<script data-pm-proxy="intercept"></script><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Il Substack di _fra.nce.sca]]></title><description><![CDATA[Il mio Substack personale]]></description><link>https://francesca198.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!IOCy!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ffc315313-8116-4962-ba8b-d4dfe8670970_1280x1280.png</url><title>Il Substack di _fra.nce.sca</title><link>https://francesca198.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Wed, 02 Sep 2026 05:42:27 GMT</lastBuildDate><atom:link href="/__u/francesca198.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[_fra.nce.sca]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[francesca198@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[francesca198@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[_fra.nce.sca]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[_fra.nce.sca]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[francesca198@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[francesca198@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[_fra.nce.sca]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Le cose che avrei voluto consigliarti, nonostante tutto il resto ]]></title><description><![CDATA[Settembre, 2006]]></description><link>https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-07d</link><guid isPermaLink="false">https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-07d</guid><dc:creator><![CDATA[_fra.nce.sca]]></dc:creator><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 06:01:17 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Ukvf!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F85b9a65b-1804-4b91-bd06-b9a7b9bbc62d_4284x5712.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div class="image-gallery-embed" data-attrs="{&quot;gallery&quot;:{&quot;images&quot;:[{&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/85b9a65b-1804-4b91-bd06-b9a7b9bbc62d_4284x5712.jpeg&quot;}],&quot;caption&quot;:&quot;La fine dell'estate e delle chiacchiere nei bar... &quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;staticGalleryImage&quot;:{&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/85b9a65b-1804-4b91-bd06-b9a7b9bbc62d_4284x5712.jpeg&quot;}},&quot;isEditorNode&quot;:true}"></div><p><span>Il primo settembre mi viene sempre in mente quella canzone dei The Giornalisti: </span><em><span>La fine dell&#8217;estate</span></em><span>. Quando l&#8217;ascolto vengo riportata in Sicilia, durante una vacanza passata a cantare a squarciagola questo inno nostalgico. Ma all&#8217;epoca l&#8217;estate doveva ancora terminare e soprattutto non sarei dovuta tornare in nessun ufficio. </span></p><p>Luned&#236; 31 agosto per molti di noi ha sancito<span> la ripresa della vita &#8220;normale&#8221;. Settembre dovrebbe segnare un nuovo inizio, una rinascita. In realt&#224;, l&#8217;unica cosa che mi viene in mente in questo momento &#232; che il prossimo obiettivo a cui puntare sono le ferie natalizie. </span></p><p><span>Purtroppo &#232; cos&#236; la vita adulta: nessuno &#232; abbastanza preparato ad affrontare l&#8217;idea di dover mandare avanti questa routine per altri trenta, trentacinque anni, se tutto va bene. Aver visto i nostri genitori affannarsi dietro al lavoro forse avrebbe dovuto insegnarci qualcosa. Poi penso: almeno loro potevano avere l&#8217;impressione di stare costruendo </span><em><span>qualcosa</span></em><span>. </span><strong><span>A noi, invece, cosa &#232; rimasto se non la fatica?</span></strong><span> A conti fatti, il senso di perdita che si prova al rientro lo trovo completamente giustificato. </span></p><p>Fine dei riposini pomeridiani, fine delle ore passate a leggere, a passeggiare, a guardare film. Tutto torna a essere compresso nelle 48 ore di libert&#224; del weekend. Mi chiedo: &#232; sostenibile un meccanismo di questo tipo che chiede tanto e restituisce pochissimo? </p><p>Come diceva Dolly Parton?<em> <span>9 to 5, yeah, they got you where they want you. There's a better life and you think about it, don't you? It's a rich man's game no matter what they call it. </span></em></p><p><span>Non voglio essere troppo malinconica, troppo triste o troppo filosofica in questa newsletter, quindi mi limiter&#242; a darvi i miei soliti </span><em><span>cinque consigli pop</span></em>, scelti tra ci&#242; che ho letto, visto, annotato e sentito<span> in questa estate passata tra Roma, Firenze, il Trentino e Copenaghen. </span></p><p><span>Vi mando un abbraccio, facciamoci forza! </span></p><p><span>P.S. </span></p><p>Mi sembra incredibile aver superato i 180 iscritti.</p><p>Grazie. </p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://francesca198.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Thanks for reading Il Substack di _fra.nce.sca! Subscribe for free to receive new posts and support my work.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><h2><strong>1. Yesteryear - Caro Claire Burke </strong></h2><p>Qualche estate fa ero in Normandia e ricordo benissimo una scena: eravamo a Mont Saint-Michel e sui pascoli che precedono la baia abbiamo visto una famiglia un po&#8217; particolare. Pi&#249; ci avvicinavamo e pi&#249; mi rendevo conto che tutti erano vestiti in modo decisamente troppo estivo per il clima. Poi si muovevano in modo strano. Ecco: davanti a loro c&#8217;era un treppiedi e i quattro stavano provando e riprovando a fare uno scatto o un video con la celebre abbazia sullo sfondo.</p><p>Il problema &#232; che tutto sembrava estremamente artificiale, i bambini si lamentavano nonostante il sorriso che i genitori tentavano di offrire alla camera. </p><p>Questo breve aneddoto mi &#232; tornato alla mente mentre leggevo <em>Yesteryear </em>di Caro Claire Burke, uno dei romanzi pi&#249; discussi negli ultimi mesi. Uscito solo ad aprile (in Italia sar&#224; pubblicato a novembre da Neri Pozza) ma &#232; gi&#224; in cantiere il film, prodotto e interpretato da Anne Hathaway. </p><p>La storia racconta le vicende di Natalie Heller Mills, un&#8217;influencer <em>trad-wife</em> di successo che vive per l&#8217;appunto nel ranch Yesteryear (che possiamo tradurre come: <em>il tempo andato</em>) con suo marito Caleb - il classico <em>nepo baby</em> viziato - e i suoi cinque figli. Improvvisamente per&#242; una mattina la donna si risveglia nell&#8217;Ottocento. Il ranch &#232; lo stesso ma tutto il resto &#232; cambiato. </p><p>Per chi non lo sapesse, le <em>trad-wives</em> fanno parte di quella sottocultura online che negli anni passati &#232; diventata famosa per celebrare le donne che si mostrano nei loro ruoli &#8220;tradizionali&#8221; di madri e custodi della casa. Il tutto viene condito da un&#8217;estetica bucolica, un sottotesto religioso (per la maggior parte sono famiglie mormone) e una forte componente di estrema destra. Ultimamente il fenomeno &#232; in declino ma non &#232; scomparso. </p><p>Probabilmente negli anni vi sar&#224; capitato di guardare qualche video di Ballerina Farm o di Nara Smith. I contenuti proposti da queste <em>trad-wives</em> hanno il potere di attrarti e allo stesso tempo di nausearti per il messaggio che veicolano. &#200; proprio su questa contraddizione che si gioca la satira di Burke. <strong>Il punto &#232; capire cosa c&#8217;&#232; sotto quel manto di presunta perfezione.</strong> Nel caso di Natalie Mills ci sono rabbia, repressione, manie di persecuzione e infelicit&#224;. Il libro &#232; scritto in prima persona, quindi il lettore ha accesso a tutti i pensieri dell&#8217;influencer e devo dire che il ritratto che ne viene fuori &#232; tanto disgustoso quanto reale.</p><div id="youtube2-Z_bkRulX_lc" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;Z_bkRulX_lc&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Z_bkRulX_lc?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Mills &#232; ossessionata dalle <em>Angry Women </em>che commentano i suoi post, da una delle sue ex compagne che ha scelto una vita moderna, da un&#8217;ex amica di scuola incontrata per caso al supermercato. Queste espressioni del femminile, cos&#236; distanti da lei, sono una sorta di figura totemica contro cui l&#8217;influencer pare essere in una perenne competizione, giocata interamente nella sua testa. </p><p>Nel corso delle pagine si capisce che Natalie ha sofferto di depressione post partum e che la sua salute mentale &#232; chiaramente compromessa. Lei &#232; vittima e carnefice di se stessa, in un sistema patriarcale dal quale non riesce e non vuole sfuggire. </p><p><em>This, right here, is my true role. To spread my legs when my husband demands. To have as many children as I can until my legs give out beneath me, and to feel nothing but gratitude on the hour of my death. To smile while the spirit hemorrhages out of me.</em></p><p><em>- </em>Yesteryear, p. 195</p><p>Burke delinea molto bene il punto di vista dell&#8217;influencer. In alcune pagine, poi, non si pu&#242; fare a meno di pensare alla nostrana Chiara Ferragni e alla scissione tra il personaggio che aveva costruito online e la sua vita offline.</p><p>Il libro ha per&#242; una pecca: la parte ambientata nell&#8217;Ottocento &#232; troppo breve e lascia il lettore con la curiosit&#224; di saperne di pi&#249; sulla vita di Natalie con la sua nuova famiglia, cos&#236; uguale eppure cos&#236; distante da quella dei giorni nostri.</p><p>Senza fare <em>spoiler</em> (sull&#8217;argomento torneremo a breve), vi dico che il finale &#232; sorprendente e riecheggia per alcuni aspetti il caso della famigerata <em>famiglia del bosco</em>. </p><p>Sinceramente, non so quanto il fenomeno delle <em>trad-wives</em> possa avere vita, soprattutto considerando che la stessa Nara Smith recentemente <a href="https://www.youtube.com/watch?v=pjHzLMfsf3w">ha preso le distanze da questa definizione</a>. Forse tra cinque anni questo libro non avr&#224; pi&#249; senso di esistere; per ora, per&#242;, lo ritengo una lettura davvero stimolante.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-07d?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-07d?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><h1><strong>2. Hong Kong Express (1994) - Wong Kar-wai </strong></h1><p>Giorni fa sono andata a casa di una mia amica. Lei e suo marito mi hanno raccontato che durante l&#8217;estate, nei rari momenti di tranquillit&#224; che il nuovo nato concede loro, hanno approfittato per guardare dei film vecchi che non avevano mai visto o che semplicemente non ricordavano. <em>Ghost</em>, <em>Ritorno al Futuro</em>, <em>Sister Act</em>.  </p><p>Ripensando a questa cosa, mi &#232; venuta voglia di seguire il loro esempio. Cos&#236;, con la libert&#224; che solo le ferie ti possono concedere, alle cinque di pomeriggio di una giornata di fine agosto ho sfruttato l&#8217;occasione per recuperare <em>Hong Kong Express</em> di Wong Kar-wai. </p><p>Di Kar-wai ho amato <em>Happy Together</em> (1997), <em>In the Mood for Love</em> (2000) e <em>2046</em> (2004) e pensavo che questi fossero gli unici film del regista hongkonghese che avessi visto. Appena ho premuto play, per&#242;, &#232; successa una cosa buffa: un<em> d&#233;j&#224;-vu.</em> Quel film lo avevo gi&#224; visto! </p><p>Possibile che non me lo ricordassi? Ho cercato se fosse registrato nel mio diario Letterboxd e non ce n&#8217;era traccia. Ho preso alcuni quadernini in cui, qualche anno fa, annotavo i film che guardavo. Niente.