezzo. </p></li><li><p><strong>Il fattore size</strong> secondo cui le societ&#224; a minore capitalizzazione avrebbero storicamente reso di pi&#249; .</p></li><li><p><strong>Il fattore yield</strong>, legato alla distribuzione di dividendi alti e crescenti nel tempo. </p><p></p></li></ol><p><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">L&#8217;idea di base &#232; che nessuno di questi fattori &#232; sempre vincente e quindi la loro forza sta nell&#8217;essere, almeno in teoria, relativamente indipendenti l&#8217;uno dall&#8217;altro. Mixandoli correttamente dovrei allora avere una diversificazione migliore e una gestione pi&#249; efficiente della volatilit&#224;.</mark></p><div><hr></div><h2>I pregi dell&#8217;approccio factor-based</h2><p>Quali sono i vantaggi effettivi di adottare un approccio basato sui fattori?</p><p><strong>Il primo pregio &#232; la solidit&#224; delle basi: non si tratta di intuizioni di mercato, ma di caratteristiche studiate e verificate su decenni di dati e su mercati diversi.</strong> </p><p>Il secondo &#232; che offre una dimensione di diversificazione ulteriore rispetto a quella classica per area geografica o settore: <strong>due portafogli possono essere entrambi ben diversificati per paese e settore, eppure avere un&#8217;esposizione ai fattori molto diversa, e quindi comportarsi in modo diverso nelle stesse fasi di mercato.</strong> </p><p>Il terzo pregio &#232; pratico: oggi &#232; possibile accedere a strategie factor-based attraverso fondi o ETF e soprattutto <strong>senza bisogno di selezionare singoli titoli</strong>.</p><div><hr></div><h2>I limiti e i rischi da conoscere</h2><p><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">Attenzione: come ogni cosa in finanza anche questo approccio ha i suoi limiti e i suoi rischi che &#232; bene saper riconoscere prima di &#8220;farsi del male&#8221;.</mark></p><p>Il primo limite &#232; la <strong>ciclicit&#224;</strong>: <strong>un fattore pu&#242; sottoperformare il mercato per anni, anche per un decennio intero, prima di tornare a generare valore.</strong> Il fattore value, ad esempio, ha attraversato una fase di sottoperformance prolungata proprio nell&#8217;ultimo decennio, come vedremo tra poco. <strong>Se non sei preparato al fatto che il tuo portafoglio possa sottoperformare il mercato anche per periodi molto lunghi quest&#8217;approccio potrebbe non fare al caso tuo.</strong></p><p>Il secondo rischio &#232; il cosiddetto &#8220;affollamento&#8221; o factor crowding: <strong>quando troppi capitali inseguono lo stesso fattore, il suo potenziale di extra-rendimento futuro tende a comprimersi.</strong> </p><p><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">Il terzo limite &#232; la complessit&#224; di implementazione: </mark><strong><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">capire quale fattore (o combinazione di fattori) &#232; coerente con i propri obiettivi, con quale peso inserirlo in portafoglio e come si sovrappone a ci&#242; che si ha gi&#224;, richiede competenze che vanno oltre la semplice scelta di uno strumento finanziario</mark></strong><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">.</mark> </p><div><hr></div><h2>Come sono andati i fattori negli ultimi 10 anni?</h2><p>Proviamo a fare un&#8217;analisi prendendo come riferimento gli indici MSCI World (quindi solo Paesi sviluppati) a fattore singolo confrontati con il classico indice MSCI World, che rappresenta l&#8217;approccio &#8220;tradizionale&#8221; diversificato per area geografica e settore.</p><ul><li><p>Nell&#8217;orizzonte decennale pi&#249; recente, l&#8217;indice <strong>MSCI World Value</strong> ha reso su base annua circa il 10,9% contro il 13,65% dell&#8217;indice MSCI World tradizionale. <strong>Parliamo dunque di un fattore, quello value, che ha effettivamente sottoperformato il mercato nel suo complesso in questo periodo. </strong></p></li><li><p>L&#8217;indice <strong>MSCI World Momentum</strong>, al contrario, ha reso circa il 16,2% annuo, superando il 13,65% del mercato globale. </p></li><li><p>L&#8217;indice <strong>MSCI World Quality</strong> si colloca in una posizione intermedia ma comunque sopra il mercato, con un rendimento annualizzato di circa il 15%, a fronte del 13,2% dell&#8217;indice MSCI World nello stesso periodo, <strong>mostrando peraltro una minore volatilit&#224;, soprattutto nelle fasi di forte ribasso.</strong></p></li><li><p>L&#8217;indice <strong>MSCI World Small Cap </strong>avrebbe invece sottoperformato l&#8217;indice globale con un rendimento medio annuo del 10,86%.</p></li><li><p>L&#8217;indice <strong>MSCI World Minimum Volatility</strong> avrebbe s&#236; portato a soffrire una volatilit&#224; pi&#249; bassa, ma avrebbe dimezzato la performance al 7,38% medio annuo.</p></li><li><p>Anche l&#8217;indice <strong>MSCI World High Dividend Yield Index</strong>, pur privilegiando le aziende con il maggior flusso di dividendi, avrebbe portato a casa un 9,70% medio contro il 13,65% dell&#8217;indice globale.</p></li></ul><p>Il quadro che emerge &#232; tutt&#8217;altro che uniforme: chi negli ultimi dieci anni avesse puntato su momentum o quality avrebbe probabilmente battuto un portafoglio diversificato in modo classico; chi avesse puntato sul value o sul fattore yield, no. </p><p><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">Questo &#232;, in fondo, il punto centrale: </mark><strong><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">il factor investing non &#232; un approccio univoco, ma una famiglia di scelte che possono portare a risultati molto diversi tra loro, spesso quanto la differenza tra investire in azioni o in obbligazioni</mark></strong><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">. </mark></p><div><hr></div><h2>Come dovresti combinare i fattori nel tuo portafoglio?</h2><p><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">Questo &#232; forse, come detto nel paragrafo relativo ai rischi del factor investing, l&#8217;aspetto pi&#249; complicato da implementare.</mark></p><p>La strada pi&#249; diffusa tra chi adotta questo approccio &#232; il <strong>multi-factor blend</strong>: invece di puntare tutto su un fattore singolo, si costruisce un&#8217;esposizione che ne combina pi&#249; di uno, <strong>di solito quality, value e momentum insieme, a volte con l&#8217;aggiunta di low volatility.</strong> </p><p>L&#8217;idea di fondo &#232; semplice: <strong>se i fattori tendono ad avere cicli di sovraperformance diversi tra loro (come abbiamo visto, quality e momentum hanno guidato l&#8217;ultimo decennio, value lo ha attraversato in affanno), combinarli riduce il rischio di trovarsi nel fattore &#8220;sbagliato&#8221; nel momento sbagliato, anche al costo di rinunciare all&#8217;extra-rendimento del fattore migliore in un dato periodo.</strong></p><p><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">Un secondo approccio, pi&#249; graduale e forse anche pi&#249; praticabile per la maggior parte dei risparmiatori, &#232; quello </mark><strong><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">core-satellite</mark></strong><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">: mantenere il grosso del portafoglio in un indice diversificato tradizionale (per settore e area geografica) e affiancargli una quota pi&#249; limitata, dedicata a una o pi&#249; strategie factor-based (il &#8220;satellite&#8221;). </mark></p><p>Si tratta di un modo per introdurre il factor investing senza stravolgere l&#8217;impostazione di base del portafoglio e per limitare l&#8217;impatto di eventuali fasi di sottoperformance di un singolo fattore sul risultato complessivo.</p><p>In entrambi i casi, il punto resta lo stesso di prima: <strong>la combinazione giusta dipende dall&#8217;orizzonte temporale, dalla tolleranza a fasi di sottoperformance e dal resto del portafoglio: non esiste un mix valido per tutti.</strong></p><div><hr></div><h2>E quindi? Ha senso per te?</h2><p><mark data-color="#cfe2f3" style="background-color: rgb(207, 226, 243); color: rgb(0, 0, 0);">Dal mio punto di vista il factor investing ha senso per un investitore che ha gi&#224; una base ben diversificata, che &#232; in grado di accettare e comprendere che un singolo fattore pu&#242; sottoperformare anche per anni prima di ripagare la pazienza e che &#232; disposto a impegnarsi per capire davvero cosa sta comprando (e non solo il nome accattivante di un ETF &#8220;smart beta&#8221; o &#8220;low volatility&#8221;). </mark></p><p><strong>Per chi invece cerca un punto di partenza solido, semplice e robusto, un portafoglio diversificato per area geografica e settore resta una base difficile da migliorare senza aggiungere complessit&#224; reale.</strong></p><p>La domanda che ti devi fare quindi non &#232; &#8220;il factor investing funziona?&#8221;, ma <strong>&#8220;sono disposto a convivere con le fasi in cui il fattore che ho scelto va peggio del mercato, pur di inseguire un potenziale vantaggio nel lungo periodo?&#8221;</strong>. </p><p>Tu oggi che risposta mi daresti e, soprattutto, ti daresti?</p><div><hr></div><div class="captioned-button-wrap" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/e-arrivato-il-momento-di-ripensare?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="CaptionedButtonToDOM"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Ti &#232; piaciuto questo articolo? 