<script data-pm-proxy="intercept"></script><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></title><description><![CDATA[Questo è un mocambo dove scrivo di cultura, media e linguaggi del contemporaneo. Con un occhio speciale per le tematiche di genere e le storie dimenticate]]></description><link>https://caterinafassina.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!vtGo!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9eaa70f2-b8e1-43d5-918c-44be1ae8f936_1242x1242.png</url><title>Caterina Brasioli Fassina</title><link>https://caterinafassina.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Fri, 04 Sep 2026 04:16:46 GMT</lastBuildDate><atom:link href="/__u/caterinafassina.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[caterinafassina@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[caterinafassina@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[caterinafassina@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[caterinafassina@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Non mi fido della medicina e dei carabinieri]]></title><description><![CDATA[Cosa significa essere una donna alle prese con dottori e forze dell'ordine]]></description><link>https://caterinafassina.substack.com/p/non-mi-fido-della-medicina-e-dei</link><guid isPermaLink="false">https://caterinafassina.substack.com/p/non-mi-fido-della-medicina-e-dei</guid><dc:creator><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></dc:creator><pubDate>Wed, 26 Aug 2026 06:30:50 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/e1d28327-74ba-40b0-90ff-2061f51f7cf7_696x457.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Il mio ragazzo &#232; un medico e molte volte mi intima di prendere questo o quel farmaco quando non mi sento bene. I suoi consigli li accolgo sempre con una smorfia e con sincera ritrosia. Mi fido molto di lui come essere umano, ma quando indossa il camice le sue fattezze assomigliano a quelle di un nemico. </p><p>Ho iniziato a chiedermi come mai e purtroppo mi sono risposta due mesi fa, quando mi hanno diagnosticato l&#8217;adenomiosi con sospetta endometriosi. Sospetta, perch&#233; l&#8217;unico modo per essere certi della diagnosi nell&#8217;anno del Signore 2026 &#232; aprire. </p><p>Molti sintomi, tipo il dolore lancinante che mi blocca la gamba sinistra durante le mestruazioni, si sono spiegati. Peccato che io me li sia dovuta spiegare da sola perch&#233; la visita &#232; stata un disastro. </p><p>Sono entrata in studio, la ginecologa ha fatto un&#8217;anamnesi. Sento molto dolore da qualche anno durante le mestruazioni, non prendo pillole ma misuro la temperatura basale. Lei era molto stupita che a 27 anni sapessi cosa fosse. </p><p>Mi sdraio sul lettino, mi fa il PAP Test e poi inizia l&#8217;ecografia. Le mestruazioni dolorose sono dovute all&#8217;adenomiosi, mi dice, e sospetta che io abbia l&#8217;endometriosi perch&#233; il mio ovaio sinistro non si muove. </p><p>Un po&#8217; scossa, mi rivesto e passa il resto dell&#8217;appuntamento a spiegarmi come si prende la temperatura basale su carta. &#8220;Ma io lo faccio con l&#8217;app.&#8221; &#8220;Devi anche tenere conto del muco.&#8221; Si pu&#242; fare sulla stessa app. &#8220;Poi, quando ci rivediamo tra qualche mese, mi fai vedere i grafici.&#8221; Tira fuori una fotocopia su cui segnare ogni mattina la temperatura e ogni sera il muco cervicale. Non sono riuscita a tenere un diario quando l&#8217;unico mio impegno era andare a scuola a fare i conti con l&#8217;abaco e ora mi dovrei mettere qui a disegnare grafici quando esiste un&#8217;app che lo fa automaticamente?</p><p>Ma poi, focalizziamoci. Mi hai detto che ho l&#8217;adenomiosi e l&#8217;endometriosi. Cosa dovrei fare? Pronto?</p><p>&#8220;Cos&#236; quando sei certa di non essere nel periodo fertile, puoi anche decidere di avere rapporti non protetti.&#8221;</p><p>Ma sei scema? Io mi misuro la temperatura basale ogni mattina prima di pisciare quando sono ancora tutta rincoglionita, e quello l&#224; non pu&#242; fare lo sforzo di indossare un pezzo di lattice? </p><p>Ma poi, ripeto. MI HAI DETTO CHE HO L&#8217;ENDOMETRIOSI. CHE CAZZO DEVO FARE?</p><p>Sono uscita senza saperlo. Per fortuna sono regina delle forze oscure (parlo con le donne e ho internet) e mi riprendo facilmente. Questa volta non troppo facilmente perch&#233; dopo due ore dalla visita mi &#232; venuta una micosi vulvare che &#232; durata dieci giorni. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/p/non-mi-fido-della-medicina-e-dei?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/p/non-mi-fido-della-medicina-e-dei?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><p>Ma dopo aver pianto per quasi due settimane, mi sono ulteriormente informata sulla mia condizione: l&#8217;endometriosi &#232; un&#8217;infiammazione cronica di cui nessuno conosce l&#8217;origine e per cui non esiste cura. Pu&#242; insinuarsi, come probabilmente nel mio caso, nei nervi sacrali, sensazione che io professionalmente descrivo con: &#8220;Ho il culo rotto.&#8221; Ad alcune donne ha letteralmente ucciso un rene. L&#8217;adenomiosi invece ispessisce la parete dell&#8217;utero provocando copiose emorragie durante le mestruazioni. </p><p>Dato che la medicina &#232; femminile solo nel nome (le donne sono entrate nei trial farmacologici solo negli anni Novanta), la diagnosi di endo e adeno pu&#242; richiedere anni, durante i quali un plotone di medici ti dir&#224; che sei solo stressata.</p><p>E qui ho capito che questo &#232; il motivo per cui non mi fido della medicina: non &#232; ancora pensata per le donne. E io sono anche fortunata: sto con un medico, mia zia &#232; un medico molto competente, vivo in un Paese con la sanit&#224; (pi&#249; o meno) gratuita. Ho un sistema di supporto a cui poter chiedere. La maggioranza delle donne per&#242; &#232; sola a combattere per essere ascoltata.</p><p>Questo vale per tutte le patologie: &#8220;Si deve rilassare.&#8221; Ho sentito storie orrende, da Nord a Sud, di donne i cui sintomi vengono ignorati, persino in sala parto. Qui mi fermo perch&#233; ci vorr&#224; un articolo a parte, oltre al fatto che ora mi devo incazzare con le forze dell&#8217;ordine. </p><div><hr></div><p>Delle forze dell&#8217;ordine mi fido ancora meno dei medici. Quando vivevo a Roma ho assistito in prima persona a un paio di scene raccapriccianti. </p><p>Durante una passeggiata davanti a Palazzo Madama, due giovani carabinieri facevano catcalling a una turista mentre il loro superiore dava loro manforte dall&#8217;altro lato della strada. Ripeto: davanti al Senato della Repubblica. </p><p>Un pomeriggio poi mi riposavo su una panchina di fronte a Castel Sant&#8217;Angelo e due poliziotti mi si sono avvicinati per chiedermi se fossi fidanzata. Ho detto di s&#236; anche se non era vero, ma loro hanno comunque insistito per mostrarmi la foto di un loro collega single. </p><p>Notizia di pochi giorni fa, a Ferragosto Dino Keber, 43 anni, ha soffocato l&#8217;ex moglie Tania Terrin, 39 anni. Dopo averla ammazzata si &#232; impiccato a casa sua. </p><p>Non ci saranno state avvisaglie, direte voi. Invece, come al solito, c&#8217;erano eccome. Tania si era recata per ben 7 volte dai carabinieri. Oggi la madre di lei chiede ai carabinieri di dire alle donne che denunciano di fare baracche e burattini e sparire. </p><p>Perch&#233; invece a sparire non &#232; mai lo stronzo che le perseguita?</p><p>Le forze dell&#8217;ordine sono  il volto dello Stato sul territorio e quindi anche della legge e della magistratura. Nel caso di Tania addirittura un giudice aveva emesso un misero ammonimento per tentato omicidio. Un ammonimento, un cartellino giallo. Lo Stato dovrebbe essere denunciato per concorso in femminicidio. </p><p>Le forze dell&#8217;ordine devono prendere in carico situazioni disperate e sono certa che molti siano persone decenti che vorrebbero fare di pi&#249; o meglio, ma quello che traspare da questo lato &#232; altro.  </p><p>Nel 2020 il GREVIO (Gruppo di esperti/e sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica) ha <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.istat.it/wp-content/uploads/2018/04/Grevio_Rapporto_Italia_2020.pdf?utm_source=chatgpt.com">riscontrato</a> forti deficit nel modo in cui le denunce di violenza vengono registrate, trattate e trasmesse alle procure. In alcuni casi, i rapporti di polizia risultavano incompleti o imprecisi.</p><p>Basta poi farsi un giro sui social per ascoltare e leggere le testimonianze di infinite donne a cui &#232; stato riso in faccia, persino dopo una violenza sessuale. Sono gli unici reati in cui il calvario se lo fa la sopravvissuta e non il carnefice. </p><div class="image-gallery-embed" data-attrs="{&quot;gallery&quot;:{&quot;images&quot;:[{&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8d791516-4560-44fb-9a68-390a5244f792_1242x445.jpeg&quot;},{&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/fb42eb82-3e9f-46e2-a570-328ec91e66e1_1242x241.jpeg&quot;},{&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/2ba8de72-69b6-4adc-9576-43b0303d4654_1242x447.jpeg&quot;},{&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b2493dc9-64a9-4030-8a1c-cf1a5bc792be_1242x874.jpeg&quot;},{&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/6fba596e-12d3-4d80-ab8a-7059b33f9628_1242x338.jpeg&quot;},{&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8a33ab33-b739-4d7d-aad0-b0f69db51666_1242x341.jpeg&quot;}],&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;staticGalleryImage&quot;:{&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/d03221d3-5186-42f0-8fd2-d1a5854c4749_1456x964.png&quot;}},&quot;isEditorNode&quot;:true}"></div><p>Per questo l&#8217;ISTAT segnala una marea di violenza <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/la-violenza-contro-le-donne-dentro-e-fuori-la-famiglia-primi-risultati-anno-2025/?utm_source=chatgpt.com">sommersa</a>: quasi 9 vittime su 10 non denunciano. Persino quando una donna entra nel sistema di protezione, la risposta non &#232; sempre tempestiva: in oltre un caso su dieci i provvedimenti di protezione hanno richiesto pi&#249; di due mesi.</p><div><hr></div><p>Il problema che ho con medici e forze dell&#8217;ordine si potrebbe sintetizzare: il mio genere ha un problema con l&#8217;autorit&#224; costituita perch&#233; l&#8217;autorit&#224; costituita ha un problema con il mio genere. </p><p>Il sistema in cui viviamo non &#232; pensato per noi, facendoci sentire sempre straniere in patria. </p><p>Per fortuna le cose stanno migliorando, seppur lentamente, ma temo che ognuna di noi rimarr&#224; per sempre condannata alla diffidenza. D&#8217;altronde il Presidente degli Stati Uniti &#232; un molestatore sessuale schedato. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Boh, rega', si può anche adottare, eh]]></title><description><![CDATA[Congelare gli ovuli dovrebbe essere gratuito, ma deresponsabilizza gli uomini e sovraccarica la psiche femminile.]]></description><link>https://caterinafassina.substack.com/p/boh-rega-si-puo-anche-adottare-eh</link><guid isPermaLink="false">https://caterinafassina.substack.com/p/boh-rega-si-puo-anche-adottare-eh</guid><dc:creator><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></dc:creator><pubDate>Wed, 19 Aug 2026 06:30:47 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/55066f4f-074d-434d-9c24-c86fdd7ca303_766x400.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Alexandria Ocasio-Cortez, membro del Congresso statunitense per lo Stato di New York, sta affrontando un percorso di egg o social freezing (congelamento degli ovuli) sui social. Mentre si destreggia tra aghi e garze, racconta cosa significhi intraprendere questo percorso nella speranza che ne venga garantito l&#8217;accesso (gratuito o quasi) a tutte le donne in et&#224; fertile. </p><p>Il processo di crioconservazione degli ovociti &#232; il metodo pi&#249; in voga al momento. Diventer&#224; la nuova moda procreativa del mondo occidentale, forse anche a causa delle crescenti critiche alla maternit&#224; surrogata. </p><p>In genere il trattamento dura 3 settimane. Si procede con la stimolazione ovarica, con cui ci si imbottisce di ormoni - assurdo, alle donne occidentali non succede mai - e, quando i follicoli sono pronti, si assume il farmaco che porta gli ovociti a maturazione. A questo punto sedano la paziente e li recuperano tramite vagina prima di vitrificarli e conservarli a circa -200&#176;. </p><p>Non possiamo essere certe che quegli ovociti saranno tutti fecondati. Quando la paziente decide di rimanere incinta, si scongelano - e non &#232; detto che tutti sopravvivano - e si procede con l&#8217;inseminazione in vitro. Solo a quel punto verr&#224; impiantato un embrione, anche qui senza la certezza di gravidanza. </p><h4>Servono soldi che nessuna ha</h4><p>Negli Usa accedere a questo trattamento costa tra gli $8.000 e i $15.000 a ciclo, esclusi circa $3.500 per i farmaci e $1.000 annuali per &#8220;l&#8217;affitto&#8221; del posto in laboratorio. </p><p>In Italia costa sensibilmente meno - parliamo di una cifra totale di circa 6.000&#8364; -, ma si tratta comunque di una cifra importante per la maggioranza delle giovani che non riescono nemmeno a ottenere un mutuo per comprarsi un tetto sotto cui poter piangere.