<script data-pm-proxy="intercept"></script><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Nicola Porro]]></title><description><![CDATA[Cuoco della Zuppa di Porro]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8p_F!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11149936-e9b3-4627-aa64-abdfaa957f9f_2060x2060.jpeg</url><title>Nicola Porro</title><link>https://nicolaporro.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Thu, 03 Sep 2026 13:33:12 GMT</lastBuildDate><atom:link href="/__u/nicolaporro.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Nicola]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[nicolaporro@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[nicolaporro@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Nicola Porro]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Nicola Porro]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[nicolaporro@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[nicolaporro@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Nicola Porro]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Femminicidi, pioggia e Correlazioni]]></title><description><![CDATA[Tre economisti mettono in relazione molestie e riscaldamento climatico. La fallacia delle correlazioni]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com/p/femminicidi-pioggia-e-correlazioni</link><guid isPermaLink="false">https://nicolaporro.substack.com/p/femminicidi-pioggia-e-correlazioni</guid><dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 14:47:37 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3fb3b259-f243-4a96-b273-f77a311c0881_640x430.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><strong><span>Il caldo, le donne e la piovosit&#224; scozzese</span></strong></p><p><em><span>Come si costruisce una correlazione che non vuol dire niente. E come si finisce sul Corriere della Sera.</span></em></p><p>Ci sono i buoni che combattono il riscaldamento climatico e i cattivi che ne vogliono discutere. Questi ultimi sono per definizione negazionisti e, come scrive Aldo Cazzullo sul <em>Corriere della Sera</em>, sono dei populisti. Vabb&#232;. Pu&#242; darsi. Senonch&#233;, a proposito di populismi, mi sono imbattuto domenica 30 agosto in una paginata intera proprio del <em>Corriere</em> in cui si mette in relazione il riscaldamento climatico con la violenza sulle donne. Ve lo giuro, non &#232; uno scherzo. Tre economisti hanno realizzato uno studio intitolato: &#171;Rabbia ardente: come il caldo modella la violenza di genere&#187;. E il Corrierone non vede l&#8217;ora di titolare: &#171;Il caldo fa aumentare l&#8217;aggressivit&#224;. Va rafforzata la rete per tutelare le donne&#187;.</p><p><strong><span>ECONOMIA SENZA BUONSENSO</span></strong></p><p>Questo fantastico pezzo ci fornisce lo spunto per ricordare come l&#8217;economia, svincolata dal buon senso, sia una scienza micidiale. Un poeta scozzese ci viene in aiuto, prendendo per i fondelli la sicurezza delle statistiche. Oltre un secolo fa Andrew Lang scriveva: &#171;Si usano le statistiche come un ubriaco usa i pali dei lampioni: per sostegno, invece che per illuminazione&#187;.</p><p>E restando in Scozia, ma tornando ai giorni nostri e alle nostre correlazioni un po&#8217; forzate (il caldo causa le molestie), un econometrico, David Hendry, nel 1980 &#8212; per sfottere gli studi di Milton Friedman sulla moneta &#8212; si divert&#236; a costruire una spiegazione alternativa dell&#8217;inflazione britannica. Prese una variabile che chiam&#242; pudicamente &#171;C&#187; e dimostr&#242; che spiegava l&#8217;andamento dei prezzi nel Regno Unito meglio di quanto lo spiegasse l&#8217;offerta di moneta. Correlazione spettacolare, parametri &#171;altamente significativi&#187;, tutti i test superati. Poi svel&#242; l&#8217;arcano: &#171;C&#187; era la piovosit&#224; cumulata nel Regno Unito.</p><p>Dunque, prendendo per buona quella correlazione, per controllare l&#8217;aumento dei prezzi sarebbe stata pi&#249; utile una politica di ombrelli, drenaggi e canali di scolo che un aumento dei tassi di interesse da parte della Banca centrale.</p><p>Vi racconto ora in sintesi, la lunga storia degli abbagli degli economisti. Con esempi concreti. Quindi quando vi diranno che certe cose sono provate dai numeri, potrete storcere il naso.</p><p></p>
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          <a href="/__u/nicolaporro.substack.com/p/femminicidi-pioggia-e-correlazioni">
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Dieci segnali da Orso sui mercati]]></title><description><![CDATA[Tanti hanno paura della bolla. Ma attenzione a fare i ribassisti, il mercato corregge, ma quando e per chi, non ve lo dir&#224; mai nessuno]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com/p/dieci-segnali-da-orso-sui-mercati</link><guid isPermaLink="false">https://nicolaporro.substack.com/p/dieci-segnali-da-orso-sui-mercati</guid><dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 09:38:28 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b1febd95-0d3c-4cfa-b4f2-c617b1db9ec0_1253x1587.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Se tutti vi consigliano un titolo, diffidate. Se tutti vi parlano di bolla, fate altrettanto. Che bolla &#232;, se tutti se l&#8217;aspettano? La caratteristica di un crack finanziario &#232; che &#232; inaspettato per molti, quasi tutti. I risultati di Nvidia del 26 agosto dimostrano che alcune star stanno ancora realizzano margini che giustificano questi prezzi: 75 per cento di margine, 63,7 miliardi di utile operativo in tre mesi. Per darvi un paragone, un po&#8217; tirato, gli utili di Stm degli ultimi dieci anni, tutti sommati, sono pari a quelli realizzati da Nvidia negli ultimi 25 giorni. Eppure ci sono dieci segnali che non promettono bene. Ve li descrivo, uno per uno, in modo semplice, ma documentato. E poi ditemi in quale schiera di indovini vi piazzate.</p><p></p>
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          <a href="/__u/nicolaporro.substack.com/p/dieci-segnali-da-orso-sui-mercati">
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Sole è gratis. La bolletta no]]></title><description><![CDATA[A Luglio record consumi elettrici in Italia. Boom fotovoltaico. Come mai sono aumentati i prezzi. La follia della soluzione cinese, quella con le batterie]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com/p/il-sole-e-gratis-la-bolletta-no</link><guid isPermaLink="false">https://nicolaporro.substack.com/p/il-sole-e-gratis-la-bolletta-no</guid><dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 05:47:36 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/51b6c489-a1be-4843-9061-45da850df924_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><span>A luglio abbiamo consumato energia elettrica come non mai. L&#8217;otto per cento in pi&#249; dell&#8217;anno scorso. Faceva caldo e i condizionatori andavano a palla. Un tempo l&#8217;energia la consumavano le fabbriche per produrre cose, oggi viene assorbita dalle macchine per produrre frescura. Terna, come ogni mese, pubblica i dati puntuali e le fonti con le quali &#232; stata prodotta l&#8217;energia che ci serve a non sudare. Ma attenzione: ci fornisce, indirettamente, anche qualche numero in pi&#249; per capire le follie green in cui siamo immersi. Il fotovoltaico ha segnato il suo record e la bolletta &#232; salita lo stesso. Le rinnovabili, nonostante l&#8217;abbondanza di sole, hanno contribuito al fabbisogno elettrico meno dell&#8217;anno scorso. E le batterie, portate alle estreme conseguenze e cio&#232; usate di notte, sono una strada folle e comunque costosissima: numeri alla mano. Voglio sentire cosa mi diranno i &#8220;fotoentusiasti&#8221;.</span></p><p></p><div class="paywall-jump" data-component-name="PaywallToDOM"></div><p>A luglio in Italia la domanda di energia elettrica ha raggiunto il record mensile di sempre pari a 32,5 TWh e cio&#232; l&#8217;8,3% in pi&#249; rispetto a luglio del 2025, con un picco massimo di 58,1 GW intorno alle 4 di pomeriggio del 15 luglio.