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che <strong>stabilire una cifra (per esempio &#8364;200) che in automatico, lo stesso giorno di ogni mese, ti verr&#224; prelevata dal conto corrente per essere non solo risparmiata, ma anche investita con tutti i vantaggi che ci&#242; comporter&#224; nel lungo termine</strong> in quanto a crescita delle risorse accantonate.</p><p>I pregi di impostare un PAC?</p><ol><li><p><strong>Il fatto che sia automatico fa s&#236; che, ancora prima di poterlo consumare, avrai risparmiato del denaro quasi senza accorgertene</strong>;</p></li><li><p><strong>l&#8217;automatismo rende &#8220;obbligato&#8221; il processo di risparmio e ti libera dalla necessit&#224; di scegliere quanto risparmiare mese dopo mese riducendo drasticamente il senso di &#8220;rinuncia&#8221; che si prova a dover metter da parte del denaro che avresti diversamente a disposizione;</strong></p></li><li><p><strong>il fatto che anche l&#8217;investimento sia automatico ti libera dall&#8217;idea errata di dover trovare un &#8220;momento giusto&#8221; per iniziare ad investire.</strong></p></li></ol><p>Ora la domanda potrebbe essere: qual &#232; la cifra giusta da mettere in un Pac?</p><p>La risposta &#232; che il &#8220;quanto&#8221; dovrebbe emergere da una corretta analisi del tuo bilancio personale per poter andare a identificare in maniera adeguata la tua capacit&#224; di risparmio e, partendo da questa, stabilire quanto accantonare in un Pac in funzione degli obiettivi che ti sei assegnato.</p><p>Tuttavia, se hai iniziato un Pac, ma temi che quello che stai accantonando non sia abbastanza, il prossimo passo potrebbe darti un importante elemento.</p><div><hr></div><h1><strong>La regola dell&#8217;1%</strong></h1><p>Se sei arrivato al secondo punto, innanzitutto voglio farti i miei complimenti perch&#232; vuol dire che hai gi&#224; impostato un Pac e, a prescindere dalla cifra che hai deciso di accantonare, hai gi&#224; fatto il passo pi&#249; difficile di tutti: quello di iniziare ad investire.</p><p>Come dico sempre, <strong>passare da non investire a investire anche solo i primi &#8364; 100 &#232; molto pi&#249; difficile che passare da &#8364;100 a &#8364;100.000.</strong> Questo perch&#232; per iniziare, spesso, &#232; necessario superare tutta una serie di pregiudizi, bias e fallacie mentali che successivamente diventeranno molto meno ostacolanti.</p><p>Tuttavia, noto spesso una cosa: <strong>chi inizia ad accantonare con un Pac spesso stabilisce una cifra mensile inferiore a quella che potrebbe effettivamente investire</strong> e che permetterebbe di portare a compimento l&#8217;obiettivo assegnato a quel Pac (per es. l&#8217;Universit&#224; dei figli).</p><p>Perch&#232; accade questo?</p><ul><li><p><strong>perch&#232; all&#8217;inizio del tuo percorso la paura e l&#8217;insicurezza possono giocare un ruolo importante;</strong></p></li><li><p><strong>per il timore di &#8220;fare il passo pi&#249; lungo della gamba&#8221;;</strong></p></li><li><p><strong>per la necessit&#224; (a volte anche giustificata) di destinare parte di quella capacit&#224; di risparmio alla costituzione di un fondo d&#8217;emergenza, laddove non ancora presente.</strong></p></li></ul><p>Se a questo uniamo il fatto che il nostro reddito tende a crescere nel tempo (o almeno, dovrebbe farlo) e riusciamo a ricordarci che i risparmiatori virtuosi fan s&#236; che</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong>quando il loro reddito si incrementa il loro tenore di vita (quindi le loro spese) aumenti meno che proporzionalmente o non aumenti affatto se &#232; gi&#224; pi&#249; che dignitoso;</strong></p></div><p>ecco allora che abbiamo spazio per far s&#236; che nel corso degli anni il nostro Pac possa salire, diciamo cos&#236;, di cilindrata.</p><p><strong>Ed &#232; qui che entra in gioco la regola dell&#8217;1%</strong>.</p><p>Vediamo di fare insieme un esempio pratico e molto semplice.</p><p>Valeria ha 33 anni, un reddito netto annuo di &#8364;25.000 in un settore dove si pu&#242; aspettare di avere un incremento di circa il 4% pi&#249; o meno ogni 4 anni, una capacit&#224; di risparmio di &#8364;500 mensili e un figlio in arrivo tra pochi mesi.</p><p>Valeria ha un obiettivo molto semplice: <strong>accantonare pi&#249; denaro possibile per essere nella condizione, fra 30 anni o gi&#249; di l&#236;, di poter comprare una casa per suo figlio e la sua famiglia visto che per lei acquistare casa, senza un aiuto concreto da parte di qualcuno, &#232; stato molto complicato e non vorrebbe che suo figlio passasse per gli stessi sacrifici.</strong> Sa bene che per poter portare a casa un obiettivo di questo tipo dovr&#224; puntare a importi che si aggireranno nell&#8217;ordine delle centinaia di migliaia di euro.</p><p>Valeria ha quindi deciso di iniziare un Pac ma , per le ragioni che abbiamo detto sopra, con un importo mensile di &#8220;soli&#8221; &#8364; 1.250 annui, vale a dire appena il 5% del suo reddito (la cifra naturale del Pac sarebbe stata di &#8364;1.200 ovvero &#8364;100 al mese, ma per il ragionamento successivo ci viene comodo utilizzare questo numero).</p><p><strong>I suoi &#8364; 1.250 annui verranno investiti in uno strumento che replichi il mercato azionario globale ovvero il veicolo pi&#249; adatto a traghettarci lungo un orizzonte temporale lungo come quello che si &#232; fissato Valeria.</strong></p><p>Ipotizziamo uno scenario pessimistico e, immaginando che i prossimi 30 anni del mercato azionario non siano cos&#236; generosi come i 30 appena passati, ipotizziamo un rendimento medio annuo del 6%.</p><p><strong>In questo modo Valeria avr&#224; accantonato fra 30 anni &#8364;37.500 che, grazie al contributo del mercato azionario saranno diventati &#8364;104.752,10.</strong></p><p>Sicuramente un ottimo traguardo, ma, considerata l&#8217;inflazione di 30 anni, probabilmente un importo un p&#242; scarno per comprare un immobile.</p><p>Ecco allora che possiamo ragionare insieme a Valeria per applicare al suo Pac la regola dell&#8217;1% vale a dire:</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong>l&#8217;importo annuo che verr&#224; accantonato sul piano d&#8217;accumulo, vista la capacit&#224; di risparmio in eccesso e vista la crescita attesa del suo reddito, aumenter&#224; di ogni anno dell&#8217;1% del suo reddito netto fino ad arrivare ad un massimo del 15%.</strong></p></div><p><strong>Perch&#232; proprio l&#8217;1%?</strong></p><p>Perch&#232; si tratta di un numero piccolo, ben definito, misurabile e che non genera &#8220;pesantezza&#8221; nella mente di Valeria. Insomma, nella nostra testa aggiungere l&#8217;1% all&#8217;anno &#232; un qualcosa di sostenibile.</p><p>Vediamo cosa accade nei numeri:</p><ul><li><p><strong>in 30 anni Valeria avr&#224; accantonato &#8364;120.923,89 anzich&#232; &#8364;37.500. Certo uno sforzo molto pi&#249; importante, ma&#8230;</strong></p></li><li><p><strong>in 30 anni il capitale rivalutato di Valeria &#232; diventato di &#8364;288.641,42, ben &#8364;183.889,32 in pi&#249; rispetto al Pac versione base;</strong></p></li><li><p><strong>quindi, a fronte di &#8364;83.423,89 aggiuntivi accantonati, il Pac ha fruttato a Valeria &#8364;183.889,32 in pi&#249; sul conto finale. Di fatto ogni euro aggiuntivo messo da parte &#232; pi&#249; che raddoppiato grazie al tempo e all&#8217;interesse composto;</strong></p></li><li><p><strong>l&#8217;aumento annuo dell&#8217;1% &#232; stato assorbito dagli scatti di reddito di Valeria:</strong></p><ul><li><p><strong>dopo 11 anni Valeria accantonerebbe &#8364;4.218,24 annui quindi &#8364;2.968, 24 in pi&#249; rispetto all&#8217;inizio, ma nel frattempo il reddito &#232; salito a &#8364;28.121,60 (&#8364;3.121,60 in pi&#249; rispetto al primo anno).</strong></p></li></ul></li><li><p><strong>dopo 30 anni la cifra annua accumulata sarebbe di &#8364;5.337,42, sicuramente molto pi&#249; alta di quella iniziale, ma in realt&#224; coerente con la capacit&#224; di risparmio inizialmente dichiarata.</strong></p></li></ul><p>In sintesi, la regola dell&#8217;1%, laddove applicabile, pu&#242; essere <strong>un ottimo modo per allineare nel corso del tempo la velocit&#224; del nostro piano d&#8217;accumulo ai nostri obiettivi e alla crescita prevista del nostro reddito e per incentivarci a non trasformare un maggiore guadagno in una maggiore spesa.</strong></p><p>Inoltre va considerato un aspetto che non &#232; tema di questo articolo, ma che non pu&#242; e non deve essere trascurato, ovvero l&#8217;inflazione.</p><p>I &#8364;1.250 versati il primo anno da Valeria non avranno lo stesso valore reale tra 5, 10 o 30 anni. <strong>La regola dell&#8217;1% ci permette dunque di &#8220;indicizzare&#8221; parzialmente all&#8217;inflazione l&#8217;entit&#224; dei nostri versamenti sul piano d&#8217;accumulo.</strong></p><div><hr></div><h1><strong>Il valore del tempo</strong></h1><p>Sulla carta quanto visto finora &#232; estremamente stimolante: &#232; semplice, non richiede l&#8217;applicazione di alcuna strategia complicata e pu&#242; portare a risultati interessanti.</p><p>Esistono per&#242; due condizioni senza le quali questo metodo, cos&#236; come qualunque altro, non pu&#242; funzionare.</p><p>E arriviamo al terzo comportamento virtuoso visto in apertura. Tutti coloro che hanno raggiunto risultati ragguardevoli:</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong>hanno imparato che la creazione di ricchezza non &#232; una gara di sprint, ma una maratona che richiede tempo, pazienza e costanza.</strong></p></div><p><strong>Tempo e costanza</strong> sono prerogative fondamentali per la realizzazione di un qualunque piano finanziario.