<script data-pm-proxy="intercept"></script><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Se me lo dicevi prima]]></title><description><![CDATA[Se me lo dicevi prima]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!X8Jz!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsemelodiceviprima.substack.com%2Fimg%2Fsubstack.png</url><title>Se me lo dicevi prima</title><link>https://semelodiceviprima.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Sat, 05 Sep 2026 02:03:15 GMT</lastBuildDate><atom:link href="/__u/semelodiceviprima.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Marco Schwarz]]></copyright><language><![CDATA[en]]></language><webMaster><![CDATA[semelodiceviprima@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[semelodiceviprima@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Marco Schwarz]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Marco Schwarz]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[semelodiceviprima@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[semelodiceviprima@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Marco Schwarz]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Zibaldone - Paul Simon edition]]></title><description><![CDATA[Quarant&#8217;anni fa (gosh) &#232; stato pubblicato Graceland (qui il title track), uno degli album pi&#249; conosciuti e pi&#249; belli di Paul Simon. L&#8217;anniversario &#232; stato una buona occasione per articoli commemorativi: tra i tanti, ho notato un pezzo del Guardian e una]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/zibaldone-paul-simon-edition</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/zibaldone-paul-simon-edition</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 05:01:31 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><span>Quarant&#8217;anni fa (gosh) &#232; stato pubblicato Graceland (</span><a href="https://www.youtube.com/watch?v=GP6a-7MP91g">qui</a><span>&nbsp;il title track), uno degli album pi&#249; conosciuti e pi&#249; belli di Paul Simon.</span> L&#8217;anniversario &#232; stato una buona occasione per articoli commemorativi: tra i tanti, ho notato un <a href="https://www.theguardian.com/music/2026/aug/20/paul-simon-graceland-anniversary?CMP=fb_gu&amp;utm_medium=Social&amp;utm_source=Facebook&amp;fbclid=IwY2xjawT1UfBwZG9mBWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMW8wUG5LcVhOcUdpWTRqOU9zcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEelwSqZNwQjctaXccDPPw8vB1jdkLMcdp-qSrYzT06b4LyMFDmnCgqxDSYpZU_aem_QKBI90AmrdhE_Yt_HErRbg#Echobox=1787219169">pezzo del Guardian</a> e una <a href="https://www.nytimes.com/2026/08/25/arts/music/amplifier-newsletter-paul-simons-graceland.html">playlist del NYT</a> ispirata all&#8217;album. Per quanto la mia memoria sia parecchio imperfetta, Graceland &#232; uno dei pochissimi album di cui ricordo l&#8217;uscita, anche se ricordo solo la musica e non tutte le discussioni al riguardo, legate al fatto che Simon era andato in Sudafrica per le registrazioni ed era stato accusato di non aver rispettato il boicottaggio del regime responsabile dell&#8217;apartheid. Al costo di passare per superficiale, mi viene da pensare che, se il risultato &#232; Graceland e la promozione dei musicisti locali, il viaggio in Sudafrica ci stava eccome. Peraltro, se Simon avesse fatto la stessa cosa trent&#8217;anni dopo, probabilmente sarebbe stato tacciato di cultural appropriation e, anche l&#236;, secondo me, le critiche avrebbero mancato il bersaglio.</p><p>Di Graceland e della produzione musicale di Simon parla <a href="https://www.pushkin.fm/audiobooks/miracle-and-wonder-conversations-with-paul-simon">Miracles and Wonder</a>, un audiobook che mi sono goduto quest&#8217;estate e che contiene una serie di interviste di Michael Gladwell a Paul Simon. (L&#8217;ho trovato gratis su Spotify, se interessa). </p><p>Paul Simon ha avuto una carriera molto pi&#249; lunga della maggior parte degli autori di musica pop: &#8220;<em>The Sound of Silence</em>&#8221; &#232; del 1965, &#8220;<em>So Beautiful So What</em>&#8221; (l&#8217;album pi&#249; recente di cui mi ricordo) &#232; del 2011. L&#8217;audiobook segue quest&#8217;arco lunghissimo senza che Gladwell si lasci prendere troppo dalla tentazione di proporre una grande teoria unificata di Simon, cosa che ho apprezzato. Qua e l&#224; c&#8217;&#232; spazio anche per dettagli curiosi, come il fatto che a Simon, a distanza di decenni, stia ancora l&#236; il commento di sua madre che un giorno gli disse: &#8220;<em><span>Paul, you have a nice voice, but Artie has a fine voice</span></em>&#8221;.</p><p><em>Miracles and Wonder</em> &#232; apprezzabile per diversi motivi. &#200; un audiobook che non potrebbe essere altro che un audiobook: durante le conversazioni, Simon prende in mano la chitarra, accenna a passaggi delle sue canzoni e l&#8217;ascoltatore ha la sensazione di trovarsi nella stessa stanza in cui i due chiacchierano. Qua e l&#224; ci sono pezzi di canzoni registrate, tra cui <a href="https://open.spotify.com/track/5YD86vWLu1YqR818b1GADO?autoplay_ok=1">una versione bellissima di Bridge Over Troubled Water</a> che, ripresa da Aretha Franklin, diventa un gospel. A me &#232; piaciuto soprattutto perch&#233; mi ha ricordato quanta musica di Paul Simon conosca, quanto mi abbia fatto compagnia per diversi decenni e quanto continui a piacermi.</p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[[mini recensione] East West Street]]></title><description><![CDATA[Philippe Sands &#232; un giurista specializzato in diritto internazionale.