<script data-pm-proxy="intercept"></script><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></title><description><![CDATA[Psicologo, autore best-seller, divulgatore e imprenditore]]></description><link>https://lucamazzucchelli.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Kd_f!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F14ecfaf5-f00f-4fa6-a845-c91ab729e15d_1500x1500.jpeg</url><title>Luca Mazzucchelli</title><link>https://lucamazzucchelli.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Thu, 03 Sep 2026 18:34:56 GMT</lastBuildDate><atom:link href="/__u/lucamazzucchelli.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></copyright><language><![CDATA[en]]></language><webMaster><![CDATA[lucamazzucchelli@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[lucamazzucchelli@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[lucamazzucchelli@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[lucamazzucchelli@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Prepararsi al futuro: 10 punti fermi]]></title><description><![CDATA[&#8220;Settembre &#232; il nuovo gennaio&#8221;, ti lascio quindi 10 capisaldi che mi aiutano a far fronte alle nuove sfide che si potranno presentare davanti a me nei prossimi mesi ;-)]]></description><link>https://lucamazzucchelli.substack.com/p/prepararsi-al-futuro-10-punti-fermi</link><guid isPermaLink="false">https://lucamazzucchelli.substack.com/p/prepararsi-al-futuro-10-punti-fermi</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></dc:creator><pubDate>Thu, 27 Aug 2026 07:03:32 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/a0bb86a3-2e74-46ba-876e-4d61cb56cec5_3750x1969.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultimo periodo sto notando un cambiamento importante delle conversazioni che ho con le persone che incontro per lavoro.</p><p>Se fino a qualche anno fa fa mi venivano poste domande principalmente inerenti la crescita personale, come migliorare le proprie performance o gestire meglio le relazioni, oggi sempre pi&#249; spesso affronto con i miei clienti anche un&#8217;altra dimensione: <strong>l&#8217;ansia per il futuro.</strong></p><p>Non &#232; solo la preoccupazione per l&#8217;IA, che pure &#232; un tema ricorrente visti i rapidi avanzamenti settimanali. C&#8217;&#232; qualcosa di pi&#249; profondo: la sensazione che il <strong>mondo stia cambiando a una velocit&#224; mai vista prima.</strong></p><p>Mi sono fermato a riflettere su questo e ho fatto un rapido calcolo mentale: negli ultimi quattro anni abbiamo vissuto una pandemia globale, lockdown, una guerra in Europa, crisi energetiche, inflazione alle stelle.<br>E nei quattro anni precedenti? La Brexit, tensioni internazionali crescenti, crisi climatica sempre pi&#249; evidente.<br>E ancora prima? La grande recessione del 2008, gli attentati terroristici che hanno cambiato il mondo, le guerre che hanno ridisegnato i confini&#8230;</p><p>La verit&#224; &#232; che nella storia dell&#8217;umanit&#224; non troviamo mai un quadriennio &#8220;tranquillo&#8221;. <em>Spoiler</em>: i prossimi quattro anni non faranno eccezione. Anzi, con l&#8217;accelerazione che stiamo vivendo, potrebbero essere ancora pi&#249; densi di cambiamenti. Quindi, prepararsi al futuro &#232; fondamentale.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://lucamazzucchelli.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Subscribe&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Iscriviti per non perderti le mie riflessioni settimanali ;-)</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Type your email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Subscribe"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p></p><h2><strong>Prepararsi al futuro: come?</strong></h2><p>Di fronte a questa consapevolezza, ho cercato di mettere nero su bianco le cose che faccio per prepararmi al futuro.</p><p>Ne sono usciti <strong>10 punti fermi.</strong> Non so dirti se siano migliori di altri o utili anche per te, ma quando mi concentro su di loro mi sento pi&#249; centrato nell&#8217;affrontare quanto accadr&#224;.</p><h3><strong>Mi concentro su ci&#242; che posso controllare</strong></h3><p>Come posso influenzare l&#8217;inflazione? La guerra in Ucraina? Il prezzo del gas? Le accise sulla benzina? La politica di Trump? Non posso.<br>Quello che posso fare &#232; decidere come reagire a questi eventi, come gestire le mie emozioni, come organizzare le mie giornate.<br>Nel libro &#8220;L&#8217;era del cuore&#8221; parlo della differenza tra Zona 1, Zona 2 e Zona 3: i nostri sforzi ed energie vanno investiti strategicamente dove possono fare la differenza.</p><h3><strong>Mi ricordo qual &#232; la mia missione e mi concentro sulla mia esperienza</strong></h3><p>Il mio compito &#232; aiutare le persone a crescere pi&#249; rapidamente, rendendo la psicologia accessibile a tutti. Ho sviluppato competenze specifiche nella psicologia e nella comunicazione. &#200; qui che posso fare la differenza, non disperdendomi in mille direzioni. Non importa se c&#8217;&#232; una pandemia o una crisi economica, questo rimane il mio focus.</p><h3><strong>Mi concentro sulle cose che non cambiano</strong></h3><p>In un mondo in continua evoluzione, alcune cose restano costanti: l&#8217;importanza delle relazioni autentiche, il valore del lavoro ben fatto, il potere della gentilezza, la necessit&#224; di studiare per imparare cose nuove. Sono questi i pilastri su cui costruire e da non perdere mai di vista. Dedicare energie a queste costanti sar&#224; sempre una buona idea.</p><h3><strong>Scrivo un diario</strong></h3><p>La scrittura &#232; uno strumento potente per aumentare la consapevolezza. Uso il diario per catturare intuizioni, pianificare progetti e riflettere sulle lezioni apprese. &#200; come creare una mappa del proprio percorso interiore. Alcune di queste riflessioni le condivido poi nei miei libri, conferenze e sulle piattaforme che uso per comunicare con te che leggi (andando cos&#236; a impattare sul punto 2 di questo elenco :-))</p><h3><strong>Coltivo il dubbio</strong></h3><p>Ho imparato a dire &#8220;non lo so&#8221;, &#8220;devo pensarci&#8221;, &#8220;potrei sbagliarmi&#8221;. Questa apertura al dubbio non &#232; debolezza, ma saggezza. Mi permette di rimanere curioso e di continuare a imparare. Le persone che hanno sempre ragione (o credono di averla&#8230;) difficilmente imparano qualcosa di nuovo.</p><h3><strong>Mi rifiuto di diventare cinico</strong></h3><p>Il cinismo &#232; una forma di protezione dalla delusione, ma &#232; anche una prigione che ci impedisce di vedere le possibilit&#224;.<br>Scelgo di mantenere la speranza e di vedere opportunit&#224; anche nelle difficolt&#224;. Non per ingenuit&#224;, ma per scelta consapevole.</p><h3><strong>Tratto bene le persone</strong></h3><p>Ogni giorno ho l&#8217;opportunit&#224; di essere gentile con il mio team, paziente con i miei figli, presente con mia moglie. Comunque vada il futuro, so che questo non &#232; tempo sprecato e porter&#224; valore. </p><blockquote><p><em>La gentilezza non &#232; debolezza, ma una forma di intelligenza.</em></p></blockquote><h3><strong>Cresco bene i miei figli (ci provo :-))</strong></h3><p>Non posso controllare il mondo in cui cresceranno i miei tre figli, ma posso influenzare come li preparo ad affrontarlo. Posso insegnare loro a gestire le emozioni, a sviluppare resilienza, a mantenere la curiosit&#224;. Soprattutto, posso mostrare loro attraverso l&#8217;esempio come si affrontano le sfide.</p><h3><strong>Porto il mio contributo alla comunit&#224; e aiuto chi ha bisogno</strong></h3><p>Tutto quello che ho creato, dai <a href="https://bit.ly/mindcenterkit">MindCenter,</a> ai libri, alla Top Academy e alle varie mie aziende non sono solo business, ma modi per portare la psicologia dove serve.<br>Creo contenuti gratuiti, rispondo ai commenti, faccio beneficenza. Non posso risolvere tutti i problemi del mondo, ma posso fare la differenza nella vita di qualcuno, oggi.</p><h3><strong>Faccio cose difficili</strong></h3><p>Mi alleno regolarmente, affronto nuove sfide professionali, mi metto in gioco in situazioni scomode. Non lo faccio per masochismo, ma perch&#233; so che la crescita avviene fuori dalla zona di comfort. Le difficolt&#224; costruiscono resilienza, e la resilienza &#232; ci&#242; che ci serve per affrontare l&#8217;incertezza e prepararsi al futuro.</p><p>E tu, come ti stai preparando ad affrontare ci&#242; che verr&#224;? Cosa pensi sia importante fare per prepararsi al futuro?<br>Io aspetto di leggerti nei commenti ;-)</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://substack.com/@lucamazzucchelli/note/p-212662259&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Leave a comment&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/substack.com/@lucamazzucchelli/note/p-212662259"><span>Leave a comment</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Itinerario in Sicilia Orientale con bambini]]></title><description><![CDATA[16 giorni tra Barocco, mare e l&#8217;Etna in eruzione]]></description><link>https://lucamazzucchelli.substack.com/p/itinerario-in-sicilia-orientale-con</link><guid isPermaLink="false">https://lucamazzucchelli.substack.com/p/itinerario-in-sicilia-orientale-con</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></dc:creator><pubDate>Thu, 20 Aug 2026 08:35:36 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3855839a-10c8-4497-9084-c243d921ba34_3750x1969.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em><strong><span>&#8220;Ogni ora del giorno ha la sua granita.&#8221;</span></strong></em></p></blockquote><p><span>Non &#232; un proverbio siciliano. &#200; una filosofia di vita che ho elaborato personalmente, sul campo, nell&#8217;arco di sedici giorni e di un numero imprecisato (ma alto, molto alto) di granite.</span></p><p><span>Funziona cos&#236;: la mattina mandorla, rigorosamente con la brioche col tuppo. Il primo pomeriggio, quando il caldo &#232; insopportabile, limone. La sera, gelsi. Il cioccolato &#232; una categoria a parte e si consuma principalmente a Modica.</span></p><p><span>Mattia, il secondogenito, ha sposato la dottrina il primo giorno e non l&#8217;ha pi&#249; abbandonata. Giacomo ha fatto una scelta di campo diversa, virando decisamente sui cannoli. Elisa oscilla, come tutti i saggi.</span></p><p><span>Ma andiamo con ordine.</span></p><h2><strong><span>Perch&#233; un viaggio nella Sicilia orientale?</span></strong></h2><p><span>L&#8217;anno scorso avevamo fatto la parte di Palermo e ce ne eravamo innamorati. Il clima, il cibo, ma soprattutto i siciliani: quella capacit&#224; di accoglierti senza cerimonie, di darti indicazioni accompagnandoti di persona, di trattare tuo figlio come se fosse nipote loro.</span></p><p><span>Ne siamo tornati con una convinzione: la Sicilia non si fa in una settimana. E soprattutto non si fa di corsa.</span></p><p><span>Cos&#236; quest&#8217;anno abbiamo deciso di prenderci un paio di settimane abbondanti per l&#8217;altra met&#224; dell&#8217;isola. Sedici notti, quattro basi, un solo volo su Catania e tanta calma.</span></p><p><span>Anticipo subito la conclusione: non abbiamo visto tutto quello che volevamo vedere. Ci torneremo.</span></p><h2><strong><span>Come abbiamo organizzato il viaggio?</span></strong></h2><p><span>Quattro basi, ognuna con la sua anima:</span></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!pk1P!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdbeb3f08-b73c-4648-85c7-528b4a5bda96_1673x483.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!pk1P!, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/w_424, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/c_limit, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/f_webp, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/q_auto:good, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdbeb3f08-b73c-4648-85c7-528b4a5bda96_1673x483.png 424w, 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xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a></figure></div><p><span>La logica &#232; sempre la stessa che uso ormai da anni: poche basi, molte escursioni. Con tre figli, spostare le valigie &#232; la cosa che consuma pi&#249; energia in assoluto, molto pi&#249; dei chilometri.</span></p><p><span>E come sempre &#8211;</span> <span>lo dico perch&#233; &#232; vero e perch&#233; &#232; la parte che preferisco del lavoro che facciamo insieme &#8211;</span> <span>una fetta enorme dei consigli me li avete dati voi. Rispondendo alle MazzuNotes del venerd&#236; e ai messaggi su Instagram. Ogni volta che in questo racconto leggerete &#8220;ce l&#8217;avevano segnalato&#8221;, il merito &#232; di un lettore. Le granite migliori del viaggio le abbiamo trovate tutte cos&#236;.