<script data-pm-proxy="intercept"></script><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Presenza]]></title><description><![CDATA[Rallenta per accelerare davvero.]]></description><link>https://presenza.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!sYDw!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F781ea072-204e-4964-bd28-fae7ea322537_1000x1000.png</url><title>Presenza</title><link>https://presenza.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Thu, 03 Sep 2026 22:30:04 GMT</lastBuildDate><atom:link href="/__u/presenza.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Marco Mignogna]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[presenza@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[presenza@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Marco Mignogna]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Marco Mignogna]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[presenza@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[presenza@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Marco Mignogna]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Ho Promesso Quattro Cose A Me Stesso Lunedì. Ne Ricordo Ancora Solo Una]]></title><description><![CDATA[Il primo gioved&#236; di settembre, e la scoperta scomoda di quanto poco valgano davvero le nostre buone intenzioni.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/ho-promesso-quattro-cose-a-me-stesso</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/ho-promesso-quattro-cose-a-me-stesso</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 14:00:45 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/67ff0d28-41f0-4aa4-be22-80df9e0fce6c_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Luned&#236; scorso, primo giorno pieno di routine dopo il rientro da Sapri, seduto alla scrivania con il quaderno aperto, ho scritto quattro propositi precisi per questo autunno. Riprendere la corsa tre volte a settimana. Rispondere alle email solo in due fasce orarie fisse. Dedicare mezz&#8217;ora serale alla lettura invece che allo schermo. Chiamare i miei genitori senza aspettare che siano loro a farlo.</p><p>Quattro righe scritte con convinzione reale, non superficiale. In quel momento, seduto l&#236;, ero assolutamente certo che le avrei mantenute tutte.</p><p>Oggi &#232; gioved&#236;. Ho corso una volta, non tre. Ho controllato le email a orari casuali come sempre. Non ho aperto un libro nemmeno una sera. Ho chiamato mia madre solo perch&#233; mi ha scritto lei prima.</p>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La Bussola Ritrovata]]></title><description><![CDATA[Stamattina ho riaperto l'agenda di settembre, ancora quasi vuota, e invece di ansia ho sentito qualcosa che assomiglia a una direzione chiara.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/la-bussola-ritrovata</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/la-bussola-ritrovata</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 05:15:33 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/0a4260f6-97c1-49e0-9c11-0c2c36201ce2_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina ho riaperto l&#8217;agenda di settembre, ancora quasi vuota, poche riunioni segnate, il resto delle pagine bianche come i quaderni che Alessandro sceglieva con tanta cura pochi giorni fa. A differenza di altri anni, in cui questa pagina bianca mi metteva addosso una leggera ansia da riempimento, stamattina ho sentito qualcosa di diverso, pi&#249; vicino a una direzione chiara che a una pressione da colmare.</p><p>Questa settimana di passaggio, dal primo cliente rivisto dopo un mese fino al pranzo di famiglia di domenica, dalla sveglia rimessa fino al bilancio onesto di ieri, mi ha lasciato qualcosa che assomiglia a una bussola, non un piano dettagliato ma un orientamento interiore su cosa conti davvero mentre affronto la stagione che comincia.</p><p>Non &#232; la stessa cosa che avevo cercato negli anni precedenti in questi giorni, elenchi di obiettivi da raggiungere, propositi solenni scritti il primo settembre esattamente come ho scritto ieri di voler evitare. &#200; qualcosa di pi&#249; semplice e pi&#249; affidabile: la consapevolezza rinnovata che la qualit&#224; con cui attraverso ogni singola giornata conta pi&#249; di qualunque obiettivo scritto in anticipo, e che questa qualit&#224; dipende quasi interamente da quanto scelgo di restare presente, non da quanto pianifico bene.</p><p>La prossima settimana ripartir&#224; il palinsesto strutturato con Maria Giovanna, il ritorno al weekly brief che avevamo messo in pausa per le vacanze. Non lo affronto con la stessa energia frenetica con cui a volte ho iniziato altri progetti, quella che scambia l&#8217;entusiasmo per garanzia di riuscita. Lo affronto con qualcosa di pi&#249; quieto, la fiducia che, qualunque cosa il palinsesto richieda, potr&#242; attraversarla con la stessa attenzione che ho allenato in queste ultime settimane, non con uno sforzo nuovo da inventare da zero.