</p><p><strong>IL RUBINETTO E LA VASCA</strong></p><p><span>Facciamo un piccolo passo indietro cos&#236; ci mettiamo d&#8217;accordo sulle definizioni. Un GW &#232; quanta acqua (elettricit&#224;) esce dal rubinetto in un dato istante: &#232; la portata del getto, la Potenza. Un TWh &#232; invece quanta acqua &#232; uscita in tutto, il volume che hai riempito: &#232; l&#8217;Energia. Per fare un TWh devi tenere aperto un rubinetto da 1 GW per mille ore, oppure un rubinetto da 41,7 GW per un solo giorno (1.000 GWh diviso 24 ore).</span></p><p>Non vi spaventate con i calcoli, ma sappiate che l&#8217;energia dunque pu&#242; essere misurata almeno con due grandezze. Nel mese di luglio abbiamo consumato 32,5 TWh e il 15 luglio in un solo momento intorno alle 16 abbiamo richiesto energia per 58,1 GW.</p><p>Adesso possiamo fare una piccola semplificazione che poi ci verr&#224; comoda. E cio&#232; dire che nei giorni feriali di luglio, visto che uffici e fabbriche lavorano, il consumo giornaliero ha superato abbondantemente 1,15 TWh. Mentre nei fine settimana &#232; sceso verso gli 0,85 TWh al giorno, nonostante l&#8217;uso dei condizionatori domestici.</p><p><strong>IL SOLE FA IL RECORD, IL VENTO SPARISCE</strong></p><p>Fatte queste piccole premesse, Terna ci dice anche come &#232; stata prodotta questa energia elettrica e sottolinea come le fonti rinnovabili abbiano coperto una quota del 41,5 per cento del fabbisogno. Tutti contenti. Uno, a questo punto, potrebbe immaginare Tera di energia gratis. Beh ovviamente non &#232; andata cos&#236;. Intanto perch&#233; le rinnovabili sono pi&#249; numerose delle sole due reginette e poi vedremo il loro costo. Il fotovoltaico da solo ha prodotto 6,7 TWh, con un incremento del 20 per cento rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno scorso. Dicono le carte ufficiali: dall&#8217;inizio dell&#8217;anno sono stati installati 3.791 MW di nuova capacit&#224; rinnovabile, tra solare ed eolico, che portano lo stock complessivo a 87,7 GW, di cui 47,3 GW di fotovoltaico. E qui, seguiteci, c&#8217;&#232; una prima considerazione da fare. Dire che &#232; stata installata una grande capacit&#224; di rinnovabili dice poco. Si tratta, appunto, di capacit&#224;. Se quei 3.791 MW fossero di energia nucleare o di centrali termoelettriche (usate 24 ore) si produrrebbero 2,8 TWh di energia. Ma siccome si tratta in gran parte di pannelli, e se va bene si usano 6 ore al giorno, la produzione scende a 0,70 TWh.</p><p>Inoltre conviene guardare un dato fondamentale tra quelli che ci fornisce Terna sulle fonti rinnovabili. L&#8217;eolico &#232; crollato del 20 per cento: produzione in deciso calo, per mancanza di vento. Ci&#242; ci fa capire una regola fondamentale e cio&#232; che, purtroppo, queste fonti sono intermittenti e stagionali: funzionano solo quando c&#8217;&#232; sole (dunque mai di notte) e vento.</p><p>Completiamo il quadro con le ultime due rinnovabili, entrambe in calo: idroelettrico, la cui produzione &#232; scesa del 14,9%, e geotermico e biomasse in leggera contrazione: hanno registrato rispettivamente un -3,6% e un -2%.</p><p>Prima conclusione: siamo dentro una follia europea. Il piano di Bruxelles, l&#8217;Electrification Action Plan, pretende di spingere la quota di elettricit&#224; nei consumi finali dall&#8217;attuale 23% al 32% entro il 2030, e punta a un indicativo 46% entro il 2040, senza chiarire preventivamente da dove arriver&#224; stabilmente quell&#8217;elettricit&#224; nei momenti di picco o di assenza di sole e vento.</p><p>Chiuso il capitolo, ma ovviamente non lo &#232;, della produzione di tutta l&#8217;energia che ci serve, si apre quello dei prezzi.</p><p>Uno pu&#242; dire: va bene l&#8217;intermittenza, la stagionalit&#224;, ma sai che figata una fonte che non costa nulla. S&#236;, ci sono gli investimenti iniziali per l&#8217;impianto fotovoltaico, ma poi non dipendi da nessuno. E poi i pannelli (per il 90 per cento cinesi, l&#8217;Enel ha provato a farli in Sicilia e ancora si lecca le ferite delle perdite economiche) oggi costano molto di meno. Certo meno che fare una centrale nucleare. Insomma questi 6,7 TWh prodotti dal sole a luglio costano praticamente zero: sono circa un quinto dei 32 TWh domandati, e dunque avremo avuto un bello sconto in bolletta.</p><p><strong>SOLE DA RECORD, BOLLETTA PI&#217; CARA</strong></p><p>Al contrario i prezzi dell&#8217;energia elettrica in Italia hanno registrato un sensibile aumento proprio a luglio, spinti dal record storico dei consumi e dalla necessit&#224; di ricorrere a impianti termoelettrici pi&#249; costosi per coprire i picchi di domanda. Il Prezzo Unico Nazionale (PUN) medio mensile (il parametro di riferimento per le tariffe) si &#232; attestato a circa 0,157 &#8364;/kWh (pari a 157,04 &#8364;/MWh) contro il PUN medio di giugno di 0,132 &#8364;/kWh.</p><p>Record del fotovoltaico eppur prezzi in salita? Ci&#242; &#232; possibile per il cosiddetto criterio del prezzo marginale, che non &#232; certo una invenzione italiana e gira in tutto il mondo. Grazie a questo meccanismo il prezzo dell&#8217;energia elettrica in Europa (stiamo parlando sempre dei prezzi all&#8217;ingrosso e non di quelli in bolletta, spesso calmierati e che hanno logiche diverse) viene fissato in ogni singola ora al prezzo dell&#8217;ultima centrale elettrica necessaria a coprire l&#8217;intera domanda di quel momento. Riprendiamo il nostro esempio sull&#8217;acqua. Il suo prezzo &#232; pari a zero, ma se in un&#8217;ora del giorno la domanda di acqua supera quella pubblica (fotovoltaico) e si deve andare a comprare da un terzo che fissa un prezzo di 10 euro al litro, beh questo prezzo si trascina su tutta l&#8217;acqua fornita in quell&#8217;ora, anche quella pubblica che sarebbe dovuta costare zero.</p><p>Ovviamente la cosa &#232; un po&#8217; pi&#249; complicata di cos&#236;: ma il principio &#232; questo. Capite bene che quando la domanda diventa alta e concentrata, c&#8217;&#232; la necessit&#224; di accendere subito le centrali disponibili per evitare un blackout e queste costano molto pi&#249; del fotovoltaico.</p><p>L&#8217;apparente paradosso &#232; dunque che nell&#8217;ora in cui entra in funzione anche una sola centrale a gas per coprire l&#8217;ultimo picco di domanda, quel prezzo pi&#249; alto (dettato dal gas) viene pagato a tutti i produttori di quell&#8217;ora, compresi quelli fotovoltaici o eolici che hanno prodotto a costo zero.</p><p>Attenzione poi riguardo ai famosi dati di luglio in Italia. Abbiamo detto del boom del fotovoltaico e dei cali delle altre rinnovabili, che costano molto meno delle centrali a gas. Ma non &#232; stato messo bene in evidenza il fatto che sommando tutte le rinnovabili (e nonostante i nuovi impianti installati con capacit&#224; sulla carta giga) la quota green complessiva sulla domanda totale &#232; in realt&#224; scesa dal 44,5% di luglio dell&#8217;anno scorso al 41,5% di quest&#8217;anno, dunque obbligando la rete a comprare molta pi&#249; energia dal settore termoelettrico (+14,1%), che &#232; strutturalmente pi&#249; caro.</p><p><strong>UN SISTEMA DA PAZZI (CON UNA SUA LOGICA)</strong></p><p>Il meccanismo dei prezzi marginali pu&#242; sembrare folle, tanto che in molti lo vogliono cambiare. Ma prima cerchiamo di capire la sua logica, sempre figlia della cultura green mescolata a quella economica. Cosa si sono pensati i nostri geni: incentiviamo le rinnovabili che costano di meno, ma incentiviamole di brutto. Non solo con gli iniziali conti energia, e questa &#232; un&#8217;altra clamorosa storia che vale 200 miliardi di euro di incentivi solo in Italia, pagati dagli oneri in bolletta. Incentiviamo con un meccanismo di mercato per il quale, come abbiamo visto, tutti ricevono il prezzo fatto dall&#8217;ultima centrale pi&#249; costosa (il prezzo marginale). In questo modo i produttori a basso costo (solare o eolico o idroelettrico) ottengono un ampio margine di profitto. Inoltre questo utile pazzesco rappresenter&#224; l&#8217;incentivo economico che spinger&#224; gli investitori privati a costruire nuovi impianti rinnovabili, sapendo che scalzeranno i concorrenti pi&#249; cari e massimizzeranno i profitti. Se si pagasse a ognuno il proprio costo di produzione (Pay-as-Bid), dicono loro, nessuno avrebbe l&#8217;incentivo a investire in tecnologie innovative e pulite per abbattere i costi operativi.