</span></p><h2><strong><span>Due premesse doverose</span></strong></h2><p><strong><span>Primo:</span></strong><span> all&#8217;andata hanno perso il bagaglio di Giulia. Il che significa che i primi giorni sono stati movimentati anche per questo, tra telefonate, moduli e acquisti d&#8217;emergenza. Aggiungo che pure con la compagnia di autonoleggio non &#232; filato tutto liscio, e siamo partiti da Catania con parecchie ore di ritardo rispetto al programma.</span></p><p><strong><span>Secondo:</span></strong><span> poco prima di partire ho avuto un incidente in moto. Sono arrivato in Sicilia con le stampelle e una mobilit&#224; piuttosto ridotta.</span></p><p><span>Non ne far&#242; il tema di questo articolo,</span> <span>non voglio annoiarvi con la mia gamba,</span> <span>ma &#232; giusto che lo sappiate, perch&#233; spiega perch&#233; alcune tappe che avevo programmato con cura non ci sono.Trovate una sezione apposita in fondo con tutto quello che avrei fatto e che consiglio caldamente a chi ha due gambe funzionanti.</span></p><p><span>E poi, va detto: la Sicilia ha reagito a queste premesse nel modo migliore possibile. Ci ha semplicemente costretti a rallentare. Che, con il senno di poi, non &#232; stato affatto un male.</span></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://lucamazzucchelli.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Subscribe&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Iscriviti per non perderti le mie riflessioni ;-)</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Type your email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Subscribe"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><h2><strong><span>Base 1 &#8211; AGRIGENTINO</span></strong></h2><h3><strong><span>2 &#8211; 4 agosto | 2 notti</span></strong></h3><p><strong><span>Giorno 1 &#8211; Arrivo, Enna e la prima granita</span></strong></p><p><span>Atterriamo a Catania a met&#224; mattina e, tra bagaglio smarrito e code all&#8217;autonoleggio, ripartiamo molto pi&#249; tardi del previsto.</span></p><p><span>Recuperiamo con una sosta pranzo a Enna, la citt&#224; medievale pi&#249; alta d&#8217;Italia, appollaiata al centro esatto dell&#8217;isola. Dall&#8217;alto si vede mezza Sicilia, e con i bambini &#232; un ottimo modo per far capire subito le dimensioni di quello che stiamo per attraversare.</span></p><p><span>Arriviamo ad Agrigento nel primo pomeriggio, ci sistemiamo nell&#8217;appartamento in centro storico e usciamo a piedi per una passeggiata su Via Atenea.</span></p><p><span>Ed &#232; qui che succede la cosa importante: la prima granita, in un locale che ci avevate consigliato voi: il caff&#232; concordia. I bambini capiscono in tre cucchiaiate che quella roba l&#236; non ha niente a che vedere con la granita che si compra in Lombardia. Da quel momento in poi ne mangeremo una quantit&#224; imbarazzante, in ogni tappa del viaggio.</span></p><p><strong><span>Giorno 2 &#8212; La Scala dei Turchi dal mare e la Valle dei Templi al tramonto</span></strong></p><p><span>La mattina andiamo a Realmonte e prendiamo una barca per vedere la Scala dei Turchi dal mare.</span></p><p><span>&#200; stata una scelta azzeccatissima, e ve la consiglio per tre motivi: la roccia bianca vista dall&#8217;acqua &#232; tutta un&#8217;altra cosa rispetto alla foto da terra; si fa il bagno sotto la scogliera in acque turchesi; e,dettaglio non secondario nel mio caso,</span> <span>si sta seduti.</span></p><p><span>&#200; stata anche una piccola rivelazione familiare. Ci siamo guardati e ci siamo detti: l&#8217;anno prossimo dobbiamo fare le Eolie in barca. Una vacanza in barca vera, di pi&#249; giorni, non l&#8217;abbiamo mai fatta. &#200; ufficialmente entrata nella lista.</span></p><p><span>Il pomeriggio lo passiamo in spiaggia l&#236; vicino, al porticciolo, senza fare niente. E la sera arriva il pezzo forte della tappa: la Valle dei Templi al tramonto.</span></p><p><span>Abbiamo avuto una guida bravissima, Ilaria Cacciato, segnalata anche lei da un lettore via mail: sa raccontare la storia ai ragazzi come una narrazione, non come una lezione. I miei tre l&#8217;hanno seguita fino in fondo, e non era scontato.</span></p><p><span>Piccola nota pratica: under 18 ingresso gratuito.</span></p><p><strong><span>Giorno 3 &#8212; Favara, Licata e trasferimento in masseria</span></strong></p><p><span>Prima di lasciare l&#8217;agrigentino facciamo tappa a Favara per il Farm Cultural Park.</span></p><p><span>La citt&#224; intorno appare piuttosto abbandonata a se stessa. Ma il Farm &#232; curatissimo: un dedalo di cortili recuperati e trasformati in spazio d&#8217;arte contemporanea, con installazioni che si toccano, si attraversano, si fotografano.</span></p><p><span>Ripartiamo verso il ragusano spezzando il viaggio a Licata, che si &#232; rivelata una bella sorpresa: cittadina viva, autentica, zero turismo di massa. E in Piazza Progresso c&#8217;&#232; l&#8217;American Bar, storico dal 1960, dove abbiamo preso un&#8217;ottima granita al limone.</span></p><p><span>Arriviamo alla Masseria Boscorotondo, alle porte di Scicli, nel tardo pomeriggio. Posto bellissimo, piscina bella, accoglienza da manuale. &#200; una di quelle strutture che consiglio senza esitazione.</span></p><p><span>La sera scendiamo a cenare a Scicli, con i mercatini in strada e quella bellezza barocca un po&#8217; meno pettinata di altre, che a noi piace parecchio.</span></p><h2><strong><span>Base 2 &#8211; RAGUSANO</span></strong></h2><h3><strong><span>4 &#8211; 8 agosto | 4 notti</span></strong></h3><p><strong><span>Giorno 4 &#8211; Mare a Spinasanta e la cremolata di Sampieri</span></strong></p><p><span>Giornata di mare pieno, e siamo pure fortunati: ci sono le onde.</span></p><p><span>Chi ci legge da un po&#8217; sa che le onde, in questa famiglia, sono un&#8217;attrazione a s&#233;:</span> <span>dopo Matala a Creta &#232; diventata quasi una tradizione. Prendiamo un lido attrezzato a Spinasanta (con la mia gamba non c&#8217;era molta scelta, ma vi dir&#242;: si stava benissimo).</span></p><p><span>La sera ceniamo a Sampieri, al Calabistrot, ristorante con vista mare che consiglio per una cena elegante.</span></p><p><span>E poi c&#8217;&#232; il colpo di scena del dopocena. Proprio l&#236; davanti c&#8217;&#232; Hoky Poky, dove occorre assolutamente provare</span> <span>la cremolata anguria, ricotta e panna. Non so come spiegarvelo meglio: mettetela nel programma.</span></p><p><strong><span>Giorno 5 &#8211; Donnafugata, Ragusa Ibla e Modica</span></strong></p><p><span>Il giorno della grande scarpinata barocca. Tre tappe in una.</span></p><p><span>Partiamo dal Castello di Donnafugata, che con i bambini funziona benissimo soprattutto per il labirinto in giardino:</span> <span>perdersi tra le siepi &#232; esattamente il tipo di cosa che li ricarica prima di una visita &#8220;seria&#8221;.</span></p><p><span>Poi Ragusa Ibla, con il Duomo di San Giorgio e i Giardini Iblei affacciati sulla vallata. E infine Modica, con la sua cattedrale in cima alla scalinata e, ovviamente, la granita al cioccolato da Caff&#232; Adamo (provate anche la cremolata, &#232; la loro specialit&#224;).</span></p><p><span>Devo per&#242; essere sincero: visitare questi posti con quel caldo &#232; stato complesso. Ad agosto, nel primo pomeriggio, il barocco ragusano &#232; un forno. A Modica c&#8217;&#232; un trenino turistico molto comodo per girare il centro,</span> <span>peccato che il giorno in cui siamo andati noi non fosse funzionante.</span></p><p><span>Consiglio pratico, semplice ma decisivo: mattina presto o tardo pomeriggio. Le ore centrali si passano in piscina o al mare.</span></p><p><strong><span>Giorno 6 &#8211; Maganuco, ovvero l&#8217;arte di cambiare programma</span></strong></p><p><span>Il giorno dopo la mia gamba presenta il conto della scarpinata, e il nostro programma originale salta.</span></p><p><span>Optiamo per un&#8217;altra giornata di mare, alla spiaggia di Maganuco, vicino a Marina di Modica, dove poi ci fermiamo anche a cena. Sabbia larga, acqua pulita, niente da fare se non stare.</span></p><p><span>Se avessi avuto due gambe buone avremmo probabilmente incastrato un&#8217;altra visita. Invece siamo stati fermi. Ed &#232; stato tutto molto bello</span></p><h2><strong><span>Base 3 &#8211; SIRACUSANO</span></strong></h2><h3><strong><span>8 &#8211; 12 agosto | 4 notti</span></strong></h3><p><strong><span>Giorno 7 &#8211; Marzamemi e arrivo ad Avola</span></strong></p><p><span>Il trasferimento verso Avola prevede una tappa obbligata: Marzamemi.</span></p><p><span>Il borgo &#232; bellissimo, con la piazzetta, la tonnara, le barche. Molto curato, molto &#8220;artistico&#8221;, probabilmente un filo pi&#249; costruito rispetto a com&#8217;era vent&#8217;anni fa, ma non importa. L&#8217;unico problema: non c&#8217;era un filo d&#8217;aria. Con quaranta gradi e zero vento, anche il borgo pi&#249; fotogenico del mondo si visita a scaglioni brevi.</span></p><p><span>Ad Avola ci sistemiamo in un appartamento subito dietro il centro storico</span> <span>che, curiosit&#224;, ha una pianta esagonale unica in Sicilia. Giriamo il centro, ceniamo l&#236;, e la sera facciamo il trenino barocco: un&#8217;esperienza forse un po&#8217; troppo folkloristica per i miei gusti, ma i bambini si sono divertiti parecchio e a quel punto &#232; quello che conta.</span></p><p><strong><span>Giorno 8 &#8211; Noto, gli amici e la sfida tra le due granite</span></strong></p><p><span>A Noto ci aspettano degli amici che ci fanno da guida, e questa &#232; sempre la modalit&#224; migliore per visitare una citt&#224;.</span></p><p><span>Il barocco dorato di Corso Vittorio Emanuele, la Cattedrale, i palazzi: Noto &#232; probabilmente il centro storico pi&#249; scenografico di tutto il viaggio, e con la luce del mattino &#232; impressionante.</span></p><p><span>Ma la parte seria &#232; un&#8217;altra: a Noto ci sono almeno due granite obbligatorie e vanno fatte entrambe. Il Caff&#232; Sicilia, che &#232; quello famoso in tutto il mondo, e il Caff&#232; Costanzo, poco distante, meno turistico e altrettanto straordinario. Fatele in sequenza.</span></p><p><span>Ceniamo da L&#8217;Astuto,</span> <span>cos&#236; bene che ci siamo tornati una seconda volta durante il soggiorno. Consigliatissimo.</span></p><p><span>Nel pomeriggio proviamo a metterci un po&#8217; in spiaggia a Noto Marina: un vero carnaio. Ad agosto e soprattutto nei fine settimana, quella zona, la eviterei.</span></p><p><strong><span>Giorno 9 &#8211; Ortigia (e un incontro inatteso)</span></strong></p><p><span>Ortigia &#232; meravigliosa. &#200; anche caldissima, ma &#232; meravigliosa.</span></p><p><span>Riusciamo a vedere bene la Piazza del Duomo,</span> <span>che resta una delle piazze pi&#249; belle d&#8217;Italia,</span> <span>la Fonte Aretusa con il suo papiro, e soprattutto i vicoli con i negozietti, che sono la vera esperienza del posto.</span></p><p><span>Pranziamo benissimo da La Foglia, vicino alla Fonte Aretusa, in compagnia di un&#8217;altra coppia di amici del posto. E qui succede la cosa che i miei figli hanno raccontato a chiunque nei giorni successivi: al tavolo accanto al nostro c&#8217;era Whoopi Goldberg. Che, per chi non lo sapesse, ha effettivamente comprato casa a Ortigia e ormai vive stabilmente da queste parti. Elisa si ricordava di lei perch&#232; qualche mese fa avevamo visto assieme il film Ghost</span></p><p><span>Al rientro ci fermiamo alla spiaggia dell&#8217;Arenella, che tra l&#8217;altro &#232; risultata una delle pi&#249; accessibili anche nelle mie condizioni.</span></p><p><strong><span>Giorno 10 &#8211; Riposo forzato (e le cose che ho saltato)</span></strong></p><p><span>Ultimo giorno pieno nel siracusano, e il piede chiede tregua totale. Giornata in spiaggia attrezzata a Noto Marina e basta.</span></p><p><span>Qui, non ve lo nascondo, ho saltato un sacco di roba: Fontane Bianche, l&#8217;Isola delle Correnti, la Riserva di Vendicari, Calamosche. Ne parlo meglio in fondo, perch&#233; sono tutte cose che restano nella mia lista e che consiglio a voi.</span></p><p><span>Diciamo che il siracusano, da solo, meriterebbe una vacanza intera.</span></p><h2><strong><span>Base 4 &#8211; PEDEMONTANA ETNEA</span></strong></h2><h3><strong><span>12 &#8211; 18 agosto | 6 notti</span></strong></h3><p><strong><span>Giorno 11 &#8211; Trasferimento, prima sosta a Catania e il vulcano che si accende</span></strong></p><p><span>Spezziamo il trasferimento con una sosta pranzo a Catania, riservandoci di tornarci con calma in un orario meno infernale (cosa che faremo a Ferragosto).