</p><p>Che stava succedendo? Perch&#233; conoscevo la storia? Perch&#233; sapevo benissimo quale ruolo interpretava Tony Leung? Perch&#233; la <em>femme fatale</em> che si aggirava per le strade di Hong Kong con il trench e gli occhiali da sole l&#8217;avevo gi&#224; vista? Sapevo dell&#8217;ananas in scatola e persino dell&#8217;inquadratura sulle Manolo Blahnik. </p><p>Dopo un po&#8217; ho capito: era davvero la prima volta che guardavo quel film! Quell&#8217;impressione di familiarit&#224; derivava dallo stile riconoscibile dell&#8217;<em>auteur</em>,<em> </em>certo, ma anche dall&#8217;aver incontrato sui social decine di edit dedicati alle opere di Wong Kar-wai. Le immagini, insomma, si erano sedimentate nella mia memoria senza che io me ne accorgessi. </p><div id="tiktok-iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40isaacakbar29%2Fvideo%2F7651937564395457813%3Fq%3DChungking%2520Express%26t%3D1788084016537&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd" class="tiktok-wrap outer" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.tiktok.com/@isaacakbar29/video/7651937564395457813&quot;,&quot;title&quot;:&quot;everybody wants to rule the world | chungking express edit #chungkingexpress #movies #fyp #filmedit #everybodywantstoruletheworld &quot;,&quot;thumbnail_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8255f33d-8d6c-45c4-8691-447cf3ab4ad8_1206x1398.jpeg&quot;,&quot;author&quot;:&quot;Isaac Akbar&quot;,&quot;embed_url&quot;:&quot;https://iframely.net/api/iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40isaacakbar29%2Fvideo%2F7651937564395457813%3Fq%3DChungking%2520Express%26t%3D1788084016537&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd&quot;,&quot;author_url&quot;:&quot;https://www.tiktok.com/@isaacakbar29&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:true}" data-component-name="TikTokCreateTikTokEmbed"><iframe id="iframe-tiktok-iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40isaacakbar29%2Fvideo%2F7651937564395457813%3Fq%3DChungking%2520Express%26t%3D1788084016537&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd" class="tiktok-iframe" src="https://iframely.net/api/iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40isaacakbar29%2Fvideo%2F7651937564395457813%3Fq%3DChungking%2520Express%26t%3D1788084016537&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; encrypted-media" allowfullscreen="" scrolling="no" loading="lazy"></iframe><iframe src="https://team-hosted-public.s3.amazonaws.com/set-then-check-cookie.html" id="third-party-iframe-tiktok-iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40isaacakbar29%2Fvideo%2F7651937564395457813%3Fq%3DChungking%2520Express%26t%3D1788084016537&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd" class="third-party-cookie-check-iframe" style="display: none;" loading="lazy"></iframe><div class="tiktok-wrap static" data-component-name="TikTokCreateStaticTikTokEmbed"><a href="https://www.tiktok.com/@isaacakbar29/video/7651937564395457813" target="_blank"><img class="tiktok thumbnail" src="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!8di8!,w_640,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F8255f33d-8d6c-45c4-8691-447cf3ab4ad8_1206x1398.jpeg" style="background-image: url(/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!8di8!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F8255f33d-8d6c-45c4-8691-447cf3ab4ad8_1206x1398.jpeg);" loading="lazy"></a><div class="content"><a class="author" href="https://www.tiktok.com/@isaacakbar29" target="_blank">@isaacakbar29</a><a class="title" href="https://www.tiktok.com/@isaacakbar29/video/7651937564395457813" target="_blank">everybody wants to rule the world | chungking express edit #chungkingexpress #movies #fyp #filmedit #everybodywantstoruletheworld </a></div></div><div class="fallback-failure" id="fallback-failure-tiktok-iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40isaacakbar29%2Fvideo%2F7651937564395457813%3Fq%3DChungking%2520Express%26t%3D1788084016537&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd"><div class="error-content"><img class="error-icon" src="/__u/substackcdn.com//img/alert-circle.svg" loading="lazy">Tiktok failed to load.<br><br>Enable 3rd party cookies or use another browser</div></div></div><p>Dunque il film lo avevo gi&#224; visto senza averlo mai visto davvero. </p><p>La questione a cui voglio arrivare &#232; la seguente: tutto questo ha rovinato la mia esperienza? Sono riuscita a godermi lo stesso quello che stavo guardando? La risposta &#232; s&#236; e in realt&#224;, a conti fatti, conoscere gi&#224; molto della pellicola mi ha permesso di concentrarmi con un&#8217;attenzione diversa. Mi spiego: ad esempio, sapere che <em>California Dreamin&#8217; </em>gioca un ruolo centrale nella storia non ha reso il tutto meno piacevole, semplicemente mi ha resa pi&#249; predisposta a un&#8217;analisi razionale. <strong>Non ero distaccata dal materiale filmico, semplicemente ero</strong><em><strong> iperaware</strong></em><strong>. </strong></p><p>Nel tempo ci hanno detto che dobbiamo aver paura degli <em>spoiler</em>, che dobbiamo combatterli e avvertire prima di parlarne. Siamo arrivati al punto che non si pu&#242; discutere neanche dell&#8217;<em>Odissea</em> di Nolan, perch&#233; altrimenti roviniamo la visione del film a chi ancora non lo ha visto.</p><p>Voglio combattere questa impostazione, non perch&#233; non ami le cose inaspettate (anche), ma perch&#233; limitare una storia ai <em>colpi di scena</em> vuol dire avere una visione riduzionistica. Ci&#242; su cui dovremmo riflettere &#232; che abbiamo reso la sorpresa<em> </em>la <em>condicio sine qua non</em> per godere davvero di una storia, ma non &#232; cos&#236;. Se chiedete a me, sono convinta che le anticipazioni stimolino la curiosit&#224;. Sapere gi&#224; alcuni passaggi della narrazione, paradossalmente, pu&#242; farci del bene. </p><p>Dunque, se anche voi avete la fortuna di avere un pomeriggio libero, guardatevi <em>Hong Kong Express</em>. Se riconoscerete l&#8217;80% delle immagini proposte, non vi preoccupate, non sar&#224; un problema. Crogiolatevi nella consapevolezza che state guardando uno dei film pi&#249; belli che il cinema asiatico ci abbia regalato e vi passer&#224; qualsiasi ansia. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-07d?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-07d?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><h2><strong>3. She&#8217;s the Best - Troye Sivan </strong></h2><p>In questa newsletter avrei voluto consigliarvi <em>Reality Awaits</em> degli Strokes, uno degli album che ho ascoltato di pi&#249; quest&#8217;estate, ma poi mi sono detta: sar&#242; la milionesima persona a parlarne<span>. Cos&#236;, mentre ero di fronte a un tramonto meraviglioso sulle Alpi, ho visto che era uscito il nuovo singolo di Troye Sivan e, senza sapere niente, ho iniziato a guardare il video. Boom, canzone inserita subito nella mia </span><a href="https://open.spotify.com/playlist/62yZVnc68SayQbCY6bYPNa?si=7f94398627a64989"><span>playlist estiva</span></a><span>. </span></p><div id="youtube2-mFA1P8ZzoLw" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;mFA1P8ZzoLw&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/mFA1P8ZzoLw?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p><span>Nel primo fotogramma c&#8217;&#232; Nicole Kidman, s&#236;, proprio lei, che fuma in macchina, con gli occhiali da sole e il look di una che &#232; sveglia da ore. Inizia a camminare. </span></p><p>Ecco che parte la voce di Troye, tenera e provocante allo stesso tempo, che pi&#249; che cantare recita una sorta di <em>spoken word</em>, con un marcato accento australiano<span>: </span><em><span>she's walkin' down the street with her little thin cigarette, great smile and a cum stain on her dress. </span></em></p><p><span>Sivan, che con questo tono richiama molto lo stile di Lou Reed, si mette da parte e lascia al centro della scena la ragazza di cui canta, una sorta di </span><em><span>cool girl</span></em><span> inarrivabile, che fa la DJ, ha forse una relazione poliamorosa e che per rilassarsi litiga con gli incel su internet. </span><em><span>That girl, that girl</span></em><span>. </span></p><p><span>Il brano mi sembra un piccolo inno alla complessit&#224; dell&#8217;esperienza femminile, vista con gli occhi di un uomo gay che non si &#232; mai trovato, per </span><a href="https://pitchfork.com/reviews/tracks/troye-sivan-shes-the-best/"><span>sua stessa ammissione</span></a><span>, a suo agio negli spazi estremamente mascolini. Dunque, la protagonista del video non &#232; ridotta a un&#8217;immagine utile per compiacere lo sguardo maschile ed etero: il video sembra interessato pi&#249; alle donne come soggetti agenti. </span>Si potrebbe, certo, argomentare che, alla fine, sempre di <em>male gaze</em> si sta parlando. Ed &#232; vero. <strong>Per&#242; non &#232; uno sguardo tanto sessualizzante quanto adorante. </strong></p><p>Potremmo classificare questa canzone come synth-pop o trip-hop ma forse non &#232; questo il punto. La produzione del brano &#232; affidata a Jack Antonoff e a George Daniel dei The 1975. <span>Secondo me, la forza di </span><em><span>She&#8217;s the Best</span></em><span> sta soprattutto sul piano visivo. Sono, infatti, d&#8217;accordo con Pitchfork che definisce il cantante australiano </span><em><a href="https://pitchfork.com/reviews/tracks/troye-sivan-shes-the-best/"><span>a remarkable pop stylist&#8212;maybe even more so than an actual pop star.</span></a></em></p><p><span>Adoro che Troye si mostri in </span><em><span>drag</span></em><span>, come gi&#224; aveva fatto in </span><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZhGl8McrOHo"><span>One of Your Girls</span></a><span>, con un&#8217;estetica che richiama le grandi icone della musica contemporanea. &#200; poi particolarmente riuscito il momento in cui i due protagonisti del video ballano in modo sensuale, delicato, quasi vulnerabile. Quando riparte il ritmo nel </span><em><span>bridge</span></em><span> (cantato insieme a Charli xcx) abbiamo la sensazione che tutto sia tornato al suo posto: vediamo un montaggio di varie scene prese da una </span><em><span>ballroom</span></em><span> e, sul finale, Sasha Colby che cammina per la strada come una diva. </span><em><span>She's the best. </span></em></p><p><span>Questa non &#232; necessariamente la canzone migliore della discografia di Troye Sivan, ma ha avuto il merito di destare la mia attenzione e sono curiosa di sentire il nuovo album. Nell&#8217;attesa, vi consiglio di recuperare: </span><em><span>Something to Give Each Other</span></em><span> (2023). </span></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-07d?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-07d?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><h2><strong>4. Leggere o rileggere? Riflessioni su I Buddenbrook e Ferito a morte - Ilenia Zodiaco </strong></h2><iframe class="spotify-wrap podcast" data-attrs="{&quot;image&quot;:&quot;https://i.scdn.co/image/ab6765630000ba8a690a729089108d72d678fde0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Leggere o rileggere? Riflessioni su I Buddenbrook e Ferito a morte&quot;,&quot;subtitle&quot;:&quot;Ilenia Zodiaco&quot;,&quot;description&quot;:&quot;Episode&quot;,&quot;url&quot;:&quot;https://open.spotify.com/episode/5wp5z40ql6z7zTCP6iPmbZ&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;noScroll&quot;:false}" src="https://open.spotify.com/embed/episode/5wp5z40ql6z7zTCP6iPmbZ" frameborder="0" gesture="media" allowfullscreen="true" allow="encrypted-media" loading="lazy" data-component-name="Spotify2ToDOM"></iframe><p>Tra giugno e luglio ho letto i <em>Buddenbrook</em> (1900) di Thomas Mann. Ammetto che queste 700 pagine, in alcuni momenti, mi sono sembrate dei macigni. Per&#242; la lettura, &#232; innegabile, richiede anche un certo grado di disciplina e soprattutto <a href="/__u/substack.com/@johnpaulbrammer/p-201311013">attenzione</a>. Chi vi dice il contrario sta mentendo. Quindi, nonostante la fatica, sono arrivata alla fine contenta. Il libro mi &#232; piaciuto ma non lo rileggerei di certo, almeno non nell&#8217;immediato. </p><p>La verit&#224; &#232; che ho sempre creduto che non mi piacesse ritornare su strade che avevo gi&#224; percorso. La ragione &#232; banale: ho cos&#236; poco tempo da dedicare alla lettura che scegliere qualcosa di gi&#224; conosciuto mi sembrava una perdita di tempo. Come diceva Don Draper? <em>New is always better</em>. </p><p>Quest&#8217;estate per&#242;, sar&#224; anche l&#8217;avanzare dell&#8217;et&#224;, mi sono ritrovata pi&#249; volte a imbattermi in testi che avevo gi&#224; incontrato. Ci sono stati momenti in cui avevo proprio voglia di andare a rivedere le frasi che avevo evidenziato per capire se, ad un nuovo sguardo, mi colpissero ancora nello stesso modo. Nella maggior parte dei casi &#232; stato cos&#236;. Altre volte mi sono messa a sottolineare passaggi che avevo precedentemente tralasciato, riscoprendo nuovi significati e trovando nuove connessioni. Stavo quindi involontariamente facendo quello che Giorgio Manganelli descriveva cos&#236;:</p><p><em>Il rileggere &#232; questa alleanza discorde: insieme ritrovare, riconoscere e scoprire; trovare ci&#242; che la lettura precedente, o anche pi&#249; letture, non ci aveva rivelato.