</p><p>Ecco come mischiare tecniche di mercato con la programmazione sovietica. E questo non ve lo dir&#224; nessuno. Di fondo c&#8217;&#232; il tentativo di cancellare per sempre il fossile per motivi che ben conoscete. Ma non si sono fatti i conti con la fisica e la natura. E cio&#232; che a detta dell&#8217;universo mondo non si pu&#242; avere un sistema tutto rinnovabile. Dunque ci sar&#224; sempre una centrale tradizionale. E sar&#224; sempre la foglia di fico per far fare un sacco di quattrini alle rinnovabili.</p><p>Pensate ad un mercato totalmente libero (follia alla Nozick o meglio Rothbard) senza alcun Prezzo Unico Nazionale (che sa di soviet) e in quel mercato ci sono produttori di un bene (energia) a costi ipercompetitivi e liberi di venderla in concorrenza ai consumatori: con il tempo il mercato si sarebbe organizzato con accordi tra le parti. Fabbriche e quartieri che comprano energia da chi la vende a meno e cos&#236; via. Ovviamente in un sistema di neutralit&#224; tecnologica, con la possibilit&#224; per tutti di costruire il mix di fonti migliore. Complicatissimo. Ovvio. Ma non di pi&#249; rispetto all&#8217;incredibile meccanismo messo in piedi oggi, in cui pi&#249; che incentivare le rinnovabili, vengono sussidiate con i soldi dei contribuenti.</p><p>Queste cose, facili facili, le hanno capite anche a Bruxelles e stanno correndo ai ripari. La Commissione Europea, pur mantenendo il sistema del prezzo marginale, si sta spingendo sempre pi&#249; verso i contratti a lungo termine (PPA) e i Contratti per Differenza (CfD), che bloccano il prezzo delle rinnovabili per 15-20 anni, proteggendo i consumatori dalle fiammate del gas. E dall&#8217;altra parte, per non mollare il pargolo verde ancora minorenne, spinge sugli stoccaggi di energia: le batterie. Serbatoi per conservare l&#8217;energia in eccesso.</p><p><strong>TROPPO SOLE, CHE GUAIO</strong></p><p>Ci dobbiamo fermare un attimo per una nuova digressione. Oltre alla follia dei prezzi, non si deve dimenticare che ci sono aree dell&#8217;Europa che in certe ore del giorno producono grazie al fotovoltaico pi&#249; energia di quanta sia richiesta. Tutto ci&#242; per la rete &#232; un disastro: non sa come gestirla. Tanto che sono sempre pi&#249; in aumento i tagli di energia elettrica prodotta. Poich&#233; fornita dal Sole quando non la vuole nessuno. Vabb&#232;.</p><p>Ecco che entrano in scena i nuovi serbatoi, che si chiamano batterie. Sarebbe la chiave di volta. Immagazzino di giorno ci&#242; che non riesco a produrre di notte. Come non averci pensato prima? Ve lo spieghiamo noi. Stiamo andando incontro ad una nuova follia.</p><p><strong>IL SERBATOIO DA CENTO MILIARDI</strong></p><p>Per essere pratici prendiamo i consumi di luglio da cui siamo partiti. E proviamo a calcolare quante batterie servirebbero per gestire una notte media (abbiamo arrotondato il consumo totale giornaliero a 1.050 GWh). Ci sono vari progetti in corso, ci sono prezzi ufficiali e c&#8217;&#232; persino un piano di Terna.</p><p>Abbiamo detto nella premessa che il vero ruolo delle batterie &#232; quello di spostare l&#8217;energia che altrimenti sarebbe sprecata. A luglio la finestra di luce utile per caricare &#232; di circa 12 ore e, siamo iper ottimisti, senza nuvole e temporali: attenzione, non vuol dire che i pannelli spingano a pieno regime per dodici ore, le ore equivalenti a piena potenza restano le sei di cui parlavamo prima, ma &#232; in quell&#8217;arco che il serbatoio si pu&#242; riempire. Nelle restanti 12 ore di buio (dalle 19 alle 7 del mattino), i nostri condizionatori restano accesi. Possiamo ragionevolmente ritenere che l&#8217;energia richiesta in una calda notte di luglio in Italia si aggiri intorno ai 480 GWh (calcolando una media di 40 GW di potenza notturna richiesta). Servono dunque batterie con una capacit&#224; di serbatoio di 600 GWh &#8212; perch&#233; una batteria non si scarica mai fino in fondo, e per averne 480 GWh utili devi installarne di pi&#249;: nel P.S. trovate il conto &#8212; da riempire ogni giorno e svuotare ogni notte. Un serbatoio di quelle dimensioni, ricaricato trentuno volte, &#232; quello che serve per coprire una domanda notturna che sull&#8217;intero mese di luglio vale 14,88 TWh: questa, in una fantascientifica ipotesi, &#232; l&#8217;energia con cui di notte sostituiremmo ogni altra fonte. Per ottenere questa capacit&#224; occorrerebbero macro impianti che equivarrebbero alla dimensione di migliaia di container di batterie, considerando quelli standard attuali da 5 MWh. Le stime di mercato in Europa oggi parlano di un costo intorno ai 153 euro per kWh e dunque, mettendoci anche connessioni alla rete e opere civili, un costo totale per il nostro fabbisogno non inferiore a 100 miliardi di euro. Se va bene.</p><p><strong>P.S. PER GLI SCETTICI: I CONTI IN CHIARO</strong></p><p>Vi mostro come sono arrivato a questa cifra mostruosa e qualche complicazione ulteriore. Ovviamente prendendo a riferimento il consumo di questo luglio. Intanto occorre partire da una premessa industriale. Una batteria non va al 100 per cento, non si pu&#242; infatti scaricare del tutto, sia per le conseguenze che ci sarebbero sulla sua vita utile sia per il suo degrado: ragionevolmente per avere una capacit&#224; effettiva di 480 GWh devi installarne per pi&#249; di 600 GWh. Sarebbero necessari dunque pi&#249; di 120mila container, se prendi quelli standard da 5 MWh: il che vuol dire che ogni comune, con la media di Trilussa, dovrebbe piazzare e collegare alla rete una quindicina di mostri da 50 metri quadri, considerando gli ingombri di servizio. I prezzi sono vari, secondo Bloomberg, si va dai 73 dollari a kWh della Cina ai 219 degli Stati Uniti. In Europa si aggira sui 153 euro. Il che ci porta a 94 miliardi di solo costo secco delle sole batterie. A ci&#242; si dovrebbero per&#242; aggiungere i costi di connessione alla rete, le opere civili e le autorizzazioni, che in linea con i costi attuali potrebbero arrivare ai 20 miliardi. Stiamo parlando di un investimento da almeno 100 miliardi di euro (ad essere super ottimisti).</p><p>Uno dice: un bell&#8217;investimento, ma lo faccio una volta per tutte. Intanto le batterie hanno un ciclo di vita che va dai 15 ai 20 anni e ogni anno subiscono un piccolo ma progressivo degrado. E poi costano. Se vogliamo vedere il loro costo annuale dobbiamo prima considerare l&#8217;ammortamento dell&#8217;investimento a 15 anni (con un Wacc dell&#8217;8 per cento) e ci porta ad un costo di 11,7 miliardi l&#8217;anno. A cui aggiungere l&#8217;operativit&#224; e la manutenzione (da raffreddamento a controllo, da antincendio ad affitti e assicurazioni) che nel settore si considera pari all&#8217;1,8% dei capex: 1,8 miliardi di spese vive l&#8217;anno. Per correttezza dovremmo calcolare anche le perdite di conversione (12 per cento stimato) che fanno ai prezzi di oggi altri 1,2 miliardi. In totale 15 miliardi di costi all&#8217;anno che, spalmati su tutta la produzione notturna di un anno intero (poco meno di 180 TWh, ipotizzando che il serbatoio lavori tutte le notti e non solo a luglio), fanno 84 euro al MWh di puro sovrapprezzo derivante da questi serbatoi. Mi spiego meglio: la sola costruzione, gestione di un gigantesco serbatoio per immagazzinare l&#8217;energia prodotta di giorno, costa 84 euro a Megawattora. Poi dobbiamo sperare che di giorno ci sia il sole per avere energia gratis. E soprattutto dovremmo raddoppiare la dimensione degli impianti rinnovabili di giorno, per produrre anche per i serbatoi di notte. Una follia. Senza pensare che per avere installata la nostra capacit&#224; di 600 GWh di batterie a ioni di litio sono necessarie 300.000 tonnellate di carbonato di litio equivalente: circa un quinto della produzione mondiale annua, per un solo paese, e per di pi&#249; da comprare ogni 15 anni.