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/mini-recensione-east-west-street</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/mini-recensione-east-west-street</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Thu, 30 Jul 2026 16:52:40 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Philippe Sands &#232; un giurista specializzato in diritto internazionale. <span>L&#8217;ho sentito per la prima volta in un</span><a href="https://www.youtube.com/watch?v=RrhBypHFYPY&amp;t=2s">&#8217;intervista di Ezra Klein,</a><span>&nbsp;che approfondisce come, nel corso dei decenni, sia evoluto il concetto di genocidio dal punto di vista giuridico.</span></p><p><span>L&#8217;intervista parte da un libro di Sands,&nbsp;</span><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/East_West_Street">East West Street</a><span>, che ho letto dopo qualche mese, trovandolo molto interessante.&nbsp;&#200; un testo in cui si intrecciano molte storie: la ricostruzione della storia famigliare di Sands, stravolta dall&#8217;antisemitismo nazista, la fuga degli ebrei dall&#8217;Europa negli anni &#8216;40, il processo di Norimberga e il ruolo di due giuristi (Lauterpacht e Lemkin), ambedue ebrei e con parenti stretti vittime dello sterminio, nell&#8217;introdurre i reati di crimini contro l&#8217;umanit&#224; e di genocidio. Il punto d&#8217;incontro di tutte queste storie &#232; una citt&#224; dell&#8217;attuale Ucraina che, nel giro di pochi decenni, &#232; stata governata e controllata da poteri diversi, cambiando pi&#249; volte il nome: ora si chiama Lviv, dopo essere stata Lw&#243;w, Lemberg e Lvov. Sands comunica passione e profondo interesse per le vicende di genitori, nonni, cugini e zii, che emergono progressivamente, frutto di una ricerca minuziosa che porta a molti viaggi, interviste e visite ad archivi. La storia della sua famiglia e di quelle di Lauterpacht e Lemkin non cade nel sentimentalismo e d&#224; vita alla componente pi&#249; tecnica e politica del contributo di </span>Lauterpacht e Lemkin <span>all&#8217;approccio americano e inglese al processo di Norimberga.</span></p><p><span>Essendo ignorante di diritto internazionale, ho imparato almeno due cose: </span></p><p><span>1)Il reato di crimine contro l&#8217;umanit&#224; e quello di genocidio partono da approcci del tutto diversi, il che port&#242; Lauterpacht e Lemkin a una sorta di competizione, o conflitto: il primo sosteneva che l&#8217;idea di crimine contro l&#8217;umanit&#224; permettesse di mantenere la giusta enfasi sui singoli, mentre il secondo voleva enfatizzare l&#8217;appartenenza del singolo a un gruppo perseguitato in quanto tale.</span></p><p><span>2)Mentre il reato di crimine contro l&#8217;umanit&#224; ebbe vita pi&#249; facile, diciamo cos&#236;, nel far parte dei capi d&#8217;accusa, il reato di genocidio fu oggetto di notevoli discussioni. &#200; interessante notare come in queste discussioni ebbe un ruolo importante, almeno secondo Sands, il carattere difficile di Lemkin, che lo port&#242; a essere messo ai margini perch&#233; (semplifico) i suoi modi e la sua insistenza l&#8217;avevano reso insopportabile ai pi&#249;&#8217;. Il dato di fatto &#232; che nella sentenza del processo di Norimberga i nazisti vennero condannati per crimini contro l&#8217;umanit&#224;, ma la parola &#8220;genocidio&#8221; non compare.</span></p><p><span>East West Street &#232; stato pubblicato da Guanda in italiano con il titolo&nbsp;</span><a href="https://www.guanda.it/libri/philippe-sands-la-strada-verso-est-9788823528697"><span>"La strada verso Est"</span></a><span>.</span></p><p></p><p><span>(P.S. Grazie a Michele che mi ha fatto notare una svista pesante nella prima versione del post).</span></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Science and medicine during Trump (Ep. 2)]]></title><description><![CDATA[(Ritorno gradualmente a contenuti diversi dalla politica USA, ma stiamo attraversando tempi che sarebbe un errore archiviare nel business as usual, per cui continuo a scriverne).]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/science-and-medicine-during-trump</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/science-and-medicine-during-trump</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Thu, 20 Mar 2025 05:50:26 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>(<em>Ritorno gradualmente a contenuti diversi dalla politica USA, ma stiamo attraversando tempi che sarebbe un errore archiviare nel business as usual, per cui continuo a scriverne</em>).</p><p>L&#8217;aggiornamento rispetto <a href="/__u/semelodiceviprima.substack.com/p/primi-effetti-dellamministrazione">alla volta scorsa</a> &#233; che le istituzioni per cui lavoro (<a href="https://www.washington.edu/">UW</a> e <a href="https://www.fredhutch.org/en.html">Fred Hutch</a>) si preparano al peggio, i.e. al taglio drastico del finanziamento NIH alla ricerca per la parte dei costi indiretti, e procedono a riduzione delle spese: ambedue hanno congelato le nuove assunzioni, prevediamo saranno pi&#249; prudenti nell&#8217;approvare acquisti di nuove apparecchiature, e stamane un&#8217;email di Fred Hutch dice che <em>&#8220;Effective today, the DEI Core has ceased operations&#8221;.</em> Occupandosi le due istituzioni sia di ricerca sia di cura, &#232; inevitabile che, in un momento in cui la prima componente &#232; sotto pressione, si cerchi di mantenerla in piedi anche prelevando risorse dalla seconda.  </p><p>Queste decisioni sono conseguenza direi inevitabile delle azioni di un parte politica che ha criticato duramente quelli che considerava i danni del pensiero monolitico, la <em>cancel culture</em>, i <em>woke </em>etc. etc. e che ora agisce con integralismo e ottusit&#224;, provocando danni molto pi&#249; grandi e tangibili di quelli di cui si lamentava. </p><p>All&#8217;interno delle discussioni su questi temi poco allegri, un collega ha condiviso l<a href="https://timmermanreport.com/2025/03/david-baker-on-what-it-means-to-cut-science/">&#8217;opinione di David Baker</a> riguardo alle conseguenze dei tagli sui giovani ricercatori. David Baker non &#232; uno dei tanti professori di UW ma Premio Nobel per la Chimica 2024, il che mi ha dato l&#8217;occasione per raccogliere un po&#8217; di materiale su temi di cui so pochissimo.</p><p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=g96tXNwrYXc">Qui </a>il video di UW Medicine in cui Baker, probabilmente ancora fresco della telefonata da Stoccolma, riassume il suo lavoro in un contesto molto informale e molto Pacific Northwest. Sono otto minuti comprensibili a chiunque sia interessato a farsi un&#8217;idea del suo lavoro di ideazione e realizzazione di proteine <em>ex novo. </em>Per una presentazione pi&#249; completa e comunque accessibile c&#8217;&#232; la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=PLrY9DrbOkQ">lezione del Nobel</a>. </p><p>Per un ignorante in materia come me, il protein design ex novo confina con la fantascienza. Trovo quasi incredibile la possibilit&#224; di ipotizzare una proteina che assolva a una data funzione, crearla da zero anche se non esiste in natura e verificare sperimentalmente che fa davvero quel che intendevamo. Oltre alle applicazioni in medicina, forse pi&#249; intuitive, Baker presenta esempi ai quali &#232; meno ovvio pensare, come la creazione di nuovi materiali.</p><p>Un&#8217;altro aspetto interessante &#232; che, mentre discutiamo parecchio di AI generativa per testi e immagini, magari nemmeno sappiamo che esistono <a href="https://www.bakerlab.org/2023/07/11/diffusion-model-for-protein-design/">AI generative di proteine</a>. Il protein design ha infatti una componente computazionale notevolissima, e non a caso Baker ha diviso il premio Nobel con Demis Hassabis e John Jumper, premiati per <a href="https://alphafold.ebi.ac.uk/">AlphaFold</a>, un software di DeepMind (Google) per la previsione della struttura 3D (folding) delle proteine. Se avete un&#8217;ora e mezza da dedicare alle tre lezioni Nobel, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HnT1VWzdFWc">eccole</a>. Per una chiacchierata divulgativa su AlphaFold e le possibili applicazioni di AI in drug design, <a href="https://www.theringer.com/2024/09/13/tech/how-ai-could-help-us-discover-miracle-drugs">qui</a> un&#8217;intervista di Derek Thompson.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Primi effetti dell'amministrazione Trump]]></title><description><![CDATA[Rispondo con un minimo di dettaglio alla domanda di quanto la mia vita risenta delle prime azioni dell&#8217;amministrazione Trump, a cui auguro tutto il peggio politicamente parlando.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/primi-effetti-dellamministrazione</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/primi-effetti-dellamministrazione</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Wed, 19 Feb 2025 20:50:28 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!oonw!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84872426-a065-413d-b7d0-a146e97262fd_1450x1118.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo con un minimo di dettaglio alla domanda di quanto la mia vita risenta delle prime azioni dell&#8217;amministrazione Trump, a cui auguro tutto il peggio politicamente parlando.</p><p>Essendo persona fortunata e privilegiata, sul piano personale gli unici effetti per ora sono il misto di sconcerto e pessimismo procurato dalle news. A questo si aggiunge la constatazione amara di appartenere a un ambiente che si presenta come la voce della ragione e della seriet&#224; ma ha scarsi effetti sul mondo se poi Trump &amp; C. raccolgono tutti quei consensi in tre elezioni. Non avendo per&#242; pensieri originali da condividere su come muoversi da questa impasse, passo a descrivere cosa sta capitando nel mio ambito lavorativo.</p><p>Comincio con una breve premessa sul funzionamento dei reparti universitari medici, almeno negli USA.</p><p>L&#8217;attivit&#224; della maggioranza dei professori di una facolt&#224; di medicina &#232; di tre tipi: pratica clinica, gestione (per chi ha un ruolo di leadership) e ricerca. Il tempo protetto dedicato alla ricerca varia tra lo 0% e il 30%, con un valore tipico del 20% , ovvero un giorno la settimana. Lo stipendio viene pagato interamente con i proventi dell&#8217;attivit&#224; clinica.</p><p>Chi vuole dedicare pi&#249; tempo alla ricerca di solito cerca fondi che permettano di &#8216;comprarsi&#8217; il tempo tolto alla pratica clinica.  Le fonti principali di finanziamento sono di tre tipi: istituzioni pubbliche, fondazioni private, ditte biomediche. Nel campo della ricerca medica USA, sia come livello di prestigio per il ricercatore che ottiene i fondi, sia come entit&#224; complessiva dei finanziamenti, il singolo attore pi&#249; importante &#232; un ente federale, il <a href="https://www.nih.gov/">National Institute of Health</a> (NIH). Solo nell&#8217;area di Seattle, i finanziamenti NIH per il 2024 superano il miliardo di dollari (fonte <a href="https://www.seattletimes.com/seattle-news/health/wa-sues-trump-administration-over-funding-cuts-to-medical-research/">Seattle Times</a>):</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!oonw!