</em></p><p><em>- </em>G. Manganelli, Il rumore sottile della prosa, Adelphi, Milano, 1994</p><p><strong>Forse quello che mi ha davvero colpito &#232; stata la consapevolezza che, quando approcciamo un libro gi&#224; conosciuto, questo non &#232; mai davvero lo stesso.</strong> L&#8217;<em>operazione di ritorno </em>mi &#232; pi&#249; semplice con i libri che con i film: forse leggere richiede un livello di attenzione pi&#249; alto e lascia meno spazio alla noia. In ogni caso, mi sto muovendo su un territorio nuovo, magari tra sei mesi vi far&#242; la lista delle pellicole che ho rivisto. </p><p>Ed &#232; cos&#236; che, in un giorno di afa, mentre ero intenta a fare le valige, alla ricerca di contenuti audio che parlassero de <em>I Buddenbrook</em>, mi sono imbattuta in questa puntata di <em><a href="https://open.spotify.com/show/41ga14gX7p14dnK9vwvWP5?si=4a561981321c485f">Inside Books</a></em> di Ilenia Zodiaco. Nel podcast lei racconta il suo rapporto con la rilettura e devo dire che, sebbene spesso non siamo sulla stessa lunghezza d&#8217;onda, in questo caso penso abbia brillantemente illustrato l&#8217;importanza di questa pratica. </p><p>In fondo, in un mondo che ci impone di essere veloci anche nella lettura, che ci assegna obiettivi numerici e propone <em>reading challenge</em> (che orrore!) anche quando vorremmo semplicemente spendere un po&#8217; di tempo con noi stessi, forse dovremmo concederci il lusso <em>del ritorno</em>. Non per perdere tempo, ma per scoprire qualcosa su di noi. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-07d?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-07d?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><h2><strong>5. Club Chalamet Founder Simone Cromer Allegedly Assaulted Outside &#8216;Heated Rivarly&#8217; Star&#8217;s Paris Hotel - <a href="https://www.complex.com/pop-culture/a/complexstaff3/club-chalamet-founder-simone-cromer-jumped">Complex</a> </strong></h2><p>Poche cose mi hanno fatto divertito (e fatto riflettere) questa estate quanto la rissa tra Club Chalamet - oggi Storrie Glorrie - e un&#8217;altra fan di Connor Storrie. Avete capito gi&#224; dalle passate newsletter che passo troppo tempo su internet e, in generale, su Twitter e questo, nel bene e nel male, mi d&#224; accesso ad un sacco di informazioni di cui il mio cervello potrebbe benissimo fare a meno. </p><p>Quindi partiamo dal principio: chi &#232; Miss Club Chalamet (permettetemi di identificarla con il nickname che l&#8217;ha resa popolare)? Il suo nome &#232; Simone Cromer e negli anni &#232; diventata <em>internet-famous</em> prima come fan di Michael Fassbender e poi di Timoth&#233;e Chalamet. Non sto scherzando: forse gi&#224; la storia fa ridere cos&#236;. I suoi tweet stralunati (e, in alcune istanze, offensivi) sono diventati talmente virali che si &#232; guadagnata nel 2025 un profilo sul <em><a href="https://www.wsj.com/style/fashion/club-chalamet-timothee-chalamet-simone-cromer-kylie-jenner-b189dad4?eafs_enabled=false">Wall Street Journal</a></em>.</p><p>Cromer &#8212; una donna di quasi sessant&#8217;anni che fino a quel momento aveva limitato la sua attivit&#224; di fandom a presenziare a tutti gli eventi pubblici degli attori che seguiva&#8212; <a href="https://www.nytimes.com/2026/03/19/style/timothee-chalamet-fans-club.html">ha notoriamente preso le distanze da Chalamet</a> nell&#8217;ultimo anno. Una delle cause &#232; stata certamente la relazione dell&#8217;attore con Kylie Jenner e il <em>backlash</em> dovuto all&#8217;eccessiva campagna Oscar per <em>Marty Supreme </em>(ne ho parlato <a href="/__u/francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-98d">qui</a>). </p><p>Quindi, siccome non poteva restare ferma senza diventare la <em>stan</em> &#8212; termine derivato dall&#8217;omonima canzone di Eminem e Dido &#8212; di qualche altro malcapitato, ha deciso di rivolgere le sue attenzioni verso Connor Storrie, attore diventato famoso nell&#8217;ultimo anno per aver interpretato il giocatore di hockey Ilya Rozanov in <em>Heated Rivalry</em>. </p><p>Quello che Club forse non aveva messo in conto, per&#242;, &#232; che il fandom di <em>Heated Rivalry</em> &#232; composto da soggetti decisamente fuori di testa. Lo so perch&#233;, da mesi, i tweet dei fan della serie sono diventati il mio <em>guilty pleasure</em>. Personalmente non ho mai visto un livello di ossessione come quello che suscitano Connor Storrie e l&#8217;altro protagonista della serie, Hudson Williams. </p><p>Il termine <em>parasociale </em>&#232; entrato ormai nel lessico comune e, sebbene sia nato a met&#224; degli anni Cinquanta, oggi &#232; tornato in voga grazie ai social media e al legame affettivo unilaterale che gli utenti sviluppano nei confronti di un personaggio pubblico. Probabilmente il livello di parasocialit&#224; di alcuni <em>stan account</em> &#232; paragonabile solo a quello che, in passato, sono riusciti a smuovere le band K-pop o gli One Direction.</p><p>Quello che mi piacerebbe capire &#232;: cosa ha generato questo livello di follia collettiva che ha portato molti addirittura a convincersi che Storrie e Williams abbiano una relazione segreta, proprio come nella serie? &#200; vero, le interviste degli <em>HudCon</em> &#8212; portmanteau creato dai fan &#8212; smuovono qualcosa, anche perch&#233; si vede che tra i due c&#8217;&#232; un certo grado di affetto. Per&#242; c&#8217;&#232; un limite all&#8217;RPF, ossia la <em>Real Person Fiction</em>: la pratica di costruire storie di fantasia intorno a persone reali. </p><div class="twitter-embed" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://x.com/BuzzingPop/status/2051827256306159666?s=20&quot;,&quot;full_text&quot;:&quot;Hudson Williams and Connor Storrie share sweet moment at the Met Gala. &quot;,&quot;username&quot;:&quot;BuzzingPop&quot;,&quot;name&quot;:&quot;Buzzing Pop&quot;,&quot;profile_image_url&quot;:&quot;https://pbs.substack.com/profile_images/1482519386829340681/68Il6Wnp_normal.jpg&quot;,&quot;date&quot;:&quot;2026-05-06T00:51:53.000Z&quot;,&quot;photos&quot;:[{&quot;link_url&quot;:&quot;https://t.co/qldEudsx9h&quot;,&quot;img_url&quot;:&quot;https://pbs.substack.com/media/HHmOBAqXEAc_IOk.jpg&quot;}],&quot;quoted_tweet&quot;:{},&quot;reply_count&quot;:21,&quot;retweet_count&quot;:595,&quot;like_count&quot;:9464,&quot;impression_count&quot;:66696,&quot;expanded_url&quot;:null,&quot;video_url&quot;:null,&quot;video_preview_media_key&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true}" data-component-name="Twitter2ToDOM"></div><p>I video promozionali come quelli in cui le celebrities leggono i <em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Q_fDKg8iBZM">thirst tweets</a></em> dei fan o fanno dei test per conoscere il loro livello di amicizia mi divertono, ma mi spingono anche a chiedermi: <strong>perch&#233; le relazioni parasociali sono diventate una leva di marketing? </strong>Fin dove si pu&#242; spingere il<em> fan service</em>? Ma soprattutto, perch&#233; abbiamo bisogno di sapere che le storie che vediamo sullo schermo poi continuino anche nella vita reale? Dovremmo iniziare a considerare questa necessit&#224; perenne di voler vivere nelle favole come un altro <em>recession indicator</em>.  </p><p>Tornando a Simone Cromer, come raccontato dall&#8217;articolo di Complex Magazine, questa estate la donna si trovava <em>casualmente</em> proprio fuori dall&#8217;hotel parigino di Storrie, arrivato nella capitale francese per la Fashion Week. Nell&#8217;attesa che l&#8217;attore uscisse per dirigersi alla sfilata di Saint Laurent, alcuni fan hanno riconosciuto Club Chalamet. Cromer <a href="/__u/louispisano.substack.com/p/club-chalamet-got-into-a-fight-at?utm_source=%2Finbox&amp;utm_medium=reader2">ha raccontato di essere stata attaccata e insultata da un&#8217;altra persona del fandom</a>, @mikadontyoudare. Quest&#8217;ultima, sempre su Twitter, ha dato una versione completamente diversa dei fatti, sostenendo di aver cercato di impedire alla &#8220;nota stalker&#8221; di infastidire l&#8217;attore e affermando che la security avrebbe testimoniato in suo favore.</p><p>Riassumendo: <em>crazy on crazy crime</em>. Cio&#232; qui mi sembra che non si possa salvare nessuno dei soggetti coinvolti nella vicenda. Andando oltre le note problematicit&#224; di Club Chalamet, dovremmo forse pensare che mikadontyoudare sia migliore? In fondo, erano nello stesso posto, allo stesso momento, a cercare lo stesso tipo di esperienza. </p><p>Questa vicenda mi ha fatto ricordare quando, qualche tempo fa, una persona che ho conosciuto ha raccontato con la massima naturalezza che, al Festival del cinema di Venezia dello scorso anno, si era appostato non so dove per aspettare Julia Roberts.</p><p>Quanto siamo disposti a invadere la vita di una persona solo perch&#233; celebre?</p><p>Ben inteso, anche io se dovessi incontrare qualcuno di veramente famoso per strada mi emozionerei, ma la cosa finisce l&#236;. Non c&#8217;&#232; nessuna ragione valida per prolungare quel momento. Non abbiamo bisogno dell&#8217;ennesima foto da tenere nel telefono o di un autografo che finir&#224; in fondo a qualche cassetto. </p><p>A proposito: sapete che esistono dei cacciatori professionisti di autografi? Cio&#232;, ci sono persone che inseguono le celebrit&#224; ovunque per farsi firmare oggetti solo per poi rivenderli. Proprio uno di questi, sempre a Parigi e qualche settimana dopo l&#8217;incidente con Club Chalamet, <a href="https://www.complex.com/pop-culture/a/bernadette-giacomazzo/hudson-williams-paris-meltdown-autograph-heated-rivalry?utm_source=chatgpt.com">ha inseguito Hudson Williams</a> fino al punto che l&#8217;attore, esasperato, ha provato a dare fuoco ai fogli che lo stalker gli aveva messo davanti. Vi invito a recuperare il video. </p><p>Insomma, noi siamo depressi per il rientro al lavoro, ma dopo tutto, anche stare sotto i riflettori, con stalker e cacciatori di autografi al seguito, non sembra poi cos&#236; divertente. </p><p>Forse questa &#232; l&#8217;unica occasione in cui mi sentirete difendere dei ricchi e famosi. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-07d/comments&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Lascia un commento&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-07d/comments"><span>Lascia un commento</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Le cose che avrei voluto consigliarti, nonostante tutto il resto]]></title><description><![CDATA[Agosto, 2026]]></description><link>https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-98d</link><guid isPermaLink="false">https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-98d</guid><dc:creator><![CDATA[_fra.nce.sca]]></dc:creator><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 06:00:43 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!ohJP!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd2cb6a9d-8997-466d-8db2-429ab702aeda_3764x3100.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!ohJP!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd2cb6a9d-8997-466d-8db2-429ab702aeda_3764x3100.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!ohJP!, /__u/francesca198.substack.com/w_424, /__u/francesca198.substack.com/c_limit, /__u/francesca198.substack.com/f_webp, /__u/francesca198.substack.com/q_auto:good, /__u/francesca198.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd2cb6a9d-8997-466d-8db2-429ab702aeda_3764x3100.jpeg 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!ohJP!, /__u/francesca198.substack.com/w_848, /__u/francesca198.substack.com/c_limit, /__u/francesca198.substack.com/f_webp, /__u/francesca198.substack.com/q_auto:good, /__u/francesca198.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd2cb6a9d-8997-466d-8db2-429ab702aeda_3764x3100.jpeg 848w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!ohJP!, /__u/francesca198.substack.com/w_1272, /__u/francesca198.substack.com/c_limit, /__u/francesca198.substack.com/f_webp, 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Sono la persona pi&#249; performativa del mondo.