</p><p><strong>GRAZIE, PECHINO</strong></p><p>Ovviamente sarebbe un bel regalo ai cinesi. Circa due terzi dei costi riguardano prodotti realizzati esclusivamente in Cina. Vediamo. Tutto ci&#242; che riguarda le celle, i moduli e i rack &#232; per il 98 per cento roba di Pechino. &#200; un monopolio strabiliante e ovviamente non si tratta di una mia stima: &#232; l&#8217;IEA, che scrive che oltre il 98% del catodo LFP e delle celle LFP mondiali sono prodotte in Cina (<a href="https://www.iea.org/reports/global-critical-minerals-outlook-2025/beyond-nmc-batteries-supply-chain-issues-for-emerging-battery-technologies">qui il rapporto</a>). Sulla parte container le cose vanno meglio: circa il 70 per cento sarebbe cinese. Ci sarebbero gli americani di Tesla, ma molto pi&#249; cari e i nostri 100 miliardi non basterebbero pi&#249;. Anche sugli inverter pi&#249; di met&#224; dei costi deve essere considerata cinese: i primi due produttori mondiali sono Huawei e Sungrow. Restano opere civili e connessione, che possono avere ricadute nazionali. Oltre ovviamente al fatto che circa due terzi della capacit&#224; mondiale di raffinazione di litio e cobalto &#232; cinese.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La piramide del Wsj]]></title><description><![CDATA[Guardate questo grafico. Vi spiego perch&#233; &#232; impressionante]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com/p/la-piramide-del-wsj</link><guid isPermaLink="false">https://nicolaporro.substack.com/p/la-piramide-del-wsj</guid><dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator><pubDate>Thu, 20 Aug 2026 17:02:13 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qQfq!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fff475ae5-402a-4fc6-837b-b08ea8bec2de_1260x1988.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Siamo in un mondo pieno di debiti, pubblici e privati. E il prezzo di questa esposizione sta salendo ai massimi da vent&#8217;anni.  Le grandi della tecnologia stanno spendendo a pi&#249; non posso per seguire la rivoluzione dell&#8217;Ai. Si indebitano a 10 anni. Proprio sul mercato in cui insiste un altro grande debitore: il tesoro americano. Proprio ieri ha superato la montagna del 40mila miliardi di dollari, il che vuole dire il 124 per cento del Pil americano: ogni mese, il Giorgetti americano deve andare sul mercato per vendere circa 100 miliardi di dollari di titoli di stato. Il problema &#232; che quel mercato oggi &#232; pieno di venditori, tutti cercano di piazzare obbligazioni, e dunque le quotazioni scendono, e gli interessi salgono. Rendiamola ancora pi&#249; semplice: se tutti chiedono soldi, &#232; inevitabile che il prezzo dei soldi prestati, cio&#232; gli interessi, salga.  Cosa ha pensato, ieri, il ministro del tesoro di Trump? Mi metto io a comrare le obbligazioni americane. Roba gi&#224; vista: ma sempre da pazzi. Si tratta di un gigantesco debitore, che siccome &#232; costretto a indebitarsi a tassi sempre pi&#249; alti, si compra un pezzo del suo stesso debito, sperando che i tassi scendano. Ovviamente non sta succedendo. Dopo una prima dicesa dei tassi di interesse, ieri i sono risalti verso i massimi dal 2007.</p><p>Come se non bastasse questa montagna di &#8220;debito ufficiale&#8221;, e qui sta il grande rischio, non corrisponde ai debiti veri che sono in circolazione: gli analisti del Wall Street Journal si sono messi a fare le pulci ai conti delle grandi societ&#224; tecnologiche americane. Spulciando anche le note dei bilanci.</p><p>Quello che vedete qua sotto sembra un grafico complicatissimo, ma in realt&#224; &#232; una cosa molto semplice, frutto di un lavoro certosino: spiega il modo in cui le grandi societ&#224; si finanzino per i loro investimenti e come parte di questi finanziamenti, una bella parte, non risulti esplicitamente dei dati ufficiali del bilancio.</p><p></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!qQfq!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fff475ae5-402a-4fc6-837b-b08ea8bec2de_1260x1988.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!qQfq!, /__u/nicolaporro.substack.com/w_424, /__u/nicolaporro.substack.com/c_limit, /__u/nicolaporro.substack.com/f_webp, 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Avete letto bene. </p><p></p>
      <p>
          <a href="/__u/nicolaporro.substack.com/p/la-piramide-del-wsj">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il ventenne, la Bce e l'estate che si ripete]]></title><description><![CDATA[Un hedge fund da 45 miliardi quasi esploso e un report della Banca centrale europea che nessuno ha letto: due segnali che raccontano la stessa storia del 2007.]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com/p/il-ventenne-la-bce-e-lestate-che</link><guid isPermaLink="false">https://nicolaporro.substack.com/p/il-ventenne-la-bce-e-lestate-che</guid><dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 13:22:54 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/db595716-a786-4379-8510-5c6158ac3cfb_738x414.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono suonati due segnali che mi riportano all&#8217;estate del 2007. Intendiamoci, due messaggi finanziari. Siamo, oggi, tutti pazzi degli sviluppi e dei ritorni finanziari dell&#8217;Intelligenza artificiale, come ieri lo eravamo del mercato immobiliare. Dovremmo per&#242; adottare qualche precauzione, non tanto sull&#8217;abuso dell&#8217;Ai nella nostra vita quotidiana, ma in quello delle sue valutazioni di Borsa. C&#8217;&#232; un bellissimo scambio di battute mi sembra nel film <em>Big Short</em>, in cui il protagonista, che aveva capito tutto sull&#8217;imminente crack, intervista informalmente degli agenti immobiliari super ottimisti. Gli raccontano come fosse facile vendere case e quanto fosse redditizio. Il meccanismo si basava sul fatto che tutto veniva finanziato dalle banche. Non c&#8217;era nessun problema ad ottenere mutui e prestiti: tutti ne avevano diritto. La seconda parte di questa storia riguarda il fatto che le banche, quei debiti, li impacchettavano e li rivendevano ai risparmiatori ritenendo cos&#236; di aver allontanato da s&#233; il rischio di insolvenza: venivano prodotte delle salsicce finanziarie costruite con ingredienti terribili. Arriva cos&#236; la gigantesca crisi finanziaria del 2008.</p><p>Recentemente proprio da queste parti ho scritto un pezzo provocatorio: &#8220;E se Amazon finisse come Lehman&#8221;, proprio per mettere in guardia su un aspetto particolare dei mercati di oggi.</p><div class="embedded-post-wrap" data-attrs="{&quot;id&quot;:209521439,&quot;url&quot;:&quot;https://nicolaporro.substack.com/p/e-se-amazon-finisse-come-lehman&quot;,&quot;publication_id&quot;:9126267,&quot;embedding_publication_id&quot;:9126267,&quot;publication_name&quot;:&quot;Nicola Porro&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8p_F!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11149936-e9b3-4627-aa64-abdfaa957f9f_2060x2060.jpeg&quot;,&quot;title&quot;:&quot;E se Amazon finisse come Lehman&quot;,&quot;truncated_body_text&quot;:&quot;Questo &#232; un articolo che non &#232; facile scrivere. E&#8217; come cantare Dio &#232; morto. Amazon per la finanza oggi &#232; una divinit&#224;. Il titolo brilla. Gli analisti la venerano. Ma chi poteva mai immaginare, solo pochi mesi prima, che Lehman potesse saltare? a wall street valeva 60 miliardi (feb07).