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84872426-a065-413d-b7d0-a146e97262fd_1450x1118.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!oonw!, /__u/semelodiceviprima.substack.com/w_424, /__u/semelodiceviprima.substack.com/c_limit, /__u/semelodiceviprima.substack.com/f_webp, /__u/semelodiceviprima.substack.com/q_auto:good, 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indiretti sulla ricerca. <a href="https://www.science.org/doi/full/10.1126/science.adw6467">Qui</a> la spiegazione di Science, che riassumo: i fondi di ricerca servono non solo a pagare gli stipendi dei ricercatori e le spese vive, ma anche a sostenere l&#8217;infrastruttura che sta loro attorno. Per questo, il livello federale aggiunge(va) al finanziamento sul progetto una quota dei costi indiretti per un totale che spesso arrivava al 60-65% del finanziamento sul progetto. Il nuovo provvedimento dice in sostanza: a partire da oggi, vi diamo il 15%, anche sui contratti esistenti, per il resto arrangiatevi.</p><p>Le prime reazioni sono state da una parte i ricorsi (il provvedimento &#232; un ordine esecutivo di Trump, non una legge) e dall&#8217;altra il panico degli enti di ricerca. L&#8217;Universit&#224; di Washington + Fred Hutchinson Cancer Center stimano che questo taglio costerebbe loro circa 200 milioni l&#8217;anno. Al momento il provvedimento &#232; stato congelato da un giudice, ma la storia &#232; solo all&#8217;inizio.</p><p>Come non bastasse, le regole impongono che tutte le nuove richieste di finanziamento rimuovano riferimenti a iniziative di Diversity, Equity and Inclusion (DEI). I Repubblicani hanno da tempo preso i programmi DEI nel mirino come emblema delle politiche &#8216;woke&#8217; e chiaramente non intendono fare prigionieri.</p><p>Il modo in cui l&#8217;amministrazione Trump sta affrontando la vicenda dimostra come, anche su questi temi, c&#8217;&#232; ben poco interesse ad affrontare i problemi o ad avvicinare posizioni distanti.</p><p>Il problema dei costi crescenti dell&#8217;amministrazione della ricerca, delle normative e delle infrastrutture &#232;, per il poco che capisco, una questione vera che vale la pena discutere.</p><p>Le politiche DEI hanno aspetti strategici condivisibili ma anche concretizzazioni  discutibili, per cui sono un argomento lecito di conversazione e anche di disaccordo profondo.</p><p>Nulla di tutto questo per&#242; interessa a Trump e Musk, troppo impegnati a gridare <em>We are in charge</em>, con una violenza che preoccupa e che per ora non ha trovato un&#8217;opposizione degna di questo nome.</p><p></p><p> </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[È andata così.]]></title><description><![CDATA[Parlo sempre meno di politica sui social in parte perch&#232; sono stufo di discussioni polarizzate e inutili, in parte perch&#232; ne capisco poco e non penso di aver contenuti originali da proporre.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/e-andata-cosi</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/e-andata-cosi</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Sun, 10 Nov 2024 07:55:52 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!VlwC!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F753b0b4a-6f03-470f-aa25-0fafbd1bbce2_1186x342.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Parlo sempre meno di politica sui social in parte perch&#232; sono stufo di discussioni polarizzate e inutili, in parte perch&#232; ne capisco poco e non penso di aver contenuti originali da proporre.</p><p>La mia accuratezza nelle previsioni politiche non &#232; mai stata altissima, per cui anche da quel punto di vista preferisco tacere.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!VlwC!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F753b0b4a-6f03-470f-aa25-0fafbd1bbce2_1186x342.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!VlwC!, /__u/semelodiceviprima.substack.com/w_424, /__u/semelodiceviprima.substack.com/c_limit, /__u/semelodiceviprima.substack.com/f_webp, /__u/semelodiceviprima.substack.com/q_auto:good, 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this leave the democrats</a> di Ezra Klein, <a href="https://www.nytimes.com/2024/11/07/opinion/ezra-klein-podcast-election.html?unlocked_article_code=1.Yk4.LuZ1.D1-IFXjlT_Tk&amp;smid=url-share">qui</a> una sintesi scritta) ma dati e sensazioni legate a dove vivo (Seattle e lo Stato di Washington).</p><p>La prima cosa da ribadire &#232; quanto i cosiddetti stati blu (voto prevalente per i democratici) e rossi (repubblicani) siano spesso radicalmente diversi e a volte essi stessi con profonde differenze al loro interno, per cui dire &#8220;l&#8217;America ha votato Trump&#8221; &#232; tecnicamente vera e allo stesso tempo semplifica un risultato frutto di situazioni totalmente diverse. </p><p>Per esempio, Washington State &#232; deep blue (Harris 58% dei voti, Trump 39%) ma contiene Contee (pensate grossolanamente alla Provincia) profondamente blu e altre profondamente rosse. Questi sono i risultati delle elezioni presidenziali divisi per Contea:</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Yf3z!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc9884610-cff7-4000-83dc-22be92727ec8_968x676.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Yf3z!, /__u/semelodiceviprima.substack.com/w_424, /__u/semelodiceviprima.substack.com/c_limit, /__u/semelodiceviprima.substack.com/f_webp, /__u/semelodiceviprima.substack.com/q_auto:good, /__u/semelodiceviprima.