</em></p><p>Non per gli oggetti in s&#233;, ma perch&#233; non riesco pi&#249; a guardarli senza immaginare lo sguardo di qualcun altro. Il mio genitore interiore &#8211; espressione che ho imparato, mio malgrado, in terapia &#8211; mi giudica senza sosta.</p><p>Eppure, per essere una persona alla continua ricerca di qualcosa di nuovo e unico, certe volte guardo con genuina invidia chi apparentemente non si fa tanti problemi, ignorando la nozione di <em>imbarazzo sociale</em>. </p><p>Che libert&#224; devono provare quelli che non hanno paura di mostrare il proprio sforzo nel creare contenuti ad uso e consumo del proprio pubblico. </p><p>Beati voi che non avete quella voce interiore che urla: CRINGEEEEEEE! </p><p>Ma &#232; davvero cos&#236;? Queste persone esistono veramente o sono una mia proiezione? </p><p>Ho trovato questa frase che sintetizza perfettamente il problema: &#8220;We get told over and over again how to think, act, and behave by social media, and we are terrified of stepping out of line.<a href="/__u/substack.com/home/post/p-174514248"> </a><strong><a href="/__u/substack.com/home/post/p-174514248">It&#8217;s almost like high school all over again.</a></strong>&#8221;</p><p>Col senno di poi, credo che tutto ci&#242; abbia molto a che fare con un'immagine che avevo studiato all'universit&#224;: il <em>Panopticon</em>, ossia una prigione progettata in modo tale che ogni detenuto possa essere osservato in qualsiasi momento, senza sapere se qualcuno lo stia davvero guardando. Il risultato &#232; semplice: finisci per sorvegliarti da solo. </p><p>L&#8217;avvento dei social media ha reso permanente questa idea di <strong>iper visibilit&#224;</strong> e <strong>sorveglianza</strong>, alimentando un sistema che rende le nostre identit&#224; sempre pi&#249; instabili, proprio perch&#233; continuamente sottoposte allo sguardo altrui. Tratteniamo le parti meno presentabili di noi stessi per adempiere al ruolo che ci siamo ascritti. I vestiti che indossiamo, i libri che leggiamo e ci&#242; che decidiamo di postare o non postare sui social sono il risultato di una continua e curatissima <em>drammatizzazione</em> del s&#233;.</p><p>Come sottolinea Jia Tolentino, nel suo libro del 2019, <em>Trick Mirror</em>, anche se su internet stiamo diventando sempre pi&#249; tristi e brutti, continuiamo ad essere abbagliati dal miraggio di un <em>Io</em> migliore in continua costruzione. Internet non si limita a ospitare le nostre performance, le incentiva. Nella vita reale puoi potenzialmente sfuggire a questo giogo, ma online ogni volta che comunichi aggiungi un tassello alla tua <em>brand identity</em>. </p><p>Qual &#232; stata la mia risposta a tutto ci&#242;? Negli ultimi due anni, alla ricerca di una mia presunta libert&#224; e autenticit&#224;, ho iniziato a ritirarmi progressivamente dai social. Su Twitter non scrivo praticamente pi&#249; nulla, ho cancellato tutte le foto da Instagram, ho disattivato il profilo Facebook e su TikTok mi guardo bene dal postare contenuti. Anche le mie tracce su piattaforme abbastanza innocue come Goodreads e Letterboxd sono precluse allo sguardo degli altri. In fin dei conti volevo solo smettere di chiedermi una cosa:</p><p><em>Sto condividendo questo perch&#233; mi rende felice o perch&#233; voglio sembrare una certa persona?</em></p><p>Negli anni ho sviluppato quello che ormai chiamo <strong>un complesso di autenticit&#224;</strong>, del resto sono una <em>overthinker </em>che ha studiato Comunicazione.</p><p>Se infatti l&#8217;obiettivo manifesto era quello di essere pi&#249; presente a me stessa, in modo latente per&#242; &#232; evidente che questo atteggiamento da &#8220;eremita social&#8221; non &#232; altro che l&#8217;ennesima maschera. Il problema non &#232; essere osservati, &#232; che abbiamo imparato a guardarci con gli occhi degli altri. Dunque, come avrebbe detto Goffman, la vita quotidiana &#232; irrimediabilmente diventata un&#8217;<em>eterna rappresentazione</em>. </p><p><strong>Se niente &#232; performance, tutto &#232; performance. </strong></p><p>Guy Debord, in <em>La Soci&#233;t&#233; du Spectacle</em> (1967) scriveva: &#8220;Tutta la vita delle societ&#224; nelle quali predominano le condizioni moderne di produzione si presenta come un&#8217;immensa accumulazione di <em>spettacoli.&#8221; </em>Il punto, dunque, &#232; proprio questo: non si pu&#242; fuggire dallo show. Non possiamo non interpretare un qualche tipo di ruolo senza metterlo in scena per un pubblico, che sia offline o online. Mercifichiamo il nostro s&#233; anche quando modelliamo il nostro personaggio sull&#8217;<em>assenza</em>. Siamo perennemente di fronte a un&#8217;audience invisibile, anche nella solitudine di casa nostra. </p><p>Esiste una soluzione? &#200; possibile tornare ad una qualche forma di<em> autenticit&#224;</em>? La risposta &#232; no. La cosa pi&#249; rivoluzionaria che puoi fare oggi allora &#232; accettare che ti stai impegnando. Il vero lusso non &#232; essere autentici ma &#232; non vergognarsi della propria performance.</p><p>La prossima volta che comprer&#242; dei libri Adelphi o che decider&#242; di scrivere qui su Substack continuer&#242; a sentirmi un po&#8217; ridicola, certo. </p><p>Ma almeno sapr&#242; che non &#232; quello il problema.</p><ol><li><p><em><strong>Camera</strong></em> - <em>Charli xcx</em></p></li></ol><iframe class="spotify-wrap" data-attrs="{&quot;image&quot;:&quot;https://i.scdn.co/image/ab67616d0000b273238e2ff91714a8db91b8a64d&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Camera&quot;,&quot;subtitle&quot;:&quot;Charli xcx&quot;,&quot;description&quot;:&quot;&quot;,&quot;url&quot;:&quot;https://open.spotify.com/track/5Fdj0DtH4ZhymltyN5xEv2&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;noScroll&quot;:false}" src="https://open.spotify.com/embed/track/5Fdj0DtH4ZhymltyN5xEv2" frameborder="0" gesture="media" allowfullscreen="true" allow="encrypted-media" loading="lazy" data-component-name="Spotify2ToDOM"></iframe><p><em>And maybe I&#8217;ll fall on my face and humiliate myself but maybe I&#8217;ll do something really powerful, and if you don&#8217;t try, you never know.</em></p><p><em>- </em><a href="https://www.vogue.co.uk/article/charli-xcx-british-vogue-interview">Charli xcx </a></p><p>Qualche giorno fa &#232; uscito <em>Music, Fashion, Film </em>di Charli xcx. Dopo il successo di <em>Brat </em>(2024) e <em>Wuthering Heights</em> (2026), molti si aspettavano un disco diverso, anche io lo ammetto. Forse per&#242; &#232; proprio questo il punto. Una delle cose pi&#249; interessanti di Charli xcx come pop star &#232; che sembra sostenere la possibilit&#224; di smettere di identificarsi con una versione fissa di s&#233;.</p><p>Charli &#232; una che, come Madonna, ama reinventarsi e demolire continuamente la propria immagine. Dunque non dovremmo troppo stupirci. Il bello di essere una celebrit&#224; &#232; anche questo: poter interpretare continuamente un nuovo personaggio. Ma se alcuni preferiscono fingere una certo grado di <em>relatability </em>con il pubblico, non mi sembra che questa sia la scelta di Charli che in qualche modo predilige il conflitto e sembra addirittura cercarlo.</p><p>In un articolo scritto nel 2025 su<a href="/__u/itscharlibb.substack.com/p/the-realities-of-being-a-pop-star"> Substack</a>, l&#8217;artista inglese ha dichiarato che essere una popstar &#232; sempre stata una questione legata alla fantasia del consumatore. Ma che succede se quella fantasia alla lunga diventa una prigione? Cosa succede se il soggetto sceglie attivamente di cambiare, di non farsi etichettare come qualcosa di impermeabile al passaggio del tempo? La nuova maschera pu&#242; essere liberatoria? </p><p>Se assumiamo questo punto di vista possiamo comprendere meglio il contesto in cui &#232; stato pensato <em>Camera</em>, uno dei brani che hanno lanciato l&#8217;album. In questa canzone, dai toni esistenzialisti, infatti, Charli, un po&#8217; come aveva fatto con <em>Sympathy is a knife </em>(2024) confessa le sue insicurezze. La sua necessit&#224; di cambiamento passa attraverso la paura di lanciarsi nel cinema come attrice e l&#8217;ansia di non essere all&#8217;altezza delle aspettative. La risposta, forse, &#232; gi&#224; contenuta in questi versi:</p><p><em>I don&#8217;t feel embarrassed even if I suck<br>I&#8217;m always craving an experience that feels dangerous<br>And maybe this is it, maybe it&#8217;s what I need<br>&#8216;Cause it&#8217;s the only way to feel like I&#8217;m not actually me. </em></p><p>Il <a href="https://youtu.be/eO3zsYsDnbI?si=LtTZNq-9n5HZKwYa">videoclip</a> della canzone, diretto da Aidan Zamiri, &#232; un piano sequenza in bianco e nero, dove un attore (Vincent Cassel) sta girando una scena per un film ambientato nel deserto. Anche sul piano visivo sembra che Charli voglia suggerirci la volont&#224; di <a href="https://www.wmagazine.com/fashion/charli-xcx-camera-video-fashion?utm_source=chatgpt.com">riprendere un certo controllo sulla sua immagine</a>. Lei, infatti, appare solo a met&#224; del video, nel ruolo della regista, annunciando cos&#236; una nuova metamorfosi. </p><p><em>Camera</em> dunque non racconta la paura di fallire, ma quella di cambiare. Forse il nostro errore &#232; continuare a confondere le due cose.</p><ol start="2"><li><p><em><strong>Marty Supreme</strong></em><strong> </strong>- Josh Safdie</p></li></ol><div id="youtube2-nEZq1gcyoD0" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;nEZq1gcyoD0&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/nEZq1gcyoD0?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Voglio fare con voi un ragionamento controintuitivo: seguitemi. Come ho detto, la mia risposta all&#8217;eccesso di <em>drammatizzazione</em> del contesto digitale &#232; stata la sottrazione: sparire progressivamente. A ben vedere, per&#242;, questa non &#232; altro che una forma di protezione dal<strong> fallimento</strong>. </p><p>E se essere <em>cool</em> non significasse altro che essere <strong>bloccati</strong>? </p><p>Siamo condizionati a credere che se non raggiungiamo un certo grado di perfezione dobbiamo provare vergogna. Non a caso, oggi tutto ci sembra improvvisamente <em>cringe</em>: l&#8217;entusiasmo, l&#8217;ambizione, perfino il desiderio di raccontarsi.</p><p>Perch&#233; tenerci &#232; diventato imbarazzante? </p><p>A queste domande non ho una risposta definitiva. Per ora l&#8217;unica cosa che posso fare &#232; consigliarvi di guardare <em>Marty Supreme</em> (Safdie; 2025), un film che sembra suggerire una possibilit&#224; quasi impensabile: rischiare e perfino fallire potrebbero essere gesti pi&#249; sovversivi del continuare a tutelarsi.</p><p>Il protagonista, interpretato da Timoth&#233;e Chalamet, infatti, &#232; un giocatore di ping pong che sceglie quasi patologicamente la via dell'eccesso. L'idea su cui si sviluppa la pellicola &#232; che valga ancora la pena esporsi, anche a costo di una trionfale sconfitta. &#200; difficile non odiarlo, ma Marty Mauser fa da specchio a un desiderio che abbiamo finito per reprimere: quello di provarci senza la garanzia di riuscirci.</p><p>Ed &#232; curioso che questa intuizione non appartenga soltanto a <em>Marty Supreme</em>. Insisto su questo punto anche perch&#233; mi sembra che si stia delineando una controtendenza: la cultura &#8212; e perfino il marketing &#8212; stanno rivalutando lo sforzo, l'<em>effort</em>, rendendolo sempre pi&#249; visibile. Probabilmente, anche il crescente uso dell&#8217;intelligenza artificiale sta contribuendo a questa inversione, facendo tornare di nuovo attraente tutto ci&#242; che porta con s&#233; le tracce dell&#8217;ingegno umano.</p><p>Cosa succede quando smettiamo di vergognarci del fatto che ci stiamo impegnando? </p><p>Allora dico: <em>dream big</em>. Per una volta, il veleno &#232; diventato la cura.</p><ol start="3"><li><p><em><strong>Intervista col vampiro - </strong></em>Rolin Jones </p></li></ol><p><em>Take a Black man in America. Make him a vampire. Fuck with that vampire and see what comes of it. </em></p><p>Lo scorso anno, presa dalla noia e dalla calura estiva, ho iniziato <em>Intervista col Vampiro</em>. Ho guardato tutta la prima stagione e poi, per qualche ragione, mi sono persa. Non sono pi&#249; andata avanti.