</span></p><p><span>Poi saliamo a Piedimonte Etneo, e qui succede la cosa che ha cambiato il carattere di tutta la seconda met&#224; della vacanza.</span></p><p><span>L&#8217;Etna era in eruzione.</span></p><p><span>La struttura che avevamo scelto ci ha regalato una vista sul vulcano ventiquattro ore su ventiquattro. Di giorno il pennacchio. Di notte il bagliore rosso sulla cima, con un cielo stellato che a Milano non ci sogniamo nemmeno. E per tutti i giorni, in sottofondo, l&#8217;Etna che brontola. Un rumore basso, continuo, che dopo un po&#8217; smetti di notare e poi improvvisamente rinoti, e ti viene la pelle d&#8217;oca.</span></p><p><span>Aggiungete una piscina in cui rinfrescarsi nelle ore pi&#249; calde e avete la nostra base perfetta.</span></p><p><span>Ma va detta anche l&#8217;altra faccia. Quell&#8217;eruzione ha causato disagi molto seri: limitazioni alle escursioni sul vulcano e soprattutto la chiusura dell&#8217;aeroporto di Catania per giorni e giorni, con centinaia di voli cancellati e decine di migliaia di persone bloccate. Da vent&#8217;anni non si vedeva un&#8217;emergenza di questa portata in Sicilia.</span></p><p><span>Noi eravamo gi&#224; sull&#8217;isola, quindi ce la siamo cavata con relativa fortuna. Ma se state programmando un viaggio da queste parti, mettetelo in conto: l&#8217;Etna &#232; lo spettacolo e, occasionalmente, &#232; anche il problema. Vale la pena avere un piano B (l&#8217;aeroporto di Comiso, i traghetti, i treni) e un&#8217;assicurazione decente.</span></p><p><strong><span>Giorno 12 &#8211; L&#8217;Etna con i bambini</span></strong></p><p><span>Giornata Etna, con un&#8217;escursione family friendly guidati da Chiara di Sicilia Family Tour.</span></p><p><span>Ve la consiglio se viaggiate con figli: &#232; un tour pensato proprio per loro, con esperimenti, grotte laviche, spiegazioni raccontate a misura di bambino. Non &#232; la classica salita ai crateri sommitali &#8211;che con l&#8217;eruzione in corso, tra l&#8217;altro, era comunque limitata &#8211;</span> <span>ma &#232; esattamente il modo giusto per far capire a un ragazzino cos&#8217;&#232; un vulcano attivo.</span></p><p><span>Il pomeriggio scendiamo a Giardini Naxos, dove ci ha raggiunti un nostro amico.</span></p><p><strong><span>Giorno 13 &#8211; Taormina e Castelmola</span></strong></p><p><span>Taormina merita la fama. Il Teatro Greco, con l&#8217;Etna fumante da un lato e il mare dall&#8217;altro, &#232; una di quelle viste che restano.</span></p><p><span>Poi c&#8217;&#232; la granita leggendaria del Bam Bar, che &#232; a tutti gli effetti un pezzo di patrimonio locale.</span></p><p><span>E poi saliamo a Castelmola, il borgo arroccato sopra Taormina, dove la vista &#232; a 360 gradi. Sosta d&#8217;obbligo al Bar Turrisi, che ha un arredamento&#8230; diciamo a tema fertilit&#224;, con simboli fallici distribuiti su quattro piani. L&#8217;ilarit&#224; dei miei figli &#232; stata incontenibile per circa quarantacinque minuti. Se vi imbarazzano facilmente le domande dei bambini, sappiatelo in anticipo; se invece vi diverte, &#232; un pezzo di folklore locale genuinamente esilarante.</span></p><p><span>Nota dolente personale: l&#8217;ascensore per salire era fuori servizio, il che con le stampelle non ha aiutato.</span></p><p><strong><span>Giorno 14 &#8211; Ferragosto: piscina e Catania</span></strong></p><p><span>Ferragosto lo passiamo in modalit&#224; totalmente lenta: piscina fino al pomeriggio, senza spostarci di un metro.</span></p><p><span>Volevamo fare le Gole dell&#8217;Alcantara in mattinata, ma per ovvi motivi le abbiamo saltate (ci torno dopo, perch&#233; ci tengo comunque a consigliarvele).</span></p><p><span>Nel tardo pomeriggio scendiamo a Catania a trovare un&#8217;altra coppia di amici. Granita dalla Pasticceria Savia su Via Etnea (istituzione, tra le migliori granite mai assaggiate), giro del centro nelle ore finalmente umane &#8211;</span> <span>Piazza Duomo con l&#8217;Elefante, Via Etnea, il barocco di Via Crociferi &#8211;</span> <span>e poi cena in un ristorante in centro ricavato in una chiesa sconsacrata bellissima e consigliatoci dai nostri amici catanesi.</span></p><p><span>Catania la sera &#232; tutta un&#8217;altra citt&#224; rispetto a Catania a mezzogiorno. Se possibile, ad agosto, fatela cos&#236;.</span></p><p><strong><span>Giorno 15 &#8211; Aci Castello e Aci Trezza</span></strong></p><p><span>Giornata dedicata alla costa dei Ciclopi: il castello normanno di Aci Castello, costruito direttamente sulla lava a picco sul mare, e Aci Trezza con i suoi Faraglioni e la storia dei Malavoglia di Verga che riecheggia in ogni angolo del paesino.</span></p><p><span>Pomeriggio relax nella nostra piscina, e per cena scendiamo a Naxos a salutare i nostri amici.</span></p><p><strong><span>Giorno 16 &#8211; In barca fino a Isola Bella</span></strong></p><p><span>Ultima mattina, e chiudiamo il cerchio come l&#8217;avevamo aperto: in barca.</span></p><p><span>Partenza da Marina di Riposto verso Giardini Naxos e Taormina, con Isola Bella, Mazzar&#242;, Capo Taormina e &#8211; regalo finale &#8211; avvistamento di delfini. Bagni, sole, silenzio. Una gita rigenerante che suggella una vacanza super.</span></p><p><span>Il pomeriggio in spiaggia a Naxos, e poi la valigia.</span></p><h2><strong><span>Le cose che non ho potuto fare (ma che vi consiglio pienamente)</span></strong></h2><p><span>Questa sezione &#232; per voi che, a differenza mia quest&#8217;anno, camminate benissimo. Sono tutte tappe che avevo studiato, che ho dovuto tagliare e che restano nella mia lista per il prossimo giro.</span></p><p><strong><span>Riserva Naturale di Vendicari e spiaggia di Calamosche.</span></strong></p><p><span>Probabilmente il rimpianto pi&#249; grande. Si parcheggia e si cammina una ventina di minuti a piedi lungo un sentiero, tra lagune con i fenicotteri e una vecchia tonnara, per arrivare a una baia considerata tra le pi&#249; belle di Sicilia. Consiglio raccolto da chi la conosce: partire prestissimo (prima delle 10:30 il parcheggio &#232; gi&#224; pieno) e portarsi tutto da casa, perch&#233; l&#236; non c&#8217;&#232; nessun servizio. Acqua in abbondanza, scarpe comode.</span></p><p><strong><span>Isola delle Correnti, a Portopalo.</span></strong></p><p><span>Il punto pi&#249; a sud della Sicilia, che si raggiunge attraversando a piedi una lingua di terra in mezzo al mare (percorribile a seconda di marea e vento,</span> <span>va verificato sul momento). Da un lato il Mediterraneo, dall&#8217;altro lo Ionio. Per i bambini &#232; una narrazione perfetta: pi&#249; a sud di qui c&#8217;&#232; solo l&#8217;Africa.</span></p><p><strong><span>Le Gole dell&#8217;Alcantara.</span></strong></p><p><span>Un canyon di basalto scavato dalle colate laviche, con pareti fino a cinquanta metri e un fiume gelido in mezzo. Si visita in autonomia, sentiero ad anello di un paio d&#8217;ore, e c&#8217;&#232; un ascensore per scendere. Il dettaglio che me le fa rimpiangere di pi&#249;: dentro fa fresco anche con 38 gradi fuori. A met&#224; agosto, un lusso.</span></p><p><strong><span>Fontane Bianche,</span></strong><span> per una giornata di mare pi&#249; comoda nel siracusano.</span></p><p><strong><span>Il Parco Archeologico della Neapolis a Siracusa,</span></strong><span> almeno per l&#8217;Orecchio di Dionisio: una grotta enorme con un&#8217;acustica pazzesca, dove i bambini impazziscono a fare l&#8217;eco.</span></p><p><span>E poi, banalmente: tutto il resto della Sicilia orientale, perch&#233; sedici giorni sembrano tanti e non lo sono.</span></p><h2><strong>Riflessioni finali</strong></h2><p><span>La Sicilia, per noi, si &#232; confermata una terra pazzesca.</span></p><p><span>Il cibo, le persone, il mare, le spiagge, la storia che ti cammina accanto senza darsi troppe arie. &#200; un posto dove una vacanza in famiglia funziona quasi da sola, perch&#233; offre contemporaneamente le due cose che con tre figli servono sempre: il mare per scaricare e le cose da vedere per riempire.</span></p><p><span>Quest&#8217;anno l&#8217;abbiamo vista al rallentatore, per forza di cose. Abbiamo tagliato riserve naturali, canyon e mezze giornate di programma. E ci siamo ritrovati a fare quello che raramente ci riesce: stare fermi.</span></p><p><span>Chiss&#224; che prima o poi non mi compri una casa da queste parti per la pensione. Ogni tanto ci penso.</span></p><p><span>Intanto abbiamo gi&#224; una promessa in sospeso: le Eolie, in barca.</span></p><p><span>E voi? Siete mai stati in Sicilia orientale? Avete un posto da segnalarmi per il prossimo giro?</span></p><p><span>Raccontatemelo nei commenti, vi leggo.</span></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://substack.com/@lucamazzucchelli/note/p-211972244&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Leave a comment&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/substack.com/@lucamazzucchelli/note/p-211972244"><span>Leave a comment</span></a></p><p>A presto,</p><p><em>Luca</em></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[I consigli dello psicologo per l’estate digitale]]></title><description><![CDATA[Come trovare l'equilibrio con la tecnologia quando finisce la scuola e cambia il ritmo delle giornate ;-)]]></description><link>https://lucamazzucchelli.substack.com/p/i-consigli-dello-psicologo-per-lestate</link><guid isPermaLink="false">https://lucamazzucchelli.substack.com/p/i-consigli-dello-psicologo-per-lestate</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></dc:creator><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 14:14:37 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/c4f2e933-fd12-4b1e-b85b-aa8d136baa24_1582x1103.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>La scuola &#232; finita. <br>E ovviamente, quando la scuola finisce cambia anche il ritmo delle giornate. Gli orari saltano, le mattine si allungano, compiti e attivit&#224; diminuiscono, i momenti vuoti aumentano. In quel vuoto lo smartphone pu&#242; diventare la risposta pi&#249; comoda: per riempire l&#8217;attesa, la noia, gli spostamenti, le pause.<br><br>Per questo conviene parlarne prima che le vacanze entrino nel vivo. Siediti con tuo figlio e concordate poche regole chiare. Scegli le battaglie davvero importanti: non puoi combatterle tutte, ma quelle che scegli vanno rispettate.<br><br>Un accordo costruito in un momento tranquillo funziona meglio di una serie di divieti detti nel mezzo di una discussione.<br><br>Ecco cinque indicazioni pratiche per vivere l&#8217;estate digitale con pi&#249; consapevolezza.</p><h2>1. Stabilisci limiti e confini</h2><p>Definisci un tempo-schermo ragionevole e concordalo con tuo figlio. Il limite serve a dare forma alla giornata, soprattutto in estate, quando la struttura della scuola viene meno.<br><br>Durante l&#8217;anno ci sono lezioni, compiti, attivit&#224;, orari. In vacanza tutto si allenta. La famiglia pu&#242; aiutare a ricostruire alcuni punti fermi: quanto tempo online, in quali momenti, con quali eccezioni.<br><br>Il limite deve essere chiaro, realistico e sostenibile. Se ogni giorno diventa una trattativa, perde forza. Meglio poche regole comprensibili, dette bene e mantenute con coerenza.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://lucamazzucchelli.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Subscribe&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Iscriviti per ricevere le mie riflessioni nella tua casella di posta ;-)</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Type your email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Subscribe"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><h2>2. Proteggi alcuni momenti senza schermo</h2><p>Scegliete momenti offline validi per tutta la famiglia: telefoni fuori dalla camera da letto durante la notte, niente cellulare ai pasti, i primi venti minuti in macchina senza schermi, alcune attivit&#224; all&#8217;aperto senza notifiche.<br><br>Sono piccole regole, ma proteggono spazi preziosi. Il tempo della relazione ha bisogno di attenzione.<br><br>Qui l&#8217;esempio dei genitori pesa moltissimo. Se un adulto resta attaccato al telefono in ogni momento libero della vacanza, sar&#224; difficile chiedere a un figlio di fare diversamente. I ragazzi ascoltano quello che diciamo, ma guardano soprattutto quello che facciamo.</p><h2>3. Sii presente, non solo controllore</h2><p>Quando si parla di adolescenti e digitale, molti genitori oscillano tra due paure: lasciare troppa libert&#224; o controllare troppo. Prima ancora del controllo, conta la presenza.