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc9884610-cff7-4000-83dc-22be92727ec8_968x676.png 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!Yf3z!, /__u/semelodiceviprima.substack.com/w_848, 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stato a favore di Harris perch&#232; la popolazione &#232; concentrata nelle Contee blu. Per dare qualche numero: King County, che include Seattle, &#232; la pi&#249; popolosa, con circa 2.3 milioni di abitanti. All&#8217;altro estremo c&#8217;&#232; Garfield County, 2300 anime e meno di 3 persone per Km quadrato. </p><p>Un fatto interessante &#232; che il confine pi&#249; evidente tra Contee blu e rosse corrisponde alla catena montuosa delle Cascades. Si pu&#242; quindi vedere Washington State come un corridoio Nord-Sud contenuto tra due catene montuose (Olympics a Ovest a separarlo dall&#8217;Oceano e Cascades a Est) e caratterizzato da un territorio abbastanza pianeggiante, mediamente piovoso (anche se non quanto parrebbe a vedere Grey&#8217;s Anatomy), densamente popolato (per gli standard US) da elettori deep blue, mentre a est delle Cascades cominciano enormi pianure che si estendono per migliaia di chilometri, caratterizzate da clima continentale e bassa densit&#224; di popolazione deep red. Per dire, i Dem &#232; dall&#8217;88 che vincono le presidenziali in King County, mentre in Garfield County &#232; dal 1964 che le perdono. A rinforzare la tendenza, a est di Washington ci sono Idaho, Montana e Wyoming, dove Trump ha vinto di netto, mentre a sud del corridoio blu c&#8217;&#232; l&#8217;Oregon, anche quello blue state.  La contrapposizione tra aree urbane liberal e campagne conservatrici si sente quindi non solo a livello federale ma anche nei singoli Stati. </p><p>Di conseguenza, quando tutti i colleghi o vicini di casa sono tra il costernato e il depresso per la vittoria di Trump, non &#232; principalmente perch&#232; vivo nella mia microbolla accuratamente scelta. E&#8217; che vivo in un&#8217;area geografica di circa 1 milione di persone in cui quasi tutti votano i Dem da decenni, per cui basta un&#8217;ulteriore piccola selezione anche involontaria delle persone che frequenti e diventa difficile trovare, e discutere con, persone di posizioni diverse. L&#8217;Universit&#224; &#232; un realt&#224; particolarmente omogenea da questo punto di vista, il che ha pro e contro: da un lato si vive meglio in un ambiente non lacerato da divisioni profonde (in questo momento Repubblicani e Democratici litigano su quasi tutto), dall&#8217;altro mi chiedo quanto si possano fare grandi discorsi di Diversity, Equity, and Inclusion quando l&#8217;ambiente che li promuove vive di pochissima diversit&#224; sulla dimensione politica. </p><p>I pro Trump che guardano solo Fox News e si abbeverano alle fonti di Musk sono veri quanto i liberal ultraselettivi nei loro canali di informazione. Riconoscere la bolla altrui &#232; facile, mentre quando si tratta della nostra &#232; alto il rischio di essere i due giovani pesci di Foster Wallace che si chiedono &#8220;<a href="https://fs.blog/david-foster-wallace-this-is-water/">What the hell is water?</a>&#8221;. </p><p>Non mi chiamo fuori da questa dinamica, della quale faccio parte, e sono tutti aspetti che si ritrovano in altre realt&#224;, p.es. quella italiana. La particolarit&#224; &#232; che qui mi paiono ancora pi&#249; marcati.</p><p>Rimane la domanda di come questo processo di progressiva polarizzazione e sclerotizzazione che dura da troppo possa essere invertito, e non ho abbastanza immaginazione e competenza per individuare i meccanismi che ci permetteranno di uscirne (perch&#232; ne usciremo, vero?).</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Zibaldone 2024/3]]></title><description><![CDATA[Tre letture estive]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/zibaldone-20243</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/zibaldone-20243</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Sun, 08 Sep 2024 18:47:05 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Tre letture estive</p><p>1)L&#8217;autore di <em><a href="https://www.penguinrandomhouse.com/books/635964/the-country-of-the-blind-by-andrew-leland/">The country of the blind</a>, </em>Andrew Leland, &#232; un uomo alle prese con la retinite pigmentosa, una malattia degenerativa che porta progressivamente alla cecit&#224;. Il libro racconta l&#8217;avvicinamento al mondo dei non vedenti, raccontando innanzitutto quanto la visione/cecit&#224; non sia una questione di tutto/niente ma di un continuo tra queste due condizioni (solo una piccola minoranza dei non vedenti non vede nulla). Ogni non vedente ha quindi una sua combinazione di azioni e facolt&#224; tipiche del vedente con altre tipiche del non vedente. Questo aspetto &#232; ancora pi&#249; complesso in chi perde progressivamente la vista e procede per aggiustamenti successivi. Leland descrive come la cosa possa essere fonte di continuo apprendimento ma anche di frustrazione, perch&#232; se da una parte non ha alcun desiderio di vedere meno, dall&#8217;altra quasi desidera il momento in cui sar&#224; e potr&#224; sentirsi del tutto cieco. C&#8217;&#232; infatti in lui (e in molti altri) il timore di essere considerato una mezza frode, avendo da una parte bisogno delle facilitazioni di un non vedente, e dall&#8217;altra avendo comunque una capacit&#224; residua (&#8220;Ah ma allora qualcosa vedi&#8221;). Questa ambivalenza &#232; presente non solo a livello individuale, al punto di diventare una questione/problema di identit&#224;, ma anche al livello delle associazioni dei non vedenti, che devono bilanciare la promozione dei non vedenti come persone a tutto tondo con la richiesta di strumenti che permettano di ridurre le loro difficolt&#224; nel lavoro e nella vita quotidiana.