&quot;,&quot;date&quot;:&quot;2026-08-02T19:34:44.413Z&quot;,&quot;like_count&quot;:33,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;bylines&quot;:[{&quot;id&quot;:504672512,&quot;bestseller_tier&quot;:null,&quot;profile_set_up_at&quot;:&quot;2026-05-06T13:20:13.086Z&quot;,&quot;previous_name&quot;:&quot;Nicola&quot;,&quot;reader_installed_at&quot;:&quot;2026-05-06T13:20:04.190Z&quot;,&quot;publicationUsers&quot;:[{&quot;public&quot;:true,&quot;is_primary&quot;:true,&quot;publication_id&quot;:9126267,&quot;id&quot;:9357963,&quot;role&quot;:&quot;admin&quot;,&quot;publication&quot;:{&quot;custom_domain_optional&quot;:false,&quot;email_from_name&quot;:null,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;,&quot;primary_user_id&quot;:504672512,&quot;is_personal_mode&quot;:true,&quot;custom_domain&quot;:null,&quot;logo_url&quot;:null,&quot;payments_state&quot;:&quot;enabled&quot;,&quot;name&quot;:&quot;Nicola Porro&quot;,&quot;hero_text&quot;:&quot;&quot;,&quot;author_id&quot;:504672512,&quot;id&quot;:9126267,&quot;explicit&quot;:false,&quot;homepage_type&quot;:&quot;profile&quot;,&quot;logo_url_wide&quot;:null,&quot;founding_plan_name&quot;:&quot;Founding Member&quot;,&quot;invite_only&quot;:false,&quot;theme_var_background_pop&quot;:&quot;#FF6719&quot;,&quot;subdomain&quot;:&quot;nicolaporro&quot;,&quot;created_at&quot;:&quot;2026-05-19T06:28:18.897Z&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Nicola&quot;,&quot;community_enabled&quot;:true},&quot;user_id&quot;:504672512}],&quot;handle&quot;:&quot;nicolaporro&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bio&quot;:&quot;Cuoco della Zuppa di Porro&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/11149936-e9b3-4627-aa64-abdfaa957f9f_2060x2060.jpeg&quot;,&quot;name&quot;:&quot;Nicola Porro&quot;,&quot;status&quot;:{&quot;vip&quot;:true,&quot;subscriberTier&quot;:null,&quot;subscriber&quot;:null,&quot;leaderboard&quot;:null,&quot;badge&quot;:{&quot;url&quot;:&quot;https://www.instagram.com/nicolaporro/&quot;,&quot;type&quot;:&quot;vip&quot;,&quot;service&quot;:&quot;Instagram&quot;,&quot;handle&quot;:&quot;@nicolaporro&quot;},&quot;bestsellerTier&quot;:null}}],&quot;utm_campaign&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;type&quot;:&quot;newsletter&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;,&quot;source&quot;:null}" data-component-name="EmbeddedPostToDOM"><a class="embedded-post" native="true" href="/__u/nicolaporro.substack.com/p/e-se-amazon-finisse-come-lehman?utm_source=substack&amp;utm_campaign=post_embed&amp;utm_medium=web&amp;embedding_publication_id=9126267"><div class="embedded-post-header"><img class="embedded-post-publication-logo" src="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!8p_F!,w_56,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11149936-e9b3-4627-aa64-abdfaa957f9f_2060x2060.jpeg"><span class="embedded-post-publication-name">Nicola Porro</span></div><div class="embedded-post-title-wrapper"><div class="embedded-post-title">E se Amazon finisse come Lehman</div></div><div class="embedded-post-body">Questo &#232; un articolo che non &#232; facile scrivere. E&#8217; come cantare Dio &#232; morto. Amazon per la finanza oggi &#232; una divinit&#224;. Il titolo brilla. Gli analisti la venerano. Ma chi poteva mai immaginare, solo pochi mesi prima, che Lehman potesse saltare? a wall street valeva 60 miliardi (feb07&#8230;</div><div class="embedded-post-cta-wrapper"><span class="embedded-post-cta">Read more</span></div><div class="embedded-post-meta">a month ago &#183; 33 likes &#183; Nicola Porro</div></a></div><p> Anche le grandissime imprese si indebitano per investire sulle nuove tecnologie e lo fanno in modo talmente massiccio da bruciare la montagna di cassa che hanno accumulato negli anni. Se i loro investimenti si rivelassero troppo costosi o sbagliati avremmo un gigantesco problema sui mercati. Che non riguarda solo loro, ma tutte le Borse.</p><p>Ritorniamo ai nostri due segnali. E ditemi che cosa ne pensate.</p><p>Il primo riguarda la Banca centrale europea: oggi un post dei suoi economisti non solo si dice preoccupato della bolla Ai, ma dei rischi da 440 miliardi di contagio in Europa se dovesse scoppiare. La Bce non &#232; un attore qualsiasi. E anche se i suoi economisti non impegnano l&#8217;Istituzione, si tratta di una dichiarazione fortissima. Che nessuno si &#232; filato. Vabb&#232; questo anche, purtroppo, a dimostrazione di quale considerazione &#232; riposta da quelli che contano nel mondo finanziario e tecnologico, alle visioni europee.</p><p>Il secondo segnale &#232; che &#232; saltato, anche se non ancora morto, il primo fondo che ha utilizzato un botto di leva per investire proprio nel settore tecnologico. Prima pagina del Wall Street Journal di oggi.</p><p>Se volete maggiori info, segue l&#8217;approfondimento, partendo proprio dall&#8217;estate del 2007.</p><p></p>
      <p>
          <a href="/__u/nicolaporro.substack.com/p/il-ventenne-la-bce-e-lestate-che">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il giudice che ha ucciso Spirit]]></title><description><![CDATA[La lezione americana. Nel 2024 l'antitrust viet&#242; a JetBlue di comprare Spirit "per difendere i consumatori". Oggi Spirit non esiste pi&#249;, 17.000 persone sono a casa &#8212; e le rotte se l'&#232; prese comunque]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com/p/il-giudice-che-ha-ucciso-spirit</link><guid isPermaLink="false">https://nicolaporro.substack.com/p/il-giudice-che-ha-ucciso-spirit</guid><dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator><pubDate>Fri, 14 Aug 2026 11:37:21 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8a8175ed-1044-4321-8182-6fa0b31bb36e_612x408.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, presi dalla frenesia social, abbiamo visto insieme come un piccolo fatto &#8212; il Wi-Fi a bordo &#8212; racconti quanto l&#8217;Europa sia lontana dall&#8217;innovazione americana. </p><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;fcf489bf-5042-4855-9d39-cb838f483af3&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Questo pezzo &#232; gratuito per tutti. Gli altri no.&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Musk vola. Ita gratta e non vince&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:504672512,&quot;name&quot;:&quot;Nicola Porro&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Cuoco della Zuppa di Porro&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/11149936-e9b3-4627-aa64-abdfaa957f9f_2060x2060.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2026-08-13T16:47:43.583Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/325c319a-042c-4082-a85f-edee167afc64_5712x4284.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://nicolaporro.substack.com/p/musk-vola-ita-gratta-e-non-vince&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:211062361,&quot;type&quot;:&quot;newsletter&quot;,&quot;reaction_count&quot;:34,&quot;comment_count&quot;:3,&quot;publication_id&quot;:9126267,&quot;publication_name&quot;:&quot;Nicola Porro&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8p_F!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11149936-e9b3-4627-aa64-abdfaa957f9f_2060x2060.jpeg&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><p>Ma attenzione a prendere la lezione come un dogma. Gli americani, di destra e di sinistra, combinano pasticci senza pari.</p><p>Il caso di cui vi parlo oggi riguarda la compagnia aerea Spirit e la fenomenale presunzione statalista di stabilire cosa sia meglio per noi. Una strada che porta alla schiavit&#249; e, soprattutto, al fallimento.</p><p>Il virus del controllo statale &#232; diffuso oggi pi&#249; che mai. Sempre con la scusa di fare giustizia, tutelare qualcuno, pensare al futuro. Quante cavolate abbiamo subito grazie a queste presunte buone intenzioni. L&#8217;inferno ne &#232; lastricato. Pensate solo al nostro caso Ilva.</p><p></p>
      <p>
          <a href="/__u/nicolaporro.substack.com/p/il-giudice-che-ha-ucciso-spirit">