</p><p>Nel blocco REALIZZARE della mia mattina, che da oggi riprende pienamente il suo ritmo di sempre, questa bussola non promette nessun risultato specifico. Promette solo che, qualunque risultato arrivi, sar&#242; pi&#249; probabilmente presente mentre accade, invece che distratto dal calcolo di quanto manchi al prossimo.</p><p>Oggi, prima di riempire la tua agenda di obiettivi, scrivi anche tu una sola riga sulla qualit&#224; di attenzione che vuoi portare in questa stagione, indipendentemente da cosa conterranno le pagine.</p><div><hr></div><p><em>Non serve sapere ogni tappa del cammino. Serve solo una direzione chiara, e la presenza sufficiente a riconoscerla, un passo alla volta.</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Primo Settembre]]></title><description><![CDATA[Stamattina &#232; il primo settembre, e mezzo paese sui social sta scrivendo propositi come se il calendario avesse davvero il potere di cambiare qualcuno.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/il-primo-settembre</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/il-primo-settembre</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 05:16:01 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/5a7c0fa3-f989-4c85-8e32-79fab829f165_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina, primo settembre, ho aperto per curiosit&#224; i social e ho trovato quello che trovo ogni anno in questo giorno esatto: decine di post su nuovi inizi, proposito di ricominciare con pi&#249; disciplina, pi&#249; ordine, pi&#249; forza di volont&#224;, come se il semplice passaggio da un numero all&#8217;altro sul calendario avesse il potere reale di trasformare qualcuno dall&#8217;oggi al domani.</p><p>Non sto giudicando chi scrive quei post, l&#8217;ho fatto anch&#8217;io per anni. Sto notando, con pi&#249; chiarezza oggi che in passato, un&#8217;illusione precisa che vale la pena smontare: il calendario non ha alcun potere trasformativo. Un luned&#236; non &#232; meccanicamente diverso da una domenica nel determinare la nostra capacit&#224; di cambiare. Il primo settembre non contiene nessuna energia speciale che il trentuno agosto non avesse gi&#224;.</p><p>Quello che rende alcune date memorabili non &#232; una propriet&#224; oggettiva del tempo, ma una decisione presa dalla mente collettiva di trattarle come soglie simboliche, utili forse per organizzare il calendario sociale, ma completamente irrilevanti rispetto al meccanismo reale del cambiamento personale, che non segue mai il calendario ma solo la qualit&#224; di attenzione che portiamo, giorno dopo giorno, indipendentemente da che numero segni quel giorno.</p><p>Il vero rischio di questa illusione non &#232; innocuo. Rimandare un cambiamento reale al prossimo luned&#236;, al prossimo mese, al prossimo anno nuovo, &#232; uno dei modi pi&#249; efficaci per non cambiare mai davvero, perch&#233; ogni rimando futuro promette un impegno che il presente, comodamente, non deve mai onorare oggi stesso.</p><p>Ho scelto, questo primo settembre, di non scrivere nessun proposito solenne. Ho scelto invece di fare, oggi, esattamente la stessa piccola pratica di osservazione che ho fatto ieri, trentuno agosto, senza nessuna cerimonia speciale attorno. Se qualcosa cambia davvero in me, non sar&#224; per merito della data. Sar&#224; per merito dell&#8217;attenzione che scelgo di portarci, oggi come ieri, come sar&#224; domani due settembre.</p><p>Nel blocco EVOLVERE della mia mattina, la crescita che cerco non aspetta mai le date simboliche per cominciare. Comincia, quando comincia, in un giorno qualunque scelto solo perch&#233; &#232; quello in cui mi sono ricordato di essere presente.</p><p>Oggi, se hai rimandato qualcosa a un momento pi&#249; simbolico per iniziare, chiediti se puoi semplicemente cominciare adesso, in questo giorno ordinario e privo di cerimonie.</p><div><hr></div><p><em>Nessuna data ha mai cambiato nessuno. Solo l&#8217;attenzione portata dentro una data qualunque, scelta o casuale, ha questo potere.</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Guardavo Il Mare E Allo Stesso Tempo Guardavo Me Stesso Che Lo Guardava]]></title><description><![CDATA[L'ultimo giorno a Sapri, e la scoperta di una forma di attenzione che non avevo mai davvero praticato prima.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/guardavo-il-mare-e-allo-stesso-tempo</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/guardavo-il-mare-e-allo-stesso-tempo</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 12:01:21 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/73f5f346-0947-49a6-9416-ae57c7187dd5_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Domenica mattina, ultimo giorno intero a Sapri prima del rientro definitivo a Salerno. Sono sceso da solo sugli scogli, prima che i ragazzi si svegliassero, per un ultimo momento davanti al mare di questa estate.