</p><p>Per chi fosse interessato a un altro parere sul libro, <a href="https://www.nytimes.com/2023/07/23/books/review/the-country-of-the-blind-andrew-leland.html">qui </a>la recensione del New York Times.</p><p>2)<a href="https://www.mondadori.it/libri/denominazione-di-origine-inventata-alberto-grandi/">Alberto Grandi, Denominazione d&#8217;origine inventata</a>.  (E&#8217; anche un <a href="https://open.spotify.com/playlist/1X203T4vzhoq4R0sWiZToM?si=6767952545444b27">podcast</a>). Tesi di fondo: quella che da vent&#8217;anni e pi&#249; ci raccontiamo essere la cucina italiana &#232; un&#8217;invenzione degli anni &#8216;70, frutto di un nostalgico ritorno alle origini che per&#242; erano molto meno piacevoli di quanto ci piace raccontare. Le origini rinascimentali, quando non romane, di molte nostre &#8216;tradizioni&#8217; sono spesso frutto di narrazioni generate da produttori e Pro Loco e non dato storico.  Questo nulla toglie alla qualit&#224; di prodotti spesso eccellenti, che sono per&#242; il risultato di sapiente invenzione e non di ritorno alla tradizione.  Sottotema: in assenza di un&#8217;idea sul futuro, il nostro Paese &#232; accartocciato al punto che la cucina (o il turismo, concettualmente confinante) sta diventando l&#8217;unica cosa italiana che ci sembra meritevole di promozione. <a href="https://ilpensierostorico.com/freselle-in-mare-breve-psicanalisi-del-regresso-italiano/">Come dice qualcuno</a>, &#8220;<em>Se questa &#232; la direzione, non &#232; strano che mio nonno abbia visto nascere la Ferrari e io l&#8217;Antico Vinaio</em>&#8221;.</p><p>3)<a href="https://www.mulino.it/isbn/9788815299833">Nello Cristianini, La scorciatoia</a>. Breve libro divulgativo sull&#8217;intelligenza artificiale (AI), utile se non altro a ricordare che la disciplina &#232; pi&#249; ampia e interessante dell&#8217;ultima sua incarnazione di successo (ChatGPT, Gemini, etc.). Mi ha convinto del fatto che si possa usare il termine AI senza essere necessariamente furbetti, perche&#8217; ha un significato meno antropocentrico di quel che implicitamente pensavo. C&#8217;&#232; molto spazio dedicato alle implicazioni sociali dei sistemi di raccomandazione come esempio di AI, il che porta il libro (a volte un po&#8217; ripetitivo) a discutere pi&#249; di sociologia che di tecnica. Ho trovato interessante l&#8217;osservazione per cui abbiamo promosso l&#8217;Internet come strumento di disintermediazione che avrebbe eliminato i gatekeeper e in molti casi il risultato &#232; stato ritrovarci con altri gatekeeper, ovvero le AI. Se vuoi un assaggio del libro, Cristianini <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4510FsTVvMo">&#232; stato intervistato</a> qualche mese fa da Daniele Rielli. La conversazione &#232; a tratti stramba, ch&#232; Cristianini ha in mente un suo percorso logico mentre Rielli salta di palo in frasca, ma qualche idea rimane.</p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Non è la fine del mondo]]></title><description><![CDATA[Circa 10 anni fa scoprii Hans Rosling grazie a una delle sue presentazioni in cui raccontava i cambiamenti del mondo visti attraverso indici come l&#8217;aspettativa di vita, la mortalit&#224; infantile e il livello di istruzione, dimostrando come il modello della realt&#224; di molti di noi fosse datato.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/non-e-la-fine-del-mondo</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/non-e-la-fine-del-mondo</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Sun, 07 Apr 2024 06:59:41 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!BBak!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F944ed609-d110-4c06-ac92-7f8d0e3c4ddf_1350x592.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Circa 10 anni fa scoprii Hans Rosling grazie a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=jbkSRLYSojo">una delle sue presentazioni</a> in cui raccontava i cambiamenti del mondo visti attraverso indici come l&#8217;aspettativa di vita, la mortalit&#224; infantile e il livello di istruzione, dimostrando come il modello della realt&#224; di molti di noi fosse datato.  (Se la forma del libro ti si addice pi&#249; del video, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Factfulness">Factfulness</a> &#232; un altro bel modo per avvicinarti a questi argomenti.)</p><p>Rosling, epidemiologo di formazione, aveva uno stile tutto suo di presentare dati raccontando una storia avvicente e sia il suo approccio sia il suo stile hanno fatto scuola. <a href="https://www.gapminder.org/">Gapminder</a> &#232; tuttora gestito da un figlio (Rosling &#232; nel frattempo mancato) e <a href="https://ourworldindata.org/">OurWorldInData</a> &#232; oggi forse l&#8217;esempio pi&#249; conosciuto di questo modo di studiare e vedere le cose, caratterizzato da una visione del mondo riassumibile cos&#236;:</p><p>Possiamo rendere il mondo un posto migliore. Dobbiamo rendere il mondo un posto migliore. Il mondo in cui viviamo &#232; per molti versi il meglio che abbiamo saputo fare finora. </p><p>Se ti piacciono i diagrammi, loro lo dicono cos&#236;:</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://ourworldindata.org/much-better-awful-can-be-better" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!BBak!, /__u/semelodiceviprima.substack.com/w_424, /__u/semelodiceviprima.substack.com/c_limit, /__u/semelodiceviprima.substack.com/f_webp, /__u/semelodiceviprima.substack.com/q_auto:good, /__u/semelodiceviprima.