</p><p>E questo per almeno due ordini di ragioni:</p><ol><li><p>abbiamo visto che con la regola dell&#8217;1%  &#232; vero che lo sforzo in termini di risparmio aumenta progressivamente, ma &#232; altrettanto vero che grazie ad un orizzonte temporale sufficientemente lungo e alla forza della capitalizzazione composta <strong>ogni euro risparmiato in aggiunta al piano base praticamente pi&#249; che raddoppia.</strong> Se non concediamo alla nostra &#8220;strategia&#8221; questo tempo i risultati che possiamo aspettarci saranno decisamente meno importanti.</p></li><li><p>I mercati, in particolare quello azionario, hanno bisogno di tempo per convertirsi in quell&#8217;inesorabile macchina di creazione di ricchezza che sono sempre stati. Mentre nel breve periodo sono preda dell&#8217;emotivit&#224; degli esseri umani, nel lungo termine diventano uno specchio fedele dell&#8217;aumento di ricchezza che l&#8217;economia globale &#232; in grado di produrre.</p></li></ol><h6><em>Qui sotto l&#8217;indice azionario globale MSCI ACWI in Euro dal 1997 ad oggi.</em></h6><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!J4zn!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F7c07b43d-ab95-41b3-b20e-1898c34496c4_790x427.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!J4zn!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_424, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, 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tempo alla tua torta di lievitare e cuocere correttamente avrai un risultato scadente (mi perdonerete la metafora molto basic).</p><div><hr></div><p>In chiusura cosa possiamo dire?</p><p>Il nostro &#8220;<strong>PAC + 1%&#8221; </strong>pu&#242; essere un approccio molto interessante per ottimizzare la nostra capacit&#224; di risparmio nel tempo e convertirla in risorse utili al raggiungimento dei nostri obiettivi di vita.</p><p><strong>Ci consente allo stesso tempo di godere dei vantaggi del Pac (automatismi, Dollar Cost Averaging etc.), di assorbire gli aumenti di reddito senza trasformarli in maggiori spese e di mantenere i nostri versamenti al passo (perlomeno parzialmente) con l&#8217;inflazione.</strong></p><p>Ovviamente richiede alcuni requisiti fondamentali a chi intende applicarlo come disciplina, costanza e una buona capacit&#224; di risparmio.</p><p>Va aggiunto che, come ogni metodo o strategia non &#232; per tutti ed &#232; di difficile applicazione quando:</p><ul><li><p><strong>la tua capacit&#224; di risparmio &#232; gi&#224; saturata dal Pac che hai impostato inizialmente; </strong></p></li><li><p><strong>le possibilit&#224; di crescita del tuo reddito sono limitate o addirittura inesistenti.</strong></p></li></ul><p>Come ogni cosa che riguarda il nostro denaro il metodo che funziona per tutti non esiste, ma se vuoi comprendere qualcosa di pi&#249; sul <strong>&#8220;PAC +1%&#8221;</strong> o semplicemente vuoi confrontarti su ogni aspetto che riguarda la tua pianificazione finanziaria ti basta rispondere a questa mail. Sar&#242; felicissimo di leggere il tuo punto di vista.</p><div class="captioned-button-wrap" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/l1-in-piu-che-vale-decine-di-migliaia?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="CaptionedButtonToDOM"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Inoltre, se pensi che questo metodo possa interessare a qualcuno a te vicino puoi condividerlo da qua.</em></p></div><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/l1-in-piu-che-vale-decine-di-migliaia?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/alexpozzi.substack.com/p/l1-in-piu-che-vale-decine-di-migliaia?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p></div><p>Ci vediamo il prossimo luned&#236;!</p><p>Alex</p><p></p><p style="text-align: center;"></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[7 idee sul denaro che ci sembrano pessime e invece costruiscono ricchezza]]></title><description><![CDATA[Spesso i consigli che siamo abituati a sentire sui soldi sono il primo modo per distruggere ricchezza.]]></description><link>https://alexpozzi.substack.com/p/7-idee-sul-denaro-che-ci-sembrano</link><guid isPermaLink="false">https://alexpozzi.substack.com/p/7-idee-sul-denaro-che-ci-sembrano</guid><dc:creator><![CDATA[Alex Pozzi]]></dc:creator><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 11:08:58 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/4701a15c-be75-45e1-975c-61cc22a6c06d_1200x630.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><strong>Aiutando da anni le persone a gestire i loro soldi ho capito una cosa:</strong> in tema di finanza personale molti dei consigli che sembrano intelligenti e di &#8220;dominio pubblico&#8221; spesso sono esattamente ci&#242; che ti tiene lontano dall&#8217;obiettivo di incrementare la tua ricchezza. Suggerimenti come: devi per forza comprare una casa, limita la spesa per i caff&#232;, assicurati di avere un budget dettagliato o estingui il mutuo appena puoi. </p><p><strong>Tutto sbagliato (o quasi).</strong> </p><p>In questo articolo condivider&#242; sette regole finanziarie controintuitive, ma che, se abbiamo la coscienza di seguire con il giusto approccio, sono davvero in grado di migliorare le tue finanze personali.  </p><p>Prima di tutto un avvertimento: <strong>alcune di queste potrebbero metterti a disagio.</strong> <strong>Potresti non essere d'accordo, potresti addirittura arrabbiarti e questo perch&#232; sono regole che vanno contro il senso comune e sfidano il nostro istinto.</strong></p><p>Sono per&#242; certo che, se comprese nella loro essenza, sono in grado di migliorare fin da subito il rapporto che hai con il denaro e con la gestione del tuo patrimonio.</p><p>Partiamo!</p><div><hr></div><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Prima di iniziare ti chiedo un piccolo aiuto! Se trovi interessanti i temi di cui parlo iscriviti alla Newsletter per sostenere il progetto di VisioneFinanziaria.</em></p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><div><hr></div><h1>Regola n. 1: Spendi di pi&#249; su ci&#242; che ami</h1><p>Davvero? Un consulente finanziario che mi spinge a spendere dei soldi anzich&#232; risparmiarli? Siamo sicuri?</p><p>Assolutamente e ti spiego subito il perch&#232;.</p><p>La prima caratteristica che deve avere qualunque piano finanziario per poter ottenere successo e portarti al raggiungimento dei tuoi obiettivi &#232; che <strong>deve essere sostenibile</strong>, <strong>prima di tutto psicologicamente ancor prima che economicamente.</strong></p><p>Cosa voglio dire? Che <strong>se il tuo piano &#232; perfetto sulla carta, ma ti obbliga a troppe rinunce, in particolare per ci&#242; che ami e ti migliora la vita, ci saranno alte probabilit&#224; che lo abbandoni al primo momento di difficolt&#224;.</strong></p><p>Se il tuo piano prevede di accantonare mensilmente &#8364;1.000 su un Pac, &#8364;500 su un fondo pensione e &#8364;200 per pagare le coperture assicurative utili a gestire gli imprevisti, stai sicuramente facendo un&#8217;ottima cosa, ma <strong>se non avanza nulla per le tue passioni a un certo punto la frustrazione prender&#224; il sopravvento e deciderai di mandare all&#8217;aria il tuo bellissimo piano.</strong></p><p>Molto meglio un piano &#8220;meno perfetto&#8221;, ma che lasci spazio per ci&#242; che ami: questo ridurr&#224; drasticamente la probabilit&#224; che tu possa pensare di rinunciare al tuo percorso prima che questo si sia compiuto.</p><p>La maggior parte delle persone pensa che la strada verso la ricchezza consista nel tagliare tutto: smettere di uscire, cancellare gli abbonamenti, preparare il caff&#232; a casa e vivere come un monaco per i prossimi 50 anni.  <strong>Penso che sia un cattivo approccio.</strong> </p><p>Credo invece che tu debba spendere di pi&#249;, anche se ovviamente non su tutto. Questo &#232; ci&#242; che chiamo <strong>spesa consapevole</strong>: <strong>spendi molto sulle cose che ami e che rendono la tua vita degna di essere vissuta e taglia in maniera spietata tutto ci&#242; che per te non &#232; un valore aggiunto.</strong></p><div><hr></div><h1><strong>Regola n. 2: prima gestisci i rischi e poi pensa ai risultati, non il contrario.</strong></h1><p>Se hai capito il perch&#232; &#232; importante farlo, costruire un piano finanziario per te e la tua famiglia pu&#242; essere entusiasmante: riesci a toccare concretamente con mano i tuoi progetti, desideri e sogni individuando strategie, comportamenti e strumenti che ti permetteranno di realizzarli.</p><p>Questa &#232; la parte bella che tutti siamo eccitati all&#8217;idea di architettare. </p><p>Dobbiamo per&#242; ricordarci che ogni piano &#232; degno di essere chiamato con questo nome se e solo se prevede anche delle soluzioni per gestire qualcosa di molto meno piacevole: <strong>i rischi.</strong></p><p><strong>Cosa faccio se, mentre sto realizzando il piano che mi porter&#224; ai miei obiettivi, dovesse accadere qualcosa di spiacevole e imprevisto?</strong></p><p>Ogni piano che si rispetti dovrebbe contemplare questa parte: che si tratti della costruzione di un edificio, della realizzazione di un nuovo prodotto o del piano per le tue vacanze.</p><p><strong>Dovrebbe ovviamente accadere lo stesso per la nostra pianificazione finanziaria.</strong></p><p>Uso il condizionale perch&#232; nella realt&#224; dei fatti non accade quasi mai. Comprensibile per carit&#224;: parlare di rischi significa pensare alle &#8220;sfighe&#8221; che sono di certo molto meno attraenti dei sogni e dei progetti, ma evitare di affrontare il tema non lo rende meno urgente.