</p><p>Qualche mese fa ho deciso di riprendere la serie e mi sono resa conto di averla sottovalutata alla prima visione. <em>Intervista col vampiro</em> ha, infatti, il pregio di aver elevato e aggiornato il materiale scritto da Anne Rice (1973), molto pi&#249; di quanto abbia fatto il film degli anni Novanta con Tom Cruise e Brad Pitt. </p><p>Andando oltre gli aspetti pi&#249; <em>yaoi</em> della storia, quello che fa abilmente la serie &#232; - almeno nei due capitoli iniziali - mettere al centro del racconto l&#8217;autoanalisi compiuta dal vampiro Louis de Pointe du Lac (Jacob Anderson). Attraverso l&#8217;escamotage del racconto autobiografico, il protagonista riflette sul suo passato. In questo contesto, per&#242;, il concetto di <em>verit&#224; storica</em> cos&#236; come quello di <em>identit&#224;</em> non &#232; mai qualcosa di assoluto o definitivo.  </p><p>Louis non &#232; un narratore affidabile. Vive in uno stato di continua frattura del s&#233; e questo si riflette inevitabilmente anche nel modo in cui racconta la propria vita, autoassolvendosi. A fargli da contraltare c&#8217;&#232; Daniel Malloy (Eric Bogosian), il giornalista incaricato di scriverne la biografia, che assume quasi il ruolo di giudice inquisitore, riportando continuamente il suo racconto sul piano della realt&#224;. Ed &#232; significativo che tutta la serie sia costruita attorno a un&#8217;intervista: <em>un&#8217;esplorazione dell&#8217;odissea della reminiscenza</em>. </p><div id="tiktok-iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40empiricallynotgood%2Fvideo%2F7646170536149650718&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd" class="tiktok-wrap outer" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.tiktok.com/@empiricallynotgood/video/7646170536149650718&quot;,&quot;title&quot;:&quot;episode 1x01: in throes of increasing wonder || my love letter to the cinematography and set design that makes this show so special. you can really feel the care that went into making it &#8226; tags: #iwtv #iwtvamc #iwtvedit #interviewwiththevampire #interviewwiththevampireedit &quot;,&quot;thumbnail_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/d32ecd14-668d-4267-83cc-b4313a542fa6_1920x1080.jpeg&quot;,&quot;author&quot;:&quot;empi &#9825;&quot;,&quot;embed_url&quot;:&quot;https://iframely.net/api/iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40empiricallynotgood%2Fvideo%2F7646170536149650718&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd&quot;,&quot;author_url&quot;:&quot;https://www.tiktok.com/@empiricallynotgood&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:true}" data-component-name="TikTokCreateTikTokEmbed"><iframe id="iframe-tiktok-iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40empiricallynotgood%2Fvideo%2F7646170536149650718&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd" class="tiktok-iframe" src="https://iframely.net/api/iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40empiricallynotgood%2Fvideo%2F7646170536149650718&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; encrypted-media" allowfullscreen="" scrolling="no" loading="lazy"></iframe><iframe src="https://team-hosted-public.s3.amazonaws.com/set-then-check-cookie.html" id="third-party-iframe-tiktok-iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40empiricallynotgood%2Fvideo%2F7646170536149650718&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd" class="third-party-cookie-check-iframe" style="display: none;" loading="lazy"></iframe><div class="tiktok-wrap static" data-component-name="TikTokCreateStaticTikTokEmbed"><a href="https://www.tiktok.com/@empiricallynotgood/video/7646170536149650718" target="_blank"><img class="tiktok thumbnail" src="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!MgX8!,w_640,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd32ecd14-668d-4267-83cc-b4313a542fa6_1920x1080.jpeg" style="background-image: url(/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!MgX8!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd32ecd14-668d-4267-83cc-b4313a542fa6_1920x1080.jpeg);" loading="lazy"></a><div class="content"><a class="author" href="https://www.tiktok.com/@empiricallynotgood" target="_blank">@empiricallynotgood</a><a class="title" href="https://www.tiktok.com/@empiricallynotgood/video/7646170536149650718" target="_blank">episode 1x01: in throes of increasing wonder || my love letter to the cinematography and set design that makes this show so special. you can really feel the care that went into making it &#8226; tags: #iwtv #iwtvamc #iwtvedit #interviewwiththevampire #interviewwiththevampireedit </a></div></div><div class="fallback-failure" id="fallback-failure-tiktok-iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40empiricallynotgood%2Fvideo%2F7646170536149650718&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd"><div class="error-content"><img class="error-icon" src="/__u/substackcdn.com//img/alert-circle.svg" loading="lazy">Tiktok failed to load.<br><br>Enable 3rd party cookies or use another browser</div></div></div><p>Chi per&#242; riesce davvero a vedere al di l&#224; delle apparenze e senza giudizio morale &#232; Lestat de Lioncourt (Sam Reid), il vampiro che lo ha trasformato. Questo &#232; uno dei pochi personaggi che non legge Louis attraverso le etichette con cui lui stesso ha imparato a definirsi e a odiarsi: il colore della pelle, la sessualit&#224;, la religione cattolica. </p><p>Lestat, pur essendo pieno di difetti, &#232; l&#8217;unico personaggio che non lo guarda mai attraverso quelle categorie. Lo desidera senza pretendere che sia qualcun altro., ed &#232; questo che rende il loro rapporto cos&#236; potente e, allo stesso tempo, cos&#236; tossico.</p><p>Quello che mi colpisce &#232; che, alla fine, entrambi arrivano alla stessa conclusione: affrontare il fallimento rendendolo <strong>visibile</strong>. </p><p>Qual &#232; l&#8217;unica via di salvezza in questo universo? L&#8217;amore, come forza capace di spingerci, finalmente, a mostrarci per quello che siamo. Vi sembra banale? Forse lo &#232;, ma allo stesso tempo &#232; la cosa pi&#249; rivoluzionaria del mondo. </p><ol start="4"><li><p><em><strong>The City (Cover) (Live on The 1975's At Their Very Best Tour)</strong></em><strong> - Taylor Swift</strong></p></li></ol><div id="youtube2-PnBc2MdxnuI" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;PnBc2MdxnuI&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/PnBc2MdxnuI?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>A poche settimane dai matrimoni di Taylor Swift e Matty Healy con i rispettivi partner, mi &#232; capitato di rivedere questo spezzone di concerto del 2023 e mi sono resa conto che &#232; una<em> capsula del tempo</em>. Questi pochi minuti sono la cristallizzazione di un immaginario<strong> </strong>che tra il 2012 e il 2014 si &#232; sedimentato nelle nostre menti millennial, perennemente online.</p><p>Dentro il video ci sono gi&#224; tutti gli elementi della storia tra Taylor e Matty: lo <em>yearning</em>, il gioco di rimandi e soprattutto la nostalgia per un&#8217;epoca di internet che non c&#8217;&#232; pi&#249; che li ha visti protagonisti. </p><p>&#200; proprio quest&#8217;ultimo aspetto che mi interessa. Per anni il frontman dei The 1975 ha costruito un personaggio pubblico impossibile da separare dalla persona, diventando il prototipo dell&#8217;<strong><a href="https://www.merriam-webster.com/slang/performative-male">uomo performativo</a></strong>, molto pi&#249; di <a href="https://www.independent.co.uk/life-style/performative-male-trends-books-matcha-pilates-attention-b2811124.html">Jacob Elordi</a> ritratto a passeggiare <em>casualmente </em>con una Bottega Veneta e un romanzo sotto braccio. Se Elordi esibisce un<em> look</em>, Matty Healy interpretava una visione dell&#8217;esistenza.</p><p>Ed &#232; proprio questo il cuore della questione: il fascino dell&#8217;uomo performativo risiede nella capacit&#224; di trasformare il capitale culturale in <em>desiderabilit&#224;</em>.</p><p>La cosa che continua a sorprendermi &#232; questa: Taylor Swift, una popstar che ha costruito la propria immagine pubblica in modo <em>machiavellico</em>, sembra la persona meno incline a lasciarsi sedurre da un&#8217;immagine cos&#236; artificiale. Eppure non &#232; cos&#236;. </p><p>Healy, almeno nei primi anni della sua carriera, &#232; riuscito a incarnare perfettamente lo spirito dell&#8217;<em>indie sleaze</em>. Lui appartiene a quel mondo nello stesso modo in cui i Beatles appartengono agli anni Sessanta.</p><p>I 1975, Alexa Chung, Lana Del Rey, gli Arctic Monkeys, Charli xcx: tutti, in modi diversi, hanno contribuito a costruire un universo fatto di immagini lo-fi e Polaroid sgranate. Lo so perch&#233; quella specifica <em>vibe</em>, fatta di microblog su Tumblr, oggi considerati dei <a href="https://cassidysollazzo.medium.com/a-look-back-at-my-mid-2010s-tumblr-because-apparently-its-now-an-ancient-artifact-4288f9013f3a">reperti archeologici digitali</a>, &#232; stata fondamentale anche per me.</p><p>Prima dell'ascesa di Instagram, infatti, Tumblr era il luogo in cui rendevamo pi&#249; accattivante la nostra presenza online. Ci convincevamo che farsi vedere sofferenti in modo fotogenico fosse una parte fondamentale della nostra identit&#224;. Non era una vera e propria cultura ma una <em>posa culturale</em>.</p><p>Allora la domanda &#232; proprio questa: come ha fatto l&#8217;autrice di <em>All Too Well</em> dopo tanto tempo a rimanere affascinata dal poster boy della Tumblr era? Anche lei provava nostalgia per quell&#8217;epoca in cui internet sembrava ancora un luogo di possibilit&#224;?</p><p>Se non conoscete la <em>lore</em>: nella primavera del 2023, dopo dieci anni di speculazioni, la storia tra Matty e Taylor, cos&#236; pubblicizzata e cos&#236; odiata dai fan di lei, inizia e finisce nel giro di poche settimane - <em>a fortnight</em>.  </p><p>Come per&#242; spesso accade con Swift, una relazione pu&#242; terminare nella vita reale e continuare a esistere nelle canzoni. Cos&#236; nel 2024 esce <em>The Tortured Poets Department</em>. Il titolo del disco &#232; ironico e geniale proprio perch&#233; prende in giro l&#8217;archetipo del maschio performativo, rendendolo immediatamente ridicolo. </p><p>Swift canta: &#171;You&#8217;re not Dylan Thomas, I&#8217;m not Patti Smith. This ain&#8217;t the Chelsea Hotel, we&#8217;re modern idiots&#187;. In poche righe smonta l&#8217;intero immaginario romantico su cui quella fantasia si era retta per anni.</p><iframe class="spotify-wrap" data-attrs="{&quot;image&quot;:&quot;https://i.scdn.co/image/ab67616d0000b2735076e4160d018e378f488c33&quot;,&quot;title&quot;:&quot;The Tortured Poets Department&quot;,&quot;subtitle&quot;:&quot;Taylor Swift&quot;,&quot;description&quot;:&quot;&quot;,&quot;url&quot;:&quot;https://open.spotify.com/track/3NMrVbIVWT3fPXBj0rNDKG&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;noScroll&quot;:false}" src="https://open.spotify.com/embed/track/3NMrVbIVWT3fPXBj0rNDKG" frameborder="0" gesture="media" allowfullscreen="true" allow="encrypted-media" loading="lazy" data-component-name="Spotify2ToDOM"></iframe><p>Eppure credo che il disco faccia qualcosa di pi&#249; della semplice <em>character assassination </em>dell'amato che &#232; fuggito senza troppe spiegazioni.</p><p>La malinconia per il passato ha forse preso il sopravvento?</p><p>Non sarebbe stato pi&#249; sano andare semplicemente avanti? Perch&#233; se the TTPD doveva essere la morte definitiva dello stereotipo del <em>sad Tumblr boy</em>, ho paura che invece abbia finito in qualche modo per<strong> glorificarlo</strong> ulteriormente.</p><p>Quello che voglio dire &#232; che, dopo una certa et&#224;, certi immaginari si rivelano per quello che sono: <em>un trucco</em>. Non perch&#233; smettano di essere interessanti, ma perch&#233; ne diventano visibili i meccanismi.</p><p>Forse &#232; proprio per questo che quella cover continua a tornarmi in mente. Non racconta soltanto una relazione. Racconta quanto sia difficile smettere di essere nostalgici.</p><ol start="5"><li><p><em><strong>La stanza di Giovanni</strong></em> - James Baldwin </p></li></ol><p>Nei mesi passati mi &#232; capitato di leggere <em>Camere Separate</em> (1989) di Tondelli e questo libro mi ha fatto venir voglia di rileggere <em>La stanza di Giovanni </em>(1956) di James Baldwin, un testo che considero monumentale. </p><p>La prosa di Baldwin &#232; alta, lirica, ma non inaccessibile. Fa impressione pensare che questo classico, cos&#236; attuale nelle sue tematiche, sia stato scritto sul finire degli anni Cinquanta. </p><p>Sarebbe un errore ridurre, per&#242;, questo libro al racconto di una storia d&#8217;amore <em>queer</em>, perch&#233; in realt&#224; &#232; anche molto altro. La scrittura di Baldwin nasce da un'esigenza politica, ma sceglie di passare attraverso l'universalit&#224; dell'esperienza umana.