</p><p>Quasi nessuno Stato garantisce questo trattamento gratuitamente con lo scopo di rimandare la maternit&#224;. Lo offrono solo per ragioni mediche, ovvero a quelle donne costrette a sottoporsi a trattamenti che comportano il rischio di infertilit&#224;. </p><p>Solo la Francia ha introdotto nel 2021 la possibilit&#224; di congelare gli ovociti tramite il sistema sanitario nazionale, anche in assenza di motivi medici. Possono accedere al servizio tutte le donne al di sotto dei 35 anni. </p><p>Intuendo il potenziale virale della proposta, il nostro kraken Matteo Renzi ha proposto sui social media di farlo anche in Italia (fino ai 38 anni per non copiare troppo esplicitamente i francesi, <em>same</em>). </p><h4>Un problema femminile</h4><p>Una questione che tutti paiono ignorare &#232; che il peso economico e mentale di questa procedura ricade solo sulla donna, che &#232; anche il soggetto sociale che guadagna di meno (vedi gender pay gap).</p><p>Come al solito, le donne si devono smazzare la pianificazione famigliare da qui a vent&#8217;anni mentre gli uomini eterosessuali si strappano le vesti per l&#8217;addio di Cristiano Ronaldo al mondo del calcio. Quando sar&#224; il momento, si guarderanno un porno nella saletta di qualche clinica, eiaculeranno dentro un barattolino di plastica e forse dopo 9 mesi potranno comprare una maglia di Cristiano Ronaldo misura neonato. </p><p>Resiste caustica una disparit&#224; di responsabilit&#224; tra generi che sovraresponsabilizza e problematizza la psiche femminile, deresponsabilizzando e rendendo inetti invece gli uomini. La ricetta della maggioranza delle famiglie disfunzionali. </p><p>Poter accedere al social freezing gratuitamente certamente toglie alle donne il carico economico, ma non aiuta a creare nuovi modelli famigliari positivi. Anzi, perpetua asimmetrie sociali che dovrebbero scomparire.</p><h4>Perch&#233; pensiamo di doverlo fare?</h4><p>L&#8217;opzione gratuita del social freezing &#232; sacrosanto garantirla, ma da sola mi sembra incompleta. Soprattutto se parliamo di coppie etero. </p><p>Non ci tengo a sembrare un&#8217;integralista della Natura, per&#242; questa insistenza nel voler diventare madri - o padri, genitori - tramite il proprio utero e i propri gameti mi insospettisce. </p><p>Perch&#233; dovrei sottopormi a bombardamenti di ormoni e trattamenti spesso dolorosi pur di avere un figlio con 23 cromosomi miei? </p><p>Se voglio che succeda e succede, bene. Altrimenti, amen. </p><p>Perch&#233; invece nessuno parla di quanto sia difficile adottare? Perch&#233; l&#8217;adozione non pu&#242; essere annoverata tra i modi di diventare genitori? </p><p>Attenzione, adottare non &#232; una scelta di serie b: non si adotta se non si riesce ad avere figli, ma per vocazione alla genitorialit&#224;. Ma questo dovrebbe valere anche rispetto a concepire figli alla vecchia maniera. Essere genitori non &#232; un diritto n&#232; un dovere. E soprattutto i figli non sono mai di nostra propriet&#224;, anche quando escono da noi. </p><p>Chiarito questo, mi chiedo come mai le opzioni che vengono presentate - solo a me, non al mio compagno - passino sempre e solo tramite alterazioni chimiche che il mio corpo dovrebbe subire. </p><p>Adottare &#232; un modo di diventare genitori che coinvolge e responsabilizza entrambi sin da subito. Non viene incentivato n&#232; discusso.</p><p>Sento spesso varie remore. Magari ti capita un bambino gi&#224; grande o disabile (si pu&#242; dire di no). Magari da grande ti chieder&#224; perch&#233; i suoi genitori biologici non l&#8217;hanno voluto. Indubbiamente bisogner&#224; affrontare dei discorsi diversi da quelli che si fanno con un figlio biologico. E quindi? Non esiste un unico modo di essere genitori e figli. </p><p>Le uniche perplessit&#224; per me accettabili sono invece quelle legate ai costi. Per le adozioni internazionali si arriva anche a 30.000&#8364;, un prezzo inaccessibile per noi classe media under 40. Per non parlare della burocrazia sia nei casi delle adozioni internazionali che per quelle dentro il territorio italiano. </p><div><hr></div><p>Questa estrema insistenza alla medicalizzazione della procreazione sembra spesso nascondere un po&#8217; di egomania, che per alcuni purtroppo diventa sovranit&#224; genetica. Bambini italiani certificati da 4 generazioni nate prima di loro e cresciute con solo latte italiano.</p><p>I miei dubbi vengono confermati dal trattamento mediatico riservato agli atleti italiani di pelle nera. Quella fenomena di Sara Curtis, madre nigeriana e padre italiano, schiaffata sulle prime pagine dei giornali per confermare teorie razziste a destra o rinvigorire una sinistra boccheggiante . E lei non &#232; nemmeno adottata.  </p><p>Che poi quale primato genetico avremmo noi italiani sul resto del mondo io ancora non l&#8217;ho capito.  </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/p/boh-rega-si-puo-anche-adottare-eh?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/p/boh-rega-si-puo-anche-adottare-eh?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><p></p><p>  </p><p></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Come usare l'orologio biologico a nostro favore]]></title><description><![CDATA[Basta negare che esista: &#232; un potere che dobbiamo sfruttare per avere relazioni sane (ed estinguere la manosfera).]]></description><link>https://caterinafassina.substack.com/p/come-usare-lorologio-biologico-a</link><guid isPermaLink="false">https://caterinafassina.substack.com/p/come-usare-lorologio-biologico-a</guid><dc:creator><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></dc:creator><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 06:30:08 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/5c4d0f6c-040d-4f77-a5e2-40dbaec061a9_1200x675.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai voluto figli. O meglio, non ho mai provato attrazione per la gravidanza. Se mi penso come madre, mi immagino di diventarlo tramite l&#8217;adozione. Almeno per ora. </p><p>Ognuna ha la sua vocazione. Nonostante ci&#242;, sono cresciuta, come molte, con la consapevolezza che prima o poi avrei sentito questa fantomatica pressione dell&#8217;orologio biologico.</p><p>&#200; credenza popolare che le donne a una certa et&#224; inizino a desiderare ardentemente un figlio. Ricercano una gravidanza, vogliono mettere su famiglia, fare le madri, e si disperano perch&#233; hanno sempre meno tempo a disposizione per realizzare questo sogno. </p><p>Negli ultimi decenni molte femministe hanno sostenuto che l&#8217;orologio biologico sia una leggenda metropolitana, una pressione sociale esterna che nulla ha a che fare con la natura. </p><div><hr></div><p>In parte hanno ragione. Con la prima mestruazione ci comunicano che la nostra fertilit&#224; si ridurr&#224; nel corso del tempo fino a raggiungere la menopausa. </p><p>Nasciamo con un numero fisso di ovociti (tra 1 e 2 milioni), che diminuisce con il tempo. &#200; quindi pi&#249; facile rimanere incinta prima dei 30 anni ed &#232; per questo che ci dicono che i figli &#232; meglio partorirli da giovane. </p><p>Non esistono per&#242; evidenze scientifiche che indichino un meccanismo neurobiologico in grado di trasformare giovani donne in esseri assetati di sperma con cui generare vita.</p><p>Vi confesso per&#242; che credo che i nostri organi non abbiano solo una funzione meccanica, ma anche una desiderante. Il nostro stomaco serve per scomporre i nutrienti del cibo che ingeriamo, ma anche per sentire la fame: segnala al cervello che ha bisogno di cibo per sopravvivere.</p><p>Non mi sembra un azzardo pensare che anche l&#8217;utero possa avere una funzione desiderante. Questo desiderio potrebbe essere proprio l&#8217;orologio biologico. Dopodich&#233; non &#232; detto che l&#8217;orologio biologico implichi la riproduzione, ma adesso ci arriviamo. </p><div><hr></div><p>Sostenere che l&#8217;orologio biologico sia una pressione sociale non significa che non esista. Significa che esiste culturalmente e quindi psicologicamente. </p><p>Mi sono accorta di sentirlo a 23 anni nonostante, come ho detto, non avessi mai smaniato di mettere su famiglia. L&#8217;effetto su di me &#232; stato quello di un cortocircuito ideologico. Mi era ben chiaro che le mie priorit&#224; erano altre, ma ho iniziato a provare attrazione per gli uomini che sapevano stare con i bambini. Mediocre, succede a molte. </p><p>Ero convinta che riconoscere quell'impulso significasse tradire il mio femminismo. Non mi sentivo in colpa di desiderare una famiglia &#8212; essere madri non confligge con il femminismo &#8212;, ma di sentire questo benedetto orologio biologico. </p><p>Ero giovane e manichea, avevo scoperto il femminismo a sedici anni, usandolo istintivamente come strumento identitario, uno scudo, pi&#249; che come strumento critico. D&#8217;altronde dentro una quotidianit&#224; patriarcale dovevo pur sopravvivere.</p><p>Riflettendoci, e riconoscendo che non potevo sopprimermi, ho deciso di cambiare prospettiva. </p><div><hr></div><p>Per secoli ci &#232; stato raccontato che gli uomini sono protagonisti del processo riproduttivo. L&#8217;uomo &#232; patriarca della discendenza; gli d&#224; il proprio cognome e quindi il proprio patrimonio. Non solo: &#232; un privilegio avere il cognome del padre, altrimenti vieni etichettato come figlio bastardo di madre single e pure un po&#8217; puttana. </p><p>In molte culture l&#8217;uomo pu&#242; addirittura avere pi&#249; mogli e decide con chi riprodursi. Una donna deve sperare di essere la fortunata. Tutte abbiamo sentito almeno una volta: &#8220;Una chiave che apre tutte le porte &#232; un tesoro, mentre una porta che pu&#242; essere aperta da tutte le chiavi &#232; difettosa.&#8221; Ovviamente il pene &#232; la chiave e la vagina &#232; la porta. </p><p>Per questo motivo l&#8217;uomo che va a letto con tante donne &#232; virile, mentre una donna che fa lo stesso &#232; una sgualdrina. </p><p>Nel corso del tempo alle donne &#232; stato insegnato che per soddisfare il proprio destino biologico avrebbero dovuto sopportare la natura impetuosa e vagabonda del partner e negare la propria. Il marito poteva cambiare un&#8217;amante al mese, ma la soddisfazione della donna derivava dall&#8217;essere madre e quindi dai figli. Il nostro destino biologico imponeva, e ancora impone, la tolleranza.</p><p>In questa visione l&#8217;orologio biologico &#232; un&#8217;urgenza che ci rende ricattabili. Se vuoi avere una vita soddisfacente, devi diventare madre e, per diventare madre, devi sopportare le umiliazioni dell&#8217;uomo.</p><p>Ovviamente, il femminismo degli anni Settanta non poteva che ribaltare il paradigma essenzialista secondo cui una donna deve per forza abnegarsi in questo modo. Il corpo non &#232; destino: sacrosanto. </p><p>Ma nel processo abbiamo etichettato l'orologio biologico come nemico, uno strumento del patriarcato travestito da impulso naturale. Di fatto lo &#232;, ma considerarlo solo una vergogna e una debolezza non gioca a nostro favore. Possiamo renderlo un nostro strumento, riappropriarcene in modo rivoluzionario.</p><div><hr></div><p>Pu&#242; diventare un potere, un criterio di selezione. Dobbiamo riconoscere di avere un utero: non possiamo pi&#249; negarlo nella speranza che ci vengano riconosciuti dei diritti. Dobbiamo andare fiere di tutto il nostro apparato riproduttore, conoscerlo e pretendere che la medicina, la legge e le istituzioni lo tengano in considerazione. </p><p>Avere un utero, delle ovaie, delle tube, una vagina, una vulva, ci rende diverse e inadatte a un mondo pensato dagli uomini e per gli uomini. Non possiamo fare finta che la nostra biologia sia un&#8217;altra pur di integrarci: non possiamo rinnegare noi stesse. Dobbiamo pretendere che il mondo ci includa (anche perch&#233; migliorerebbe per tutti).</p><p>I nostri organi significano che per riprodursi gli uomini dipendono dal consenso di una donna, che &#232; vera protagonista e giudice della continuazione della specie. Un uomo non pu&#242; biologicamente crescere un bambino dentro di s&#233;. Persino Dio, volendo tirare in ballo il Cristianesimo, si &#232; dovuto sottomettere al s&#236; di una ragazza per far nascere Ges&#249;. Ma a noi non viene insegnato cos&#236;. <span>Quante volte ho sentito dire che la Madonna ha fatto bene a dire di s&#236; a Dio, perch&#233; a&nbsp;</span><em><span>lui</span></em><span>&nbsp;si dice sempre di s&#236;. </span>E invece l&#8217;Annunciazione dimostra che sono le donne a decidere quali uomini si possono riprodurre. </p><div><hr></div><p>Vi dir&#242; di pi&#249;. Alle elementari ci insegnano che, durante il rapporto sessuale, gli spermatozoi fanno a gara per raggiungere l&#8217;ovulo: vince il pi&#249; veloce. </p><p>L&#8217;ovulo, e quindi la donna, &#232; passiva: aspetta di ricevere lo spermatozoo. </p><p>Tutte balle. Innanzitutto moltissimi spermatozoi muoiono nel tentativo di raggiungere l&#8217;ovulo. Quelli che rimangono in utero devono sopravvivere finch&#233; non avviene l&#8217;ovulazione e non tutti ce la fanno. Le cellule che circondano l'ovulo rilasciano molecole che attirano alcuni spermatozoi pi&#249; di altri. Tutta selezione naturale. </p><p>Ma soprattutto non &#232; il primo ad arrivare a fecondare l&#8217;ovulo: &#232; quello che riesce a superare una serie di filtri biologici e a interagire correttamente con l&#8217;ambiente chimico del tratto riproduttivo femminile. Esattamente il contrario di quello che ci raccontano e di quello che succede a livello sociale. </p><div><hr></div><p>Da quando ho iniziato a pensarla cos&#236;, ad accogliere l&#8217;orologio biologico, la qualit&#224; dei partner che scelgo &#232; nettamente superiore. Ho iniziato a chiedermi come vorrei che mia figlia &#8212; biologica, adottata, ipotetica, futura &#8212; vivesse la sua infanzia. Con chi vorrei farla crescere? Ed &#232; un filtro feroce, non solo con i partner, ma anche con le amiche e gli amici.