<br><br>Questa estate siediti accanto a tuo figlio. Fatti mostrare cosa guarda, che gioco usa, quale app gli piace, quale creator segue. Chiedigli di spiegartelo. Con curiosit&#224; vera, senza trasformare ogni domanda in un interrogatorio.<br><br>Un ragazzo ascoltato racconta pi&#249; facilmente. Un ragazzo giudicato, di solito, si chiude.<br><br>Essere presenti vuol dire conoscere un pezzo del suo mondo. Anche quello digitale. Da l&#236; possono nascere conversazioni pi&#249; concrete, pi&#249; utili, meno astratte.</p><h2>4. Dai un&#8217;intenzione all&#8217;uso dello smartphone</h2><p>A volte la domanda pi&#249; utile non &#232; solo: quanto tempo passi al telefono? Vale la pena chiedersi anche: che cosa stai facendo in quel tempo?<br><br>Pu&#242; essere lui il fotografo del viaggio, quello che monta un video, cerca un ristorante, prepara una playlist, organizza un itinerario o impara qualcosa di nuovo.<br><br>Quando c&#8217;&#232; un obiettivo chiaro, la tecnologia diventa uno strumento. Quando manca un obiettivo, &#232; pi&#249; facile finire nello scrolling senza accorgersene.<br><br>Aiutare un ragazzo a usare meglio il digitale vuol dire anche aiutarlo a riconoscere la differenza tra aprire un&#8217;app per fare qualcosa e aprirla solo perch&#233; non sa che altro fare.</p><h2>5. Crea alternative concrete</h2><p>Prima di arrabbiarti perch&#233; tuo figlio ha passato troppo tempo davanti allo schermo, prova a farti una domanda semplice: oggi aveva qualcosa di pi&#249; interessante da fare?<br><br>Il telefono vince facilmente quando &#232; l&#8217;unica alternativa disponibile. Un mazzo di carte al ristorante, un gioco da portare in borsa, i racchettoni in spiaggia, una passeggiata serale, un film da commentare insieme, un&#8217;attivit&#224; con gli amici: spesso l&#8217;alternativa va preparata prima.<br><br>Costa energia, certo. Ma &#232; uno degli investimenti migliori che un genitore possa fare in estate. Offri a tuo figlio qualcosa che pu&#242; competere con lo schermo e, nello stesso tempo, costruisci relazione.<br><br>La tecnologia pu&#242; avere spazio nell&#8217;estate dei ragazzi. Il punto &#232; aiutarli a darle il posto giusto, accanto ad amici, sport, noia, creativit&#224;, videogiochi, momenti in famiglia e tempo offline.</p><p><em>Luca</em></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://lucamazzucchelli.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Subscribe&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Iscriviti per ricevere nella tua casella di posta le mie riflessioni ;-)</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Type your email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Subscribe"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Longpath: Un antidoto alla mentalità del breve termine ]]></title><description><![CDATA[Intervista esclusiva con Ari Wallach, futurista americano e founder della Longpath]]></description><link>https://lucamazzucchelli.substack.com/p/longpath-un-antidoto-alla-mentalita</link><guid isPermaLink="false">https://lucamazzucchelli.substack.com/p/longpath-un-antidoto-alla-mentalita</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></dc:creator><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 12:06:02 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Kd_f!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F14ecfaf5-f00f-4fa6-a845-c91ab729e15d_1500x1500.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div class="pullquote"><p>Il passato ci insegna l&#8217;umilt&#224;. Il presente ci chiede un certo tipo di responsabilit&#224;. E il futuro&#8230; ci chiede di avere cura<br><strong>- Ari Wallach</strong></p></div><p>Questa frase &#232; tratta da una breve intervista esclusiva ad Ari Wallach, futurista americano e fondatore della Longpath.</p><p>Nel suo libro <em>&#8220;Longpath. Divenire i grandi antenati di cui il nostro futuro ha bisogno. Un antidoto alla mentalit&#224; del breve termine&#8221;</em>, Wallach ci spiega proprio questo concetto: capovolgere il paradigma del nostro modo di pensare, spostandolo dal breve al lungo termine.</p><h2><strong>Che cosa ha fatto nascere l&#8217;urgenza di scrivere Longpath?</strong></h2><p>Non mi sono svegliato una mattina pensando: &#8220;Voglio scrivere un libro&#8221;.</p><p>&#200; stato piuttosto il lavoro che facevo a portarmi in giro per il mondo, incontrando leader e organizzazioni. E vedevo sempre pi&#249; chiaramente che prendevano decisioni attraverso una lente di brevissimo periodo.</p><p>Per molto tempo, per&#242;, non sapevo davvero cosa fare di questa consapevolezza. Finch&#233; non sono diventato padre.</p><p>Quando sono nate le mie figlie gemelle, mi sono reso conto che gran parte di ci&#242; che stiamo facendo oggi equivale a prendere in prestito dal futuro, creando un debito che qualcun altro dovr&#224; pagare. E ho capito che esistono persone, i nostri discendenti, che subiranno le conseguenze delle nostre decisioni ma non hanno voce oggi: non possono protestare, non possono votare, non possono difendersi.</p><p>Sono cresciuto con l&#8217;idea che sia importante parlare in difesa di chi non ha voce. E in quel momento ho capito che dovevo fare qualcosa. Da l&#236; &#232; nato il libro, ma anche il movimento e la mentalit&#224; che stanno dietro a &#8220;Longpath&#8221;.</p><h2><strong>Che cosa significa, per una persona comune, essere un &#8220;grande antenato&#8221;?</strong></h2><p>Essere un grande antenato non significa essere un eroe o un santo.</p><p>Significa semplicemente fermarsi un attimo prima di prendere una decisione. Pu&#242; essere una decisione importante oppure piccola, ma il punto &#232; riconoscere che le nostre scelte, su come gestiamo aziende, organizzazioni, Paesi o le nostre stesse vite, si propagano nel tempo.</p><p>Quando inizi a comprendere questa dimensione etica, non pensi pi&#249; soltanto a come una decisione influenzer&#224; la tua giornata o la tua settimana. Inizi a chiederti come risuoner&#224; attraverso le generazioni.</p><p>Questo significa pensare come un grande antenato.</p><p>Non vuol dire che farai sempre la scelta perfetta, ma vuol dire essere consapevoli che le nostre decisioni hanno conseguenze che vanno ben oltre la durata della nostra vita.</p><h2><strong>Perch&#233; &#232; importante parlare di &#8220;futuri&#8221; al plurale?</strong></h2><p>&#200; importante parlare di futuri al plurale perch&#233;, quando parliamo del futuro al singolare (&#8220;Il futuro&#8221;) spesso lo trattiamo come qualcosa di inevitabile.</p><p>Mi invitano spesso a partecipare a panel sul futuro dei trasporti o sul futuro dell&#8217;intelligenza artificiale. Ma quando parliamo cos&#236;, sembra quasi che esista una sola strada possibile.</p><p>Parlare invece di futuri, al plurale, ci ricorda che abbiamo una scelta. E quindi anche una responsabilit&#224;.</p><p>Significa riconoscere che il futuro non &#232; qualcosa che semplicemente accade e ci travolge: &#232; qualcosa che costruiamo con le nostre decisioni. E questa consapevolezza introduce una dimensione etica nel modo in cui agiamo ogni giorno.</p><h2><strong>Qual &#232; il ruolo della tecnologia in questo contesto?</strong></h2><p>La tecnologia non rappresenta un futuro predeterminato. Non &#232; un destino.</p><p>Possiamo pensarla piuttosto come uno specchio: riflette ci&#242; che siamo e ci&#242; che riteniamo importante in questo momento.</p><p>La cosa fondamentale, quando utilizziamo o sviluppiamo tecnologia, &#232; ricordare che abbiamo sempre una scelta.</p><p>Possiamo usarla soltanto per massimizzare i profitti nel breve termine e estrarre valore immediato. Oppure possiamo progettare e utilizzare la tecnologia per favorire l&#8217;emancipazione delle persone e della societ&#224;.</p><p>Anche questa &#232; una scelta.</p><p>La tecnologia non dovrebbe sostituire le relazioni umane o ci&#242; che siamo. Idealmente, dovrebbe potenziarci e renderci ancora pi&#249; umani.</p><h2><strong>Come possiamo sviluppare empatia verso le generazioni future?</strong></h2><p>Possiamo coltivare questa connessione emotiva ricordando che il futuro &#232; qualcosa di profondamente personale.</p><p>Possiamo fare piccoli esercizi: scrivere una lettera al futuro, o una lettera al nostro s&#233; futuro. L&#8217;importante &#232; passare del tempo a immaginare futuri diversi.</p><p>Un altro modo &#232; trascorrere tempo con persone di et&#224; diverse. Con i giovani, che probabilmente vivranno pi&#249; a lungo di noi. E con gli anziani, che sono venuti prima.</p><p>Questo ci aiuta a superare ci&#242; che nel libro chiamo il bias della durata della vita: la tendenza a pensare quasi esclusivamente all&#8217;arco di tempo che va dalla nostra nascita alla nostra morte.</p><p>In realt&#224; siamo parte di una storia molto pi&#249; lunga. Ci sono persone che sono venute prima di noi e altre che verranno dopo. Ricordarlo ci aiuta a sentirci parte di una catena umana pi&#249; ampia, ed &#232; cos&#236; che iniziamo a connetterci davvero con il futuro.</p><h2><strong>Qual &#232; la lezione pi&#249; grande guardando passato, presente e futuro?</strong></h2><p>Il passato ci insegna l&#8217;umilt&#224;.</p><p>Il presente richiede responsabilit&#224;.</p><p>Il futuro ci chiede cura.</p><p>Quando riusciamo a tenere insieme queste tre dimensioni, possiamo vivere e lavorare in modo consapevole non solo con le persone che ci circondano, ma anche con chi &#232; venuto prima di noi (i grandi antenati) e con chi verr&#224; dopo.</p><p>La verit&#224; &#232; che non riusciremo mai a completare tutto il lavoro nell&#8217;arco di una sola vita.</p><p>Per questo &#232; utile pensare alla vita come a una staffetta. Io facevo atletica e correvo nelle staffette. Non vincevamo solo grazie alla velocit&#224; dei singoli corridori, ma soprattutto grazie a come ci passavamo il testimone.</p><p>E oggi l&#8217;umanit&#224; si trova proprio in quel momento: un grande passaggio di testimone tra ci&#242; che &#232; stato e ci&#242; che sar&#224;.</p><p>Pi&#249; sviluppiamo questa consapevolezza, pi&#249; capiamo che il nostro compito &#232; portare avanti il lavoro, non completarlo da soli.</p><h2><strong>Una piccola pratica per iniziare a vivere il &#8220;long path&#8221;</strong></h2><p>Me lo chiedono spesso, e alla fine si riduce a una cosa molto semplice.</p><p>Il long path &#232; una mentalit&#224;, ma &#232; anche una pratica quotidiana.</p><p>Prima di prendere una decisione, grande o piccola, mi pongo sempre una domanda:</p><p>&#8220;I miei nipoti mi ringrazierebbero per questa scelta?&#8221;</p><p>Non devi avere figli o nipoti per farti questa domanda. Il punto &#232; fermarsi un attimo e riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni.</p><p>Se i tuoi nipoti o i tuoi pronipoti guardassero indietro a questa decisione, ti sarebbero grati?</p><p>Questo &#232; il modo pi&#249; semplice per praticare il long path.</p><p>Alcune decisioni saranno enormi, altre minuscole. Ma guardarle dalla prospettiva del futuro che osserva il presente cambia completamente il modo in cui scegliamo di agire.</p><p>Non si tratta di avere sempre ragione.</p><p>Si tratta di fare scelte per cui le generazioni future possano dire: &#8220;Grazie.&#8221;</p><p>L&#8217;ultima domanda &#232; per te che mi leggi qui su Substack: se guardassi la tua vita &#8220;dal futuro&#8221;, hai in mente quali scelte cambieresti gi&#224; oggi? Raccontami, ti leggo con piacere.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Come affrontare l'incertezza: i due ingredienti imprescindibili]]></title><description><![CDATA[Quando &#232; stata l&#8217;ultima volta che hai guardato il futuro e ti sei sentito pienamente tranquillo?]]></description><link>https://lucamazzucchelli.substack.com/p/come-affrontare-lincertezza-i-due</link><guid isPermaLink="false">https://lucamazzucchelli.substack.com/p/come-affrontare-lincertezza-i-due</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></dc:creator><pubDate>Wed, 06 May 2026 13:37:04 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/cc33230d-f5bd-4327-b0b2-d27991b50d1d_1282x667.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Quando &#232; stata l&#8217;ultima volta che hai guardato il futuro e ti sei sentito pienamente tranquillo?</p><p>Guerre che si moltiplicano, crisi economiche ricorrenti, cambiamenti climatici sempre pi&#249; evidenti, intelligenza artificiale che ridisegna il mondo del lavoro. Se guardiamo il futuro con gli occhi di oggi, &#232; difficile non sentire un peso sul petto.</p><p>Parliamoci chiaro: &#232; una paura motivata.