</p><p>Non &#232; un caso, dunque, che l&#8217;autore scelga di raccontare la storia da una <strong>posizione maggioritaria</strong>: quella di David, un ragazzo americano bianco che, proprio come l'autore, espatria in Francia. Egli vive un dissidio interno non soltanto perch&#233; ha avuto esperienze con altri uomini, ma soprattutto perch&#233; sente di non riuscire a interpretare fino in fondo il ruolo che la societ&#224; si aspetta da lui. &#200; un personaggio che vive in costante tensione tra ci&#242; che &#232; e ci&#242; che vorrebbe essere. </p><p>David rappresenta una certa immagine mitizzata dell'uomo forte, chiamato a incarnare l'ideale della mascolinit&#224; tradizionale. Ma Baldwin, scrittore che vive in perenne stato di marginalit&#224;, rappresenta David come il prodotto di un individualismo che finisce per ridurre la complessit&#224; ad uno stereotipo che schiaccia le &#8220;alterit&#224;&#8221;. </p><p>Il personaggio di Giovanni, invece, italiano, pi&#249; povero rispetto al protagonista, ha una forza vitalistica che fa da contraltare alla spinta mortifera di David. Giovanni rappresenta in modo tragico la via di fuga. La sua stanza &#232; un luogo attraversato dal paradosso: povera, soffocante, quasi claustrofobica, eppure &#232; l'unico spazio in cui sembra ancora possibile immaginare una vita autentica, dove coltivare un sentimento che trascende i vincoli del qui e ora. </p><p>Il romanzo &#232; una riflessione sul tema della vergogna e sull&#8217;incapacit&#224; di perseguire quello che ci rende felici. Per questo David &#232; forse il personaggio performativo per eccellenza, proprio perch&#233; il suo obiettivo &#232; quello di presentarsi come <strong>il frutto dell&#8217;eccezionalismo americano</strong> senza per&#242; riuscirci. In questa ricerca malata di accettazione finisce per diventare &#8220;il cattivo&#8221; della storia, condannando s&#233; stesso e gli altri all&#8217;infelicit&#224;. </p><p><em>&#171;Vieni fuori, vieni fuori, ovunque tu sia!&#187; Io abbozzai un sorriso, sentendomi raggelato. &#171;Amalo&#187;, disse Jacques con veemenza, &#171;amalo e lascia che ti ami. Pensi che davvero qualcos'altro conti sotto il cielo?&#187;</em></p><p>- La stanza di Giovanni, p. 57 </p><p>Questo romanzo forse non sar&#224; la perfetta lettura estiva, ma &#232; un libro capace di emozionarvi e forse vi dar&#224; la forza di smettere di rincorrere l'immagine che gli altri si aspettano da voi.</p><p>Buona estate di libert&#224;. </p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Le cose che avrei voluto consigliarti, nonostante tutto il resto]]></title><description><![CDATA[Luglio, 2026]]></description><link>https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-714</link><guid isPermaLink="false">https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti-714</guid><dc:creator><![CDATA[_fra.nce.sca]]></dc:creator><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 06:02:37 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!XiXk!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F58dd1732-6b45-4d84-8911-3b4a4d487bbb_3891x5188.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!XiXk!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F58dd1732-6b45-4d84-8911-3b4a4d487bbb_3891x5188.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!XiXk!, /__u/francesca198.substack.com/w_424, /__u/francesca198.substack.com/c_limit, /__u/francesca198.substack.com/f_webp, /__u/francesca198.substack.com/q_auto:good, 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Fa caldo, &#232; estate e magari, per una sera, non ti va di leggere il romanzo che hai iniziato qualche giorno fa. L'unica cosa che vorresti fare &#232; guardare l'ennesimo episodio di un <em>teen drama</em> (storie di vita vissuta). Ti voglio tranquillizzare: va bene cos&#236;. </p><p>Ultimamente mi &#232; stato chiesto: &#8220;Franc&#233; ma perch&#233; perdi tempo con queste stronzate?&#8221; e ho buttato l&#236; la mia solita battuta: &#8220;contengo moltitudini&#8221;. Ma nonostante la banale risposta presa in prestito da Whitman, la questione ha aperto una faglia dentro di me. Ci ho riflettuto parecchio &#8211; <em>classic me</em> &#8211; ho tentato di razionalizzare, trovare una soluzione meno banale e pi&#249; complessa; paradossalmente sono arrivata a una conclusione molto semplice: la<em> <strong>leggerezza</strong></em> &#232; <em>femmina</em>. </p><p>In che senso, vi starete chiedendo? Quello che intendo far emergere &#232; un meccanismo culturale che ci porta automaticamente ad associare tutto ci&#242; che parla di emozioni e relazioni a un universo femminile e, proprio per questo, a qualcosa di minor prestigio.</p><p>Siamo convinti, o meglio ci hanno convinto, che spendere il nostro tempo con prodotti venduti come &#8220;alti&#8221; (da chi?) e marcatamente maschili elevi il nostro spirito, ma ne siamo cos&#236; sicuri? Perch&#233; nessuno direbbe mai &#8220;perch&#233; guardi <em>Breaking Bad</em>?&#8221; con lo stesso tono? Ovviamente la mia &#232; un&#8217;estremizzazione, per&#242; il problema della gerarchia culturale esiste. </p><p>Perch&#233; dovremmo sentirci in colpa se, alla soglia dei quarant'anni, continuiamo ad amare prodotti scritti, nella maggior parte dei casi, da autrici che, sotto una patina di <em><strong>leggerezza</strong></em>, ci parlano di sentimenti?</p><p>Non &#232; una questione di quote rosa. Chiedete a qualcuno: "Qual &#232; l'ultimo libro scritto da una donna che hai letto?" La risposta probabilmente vi far&#224; riflettere. Non dovrebbe dunque sorprenderci pi&#249; di tanto che, in fatto di libri, in generale gli uomini non leggano pi&#249; romanzi, una forma letteraria che sembra sopravvivere solo grazie alla componente femminile della societ&#224;. &#8220;<a href="https://www.theguardian.com/books/2005/sep/20/fiction.features11">When women stop reading, the novel will be dead</a>&#8221;, scrive Ian McEwan. </p><p>Questo mi porta a pensare che molto spesso abbiamo paura di entrare in contatto con il nostro lato pi&#249; connesso alla sfera dei sentimenti. Siamo stati istruiti a credere che &#8220;sentimentale&#8221; equivalga a &#8220;frivolo&#8221; ma non &#232; cos&#236; e tutto questo ci sta portando, come societ&#224;, verso una fase di <a href="https://www.rivistastudio.com/maschi-romanzi-crisi/">regressione emotiva</a>.  </p><p>Forse dovremmo imparare ad assolverci per i nostri gusti, aprirci, essere meno snob nei nostri giudizi. </p><p>Per una sera ti va di guardare il grande <em>feuilleton</em> di Canale 5 chiamato <em>Temptation Island</em>? Fallo. Nessuno ti giudicher&#224;. </p><p>Perdonati. </p><ol><li><p><em><strong>Didion and Babitz</strong></em><strong> - Lili Anolik, Simon &amp; Schuster, 2024</strong></p></li></ol><p><em>Gossip has always been considered tsk tsk. Only how are people like me&#8212;women they&#8217;re called&#8212;supposed to understand things if we can&#8217;t get in the V.I.P. room? And anyway, I can&#8217;t stand meetings. I&#8217;d much rather figure things out from gossip. </em></p><p>-Eva Babitz</p><p>Sono sempre alla ricerca ossessiva di &#8220;storie croccanti&#8221;. Amo spettegolare perch&#233; alla fine dei conti il gossip non &#232; altro che un&#8217;altra narrazione a cui appassionarsi. Come scrive Joan Didion in <em>The White Album </em>(1979): &#8220;We tell ourselves stories in order to live.<em>&#8221;</em></p><p>Quindi le premesse per amare <em>Didion e Babitz</em> di Lili Anolik c&#8217;erano tutte eppure, ve lo dico subito, dopo l&#8217;entusiasmo iniziale, a me questo libro non &#232; piaciuto. E allora giustamente vi chiederete: come mai ce lo stai consigliando? Ve lo consiglio perch&#233; trovo che sia una lettura istruttiva per capire come le due autrici, Joan Didion e Eva Babitz, abbiano incarnato due modi opposti, eppure inscindibili, di intendere la <em><strong>leggerezza</strong></em>.</p><p>Le parti pi&#249; interessanti del libro sono quelle ambientate a Los Angeles, che con il culto dell'immagine e dello spettacolo ha sempre fatto da contraltare alla pi&#249; austera New York. Cos&#236; c&#8217;&#232; la casa di Franklyn Avenue, il Troubadour, ma soprattutto ci sono le rockstar. Anzi, la rockstar: Jim Morrison, vera cartina tornasole per capire le due protagoniste di questa storia. </p><p>Didion scrive con quel suo fare distaccato da osservatrice, l&#8217;altra lo fa da<em> </em>insider. Riassumendo, come dice Anolik, &#232; la differenza che intercorre tra essere una <em>starfucker</em> (Didion) e una che <em>fucks stars</em> (Babitz). </p><p>Amiche e nemiche <em>geniali</em>, rivali, sorelle, Babitz e Didion sono lo yin e lo yang della letteratura americana. Sono due femminilit&#224; opposte, anche esteticamente. Eppure, secondo Anolik, leggere <em>Prendila cos&#236;</em> (Didion, 1970) senza <em>Slow Days, Fast Company</em> (Babitz, 1977) &#232; come avere il sole senza la luna. Corsi e ricorsi storici, scontri e incontri, che culminano nel 2021 con la morte delle due, ormai anziane, a pochi giorni di distanza. </p><div id="tiktok-iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40memoirsonly%2Fvideo%2F7581928721939041567&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd" class="tiktok-wrap outer" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.tiktok.com/@memoirsonly/video/7581928721939041567&quot;,&quot;title&quot;:&quot;\&quot;And  Eve, who are you?\&quot; \&quot; I'm Eve Babitz, a friend of hers\&quot; We're reading Didion and Babitz for our upcoming book club Soir&#233;e next week and watching this clip in the context of it all is just fascinating. video from c-span memoir-ish&quot;,&quot;thumbnail_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/c3cbe8f5-f28b-40e2-b95a-af8c863dd890_1080x1920.jpeg&quot;,&quot;author&quot;:&quot;memoirs only&quot;,&quot;embed_url&quot;:&quot;https://iframely.net/api/iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40memoirsonly%2Fvideo%2F7581928721939041567&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd&quot;,&quot;author_url&quot;:&quot;https://www.tiktok.com/@memoirsonly&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:true}" data-component-name="TikTokCreateTikTokEmbed"><iframe id="iframe-tiktok-iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40memoirsonly%2Fvideo%2F7581928721939041567&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd" class="tiktok-iframe" src="https://iframely.net/api/iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40memoirsonly%2Fvideo%2F7581928721939041567&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; encrypted-media" allowfullscreen="" scrolling="no" loading="lazy"></iframe><iframe src="https://team-hosted-public.s3.amazonaws.com/set-then-check-cookie.html" id="third-party-iframe-tiktok-iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40memoirsonly%2Fvideo%2F7581928721939041567&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd" class="third-party-cookie-check-iframe" style="display: none;" loading="lazy"></iframe><div class="tiktok-wrap static" data-component-name="TikTokCreateStaticTikTokEmbed"><a href="https://www.tiktok.com/@memoirsonly/video/7581928721939041567" target="_blank"><img class="tiktok thumbnail" src="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qy_H!,w_640,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc3cbe8f5-f28b-40e2-b95a-af8c863dd890_1080x1920.jpeg" style="background-image: url(/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Qy_H!