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Musk vola. Ita gratta e non vince]]></title><description><![CDATA[Alaska Airlines: 145 aerei su 400 gi&#224; con Starlink. Ita: n&#233; un aereo n&#233; una data. Ci vediamo nel 2029]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com/p/musk-vola-ita-gratta-e-non-vince</link><guid isPermaLink="false">https://nicolaporro.substack.com/p/musk-vola-ita-gratta-e-non-vince</guid><dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator><pubDate>Thu, 13 Aug 2026 16:47:43 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/325c319a-042c-4082-a85f-edee167afc64_5712x4284.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em><span>Questo pezzo &#232; gratuito per tutti. Gli altri no.</span></em></p><p>Sali a bordo, classe superiore, e ti consegnano un &#8220;complimentary voucher&#8221;. Sopra c&#8217;&#232; scritto enjoy your connection, che &#232; gi&#224; una presa per i fondelli. Perch&#233; poi comincia la trafila. Aspetti che l&#8217;aereo sia bello alto. Fai vari tentativi (<em>se c&#8217;&#232; un cristiano che c&#8217;&#232; riuscito al primo giro me lo scriva qui sotto)</em>. Finalmente si apre una landing page che ti chiede nome, cognome, email e un codice di otto cifre. Che devi grattare. S&#236;: grattare. Dal retro del voucher, come un gratta e vinci.</p><p>A quel punto, con una latenza da modem anni Novanta &#8212; modello 56k, per i nostalgici &#8212; riesci a usare soltanto la messaggistica. Ma attenzione: ogni volta che non guardi amorevolmente il telefono rischi di essere disconnesso. Se vuoi qualcosa di pi&#249;, sono venticinque euro. Imparassero dai pusher: se la prima dose fa schifo, come pensano di acchiapparmi?</p><p>Questo articolo l&#8217;ho scritto l&#236;, in volo con Ita da Los Angeles a Roma, per metterlo on line una volta atterrato a Fiumicino. Voi direte, e chissenefrega. Se non fosse che il punto &#232; proprio il volo. Che diventa uno spunto per capire cosa separi oggi l&#8217;Europa dall&#8217;America. E non solo fisicamente. Potete leggerlo come una seconda puntata delle considerazioni fatte sul Campidoglio, quello vero di Roma, che investe nell&#8217;innovazione dei centralini dei <strong>radiotaxi</strong> mentre a Los Angeles gi&#224; si muovono con i <strong>robotaxi</strong>.</p><p><strong>Il QR code e il gruppo sanguigno</strong></p><p>Pochi giorni prima ero su un&#8217;altra tratta, con una compagnia americana, Alaska Airlines, in direzione La Paz, Messico. In economy, per precisione. Due ore e mezza: sufficienti per scrivere un articolo, ma anche per metterlo on line da diecimila metri. A differenza di quanto sia possibile con Ita, controllata da Lufthansa, una delle pi&#249; importanti compagnie aeree del mondo.</p><p>Alaska non &#232; un&#8217;azienda della Silicon Valley. E opera in un settore, quello aereo, che anche in America &#232; lento, regolatissimo e &#8212; come vedremo &#8212; spesso compromesso dall&#8217;intervento statale. Ma da dicembre 2025 ha cominciato a installare Starlink, il sistema satellitare di Elon Musk. E ha cominciato dai pi&#249; piccoli: i regionali Embraer, tutti e novanta, gi&#224; fatti. Oggi siamo a circa 145 aerei su 400, con l&#8217;intera flotta prevista entro il 2027.</p><p>Appena ti siedi prendi il cellulare &#8212; o la lavatrice, o il phon &#8212; e inquadri il QR code davanti a te. Si apre una pagina in cui non ti chiedono la fedina penale, ma solo il cognome e il posto su cui hai prenotato. Da queste due informazioni il sistema deduce evidentemente anche il tuo gruppo sanguigno. Nel giro di pochi istanti sei collegato e puoi fare tutto: dico tutto. Non solo messaggi. Costo zero, basta essersi iscritti &#8212; gratis &#8212; al programma fedelt&#224;.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://nicolaporro.substack.com/p/musk-vola-ita-gratta-e-non-vince?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/nicolaporro.substack.com/p/musk-vola-ita-gratta-e-non-vince?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=share&amp;action=share"><span>Condividi</span></a></p><p><strong>Liberi di essere connessi (anche no)</strong></p><p>&#8220;Uno si potrebbe prendere una pausa da social e messaggi almeno in aereo&#8221;, qualche fenomeno obietter&#224;. Beh, questi sono affari miei. Fino a quando i governi non decideranno quante ore posso consultare i social al giorno, faccio come mi pare. E mi piace essere connesso quando voglio, per esempio in un volo di dodici ore.</p><p>Detto tra noi, mi fanno impazzire quelli che si compiacciono del black out in aereo: &#8220;almeno l&#236; sono libero&#8221;, dicono. Come se la libert&#224; dovesse essere imposta da altri. Mentre &#232; libert&#224; solo se la scegli tu. Si pu&#242; essere liberi anche in pieno campo 5G, decidendo in quel momento di rinunciare a ci&#242; che altrimenti si farebbe. D&#8217;altronde immagino siano gli stessi che chiedono allo Stato di vietare i social ai minori, perch&#233; nel loro tinello non sono in grado di imporsi con i figli. Altro che dalla culla alla tomba. Dai social alla tomba: ci pensino Mattarella o Butti a occuparsi di noi.</p><p><strong>Tutti a bere dallo stesso tubo</strong></p><p>Ma torniamo alla questioncella social-logistica, che racconta una storia pi&#249; grande: la differenza tra nuovo mondo e vecchio mondo, tra tecnologia e burocrazia, tra regole europee e consumatori americani, tra le nostre imprese e quelle competitive.</p><p>Il servizio di Ita &#232; offerto da Viasat. Ecco spiegato tutto. Viasat &#232; americana, ma di un&#8217;altra era giurassica: lavora ancora con satelliti geostazionari. Pochi satelliti molto grandi, a circa 36.000 chilometri di altitudine, ciascuno dei quali copre aree enormi. &#200; il modello satellitare classico da decenni. Il problema &#232; proprio la distanza: un segnale che deve fare tutta quella strada fino al satellite e poi tornare a terra genera una latenza intrinseca alta. E la capacit&#224; totale va condivisa tra tutti gli aerei e tutti gli utenti che in quel momento stanno sotto quel satellite. Da qui il casino: tutti che chiedono acqua dallo stesso tubo, peraltro di piccole dimensioni.</p><p>Musk i satelliti li ha piazzati in un&#8217;orbita molto pi&#249; bassa, e ne ha quasi diecimila in circolazione. &#200; come se per scrivere questo articolo in Europa fossi obbligato a usare un 286 con l&#8217;MS-Dos, mentre arrivato in America potessi riprendermi l&#8217;iPad con la tastiera.</p><p><strong>Il Wi-Fi che avremo nel 2029</strong></p><p>Per amore di verit&#224;: Lufthansa ha gi&#224; annunciato il passaggio a Starlink. Il primo aereo del gruppo, un A320neo, entra in servizio il 19 agosto. Nel piano ci sono anche Ita Airways e Air Dolomiti, per circa 850 velivoli. Entro il 2029. Per Ita non &#232; stato comunicato n&#233; quale sar&#224; il primo aeromobile n&#233; una data di avvio. Speriamo. E va detto che nessuno sceglie un intercontinentale per il Wi-Fi, anche se una clientela business forse ci pensa su.</p><p>Resta il punto di fondo: la nostra incapacit&#224; tecnologica. Quando si dice che l&#8217;America inventa, la Cina copia e l&#8217;Europa regola, si ripete un paradosso impreciso. La Cina non copia pi&#249;. Non &#232; pi&#249; la fabbrica del mondo: su tecnologia e intelligenza artificiale &#232; all&#8217;avanguardia. Magari l&#8217;Europa copiasse, come ha fatto la Cina per un ventennio dopo l&#8217;ingresso nel Wto. Avremmo anche noi tecnologie decenti.</p><p>Musk ha tolto il terreno sotto i piedi a Viasat, e quella distruzione ha creato un mercato nuovo e un servizio molto migliore per i consumatori. Il mercato &#232; in continua evoluzione e offre servizi sempre pi&#249; innovativi. Sempre che sia lasciato libero.</p><p>E qui viene il bello, perch&#233; la tentazione di frenare il mercato &#8220;pensando al bene dei consumatori&#8221; non &#232; affatto solo europea. In America c&#8217;era una compagnia low cost che si chiamava Spirit. Trentaquattro anni di storia, diciassettemila dipendenti. Oggi non esiste pi&#249;. L&#8217;hanno ammazzata due governi di segno opposto: prima impedendole una fusione che il mercato voleva, poi provando a comprarla con soldi pubblici quando il mercato non la voleva pi&#249;. &#200; un manuale di scuola austriaca applicata, e ve lo racconto nella prossima puntata.