<br>Non siamo, cio&#232;, di fronte a preoccupazioni infondate o esagerate, ma a sfide reali e sempre pi&#249; complesse che richiedono risposte che spesso non abbiamo.<br>Anch&#8217;io la provo.<br>Mi interrogo, discuto con i miei amici, leggo il parere di esperti, cerco di capire dove stiamo andando.</p><p>Non ho ricette magiche e sono anche io ancora alla ricerca di una chiara strada da seguire per il domani, ma negli anni ho imparato che ci sono due ingredienti fondamentali che possono fare la differenza nel modo in cui decidiamo di affrontare l&#8217;incertezza.</p><h2><strong>Il primo ingrediente per affrontare l&#8217;incertezza: la speranza</strong></h2><p>Lo psicoanalista Alfred Adler sosteneva che la speranza &#232; l&#8217;elemento cruciale per innescare il cambiamento.</p><p>Pensa al venditore che deve alzare il telefono per contattare un cliente difficile.<br>Alla coppia in crisi che deve varcare la soglia dello studio del terapeuta.<br>Allo studente che guarda una montagna di libri sulla scrivania davanti a lui prima dell&#8217;esame.</p><p>Cosa li fa muovere? <strong>La speranza che le cose possano cambiare.</strong></p><p>Senza questa leva emotiva, il venditore non alzerebbe il telefono, la coppia non cercherebbe aiuto, lo studente non aprirebbe il primo libro.<br>La speranza ti permette di visualizzare il tuo futuro, aiutandoti a vedere oltre i problemi attuali.</p><p>Certo, sperare non significa essere ingenui.<br>Non vuol dire chiudere gli occhi di fronte alla realt&#224; o fingere che i problemi non esistano.<br>La vera speranza &#232; quella che guarda con realismo ci&#242; che accade, riconosce le difficolt&#224;, ma mantiene viva la convinzione che sia possibile trovare soluzioni e vie d&#8217;uscita. E con questo atteggiamento mentale cerca di risolvere le patate bollenti che gli sono capitate tra le mani.</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><em><strong>Quando nutri speranza per il futuro,</strong></em><strong><br></strong><em><strong>Guadagni forza nel presente.</strong></em></p></div><p>Il passato ha certamente un suo peso, poich&#233; ci ha condotti fino a qui. Tuttavia, la prospettiva con cui guardi al futuro non &#232; meno importante. Non &#232; tanto la posizione attuale a contare, quanto la visione del tuo futuro.</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><em><strong>Il modo in cui vedi il futuro determina i tuoi pensieri nel presente;</strong></em><strong><br></strong><em><strong>I tuoi pensieri nel presente influenzano le tue prestazioni attuali;</strong></em><strong><br></strong><em><strong>Le tue prestazioni attuali determinano i tuoi risultati di domani.</strong></em></p></div><h2><strong>Il secondo ingrediente per affrontare l&#8217;incertezza: l&#8217;ispirazione</strong></h2><p>Ma la speranza da sola non basta. Serve un secondo ingrediente fondamentale: l&#8217;ispirazione.</p><p>Prova a pensare all&#8217;ultima volta che ti sei sentito davvero bloccato di fronte a un problema. Magari eri anche cinico, convinto che non ci fosse via d&#8217;uscita.<br>Cosa &#232; successo? Probabilmente sei rimasto fermo, paralizzato.</p><p>Il cinismo &#232; il killer dell&#8217;ispirazione.<br>Ti fa vedere solo ostacoli, ti convince che ogni sforzo sia inutile, ti blocca prima ancora che tu possa provare.</p><p><strong>L&#8217;ispirazione</strong>, invece, &#232; una calamita potente che ti attrae verso nuove possibilit&#224;. Quando sei <strong>ispirato</strong>, si attiva un&#8217;energia al tuo interno capace di metterti in moto. Il cambiamento arriva in modo naturale, scopri di essere in grado di affrontare l&#8217;incertezza, hai le energie giuste e ti muovi liberamente con competenza tra le sfide della vita. Riscopri risorse che credevi di non avere. Vedi connessioni che prima ti sfuggivano. Trovi soluzioni dove altri vedono solo problemi.</p><p>&#200; l&#8217;ispirazione che ti spinge a provare strade nuove quando quelle vecchie non funzionano pi&#249;.</p><h2><strong>I miei strumenti per alimentare speranza e ispirazione</strong></h2><p>Lavorare sulla speranza &#232; un tema ampio e complesso. Mi rendo conto, per&#242;, che quando lavoro per aumentare la mia ispirazione, la speranza aumenta a braccetto. &#200; come se fossero due <strong>vasi comunicanti: </strong>alimentando uno, si riempie automaticamente anche l&#8217;altro.</p><p>Tra i tanti modi che ho per trovare ispirazione, quello a me pi&#249; caro &#232; lo studio e l&#8217;approfondimento del nostro funzionamento interiore. Trovare tecniche e strumenti per migliorarmi, per aumentare il mio potenziale, per aiutare meglio le persone&#8230; tutto questo alimenta costantemente la mia curiosit&#224; e la mia voglia di crescere.</p><p>Una fonte quotidiana di ispirazione &#232; quello che Zig Ziglar chiamava <strong>&#8220;L&#8217;universit&#224; dell&#8217;automobile&#8221;.</strong> Ovvero l&#8217;abitudine di sfruttare il tempo di viaggio per formarsi e introdurre nuove competenze nella propria mente.</p><p>Facci caso: se guidi per 20 km al giorno in automobile, in un anno passi circa 250 ore alla guida. In dieci anni? Sono 2.500 ore. L&#8217;equivalente di tre anni accademici completi. In tutto questo tempo puoi prendere una seconda laurea all&#8217;universit&#224; dell&#8217;automobile.</p><p>In buona sostanza, si tratta di trasformare ogni tragitto in un&#8217;opportunit&#224; di crescita: ascoltare nuovi videocorsi, podcast, audiolibri in modo da imparare, ripassare e ampliare le proprie conoscenze.</p><p>Una cosa che mi aiuta in particolare &#232; ascoltare pi&#249; e pi&#249; volte i contenuti migliori. La ripetizione, infatti, aiuta a ricordare meglio. E pi&#249; ascolto quei concetti e pi&#249; si integrano nel mio dialogo interiore.</p><p>E tu? Quali sono i tuoi strumenti per mantenere viva la speranza realistica e alimentare l&#8217;ispirazione per affrontare l&#8217;incertezza?</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Trasmettere i propri valori agli altri]]></title><description><![CDATA[Una lezione che non scorder&#242; mai dal Giappone]]></description><link>https://lucamazzucchelli.substack.com/p/trasmettere-i-propri-valori-agli</link><guid isPermaLink="false">https://lucamazzucchelli.substack.com/p/trasmettere-i-propri-valori-agli</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></dc:creator><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:59:16 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/f30dc78d-6214-4cb5-921d-e349057539ad_1768x1142.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Durante un viaggio che ho fatto in Giappone l&#8217;anno scorso, ho toccato con mano quello che &#232; il metodo pi&#249; potente in assoluto per trasmettere i propri valori agli altri.</p><p>&#200; accaduta, infatti, un&#8217;esperienza che mi ha toccato proprio alla fine di un soggiorno in un <em>ryokan</em> tradizionale.</p><p>Per chi non lo sapesse, i ryokan sono locande giapponesi dove si dorme sui <em>futon</em>, si indossano gli <em>yukata</em> (dei kimono leggeri), e si mangia cibo tipico servito con estrema cura e precisione.</p><p>&#200; un&#8217;esperienza molto <strong>bella</strong> ed <strong>educativa</strong>, perch&#233; in fin dei conti vivi per tutto il soggiorno esattamente come la tradizione degli antichi giapponesi suggeriva (inclusa la colazione tradizionale a base di pesce secco, uova crude, ramen ghiacciati e altre pietanze per me immangiabili di primo mattino :-)).</p><p>Ma ci&#242; che mi ha davvero toccato non &#232; stato tanto il soggiorno in s&#233;, quanto il momento del nostro addio.<br>Quando &#232; giunto il momento di partire, invece del classico saluto formale che mi sarei aspettato, met&#224; dello staff del ryokan &#232; uscito ad accompagnarci ai taxi, salutandoci con inchini profondi e sorrisi sinceri.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!-TwW!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F193e2201-648f-4665-949a-ccde79fa376c_225x300.webp" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!-TwW!, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/w_424, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/c_limit, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/f_webp, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/q_auto:good, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F193e2201-648f-4665-949a-ccde79fa376c_225x300.webp 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!-TwW!, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/w_848, 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data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://lucamazzucchelli.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Subscribe&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Iscriviti per non perderti le mie riflessioni ;-)</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Type your email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Subscribe"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><h2></h2><h2><strong>La cultura del servizio senza ricompensa</strong></h2><p>Un elemento che rende ancora pi&#249; significativo questo gesto &#232; la peculiarit&#224; culturale giapponese riguardo alle <strong>mance</strong>.</p><p>In Giappone, a differenza di molti paesi occidentali, offrire una mancia &#232; considerato addirittura scortese.<br>Non &#232; un&#8217;esagerazione: se provi a lasciare una mancia, spesso ti rincorrono per restituirtela.</p><p><strong>Prendersi cura</strong> dell&#8217;ospite non &#232; un servizio extra da ricompensare, ma un valore intrinseco al loro modo di essere.<br>Lo staff non si aspettava alcuna ricompensa materiale: stavano semplicemente praticando <em><strong>l&#8217;omotenashi</strong></em>, l&#8217;arte giapponese dell&#8217;ospitalit&#224;. Questa, trascende il semplice servizio per diventare un&#8217;espressione autentica di un valore profondamente radicato nella loro cultura.</p><h2><strong>Quando le emozioni rivelano i valori</strong></h2><p>Nel mio libro <a href="https://amzn.to/4blRZP1">&#8220;86.400&#8221;</a>, parlo proprio di come le emozioni intense che vivi, come quella che mi ha preso alla sprovvista mentre lo staff del <em>ryokan</em> mi salutava, siano la via d&#8217;accesso principale per <strong>mettere a fuoco i tuoi valori</strong> pi&#249; profondi.</p><p>Le <strong>emozioni forti</strong> sono come <strong>segnali</strong> luminosi che ci dicono: &#8220;<em>Hey, qui c&#8217;&#232; qualcosa di importante per te!</em>&#8220;.</p><p>Cos&#236;, nei giorni successivi, mi sono interrogato per comprendere cosa avesse provocato quella commozione.</p><p>A quale dei miei valori quel gesto cos&#236; semplice aveva fatto vibrare le corde pi&#249; profonde?</p><p>Era in parte il <strong>valore dell&#8217;aiuto</strong>, che per me &#232; fondamentale.<br>Vedere quelle persone dedicarsi cos&#236; sinceramente al benessere degli ospiti mi ha colpito.</p><p>Era anche il <strong>valore della famiglia,</strong> perch&#233; in quel momento ho sentito come se stessimo lasciando non un hotel, ma una casa dove eravamo stati accolti come parte di una famiglia allargata.</p><p>Ma forse in quell&#8217;emozione che vivevo non c&#8217;erano solo delle informazioni sui miei valori, ma anche su quelli dello staff del ryokan.</p><h2><strong>La chiave per trasmettere i valori agli altri</strong></h2><p>Mi sono reso conto che quella commozione nasceva dall&#8217;autenticit&#224; con cui quelle persone vivevano il valore della cura.<br>Non stavano recitando un copione aziendale o seguendo un protocollo imposto &#8211; stavano genuinamente esprimendo qualcosa in cui credevano profondamente.</p><p>E qui sta la lezione pi&#249; importante che ho portato a casa dal Giappone: se vuoi trasmettere i tuoi valori agli altri &#8211; che siano i tuoi figli, collaboratori, o persone care &#8211; non servono lunghi discorsi o lezioni formali.<br>Ci&#242; che serve &#232; <strong>impersonificare quei valori</strong> con sincerit&#224; e coerenza.</p><p>Molti <strong>genitori</strong> si chiedono come trasmettere ai figli il valore della gentilezza, del rispetto o della perseveranza.</p><p>Molti<strong> leader aziendali</strong> cercano il modo migliore per far s&#236; che il team abbracci i valori organizzativi. La risposta &#232; sorprendentemente semplice: viverli in prima persona, in modo autentico e senza compromessi.</p><h2><strong>L&#8217;impatto dei valori vissuti autenticamente</strong></h2><p>L&#8217;autenticit&#224; con cui lo staff del ryokan viveva il valore della cura ha avuto un effetto potente su di me: mi ha fatto <strong>riconsiderare quel valore</strong> sotto una luce nuova. La cura, che non faceva parte della mia costellazione valoriale (ovvero i valori pi&#249; importanti in una data fase di vita), ha acquisito una nuova dimensione, una nuova sfumatura che prima non vedevo.