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F944ed609-d110-4c06-ac92-7f8d0e3c4ddf_1350x592.png 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!BBak!, /__u/semelodiceviprima.substack.com/w_848, /__u/semelodiceviprima.substack.com/c_limit, 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seguire, e ha da poco pubblicato <a href="https://www.hachettebookgroup.com/titles/hannah-ritchie/not-the-end-of-the-world/9780316536752/">Not the end of the world</a>, in cui propone un approccio alle questioni ambientali supportato dai dati che rifugge dalle derive catastrofiste che, a sua detta, sono spesso frutto di estrapolazioni indebite quando non di vere e proprie falsit&#224; che, ripetute abbastanza a lungo, diventano luogo comune. Il quadro proposto da Ritchie &#232; secondo me interessante per diverse ragioni.</p><p>La prima ha a che fare con i dati, che supportano il suo ragionevole ottimismo non tanto sulla situazione attuale ma sulle tendenze che mostrano come alcuni fenomeni che impattano negativamente sul nostro pianeta (p.es. deforestazione, uso di fertilizzanti, overfishing) abbiano probabilmente gi&#224; raggiunto il picco e siano ora su una traiettoria che, se supportata da politiche adeguate, prospetta un futuro migliore. Ritchie nota tra l&#8217;altro che, se la sostenibilit&#224; &#232; la capacit&#224; di soddisfare i bisogni della generazione attuale senza impedirlo alle generazioni future, gli esseri umani non hanno mai vissuto in maniera sostenibile. Ora siamo giustamente preoccupati di migliorare la situazione per chi verr&#224; dopo di noi, ma forse non apprezziamo appieno quanto l&#8217;aspettativa di vita, la mortalit&#224; infantile, il livello di istruzione etc. siano migliorati clamorosamente negli ultimi decenni. (Non lo apprezziamo, dico io, perch&#232; non riguarda noi ma altre regioni del mondo).</p><p>Sfogliando queste pagine ricche di dati ho pensato a quanto anche per le persone culturalmente privilegiate fatichino ad aggiornare il loro modello del mondo. Prima di sentire Rosling e di leggere qualcosa in pi&#249;, la mia idea (per quanto approssimata) del quadro globale di salute pubblica e istruzione descriveva il mondo degli anni &#8216;70-&#8217;80, e ovviamente mica me ne accorgevo. Come far s&#236; che la consapevolezza di cambiamenti importanti che avvengono sulla scala dei decenni sia patrimonio dei molti e non solo dei pochi che ci arrivano magari per caso? Non ho una risposta, anche perch&#232; il sistema delle news, che per natura tende a sottolineare i fenomeni estremi e di corto periodo, invece di aiutare di fatto alimenta visioni catastrofisiche.</p><p>Il tono generale del libro &#232; discorsivo e pragmatico, e una parte curiosa sono le sezioni finali dei capitoli, intitolate <em>&#8216;Things to stress less about&#8217;</em>. Qui si discutono alcuni assunti dell&#8217;ambientalismo delle buone intenzioni di molti di noi, che si concentrano su azioni individuali (p.es. mangiare <em>organic</em>, mangiare <em>local, </em>considerare la plastica monouso come il peggior male) che ci danno l&#8217;impressione di fare la nostra parte ma influiscono ben poco sulla nostra impronta ecologica, e a volte rischiano di andare involontariamente nella direzione opposta.</p><p>Visto l&#8217;ampio spettro degli argomenti trattati, non escludo che qualche cantonata ci sia, anche se non ho la competenza per individuarla. Se per&#242; l&#8217;impianto nel complesso &#232; valido, e a naso direi di s&#236;, il libro &#232; un bell&#8217;esempio di un approccio che se diventasse popolare potrebbe dare una mano sia a noi sia il mondo che ci circonda. </p><p>Ci sono ambienti in cui a essere moderatamente ottimisti si passa per superficiali, e ad accettare soluzioni parziali si viene criticati perch&#232; non si &#232; abbastanza puri. La Ritchie ne &#232; consapevole ma non sembra lasciarsene influenzare: non si atteggia a profeta, argomenta le sue posizioni, e per me &#232; una delle voci che val la pena sentire.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Zibaldone - 2024/2]]></title><description><![CDATA[Ero arrivato alla mia verde et&#224; senza avere letto Franny and Zooey di Salinger.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/zibaldone-20242</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/zibaldone-20242</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Tue, 19 Mar 2024 13:36:21 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<ul><li><p>Ero arrivato alla mia verde et&#224; senza avere letto <em>Franny and Zooey</em> di Salinger. Ho rimediato, mi &#232; piaciuto ed ero curioso di capirne di pi&#249;, ch&#233; avevo il dubbio di essermi perso dei pezzi. A leggere due recensioni (<a href="https://www.theguardian.com/books/booksblog/2016/jul/19/is-jd-salingers-franny-and-zooey-posturing-or-profound">The Guardian</a> e niente di meno che <a href="https://archive.nytimes.com/www.nytimes.com/books/98/09/13/specials/salinger-franny01.html?_r=2">Updike per il NYT</a>) ho concluso che forse no. </p></li><li><p>Grazie a un lungo viaggio aereo ho finito <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/American_Prometheus">American Prometheus</a>, biografia di Oppenheimer a cui &#232; ispirato il film di Nolan. &#200; interessante e scorrevole, per quanto a volte troppo dettagliato. Come nel film, il centro della storia sono le vicende pubbliche e private nate durante e dopo la costruzione della bomba, piuttosto che il progetto Manhattan in s&#233;.  