</p><p>Mi sono seduto, ho guardato l&#8217;acqua muoversi, la luce che cambiava lentamente sopra la superficie. Un momento semplice, quasi banale nella sua descrizione.</p><p>Poi ho notato qualcosa che raramente riesco a sostenere per pi&#249; di qualche istante. Non stavo solo guardando il mare. Stavo, contemporaneamente, guardando anche me stesso nell&#8217;atto di guardarlo.</p>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'Ultimo Giorno di Agosto]]></title><description><![CDATA[Stamattina &#232; l'ultimo giorno del mese, e prima di scrivere qualunque bilancio soddisfatto mi sono fermato a controllare se stessi solo cercando applausi da me stesso.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/lultimo-giorno-di-agosto</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/lultimo-giorno-di-agosto</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 05:15:39 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/089ccff5-857c-416d-85ac-1b54f62996bd_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina &#232; il trentuno agosto, ultimo giorno del mese, e la tentazione naturale sarebbe scrivere un bilancio soddisfatto di tutto quello che ho osservato in queste settimane, dal coro delle voci interne fino alla sveglia rimessa due giorni fa. Ho cominciato a scriverlo, e dopo tre righe mi sono fermato, disturbato da qualcosa nel tono che stavo usando.</p><p>Stavo scrivendo come se avessi completato un percorso, come se un mese di osservazione mi avesse reso una versione migliore, pi&#249; consapevole, quasi superiore a chi ero a fine luglio. Il tono era quello sottile e pericoloso dell&#8217;orgoglio spirituale, quello che si maschera da crescita autentica mentre in realt&#224; cerca solo un nuovo motivo per sentirsi speciale.</p><p>Questo &#232; uno dei tranelli pi&#249; difficili da individuare in qualunque percorso di lavoro su se stessi, perch&#233; usa esattamente il linguaggio della crescita per costruire una nuova forma di vanit&#224;, forse pi&#249; sottile di quella che voleva superare. Non conta quanto abbia osservato i miei automatismi, se poi trasformo quell&#8217;osservazione in un nuovo piedistallo da cui guardare dall&#8217;alto chi non ha fatto lo stesso lavoro. Sarebbe come essersi liberati da un cuscinetto solo per costruircene uno nuovo, pi&#249; elegante, fatto di consapevolezza invece che di ignoranza.</p><p>Ho cancellato le tre righe iniziali e ho ricominciato in modo diverso. Non un bilancio dei progressi fatti, ma un elenco onesto delle volte in cui, nonostante un mese intero di osservazione dichiarata, sono comunque caduto negli stessi automatismi di sempre: il laptop riaperto due ore dopo il rientro, l&#8217;irritazione per la sveglia rimessa, la difesa istintiva di fronte a mio suocero a luglio. La lista era pi&#249; lunga di quanto mi aspettassi.</p><p>Questo non significa che il mese sia stato inutile. Significa solo che il lavoro su di s&#233; non produce mai un traguardo raggiunto, solo una capacit&#224; leggermente pi&#249; rapida di accorgersi quando si &#232; di nuovo addormentati. Non c&#8217;&#232; nulla da esibire in questo, e proprio per questo &#232; pi&#249; vero di qualunque bilancio trionfale.</p><p>Nel blocco ESSERE della mia mattina, l&#8217;onest&#224; che cerco riguarda anche questo, smascherare l&#8217;orgoglio che si traveste da crescita, prima che diventi un nuovo personaggio da mantenere.</p><p>Oggi, se stai facendo un bilancio di qualcosa, controlla se stai cercando la verit&#224; o solo un nuovo motivo per sentirti superiore a chi eri prima.</p><div><hr></div><p><em>Il vero progresso non produce mai un piedistallo. Produce solo, a volte, un secondo in pi&#249; prima di riaddormentarsi.</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lo Stesso Tavolo, Un'Altra Persona]]></title><description><![CDATA[Oggi torniamo al pranzo di famiglia del weekend a Salerno, lo stesso tavolo di sempre, e mi chiedo se chi si sieder&#224; sar&#224; davvero chi si era alzato a luglio.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/lo-stesso-tavolo-unaltra-persona</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/lo-stesso-tavolo-unaltra-persona</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 05:16:28 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/a2eebc7d-b91c-420f-b3f5-fd157778b659_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, dopo un mese, torniamo al pranzo domenicale con i miei genitori, gli stessi posti a tavola, probabilmente gli stessi discorsi di sempre. &#200; il tavolo attorno al quale ho notato, a fine luglio prima di partire, quanto ognuno di noi reciti un copione ormai automatico, ripetuto identico da anni.