</p><p>Ti faccio alcuni esempi:</p><ul><li><p>stai accantonando per l&#8217;Universit&#224; di tua figlia, <strong>ma hai riflettuto sul fatto che la tua possibilit&#224; di accantonare dipende dalla tua capacit&#224; di produrre un reddito? Ti sei preoccupato di &#8220;difendere&#8221; quella capacit&#224; di reddito? Cosa accadrebbe se un infortunio o una malattia dovessero costringerti a lavorare di meno o a non lavorare affatto? Saresti comunque nella condizione di risparmiare per la formazione di tua figlia?</strong></p></li><li><p>Se investi il 100% del tuo denaro sul mercato azionario il tuo patrimonio crescer&#224; a ritmi molto sostenuti e potresti raggiungere pi&#249; in fretta un obiettivo che hai in mente. Il mercato azionario per&#242; potrebbe calare anche del 30% o pi&#249; in certi momenti: <strong>hai pensato a come gestirai quello scenario? Avrai la freddezza necessaria a farlo passare o addirittura a sfruttarlo a tuo vantaggio? Oppure la paura ti porter&#224; a fare scelte dannose per il tuo patrimonio?</strong></p></li><li><p>Hai avviato un&#8217;azienda con la tua amica storica e va a gonfie vele. <strong>E se le accadesse qualcosa? L&#8217;attivit&#224; sarebbe in grado di andare avanti lo stesso? Potrebbe generare gli stessi ricavi?</strong></p></li></ul><p>Nessuno ti dice di pensare a questi aspetti quando gestisci i tuoi soldi e il tuo patrimonio, ma, <strong>se applichi la regola &#8220;il rischio prima di tutto&#8221;, creare ricchezza, o perlomeno mantenerla, sar&#224; molto pi&#249; facile.</strong></p><div><hr></div><h1>Regola n. 3: Fai i conti prima di comprare casa</h1><p><strong>La religione numero uno in Italia &#232; la propriet&#224; della casa</strong>. Siamo soliti ripeterci frasi che sembrano quasi basate sulla fede come "Se affitti stai buttando i soldi" o "Voglio investire nella mia casa". <strong>La verit&#224; &#232; che comprare la tua prima casa non &#232; un investimento</strong>, ma &#232; una delle possibili soluzioni al bisogno di avere un tetto sopra la testa e che in molti casi affittare potrebbe essere una validissima alternativa.</p><p>Ovviamente non sto dicendo di non comprare mai casa, ma prima di farlo, <strong>fai i conti</strong>. Cerca di capire quali sono i costi (mutuo, notaio, assicurazioni, spese di gestione, interventi di ristrutturazione, imposte varie, manutenzione) e fatti le domande giuste.</p><p>Molte persone pensano che se hanno acquistato a &#8364;200.000 e riescono a rivendere a &#8364;250.000 hanno fatto un affare, ma se nel computo mettiamo i costi di cui sopra &#232; molto probabile che il conto sia ugualmente in perdita.</p><p>Alcune regole generali per capire se ha senso acquistare anzich&#232; andare in affitto?</p><p>Io utilizzo questa breve checklist:</p><ol><li><p><strong>posso pianificare di viverci almeno 10 anni?</strong></p></li><li><p><strong>ho il 20% di cash per l&#8217;anticipo oltre al fondo di emergenza?</strong></p></li><li><p><strong>il costo mensile totale &#232; inferiore al 30% delle mie entrate mensili?</strong></p></li><li><p><strong>sono disposto ad accettare un possibile calo del valore dell'immobile?</strong></p></li><li><p><strong>voglio davvero comprare o lo faccio solo perch&#233; "si fa cos&#236;"?</strong></p></li></ol><div><hr></div><h1>Regola n. 4: I grandi progetti vanno finanziati</h1><p>S&#236;, se quello che vuoi fare &#232; acquistare la tua casa, allora <strong>&#232; molto meglio che tu faccia un mutuo anzich&#232; utilizzare i tuoi soldi.</strong></p><p>Questo perch&#232; i soldi che ti prester&#224; la banca ti costeranno molto meno di quanto possa crescere il tuo denaro correttamente investito.</p><p>E voglio dimostrartelo.</p><p>Immagina di voler acquistare un immobile di &#8364;200.000 e di poter scegliere tra l&#8217;utilizzo di &#8364;200.000 che hai disposizione sul conto corrente e l&#8217;accesso ad un mutuo a tasso fisso del 4% (un tasso alto per quella che &#232; la media odierna) pagabile in 20 anni.</p><p>Il mutuo genererebbe &#8364;90.870,64 di interessi passivi e questo potrebbe indurci a ritenere pi&#249; intelligente utilizzare i &#8364;200.000 di liquidit&#224; per acquistare l&#8217;immobile.</p><p><strong>La verit&#224; &#232; che se investissi quei soldi per i prossimi 20 anni, anzich&#232; utilizzarli per la casa, ti basterebbe un rendimento annuo del 2,42% lordo per compensare la spesa in interessi passivi del mutuo.</strong></p><p><strong>E con il vantaggio che dopo vent&#8217;anni avresti ancora i tuoi soldi (oltre alla casa).</strong></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!uD-Q!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1d7b67ee-8661-4eef-8b08-0e5fe1017618_1107x378.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!uD-Q!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_424, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, 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rendimento ottenuto sul denaro investito pu&#242; lavorare in ottica di capitalizzazione composta e quindi su un capitale via via crescente.</strong></p><p>Questo &#232; il motivo per cui il rendimento necessario a compensare l&#8217;esborso in interessi non deve essere identico al tasso passivo, ma ti puoi &#8220;accontentare&#8221; anche di qualcosa meno.</p><div><hr></div><h1><strong>Regola n. 5: Non estinguere quel benedetto mutuo!</strong></h1><p>Di recente &#232; andato virale online un video in cui Gerry Scotti rivela cosa fanno le persone con il denaro vinto ai suoi giochi:</p><blockquote><p>&#8220;o estinguono il mutuo o accendono un nuovo mutuo!&#8221;</p></blockquote><p>i secondi hanno probabilmente seguito la regola numero 4 mentre i primi stanno commettendo un errore tra i pi&#249; frequenti.</p><p><strong>Attenzione: esistono dei casi in cui estinguere un mutuo &#232; una necessit&#224; e cio&#232; quando, per una ragione o per un&#8217;altra, diventa economicamente insostenibile.</strong></p><p>Tuttavia, anche se mi rendo conto che per molti di noi vivere con &#8220;la spada di Damocle&#8221; del mutuo da pagare pu&#242; essere un peso, <strong>da un punto di vista finanziario decidere di estinguere anticipatamente un mutuo non &#232; quasi mai una buona idea.</strong></p><p>Una ragione l&#8217;abbiamo di fatto gi&#224; raccontata nel punto precedente: se ho del denaro a disposizione, mettendolo a lavorare sui mercati, posso pensare di compensare ampiamente la spesa in interessi passivi anche nell&#8217;eventualit&#224; di ottenere rendimenti modesti.</p><p><strong>La seconda ragione sta nella struttura stessa dei mutui che vengono erogati alle famiglie italiane e che nella quasi totalit&#224; dei casi prevedono un piano d&#8217;ammortamento cosiddetto &#8220;alla francese&#8221;.</strong></p><p>In questo caso ogni rata &#232; composta da una <strong>quota capitale</strong>, con la quale stai effettivamente rimborsando parte della somma presa in prestito, e una <strong>quota interessi </strong>con la quale stai invece pagando, appunto, interessi.</p><p><strong>L&#8217;ammortamento alla francese prevede per&#242; che il peso delle prime rate del piano sia fortemente sbilanciato a favore della quota interessi e questo fa s&#236; che la gran parte degli interessi complessivi del mutuo tu li vada a pagare nei primi anni del piano, rendendo il rimborso anticipato sempre meno conveniente.</strong></p><p>Prendiamo il seguente esempio:</p><ul><li><p><strong>mutuo di &#8364;150.000</strong></p></li><li><p><strong>20 anni</strong></p></li><li><p><strong>tasso fisso del 4%</strong></p></li><li><p><strong>rata mensile di &#8364;908,97</strong></p></li><li><p><strong>interessi complessivi del piano: &#8364;68.152,92</strong></p></li></ul><p>Questo il piano d&#8217;ammortamento per il primo anno:</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" 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vale a dire oltre il 40% degli interessi complessivi del piano.</strong></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!OjgW!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdb0601f4-5c2b-4a49-90a8-0a4628397148_1209x570.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!OjgW!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_424, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, /__u/alexpozzi.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdb0601f4-5c2b-4a49-90a8-0a4628397148_1209x570.png 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!OjgW!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_848, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, 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sull&#8217;ultimo anno di rate.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!HSaM!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F5ea48909-d0eb-4185-ae82-2fd1a64b8558_1172x566.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!HSaM!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_424, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, /__u/alexpozzi.substack.com/q_auto:good, /__u/alexpozzi.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F5ea48909-d0eb-4185-ae82-2fd1a64b8558_1172x566.png 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!HSaM!, /__u/alexpozzi.substack.com/w_848, /__u/alexpozzi.substack.com/c_limit, /__u/alexpozzi.substack.com/f_webp, 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il primo a dire che &#232; necessario avere un budget familiare per essere in grado di tracciare entrate e uscite.