</p><p>Da quando ho riconosciuto questo potere, i partner che ho scelto sono pi&#249; generosi. La bont&#224;, il rispetto e l&#8217;altruismo non sono pi&#249; debolezze dell&#8217;uomo, ma punti di forza imprescindibili. Non per una questione etica, ma perch&#233; le trovo caratteristiche profondamente erotiche. Prima di cambiare prospettiva non ero nemmeno attratta dalla gentilezza. Ora non concepirei condividere la mia vita con uno stronzo. Non lo vorrei per i miei figli: perch&#233; io dovrei trattarmi diversamente?</p><p>Le mie relazioni sono diventate serene, nutrienti per la mia anima, anche nelle (poche) discussioni che fisiologicamente nascono tra compagni. </p><p>Se tutte imparassimo a gestire questo potere, gente come Andrew Tate non si riprodurrebbe. Estinti tutti. Immaginate che goduria. E immaginate cosa significa poter intervenire concretamente sul futuro del mondo. </p><p>Addirittura, quando le mie amiche sono in crisi con i loro partner, consiglio loro di chiedersi se vorrebbero quella persona in sala parto. Non per la parte bella, ma per quella in cui ti senti strappare le viscere e ti caghi addosso.</p><p>Non &#232; detto che i figli si debbano fare per forza, ma si pu&#242; usare la nostra biologia come criterio selettivo. Non per scegliere quando e se fare figli, ma per valutare chi merita di entrare nella nostra vita. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/p/come-usare-lorologio-biologico-a?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/p/come-usare-lorologio-biologico-a?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[I membri di Futuro Nazionale sono radical chic]]></title><description><![CDATA[Ho assistito a un'intervista a due responsabili del nuovo partito di Vannacci e sono simili ai ricconi di Capalbio.]]></description><link>https://caterinafassina.substack.com/p/i-membri-di-futuro-nazionale-sono</link><guid isPermaLink="false">https://caterinafassina.substack.com/p/i-membri-di-futuro-nazionale-sono</guid><dc:creator><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></dc:creator><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 06:31:19 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/79dfa7a3-9fab-4fed-9e21-66cadbe2a66e_1200x630.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Prima di scrivere cosa sia accaduto, premetto di essere cresciuta socialista democratica in un ambiente conservatore. Sono abituata a confrontarmi con idee molto diverse dalle mie e non si pu&#242; dire che sia fragilina. Anzi, ho imparato a difendermi e a dialogare. </p><p>Settimana scorsa avevo appena finito il mio programma nella radio dove lavoro, quando sono arrivati due esponenti di Futuro Nazionale, il nuovo scintillante partito fondato da Roberto Vannacci. </p><p>Appena entrati, uno dei due ha mostrato un video che lo ritraeva insieme ad altri responsabili di partito, vantandosi di essere nel mezzo della migliore rappresentanza delle camicie nere. Sulla camicia dell&#8217;altro scintillava una spilla a forma di fiamma tricolore. </p><p>L&#8217;intervista inizia (per fortuna non ero io a intervistare). Tempo due minuti gi&#224; sostenevano che gli omosessuali non fossero persone normali e rinnegavano il fascismo con una convinzione che fuori onda era inesistente. </p><p>Sicuramente loro fascisti non sono, perch&#233; quelli veri erano dei gran bastardi, ma la classe dirigente del partito era tendenzialmente colta. </p><p>Che loro non lo siano, colti, si &#232; capito quando hanno parlato di remigrazione. Perch&#233; dobbiamo proteggere le nostre donne. Ma il femminicidio non esiste. &#8220;La legge deve essere uguale per tutti: le donne si sanno difendere pi&#249; dei bambini e non c&#8217;&#232; un reato per l&#8217;assassinio dei bambini.&#8221; E ancora: &#8220;Altrimenti cosa dobbiamo istituire? Anche l&#8217;Islamocidio?&#8221; </p><p>Peccato che l&#8217;infanticidio e le aggravanti per odio razziale e religioso siano previsti dal Codice Penale. In venti minuti si sono contraddetti dieci volte perch&#233; hanno aperto la bocca per esprimere la propria frustrazione e, per farlo, non c&#8217;&#232; bisogno di dati o numeri. </p><p>Ho visto un video di Francesco Oggiano sulla comunicazione di Vannacci. Succo del discorso: la spara grossa in modo consapevole, rimanendo sempre sul filo del rasoio. Si difende dalle accuse di omofobia sostenendo che gli omosessuali non siano persone normali <em>da un punto di vista statistico</em> perch&#233; sono una minoranza. </p><p>Presuppone che maggioranza equivalga a normale (a sinistra non &#232; mai venuto in mente di controbattere in questo modo, stiamo con le pezze al c*lo), ma non &#232; questo il punto: Vannacci sa che quella &#232; una provocazione per i media. Non ne sono altrettanto consapevoli i membri del suo partito. </p><p>Vannacci non fa paura in quanto Vannacci (non lo reputo nemmeno tanto intelligente come lo descrivono). Sono le schegge impazzite che lo seguono a impensierirmi perch&#233; hanno l&#8217;arroganza ignorante di chi crede di aver sempre ragione a prescindere dalla realt&#224; che gli si presenta davanti. </p><p>Perch&#233; i centri di integrazione vanno migliorati, ma l&#8217;invasione di cui parlano non c&#8217;&#232;. Perch&#233; se sostieni che il femminicidio non esista, non hai il minimo contatto con la realt&#224; e allora non sei diverso da un radical chic su un lettino in spiaggia a Capalbio.</p><p>Perch&#233; se pensi che gli adolescenti dovrebbero fare lavoretti estivi durante le vacanze, forse non hai in mente che alle superiori fanno gi&#224; stage in ogni luogo e in ogni lago. Che per gli stage non si viene pagati e per gli altri lavori ti pagano quanto basta per non dover fare mea culpa alla messa della domenica. E chi alza la testa &#232; un ingrato. </p><p>Che la vita &#232; dura lo sanno meglio gli adolescenti di oggi di un uomo nato nel 1968 e dei responsabili di partito che si &#232; scelto.  </p><p>Ma tornando a quell&#8217;intervista, per la prima volta ho fatto fatica a stringere la mano a qualcuno. Pensandoci adesso mi vergogno di avere ricambiato quel saluto. Mi sembra un insulto alla storia della mia famiglia e quindi anche alla mia. Un insulto alla mia patria, quella che loro tanto esaltano, fondata sul sangue, sui sacrifici veri, sulle rinunce, sullo studio, la cultura, l&#8217;arte, e sulla speranza per il futuro. Non certo sulle lamentele di uomini deboli, perch&#233; incapaci di gestire razionalmente ed emotivamente la propria frustrazione nei confronti di un mondo che &#232; gi&#224; cambiato. </p><p>L&#8217;Italia si &#232; rialzata dopo la Seconda Guerra Mondiale perch&#233; uomini e donne hanno voluto costruire un futuro diverso. Per farlo la politica ha assecondato cambiamenti che, come succede anche oggi, erano gi&#224; fattivi nella quotidianit&#224; degli italiani. Il futuro di Vannacci invece non &#232; altro che la negazione e la distruzione di questa quotidianit&#224;. </p><p>Proprio come la ignorano i radical chic. Da un lato il cachemire, vacanze a Pantelleria e il vino buono; dall'altro birra, machismo e caserma. Ma queste sono solo differenze estetiche che nascondono molte similitudini. </p><h3>La disconnessione dalla realt&#224;</h3><p>Il radical chic vive in una bolla ztl o dentro club d'&#233;lite, filosofeggiando su dinamiche sociali che non sperimenta sulla propria pelle: pensiamo alla complessit&#224; delle periferie o alla reale gestione dell'immigrazione.</p><p>Il mondo di Vannacci vive allo stesso modo in una bolla nostalgico-passatista, convinto che esista ancora un'Italia rurale, monolitica e tradizionalista. Si riferisce a un'idea d'Italia che in realt&#224; non &#232; mai esistita e ignora che il tessuto sociale, economico e giovanile attuale trasforma quell&#8217;idea in una distopia.</p><h3>Il paternalismo</h3><p>Il radical chic guarda i lavoratori o i precari dall'alto in basso, spesso liquidando le loro difficolt&#224; socio-economiche con retoriche sul merito. Profondamente classista, &#232; convinto che ognuno debba rimanere dentro il suo circoletto: guai a mischiarsi con la plebe. </p><p>Della retorica sul merito anche Vannacci ne ha fatto una bandiera. Per di pi&#249; propone un ruolo punitivo e disciplinare per la scuola. Futuro Nazionale non vede gli stage gratuiti, lo sfruttamento e la precariet&#224; reale: vede solo una generazione di rammolliti da raddrizzare. Lo stesso discorso si applica alle quote rosa: le donne i posti di lavoro se li devono meritare. Ignora che i luoghi di lavoro sono ancora in gran parte un crogiuolo di sessismo spiccio. </p><h3>L&#8217;arroganza</h3><p>N&#233; il radical chic n&#233; Vannacci contemplano il dubbio. Il radical chic si sente moralmente e culturalmente superiore. Chi non la pensa come lui &#232; un ignorante. Vannacci invece si sente antropologicamente superiore. Lui &#232; il detentore del buonsenso. Chi non la pensa come lui &#232; un corrotto, una vittima del politicamente corretto, un traditore della patria o un debole.</p><h3>La violenza</h3><p>Il radical chic tende a escludere chi la pensa diversamente. Pratica ovvero lo snobismo: una violenza passivo-aggressiva che svaluta umanamente chi non la pensa come lui. Per fare ci&#242; utilizza un linguaggio elitario e complesso per creare una barriera tra s&#233; e coloro da cui si vuole distanziare.</p><p>Il mondo di Vannacci invece ricorre a una violenza frontale, attiva e intimidatoria. Chi non fa parte di quel mondo - idealmente e anche fisicamente - &#232; un nemico, una minaccia per la razza e la patria. Il linguaggio in questo paradigma diventa una clava: concetti polarizzanti, provocazioni camuffate da statistica atte a sdoganare la rabbia e la frustrazione nel discorso pubblico. </p><div><hr></div><p>Sono archetipi speculari. Hanno la stessa pretesa di spiegare il mondo agli altri senza conoscerlo, lo stesso paternalismo verso i giovani, la stessa cecit&#224; di fronte ai dati. C'&#232; solo una cosa che li distingue: la modalit&#224;. Se il radical chic esclude con un sorriso snob dal suo salotto, il mondo di Vannacci ti aggredisce con insulti e umiliazioni verbali. Cambia il metodo, ma l'arroganza &#232; la stessa: quella di chi non sa gestire un mondo gi&#224; cambiato, un mondo la cui Storia l&#8217;ha dichiarato obsoleto. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/p/i-membri-di-futuro-nazionale-sono?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/p/i-membri-di-futuro-nazionale-sono?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Tremate, tremate, le tradwives son tornate ]]></title><description><![CDATA[Cosa ci suggerisce il movimento delle mogli tradizionali.]]></description><link>https://caterinafassina.substack.com/p/tremate-tremate-le-tradwives-son</link><guid isPermaLink="false">https://caterinafassina.substack.com/p/tremate-tremate-le-tradwives-son</guid><dc:creator><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></dc:creator><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 06:30:36 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/90c41409-1e46-4d06-b088-52881f95b859_1280x720.webp" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>La prima volta che ho sentito parlare di tradwife, moglie tradizionale, stavo guardando un episodio della docuserie <em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kUHCwYnryNg">Stacey Sleeps Over</a></em>, in cui la filmmaker inglese Stacey Dooley doveva trascorrere un weekend a casa di Felipe e Lilian Sediles. </p><p>Lilian era stata femminista finch&#233; non aveva conosciuto suo marito. Dopo il matrimonio aveva lasciato un posto di lavoro prestigioso per fare la madre. Lilian poneva questa sua scelta in diretta opposizione al femminismo. Non capivo come mai, dato che il femminismo lotta per la libert&#224; di scelta delle donne pi&#249; che per il lavoro femminile in quanto tale. Per quello esistono i sindacati. </p><p>Quando ho visto suo marito Felipe dirle come vestirsi, ho messo insieme i pezzi del puzzle: di libert&#224; di scelta ne ho vista poca. </p><p>Quello stesso weekend i due coniugi avrebbero rinnovato le promesse di matrimonio, chiedendo espressamente al prete di recitare la formula antica in cui la sposa, solo lei, promette di obbedire. Non si usa pi&#249; dagli anni Sessanta perch&#233; il Concilio Vaticano II l&#8217;ha ritenuta incompatibile con l&#8217;idea di uguaglianza tra coniugi. Felipe e Lilian per&#242; si sentivano nostalgici di un tempo in cui si crepava di tifo.