</p><p>Stamattina, preparandomi per uscire, mi sono chiesto una cosa che raramente mi pongo prima di un rituale familiare cos&#236; consolidato: la persona che si sieder&#224; oggi a quel tavolo &#232; davvero la stessa che si era alzata l&#8217;ultima volta, a fine luglio, o qualcosa, in queste settimane, &#232; cambiato abbastanza da renderla diversa, anche se il tavolo, le sedie, i piatti resteranno identici?</p><p>&#200; una domanda scomoda perch&#233; non ha una risposta netta, e forse proprio per questo vale la pena farsela. Un mese di osservazione di me stesso, dal coro delle voci interne fino alla sveglia rimessa ieri, ha lasciato qualcosa, l&#8217;ho scritto anch&#8217;io pochi giorni fa parlando del bagaglio invisibile. Ma quel qualcosa, tornando al contesto esatto in cui il copione familiare si attiva pi&#249; facilmente, rischia di dissolversi in un istante, semplicemente perch&#233; l&#8217;ambiente stesso richiama automaticamente i ruoli di sempre, indipendentemente da quanto siamo cambiati nel frattempo.</p><p>Non sto andando a pranzo oggi per dimostrare a nessuno di essere cambiato, sarebbe un&#8217;altra recita, forse la pi&#249; sottile di tutte, quella del figlio illuminato che torna diverso dalle vacanze. Sto andando con una domanda pi&#249; semplice in tasca: riuscir&#242; a notare, almeno per qualche minuto, la differenza tra il ruolo che indosser&#242; automaticamente sedendomi a quel tavolo e quello che sceglier&#242; consapevolmente di abitare?</p><p>Il tavolo sar&#224; identico. Le battute di mio padre saranno probabilmente le stesse di sempre. Ma io posso scegliere di ascoltarle oggi con l&#8217;attenzione che ho allenato a Sapri, invece che con il pilota automatico di sempre, e questo, da solo, cambierebbe qualcosa senza bisogno di annunciarlo a nessuno.</p><p>Nel blocco GUIDARE della mia mattina, guidare comincia proprio da questa scelta silenziosa, portare nei contesti pi&#249; vecchi e ripetitivi la qualit&#224; di presenza costruita altrove, senza bisogno di renderla visibile agli altri.</p><p>Oggi, se torni in un contesto familiare molto ripetitivo, prova a portarci una qualit&#224; di attenzione diversa da quella automatica, senza cambiare nulla del copione esterno.</p><div><hr></div><p><em>Il tavolo non cambia mai. Chi vi si siede, se sceglie di esserci davvero, pu&#242; cambiare ogni singola volta.</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Considerare, la Terza Trappola]]></title><description><![CDATA[Non &#232; quello che pensano di te a rubarti energia. &#200; quanto tempo passi a chiederlo.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/considerare-la-terza-trappola</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/considerare-la-terza-trappola</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 07:30:35 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ed9729ea-1def-402a-9f27-a912608ca67d_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>&#8220;Consideriamo principalmente i nostri sentimenti.&#8221;</em> <br>(P.D. Ouspensky, La Quarta Via)</p></blockquote><div><hr></div><p>Ultimo luned&#236; di agosto, valigie di nuovo in macchina, ma questa volta la direzione &#232; opposta: da Sapri verso Salerno. Prima ancora di essere arrivato, il telefono comincia a riempirsi di messaggi rimasti in sospeso per settimane. Un collaboratore chiede se ho letto la sua proposta. Un conoscente commenta un post che avevo pubblicato prima di partire, con un tono che non riesco a decifrare, forse critico, forse solo distratto. Passo i successivi venti minuti a formulare mentalmente una risposta perfetta a un commento che, probabilmente, l&#8217;autore ha gi&#224; dimenticato di aver scritto.</p><p>Questo non &#232; pensare al lavoro. &#200; qualcosa di pi&#249; sottile e pi&#249; costoso: sto passando del tempo prezioso a costruire, curare, difendere un&#8217;immagine di me stesso nella mente di altre persone, la maggior parte delle quali non sta pensando a me nemmeno per un decimo del tempo che io sto dedicando a loro.</p>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La Sveglia Che Torna a Comandare]]></title><description><![CDATA[Stamattina ho rimesso la sveglia per luned&#236;, e solo nel gesto di impostarla ho sentito quanto mi ero abituato a farne a meno.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/la-sveglia-che-torna-a-comandare</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/la-sveglia-che-torna-a-comandare</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 05:15:34 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/c643ab2e-eec1-4e9c-bf7f-9d65425d70e6_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina, mentre preparavo le cose per luned&#236;, ho rimesso la sveglia sul telefono, spenta ormai da settimane. Il gesto &#232; durato tre secondi, eppure mi sono fermato a guardarla con un fastidio sproporzionato rispetto a un&#8217;azione cos&#236; piccola.