</p><p><strong>Per&#242; &#232; molto importante che questo tuo budget si concentri solo su ci&#242; che &#232; realmente importante.</strong></p><p>Per come la penso io il tuo budget, o piano di spesa, dovrebbe includere solo queste 4 voci (oltre alle entrate che, molto spesso, si riducono ad una sola voce):</p><ul><li><p><strong>Costi fissi:</strong> cerca di stare tra il 50-60% del tuo reddito</p></li><li><p><strong>Obiettivi di risparmio:</strong> 10-15% (fondo di emergenza, anticipo casa, vacanze)</p></li><li><p><strong>Investimenti:</strong> 10-15%  </p></li><li><p><strong>Spesa libera:</strong> 20% senza eccessivi sensi di colpa</p></li></ul><p><strong>In questo esatto ordine!</strong></p><p><strong>Evita di andare troppo nel dettaglio. Evita di tracciare ogni spesa, di colorare il foglio excel e di controllare compulsivamente il prezzo del caff&#232;.</strong></p><p>Rischi solo che il tuo budget inizi a basarsi sul senso di colpa e che ti crei frustrazione diventando faticoso o impossibile da aggiornare e rendendo di fatto inutile il lavoro minuzioso che avrai fatto.</p><div><hr></div><h1><strong>Regola n. 7: Smetti di preoccuparti dei centesimi e concentrati sulle grandi decisioni.</strong></h1><p><strong>La vera ricchezza deriva dalla capacit&#224; di prendere poche decisioni importanti che sono in grado di produrre risultati straordinari nel lungo termine.</strong> Raramente deriva dal tagliare il numero di caff&#232; o dall&#8217;evitare di prendere l&#8217;autostrada per non pagare il pedaggio. Alcuni esempi di scelte che contano davvero e possono regalarti decine se non centinaia di migliaia di euro in pi&#249; fra due o tre decenni sono:</p><ol><li><p><strong>Iniziare ad investire</strong>: inizia a investire il prima possibile per sfruttare lo &#8220;snowball effect&#8221; della capitalizzazione composta.</p></li><li><p><strong>L&#8217;importo con cui contribuisci</strong>: anche 100 euro in pi&#249; al mese valgono decine di migliaia di euro nel lungo periodo.</p></li><li><p><strong>Dove versare il tuo TFR</strong>: una semplice scelta tra azienda e previdenza complementare ti regaler&#224; migliaia di euro di minori tasse nel corso del tempo.</p></li><li><p><strong>Fare attenzione alla fiscalit&#224;</strong>: ricordati che devi evitare di pagare tasse non necessarie sulle plusvalenze, che se hai delle minusvalenze sul groppone puoi utilizzarle in compensazione e che esistono soluzioni che ti permettono di sfruttare il meccanismo di deduzioni e detrazioni in sede di dichiarazione dei redditi. Sembrano micro-scelte, ma valgono anche in questo caso molti soldi.</p></li></ol><p><strong>Insomma, smetti di sprecare energie eccessive sulle piccole cose che hai davanti, ma che non contano. Concentrati invece su quelle scelte che richiedono pi&#249; energia, ma che sono in grado di portare vero valore aggiunto nella tua vita.</strong></p><div><hr></div><p>Ora che abbiamo finito dimmi la verit&#224;: con quale o quali di queste regole non sei assolutamente d&#8217;accordo?</p><p>Sono curioso di ascoltare il tuo punto di vista!</p><div class="captioned-button-wrap" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/7-idee-sul-denaro-che-ci-sembrano?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="CaptionedButtonToDOM"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Se ritieni che questo articolo possa essere utile e di valore condividilo con i tuoi amici, famigliari o colleghi: ti ringrazieranno!</em></p></div><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/7-idee-sul-denaro-che-ci-sembrano?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/alexpozzi.substack.com/p/7-idee-sul-denaro-che-ci-sembrano?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p></div><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Dopo aver parlato con migliaia di persone di denaro, ho capito che profilo hanno le persone che fanno più fatica a gestirlo: il mio.]]></title><description><![CDATA[Per i pap&#224; millennials avere a che fare con il denaro &#232; sempre pi&#249; un problema.]]></description><link>https://alexpozzi.substack.com/p/dopo-aver-parlato-con-migliaia-di</link><guid isPermaLink="false">https://alexpozzi.substack.com/p/dopo-aver-parlato-con-migliaia-di</guid><dc:creator><![CDATA[Alex Pozzi]]></dc:creator><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 13:33:40 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!u2PJ!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fba69ce2c-3fa8-4e0d-958a-34994b85ab12_1280x1280.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Nel mio lavoro ho la fortuna di poter avere conversazioni sul tema del denaro con persone diversissime l&#8217;una dall&#8217;altra e, attraverso il rapporto che queste hanno con i soldi, ho la possibilit&#224; di conoscerne storie, caratteri, ambizioni e paure.</p><p>In un certo senso posso dire di avere l&#8217;opportunit&#224; di &#8220;scoprire&#8221; molti clienti da una prospettiva, per certi versi molto intima, di solito preclusa anche a chi gli &#232; molto vicino nella vita di tutti i giorni.</p><p><strong>Si tratta di venire a contatto con esperienze cos&#236; personali e identitarie da non poter essere facilmente classificate o, addirittura raggruppate, all&#8217;interno di categorie specifiche.</strong></p><p>Eppure, da qualche tempo, la mia esperienza mi sta raccontando che, a voler essere attenti, esistono alcuni gruppi di persone che presentano <strong>difficolt&#224; superiori alla media nell&#8217;approcciare correttamente il risparmio e il denaro in ogni sua sfaccettatura.</strong></p><p>A sorprendermi, in particolare, &#232; stato il realizzare che la platea probabilmente pi&#249; in affanno da questo punto di vista &#232; quella nella quale pu&#242; tranquillamente identificarsi il sottoscritto:</p><ul><li><p><strong>pap&#224;</strong></p></li><li><p><strong>giovane millennial (con un et&#224; compresa tra i 30 e i 40 anni)</strong></p></li><li><p><strong>magari anche con un buon lavoro e un reddito pi&#249; che dignitoso.</strong></p></li></ul><p>Di certo non il primo identikit che ti verrebbe in mente per descrivere il prototipo della persona finanziariamente fragile. Io stesso ho sempre associato questo tipo di persone ad una cultura finanziaria pi&#249; &#8220;evoluta&#8221; rispetto agli appartenenti ad altre generazioni. </p><p>Il confronto, il dialogo e lo scambio continuo di esperienze con questi giovani uomini mi sta per&#242; insegnando che <strong>esiste una combinazione di fattori che rendono questi soggetti estremamente vulnerabili quando si tratta di parlare di pianificazione finanziaria e di gestione del risparmio.</strong></p><p>Da una parte esistono una serie di cause legate al <strong>contesto demografico e sociale</strong> che stiamo vivendo: numeri e statistiche che raccontano di persone che affrontano sfide finanziarie sempre pi&#249; imponenti e sempre pi&#249; concentrate nel tempo. A questi aspetti &#232; possibile risalire in maniera piuttosto oggettiva andando a leggere il racconto che istituti di statistica, reportage e analisi di varia natura tracciano del Paese e della sua economia, del mondo del lavoro e di quello delle famiglie.</p><p>Pi&#249; complesso &#232; andare a rintracciare quell&#8217;insieme di strutture legate alla nostra <strong>cultura</strong>, alla nostra <strong>societ&#224;</strong> e al <strong>modo in cui parliamo di denaro</strong> all&#8217;interno delle aule scolastiche o quando si &#232; riuniti attorno ad un tavolo per un pranzo in famiglia. Strutture che molto spesso portano ad un&#8217;errata percezione di tutto ci&#242; che ruota intorno al mondo del denaro e della finanza personale.</p><p>Su questi aspetti tuttavia i punti di vista da analizzare sono talmente tanti e specifici che, pretendendo di saperne abbastanza, cadremmo invece nel becero qualunquismo da quattro soldi. </p><p>Per questo sottolineo che, in merito a queste strutture, quella che descriver&#242; &#232; l&#8217;impressione che traggo dall&#8217;esperienza quotidiana accanto ai clienti la quale per&#242;, essendo frutto di un mio punto di vista del tutto soggettivo, non ha la pretesa di descrivere la realt&#224; a tutto tondo.</p><div class="captioned-button-wrap" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/dopo-aver-parlato-con-migliaia-di?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="CaptionedButtonToDOM"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Se pensi che quest&#8217;articolo parli di qualcuno che conosci condividilo con lui!</em></p></div><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/dopo-aver-parlato-con-migliaia-di?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/alexpozzi.substack.com/p/dopo-aver-parlato-con-migliaia-di?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p></div><div><hr></div><h1>Il racconto di una generazione fragile</h1><p>Partiamo da ci&#242; che &#232; oggettivo e dai numeri che raccontano, all&#8217;interno di un Paese che sta profondamente cambiando, di una generazione di uomini che come non mai si trova ad affrontare un elaborato e articolato insieme di sfide.</p><p>Iniziamo da questo dato: <strong>nel nostro Paese gli uomini diventano pap&#224; per la prima volta a 35,8 anni, la media pi&#249; alta d'Europa, contro i 33,9 anni della Francia e i 33,2 della Germania.