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc3cbe8f5-f28b-40e2-b95a-af8c863dd890_1080x1920.jpeg);" loading="lazy"></a><div class="content"><a class="author" href="https://www.tiktok.com/@memoirsonly" target="_blank">@memoirsonly</a><a class="title" href="https://www.tiktok.com/@memoirsonly/video/7581928721939041567" target="_blank">"And  Eve, who are you?" " I'm Eve Babitz, a friend of hers" We're reading Didion and Babitz for our upcoming book club Soir&#233;e next week and watching this clip in the context of it all is just fascinating. video from c-span memoir-ish</a></div></div><div class="fallback-failure" id="fallback-failure-tiktok-iframe?media=1&amp;app=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.tiktok.com%2F%40memoirsonly%2Fvideo%2F7581928721939041567&amp;key=e27c740634285c9ddc20db64f73358dd"><div class="error-content"><img class="error-icon" src="/__u/substackcdn.com//img/alert-circle.svg" loading="lazy">Tiktok failed to load.<br><br>Enable 3rd party cookies or use another browser</div></div></div><p>Anolik parla di Babitz (in modo eccessivamente entusiasta) e di Didion (in modo eccessivamente crudo) attraverso lettere e interviste, non lesinando dettagli <em>gossippari</em> su Annie Leibovitz, Harrison Ford, Warren Beatty, Earl McGrath, Brett Easton Ellis, John Gregory Dunne e tanti altri. </p><p>Ci sono i party, la droga, il sesso, le celebrit&#224; e due donne che hanno attraversato ottant&#8217;anni di vita in modi opposti. &#200; un libro-mondo imperfetto, ma capace di lasciare addosso un nostalgico <em>frisson</em>.</p><ol start="2"><li><p><em><strong>Making sense of the infamous Ferrante covers</strong></em> - Read Write Reese</p></li></ol><div id="youtube2-slKdQvi7RGY" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;slKdQvi7RGY&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/slKdQvi7RGY?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Avete mai scelto un libro per la sua copertina? Qualche anno fa ho cercato ossessivamente su Vinted la copia di <em>Storia del nuovo cognome</em> (2012) nella versione originale. Era l&#8217;unico libro della saga di Ferrante che mi mancava e non avrei potuto sopportare di avere un&#8217;edizione diversa rispetto dalle precedenti. Le mie ossessioni.  </p><p>Pare per&#242; che queste copertine siano state molto criticate dal pubblico, al punto da allontanare molti lettori e lettrici. Perch&#233;, vi starete chiedendo?</p><p><em>Non sono abbastanza volgari. Sono banali. Sembrano fotografie di stock. Se avessero voluto essere ironiche avrebbero dovuto spingere di pi&#249;, essere dieci volte pi&#249; svenevoli. Queste sono le scelte pi&#249; ordinarie possibili.</em></p><p><em>&#8212; </em><a href="https://www.ilpost.it/2015/09/22/libri-elena-ferrante/">Erik Carter</a></p><p>Molti le definiscono <em>cheap</em> e a ben guardare, anche a me sembra che le foto scelte per rappresentare i quattro capitoli della saga siano pi&#249; adatte alla copertina di un <em>romance</em> di quart'ordine che a quella di uno dei romanzi pi&#249; importanti del XXI secolo. Ma eccolo l&#236;, il mio pregiudizio. Forte e chiaro. </p><p>Cos&#236; qualche settimana fa mi sono imbattuta in questo video su YouTube che spiega chiaramente come Ferrante abbia deliberatamente scelto un artwork, ad opera di Emanuele Ragnisco, che conferisse un&#8217;allure <em>kitsch</em> alla tetralogia. </p><p>Ancora una volta siamo di fronte alla dicotomia: <em><strong>leggerezza</strong></em> vs gravit&#224; e dunque mi sono resa conto che stavo facendo esattamente quello di cui parlavo nell&#8217;introduzione: associare la sfera delle emozioni alla scarsa qualit&#224;. Chi &#232; senza peccato scagli la prima pietra. </p><p>La questione diventa semiotica e Ferrante pare combattere lo stigma verso la letteratura femminile anche dal punto di vista delle immagini. Immagini che non fanno altro che raccontare la quotidianit&#224; delle nostre nonne, delle nostre madri e, forse, anche della nostra. Una sposa, una donna che abbraccia un uomo, due bambine che giocano, una madre con una figlia in braccio. </p><p>Ancora una volta mi chiedo: perch&#233; tutto questo ci spinge a pensare al sentimentalismo pi&#249; sdolcinato e cos&#236; raramente alla complessit&#224; della nostra esperienza di genere?</p><p>Non ho una risposta ma, se ci rifletto, conosco troppe persone che si rifiutano di leggere Ferrante senza una ragione precisa. E forse sto iniziando a farmi un'idea.</p><p>Il problema non sono mai state le copertine. Forse il problema &#232; che dovremmo impegnarci a decostruire il nostro pregiudizio culturale nei confronti dell'esperienza femminile. E questo libro lo mette in scena fin dal momento in cui lo prendiamo in mano. </p><ol start="3"><li><p><strong>One Step Away</strong> - Madonna </p></li></ol><p><em>People think that dance music is superficial<br>But they&#8217;ve got it all wrong</em></p><iframe class="spotify-wrap" data-attrs="{&quot;image&quot;:&quot;https://i.scdn.co/image/ab67616d0000b2732e45924aa55275c64280cada&quot;,&quot;title&quot;:&quot;One Step Away&quot;,&quot;subtitle&quot;:&quot;Madonna&quot;,&quot;description&quot;:&quot;&quot;,&quot;url&quot;:&quot;https://open.spotify.com/track/7eidNIYy4hPOlGioM7jBwx&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;noScroll&quot;:false}" src="https://open.spotify.com/embed/track/7eidNIYy4hPOlGioM7jBwx" frameborder="0" gesture="media" allowfullscreen="true" allow="encrypted-media" loading="lazy" data-component-name="Spotify2ToDOM"></iframe><p>Qualche settimana fa Charli XCX aveva <a href="https://www.rollingstone.co.uk/music/news/charli-xcx-clarifies-dance-floor-is-dead-lyric-dance-music-is-an-incredible-place-62278/">dichiarato</a>: &#8220;I think the dance floor is dead, so now we&#8217;re making rock music.&#8221; Beh se <em>Confession</em> <em>II</em> di Madonna dimostra qualcosa, &#232; esattamente il contrario.</p><p>Infatti, dopo 6 anni di silenzio e soprattutto dopo una lunga fase artistica piuttosto deludente, all&#8217;et&#224; di 67 anni, la cantante torna con un album che non fatico a definire P A Z Z E S C O. </p><p>Probabilmente per la prima volta Madge invece che inventare un nuovo personaggio e inseguire i trend, torna alla donna che era prima di diventare Madonna. Insomma, dopo un coma, la perdita di persone care e il naufragio del progetto del film autobiografico, chi non sentirebbe il bisogno di fermarsi a riflettere sulla propria vita?</p><p>Lo sguardo &#232; rivolto al passato con un sound disco e con dei testi che hanno tutto il sapore di una confessione. Cos&#236; la pista da ballo non &#232; pi&#249; un <em>non luogo</em> dove sfuggire dalla gravosit&#224; del mondo ma diventa uno spazio di elaborazione psicanalitica dei conflitti.</p><p>Si torna alle origini, nel cuore della sottocultura dei club newyorkesi, in un modo talmente autentico da rendere <em>Renaissance </em>(2022) di Beyonc&#233; un perfetto, quanto artificiale, esercizio filologico. La produzione di Stuart Price spazia dalla disco pi&#249; pura di <em>Confession on a dancefloor</em> (2005), <em>Ray of Light</em> (1998) - probabilmente l&#8217;album migliore di Madonna - fino ad <em>Erotica</em> (1992). </p><p>Perch&#233; parlo di autenticit&#224;? Perch&#233; Madonna cita quel mondo avendone fatto parte. Quando canta della <em>Danceteria</em>, di Jean-Michel Basquiat, Martin Burgoyne, Debi Mazar, Tony Shafrazi o Keith Haring, non sta costruendo un immaginario, ma sta tornando nei luoghi della propria teogonia.  </p><div class="twitter-embed" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://x.com/maucarvalho/status/2073400668627361967?s=46&quot;,&quot;full_text&quot;:&quot;Julho, 1983 &#8211; Madonna performa no rooftop da Danceteria, clube noturno que d&#225; o nome em uma m&#250;sica do Confessions II. A Danceteria foi refer&#234;ncia na cultura da noite underground de NY no in&#237;cio dos anos 80. Na letra, Madonna cita alguns personagens daquela cena noturna. Bora &quot;,&quot;username&quot;:&quot;Maucarvalho&quot;,&quot;name&quot;:&quot;Mauricona&quot;,&quot;profile_image_url&quot;:&quot;https://pbs.substack.com/profile_images/1813941294336516096/hMYqaGKD_normal.jpg&quot;,&quot;date&quot;:&quot;2026-07-04T13:36:55.000Z&quot;,&quot;photos&quot;:[{&quot;img_url&quot;:&quot;https://pbs.substack.com/media/HMYywJYWYAAGZLa.jpg&quot;,&quot;link_url&quot;:&quot;https://t.co/KqN2C67QNF&quot;},{&quot;img_url&quot;:&quot;https://pbs.substack.com/media/HMYyzxKXIAAC_JP.jpg&quot;,&quot;link_url&quot;:&quot;https://t.co/KqN2C67QNF&quot;},{&quot;img_url&quot;:&quot;https://pbs.substack.com/media/HMYy2k5XkAAbFoX.jpg&quot;,&quot;link_url&quot;:&quot;https://t.co/KqN2C67QNF&quot;}],&quot;quoted_tweet&quot;:{},&quot;reply_count&quot;:114,&quot;retweet_count&quot;:2574,&quot;like_count&quot;:12226,&quot;impression_count&quot;:800564,&quot;expanded_url&quot;:null,&quot;video_url&quot;:null,&quot;video_preview_media_key&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true}" data-component-name="Twitter2ToDOM"></div><p>I testi alternano riflessioni profonde con riferimenti <em>gossippy</em> che spingono l&#8217;ascoltatore, o meglio questa ascoltatrice, a perdere qualche ora su Wikipedia per capire a chi &#232; dedicata <em>L.E. S. Girl, </em>o se in <em>Fragile</em> Madonna sta parlando di suo fratello, o ancora se Sean Penn &#232; effettivamente il protagonista di <em>Bizarre</em>. </p><p><em>My sins are my Savior</em> (con Stromae!), <em>School</em> e <em>One Step Away</em> sono probabilmente le mie tracce preferite, ma quest&#8217;ultima penso che faccia un passo avanti operando nella direzione del mescolamento dei piani. Il beat dance fa da contrappunto a considerazioni intime e viscerali.</p><p><em>Understand your violence and the trauma you&#8217;ve surviv&#1077;d<br>Nobody&#8217;s free until they&#8217;re broken. </em></p><p>Lo dico ufficialmente, questa sar&#224; la mia canzone dell&#8217;estate. Un inno alla libert&#224; che si concretizza proprio sulla pista da ballo, uno spazio rituale dove il movimento sostituisce il linguaggio. </p><p><em>One step&#8287;away from your freedom, one breath away from the dance of life. </em></p><p>Dunque proprio questo &#232; il punto: la dance non &#232; musica <em><strong>leggera</strong></em> utile soltanto ad annullarsi nel qui e ora. A volte pu&#242; essere anche il luogo in cui il passato torna a parlare.</p><ol start="4"><li><p><em><strong>Adua e le compagne</strong></em> - Antonio Pietrangeli </p></li></ol><p>Qualche mese fa mi &#232; capitato di coordinare degli incontri dedicati al cinema italiano degli anni Sessanta. Tre dei quattro film selezionati avevano protagonisti uomini. Qualcuno si &#232; lamentato per questa scelta e, come al solito, ho provato a dare una risposta del tipo: &#8220;in quegli anni, e soprattutto in Italia, il cinema era un <em>business</em> dal volto prettamente maschile&#8221;. Che &#232; vero, sia chiaro, ma avremmo potuto fare di meglio, sforzarci di pi&#249;, magari scegliere la via pi&#249; difficile e meno popolare. </p><p>Quella critica mi &#232; rimasta in testa. Cos&#236; ho iniziato a chiedermi: cosa succede quando prendiamo sul serio esperienze considerate generalmente come &#8220;minori&#8221;?</p><p>Seguendo alcuni consigli, mi sono imbattuta nella filmografia di Pietrangeli (lo so, un altro uomo) e, pi&#249; precisamente, in <em>Adua e le compagn</em>e (1960), una scoperta che mi sento di consigliarvi. Un'opera imperfetta, marcatamente melodrammatica, probabilmente non la migliore del regista, ma capace di ritrarre quattro donne, senza ridurle esclusivamente al loro ruolo subalterno. Il film, sceneggiato peraltro anche da Scola, non chiede mai allo spettatore di compatire le sue protagoniste, chiede semplicemente di considerarle nella loro interezza. </p><p>Adua, Lolita, Marilina e Caterina sono donne che, all&#8217;indomani dell&#8217;attuazione della legge Merlin, cercano di autoaffermarsi in una societ&#224; che le vorrebbe ancora ai margini, a prostituirsi per strada. Il loro obiettivo &#232; quello di vivere onestamente aprendo una trattoria in campagna. Insomma, la liberazione femminile passa dal capitalismo! </p><p>Perdonate il paragone sacrilego, ma questo film mi sembra una sorta di <em>Hustlers</em> (2019) girato negli anni &#8216;60. Come nel film di Lorene Scafaria, chi ostacola sistematicamente le protagoniste? Gli uomini, <em>&#231;a va sans dire!</em> Questi, infatti, non fanno altro che mettere i bastoni tra le ruote alle nostre protagoniste, imbrogliandole, tradendole e approfittando della loro condizione. </p><p>Il finale, un po&#8217; come per <em>Le notti di Cabiria</em> (1957) &#232; tragico, ma se nel caso di Fellini c&#8217;&#232; spazio per la <em><strong>leggerezza</strong></em> grazie al sorriso struggente di Masina rivolto verso la macchina da presa, qui invece l&#8217;unica possibilit&#224; sembra essere la triste rassegnazione. </p><p>Voglio pensare che, se <em>Adua e le compagne</em> fosse stato girato oggi, avrebbe avuto un finale diverso. Almeno spero.