</p><p>&#200; questo l&#8217;effetto che si ottiene quando si vive autenticamente secondo i propri valori: non si sta solo cercando di convincere qualcuno dell&#8217;importanza di un principio, ma lo si sta facendo vibrare, risuonare con quel principio a un livello profondo ed emotivo.</p><p>Quando un genitore dimostra costantemente coraggio nelle piccole sfide quotidiane, riesce a trasmettere i propri valori, tra cui appunto il coraggio, ai figli molto pi&#249; efficacemente di qualsiasi discorso.</p><p>Quando un leader agisce con integrit&#224; anche quando sarebbe pi&#249; facile prendere scorciatoie, comunica l&#8217;importanza dell&#8217;integrit&#224; al suo team in modo indelebile.</p><h2><strong>La potenza della coerenza nel trasmettere i propri valori</strong></h2><p>Ci&#242; che rende particolarmente efficace questo<strong> metodo di trasmissione dei valori</strong> &#232; la <strong>coerenza</strong>.</p><p>Il personale del ryokan non era <em>&#8220;gentile a giorni alterni&#8221;</em> o <em>&#8220;premuroso solo con i clienti pi&#249; importanti&#8221;.</em> Il loro comportamento rifletteva un impegno costante verso il valore della cura.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!IxD1!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F92219278-0fc0-4454-b484-22ed4a393252_225x300.webp" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!IxD1!, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/w_424, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/c_limit, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/f_webp, 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Quando viviamo i nostri valori in modo costante e autentico, senza &#8220;interruzioni di servizio&#8221;, creiamo un modello che gli altri possono osservare, comprendere e, potenzialmente, fare proprio.</p><p>Sebbene l&#8217;esperienza sia avvenuta in Giappone, la lezione che ne ho tratto &#232; universale:</p><p><em>I valori pi&#249; potenti sono quelli vissuti, non quelli proclamati.</em></p><p>Se desideri che i tuoi figli apprezzino l&#8217;onest&#224;, sii onesto.<br>Se vuoi che il tuo team valorizzi l&#8217;innovazione, sii il primo a pensare fuori dagli schemi.<br>Se vuoi che il tuo partner riconosca l&#8217;importanza della comunicazione aperta, praticala tu per primo.</p><p>E ricorda che non serve essere perfetti &#8211; l&#8217;autenticit&#224; non &#232; perfezione. Significa piuttosto essere veri, essere coerenti con ci&#242; in cui si crede, anche quando &#232; difficile o scomodo.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://lucamazzucchelli.substack.com/p/trasmettere-i-propri-valori-agli?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Share&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/lucamazzucchelli.substack.com/p/trasmettere-i-propri-valori-agli?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Share</span></a></p><h2><strong>Conclusione</strong></h2><p>Tornando a casa dal Giappone, ho portato con me non solo ricordi di paesaggi mozzafiato e cibo delizioso (eccetto forse il pesce essicato a colazione), ma anche questa profonda convinzione:</p><p><em>Per trasmettere i tuoi valori,</em><br><em>devi viverli autenticamente.</em></p><p>Quel semplice <em>&#8220;Sayonara&#8221;</em> accompagnato da inchini profondi e sorrisi genuini mi ha insegnato pi&#249; sulla trasmissione dei valori di quanto avrebbero potuto fare mille trattati di psicologia o pedagogia.</p><p>Perch&#233; alla fine, non sono tanto le parole che usiamo a influenzare gli altri, ma il modo in cui viviamo.</p><p><em>Non &#232; ci&#242; che diciamo,<br>ma ci&#242; che facciamo &#8211; e l&#8217;autenticit&#224; con cui lo facciamo &#8211; che lascia un&#8217;impronta duratura nei cuori altrui.</em></p><p><strong>Sayonara, amici del ryokan</strong>. La vostra lezione sulla potenza dei valori vissuti con autenticit&#224; rimarr&#224; con me molto pi&#249; a lungo del vostro meraviglioso t&#232; verde.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Come migliorare se stessi: la strategia più semplice che ci sia]]></title><description><![CDATA[Come applicare il metodo 1% alla tua vita]]></description><link>https://lucamazzucchelli.substack.com/p/come-migliorare-se-stessi-la-strategia</link><guid isPermaLink="false">https://lucamazzucchelli.substack.com/p/come-migliorare-se-stessi-la-strategia</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></dc:creator><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 13:35:13 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/0c6e1f7b-ac96-4da8-afc3-a1c1f7c1ec77_840x399.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;anno scorso ho iniziato a prendere lezioni da un vocal coach.<br>Quando l&#8217;ho detto a un mio amico, mi ha guardato perplesso: <em>&#8220;Luca, ma tu parli davanti a migliaia di persone da anni. A cosa ti serve un vocal coach a questo punto della tua carriera?&#8221;</em><br>&#8203;<br>La sua domanda mi da lo spunto per un principio che considero fondamentale: <strong>la regola dell&#8217;1%</strong>.<br>&#8203;<br>Ogni volta che voglio migliorare in qualche aspetto della mia vita, mi siedo a un tavolo, mi prendo 10 minuti di tempo e seguo in maniera scrupolosa questo metodo.<br></p><p><strong>Metti che io voglia migliorare il mio public speaking.</strong><br>Come prima cosa, prendo carta e penna scrivo su un foglio tutti gli elementi che contribuiscono a renderlo migliore: la voce, la gestualit&#224;, le pause, lo storytelling, la capacit&#224; di gestire le obiezioni, la qualit&#224; delle slide, la mia presenza sul palco, persino come mi vesto.<br>&#8203;<br>Poi mi faccio due domande cruciali:<br></p><ol><li><p>Quali di questi elementi, con un piccolo investimento di tempo ed energia, potrebbero migliorare notevolmente le mie performance?</p></li><li><p>Per tutti gli altri, come posso migliorarli di un piccolo 1%?</p></li></ol><p>&#200; proprio questa analisi che mi ha portato dal vocal coach.<br>Infatti, mi ero reso conto che con poche lezioni avrei potuto migliorare la mia resistenza vocale del 60%, riducendo drasticamente il rischio di danneggiare le corde vocali durante le lunghe giornate sul palco.<br>&#8203;<br>Questa &#232; quella che chiamo una <em><strong>&#8220;leva ad alto impatto&#8221;</strong></em>: un intervento relativamente piccolo che produce un <strong>miglioramento sproporzionatamente grande.</strong><br></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://lucamazzucchelli.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Subscribe&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Iscriviti per non perderti le mie riflessioni settimanali ;-)</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Type your email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Subscribe"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p></p><h2><strong>Come migliorare se stessi: Il metodo 1% applicato alla tua vita</strong></h2><p>Ti invito a fare anche lo stesso.</p><ol><li><p>Pensa a un&#8217;area della tua vita che vorresti migliorare.</p></li><li><p>Poi elenca le caratteristiche che contribuiscono al successo in questa area di vita. Non serve arrivare a 100, ne bastano anche 30.</p></li><li><p>Identifica quelle che <strong>con poco sbattimento</strong> ti permettono di <strong>aumentare di tanti punti percentuali.</strong> Queste sono le tue <em><strong>&#8220;leve ad alto impatto&#8221;.</strong></em></p></li><li><p>Sulle altre, <strong>lavora in ottica 1%.</strong> Potresti aumentarle di un singolo 1% ciascuno (se migliori dell&#8217;1% 30 caratteristiche, hai gi&#224; un risultato finale del +30% rispetto a prima, con poco sforzo). Oppure potresti trovarne alcune sulle quali puoi impegnarti a crescere di un 1% al mese.</p></li></ol><h2><strong>&#8203;Facciamo qualche esempio concreto.</strong></h2><p>&#8203;<strong>Mettiamo che tu voglia dormire meglio.</strong><br>La tua lista potrebbe includere: qualit&#224; del materasso, oscurit&#224; della stanza, temperatura dell&#8217;ambiente, rituali prima di coricarsi, qualit&#224; dell&#8217;aria, livello di rumore, tipo di tisana serale, momento in cui smetti di guardare schermi.<br>&#8203;<br>Quando analizzi ogni elemento, scopri che cambiare il materasso potrebbe migliorare la tua qualit&#224; del sonno del 30% con un solo intervento. &#8203;</p><p>Ecco una<em><strong> leva ad alto impatto.</strong></em></p><p>Per altri elementi, come abituarti gradualmente a spegnere gli schermi 30 minuti prima, potresti lavorare in ottica 1% al mese, anticipando di un minuto l&#8217;orario in cui spegni gli schermi, ogni settimana per un mese.</p><p>Oppure potresti decidere di abbassare la temperatura nella stanza di mezzo grado, ogni settimana.</p><p>O aggiungere un piccolo rituale rilassante alla tua routine serale, come 30 secondi di respirazione profonda.</p><p><strong>O magari tutte queste modifiche 1% assieme.</strong></p><p>Lo stesso principio si applica al migliorare se stessi in ambito professionale.</p><p><strong>Immagina di voler diventare un leader migliore.</strong></p><p>Un corso sulla gestione del feedback potrebbe migliorare del 40% la tua capacit&#224; di dare suggerimenti agli altri: ecco una leva ad alto impatto.</p><p>Ma per tutte le altre aree, chiediti: <em>&#8220;Come posso migliorare dell&#8217;1% a settimana, o al mese, questa mia skill?&#8221;</em></p><p>Per esempio: hai spazio per crescere dell&#8217;1% al mese nei prossimi 12 mesi nella tua capacit&#224; di ascoltare meglio i tuoi collaboratori? O di gestire con pi&#249; efficacia il tuo tempo? Potresti arrivare un minuto prima alle riunioni e usare quel tempo per concentrarti? O magari potresti annotare un punto positivo di ogni collaboratore durante le riunioni di team e poi farglielo sapere?</p><p>Tutti questi sono <em><strong>cambiamenti 1%</strong></em> che presi da soli, probabilmente, non cambieranno di nulla la tua posizione professionale. Ma se ne calcoli la loro somma hai la possibilit&#224; di dare vita a un vero e proprio <em><strong>effetto valanga.</strong></em></p><p>E nelle relazioni? Come migliorare se stessi anche in quell&#8217;area?<br>Smettere di guardare il telefono durante le conversazioni importanti potrebbe essere una leva ad alto impatto capace di migliorare di un buon 20% la connessione con il tuo partner.</p><p>Ma poi chiediti: hai spazio per crescere dell&#8217;1% al mese nella tua capacit&#224; di fare complimenti pi&#249; autentici? O di gestire meglio i momenti di tensione? Magari potresti ricordare un dettaglio in pi&#249; di ci&#242; che il tuo partner ti ha raccontato durante la giornata, ogni giorno. O aggiungere una parola di apprezzamento in pi&#249; nei messaggi quotidiani, o menzionare un piccolo gesto positivo che normalmente daresti per scontato&#8230;.</p><p>Insomma, la crescita in ottica 1% ha davanti a se delle vere e proprie praterie, per ognuno di noi.</p><p>E questo &#232; il bello della <strong>cultura del miglioramento continuo,</strong> perch&#233; non ti consente mai di sentirti arrivato, ma ti offre sempre <strong>una nuova prospettiva migliore verso la quale puoi dirigerti.</strong></p><h2><strong>L&#8217;effetto moltiplicatore sulle tue performance</strong></h2><p>Il bello di questo approccio &#232; che <strong>non devi eccellere in tutto</strong>.<br>Non devi trasformarti in un superuomo o in una superdonna.<br>Se migliori anche solo del 1% all&#8217;anno in 4 competenze chiave per la tua vita, a fine anno sarai comunque un 10% circa migliore rispetto a quando hai iniziato in ognuna di queste, ovvero un 40% complessivo.</p><p>Fermati un attimo e chiediti:</p><ul><li><p><em>Quanto potrebbe valere un 10% in pi&#249; nella tua abilit&#224; di vendere nei prossimi 12 mesi?</em></p></li><li><p><em>Un 10% in pi&#249; nel tuo essere genitore, quanto potrebbe impattare su tuo figlio da qui al resto della sua vita?</em></p></li><li><p><em>Migliorare del 10% la tua capacit&#224; di far sorridere le persone, quale differenza potrebbe fare nella societ&#224;?