</strong> Questo significa affrontare le sfide della genitorialit&#224; proprio in quella fase della vita in cui iniziano a concentrarsi una serie di altre preoccupazioni, spesso viste come problemi di difficile soluzione: </p><ol><li><p>la necessit&#224; di dare una <strong>struttura alla propria carriera professionale</strong> in un contesto in cui il lavoro precario continua ad essere protagonista e dove i salari continuano a essere strutturalmente bassi se raffrontati al costo della vita e alle altre principali economie europee; esigenza che porta molti uomini a dover dedicare al lavoro un numero di ore tale da essere difficilmente compatibile con un&#8217;adeguata cura della famiglia e di se stessi<strong>.</strong></p></li><li><p>L&#8217;et&#224; tra i 30 e i 40 anni &#232; quella in cui spesso si comincia a progettare <strong>l&#8217;acquisto di una nuova abitazione</strong> per accogliere un nucleo familiare in crescita. Se incrociamo il tema dei salari del punto precedente con il costo delle abitazioni in salita nei centri urbani comprendiamo bene la dimensione della sfida da affrontare. Sfida di cui mi rendo conto quasi quotidianamente parlando di mutui e accesso al credito con i miei clienti.</p></li><li><p>Complice l&#8217;<strong>iniquo trattamento che le donne ricevono in termini di retribuzioni e continuit&#224; lavorativa in Italia</strong>, i giovani pap&#224; continuano a essere molto frequentemente la principale fonte di reddito a livello familiare con tutto ci&#242; che ne consegue in termini di responsabilit&#224;, di dipendenza degli altri componenti del nucleo familiare e relativo stress.</p></li><li><p>In Italia <strong>il congedo di paternit&#224; obbligatorio &#232; di appena 10 giorni e solo circa il 25% dei padri italiani lo utilizza</strong>; dato che non fa altro che confermare quanto descritto nei punti 1 e 3.</p></li><li><p>Il crescente e totalizzante impegno professionale <strong>non si traduce in una maggiore serenit&#224; da un punto di vista previdenziale</strong>, ma, al contrario, demografia e conti pubblici allontanano sempre di pi&#249; l&#8217;obiettivo di  un &#8220;buen retiro&#8221; dignitoso. </p></li><li><p>Molti neo pap&#224; si trovano invischiati nel bel mezzo di quella che sempre pi&#249; di frequente viene chiamata <strong>&#8220;generazione sandwich&#8221;</strong> e che comprende quel gruppo sempre crescente di persone schiacciate tra la cura dei figli piccoli e l&#8217;assistenza a genitori che per fortuna vivono sempre pi&#249; a lungo, ma che devono affrontare il tema spinoso dell&#8217;autosufficienza. </p><div><hr></div></li></ol><h1>L&#8217;approccio &#8220;culturale&#8221; e &#8220;sociale&#8221;.</h1><p>Accanto a questi aspetti &#8220;oggettivi&#8221;, riscontro sempre pi&#249; frequentemente alcuni tratti che sono probabilmente <strong>conseguenza di come famiglia, scuola e societ&#224; affrontano il tema della paternit&#224; e delle responsabilit&#224; finanziarie ad essa associate.</strong></p><p>In particolare sono due gli elementi ricorrenti che rintraccio sotto questo punto di vista:</p><ol><li><p>da una parte i pap&#224; millennials <strong>non vogliono essere dei semplici &#8220;produttori di reddito&#8221; utili al sostentamento della loro famiglia, ma vogliono essere presenti e dedicare del tempo ai loro piccoli e alla loro famiglia</strong>: sfida difficile da vincere in un contesto in cui il lavoro richiede e reclama sempre pi&#249; tempo;</p></li><li><p>dall&#8217;altra, proprio perch&#232; educati dalle generazioni precedenti ad essere i &#8220;provider&#8221; della famiglia, quelli che prendono le decisioni importanti e si prendono carico di ogni responsabilit&#224;, <strong>molti uomini fanno molta fatica a delegare a terzi alcune decisioni importanti come quelle legate al denaro</strong>. Un p&#242; come se affidarsi a qualcuno per la gestione delle proprie finanze fosse un&#8217;ammissione di debolezza e un venir meno ai propri doveri di &#8220;decisore&#8221; all&#8217;interno di una famiglia.</p><p></p></li></ol><p>L&#8217;intrecciarsi di questi due elementi, calati nel quadro di difficolt&#224; descritto precedentemente, porta molti pap&#224; a vivere un <strong>senso d&#8217;urgenza</strong> che induce molti a intraprendere comportamenti che si rivelano troppo spesso perdenti nel lungo termine, rinunciando invece ad un sana e ragionata pianificazione finanziaria.</p><p>Ecco quindi che <strong>ci si rifugia nel &#8220;fai da te&#8221;</strong>, magari con l&#8217;ambizione di andare a ricercare soluzioni miracolose per far crescere velocemente i risparmi messi da parte, o che si cade nell&#8217;errore di <strong>non prendere in considerazione tutti gli aspetti che non garantiscono risultati apprezzabili nel breve periodo tra cui</strong>:</p><ul><li><p><strong>previdenza</strong></p></li><li><p><strong>tutela e assicurazione della famiglia</strong></p></li><li><p><strong>fiscalit&#224;</strong></p></li></ul><p>Trascurare questi aspetti potr&#224; anche essere indolore nell&#8217;immediato ma porta con se&#8217; il rischio concreto di vivere, prima o poi, una tempesta perfetta in grado di mettere a dura prova la tenuta delle proprie finanze personali e familiari.</p><p>Per questo ho motivo ho preparato una checklist in 10 punti de &#8220;<strong>Le 10 mosse finanziarie che ogni pap&#224; under 40 dovrebbe gi&#224; aver gi&#224; fatto&#8221; </strong>per mettere in sicurezza il proprio patrimonio personale.</p><p>La puoi scaricare direttamente da <a href="https://drive.google.com/file/d/1p3tL5wkseAEjJSq4r8bRdtu5bsQY_7O2/view?usp=drive_link">qui</a>.</p><p>Si tratta di <strong>10 azioni molto semplici che puoi mettere in campo fin da subito</strong>, in autonomia o con l&#8217;aiuto di un professionista fidato, e che ti aiuteranno a risolvere gran parte delle tue preoccupazioni di natura finanziaria.</p><p>Cosa che, detto da pap&#224; a pap&#224;, so poter essere di grande valore nel bel mezzo delle sfide che viviamo quotidianamente.</p><p>Spero vivamente possano esserti utili.</p><p>A presto!</p><p>AP</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Iscriviti a VisioneFinanziaria. per non perderti nemmeno un articolo come questo.</em></p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p></p><p></p><p></p><p></p><p></p><p></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La demografia sarà un terremoto per il tuo patrimonio.]]></title><description><![CDATA[Perch&#232; l'evoluzione della popolazione ti toccher&#224; pi&#249; di quel che credi.]]></description><link>https://alexpozzi.substack.com/p/la-demografia-sara-un-terremoto-per</link><guid isPermaLink="false">https://alexpozzi.substack.com/p/la-demografia-sara-un-terremoto-per</guid><dc:creator><![CDATA[Alex Pozzi]]></dc:creator><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 12:21:05 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/fe91cf3b-cb9e-41cc-a209-79a3eca14989_4056x2280.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;&#232; una frase attribuita a Churchill, di cui nessuno in realt&#224; conosce con certezza la vera origine, che descrive meglio di qualsiasi grafico quello che sta accadendo alla popolazione umana: <em>&#8220;Non c&#8217;&#232; niente di pi&#249; triste che il fallimento di un piano quinquennale, ma c&#8217;&#232; qualcosa di ancora pi&#249; triste: un piano demografico a lungo termine che va a rotoli.&#8221;</em></p><p>Di demografia oggi si parla ovunque: nei talk show, sui tg, sui quotidiani. Eppure ho la sensazione che pochi stiano davvero capendo cosa significa, in termini concreti, per il nostro futuro e, per quello che &#232; attinente al mio mondo, per i nostri patrimoni.</p><p>Il problema &#232; neurologico prima che finanziario: il cervello umano non &#232; attrezzato per ragionare in termini esponenziali, n&#233; per elaborare grandezze nell&#8217;ordine dei miliardi, mentre la demografia ci chiede esattamente questo. <strong>Quando per&#242; non riusciamo a visualizzare un fenomeno, tendiamo a sottovalutarlo.</strong></p><p>In questo articolo provo a fare il contrario: ridurre all&#8217;essenziale, rendere concreto e soprattutto mostrare perch&#233; ignorare queste tendenze potrebbe essere uno degli errori pi&#249; costosi per chi gestisce un patrimonio oggi.</p><div class="pullquote"><p><strong>Pianificare non significa prevedere. Significa attrezzarsi, farsi trovare pronti, essere preparati anche quando un cambiamento che oggi sembra sfumato e lontano minaccia all&#8217;improvviso di travolgerci.</strong></p></div><p>In questi anni stiamo sperimentando 3 principali trend che andranno a plasmare  l&#8217;evoluzione demografica a livello globale:</p><ul><li><p><strong>Calo della fertilit&#224;</strong>: il tasso di fertilit&#224; globale &#232; sceso da 4,8 figli per donna nel 1970 a 2,2 nel 2024. La soglia di sostituzione, il livello minimo per mantenere stabile la popolazione senza immigrazione, &#232; 2,1. <strong>Questo vuol dire che entro pochi decenni la popolazione mondiale smetter&#224; di crescere e inizier&#224; a declinare.