</p><p>Un mese fa avevo notato, la prima mattina a Sapri, quanto fosse diverso svegliarsi senza quel suono elettronico, quanto il corpo ritrovasse un ritmo pi&#249; antico se lasciato libero di farlo. Stamattina, rimettendo quella sveglia, ho sentito distintamente la resistenza a tornare sotto quel comando, come se il corpo stesso protestasse contro il ritorno di un padrone che aveva quasi dimenticato.</p><p>Questo fastidio, guardato bene, contiene un errore sottile che vale la pena correggere prima che diventi malumore per tutta la settimana. Non &#232; la sveglia in s&#233; il problema. &#200; l&#8217;idea che la sveglia rappresenti automaticamente una perdita di libert&#224;, un ritorno forzato sotto un giogo meccanico, mentre il mese appena trascorso rappresentava la vera libert&#224;. Ma la libert&#224; che ho vissuto a Sapri non dipendeva dall&#8217;assenza della sveglia. Dipendeva dalla qualit&#224; di attenzione che portavo nei miei risvegli, con o senza sveglia.</p><p>Confondere lo strumento con la condizione &#232; un errore che facciamo spesso: crediamo che sia l&#8217;oggetto esterno, l&#8217;orario, il vincolo, a determinare la nostra libert&#224; interiore, quando in realt&#224; quella libert&#224; dipende quasi interamente da come attraversiamo qualunque condizione ci troviamo a vivere, vincolata o meno. Un uomo presente pu&#242; essere libero anche con la sveglia. Un uomo distratto pu&#242; essere prigioniero anche senza.</p><p>Stamattina ho scelto di guardare quella sveglia impostata non come la fine di qualcosa, ma come una prova, la stessa qualit&#224; di risveglio consapevole che ho praticato a Sapri, portata adesso in una condizione pi&#249; vincolata. Se ci riesco, la libert&#224; che ho trovato in vacanza non era mai stata della vacanza. Era mia, e la porto con me ovunque vada, sveglia compresa.</p><p>Nel blocco ESSERE della mia mattina, che da luned&#236; torner&#224; agli orari di sempre, il vero allenamento comincia proprio qui, verificare se la presenza trovata in condizioni facili sopravvive anche in condizioni pi&#249; rigide.</p><p>Oggi, guarda uno strumento o un vincolo che associ automaticamente a minore libert&#224;, e chiediti se sia davvero lui il problema, o il modo in cui lo attraversi.</p><div><hr></div><p><em>Non &#232; l&#8217;assenza di vincoli a renderti libero. &#200; la qualit&#224; di attenzione che porti dentro ogni vincolo, quando decidi di portarcela davvero.</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[I Quaderni Nuovi]]></title><description><![CDATA[Ieri pomeriggio in cartoleria, Alessandro ha scelto i quaderni per il nuovo anno con una cura che non mette in nessun'altra cosa.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/i-quaderni-nuovi</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/i-quaderni-nuovi</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Fri, 28 Aug 2026 05:15:25 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/e439b160-7e6d-4152-8a8b-946e27b14203_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio, cartoleria del centro, code ovunque, l&#8217;aria carica di quella particolare energia di fine agosto in cui mezza citt&#224; compra materiale scolastico nello stesso identico giorno. Alessandro ha scelto i suoi quaderni con una cura sorprendente, toccando le copertine, valutando il peso della carta, scartando modelli interi per dettagli che a me sfuggivano completamente.</p><p>Gli ho chiesto perch&#233; ci tenesse cos&#236; tanto, visto che tra due settimane quei quaderni sarebbero stati comunque pieni di appunti sgraffiati in fretta. Mi ha guardato come se la domanda non avesse senso e ha detto: &#8220;<em>perch&#233; adesso sono ancora perfetti.&#8221;</em></p><p>Quella frase mi &#232; rimasta addosso tutta la sera. Un quaderno bianco contiene, nella sua interezza intatta, ogni possibilit&#224; futura contemporaneamente, prima che una sola riga scelga di escluderne tutte le altre. Nel momento in cui la prima parola viene scritta, il quaderno smette di essere infinito e diventa qualcosa di specifico, con una direzione precisa, con degli errori gi&#224; commessi che nessuna gomma canceller&#224; mai del tutto senza lasciare traccia.</p><p>C&#8217;&#232; qualcosa di simile nel modo in cui trattiamo gli inizi, non solo quelli scolastici. Un progetto appena immaginato, una relazione appena cominciata, persino un mese nuovo, portano tutti con s&#233; questa stessa qualit&#224; di possibilit&#224; pura, non ancora contaminata da nessuna scelta concreta. &#200; per questo che gli inizi ci emozionano pi&#249; della loro effettiva realizzazione, non perch&#233; siano migliori, ma perch&#233; sono ancora tutto insieme, prima che diventino una cosa sola.</p><p>Il rischio, quando questa emozione svanisce dopo le prime settimane, non &#232; che il quaderno sia diventato peggiore. &#200; che ci dimentichiamo di trattare ogni pagina successiva con la stessa cura riservata alla prima, come se solo l&#8217;inizio meritasse attenzione e tutto il resto fosse solo esecuzione da sbrigare.