</p><p><em>Intanto ditemi una cosa, qui nei commenti: c&#8217;&#232; qualcuno &#8212; uno solo &#8212; che &#232; mai riuscito a collegarsi al Wi-Fi di Ita al primo tentativo? O qualcuno che ha sganciato i 25 euretti.</em></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://nicolaporro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/nicolaporro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lavitola gli fa le corna. E Ranucci lo ama ancora]]></title><description><![CDATA[In due pagine dell&#8217;ordinanza di arresto di Lavitola, il tentativo di Ranucci di costruirgli un alibi.]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com/p/lavitola-gli-fa-le-corna-e-ranucci</link><guid isPermaLink="false">https://nicolaporro.substack.com/p/lavitola-gli-fa-le-corna-e-ranucci</guid><dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator><pubDate>Tue, 11 Aug 2026 03:06:59 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/08d29d51-396d-4fc6-9c68-b5af696dd80b_2736x1260.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><span>Valter Lavitola &#232; in carcere. Per il gip di Roma &#232; lui il mandante della bomba esplosa il 16 ottobre sotto casa di Sigfrido Ranucci. Il movente, ormai lo abbiamo gi&#224; sentito, sarebbe stato far crescere la popolarit&#224; del giornalista e spingerlo in politica: una bomba d&#8217;amore. Ranucci, scrive il giudice, era vittima ignara e manipolata. Ma nelle 198 pagine dell&#8217;ordinanza c&#8217;&#232; un passaggio, alle pagine 116-118, che da solo vale il prezzo del biglietto: la telefonata alle 4 del mattino del 5 luglio in cui il conduttore di Report, invece di insospettirsi, si affanna a trovare una giustificazione all&#8217;amico appena perquisito. E riguarda la presenza di Lavitola e del suo compare Clesio Tavares &#8220;nei pressi dell&#8217;abitazione di Ranucci, per non pi&#249; di mezz&#8217;ora&#8221; senza che quest&#8217;ultimo fosse in casa, &#8220;dunque dimostrando con assoluta certezza &#8211; scrivono i giudici &#8211; che i due non fossero andati a trovarlo. Ve la faccio semplice: scoppia una bomba a casa mia, arrestano dei mafiosetti di serie B che l&#8217;avrebbero piazzata, questi sono collegati con il compare di un mio amico, e vengo a scoprire che compare e amico avevano fatto, pochi giorni prima della bomba, un sopralluogo davanti a casa mia. E quando il mio amcio, il mio Lavitola, mi chiama cerco di trovare delle scuse per giustificare la sua presenza davanti a casa mia quando non c&#8217;ero. Roba da matti. E lo scrivono i giudici.</span></p><p><span>Ve la leggo riga per riga.</span></p><p></p>
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          <a href="/__u/nicolaporro.substack.com/p/lavitola-gli-fa-le-corna-e-ranucci">
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          </a>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lo Yen e la bastonata di Soros]]></title><description><![CDATA[Sono passati decenni e ancora non abbiamo capito come si muovono i cambi]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com/p/lo-yen-e-la-bastonata-di-soros</link><guid isPermaLink="false">https://nicolaporro.substack.com/p/lo-yen-e-la-bastonata-di-soros</guid><dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator><pubDate>Sun, 09 Aug 2026 15:18:48 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/69e99b44-77d1-4713-b09d-d624b626e690_2320x1740.heic" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><span>Ci sono dei casi di scuola che ci ricordano della presunzione fatale che arde nei cuori e nelle teste di chi ci governa, siano essi burocrati o siano politici. Il caso dello yen &#232; uno di questi. Pu&#242; apparire tecnico, ma non lo &#232;. E tra poco lo spiegher&#242;. Ma la sostanza &#232; sempre la stessa e cio&#232; quella del vice governatore dei Promessi sposi Antonio Ferrer e delle mascherine di Arcuri: se il prezzo di un bene non ci piace, blocchiamolo. Ecco perch&#233; rischiamo di farci davvero male. Cerco di spiegare le mie ragioni qui sotto in modo semplice.</span></p><p></p>
      <p>
          <a href="/__u/nicolaporro.substack.com/p/lo-yen-e-la-bastonata-di-soros">
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          </a>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Roma aggiorna il centralino. Los Angeles aggiorna gli autisti]]></title><description><![CDATA[Due milioni per lo 060609, e il mondo guida senza autisti]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com/p/roma-aggiorna-il-centralino-los-angeles</link><guid isPermaLink="false">https://nicolaporro.substack.com/p/roma-aggiorna-il-centralino-los-angeles</guid><dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator><pubDate>Fri, 07 Aug 2026 05:31:15 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/9f4c1b3e-bbae-4ec2-b323-1a0fe00cae75_2420x1668.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina ero a Los Angeles, all&#8217;UCLA. Avevo la macchina parcheggiata dall&#8217;altra parte del campus, faceva caldo, ero pigro. Ho aperto un&#8217;app e in due minuti ero seduto su una Jaguar senza nessuno al volante. Non un autista distratto, non un autista assente: proprio nessuno. Il video &#232; qui sopra, dura due minuti, guardatelo.</p><p>Nel frattempo, tre giorni fa, il Comune di Roma ha annunciato con una nota ufficiale un traguardo storico: **1.015 nuove licenze taxi assegnate su 1.041 previste**. E per festeggiare, la Capitale ha stanziato oltre 2 milioni di euro per ammodernare... il centralino telefonico. Il 060609.</p><p>Se vi sembra un dettaglio buffo, aspettate di leggere cosa c&#8217;&#232; sotto il cofano di quella Jaguar.</p><p></p>
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          <a href="/__u/nicolaporro.substack.com/p/roma-aggiorna-il-centralino-los-angeles">
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Benvenuto Caro commensale]]></title><description><![CDATA[Ciao, mi sono preso la libert&#224; di mandarti questa mail e le prossime &#8212; non saranno molte, lo giuro &#8212; per renderti partecipe di cosa scriver&#242; su questo nuovo social.]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com/p/benvenuto-caro-commensale</link><guid isPermaLink="false">https://nicolaporro.substack.com/p/benvenuto-caro-commensale</guid><dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 21:01:15 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8p_F!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11149936-e9b3-4627-aa64-abdfaa957f9f_2060x2060.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,</p><p>mi sono preso la libert&#224; di mandarti questa mail e le prossime &#8212; non saranno molte, lo giuro &#8212; per renderti partecipe di cosa scriver&#242; su questo nuovo social. Ti ritrovi qui perch&#233; sei gi&#224; parte della community di <strong><span>Nicolaporro.it</span></strong>, tra Ripartenze e iniziative che abbiamo condiviso.</p><p>La nostra fonte primaria rester&#224; sempre <span data-color="#ff0000" style="color: rgb(255, 0, 0);">Nicolaporro.it</span> e la sua <span data-color="#ff0000" style="color: rgb(255, 0, 0);">Zuppa</span>, con le news al volo e il lavoro di tanti collaboratori. Qui invece troverai alcuni approfondimenti, con lo stesso spirito libero e senza filtri di sempre: economia, politica, mercati, letti con un occhio liberale e liberista. &#233; uno sviluppo del sito, diciamo cos&#236;.</p><p>Se non fa per te, ti disiscrivi in un clic dal link in fondo. Altrimenti, benvenuto nella nuova cucina. Stellata. Anzi no: meglio in una trattoria.</p><p>Riceverai gli aggiornamenti proprio qui nella tua casella di posta. Puoi anche accedere al sito web per leggere gli archivi completi e gli altri Post non appena vengono pubblicati.</p><div><hr></div><p><strong>Un po&#8217; di amministrazione...</strong></p><p>Se non riesci a trovare la newsletter, controlla la cartella dello spam. E per favore, segna questo indirizzo come &#8220;non spam&#8221;. Se la newsletter non si trova neanche nella cartella dello spam, dovresti cercarla nella scheda Promozioni.</p><p>Puoi sempre vedere tutto sul sito web.