</em></p></li></ul><p>Alla luce di quanto detto sopra ti chiedo: in quale area della tua vita vorresti applicare il metodo dell&#8217;1%? Aspetto di leggerti nei commenti qui sotto :-)</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'infallibile formula del fallimento spiegata a mio figlio]]></title><description><![CDATA[Ecco una ricetta "facile facile" per andare verso il fallimento, e come invertire la rotta]]></description><link>https://lucamazzucchelli.substack.com/p/linfallibile-formula-del-fallimento</link><guid isPermaLink="false">https://lucamazzucchelli.substack.com/p/linfallibile-formula-del-fallimento</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></dc:creator><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 15:57:09 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/cb2bc885-8f2e-4fc9-9eec-a4c2b08a3add_1170x991.webp" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Spesso mi piace pensare all&#8217;esistenza di alcune semplici ricette che ci possano aiutare a vivere meglio.</p><p>So che la vita di semplice ha poco, e sono anche consapevole dei limiti che queste ricette possono avere.<br>Tuttavia trovo che in alcune di queste siano presenti dei princ&#236;pi pi&#249; o meno universali capaci di farci riflettere in modo un po&#8217; diverso sula nostra quotidianit&#224;.</p><p>Se dovessi spiegare a un adulto una ricetta &#8220;facile facile&#8221; per andare verso il fallimento, gli direi questo:</p><blockquote><p style="text-align: center;"><em><strong>Pochi errori di giudizio</strong></em><br><em><strong>Ripetuti quotidianamente</strong></em></p></blockquote><p>Con questa frase intendo dire che raramente i grandi disastri ti crollano addosso all&#8217;improvviso da un giorno all&#8217;altro.</p><p>Cio&#232;: non &#232; che alla fine del primo giorno in cui commetto un errore di giudizio vado subito incontro a conseguenze eclatanti.</p><p>Al contrario, nella maggior parte dei casi, il fallimento si insinua nelle nostre vite come un qualcosa di sottile, insignificante e, proprio per questo, apparentemente innocuo.</p><p>Per farti qualche esempio:</p><ul><li><p>Non &#232; che se mangi male per 10 giorni, alla fine dei 10 giorni ti viene un infarto o il diabete.</p></li><li><p>Non &#232; che se quando ricevi il primo stipendio non metti da parte una parte di quanto hai guadagnato, allora finirai senza un cuscinetto di denaro da investire per aumentare la tua ricchezza.</p></li><li><p>Non &#232; che se per 3 mesi stai seduto tutto il tempo davanti al pc senza mai fare allenamento, allora la sedentariet&#224; porter&#224; a indebolire le tue ossa e sistema cardiovascolare in maniera immediata</p></li></ul><p>Anzi, molto probabilmente se parli con un tizio che ha mangiato cibo spazzatura per 10 giorni e gli chiedi <em>&#8220;come stai?&#8221;</em> lui ti dir&#224; <em>&#8220;bene, come al solito&#8221;.</em></p><p>Il che &#232; formalmente vero se analizzi la sua vita in questo preciso istante, ma decisamente fuorviante se consideri la traiettoria sulla quale ha impostato il suo futuro.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://lucamazzucchelli.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Subscribe&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Iscriviti al mio canale qui per non perderti le mie riflessioni ;-)</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Type your email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Subscribe"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p><strong>La formula del fallimento spiegata ai miei figli</strong></p><p>I miei figli (6, 11 e 12 anni), di tanto in tanto, mi fanno notare come alcuni loro compagni di scuola <em>&#8220;possono stare pi&#249; tempo di noi davanti ai videogiochi, senza per questo essere stanchi il giorno dopo a scuola&#8221;</em>, o <em>&#8220;mangiare pi&#249; caramelle, senza per questo stare male&#8221;</em>, o che <em>&#8220;Giorgio non si era preparato per l&#8217;interrogazione, per&#242; ha preso lo stesso 8&#8221;.</em></p><p>Il principio oggetto delle nostre discussioni, come si sar&#224; inteso, &#232; il medesimo esposto qui sopra.</p><p style="text-align: center;"><em><strong>Non puoi giudicare dopo pochi giorni</strong></em><br><em><strong>le reali conseguenze del tuo errore.</strong></em></p><p>Per rendere tutto questo &#8220;a portata di bambino&#8221; ho preso un accendino e l&#8217;ho acceso.</p><p><em>&#8220;Ho sentito dire che se metto il mio dito sul fuoco di questo accendino, il mio dito si brucer&#224;&#8221;</em><br><em>&#8220;Direi che hai sentito bene!&#8221;</em> mi dice uno dei miei figli.<br><em>&#8220;In realt&#224; a me questa cosa qui del fuoco che brucia le dita non mi ha mai convinto sai? Mi s&#224; che lo faccio lo stesso&#8230;.&#8221;</em></p><p>Cos&#236; ho infilato il dito nella fiamma dell&#8217;accendino e dopo pochissimi istanti l&#8217;ho levato.<br><em>&#8220;Visto? guarda il mio dito! Non mi sono fatto niente, &#232; in forma smagliante&#8230;&#8221;</em><br><em>&#8220;No aspetta&#8230; cos&#236; non vale&#8230; Non puoi giudicare se la fiamma ti brucia effettivamente il dito se lo tieni sul fuoco per cos&#236; poco tempo!&#8221;.</em></p><p>Il messaggio era stato recepito: le conseguenze dei nostri errori di giudizio si manifestano nel tempo</p><p><strong>Tra fallimento, successo e saggezza</strong></p><p>Ho sempre pensato che la strada verso il successo potesse essere intuita guardando in controluce i nostri fallimenti.</p><p>E all&#8217;ora, se &#232; vero che la ricetta per il fallimento &#232; <em>&#8220;Piccoli errori di giudizio ripetuti quotidianamente&#8221;</em>, potremmo ipotizzare che a metterci sulla <strong>strada del successo</strong> sia fare il contrario:</p><blockquote><p style="text-align: center;"><em><strong>Poche semplici regole,</strong></em><br><em><strong>praticate ogni giorno con disciplina</strong></em></p></blockquote><p>In buona sostanza, qualunque sia il punto in cui ti trovi nel tuo cammino di vita, puoi scegliere immediatamente un&#8217;altra destinazione e iniziare a ripetere giorno dopo giorno alcune semplici regole, cos&#236; da invertire la rotta della tua vita.</p><p>Forse, partendo da queste due ricette essenziali ma efficaci su fallimento e successo, potrei spingermi a dare anche una definizione di saggezza coerente a questa visione:</p><blockquote><p style="text-align: center;"><em><strong>La saggezza</strong></em><br><em><strong>sta nell&#8217;imparare in fretta</strong></em><br><em><strong>le cose giuste da fare</strong></em></p></blockquote><p>Per nostra fortuna, in questo processo di apprendimento ci sono tanti alleati al nostro fianco.<br>E come racconto nel mio libro <a href="https://amzn.to/3tfRFNw">&#8220;Fattore 1%&#8221;</a> &#232; sufficiente avere la curiosit&#224; di studiarli e il coraggio di applicare piccole abitudini quotidiane che nel tempo, producono grandi risultati.</p><p>Avevi mai pensato al fallimento in questa ottica? </p><p><em>Luca</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Scegli persone con i tuoi stessi interessi o con i tuoi stessi valori?]]></title><description><![CDATA[Una lezione dalle mie sedute di terapia di coppia]]></description><link>https://lucamazzucchelli.substack.com/p/scegli-persone-con-i-tuoi-stessi</link><guid isPermaLink="false">https://lucamazzucchelli.substack.com/p/scegli-persone-con-i-tuoi-stessi</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></dc:creator><pubDate>Mon, 16 Mar 2026 17:47:41 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!D9QQ!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F07173f0a-7c5e-480d-b4a1-f1b41c24f1e8_683x1024.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Nei miei primi anni da psicoterapeuta, fresco di specializzazione in terapia sistemico-relazionale, ricordo una coppia che mi aveva particolarmente colpito per il livello di litigiosit&#224; che mantenevano in seduta.</p><p>In casi come questo, una delle domande che mi avevano insegnato fare era<em><strong> &#8220;Come vi siete conosciuti?&#8221;.</strong></em></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://lucamazzucchelli.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Subscribe&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Thanks for reading! Subscribe for free to receive new posts and support my work.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Type your email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Subscribe"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Non era semplice curiosit&#224;: nella terapia sistemico-relazionale questa domanda serve a far emergere quello che chiamiamo il <em><strong>&#8220;patto implicito&#8221;</strong></em> della coppia &#8211; quell&#8217;insieme di aspettative, promesse e significati non detti che spingono due persone a scegliersi e a costruire una vita insieme. Capire questo patto &#232; fondamentale per comprendere dove la relazione ha iniziato a incrinarsi.</p><p>Ricordo bene la risposta che mi diede lui: <em>&#8220;Era il giorno di Milan &#8211; Verona, eravamo a San Siro, nella Fossa dei Leoni. L&#8217;ho vista con la sciarpa rossonera e ho pensato: &#232; milanista, le piace il calcio&#8230; questa &#232; la donna della mia vita!&#8221;.</em></p><p>Da quella passione comune avevano iniziato a frequentarsi, scoprendo col tempo altri interessi condivisi: l&#8217;amore per i viaggi, il gusto per la buona cucina, la passione per il trekking. Un interesse dopo l&#8217;altro, hanno deciso di sposarsi.</p><p>Eppure, nonostante la presenza di parecchi interessi in comune, c&#8217;era sempre stata una tensione di fondo nel loro rapporto, un&#8217;incompatibilit&#224; che sembrava non trovare soluzione. Come se quegli interessi condivisi non fossero sufficienti a colmare una distanza pi&#249; profonda e invisibile. Distanza che si era riempita di astio, rancori e incomprensioni e che veniva messa in scena proprio davanti ai miei occhi.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!uDvF!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff79031cf-3b8e-49ce-9442-8e301e043303_640x427.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!uDvF!, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/w_424, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/c_limit, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/f_webp, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/q_auto:good, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff79031cf-3b8e-49ce-9442-8e301e043303_640x427.jpeg 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!uDvF!, 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grazie al viaggio pu&#242; sfamare il suo valore della conoscenza. Io amo viaggiare perch&#233; &#232; ci&#242; che mi permette di rinforzare il mio valore della famiglia, magari tu sei impaziente di viaggiare perch&#233; guidato dal tuo valore della bellezza.</p><p>Chi ha ragione? <strong>Tutti, ovviamente.</strong><br>Non c&#8217;&#232; un modo giusto o uno sbagliato di intendere il viaggio in assoluto.<br>Il punto &#232; che tu <strong>devi sapere a quali valori si legano i tuoi interessi.</strong></p><p>Soprattutto, devi riflettere sulle possibili compatibilit&#224; tra i tuoi valori e quelli delle persone che entrano nella tua vita. E non fermarti, come il 99% delle persone, agli incastri tra interessi.</p><p>A lungo andare, infatti, chi viaggia per avventura potrebbe sentirsi frustrato dalle lunghe visite ai musei del partner che viaggia per conoscenza. Chi cerca la libert&#224; potrebbe soffrire la necessit&#224; di pianificazione dettagliata dell&#8217;altro.</p><blockquote><p><em><strong>Scegli persone con i tuoi stessi valori</strong></em><br><em><strong>Non con i tuoi stessi interessi.</strong></em></p></blockquote><p>Una relazione, che sia quella di coppia o quella con il tuo socio sul lavoro, pu&#242; trovare complicit&#224; e affiatamento duraturo, solo se c&#8217;&#232; compatibilit&#224; valoriale. Laddove l&#8217;incastro verta unicamente sulla dimensione degli interessi, devi sapere che ben presto verranno a galla problemi che mineranno il progetto condiviso.</p><h3><strong>Perch&#233; la vera solidit&#224; di un rapporto dipende da ci&#242; che sta sotto la superficie.</strong></h3><h2><strong>Ma cosa sono i valori?</strong></h2><p>I valori sono i motivi per cui, in questa fase della tua vita, credi che la vita valga la pena di essere vissuta.</p><p>Come nel cielo ci sono costellazioni formate da stelle e pianeti, nel profondo del tuo cuore c&#8217;&#232; una costellazione valoriale unica e solo tua, composta da 3/4 valori per te particolarmente importanti.</p><p>Tanto pi&#249; tu conosci i tuoi valori e agisci nella tua quotidianit&#224; in modo coerente e allineato a essi, tanto pi&#249; la tua vita acquisisce senso, significato, felicit&#224;.</p><blockquote><p><em><strong>Se proteggi i tuoi valori</strong></em><br><em><strong>I tuoi valori ti proteggeranno</strong></em></p></blockquote><p>Quando conosci i tuoi valori e li valorizzi, per magia, si aprono possibilit&#224; sorprendenti.