</p><p>Stamattina ho guardato la mia agenda di settembre, ancora vuota per la maggior parte delle pagine, con lo stesso sguardo con cui Alessandro guardava i suoi quaderni ieri. Non tutto &#232; ancora scritto. E anche quando comincer&#242; a riempirla, ogni pagina meriter&#224; la stessa cura della prima.</p><p>Nel blocco EVOLVERE della mia mattina, questa consapevolezza mi aiuta a non trattare la crescita come un evento che accade solo agli inizi, ma come qualcosa che ogni singola pagina, anche la centesima, pu&#242; ancora contenere.</p><p>Oggi, guarda qualcosa che hai gi&#224; iniziato da tempo e prova a trattarlo con la cura che riserveresti al suo primo giorno.</p><div><hr></div><p><em>Un quaderno non smette di essere prezioso dopo la prima pagina. Smettiamo noi di trattarlo come tale.</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Sono Tornato a Casa e Mi Sono Guardato Senza Giudicarmi]]></title><description><![CDATA[L'ultimo articolo prima di settembre, scritto guardando indietro a un mese intero senza sconti e senza processi.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/sono-tornato-a-casa-e-mi-sono-guardato</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/sono-tornato-a-casa-e-mi-sono-guardato</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Thu, 27 Aug 2026 14:18:42 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/a0d06f6a-ea12-4408-9421-dff208b60730_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Marted&#236; mattina, prima settimana di ritorno a Salerno dopo un mese a Sapri. Sono seduto alla mia scrivania, la stessa di sempre, con la finestra che d&#224; sulla stessa strada di sempre, e sento un impulso molto preciso e molto familiare.</p><p>L&#8217;impulso di fare un bilancio dell&#8217;estate. Non un bilancio neutro, ma un vero e proprio processo interiore, con tanto di accusa e difesa, su quanto io sia stato realmente presente in queste settimane rispetto a quanto avrei dovuto esserlo, secondo lo standard che io stesso ho scritto, articolo dopo articolo, per i miei lettori.</p><p>Ho notato l&#8217;impulso arrivare con la stessa velocit&#224; automatica con cui, a Ferragosto, era arrivata la difesa davanti a Fabio. Stessa macchina, contesto diverso. E questa volta, prima di lasciarla partire, mi sono fermato a osservarla con pi&#249; attenzione di quanta gliene avessi mai dedicata prima.</p>
      <p>
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Primo Cliente]]></title><description><![CDATA[Stamattina ho la prima videochiamata di lavoro dopo un mese, e alle sette sento gi&#224; la tentazione di prepararla come una recita.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/il-primo-cliente</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/il-primo-cliente</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Thu, 27 Aug 2026 05:15:41 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/9a1c4bd4-49aa-4498-8dab-7ab56279bff5_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina alle undici ho la prima videochiamata di lavoro dopo un mese intero, un cliente storico con cui riprendiamo un progetto lasciato fermo a luglio. Scrivendo queste righe alle sette, sento gi&#224; una parte di me che comincia a prepararsi, non tanto i contenuti della riunione, quanto il tono, l&#8217;energia da mostrare, la versione di me stesso che vogli&#8230;</p>
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Bagaglio Invisibile]]></title><description><![CDATA[Ho finito di svuotare l'ultima valigia stamattina, e mi sono chiesto cosa di questo mese sia rimasto davvero, oltre alla sabbia caduta dalle scarpe.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/il-bagaglio-invisibile</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/il-bagaglio-invisibile</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Wed, 26 Aug 2026 05:16:39 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b5ef063e-abfa-446e-bc83-5d80543ad748_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina ho finito di svuotare l&#8217;ultima valigia, quella rimasta in un angolo della camera da due giorni perch&#233; nessuno aveva voglia di occuparsene subito dopo il viaggio. Scuotendola sul balcone, ne &#232; caduta della sabbia fine, ultimo residuo fisico di un mese intero passato a Sapri.</p><p>Guardando quella sabbia sparsa sul pavimento del balcone, mi sono fatt&#8230;</p>
      <p>