</p><ol start="5"><li><p><em><strong><a href="https://www.ilpost.it/2026/06/26/federica-sciarelli-chi-lha-visto/">Come Federica Sciarelli ha cambiato &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221;</a></strong></em><strong> - Il Post </strong></p></li></ol><p>Ebbene s&#236;, non potevo concludere la newsletter senza fare un cenno al pensionamento di Federica Sciarelli da <em>Chi l&#8217;ha visto</em>. Il programma di Rai3 &#232; uno degli ultimi appuntamenti televisivi che seguo ancora con costanza. Di solito recupero la puntata il gioved&#236; mattina, in metro, mentre vado al lavoro.</p><p>Ma cos&#8217;&#232; <em>Chi l&#8217;ha visto</em>? Quelli bravi direbbero che &#232; un esempio di <em>infotainment</em>, per me &#232; un programma di inchiesta con la struttura di un romanzo d&#8217;appendice e la capacit&#224; di generare involontariamente dei meme memorabili. Cosa chiedere di pi&#249;? </p><p>Grazie alla storica trasmissione di Rai 3, Sciarelli (o meglio, <em>la Sciary</em>, come la chiamiamo noi <em>chilhavisters</em>) &#232; diventata un personaggio di culto. A un&#8217;attenta analisi, la chiave del suo successo risiede nella capacit&#224; di affrontare temi tragici, spezzando talvolta la tensione con qualche battuta ironica (quasi sempre una <em>boomerata</em> che rende il tutto ancora pi&#249; esilarante). </p><p>Il successo del programma sotto la sua guida &#232; stato tale che, addirittura, negli ultimi anni &#232; nato un podcast, non ufficiale,<em> <a href="https://open.spotify.com/show/263ezPisQaylQ6OfHJHrEd?si=ecf9237cf0154981">Salutava Sempre</a></em>, condotto da Luca Semeraro e Vee Tridente. Tra commenti ironici e qualche critica, i due conduttori hanno fatto emergere il lato pi&#249; divertente del programma. S&#236;, ho appena usato la parola &#8220;divertente&#8221;. Se non avete mai visto <em>Chi l'ha visto?</em>, probabilmente vi sembrer&#224; assurdo, ma chi lo segue sa esattamente di cosa sto parlando.</p><p>&#8220;Un ragazzone&#8221;, &#8220;c&#8217;&#232; molta preoccupazione&#8221;, &#8220;cosa sta succedendo ai nostri ragazzi?&#8221;, &#8220;&#232; sottrazione di minori&#8221;: sono diventate frasi <em>canon</em> nel mondo dei <em>chilhavisters</em> - tra cui possiamo annoverare Ilary Blasi, che tutti i mercoled&#236; pubblica una storia su Instagram mentre guarda il programma - e dunque sembra davvero difficile pensare al programma senza Sciarelli. </p><p>In questo articolo del <em>Post</em> quindi si ripercorrono oltre vent'anni di conduzione Sciarelli, raccontandone meriti e limiti. Una lettura interessante, anche se non avete mai visto una puntata, intimoriti magari dalla sua celebre sigla.</p><p>Chiss&#224; se chi verr&#224; dopo sar&#224; capace di mantenere un'impostazione che dimostri come rigore e ironia &#8211; volontaria o meno &#8211; possano convivere. Sciarelli ci ha insegnato che la <em><strong>leggerezza</strong></em> non indebolisce la seriet&#224;. A volte &#232; proprio ci&#242; che permette di sostenerla.</p><p>Staremo a vedere. </p><p></p><div class="directMessage button" data-attrs="{&quot;userId&quot;:4565894,&quot;userName&quot;:&quot;_fra.nce.sca&quot;,&quot;canDm&quot;:null,&quot;dmUpgradeOptions&quot;:null,&quot;isEditorNode&quot;:true}" data-component-name="DirectMessageToDOM"></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Le cose che avrei voluto consigliarti, nonostante tutto il resto]]></title><description><![CDATA[Giugno 2026]]></description><link>https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti</link><guid isPermaLink="false">https://francesca198.substack.com/p/le-cose-che-avrei-voluto-consigliarti</guid><dc:creator><![CDATA[_fra.nce.sca]]></dc:creator><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 09:02:04 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Juf7!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F89ca4e3a-97ca-49ac-89fc-0f79753199ac_3024x4032.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Juf7!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F89ca4e3a-97ca-49ac-89fc-0f79753199ac_3024x4032.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Juf7!, /__u/francesca198.substack.com/w_424, /__u/francesca198.substack.com/c_limit, /__u/francesca198.substack.com/f_webp, /__u/francesca198.substack.com/q_auto:good, 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fila di domande. Spesso le ho usate per rompere il ghiaccio, per capire meglio una persona o semplicemente per giudicare, sono onesta, non mi nascondo dietro un dito. </p><p>La mia amica Marta dice sempre che quando inizio a chiedere: &#171;<em>quali sono i tuoi film preferiti?&#187;</em> &#232; un chiaro campanello d&#8217;allarme: &#171;<em>ecco qua, Francesca si sta annoiando!&#187;</em> Probabilmente ha ragione, ma la verit&#224; &#232; che dietro questa abitudine c&#8217;&#232; qualcosa di pi&#249;. Sono convinta infatti che dalla dieta mediale di qualcuno si possano inferire numerosi e sorprendenti aspetti della personalit&#224; e soprattutto si possa creare una preziosa occasione di dialogo per mettersi un po&#8217; a nudo, senza compromettersi troppo. </p><p>Cos&#236;, negli anni mi sono accorta che questo &#8220;approccio&#8221; ha creato attorno a me una piccola rete di persone, alcune molto vicine, altre incontrate solo di sfuggita, che a un certo punto sentivano il desiderio di scrivermi o fermarmi per dirmi: <em>&#8220;Sai che questa serie mi &#232; piaciuta tantissimo? Devi assolutamente vederla!&#8221;</em> </p><p>Sono nate conversazioni, scambi di idee e persino nuove amicizie. Strano davvero a dirsi. </p><p>Dunque ho pensato che fosse arrivato il momento di rendere questa catena di consigli un po&#8217; pi&#249; organizzata e condivisa. &#200; nata cos&#236; l&#8217;idea di una newsletter mensile in cui raccogliere cinque suggerimenti, scelti esclusivamente secondo il mio personalissimo ed imperfetto gusto.</p><p>In fondo, &#232; una cosa molto semplice: anche quando non riusciamo a vederci o sentirci tutti i giorni, possiamo continuare a incontrarci tra le pagine di un libro, nelle scene di un film, negli episodi di una serie, nelle righe di un articolo o davanti a un video su YouTube.</p><p>Se poi uno di questi consigli ti piacer&#224; particolarmente (o non ti piacer&#224; affatto), scrivimi. Sono sempre alla ricerca di nuove prospettive.</p><p>Con affetto </p><p>Francesca. </p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://francesca198.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Il Substack di _fra.nce.sca! 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Orfano di entrambi i genitori, insieme al suo coinquilino, Cyrus decide di andare a guardare la <em>performance</em> di Orkideh, un&#8217;artista che ha deciso di passare gli ultimi giorni della sua vita invitando le persone a farle visita. </p><p>Questo incontro con l&#8217;artista-martire non potr&#224; che generare un&#8217;epifania per il protagonista che cambier&#224; la traiettoria della sua esistenza. </p><p>Nonostante gli argomenti trattati siano tutt&#8217;altro che leggeri, il libro scorre veloce, un vero e proprio <em>page turner</em> che fa riflettere sul concetto di identit&#224; e sul potere dell&#8217;arte. </p></li><li><p><em><strong><a href="https://youtu.be/WvqeXFnqXCo?si=j_IQg-cROy-E0BvT">I Went To Cuba. This Is What I Saw</a> </strong></em><strong>- Hassan Piker </strong></p><p>Avete presente il film di Bob Fosse, <em>Cabaret</em>? Si balla e si canta e nel mentre i nazisti prendono la Germania. Ultimamente ci penso spesso. Forse perch&#233; ho l'impressione che anche noi stiamo attraversando una fase storica profondamente angosciante, senza riuscire a coglierne davvero tutta la portata.</p><p>La mia forma di escapismo, per&#242;, non passa n&#233; dalla danza n&#233; dal canto, passa da TikTok con i suoi video di ragazze dallo stile <em>scandi</em> che recensiscono <em>skin care</em> coreana e gli ultimi fenomeni virali usciti da quella fabbrica di "talent" che &#232; Napoli.</p><p>Per non perdere completamente il contatto con la realt&#224; per&#242; la mattina, mentre mi preparo per andare al lavoro, provo a consumare contenuti meno superficiali. Ed &#232; per questo che qui vi consiglio di recuperare il breve documentario di Hassan Piker (la versione socialista di Joe Rogan) che documenta l&#8217;attuale e disastrosa situazione di Cuba. La definirei una visione necessaria.</p></li><li><p><em><strong><a href="https://www.rivistastudio.com/face-reviewer-cosa-sono/">Su internet sempre pi&#249; maschi si rivolgono ai face rater, cio&#232; tizi pagati per recensire le facce degli altri e decidere se sono belli o brutti</a></strong></em><strong><a href="https://www.rivistastudio.com/face-reviewer-cosa-sono/"> - Rivista Studio.</a> </strong></p><p>Per anni ci hanno raccontato che l&#8217;ossessione per il corpo fosse una questione femminile, ed era vero. Il problema &#232; che abbiamo sottovalutato quanto la stessa logica abbia attecchito anche tra gli uomini. L&#8217;ansia per la prova costume, in fondo, &#232; democratica.</p><p>Mi sembra evidente che, anche grazie ala rete, il concetto di mascolinit&#224; si muova su nuovi binari, o meglio, categorie sociologiche che stanno sempre pi&#249; colonizzando il nostro linguaggio e dunque le nostre menti, ibridandosi, nei peggiori dei casi, con l&#8217;ideologia di estrema destra. </p><p>Ora non sto dicendo che iscriversi alle maratone o fare un Hyrox - <em>the ultimate millennial experience</em> - vuol dire aderire ad una certa visione del mondo. Per&#242; mi colpisce quanto spesso il benessere venga ormai ridotto quasi esclusivamente ad una dimensione superficiale. </p><p>A volte mi chiedo cosa resti della vecchia idea di <em>kalokagathia</em>. Il corpo viene esaltato, mentre la dimensione etica scompare progressivamente dallo sfondo a favore di una massimizzazione dell'aspetto fisico. </p><p>Dunque non sai cos&#8217;&#232; il <em>looksmaxxing </em>e soprattutto non sai chi &#232; Clavicular? Beh forse vuol dire che sei nella parte buona di internet. </p></li><li><p><em><strong><a href="https://open.spotify.com/intl-it/track/7oTE1KmtU2ml9zBhv9Reao?si=4307e78ab2414e4c">California</a></strong></em><strong><a href="https://open.spotify.com/intl-it/track/7oTE1KmtU2ml9zBhv9Reao?si=4307e78ab2414e4c"> - Lana Del Rey</a></strong></p><p><em>You hate the heat, you got the blues<br>Changing like the weather, oh, that's so like you<br>The Santa Ana moves you </em></p><p>In questi giorni sto leggendo<em> Didion and Babitz </em>(2025) di Lili Anolik e chi meglio di queste due donne ha incarnato lo spirito della Los Angeles pre Manson? Sicuramente torneremo a parlare di questo libro nelle prossime newsletter ma nel frattempo possiamo fare una cosa molto semplice: ascoltare Lana Del Rey e lasciare che sia lei a evocare una California arcadica (<em>pun intended</em>), romantica e profondamente poetica, nonostante tutto il resto.</p></li><li><p><em><strong>Ritratto della giovane in fiamme</strong></em> - <strong>C&#233;line Sciamma</strong> <strong>(2019) </strong></p><p>Siamo nel mese del pride, dunque non potevo non consigliarvi uno dei film queer pi&#249; struggente degli ultimi anni.</p><p>Francia, XVIII secolo. Alla pittrice Marianne viene commissionato il ritratto di H&#233;lo&#239;se, una giovane donna promessa in sposa a un nobile italiano che pretende almeno di conoscerne il volto prima del matrimonio. Tra le due nascer&#224; un rapporto profondo e delicato. Il film &#232; di una magnificenza rara, dove ogni inquadratura sembra mettere in scena un dipinto e ogni scelta registica di Sciamma appare misurata ed emozionante. Poetiche le scene che hanno per sfondo la costa della Bretagna. </p><p>Insomma, c&#8217;&#232; vita oltre <em>Heated Rivalry</em>.</p><p>Lo dico soprattutto a me stessa.</p></li></ol><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://francesca198.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Il Substack di _fra.nce.sca! 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