</p><p style="text-align: justify;">Questo loro modo di intendere la famiglia coinvolgeva anche i figli, costretti a camminare con una roccia sulla schiena se  non si erano comportati bene durante la settimana. Figli <em>homeschooled, </em>quindi educati in casa da una madre senza alcuna preparazione in merito, e privati della socializzazione secondaria necessaria al loro sviluppo psicosociale.</p><p style="text-align: justify;">Lilian era una delle prime esponenti del movimento delle tradwives. Ora il mio algoritmo su Instagram me ne propone a iosa per verificare se io sia ancora interessata alla mia emancipazione. </p><p style="text-align: justify;">Purtroppo i miei genitori mi hanno fatta femminista, ma grazie a Zuckerberg mi capita spesso di vedere coetanee (tra i 20 e i 30 anni) con grembiule, pattine e figli appesi addosso mentre io cazzeggio sui social.</p><p style="text-align: justify;">Pioniera &#8211; potremmo definirla teorica &#8211; di questo movimento &#232; <a href="https://www.thedarlingacademy.com/?fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAAaf36t7aAN3OapBB9aDajtTBkD3gjdS-FMxUxhT5espLUuGJ4aw3wqU_XKQTYQ_aem_ovJhMHpPEEOqkt9nt75kog">Alena Kate Pettitt</a>, che nel 2020 venne intervistata da BBC News grazie al proprio blog, dove ancora oggi condivide consigli e teorie sul ruolo sociale e domestico delle mogli. Dalle sue considerazioni iniziali per&#242; il movimento si &#232; espanso e lei stessa oggi se ne discosta.</p><p style="text-align: justify;">Attualmente le due principali esponenti social di questo movimento Made in Usa sono <a href="https://www.instagram.com/naraaziza/">Nara Smith</a>, che ha appena compiuto 24 anni e ha sfornato il quartogenito, e <a href="https://caterinafassina.com/tremate-tremate-le-trad-wives-son-tornate">Hannah Neeleman</a>, che invece di anni ne ha 35 e di figli 8. Addentrandosi in questo mondo appare chiaro che ufficiosamente esista una gara all&#8217;utero pi&#249; resistente.</p><p style="text-align: justify;">Sono donne che scelgono liberamente di vivere il matrimonio e la maternit&#224; rispettando i ruoli di genere tradizionali. Dato che questi fantomatici ruoli di genere tradizionali non esistono &#8211; ogni epoca e ogni luogo hanno i propri &#8211;, dobbiamo specificare che loro si riferiscono al modello di famiglia nucleare degli Stati Uniti degli anni Cinquanta. </p><p style="text-align: justify;">I capisaldi che regolano il ruolo femminile in questo modello sono: la cura della casa e di chi la abita, la sottomissione al pater familias, l&#8217;educazione dei figli e l&#8217;abbandono di un lavoro retribuito (sappiamo che il lavoro domestico &#232; lavoro non retribuito). </p><p style="text-align: justify;">Questi pilastri sono conditi da un&#8217;estetica vintage perch&#233; va bene il salto nel passato, ma viviamo comunque in una societ&#224; fondata sulle immagini. Ecco quindi madri sempre magre, tirate a lucido, con gonne a campana dai colori pastello, trucco minimal e tacchi modesti. Mai un capello fuori posto. Pare che stiano sul set di The Help.</p><p style="text-align: justify;">Tuttavia, questi ruoli tradizionali non esistevano nemmeno negli anni Cinquanta. Il movimento delle tradwives si basa su un&#8217;immagine diffusa nella cultura popolare statunitense dopo la Seconda Guerra Mondiale. Peccato che questa immagine fosse solo propaganda. </p><p style="text-align: justify;">Durante la guerra, cos&#236; come in ogni guerra moderna, le donne avevano dovuto cercarsi un impiego e sostituire la forza lavoro maschile impegnata al fronte. Una volta tornati, i soldati superstiti si erano ripresi i propri posti di lavoro e occorreva sostituire quelli morti con nuovi bambini. Sicch&#233; le donne bianche appartenenti alla piccola borghesia erano state bombardate da immagini che promettevano una realt&#224;, non la descrivevano. Una realt&#224; fatta di <em>homemaking</em>, di prendersi cura della casa e della prole, lasciando il lavoro retribuito ai mariti (che altrimenti si sarebbero sentiti inutili). </p><p style="text-align: justify;">Nel caso in cui queste donne fossero effettivamente casalinghe, spesso avevano un esercito di donne afroamericane che si prendevano cura della casa. Pi&#249; che di <em>homemaking, </em>le loro giornate erano piene di gossip tra amiche. </p><p style="text-align: justify;">Quelle immagini promettevano una realt&#224;, un obiettivo da raggiungere, esattamente come la promettono oggi le tradwives sui social. Peccato che di tradizionale non abbiano niente: sono imprenditrici di successo che pagano le tate per tenere a bada i marmocchi mentre registrano il video della ricetta del pane fatto in casa. Non c&#8217;&#232; niente di male, ma vendono il contrario. Guadagnano anche, senza dubbio, ben pi&#249; dei loro mariti.</p><p style="text-align: justify;">Sono mezzi di propaganda esteticamente piacenti, cartelloni pubblicitari gratuiti per le ideologie dell&#8217;estrema destra cristiana, quella trumpiana soprattutto, che predica il ritorno della famiglia tradizionale (un idealtipo) per poi affidarsi alle cure di un uomo succube di Jeffrey Epstein. Paradossalmente, Donald Trump rispecchia i ruoli di genere degli anni Cinquanta con maggiore accuratezza rispetto alle tradwives: molti figli, marito infedele, egomania.</p><p style="text-align: justify;">Cosa ci suggerisce per&#242; il successo di questo movimento? Le tradwives sono l&#8217;espressione pi&#249; pura del fallimento della divisione dei compiti di cura. Storicamente sono sempre ricaduti sulla donna, per il banale fatto che, portando a termine una gravidanza e allattando, si prende cura della prole in modo carnale. </p><p style="text-align: justify;">Il padre subentra in un secondo momento e quindi si pu&#242; permettere di uscire di casa per cacciare nei boschi, mentre la donna deve stare in cucina per nutrire se stessa e il bambino. Anche per questo motivo nell&#8217;antichit&#224; la donna si occupava del raccolto, dell&#8217;orto. </p><p style="text-align: justify;">Non ci sarebbe nulla di male in questa divisione di per s&#233; perch&#233; nasce da necessit&#224; biologiche. Nonostante varino da donna a donna, &#232; chiaro che dopo aver partorito non si possono rincorrere i cervi perch&#233; si sverrebbe. </p><p style="text-align: justify;">Il problema &#232; che, quando la civilt&#224; si &#232; evoluta, queste necessit&#224; biologiche si sono trasformate in caratteristiche incontrovertibili e perpetue. Dopo essersi ripresa, anche una donna pu&#242; rincorrere i cervi. Ma ben pi&#249; radicalmente: nessuna donna oggi, come nessun uomo, ha bisogno di rincorrere i cervi. </p><p style="text-align: justify;">Quando si sono diffuse le idee femministe di emancipazione, si &#232; chiesto che le donne avessero le stesse opportunit&#224; degli uomini. Non solo nel lavoro, come spesso si crede. Il femminismo nell&#8217;Italia degli anni Settanta, ad esempio, chiedeva che venisse riconosciuta alle madri la patria potest&#224; sui figli.</p><p style="text-align: justify;">Ci si &#232; per&#242; dimenticate di chiedere che anche gli uomini ricevessero nuove opportunit&#224;. Le donne hanno ottenuto s&#236; l&#8217;ingresso a nuove professioni &#8211; molto lentamente e la parit&#224; salariale &#232; ancora un miraggio &#8211;, ma queste nuove opportunit&#224; si sono sommate alle altre che gi&#224; avevamo. </p><p style="text-align: justify;">All&#8217;uomo non viene data l&#8217;opportunit&#224; di rendere la propria casa un luogo accogliente e sano per le persone che ama, di nutrire i figli, di seguire il loro sviluppo emotivo, di dedicare tempo alla coppia e alla cura degli anziani. </p><p style="text-align: justify;">Queste responsabilit&#224; gli vengono timidamente accennate come punti bonus: se fanno una lavatrice, pioveranno lodi, altrimenti fa niente. </p><p style="text-align: justify;">Ma dato che sono compiti faticosi e che tutti lavoriamo, &#232; ovvio che gli uomini facciano di tutto per evitarli. E quindi, come dalla notte dei tempi, il cosiddetto lavoro di cura continua a ricadere sulle donne, che per&#242; oggi lavorano anche fuori casa. I compiti di cura diventano quindi certamente un intralcio alla salute mentale femminile e, infatti, il risultato &#232; una massa di donne stressate che, mentre fanno l&#8217;amore, pensano a incastrare la prossima lavatrice con l&#8217;allenamento di pallavolo della secondogenita.</p><p style="text-align: justify;">A una donna con figli rimangono due opzioni: svenarsi finch&#233; regge o lasciare il lavoro. In entrambi i casi le donne continuano a reggere l&#8217;economia come in tempi di guerra. Negli stati liberali dell&#8217;Occidente si sostituiscono al welfare statale e lo fanno gratuitamente. Le donne sono asili, babysitter, caregivers per i genitori anziani.</p><p style="text-align: justify;">Il movimento delle tradwives nasce quindi dalla legittima frustrazione di non farcela a fare tutto all&#8217;interno di questo sistema. Spesso alle donne tocca persino lasciare un lavoro per cui hanno studiato con impegno ed entusiasmo.  </p><p style="text-align: justify;">Per non pensarci in questi termini e buttarsi gi&#249;, si preferisce inventare una retorica che romanticizza un sistema che ha reso le donne miserabili per decenni (consiglio qualsiasi film sui sobborghi statunitensi degli anni Cinquanta). </p><p style="text-align: justify;">Cos&#236; come ogni tanto si romanticizza la figura della donna in carriera che vomita alla sola idea di avere una vita personale pur di non ammettere di assomigliare sempre pi&#249; a uomini asserviti a un sistema capitalistico che non si presenter&#224; al nostro funerale.</p><p style="text-align: justify;">E invece noi ci meritiamo tutto. </p><p style="text-align: justify;"></p><p style="text-align: justify;"><strong>Consigli di visione</strong><br>Revolutionary Road, 2008<br>The Stepford Wives, 1975 e 2004<br>Blue Velvet, 1986<br>The Hours, 2002</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/p/tremate-tremate-le-tradwives-son?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/p/tremate-tremate-le-tradwives-son?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><p style="text-align: justify;"></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Crescere soli in mezzo agli "adulti"]]></title><description><![CDATA[Il ddl Valditara sull'educazione sessuo-affettiva nelle scuole non modifica nulla di un mondo adulto che non si assume la responsabilit&#224; dei ragazzi.]]></description><link>https://caterinafassina.substack.com/p/crescere-soli-in-mezzo-agli-adulti</link><guid isPermaLink="false">https://caterinafassina.substack.com/p/crescere-soli-in-mezzo-agli-adulti</guid><dc:creator><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></dc:creator><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:28 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/af9e7863-fdc6-4d97-a56b-d33ee33cd995_1200x630.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Sono la prima di tre sorelle, tutte e tre cresciute in una famiglia molto amorevole, ma i nostri genitori non ci hanno mai parlato di sesso. Ci hanno mostrato quotidianamente l&#8217;affetto e l&#8217;amore tra loro - il sesso, per fortuna, no -, ma non ce ne hanno mai parlato. </p><p>Da quando sto con un uomo che ha i genitori divorziati, ho capito quanto sia stata fortunata a vivere con due persone che si amano e ho fatto pace con le loro mancanze. Questo per&#242; non le cancella.  </p><p>I miei sono inseriti, come i genitori di molti, in un contesto cattolico e praticante. Non &#232; bigotto in modo cattivo, ma spesso risulta ignorante. Mia madre, ad esempio, ha una visione molto tradizionale della verginit&#224; (maschile e femminile in egual misura, almeno quello). Non c&#8217;&#232; niente di male: ognuno fa le proprie scelte, ma purtroppo lei le porta avanti come fossero verit&#224; assolute, e dunque qualsiasi conversazione sul sesso diventa poco costruttiva e, francamente, imbarazzante. </p><p>La conoscenza in merito a come vivere la mia sessualit&#224; me la sono dovuta costruire da sola. I miei non mi hanno spiegato come si fanno i bambini, tanto per dirne una. Me lo raccont&#242; in quarta elementare un bambino che aveva un fratello maggiore. Lo ascoltavamo con gli occhi sgranati in religioso silenzio: ci stava confessando il segreto del mondo. Non dissi niente ai miei e fu una delle prime volte in cui mi sentii una ladra. A quell&#8217;et&#224; la conoscenza della realt&#224; passa attraverso i genitori e gli insegnanti: se loro non me ne avevano parlato, si trattava allora di una vergogna che non avrei dovuto sapere. </p><p>Una qualche forma di educazione sessuale credo che mio padre abbia tentato di darmela a modo suo al supermercato, quando ormai frequentavo la terza superiore. In coda alle casse aveva indicato le confezioni di preservativi sghignazzando: &#8220;Sai, quelli io e tua madre non li abbiamo mai usati.