          <a href="/__u/presenza.substack.com/p/il-bagaglio-invisibile">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Ritorno Della Macchina]]></title><description><![CDATA[Ieri sera, meno di due ore dopo essere rientrati a Salerno, mi sono ritrovato con il laptop aperto sul tavolo senza aver deciso consapevolmente di aprirlo.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/il-ritorno-della-macchina</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/il-ritorno-della-macchina</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Tue, 25 Aug 2026 05:15:33 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/1df1b20b-6c69-406b-8705-de115294becd_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera siamo arrivati a Napoli verso le sei, valigie ancora da svuotare accatastate nell&#8217;ingresso. Meno di due ore dopo, mentre Maria Giovanna metteva a letto Gaia, mi sono ritrovato seduto al tavolo della cucina con il laptop aperto, la casella di posta gi&#224; in caricamento, senza ricordare esattamente il momento in cui avevo deciso di aprirlo.</p><p>Non c&#8217;e&#8230;</p>
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          <a href="/__u/presenza.substack.com/p/il-ritorno-della-macchina">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Le Valigie Erano Già Mezze Piene Quando Mi Sono Ricordato Chi Ero]]></title><description><![CDATA[Come ho vissuto gli ultimi giorni a Sapri usando l'unica pratica che Gurdjieff considerava davvero centrale.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/le-valigie-erano-gia-mezze-piene</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/le-valigie-erano-gia-mezze-piene</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 13:16:13 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/19131bea-5c50-4213-9fe5-dc34eadc6a90_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Domenica scorsa, ultima settimana intera nella casa al mare prima del rientro a Salerno. Ho iniziato a preparare le valigie con calma, senza fretta, eppure ho notato qualcosa di preciso mentre piegavo le magliette dei ragazzi.</p><p>Ero fisicamente a Sapri, ma la mente aveva gi&#224; cominciato a occuparsi degli impegni di settembre, delle email accumulate, dei progetti in attesa. Le mani piegavano vestiti estivi mentre la testa era gi&#224; seduta a una scrivania che non esisteva ancora.</p><p>Mi sono fermato con una maglietta di Gaia ancora in mano, e mi sono fatto una domanda molto semplice, la stessa che ho posto ai lettori di questi articoli per settimane intere senza forse averla mai applicata con altrettanta chiarezza a me stesso in questo preciso momento: chi sono io, adesso, in questa stanza?</p>
      <p>
          <a href="/__u/presenza.substack.com/p/le-valigie-erano-gia-mezze-piene">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La Strada del Ritorno]]></title><description><![CDATA[Tra poche ore carichiamo l'auto per Napoli, e stamattina alle sette mi sono accorto che sto gi&#224; guidando quella strada nella testa.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/la-strada-del-ritorno</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/la-strada-del-ritorno</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 05:14:42 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/0290f155-a093-4f58-bf53-9b1c27ffc969_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina, sette del mattino, ultimo giorno a Sapri, ancora qualche ora prima di caricare l&#8217;auto e prendere la strada per Napoli. Eppure, seduto in terrazzo con il caff&#232;, mi sono accorto che una parte di me stava gi&#224; percorrendo quella strada, curva dopo curva, calcolando orari, pensando al traffico probabile, alla cena di stasera gi&#224; a casa.</p><p>&#200; lo stess&#8230;</p>
      <p>
          <a href="/__u/presenza.substack.com/p/la-strada-del-ritorno">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[#051 — Il Settembre che Vuoi, Non Quello che Succede]]></title><description><![CDATA[Perch&#233; il rientro non &#232; un nuovo inizio automatico, e come farne uno deliberato.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/051-il-settembre-che-vuoi-non-quello</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/051-il-settembre-che-vuoi-non-quello</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 08:01:14 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/2a3a0839-6203-49e8-b025-e4af46278bfb_1456x1048.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Era la mattina dell&#8217;ultimo giorno di vacanza.</p><p>Le valigie erano gi&#224; in macchina. Gaia stava facendo il giro della casa per controllare di non aver lasciato niente, con quella sua precisione da bambina che sente il peso delle cose. Alessandro aveva dimenticato tre pennarelli sotto il letto e li stava cercando con l&#8217;aria di chi sa che li trover&#224; ma non ha f&#8230;</p>
      <p>