</strong></p></li><li><p><strong>Aumento generalizzato dell&#8217;aspettativa di vita: </strong>dal 1950 a oggi, l'aspettativa di vita media globale &#232; passata da 46 a 73 anni: quasi 27 anni in pi&#249; in sette decenni. Nel 2024 l'aspettativa di vita alla nascita ha raggiunto 73,3 anni, con un aumento di 8,4 anni rispetto al 1995 mentre le proiezioni ONU indicano un ulteriore avanzamento fino a circa 77,4 anni entro il 2054</p></li><li><p><strong>Il progressivo invecchiamento della generazione chiamata dei &#8220;Baby Boomers&#8221;: </strong>entro il 2030 tutti i Baby Boomers, ovvero i nati tra il 1946 e il 1964, avranno 65 anni o pi&#249;. Questo vuol dire che la generazione attualmente pi&#249; numerosa, pi&#249; ricca, maggiormente influente in termini di consumi e investimenti, sta per cedere il passo con conseguenze di dimensioni enormi.</p></li></ul><p>Questi trend combinati avranno conseguenze incredibilmente rilevanti su almeno 5 aspetti legati al nostro patrimonio e alla nostra pianificazione finanziaria. Vediamoli insieme.</p><div><hr></div><p></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Come puoi immaginare scrivere questo articolo ha richiesto tempo e studio. Se hai apprezzato, iscriviti alla newsletter per sostenere il progetto.</em></p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p></p><div><hr></div><h1>1 . PREVIDENZA</h1><p>Questa &#232; senz&#8217;altro l&#8217;area sulla quale l&#8217;impatto dei trend sopra accennati ha gi&#224; cominciato ad essere pi&#249; evidente.</p><p>I sistemi previdenziali dei paesi sviluppati sono quasi tutti costruiti sul principio della <strong>ripartizione</strong>: i contributi versati oggi dai lavoratori attivi finanziano le pensioni di chi si &#232; gi&#224; ritirato dal lavoro. Questo sistema regge quando il rapporto tra chi versa e chi riceve rimane sopra una soglia critica, ma quando quella soglia si erode, il sistema va in crisi.</p><p>I trend globali analizzati in precedenza vanno proprio in questa seconda direzione: <strong>sempre meno giovani in grado di sostenere la spesa pensionistica, una popolazione sempre pi&#249; &#8220;anziana&#8221; che avr&#224; necessit&#224; di essere sostenuta sempre pi&#249; a lungo, un&#8217;intera generazione (quella dei baby boomers) che sta per abbandonare il lavoro senza la certezza di poter essere rimpiazzata.</strong></p><p>Le conseguenze? Potrai credere a tutte le promesse elettorali che vuoi (non farlo), ma la tua pensione attesa non potr&#224; che essere sempre pi&#249; bassa e sempre pi&#249; tardi.</p><p>Questo dovrebbe obbligarti a farti una serie di domande scomode e soprattutto a cercare di trovarvi una risposta il prima possibile:</p><ul><li><p><em>sar&#242; in grado di sostenere un tenore di vita adeguato quando smetter&#242; di lavorare?</em></p></li><li><p><em>quale sar&#224; il gap tra la mia attuale retribuzione e quello che percepir&#242; come assegno pensionistico?</em></p></li><li><p><em>come posso fare per colmare questo gap?</em></p></li></ul><p>Il tema previdenziale, in un Paese come il nostro, tra i pi&#249; vecchi e meno &#8220;fertili&#8221; del mondo, dovrebbe essere caldissimo: eppure, i numeri dell&#8217;accesso alle soluzioni dedicate alla gestione del &#8220;problema pensione&#8221; come la previdenza complementare dimostrano una sensibilit&#224; ancora lontana dall&#8217;essere adeguata.</p><div><hr></div><h1>2. SANIT&#192; E ASSISTENZA</h1><p>Anche in questo caso il perch&#232; sanit&#224; e assistenza siano destinati a diventare un problema per noi e per il nostro patrimonio &#232; piuttosto intuitivo.</p><p>Una popolazione pi&#249; anziana e che vivr&#224; sempre pi&#249; a lungo richiede maggiori cure e, se i governi faticheranno a trovare soluzioni al problema, <strong>la gran parte della maggiore spesa dovr&#224; uscire dalle nostre tasche.</strong></p><p>Soprattutto nei Paesi sviluppati, secondo il modello di lungo periodo dell'OCSE, in assenza di interventi correttivi la pressione fiscale necessaria per sostenere la spesa sanitaria aumenter&#224; di quasi 6,25 punti percentuali di PIL tra il 2024 e il 2060, <strong>con l'invecchiamento responsabile di oltre il 40% di questa spinta.</strong></p><p>Il problema si pone su 3 livelli:</p><ol><li><p><strong>il jolly della longevit&#224; sana: </strong>mentre l'aspettativa di vita &#232; migliorata nel tempo, non tutti gli anni in et&#224; avanzata vengono trascorsi in buona salute, e le disuguaglianze tra gruppi socio-economici rischiano di essere significative;</p></li><li><p><strong>l&#8217;assistenza come buco nero della spesa familiare: </strong>con l'invecchiamento della popolazione, la domanda di assistenza agli anziani nelle attivit&#224; quotidiane &#232; destinata ad aumentare di oltre un terzo entro il 2050 nei paesi OCSE. Attualmente, i sistemi pubblici lasciano quasi la met&#224; degli anziani con bisogni di cura a rischio di povert&#224;, in particolare quelli con bisogni gravi e redditi bassi. <strong>Ad oggi i costi coperti con spesa privata rappresentano in media il 70% del reddito mediano di un anziano nei paesi OCSE.</strong></p></li><li><p><strong>La crisi del personale sanitario: </strong>oltre ad un problema di mancanza di risorse esiste un tema legato alla <strong>disponibilit&#224; di chi pu&#242; fisicamente erogare le cure</strong>. I sistemi sanitari dei paesi sviluppati stanno affrontando una crisi strutturale di forza lavoro che la demografia aggrava su entrambi i lati: aumenta il bisogno di cure (pi&#249; anziani malati) e riduce l'offerta di chi cura (meno giovani che entrano nelle professioni sanitarie).</p></li></ol><p>Tutto ci&#242; si traduce nella necessit&#224; di cambiare un paradigma tipico della gestione finanziaria degli italiani che, da sempre, hanno la tendenza a gestire questo tipo di necessit&#224; accumulando risparmi sul conto corrente.</p><p><strong>Strategia che di fronte all&#8217;arretramento delle risorse pubbliche, rischia di essere non solo finanziariamente inefficiente (il denaro giace improduttivo sui conti correnti), ma anche insufficiente se non accompagnata da un&#8217;adeguata pianificazione degli strumenti di tutela e assicurazione.</strong></p><div><hr></div><h1>3. PATRIMONIO IMMOBILIARE</h1><p>Qui si entra invece in un campo dove l&#8217;effetto demografico rischia di essere molto meno evidente, ma non per questo irrilevante.</p><p>Il mercato immobiliare &#232; fondamentalmente un mercato di <strong>domanda demografica</strong>: le case vengono comprate da chi si forma come nucleo famigliare (25-40 anni), si ampliano con chi ha famiglia (40-55 anni), e vengono liberate da chi invecchia o muore. <strong>Quando questa piramide si inverte, tutta la struttura della domanda si trasforma.</strong></p><p>In particolare i Paesi sviluppati, tra cui il nostro, stanno vivendo un paradosso dove da un parte troviamo una serie di forze depressive sulla domanda e sul valore degli immobili:</p><ul><li><p><strong>meno nuclei famigliari con figli significano meno bisogno di appartamenti grandi;</strong></p></li><li><p><strong>una popolazione sempre pi&#249; anziana tende a rimanere nelle abitazioni acquistate in passato e a non cercarne di nuove;</strong></p></li><li><p><strong>ci sono sempre meno giovani in quella fascia di et&#224; che spesso porta al primo acquisto;</strong></p></li></ul><p>mentre nei mercati urbani si incrociano pi&#249; spinte che vanno invece a far lievitare il prezzo:</p><ul><li><p><strong>concentrazione della domanda dovuta alla presenza di aziende, lavoro e servizi;</strong></p></li><li><p><strong>l&#8217;aumento di chi vive da solo e che spesso privilegia la grande citt&#224;, spinge la domanda di immobili, pur in presenza di un numero di persone complessivamente in riduzione.</strong></p></li></ul><p>In un Paese come il nostro, dove la parte pi&#249; rilevante del patrimonio immobiliare &#232; concentrata nelle mani degli over 70, i quali detengono immobili per un valore superiore ai 2.720 miliardi di euro (in larga parte abitazioni acquistate durante gli anni della crescita economica, spesso caratterizzate da grandi metrature e pensate per nuclei familiari numerosi) ricevere in eredit&#224; degli immobili potrebbe essere un bel rebus in termini di pianificazione finanziaria per la generazione compresa tra i 40 e i 60 anni che si trover&#224; a subentrare nei prossimi anni.</p><div><hr></div><h1>4. PATRIMONIO SOCIETARIO</h1><p>Il tessuto imprenditoriale italiano &#232; unico al mondo per composizione con oltre 4 milioni di PMI e con un tasso di famigliarit&#224; che sfiora l'85%. <strong>Elemento che ha rappresentato una forza per il made in Italy, ma che potrebbe essere messo a dura prova proprio dalla demografia.</strong></p><p>Secondo Unioncamere-InfoCamere  a giugno 2025 i titolari di imprese individuali con almeno 70 anni erano 314.824, pari al 10,7% del totale, contro l'8,9% del 2015: in dieci anni gli imprenditori over 70 sono aumentati di 24.496 unit&#224;.</p><p><strong>Circa il 40% delle imprese famigliari italiane dovr&#224; affrontare un passaggio generazionale entro il prossimo decennio</strong> con i dati di Fortune che ci dicono che solo il 30% delle aziende famigliari sopravvive al primo cambio di leadership e appena il 13% riesce ad arrivare alla terza generazione.</p><p><strong>Senza contare che, al di l&#224; dell&#8217;abilit&#224; o meno dei successori nel portare avanti l&#8217;azienda, la consistenza demografica delle generazioni successive &#232; numericamente incapace di assorbire questa &#8220;offerta&#8221; di imprese.</strong></p><p>Questo elemento avr&#224; un impatto gigantesco sulla ricchezza aziendale che le nostre famiglie hanno costruito nel tempo poich&#232;, <strong>se il canale della successione famigliare diventa un&#8217;opzione sempre meno praticabile sar&#224; necessario rivolgersi ad altre opzioni per cui il nostro tessuto &#232; molto meno attrezzato (fusioni, acquisizioni, Management Buyout etc.)