&#8221; </p><p>Da lui io e le mie sorelle abbiamo ricevuto commenti di questo genere: news flash poco curate e sbagliate. Non &#232; colpa sua. Penso sia pi&#249; di ci&#242; che i suoi genitori hanno fatto con lui. </p><p>Mia madre invece ha un carattere timido e schivo che le impedisce di informarsi liberamente. Conosce il necessario, ma ho comunque dovuto spiegarle che la pillola del giorno dopo non &#232; una pillola abortiva. Su queste cose diventa facilmente collerica.</p><p>I miei genitori sono entrambi laureati, entrambi cresciuti a Milano. Non sono propriamente dei bifolchi dello Utah.</p><p>Tutto questo per quanto riguarda il sesso. L&#8217;affettivit&#224; &#232; un altro discorso. </p><div><hr></div><p>Stimo molto i miei perch&#233; si scelgono ogni giorno, ma non vorrei mai riproporre tutte le loro dinamiche nella mia relazione. Forse tante questioni non sono nemmeno riusciti a spiegarmele bene perch&#233; gli manca il vocabolario. Mi hanno per&#242; puntualmente mostrato una possibile manifestazione dell&#8217;amore. Tuttavia, crescere significa poi trovare la propria. Penso sia giusto e sano. </p><p>Per questo &#232; fondamentale che l&#8217;affettivit&#224; s&#8217;impari anche fuori casa. Per potersi costruire, dobbiamo essere posti sin da piccoli davanti a modelli diversi d&#8217;amore - per amore intendo ogni sua manifestazione, amicizia compresa. </p><p>Io ho avuto la fortuna di specializzarmi in Studi di Genere e quindi in universit&#224; ero costretta a leggere testi di donne che hanno messo in discussione il mondo come gli si presentava. Il Secondo Sesso di Simone de Beauvoir mi ha salvato le chiappe. Grazie a lei e a molte altre, bell hooks soprattutto, ho fatto un passo indietro e ho guardato con distacco a tutti i rapporti che avevo costruito nei miei miseri vent&#8217;anni di vita. Ho razionalizzato, l&#8217;amore non era pi&#249; solo istinto: ho iniziato ad impararlo. </p><p>Il discorso &#232; lungo e non posso ora spiegarlo come meriterebbe. In breve, da quel momento ho costruito amicizie e relazioni nettamente diverse, nutrienti, stimolanti, che mi ispirano ad essere umana piuttosto che una bestia. </p><p>Hanno persino smesso di piacermi gli stronzi. Non sento pi&#249; niente: l&#236; sotto c&#8217;&#232; il deserto, siccit&#224; eterna. </p><div><hr></div><p>Il Parlamento ha approvato in settimana il ddl Valditara, che proibisce l&#8217;educazione sessuo-affettiva nelle scuole dell&#8217;infanzia e alle elementari. Alle medie e alle superiori invece servir&#224; l&#8217;autorizzazione dei genitori. </p><p>Quando io frequentavo il liceo non era necessaria, ma in ogni caso l&#8217;unica educazione sessuo-affettiva che ho ricevuto tra i banchi &#232; stata un&#8217;ora di terrorismo psicologico sul cancro a seno, ovaie e prostata.</p><p>Il ddl Valditara accolto dalle fanfare come un vessillo rivoluzionario non cambia quindi assolutamente nulla. Istituzionalizza e norma le mancanze che gi&#224; abbiamo subito.</p><p>Internet (siano benedetti i forum) ha permesso alla mia generazione di fare a meno degli adulti. Salvatore Aranzulla ci spiegava perch&#233; il computer non funzionasse e Al Femminile raccoglieva tutte le domande che non potevi porre a tua madre. Abbiamo messo in piedi e alimentato un&#8217;economia nascosta e ci siamo cresciuti da soli sotto molti aspetti. Poi, dopo anni, sono arrivate le ginecologhe e le attiviste su Instagram. </p><p>Con loro sono arrivati anche i misogini della manosfera e perseverare nel lasciare che i ragazzi si creino una bussola da soli  significa correre il rischio che prendano questi modelli maschili come riferimento. </p><p>Sarebbe bello che i genitori parlassero apertamente di sesso e affettivit&#224; ai propri figli, ma quelli che stanno insieme o fanno co-parenting serenamente sono sempre meno, e dunque anche gli esempi positivi di affettivit&#224;. Come fanno due genitori separati che si fanno la guerra a insegnare a volersi bene?</p><p>Altri stanno insieme, ma questi argomenti sono tab&#249; ricchi di disinformazione. Altri non hanno una linea educativa comune e quindi preferiscono glissare piuttosto che litigare. A rimetterci sono sempre i figli, che magari, tra l&#8217;altro, preferirebbero che di certe questioni gliene parlassero anche persone con cui non condividono il bagno. Persone laiche.  </p><div><hr></div><p>L&#8217;amore va imparato, altrimenti rimane un istinto, e per impararlo &#232; necessario il rapporto con l&#8217;Altro. Non si scappa. Per quanto mi dia fastidio ammetterlo, gli adulti ci servono. Non possiamo vivere come fossimo eterni Goonies o i protagonisti di Stand By Me. Quelli sono film che ci sono piaciuti perch&#233; ci rappresentano, ma non rispecchiano i nostri reali bisogni. </p><p>Prendendo in mano un libro, le autrici, donne adulte, mi hanno guidata. Cercando nei forum, idem.</p><p>Il problema &#232; che di questi adulti ce ne sono pochi. La maggioranza &#232; ripiegata su se stessa: adulti svogliati e incattiviti. Molti professori non provano amore nemmeno per la materia che insegnano. Studiosi, filosofi, giornalisti, politici si urlano addosso in televisione. Nessuno di questi pu&#242; diventare un esempio di rispetto, affetto o amore. </p><p>Quando ero piccola ci rimanevano le coppie delle commedie romantiche, i reality e le serie. Per il sesso c&#8217;era il porno. Peccato che raramente questi media insegnino cosa siano l&#8217;affetivit&#224;, l&#8217;amore e il sesso. Ed &#232; giusto cos&#236;: non &#232; il loro ruolo. </p><p>Antonio Affinita, direttore generale del Movimento Italiano Genitori (Moige) ha dichiarato che &#8220;oggi il Parlamento riconosce ci&#242; che la Costituzione italiana ha sempre sancito: i genitori sono i primi e principali educatori dei propri figli.&#8221; </p><p>Peccato che la nostra Costituzione sia stata scritta in un periodo storico in cui la famiglia era tutt&#8217;altra cosa. Il divorzio non esisteva e i diritti delle donne nemmeno. </p><p>&#200; stata scritta anche dopo vent&#8217;anni in cui il regime fascista, dunque lo Stato, aveva riempito i programmi scolastici di becera propaganda. La scuola era stata uno dei bracci armati di una dittatura. Era necessario ribadire l&#8217;importanza dei genitori nell&#8217;istruzione e nell&#8217;educazione dei figli. </p><p>Detto ci&#242;, la nostra Costituzione quello che sostiene Affinita non lo dice proprio. L'articolo 30 della Costituzione recita: "&#200; dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio." La Costituzione riconosce un diritto-dovere dei genitori all'educazione, ma non usa mai le parole "primi e principali educatori."</p><p>La morale della storia &#232; che siamo governati dalla stessa generazione che ci ha messo al mondo, che purtroppo, come sostengo da tempo, &#232; composta da eterni adolescenti che preferiscono passare la patata bollente della responsabilit&#224; ad altri adulti. I padri soprattutto.  </p><p>Peccato che prima o poi gli adulti a cui sbolognarci finiscano e tocchi a noi diventarlo prima del tempo. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/p/crescere-soli-in-mezzo-agli-adulti?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/p/crescere-soli-in-mezzo-agli-adulti?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il prof picchiato che non denuncia gli alunni picchiatori]]></title><description><![CDATA[Denunciare o non denunciare, questo &#232; il dilemma di un sistema a pezzi.]]></description><link>https://caterinafassina.substack.com/p/il-prof-picchiato-che-non-denuncia</link><guid isPermaLink="false">https://caterinafassina.substack.com/p/il-prof-picchiato-che-non-denuncia</guid><dc:creator><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></dc:creator><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 06:30:51 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/067b7583-ead4-4541-8365-db05a1811a3e_780x438.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto su Twitter (lo chiamano X solo quelli di destra spinta) il video del professore di Parma circondato, malmenato e umiliato da un gruppo di ragazzetti annoiati. Adepti del crimine talmente furbi che hanno postato il video sui social.</p><p>Quel filmato &#232; agghiacciante perch&#233; gli sbarbatelli picchiano e deridono una persona, ed &#232; anche disturbante perch&#233; quella persona &#232; diversamente giovane. </p><p>Lui ha deciso di <a href="https://www.corriere.it/cronache/26_maggio_27/professore-aggredito-studenti-parma-intervista-video-virale-531ee55d-4a88-4654-98e2-a0add5293xlk.shtml">non denunciarli</a>.</p><p>Ha spiegato che non si &#232; trattato di un&#8217;aggressione e, da altri video, pare in effetti che la realt&#224; sia ben pi&#249; complessa di quella che ha capeggiato sui giornali. </p><p>Dato che per&#242; non &#232; ancora chiaro quale sia la dinamica, prendiamo la questione cos&#236; come ci &#232; stata posta: il professore si &#232; rifiutato categoricamente di denunciare i ragazzi che l&#8217;hanno picchiato.</p><p>&#200; stato aspramente criticato dal Ministro dell&#8217;Istruzione Giuseppe <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/31/professori-aggrediti-parma-studenti-notizie/8404034/">Valditara</a>, che teme che una mancata denuncia minacci l&#8217;autorevolezza dell&#8217;istituzione scolastica. La sua incompetenza ci si manifesta nel suo splendore, dato che si preoccupa pi&#249; della reputazione di un&#8217;istituzione che dell&#8217;educazione degli esseri umani che la compongono. </p><p>Visto che lui non se ne occupa, chiedersi qual sia il principio educativo da seguire in questo caso rimane a noi. Fossi stata al posto del prof, li avrei denunciati? </p><p>Non voglio abusare della solita retorica &#8220;noi che ci mettevamo i pastelli nel c*lo," ma effettivamente il dispetto peggiore che noi osavamo fare a un professore era camminare lentamente di ritorno dalla palestra per fargli perdere tempo. </p><p>Il nostro aveva conseguenze limitate: ci beccavamo una ramanzina e, alle brutte, una verifica a sorpresa. Venivamo educati alle scelte: perdere tempo o sorbirsi un cazziatone. </p><p>Il loro si configura invece come un reato penale e una denuncia sarebbe il minimo sindacabile. Chiunque utilizzi la violenza su un altro essere umano viene sanzionato secondo il contratto sociale che sottoscriviamo per vivere all&#8217;interno della nostra societ&#224;. Questo contratto pu&#242; pure avere molti limiti, ma ci aiuta a essere pi&#249; uomini e meno bestie.</p><p>Che quello sia il loro prof aggrava la faccenda, avrebbe potuto per&#242; essere chiunque (un bracciante, ad esempio, come purtroppo &#232; successo a <a href="https://www.rainews.it/articoli/2026/05/omicidio-del-bracciante-sako-bakari-a-taranto-il-15enne-reo-confesso-volevo-difendere-amici-057964c4-38cb-41bc-9740-dd5bf0a5dc05.html">Bakari Sako</a>). Il principio dell&#8217;assumersi la responsabilit&#224; delle proprie scelte deve essere insegnato, cos&#236; come il rispetto per la vita dell&#8217;Altro. </p><p>Il prof sostiene tuttavia che denunciarli non sia educativo. Leggendo la sua intervista, mi &#232; tornata in mente bell hooks. In <em><a href="https://www.feltrinellieditore.it/opera/tutto-sullamore-1/">Tutto sull&#8217;Amore</a></em>, saggio purtroppo sconosciuto ai pi&#249;, scrive che non esiste amore senza giustizia. </p><p>Sostiene che esistano due tipi di bambini. I primi sono quelli che vengono maltrattati e trascurati. Non conoscono il concetto di giustizia perch&#233; i loro diritti umani vengono ripetutamente violati senza che nessuno alzi un dito. </p><p>La seconda categoria &#232; invece composta da bambini soddisfatti nei propri capricci, che sono in realt&#224; trascurati tanto quanto i primi:  </p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong>&#8220;Ci sono, d&#8217;altro canto, moltissimi bambini che crescono fiduciosi che l&#8217;amore sia un sentimento buono, bambini che non vengono mai puniti, ai quali <mark data-color="#ea9999" style="background-color: rgb(234, 153, 153); color: rgb(0, 0, 0);">&#232; consentito credere che amore significhi veder soddisfatti i propri bisogni e desideri. </mark>Nella loro mente bambina l&#8217;amore non riguarda ci&#242; che essi devono dare, bens&#236; ci&#242; che viene dato loro. Anche quando si concede troppo, materialmente o consentendo ai bambini di dare libero sfogo a qualsiasi emozione, si pu&#242; parlare di una <mark data-color="#ea9999" style="background-color: rgb(234, 153, 153); color: rgb(0, 0, 0);">forma di abbandono.