          <a href="/__u/presenza.substack.com/p/051-il-settembre-che-vuoi-non-quello">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La Valigia al Contrario]]></title><description><![CDATA[Stamattina ho tirato gi&#249; dall'armadio la stessa valigia di un mese fa, ma stavolta riempirla mi costa qualcosa che a luglio non sentivo.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/la-valigia-al-contrario</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/la-valigia-al-contrario</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 05:15:43 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/9921efde-6a3d-4b17-84c3-470834fab483_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina, ultimo giorno intero a Sapri, ho tirato gi&#249; la stessa valigia con cui siamo arrivati un mese fa. Il gesto &#232; identico, aprirla sul letto, cominciare a scegliere cosa mettere per primo. Ma qualcosa, riempendola oggi, &#232; completamente diverso da quel primo giorno di luglio.</p><p>A luglio, ogni oggetto che mettevo in valigia portava con s&#233; l&#8217;eccitazion&#8230;</p>
      <p>
          <a href="/__u/presenza.substack.com/p/la-valigia-al-contrario">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Ritorno Cosciente]]></title><description><![CDATA[Lo sforzo &#232; una moneta. Agosto &#232; il momento migliore per imparare a spenderla bene.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/il-ritorno-cosciente</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/il-ritorno-cosciente</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Sat, 22 Aug 2026 12:01:33 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/c8d43428-891e-4a37-b62a-0507b20f7699_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>&#8220;Lo sforzo &#232; la nostra moneta.&#8221;</em> <br>(P.D. Ouspensky, La Quarta Via)</p></blockquote><div><hr></div><p>Sono le sei del pomeriggio, ultimo sabato di agosto, e sto guardando il calendario sul telefono per la prima volta in tre settimane senza che nessuno me lo abbia chiesto. </p><p>Settembre &#232; pieno prima ancora di iniziare: la ripresa della scuola per Christian, Alessandro e Gaia, la ripartenza del progetto con Maria Giovanna, tre call gi&#224; fissate per la prima settimana. </p><p>Sento qualcosa contrarsi nel petto, un&#8217;ombra sottile che non &#232; ancora ansia ma le somiglia, la stessa sensazione di quando da bambino, l&#8217;ultima domenica di agosto, sapevo che il giorno dopo sarebbe suonata la sveglia per la scuola.</p><p>Per anni ho gestito questa sensazione in due modi, entrambi sbagliati. O la ignoravo fino all&#8217;ultimo, godendomi il mare con una specie di negazione forzata che rendeva gli ultimi giorni di vacanza velenosi di rimosso, oppure la anticipavo troppo, cominciando mentalmente a &#8220;<em>lavorare</em>&#8221; gi&#224; a met&#224; agosto, rovinando il riposo con settembre che bussava tre settimane in anticipo. </p><p>Nessuna delle due &#232; la Presenza. Sono solo due modi diversi di essere in guerra col tempo.</p>
      <p>
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Salto Che Nessuno Può Fare al Posto Tuo]]></title><description><![CDATA[Ieri Christian &#232; rimasto venti minuti sullo scoglio, pronto a tuffarsi e mai abbastanza pronto, mentre tutti aspettavamo in acqua senza dire una parola.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/il-salto-che-nessuno-puo-fare-al</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/il-salto-che-nessuno-puo-fare-al</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Sat, 22 Aug 2026 05:14:37 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/d1a46c95-5ccd-4c37-8a0a-90be4f0bef7b_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio, scoglio pi&#249; alto della baia vicino casa, Christian &#232; salito deciso, come fa sempre, pronto a tuffarsi come ha fatto decine di volte questa estate. Ma ieri qualcosa era diverso: &#232; rimasto l&#236;, sul bordo, per quasi venti minuti, un piede avanti e uno indietro, mentre noi in acqua aspettavamo senza dire nulla, sapendo per esperienza che qua&#8230;</p>
      <p>
          <a href="/__u/presenza.substack.com/p/il-salto-che-nessuno-puo-fare-al">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'Ascolto Che Non Aspetta il Suo Turno]]></title><description><![CDATA[Al telefono con mio padre ieri sera, mentre lui raccontava un aneddoto che conosco a memoria, mi sono accorto di non starlo davvero ascoltando.]]></description><link>https://presenza.substack.com/p/lascolto-che-non-aspetta-il-suo-turno</link><guid isPermaLink="false">https://presenza.substack.com/p/lascolto-che-non-aspetta-il-suo-turno</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Mignogna]]></dc:creator><pubDate>Fri, 21 Aug 2026 05:19:22 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/cf707aaf-bc4c-4b1b-8375-1170260cd6fa_1280x720.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho chiamato mio padre, come faccio quasi ogni venerd&#236; da Sapri. Bruno ha cominciato a raccontarmi un episodio del suo lavoro di trent&#8217;anni fa, uno che conosco praticamente a memoria, avendolo sentito decine di volte in decine di occasioni diverse. Mentre parlava, mi sono sorpreso a fare qualcosa che probabilmente faccio sempre senza accorgerme&#8230;</p>
      <p>
          <a href="/__u/presenza.substack.com/p/lascolto-che-non-aspetta-il-suo-turno">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item></channel></rss>