</p><p>Augh</p><p>nicola</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[E se Amazon finisse come Lehman]]></title><description><![CDATA[Sto scherzando, ma non troppo.Istruzioni antifragili]]></description><link>https://nicolaporro.substack.com/p/e-se-amazon-finisse-come-lehman</link><guid isPermaLink="false">https://nicolaporro.substack.com/p/e-se-amazon-finisse-come-lehman</guid><dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 19:34:44 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8p_F!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11149936-e9b3-4627-aa64-abdfaa957f9f_2060x2060.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Questo &#232; un articolo che non &#232; facile scrivere. E&#8217; come cantare Dio &#232; morto. Amazon per la finanza oggi &#232; una divinit&#224;. Il titolo brilla. Gli analisti la venerano. Ma chi poteva mai immaginare, solo pochi mesi prima, che Lehman potesse saltare? a wall street valeva 60 miliardi (feb07). <span>Per dimensioni  veniva dopo Goldman Sachs, Morgan Stanley e Merrill Lynch, e per di pi&#249; non era la prima venuta con pi&#249; di 150 anni di storia: mi immagino la festicciola per l&#8217;anniversario. Nel tempo era diventata un colosso globale: intermediazione, gestione patrimoniale, investment banking, e soprattutto &#8212; la causa della sua fine &#8212; un enorme portafoglio di mutui subprime e prodotti strutturati (MBS, CDO) con leva finanziaria della madonna (oltre 30:1). In soli quattro anni, cavalcando il boom immobiliare (la corsa digitale e dell&#8217;Ai di oggi, tanto per intenderci) era diventata leader delle cartolarizzazioni con utili record di 19 miliardi nel 2007. Quando quel lunedi di settembre del 2008 fa il botto, salta un societ&#224; con attivi di 650 miliardi di dollari. Il pil di un paese. All&#8217;epoca pi&#249; del valore di tutta la borsa italiana.</span></p><p><span>Qualcuno, a questo punto, dir&#224; cosa centri la crisi finanziaria del 2008, con la societ&#224; di Bezos, che oggi &#232; una reginetta assoluta del mercato e senza alcun dubbio solidissima. Speriamo nulla, ovviamente.</span></p><p><span>Questo articolo serve a questo: ragioniamo liberamente. Il passato non si presenta mai nella stessa forma. paul valery ci ha insegnato che la storia non solo &#232; tiranna, ma anche nemica, perch&#232; ci obbliga a pensare sempre con lo stesso schema. E lo stesso schema ci dice che Amazon &#232; tra le cinque grandi della tecno, come ieri lo era Lehman tra le banche; che &#232; in un mercato superfigo, ieri l&#8217;immobiliare oggi il digitale; che &#232; rispettatissima, che &#232; una star considerata intoccabile.</span></p><p><span>I nostro ragionamento &#232; meno sofisticato e pi&#249; ragioneristico. E si basa sull&#8217;ultima trimestrale. Fantastica (pi&#249; 15 per cento in titolo in un giorno) fino a quando qualcuno inizier&#224; a non crederci pi&#249;. E qualcuno inizier&#224; a ragionare non con la storia, ma con il buonsenso.</span></p><p><span>Vediamola e seguitemi. </span>La costruzione dell&#8217;intelligenza artificiale &#8212; i centri di calcolo, l&#8217;energia, i processori &#8212; costa pi&#249; di quanto le grandi, grandisime aziende incassino. La differenza, dunque, la stanno coprendo emettendo obbligazioni a lunga scadenza. Chi compra obbligazioni non &#232; un socio: &#232; un creditore. E i creditori sono banche, assicurazioni, fondi pensione, cio&#232; le tubature del sistema. Se il ritorno su quegli investimenti non arriva nei tempi promessi, il problema non resta dentro la borsa: passa nel mercato del debito (mercato del credito). E a quel punto sono guai.</p><p><strong>I CONTI DI AMAZON</strong></p><p>Quello che sostengo si pu&#242; leggere nelle carte pubbliche di Amazon: il caso meglio documentato, ed &#232; certificato dai suoi stessi conti:</p><p>&#9;&#8226;&#9;Nei dodici mesi a giugno 2026 ha speso in immobili e attrezzature 169 miliardi di dollari, +64% in un anno. La cassa che le resta dopo aver pagato gli investimenti (il flusso di cassa libero, in gergo free cash flow) &#232; passata da +18,2 a &#8722;7,6 miliardi. L&#8217;attivit&#224; genera moltissima cassa; gli investimenti ne assorbono di pi&#249;.</p><p>&#9;&#8226;&#9;Aveva riserve di liquidit&#224; enormi. Le ha esaurite. Nel 2026 ha raccolto oltre 100 miliardi di dollari di debito: 37 miliardi a marzo, 10 miliardi in Canada a giugno pi&#249; un prestito bancario da 17,5 miliardi (banche tra cui Citi e JP Morgan), 25 miliardi il 7 luglio. Scadenze fino al 2066: quarant&#8217;anni di debito per comprare processori che tra cinque anni saranno superati.</p><p>&#9;&#8226;&#9;Il 7 luglio ha comunicato alle banche collocatrici che non avrebbe emesso altro debito nel 2026.</p><p>&#9;&#8226;&#9;Il 30 luglio ha alzato la spesa prevista da 200 a 220 miliardi, venti in pi&#249;, a causa del rincaro dei chip di memoria. Alla domanda diretta di un analista su come finanzier&#224; quei venti miliardi, l&#8217;amministratore delegato Jassy ha risposto: &#8220;Nothing to share today&#8221;.</p><p>E non &#232; un caso isolato: si prevede che per Alphabet, Amazon, Meta e Oracle la cassa disponibile dopo gli investimenti scenda vicino a zero o sotto zero. Bank of America stima per l&#8217;insieme di questi giganti 2.000 miliardi di investimenti e 1.000 miliardi di nuovo debito entro il 2028.</p><p>Vogliamo ricapitolare. Amazon fa un botto di un utili e genera cassa. Non &#232; mica Antropic o OpenAi, pi&#249; o meno startup. Nonostante ci&#242; la cassa che genera non le basta per finanziare 169 miliardi di investimenti.</p><p>E non basta. E qui ci vengono in aiuto i conti trimetrali di Apple. Non si sta consumando solo denaro, si stanno consumando soprttautto cose fisiche. Apple ha dovuto abbassare le previsioni perch&#233; non riesce a produrre abbastanza iPhone, Mac e iPad: i chip di memoria vengono dirottati verso i centri di calcolo per l&#8217;intelligenza artificiale, che nel 2026 assorbono circa il 70% della produzione mondiale, e la capacit&#224; di TSMC sui processori pi&#249; avanzati &#232; venduta fino almeno al 2027. SK Hynix prevede il 2027 come il peggior anno di carenza nella storia dell&#8217;industria dei semiconduttori. L&#8217;azienda pi&#249; ricca del mondo, che pu&#242; pagare qualunque prezzo, non riesce a fabbricare computer. Il capitale mal indirizzato ha una manifestazione fisica, non solo contabile.</p><p><strong>CONCLUSIONI</strong></p><p>Questa montagna di debito, riversandosi tutto insieme sul mercato, fa salire il costo del denaro per tutti &#8212; a partire da chi lo ha emesso. Le aziende dell&#8217;intelligenza artificiale stanno finanziando la propria corsa con uno strumento che, usato in quelle quantit&#224;, alza il prezzo del biglietto della corsa stessa. E il loro valore in borsa dipende da profitti attesi molto lontani nel tempo, cio&#232; &#232; proprio la parte di mercato che soffre di pi&#249; quando il costo del denaro sale. Non serve che l&#8217;intelligenza artificiale deluda per avere un problema: basta che arrivi in ritardo rispetto alle scadenze del debito.</p><p>La mia lettura &#232; che siamo davanti a un caso classico di capitale indirizzato male da denaro troppo facile (malinvestment, nel lessico della scuola austriaca): non un&#8217;illusione tecnologica &#8212; la tecnologia &#232; vera, i numeri di Amazon e Microsoft lo dimostrano &#8212; ma un errore di dosaggio e di tempi, finanziato in un modo che rende il conto pi&#249; salato di quanto sarebbe stato pagandolo in contanti.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://nicolaporro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/nicolaporro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p>Amazon non salta, almeno cos&#236; speriamo. ma come nel caso Lehman, in cui i big hanno resistito, il mercato &#232; crollaro, dietro l&#8217;angolo abbiamo un rischio capitale, anzi un rischio credito. da non sottovalutare.</p><p></p>]]></content:encoded></item></channel></rss>