</p><p>La prima e pi&#249; evidente &#232; che tutto ci&#242; che fai assume un senso pi&#249; profondo, un significato autentico. Non &#232; solo questione di essere &#8220;contento&#8221; di ci&#242; che fai &#8211; hai la chiara percezione di fare ci&#242; che &#232; giusto per te. Il tuo umore migliora, la fiducia in te stesso cresce, la gioia di vivere si amplifica.</p><p>Allo stesso tempo, le decisioni difficili diventano pi&#249; semplici e chiare. Quando conosci i tuoi valori, puoi valutare immediatamente quali opzioni sono pi&#249; in sintonia con il tuo nucleo pi&#249; profondo. Che si tratti di scelte professionali o personali, i valori diventano una bussola che orienta il tuo cammino.</p><p>Un altro aspetto straordinario &#232; come gli incastri relazionali assumano un significato completamente nuovo. Non solo prendi decisioni pi&#249; consapevoli nella tua sfera relazionale, ma riesci anche a realizzare i tuoi obiettivi con meno attrito e pi&#249; naturalezza.</p><p>E c&#8217;&#232; ancora di pi&#249;: quando vivi in armonia con i tuoi valori, scopri di avere pi&#249; energie, meno stress, una migliore gestione del tempo, maggiore motivazione. Il tuo carisma aumenta naturalmente, e la tua comunicazione diventa pi&#249; efficace e autentica. &#200; come se, allineandoti con il tuo nucleo pi&#249; profondo, tutto il resto iniziasse a fluire con maggiore facilit&#224;.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!D9QQ!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F07173f0a-7c5e-480d-b4a1-f1b41c24f1e8_683x1024.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!D9QQ!, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/w_424, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/c_limit, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/f_webp, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/q_auto:good, 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Non quelli che pensi di dover avere, non quelli che la societ&#224; ti suggerisce, ma i <em><strong>tuoi</strong></em> valori autentici?</p><p>La maggior parte delle persone fa fatica a rispondere a questa domanda. Non perch&#233; non abbia valori, ma perch&#233; non si sono mai presi il tempo di esplorarli veramente.</p><p>&#200; per questo che ho deciso di dedicare l&#8217;intero mese di marzo del BeMore Program proprio al tema dei valori. I nostri studenti avranno l&#8217;opportunit&#224; di partecipare a due workshop interattivi, dove insieme a me e Susanna Morlino, psicologa cognitiva e della comunicazione, coach e formatrice, lavoreremo per:</p><ul><li><p>Scoprire i tuoi valori fondamentali</p></li><li><p>Capire come metterli al centro della tua vita</p></li><li><p>Trasformarli in uno strumento operativo per ottenere pi&#249; risultati sul lavoro e nella vita privata</p></li></ul><p>Oltre ai workshop, sar&#224; disponibile un videocorso completo che fornir&#224; tutti gli strumenti teorici e pratici per questo viaggio di scoperta interiore.</p><h2><strong>Se solo potessi tornare indietro&#8230;</strong></h2><p>Mi chiedo spesso cosa sia successo a quella coppia conosciuta nei miei primi anni da psicoterapeuta. Dopo pochi incontri non sono pi&#249; tornati in terapia.</p><p>All&#8217;epoca non avevo ancora compreso quanto i valori fossero cruciali nel determinare il destino delle nostre relazioni, e non sono stato capace di dar loro l&#8217;aiuto di cui avevano davvero bisogno.</p><p>Se oggi fossero qui, gli direi che non &#232; stata la passione per il Milan a tradirli, ma l&#8217;aver costruito un matrimonio sulla sabbia degli interessi comuni, senza mai scavare fino alla roccia dei loro valori profondi. Li avrei aiutati a scoprire quali valori guidavano le loro scelte, a comprendere dove e perch&#233; entravano in conflitto. Avremmo lavorato insieme per costruire ponti tra le loro differenze valoriali, cercando di trasformare quello che sembrava un ostacolo in una risorsa per la coppia.</p><p>Non so se procedendo con questo approccio saremmo riusciti a scrivere un finale diverso per la loro storia. Sicuramente avremmo avuto pi&#249; strumenti per provare a salvare il salvabile, pi&#249; consapevolezza per comprendere cosa stava realmente accadendo tra loro. In fondo, forse, &#232; proprio questo il regalo pi&#249; prezioso che quella coppia mi ha fatto: mi ha insegnato che per costruire relazioni autentiche e durature non basta guardare la superficie degli interessi comuni, ma bisogna avere il coraggio di scendere in profondit&#224;, l&#224; dove i valori danno significato a ogni nostro gesto.</p><p></p><p>P.S. Vuoi lavorare concretamente sui tuoi valori? Lo faremo ai prossimi <a href="http://bemoredays.it">BeMore Days</a>: 14-15 novembre 2026, Milano.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://lucamazzucchelli.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Subscribe&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption"></p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Type your email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Subscribe"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Come mandare un uomo sulla luna]]></title><description><![CDATA[Una lezione importante dalla NASA]]></description><link>https://lucamazzucchelli.substack.com/p/come-mandare-un-uomo-sulla-luna</link><guid isPermaLink="false">https://lucamazzucchelli.substack.com/p/come-mandare-un-uomo-sulla-luna</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Mazzucchelli]]></dc:creator><pubDate>Mon, 09 Mar 2026 13:24:12 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!ocLr!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc7d233e6-cf6b-4e4c-b910-58769744e5c1_1636x2180.webp" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Durante le scorse vacanze natalizie sono stato in Florida e ho imparato una lezione importante dalla NASA.</p><p>La tappa al <strong>Kennedy Space Center di Cape Canaveral</strong> &#232; stata un&#8217;esperienza incredibile: abbiamo provato il simulatore di un lancio spaziale (con tanto di bambini eccitati e una moglie un po&#8217; meno entusiasta delle turbolenze), toccato una pietra lunare che ha attraversato lo spazio per milioni di chilometri, e ammirato con reverenza l&#8217;Apollo 8, il veicolo che ha portato l&#8217;uomo a orbitare intorno alla Luna per la prima volta nella storia.</p><p>La fortuna ha poi voluto che la sera, dalla finestra del nostro hotel, abbiamo anche assistito al <strong>lancio nello spazio di un Falcon 9</strong>, uno dei razzi di Elon Musk.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!ocLr!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc7d233e6-cf6b-4e4c-b910-58769744e5c1_1636x2180.webp" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!ocLr!, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/w_424, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/c_limit, /__u/lucamazzucchelli.substack.com/f_webp, 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Kennedy tenne alla Rice University il 12 settembre 1962.</p><p>Le sue parole risuonano ancora oggi con una forza straordinaria:</p><blockquote><p><em>&#8220;Abbiamo scelto di andare sulla Luna in questo decennio e di fare altre cose, non perch&#233; sono facili, ma perch&#233; sono difficili, perch&#233; questo obiettivo servir&#224; a organizzare e misurare il meglio delle nostre energie e capacit&#224;&#8230;&#8221;</em></p><p>Rileggendo quelle parole, il mio primo pensiero &#232; stato: <em>&#8220;Aspetta un attimo&#8230; questi volevano coordinare 300.000 persone per mandare 3 uomini sulla Luna? In soli 10 anni?&#8221;</em><br>Una missione che, detta cos&#236;, suona decisamente impossibile.</p></blockquote><h3><strong>Le grandi imprese nascono dalle piccole azioni</strong></h3><p>C&#8217;&#232; una storia che raccontano alla NASA che mi &#232; rimasta impressa.<br>Un giorno Kennedy, visitando il centro spaziale, incontra un addetto alle pulizie e gli chiede:<br><em>&#8220;Cosa fai qui?&#8221;<br></em><br>L&#8217;uomo, con orgoglio, risponde:<br><em>&#8220;Sto mandando un uomo sulla Luna, signore.&#8221;</em></p><p>Questo breve aneddoto racchiude il vero segreto della NASA: ogni singola persona, delle 300.000 coinvolte nel progetto, sapeva di essere <strong>indispensabile</strong> per la missione finale.</p><p>Non era solo un bell&#8217;ideale appeso al muro: era una <strong>convinzione profond</strong>a che permeava ogni livello dell&#8217;organizzazione.</p><p>I cuochi sapevano che un&#8217;intossicazione alimentare poteva far deragliare l&#8217;intero programma.</p><p>Gli archivisti erano consapevoli che un documento mal conservato significava informazioni critiche perse per sempre.</p><p>Il personale delle pulizie comprendeva che la polvere non era solo sporcizia da eliminare, ma una minaccia concreta alla precisione degli strumenti, che a loro volta potevano compromettere calcoli vitali per la sicurezza degli astronauti.</p><p>In qualche modo, alla NASA, avevano ben compreso una logica che ogni leader dovrebbe conoscere e di cui spesso parlo nei miei corsi:</p><blockquote><p><em><strong>Se tratti una persona come superflua</strong></em><br><em><strong>inizier&#224; a sentire di essere superflua</strong></em><br><em><strong>e si comporter&#224; come superflua.</strong></em></p><p><em><strong>Se tratti una persona come indispensabile<br>inizier&#224; a sentirsi indispensabile</strong></em><br><em><strong>e si comporter&#224; da indispensabile.</strong></em></p></blockquote><p>Uno degli strumenti pi&#249; affascinanti che la NASA utilizzava per costruire questa cultura era il <strong>&#8220;sistema della scala&#8221;</strong>.</p><p>In ogni divisione c&#8217;era il disegno di una scala che puntava verso il cielo, dove ogni gradino rappresentava un <em>milestone</em> da raggiungere.</p><p>Non era solo un poster motivazionale: era una mappa visiva che mostrava come ogni singola azione quotidiana fosse<strong> un passo concreto verso la Luna.</strong></p><p>Gli astronauti stessi dedicavano regolarmente del tempo a visitare i vari dipartimenti. Non erano visite di cortesia: si fermavano a parlare con le persone, spiegavano come il loro lavoro influenzava direttamente la sicurezza delle missioni, creavano quel legame emotivo che trasformava compiti apparentemente banali in contributi vitali per il successo del programma.</p><blockquote><p><em><strong>A far la differenza<br>Non &#232; la grandezza del compito</strong></em><br><em><strong>Ma la grandezza del proposito</strong></em></p></blockquote><p>Mentre guardavo il Falcon 9 sparire nel cielo notturno della Florida, ho ripensato a tutte quelle persone che, sessant&#8217;anni fa, hanno reso possibile l&#8217;impossibile. Non erano supereroi: erano cuochi, addetti alle pulizie, archivisti, tecnici.</p><p>Persone normali che hanno fatto cose straordinarie perch&#233; qualcuno ha saputo mostrare loro quanto il loro contributo fosse prezioso.</p><p><strong>E questa &#232; una lezione che va ben oltre la corsa allo spazio.</strong></p><h3><strong>Una lezione per tutti</strong></h3><p>Pensa al tuo team di lavoro: quel collega che si occupa della contabilit&#224; vede come i suoi numeri precisi permettono decisioni migliori?</p><p>La persona che gestisce l&#8217;agenda capisce come il suo lavoro permette a tutti di essere pi&#249; efficienti?</p><p>Oppure, guarda alla tua famiglia: i tuoi figli sanno che anche i piccoli gesti di collaborazione in casa contribuiscono al benessere di tutti?</p><p>Il tuo partner percepisce quanto il suo supporto quotidiano sia fondamentale per i tuoi successi?</p><h3><strong>Qual &#232; la tua Luna?</strong></h3><p>Ognuno di noi ha una Luna da raggiungere.<br>Per qualcuno &#232; costruire un&#8217;azienda che duri nel tempo, per altri &#232; crescere dei figli felici e realizzati.</p><p><br>C&#8217;&#232; chi sta lottando per superare una malattia, e chi sta cercando di reinventarsi dopo una sconfitta.</p><p>Qualunque sia la tua Luna, ricorda la lezione della NASA:</p><blockquote><p><em><strong>Il successo non dipende soltanto<br>dalla distanza da percorrere,<br>ma anche dalla capacit&#224; di mostrare<br>a ogni persona che cammina con te<br>quanto il suo contributo sia prezioso<br>per la missione.</strong></em></p></blockquote><p>La prossima volta che qualcuno ti chieder&#224; &#8220;Cosa fai?&#8221;, spero che anche tu, come quell&#8217;addetto alle pulizie della NASA, potrai rispondere con orgoglio <strong>&#8220;sto mandando un uomo sulla Luna&#8221;.</strong></p>]]></content:encoded></item></channel></rss>