</strong> con il rischio che questo passaggio generazionale, se mal gestito su larga scala, possa ridurre la ricchezza degli italiani e non solo in termini di patrimonialit&#224;, ma anche di know-how e posti di lavoro.</p><div><hr></div><h1>5. MERCATI FINANZIARI</h1><p>Non va dimenticato che anche i mercati finanziari saranno influenzati dal cambiamento della demografia. </p><p>Pensiamo, per esempio, al mercato pi&#249; dibattuto e pi&#249; &#8220;trendy&#8221; di tutti: quello azionario.</p><p>L'invecchiamento della popolazione potrebbe influenzare i mercati azionari attraverso quattro canali principali: </p><ol><li><p><strong>se avremo sempre pi&#249; persone che si avvicinano alla pensione si ridurr&#224; la partecipazione azionaria della forza lavoro (pensiamo per esempio a tutti i cittadini americani che alimentano i loro fondi pensione); </strong></p></li><li><p><strong>cambieranno i consumi e questo favorir&#224; alcuni settori dell&#8217;economia rispetto ad altri; </strong></p></li><li><p><strong>una popolazione che invecchia avr&#224; un'avversione al rischio sempre pi&#249; bassa;  </strong></p></li><li><p><strong>una popolazione pi&#249; anziana tende a preferire il reddito fisso o le azioni da dividendo.</strong></p></li></ol><p>La logica &#232; semplice: le persone accumulano (o dovrebbero farlo) asset finanziari durante la vita lavorativa e li liquidano progressivamente in pensione. Quando una generazione numerosa come i Baby Boomers va in pensione, il flusso netto di domanda per asset rischiosi si riduce strutturalmente.</p><p>Inoltre nei prossimi decenni diventer&#224; meno vera la retorica che spesso ha accompagnato l&#8217;investimento sul mercato azionario e cio&#232; <em>&#8220;investo sul mercato azionario globale perch&#232; &#232; la macchina che alimenta la produzione di beni e servizi per una popolazione sempre in crescita&#8221;.</em></p><p>Forse non pi&#249;.</p><p><strong>Tutto ci&#242; potrebbe condurci a decenni meno generosi del mercato azionario rispetto a quello che abbiamo recentemente vissuto?</strong></p><p><strong>O forse l&#8217;avvento dell&#8217;AI o di altre forze ancora non note sar&#224; in grado di continuare a spingere la produttivit&#224; e, di riflesso, i mercati?</strong></p><p>Difficile a dirsi, ma &#232; certo che tenere conto di una popolazione che cambia sar&#224; fondamentale anche per approcciarsi agli investimenti finanziari.</p><div><hr></div><h1>CONCLUSIONE</h1><p>E quindi?</p><p>Siamo destinati a soccombere di fronte a questo ciclone demografico senza poter fare nulla? </p><p>Assolutamente no. Sar&#224; per&#242; necessario prendere consapevolezza di alcuni aspetti:</p><ul><li><p><strong>la demografia non &#232; solo statistica, ma plasmer&#224; il modo in cui vivremo creando nuove esigenze e nuovi problemi da affrontare;</strong></p></li><li><p><strong>non &#232; detto che ci&#242; che era vero fino a ieri lo sia oggi o domani: se cambia la presenza dell&#8217;uomo su questo pianeta si modificano anche i comportamenti utili a trarne beneficio;</strong></p></li><li><p><strong>gestire la tua ricchezza, ad ogni livello, ignorando che il mondo sta cambiando, sar&#224; il primo passo per ottenere degli insuccessi;</strong></p></li><li><p><strong>curarti del tuo patrimonio &#8220;a compartimenti stagni&#8221; non sar&#224; pi&#249; efficace, ma sar&#224; fondamentale adottare un approccio integrato che tenga conto di tutti gli aspetti della tua finanza personale (asset finanziari, immobiliari e societari, previdenza, fiscalit&#224; e assicurazione);</strong></p></li><li><p><strong>pianificare guardando a cosa ha funzionato in passato potrebbe essere fuorviante.</strong></p></li></ul><p>La ricetta per sopravvivere a questo terremoto richieder&#224; dunque di pianificare in maniera molto attenta avendo per&#242; ben chiaro che <strong>pianificare non significa prevedere. Significa attrezzarsi, farsi trovare pronti, essere preparati anche quando un cambiamento che oggi sembra sfumato e lontano minaccia all&#8217;improvviso di travolgerci.</strong></p><p>AP</p><div class="captioned-button-wrap" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/la-demografia-sara-un-terremoto-per?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="CaptionedButtonToDOM"><div class="preamble"><p class="cta-caption"><em>Grazie per aver letto fino in fondo! Se credi che questo articolo possa essere utile a qualcun altro condividilo!</em></p></div><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/p/la-demografia-sara-un-terremoto-per?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/alexpozzi.substack.com/p/la-demografia-sara-un-terremoto-per?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p></div><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'importanza di ciò che è invisibile]]></title><description><![CDATA[Quando decidiamo di prenderci cura del nostro denaro non possiamo non considerare il peso di quanto abbiamo vissuto.]]></description><link>https://alexpozzi.substack.com/p/limportanza-di-cio-che-e-invisibile</link><guid isPermaLink="false">https://alexpozzi.substack.com/p/limportanza-di-cio-che-e-invisibile</guid><dc:creator><![CDATA[Alex Pozzi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:58:02 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b9229321-0dfb-4aa5-9fd6-dbecdcc564f3_1484x1060.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Tanti di noi fanno l&#8217;errore di considerare la finanza personale alla stregua di una materia scientifica, quasi una disciplina da percorso di laurea STEM. Dato un input correttamente quantificato, misurato e ponderato diventa scontato l&#8217;output.</p><p>Quindi data un certa et&#224;, una certa situazione patrimoniale, un certo orizzonte temporale e una certa capacit&#224; di risparmio il piano finanziario che ne consegue, ovvero quella serie di azioni intraprese al fine di conseguire i propri obiettivi finanziari, non pu&#242; che essere uno ed uno solo.</p><p><strong>Credo fermamente che questo approccio sia limitato e che sia in grado di cogliere solo un parte della complessissima realt&#224; che caratterizza la vita di tutti noi. </strong></p><p>Certo, si tratta di uno schema che, se correttamente praticato da tutti, migliorerebbe l&#8217;approccio al proprio patrimonio di un grandissima fetta di risparmiatori italiani di certo non troppo abituati a ragionare in termini di pianificazione e quindi di esigenze, di obiettivi e di orizzonti temporali.</p><p>Tuttavia questo modo &#8220;scientifico&#8221; di applicare la pianificazione finanziaria non tiene conto di un aspetto <strong>invisibile</strong>, ma fondamentale e che condiziona in modo determinante il nostro rapporto con il denaro e, di conseguenza, come decidiamo di gestirlo.</p><p><strong>Sto parlando delle esperienze che ciascuno di noi ha vissuto intorno al concetto stesso di denaro e quindi dei valori che tendiamo ad associargli.</strong></p><p>Un esempio: Elena (nome di fantasia, ma che descrive il caso di una mia cliente reale) &#232; giovane, non ha progetti da realizzare nei prossimi 5/6 anni ed &#232; adeguatamente tutelata da imprevisti gravi da una serie di ottime coperture assicurative. Di fatto Elena, non avrebbe alcuna ragione al mondo per mantenere sul conto una liquidit&#224; di di quasi &#8364;40.000.</p><p>Per un profilo come il suo sembrerebbe inevitabile suggerire che il grosso di questa liquidit&#224; debba essere investita sui mercati al fine di poterne salvaguardare il valore nel tempo.</p><p><strong>C&#8217;&#232; per&#242; un</strong> &#8220;<strong>ma&#8221; grande quanto un grattacielo: quando Elena aveva 16 anni suo pap&#224; perse il lavoro e per parecchi anni la sua famiglia ha vissuto con l&#8217;incubo di non avere i soldi sul conto corrente per arrivare a fine mese.</strong></p><p><strong>Ecco allora la domanda.</strong></p><p><strong>Un buon consulente dovrebbe scientificamente applicare l&#8217;accademia e &#8220;convincere&#8221; Elena a tenere sul conto un importo non superiore a 2/3 volte le sue entrate mensili come suggerirebbe ogni buon manuale di finanza personale? Dovrebbe correre il rischio che la stessa Elena, vivendo il peso di quel ricordo di ristrettezze, si senta troppo a disagio e a un certo punto abortisca il piano iniziale?</strong></p><p><strong>O forse sar&#224; meglio un approccio graduale con il qual accompagnarla un p&#242; alla volta anche a condizione di non adottare fin da subito l&#8217;approccio ottimale (per esempio indirizzando agli investimenti  in maniera automatica una piccola cifra alla volta e mantenendo un p&#242; pi&#249; di liquidit&#224; del dovuto sul conto)?</strong></p><p>Quello di Elena &#232; un esempio molto semplice, ma molto indicativo di quanto, nel creare un piano finanziario che sia realmente <strong>personalizzato, </strong>sia importante da parte di tutti, risparmiatori e consulenti, pesare correttamente una serie di componenti in prima battuta invisibili: <strong>le esperienze, i ricordi e le emozioni che ciascuno di noi riversa nell&#8217;idea di denaro.</strong></p><p>Quanto ha pesato il tuo vissuto nelle decisioni finanziarie che hai preso fino ad oggi?</p><p>Quanto sono state rispettate da chi ti ha aiutato a prenderle?</p><p>AP</p><p></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://alexpozzi.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto VisioneFinanziaria.! 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