</mark>&#8221;</strong></p></div><p>Da qualche anno porto con me la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=TJgIyny3jyY">testimonianza </a>di Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, assassinato da membri di Lotta Continua nel 1972. Ha preteso che giustizia fosse fatta, ma ha perdonato gli assassini del marito. </p><p>Il perdono e la giustizia possono quindi coesistere? </p><p>La giustizia riguarda l'ordine pubblico: stabilire la verit&#224;, riconoscere il torto, &#232; una questione sociale. Riguarda tutti, non solo la vittima. Perdonare non significa approvare, ma provare a vedere nell'altro un essere umano capace di riconoscere il male commesso. </p><p>Chiedere giustizia e perdonare significa prendere l&#8217;Altro talmente sul serio da chiedergli la responsabilit&#224; del male, senza per questo ridurlo al male che ha compiuto. </p><p>Questa &#232; stata la salvezza dei ragazzi noti come <a href="https://www.pbssocal.org/shows/freedom-writers-stories-heart/how-california-teacher-erin-gruwell-inspired-a-generation-of-writers">Freedom Writers</a>, a cui si &#232; ispirato l&#8217;omonimo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Freedom_Writers">film </a>con Hilary Swank. Ragazzi cresciuti soli, dediti alla violenza per difendersi, unico mezzo di espressione del s&#233;, vengono educati all&#8217;umano da una professoressa di lettere che li prende sul serio. Li ama tanto da chiedergli responsabilit&#224;, che &#232; l&#8217;altra faccia dell&#8217;amore. Quando vogliamo bene a noi stessi ci assumiamo la responsabilit&#224; di trattarci in un certo modo, e cos&#236; succede quando amiamo qualcun altro o vogliamo essere amati. </p><p>L&#8217;amore senza giustizia &#232; puro sentimentalismo, sostiene Reinhold Niebuhr. &#200; il volemose bene di <em>Imagine</em> di John Lennon: un amore che annulla le differenze per non aver a che fare con la giustizia. &#200; un amore di beneficenza, che per comodit&#224; non agisce sulle strutture che causano ingiustizia. &#200; un amore quindi che non prende mai l&#8217;Altro sul serio. </p><p>Spesso si concepisce la giustizia solo come roccaforte che garantisce di punire chi ha commesso del male. Questa &#232; la giustizia dei potenti, interessata alla soddisfazione sadica di vedere legalmente sanzionato chi ci ha fatto un torto. </p><p>Ma chi commette il male &#232; malato e la giustizia - quella di tutti - pu&#242; educarlo al bene. E fin qui io i ragazzi li denuncerei proprio perch&#233; li prendo sul serio. </p><p>In Italia, questo principio della giustizia rieducativa, soprattutto nelle carceri minorili, non viene per&#242; <a href="https://www.editorialedomani.it/fatti/carceri-minorili-ipm-decreto-caivano-svolta-repressiva-governo-sovraffollamento-rapporto-antigone-af375t0u">rispettato</a>. D&#8217;altronde abbiamo visto che l&#8217;educazione dell&#8217;umano (e all&#8217;umano) &#232; all&#8217;ultimo posto anche tra le priorit&#224; di Valditara. </p><p>Le <a href="https://ilmanifesto.it/decreti-caivano-e-sicurezza-carceri-minorili-al-collasso">carceri minorili</a> sono luoghi di disperazione e radicalizzazione, parcheggi in cui gli adulti abbandonano merce danneggiata. Basti solo sapere che i minorenni pregiudicati hanno maggiori probabilit&#224; di reiterare il reato o di commettere reati ben pi&#249; gravi. Poche sono le eccezioni di adulti che guardano in faccia i ragazzi invece di umiliarli. </p><p>Denunciare gli studenti picchiatori di Parma in questo sistema equivale ad abbandonarli, tanto quanto non punirli.  </p><p>Idealmente sarebbe giusto che affrontassero un processo, perch&#233; li aiuterebbe a diventare pi&#249; umani, ma mi rendo conto che forse in questo sistema li faremmo diventare solo pi&#249; bestie. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/p/il-prof-picchiato-che-non-denuncia?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/p/il-prof-picchiato-che-non-denuncia?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><p></p><p> </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ho passato il liceo con uno stupro come sfondo dell'iPad. Stiamo bene.]]></title><description><![CDATA["Tutti sognano lo stupro": le parole di Concita Borrelli a Porta a Porta non mi sconvolgono per niente.]]></description><link>https://caterinafassina.substack.com/p/ho-passato-il-liceo-con-uno-stupro</link><guid isPermaLink="false">https://caterinafassina.substack.com/p/ho-passato-il-liceo-con-uno-stupro</guid><dc:creator><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></dc:creator><pubDate>Wed, 27 May 2026 06:01:56 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!NDxw!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F98f3c254-b4a9-40e0-acb6-abac80131bcb_980x653.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>La scrittrice&nbsp;<a href="https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/26_maggio_15/concita-borrelli-chi-e-giornalista-stupro-porta-a-porta-0d2dd507-a564-4331-9006-d76500d19xlk.shtml">Concita Borrelli</a>&nbsp;ci ha tenuto a sostenere, davanti a un impassibile Bruno Vespa, che nella nostra sfera sessuale c&#8217;&#232; lo stupro. </p><p>Il contesto in cui Borrelli ha deciso di rovinarsi la carriera con 15 minuti di notoriet&#224; infame &#232; ovviamente il delitto di Garlasco, che ringraziamo perch&#233; sta contribuendo a innalzare il Pil di questo Paese a furia di dar lavoro a gente improbabile. </p><p>Si discuteva di Andrea Sempio, che a quanto pare aveva fantasie tutt&#8217;altro che sane nei confronti di Chiara Poggi. Secondo Borrelli, le perversioni di Sempio non dovrebbero sconvolgerci perch&#233; chi di noi non ha mai sognato di essere stuprata in un vicolo o di penetrare una donna contro la sua volont&#224;?</p><p><strong>Le dichiarazioni di Borrelli, invece, non mi sconvolgono.</strong> La sua &#232; una tesi antica quanto il Ratto delle Sabine, che tutti noi abbiamo studiato in terza elementare senza capire davvero cosa ci stesse raccontando la stessa maestra che con un sorriso ci aveva poco prima insegnato l&#8217;alfabeto. </p><p>Ci siamo fermati ad ammirare la statua che ne ha fatto il Giambologna in Piazza della Signoria a Firenze o l&#8217;abbiamo studiata nei libri di storia dell&#8217;arte senza mai comprendere realmente cosa rappresentasse. </p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!MZkX!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff0f858ff-e882-4bc0-9018-7e0449a65961_2560x1873.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!MZkX!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_424, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_webp, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff0f858ff-e882-4bc0-9018-7e0449a65961_2560x1873.jpeg 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!MZkX!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_848, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_webp, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff0f858ff-e882-4bc0-9018-7e0449a65961_2560x1873.jpeg 848w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!MZkX!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_1272, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_webp, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff0f858ff-e882-4bc0-9018-7e0449a65961_2560x1873.jpeg 1272w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!MZkX!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_1456, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_webp, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff0f858ff-e882-4bc0-9018-7e0449a65961_2560x1873.jpeg 1456w" sizes="100vw"><img src="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!MZkX!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff0f858ff-e882-4bc0-9018-7e0449a65961_2560x1873.jpeg" width="388" height="283.80494505494505" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/f0f858ff-e882-4bc0-9018-7e0449a65961_2560x1873.jpeg&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1065,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:388,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;Il Ratto della Sabina del Giambologna - Arte Svelata&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;topImage&quot;:true,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="Il Ratto della Sabina del Giambologna - Arte Svelata" title="Il Ratto della Sabina del Giambologna - Arte Svelata" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!MZkX!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_424, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_auto, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff0f858ff-e882-4bc0-9018-7e0449a65961_2560x1873.jpeg 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!MZkX!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_848, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_auto, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff0f858ff-e882-4bc0-9018-7e0449a65961_2560x1873.jpeg 848w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!MZkX!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_1272, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_auto, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff0f858ff-e882-4bc0-9018-7e0449a65961_2560x1873.jpeg 1272w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!MZkX!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_1456, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_auto, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff0f858ff-e882-4bc0-9018-7e0449a65961_2560x1873.jpeg 1456w" sizes="100vw" fetchpriority="high"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>E quanto &#232; erotico Il Ratto di Proserpina del Bernini? Al liceo ne tenevo un dettaglio come sfondo dell&#8217;iPad che usavo per studiare. Non significa che sognassi lo stupro: sapevo cosa fosse un ratto, ma la bellezza dell&#8217;opera lo sublimava. Me lo dimenticavo perch&#233; lo stupro non &#232; mai stato argomento di discussione. </p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!NDxw!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F98f3c254-b4a9-40e0-acb6-abac80131bcb_980x653.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!NDxw!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_424, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_webp, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F98f3c254-b4a9-40e0-acb6-abac80131bcb_980x653.jpeg 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!NDxw!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_848, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_webp, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F98f3c254-b4a9-40e0-acb6-abac80131bcb_980x653.jpeg 848w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!NDxw!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_1272, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_webp, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F98f3c254-b4a9-40e0-acb6-abac80131bcb_980x653.jpeg 1272w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!NDxw!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_1456, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_webp, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F98f3c254-b4a9-40e0-acb6-abac80131bcb_980x653.jpeg 1456w" sizes="100vw"><img src="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!NDxw!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F98f3c254-b4a9-40e0-acb6-abac80131bcb_980x653.jpeg" width="410" height="273.1938775510204" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/98f3c254-b4a9-40e0-acb6-abac80131bcb_980x653.jpeg&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:653,&quot;width&quot;:980,&quot;resizeWidth&quot;:410,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;Il Ratto di Proserpina, la scultura in movimento di Bernini | Elle Decor&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="Il Ratto di Proserpina, la scultura in movimento di Bernini | Elle Decor" title="Il Ratto di Proserpina, la scultura in movimento di Bernini | Elle Decor" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!NDxw!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_424, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_auto, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F98f3c254-b4a9-40e0-acb6-abac80131bcb_980x653.jpeg 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!NDxw!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_848, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_auto, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F98f3c254-b4a9-40e0-acb6-abac80131bcb_980x653.jpeg 848w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!NDxw!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_1272, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_auto, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F98f3c254-b4a9-40e0-acb6-abac80131bcb_980x653.jpeg 1272w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!NDxw!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_1456, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_auto, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F98f3c254-b4a9-40e0-acb6-abac80131bcb_980x653.jpeg 1456w" sizes="100vw"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Dello stupro ne abbiamo sentito parlare sin da piccoli in modalit&#224; che ne nascondevano la crudelt&#224;, perch&#233; <strong>lo abbiamo sempre studiato dal punto di vista dei vincitori</strong> della storia e quindi degli uomini.</p><p><strong>La prima volta che da bambini ce lo hanno raccontato (come un semplice furto di donne) &#232; stato legato alla gloria della nostra nazione. </strong>Senza il Ratto delle Sabine non sarebbe esistita Roma e quindi nemmeno la nostra nostalgia per l&#8217;Impero Romano. Il simbolo della nostra nazione &#232;, dopotutto, ancora un monumento romano.  </p><p>Oggi il diritto bollerebbe il Ratto delle Sabine come crimine di guerra, per fortuna, ma il nostro cervello non &#232; detto che faccia lo stesso. </p><p>Pur non essendo rivoluzionaria, Borrelli sbaglia su vari livelli. <strong>Ci&#242; che ci disturba &#232; il verbo </strong><em><strong>sognare</strong></em><strong>, perch&#233; sottintende il desiderio. </strong>Significherebbe che tutti noi desideriamo stuprare o essere stuprati. </p><p>Innanzitutto &#8220;tutti&#8221; &#232; una fallacia logica e anche un azzardo. Mi piace pensare che Borrelli abbia scoperto in diretta su Rai 1 che le sue fantasie non sono quelle di tutti. Dopodich&#233; entra in gioco la differenza tra fantasia e atto sessuale. <strong>Quando fantastichiamo, siamo sempre noi in controllo</strong> della situazione: definiamo i limiti e abbiamo una voce attiva. Se questa fantasia diventasse reale, questa caratteristica fondamentale verrebbe meno.<strong> L&#8217;immaginazione &#232; solo un luogo in cui esplorare emozioni intense.</strong></p><p>Alcune donne etero<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-1" href="#footnote-1" target="_self">1</a> nutrono fantasie sessuali e scenari in cui sono le vittime di sesso non consensuale. Molte sono pudiche e hanno forti sensi di colpa nei confronti del sesso: essere costrette toglie loro la responsabilit&#224; negativa che provano. Altre invece sono altamente indipendenti e assertive, atteggiamenti inaccettabili in un mondo maschile, e questa fantasia &#232; il loro modo di smussare la loro personalit&#224; dominante. Altre ancora chiamano stupro quello che in realt&#224; &#232; sesso consensuale molto aggressivo.<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-2" href="#footnote-2" target="_self">2</a> </p><p>Questo riguarda anche gli uomini etero, che spesso si proiettano all&#8217;interno di scenari di dominazione BDSM che non hanno nulla in comune con la violenza.<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-3" href="#footnote-3" target="_self">3</a> Bisogna preoccuparsi quando fantasie davvero violente diventano ossessive e legate a dinamiche di potere e non di piacere, tanto che si iniziano a pianificare comportamenti concreti (quello che ha fatto, per esempio, Filippo Turetta).<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-4" href="#footnote-4" target="_self">4</a> </p><p>Tutti abbiamo sognato almeno una volta qualcosa che nella vita reale non faremmo mai. Mentre scrivo posso immaginare di sferrare un calcio allo scroto di un sionista, ma non sosterrei mai pubblicamente una roba del genere. Un sequel del processo di Norimberga, per quello ci metterei la firma. </p><p>Insomma, il discorso &#232; molto complesso e non ho qui tempo per esaminarne ogni capitolo. <strong>Il punto &#232; che lo stupro non ha nulla a che vedere con il sesso, ma ha tutto a che vedere con un potere malato</strong>: il potere di affermare la supremazia del proprio popolo - pensiamo ai soldati israeliani che stuprano i prigionieri palestinesi - o la dominazione di un genere sull&#8217;altro. </p><p>Sono questi i sogni che nutriamo, soprattutto oltre la nostra sfera sessuale. Sarebbe bello insegnare ai bambini sin da piccoli che gloria e dominazione non vanno d&#8217;accordo, che umiliare e maltrattare l&#8217;altro per affermare se stessi non &#232; invidiabile e che nasconde molta debolezza. Solo in questo modo si slegher&#224; finalmente lo stupro dal sesso. </p><p>Altrimenti ce li ritroveremo a settant&#8217;anni in un programma televisivo a sostenere che tutti sogniamo lo stupro.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/p/ho-passato-il-liceo-con-uno-stupro?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/p/ho-passato-il-liceo-con-uno-stupro?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-1" href="#footnote-anchor-1" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">1</a><div class="footnote-content"><p>Parlo qui di dinamiche eterosessuali perch&#233; sono quelle su cui esistono (purtroppo) pi&#249; studi, e anche perch&#233; lo stupro viene soprattutto (purtroppo pt.2) considerato all&#8217;interno di una dinamica eterosessuale.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-2" href="#footnote-anchor-2" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">2</a><div class="footnote-content"><p>Bivona J., Critelli J. (2009). <em>The Journal of Sex Research</em>, Vol. 46, No. 1.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-3" href="#footnote-anchor-3" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">3</a><div class="footnote-content"><p>Malamuth, N.M. (1981). Rape fantasies as a function of exposure to violent sexual stimuli. <em>Arch Sex Behav</em> 10, 33&#8211;47.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-4" href="#footnote-anchor-4" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">4</a><div class="footnote-content"><p>Greendlinger, V., Byrne, D. (1987). Coercive sexual fantasies of college men as predictors of self&#8208;reported likelihood to rape and overt sexual aggression. <em>The Journal of Sex Research</em>, <em>23</em>(1), 1&#8211;11.</p><p></p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Chiara Tagliaferri: la romanticizzazione della maternità surrogata]]></title><description><![CDATA[Forse dovremmo piantarla di adornare il tardo capitalismo con fiocchetti e fatine colorate.]]></description><link>https://caterinafassina.substack.com/p/chiara-tagliaferri-la-romanticizzazione</link><guid isPermaLink="false">https://caterinafassina.substack.com/p/chiara-tagliaferri-la-romanticizzazione</guid><dc:creator><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></dc:creator><pubDate>Wed, 20 May 2026 06:00:43 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/d8b2527a-13a3-4a65-a4ef-0b51376fd978_682x478.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>La scrittrice e attivista piacentina Chiara Tagliaferri e suo marito Nicola sono ricorsi all&#8217;ovodonazione e alla maternit&#224; surrogata. </p><p>&#8220;C&#8217;&#232; voluta un&#8217;alleanza di tre donne per dare la vita a mia figlia,&#8221; racconta lei a Vanity Fair, promuovendo il suo ultimo libro, &#8220;Arkansas. Storia di mia figlia.&#8221;</p><p>Ci tengo a specificare, prima di addentrarmi in ulteriori riflessioni, che il metodo con cui Tagliaferri ha avuto sua figlia non inficia la sua maternit&#224; effettiva. Non posso ovvero mettere in discussione la sua maternit&#224;: che lei sia madre di una splendida bambina (di cui non riporter&#242; il nome perch&#233; fosse figlia mia non lo scriverei) &#232; un fatto incontrovertibile.</p><p>Qui vorrei discutere d&#8217;altro. Tagliaferri racconta che, dopo anni d&#8217;infertilit&#224;, decide insieme a suo marito di intraprendere il percorso di Gpa.</p><p>Scelgono gli Stati Uniti perch&#233;, nonostante si tratti di un business, le donatrici di ovuli e le surrogate sono tutelate da leggi pi&#249; articolate. Ci sono quindi agenzie che le scritturano a patto che rientrino in una serie di parametri: devono avere gi&#224; figli propri e un&#8217;occupazione professionale stabile. In questo modo si pensa di evitare che lo facciano per necessit&#224; assoluta, cio&#232; perch&#233; altrimenti non mangiano. </p><p>Pare un po&#8217; autoconsolatorio: non si esclude che una donna (magari una madre single) con un reddito medio lo faccia per necessit&#224; relativa. Magari mangerebbe lo stesso, ma qualche soldo in pi&#249; fa comodo in un mondo che sta lentamente cancellando la classe media. Non ho notizie di donne CEO che facciano anche le madri surrogate. </p><p>Ma procediamo. Individuata la surrogata, si procede con la fecondazione. Alla domanda se non le sia mancato il pancione, Tagliaferri risponde: &#8220;<em>In realt&#224; no [&#8230;]. Ogni settimana Daisy </em>[la surrogata, ndr.] <em>ci mandava le dimensioni di L.: un mirtillo, un&#8217;oliva, una noce, un limone... Io mangiavo quei frutti interi, L. finiva nella mia pancia.</em>&#8221;</p><p>Perch&#232; queste stronzate? Quanto costa tornare a chiamare le cose con il proprio nome?</p><p>Siete andati negli Stati Uniti, la patria del consumismo, avete aperto un catalogo, fatto un bonifico a una donna per avere un ovulo, aperto un altro catalogo, fatto un altro bonifico a un&#8217;altra donna per avere un utero. </p><p>Quest&#8217;ultima donna aveva nella sua pancia una creatura e tu un semplice (vorrei scrivere altro) mirtillo che non finiva nel tuo utero, bens&#236; nel tuo stomaco sciolto tra gli acidi. </p><p>L&#8217;alleanza tra tre donne per dare la vita &#232; un&#8217;altra inutile romanticizzazione. Non stiamo parlando di una gravidanza solidale, cio&#232; una in cui non avviene uno scambio di denaro. Parliamo di Gpa commerciale. </p><p>L&#8217;immagine poetica di una sorellanza mistica nasconde una transazione pecuniaria, espressione dei mostri del tardo capitalismo. Due di queste tre alleate (quindi la maggioranza) sono state pagate per prestare parti di s&#233;. Riflette in una microdinamica la struttura del nostro mondo, dove una minoranza controlla e oggettifica la maggioranza degli altri corpi. Dipingere questo legame come un&#8217;alleanza maschera la relazione asimmetrica che intercorre tra queste donne e chi le paga.  </p><p>La surrogata Daisy ci viene descritta come una creatura fatata di cui non sappiamo nulla se non che &#232; gi&#224; madre di una bambina e che, durante il parto di L., si &#232; dovuto ricorrere a un cesareo d&#8217;emergenza. Nessun commento sulla sua esperienza durante la gravidanza, sul rischio ostetrico o su come abbia vissuto il post-parto. Daisy &#232; un mezzo emotivo e una persona solo in quanto utero. </p><p>Non credo che Tagliaferri abbia sfruttato n&#233; l&#8217;ovodonatrice n&#233; Daisy, perch&#233; questo suggerirebbe che le abbia pagate poco o che siano state costrette. Credo per&#242; che le abbia ridotte a ci&#242; che potevano darle. Per questo ha bisogno di riumanizzarle romanticizzandole come fossero personaggi piuttosto che persone. </p><h4 style="text-align: center;">Non tutto ci&#242; che &#232; lecito o libero &#232; anche giusto. </h4><p>Una delle notizie pi&#249; passate inosservate negli ultimi anni &#232; la crisi delle surrogate ucraine scoppiata con il conflitto con la Russia. </p><p>In Ucraina la maternit&#224; surrogata &#232; legale dal 1997: &#232; lo Stato pi&#249; vicino a cui gli europei possono rivolgersi per intraprendere il percorso di Gpa. Tanto che si &#232; creato il &#8220;turismo dell&#8217;utero in affitto.&#8221; Sono tutte coppie eterosessuali sposate perch&#233; sono le uniche a cui &#232; consentito dalla legge. </p><p>Una donna ucraina che decide di diventare surrogata incassa fino a <a href="https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2023/dec/09/an-english-couple-a-ukrainian-surrogate-and-a-baby-the-extraordinary-story-of-how-war-united-two-unlikely-families">50mila dollari</a>, molto per il reddito medio ucraino e comunque poco rispetto a quanto costa una surrogata statunitense.</p><p>Quando &#232; scoppiata la guerra russo-ucraina, molte surrogate sono state costrette a partorire nei rifugi antiaerei e i neonati sono rimasti sotto le bombe per lunghi periodi di tempo prima che fosse possibile portarli ai genitori effettivi. </p><p>La guerra ha reso evidente la disparit&#224; di condizione tra chi commissiona la gravidanza e chi la deve portare a termine. Nella maggioranza dei casi, le surrogate non vivono nemmeno nello stesso Stato dei genitori effettivi: pare molto simile alla delocalizzazione selvaggia e al dumping sociale delle multinazionali. </p><p>Il caso pi&#249; noto &#232; quello del fast fashion: le case di moda progettano i modelli, che per&#242; vengono prodotti in Paesi dove il lavoro forzato &#232; legale. </p><p>Leggendo le <a href="https://www.cbsnews.com/news/russia-ukraine-surrogates-babies/">testimonianze</a> di questi genitori appare poi evidente che si preoccupassero per l&#8217;incolumit&#224; del neonato, tralasciando completamente quella della surrogata.</p><h4 style="text-align: center;">Ci sono alternative?</h4><p>Papa Francesco si &#232; spesso <a href="https://www.ansa.it/oltretevere/notizie/2022/01/05/papa-le-istituzioni-semplifichino-liter-per-le-adozioni_af2810c8-a514-48eb-808e-3c6bd411eb77.html">battuto</a> per l&#8217;avanzamento della legislazione sulle adozioni. I tempi di attesa sono biblici, la burocrazia &#232; un labirinto e molti bimbi hanno bisogni speciali. </p><p>Sempre pi&#249; tra Gen Z e Millennials preferirebbero adottare piuttosto che avere un figlio in maniera tradizionale, ma per le giovani coppie &#232; un percorso ancora  proibitivo da un punto di vista economico - per noi persino comprarsi casa &#232; proibitivo. Si tratta di una situazione insostenibile in un mondo che conta pi&#249; di 150 milioni di orfani, di cui 2,7 vivono negli orfanotrofi. </p><p>Non possiamo rendere reato universale la Gpa senza prevedere vie alternative alla genitorialit&#224;. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/p/chiara-tagliaferri-la-romanticizzazione?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/p/chiara-tagliaferri-la-romanticizzazione?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Diavolo Veste Prada, ma anche le mie lacrime ]]></title><description><![CDATA[Perch&#232; il sequel dell'iconico film &#232; ancora una volta un'opera generazionale]]></description><link>https://caterinafassina.substack.com/p/il-diavolo-veste-prada-ma-anche-le</link><guid isPermaLink="false">https://caterinafassina.substack.com/p/il-diavolo-veste-prada-ma-anche-le</guid><dc:creator><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></dc:creator><pubDate>Wed, 13 May 2026 10:11:51 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qgmf!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qgmf!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qgmf!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_424, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_webp, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qgmf!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_848, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_webp, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp 848w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qgmf!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_1272, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_webp, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp 1272w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qgmf!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_1456, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_webp, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp 1456w" sizes="100vw"><img src="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qgmf!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp" width="1456" height="971" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:971,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:80194,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/webp&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;topImage&quot;:true,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/i/197215561?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qgmf!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_424, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_auto, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qgmf!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_848, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_auto, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp 848w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qgmf!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_1272, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_auto, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp 1272w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qgmf!, /__u/caterinafassina.substack.com/w_1456, /__u/caterinafassina.substack.com/c_limit, /__u/caterinafassina.substack.com/f_auto, /__u/caterinafassina.substack.com/q_auto:good, /__u/caterinafassina.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0620495d-284e-4740-8e65-b8bf5b78068b_1620x1080.webp 1456w" sizes="100vw" fetchpriority="high"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p>Prima di addentrarmi nella palese critica anticapitalista del sequel de Il Diavolo Veste Prada, devo fare delle premesse personali e quindi inutili.</p><p>Quando &#232; uscito il primo film, io avevo 7 anni. Mia madre me lo fece vedere, non mi ricordo se subito o previa visione sua per controllare che fosse un film adeguato. In ogni caso, lo guardammo insieme. La prima volta, perch&#233; ho perso il conto di quante volte io l&#8217;abbia visto raggiunta l&#8217;adolescenza. </p><p>So solo che a un certo punto avrei voluto essere Andy Sachs: volevo diventare un&#8217;aspirante giornalista, una donna indipendente, essere maltrattata dal mio capo ermetico e spietato, sottovalutata dalle colleghe, con accesso per&#242; a un campionario non indifferente di abiti d&#8217;alta moda. </p><p>Essendo cresciuta a Milano, la moda &#232; sempre stata un mito a portata di vista - non di mano perch&#233; non avevo, e non ho ancora, il budget per permettermi un Armani - ed essere Andy Sachs mi sembrava un sogno tutto sommato raggiungibile.</p><p>Sono effettivamente diventata grande volendo lavorare come giornalista. Durante l&#8217;adolescenza, ad Andy si &#232; affiancata Carrie Bradshaw: una romanticizzazione estrema, sono consapevole, della vita dei &#8220;quasi adulti.&#8221; </p><p>Il Diavolo Veste Prada &#232; stato un film generazionale perch&#233; ha intercettato la voglia di emergere e realizzarsi in un mondo sempre pi&#249; veloce, ma ancora controllato da una spietata vecchia guardia, che nel film si incarna in Miranda Priestly (da <em>priest</em>, prete: la sacerdotessa, colei che performa il rito a cui dobbiamo sottoporci per diventare grandi). </p><p>Con il passare degli anni, per&#242;, &#232; diventato evidente che quel mondo a cui mi ispiravo non mi corrispondeva. Ho scritto per qualche anno per alcuni giornali minori e mi sono annoiata. Non solo io: il mondo intero, credo, si annoiasse e infatti molti sono stati chiusi. </p><p>Era il 2021 e i primi format digitali iniziavano a circolare: perch&#233; leggere un articolo quando la stessa cosa te la pu&#242; raccontare un podcast o un reel su Instagram?</p><p>I veterani del giornalismo urlavano allo scandalo e io con loro, ma pi&#249; per fare colpo su di loro che per convinzione. Il 90% di quegli articoli manco li leggevo. Non ne conoscevo nemmeno l&#8217;esistenza. I giornali cartacei li compravo come accessorio del mio travestimento da giovane intellettuale impegnata, ma raramente riuscivo a leggerli. </p><p>Credevo molto, e tuttora voglio credere, nell&#8217;importanza del quarto stato, ma avvertivo il cortocircuito tra ci&#242; che i giornali offrivano e la societ&#224; a cui lo offrivano. </p><p>Come si pu&#242; pretendere che io riesca a concentrarmi tra gli starnazzi della metropolitana? Non riuscirei a leggere un articolo di geopolitica con Pierluca che sbraita nel telefono qualcosa sul chiudere un deal per il quarter e Corinna che mi alita addosso. </p><p>Ci vogliono tempo e concentrazione, due risorse che il sistema in cui viviamo ingloba in s&#233; per sopravvivere. Sono le nostre risorse pi&#249; preziose anche per l&#8217;economia. Chi pu&#242; godersi un giardino, un parco, ma anche solo una poltrona, per leggersi l&#8217;articolo di Fra&#8217; Cazzo da Velletri? Nessuno. Io sono persino sorpresa che ci sia gente qui sopra. Sarete anime antiche.</p><p>In ogni caso, dicevo, i due minuti che abbiamo li impieghiamo per riposarci, guardare il telefono, scrollare i social, fare (male) l&#8217;amore, cucinare un riso precotto. Se proprio siamo particolarmente virtuosi e smaniamo di rimanere informati, ci ascoltiamo un podcast mentre facciamo tutte queste cose. Avere un coito con la voce di Simone Spezia in sottofondo che si eccita parlando della pagina Norme e Tributi de Il Sole 24Ore. Erotico.</p><p>Ecco, ultimamente risulta difficile persino ascoltarsi un podcast. </p><p>In questo mondo, la rivista Runway ne Il Diavolo Veste Prada (quella che fa il verso a Vogue) non pu&#242; sopravvivere. Almeno non pu&#242; farlo come una volta. Sulla crisi del giornalismo si apre infatti il sequel. Ci&#242; che io ho vissuto nella vita fuori dallo schermo, volendo diventare Andy Sachs, &#232; successo anche all&#8217;interno di quell&#8217;universo: metrics, attention span, virality, trend topics, e tutte queste stronzate che sfuggono alla carta stampata e che sono diventate la gabbia dell&#8217;audiovisivo che prometteva di essere pi&#249; democratico. E invece ci sta appiattendo perch&#233; se un argomento non &#232; virale, l&#8217;editore non ti paga per scriverci un articolo, un podcast, un video. </p><p>Cos&#236;, adesso che ho raggiunto l&#8217;et&#224; di Andy nel primo film, mi ritrovo a vivere nel secondo. </p><p>Ed &#232; ancora una volta un film generazionale perch&#233;, certo, mi sono commossa percependo il passare del tempo su di me. Ma questi sono sentimentalismi. </p><p>&#200; generazionale perch&#233; &#232; la radiografia della nostra quotidianit&#224;. Questo mi ha fatto piangere d&#8217;amarezza: un tardo capitalismo che svuota l&#8217;anima del genio umano per massimizzare l&#8217;EBITDA (il margine operativo lordo). Il diavolo a 'sto giro veste un banale doppiopetto blu prodotto in serie. Con le borse non ci scatta un editoriale, ma ci gioca.</p><p>Noi lettori invece ci siamo talmente rincoglioniti da ritenere un lusso sedersi a leggere una rivista di moda, o anche solo a guardarne le foto &#8212; il che la dice lunga sul nostro livello di alfabetizzazione. </p><p>Combattere per tenere aperti questi luoghi, giornali e settimanali, &#232; un modo per salvare dei posti di lavoro, ma pi&#249; profondamente significa rivendicare il nostro diritto al tempo, alla concentrazione e anche alla connessione con gli altri. </p><p>S&#236;, perch&#233; guardare le ultime creazioni di uno stilista ci connette alla sua creativit&#224;, alle sue idee, e cos&#236; pu&#242; avvenire con qualsiasi opera umana. Se un articolo (o un podcast, un video, ecc.) diventa argomento di discussione, possiamo persino scoprire qualcosa in pi&#249; dell&#8217;Altro. </p><p>Saremmo meno soli e potremmo pure affrancarci da un individualismo che ci incatena a noi stessi e a un sistema capitalistico a cui dell&#8217;umano interessa ormai meno di zero. </p><p>Tuttavia, chi lavora in editoria non pu&#242; pretendere che l&#8217;audiovisivo non costituisca un&#8217;espansione positiva da integrare e soprattutto non pu&#242; usarlo come outlet per prodotti di bassa qualit&#224;. &#8220;Facciamo un videuccio, un carosellino, un articoletto clickbait per gli analfabeti funzionali del web.&#8221; &#200; un&#8217;opportunit&#224; persa. </p><p>Distrutto questo pregiudizio, sarebbe arrivato il momento di riprenderci insieme il nostro tempo e la nostra creativit&#224;: posare il culo su un prato fiorito con della roba (&#8220;questa ro&#8230;roba?!&#8221; cit.) da leggere.</p><p></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p><p> </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Chi c***o è Caterina Fassina?]]></title><description><![CDATA[Sono qui su consiglio medico]]></description><link>https://caterinafassina.substack.com/p/chi-co-e-caterina-fassina</link><guid isPermaLink="false">https://caterinafassina.substack.com/p/chi-co-e-caterina-fassina</guid><dc:creator><![CDATA[Caterina Brasioli Fassina]]></dc:creator><pubDate>Sun, 10 May 2026 13:16:09 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!vtGo!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9eaa70f2-b8e1-43d5-918c-44be1ae8f936_1242x1242.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto io ci tenga a considerarmi una donna indipendente da qualsiasi influenza maschile, sono qui sopra perch&#233; il mio ragazzo, che fa il medico, me l&#8217;ha consigliato. L&#8217;ho trovata una buona idea e adesso posso dire di aver aperto questa pagina su accorato consiglio del mio medico. </p><p>La mia storia &#232; simile a quella di tante altre donne creative che gi&#224; hanno calcato questo palcoscenico. Per ora ho 27 anni, ancora qualche brufolo e le prime rughe. </p><p>Sono nata a Milano, ma a 20 anni sono scappata temporaneamente per andare a Roma prima e a Bologna poi. Ho studiato Scienze Politiche, Comunicazione, Cinema, Televisione e Produzione Multimediale. Ho collezionato lauree in scienze delle merendine, motivo per cui non mi posso manco prendere troppo sul serio. Ciliegina sulla torta, mi sono specializzata in Women&#8217;s e Gender Studies per deludere ancora di pi&#249; il milieu bigotto in cui sono cresciuta. Sono particolarmente riottosa.</p><p>Dopo tanta terapia e una difficile riappacificazione con un passato che racconter&#242; solo dietro lauto compenso editoriale quando l&#8217;osteoporosi prender&#224; il sopravvento sui miei tessuti ossei, sono tornata a Milano. </p><p>Ora lavoro come content creator e content strategist per me stessa (mi produco, mi scrivo, mi compongo, ecc.), come autrice per altri e speaker radiofonica a Radio SWM per i posteri. </p><p>Questo sar&#224; l&#8217;archivio delle mie riflessioni in merito a ci&#242; che tocco con mano tutti i giorni: cultura pop, arte, tematiche di genere, storie (di donne) straordinarie (Monica Setta, ovunque proteggi), il tutto condito con roba varia ed eventuale perch&#233; sono cleithrofobica e rinchiusa in una nicchia inizia a mancarmi l&#8217;aria. E poi verrebbe meno l&#8217;effetto sorpresa.</p><p>Ora posso iniziare a sentirmi davvero come Andy Sachs. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://caterinafassina.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Subscribe now&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/caterinafassina.substack.com/subscribe"><span>Subscribe now</span></a></p><p></p><p></p>]]></content:encoded></item></channel></rss>