A differenza del film, l&#8217;arco del libro &#232; ancor pi&#249; triste e tragico e la vicenda di Oppenheimer appare legata ancor pi&#249; strettamente alle ambivalenze di una persona che combinava in un modo tutto suo intelligenza e fragilit&#224;, fiuto e ingenuit&#224;, capacita di affascinare e carattere abrasivo. L&#8217;unico vero neo del libro secondo me &#232; la parte scientifica, limitata a brevi espressioni tecniche/gergali che a chi capisce un minimo di fisica suscitano un &#8216;Dimmi qualcosa di pi&#249;&#8217; e a gli altri sembrano arabo. Probabilmente gli autori hanno deciso che il libro era gi&#224; abbastanza lungo e volevano evitare lunghe parentesi tecniche.</p></li><li><p>Per quanto rilegga poco o nulla, <a href="https://www.newyorker.com/magazine/2023/03/06/the-worlds-of-italo-calvino">questo pezzo del New Yorker</a> mi ha fatto venire voglia di rileggere Calvino, che ho molto amato decenni fa e ho poi abbandonato del tutto. Da che libro ricomincerei? Probabilmente <em>Le citt&#224; invisibili</em>.</p></li><li><p>C&#8217;&#232; una condizione chiamata <em>aphantasia</em>, che consiste nel non essere in grado di creare nella propria mente l&#8217;immagine di un oggetto. Davo per scontata questa capacit&#224; come parte integrante del pensare, e invece secondo <a href="https://www.theguardian.com/wellness/2024/feb/26/what-is-aphantasia-like">un articolo del Guardian</a> una persona su 25 &#232; aphantasica. Visti i numeri, nella mia vita ho incontrato parecchie persone con questa caratteristica e non me ne sono mai accorto. </p></li><li><p>Tra le mille cose che non capisco ci sono le cryptocurrencies e le loro alterne fortune. Pensavo che la storiaccia di Sam Bankman-Fried le avesse seppellite for good e invece ecco <a href="https://www.nytimes.com/2024/03/05/technology/bitcoin-price-record-high.html">un articolo del NYT</a> sul recente picco.</p></li></ul><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Zibaldone - 2024/1]]></title><description><![CDATA[Da circa 25 anni la maggior parte di spunti interessanti per nuove letture, ascolti, video, etc.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/zibaldone-20241</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/zibaldone-20241</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Thu, 22 Feb 2024 06:00:51 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Da circa 25 anni la maggior parte di spunti interessanti per nuove letture, ascolti, video, etc. mi sono arrivati da un sito Internet. La porcheria in giro &#232; tanta, ma la combinazione tra il famigerato ALGORITMO e le persone che seguo continua a produrre buoni risultati. Faccio quindi la mia parte segnalando contenuti che magari interessano non solo a me. </p><ul><li><p>La mental health (non sono sicuro che &#8216;salute mentale&#8217; voglia dire la stessa cosa in Italiano) &#232; passata rapidamente da problema sottovalutato o negato a questione centrale ed esplicita nella vita di molti. Da un po&#8217; mi domando degli effetti collaterali di questa transizione e ho trovato interessante l&#8217;intervista di <a href="https://www.theringer.com/2024/2/13/24071469/dark-side-of-the-internet-obsession-with-anxiety-mental-health-crisis">Derek Thompson a una psicologa</a>. Il titolo &#232; un po&#8217; cos&#236; (&#8220;The Dark Side of the Internet&#8217;s Obsession With Anxiety&#8221;), sia perch&#233; &#232; un titolo sia perch&#233; Thompson tende a contrapposizioni nette, ma la conversazione ha toni pi&#249; sfumati. </p></li><li><p>Daniele Rielli (scrittore/saggista che tiene un podcast di interviste) <a href="https://youtu.be/Dq3BkPbwSCI?si=xT4wBfI_oxPWtRQu">ha intervistato Giuseppe Caprotti</a>, figlio del co-fondatore di Esselunga. La conversazione &#232; interessante sia per quel che c&#8217;&#232; (la vulgata riguardo a Caprotti padre sconfina spesso nell&#8217;agiografico, mentre non sapevo nulla della faida famigliare), sia per quel che non c&#8217;&#232;. Per esempio, Rielli non chiede mai all&#8217; intervistato quali siano stati i suoi errori in questa vicenda, che per come &#232; raccontata &#232; estrema.</p></li><li><p>L&#8217;ultima volta in cui ho studiato Storia a scuola era alla fine degli anni &#8216;80 e non &#232; detto che l&#8217;abbia studiata bene. Forse anche per questo spesso mi piacciono gli interventi divulgativi di Alessandro Barbero. <a href="https://barberopodcast.it/episode/94-gaetano-salvemini-barbero-riserva-barletta-2019">Qui</a> una sua lezione su Gaetano Salvemini dalla quale ho imparato diverse cose.</p></li><li><p>Per molte persone appassionate di attivit&#224; sportiva amatoriale il problema principale &#232; di allenarsi troppo duramente rispetto alle proprie possibilit&#224;, in parte perch&#233; c&#8217;&#232; l&#8217;idea che pi&#249; si fa fatica pi&#249; si avranno risultati (&#8220;<em>No pain no gain</em>&#8221;, right?) e in parte perch&#233; si cerca di compensare la scarsa regolarit&#224; e quantit&#224; della pratica sportiva con l&#8217; intensit&#224;. Niente di pi&#249; sbagliato, come spiega questo articolo il cui titolo dice quasi tutto: <a href="https://www.teamakerdahlie.com/training/you-are-training-too-hard-and-will-never-reach-your-full-potential">You are training too hard and you&#8217;ll never reach your potential</a>.</p></li><li><p>Tre componenti dei Radiohead hanno messo su un complessino e l&#8217;hanno chiamato The smiles. Qualche settimana fa &#232; uscito il secondo album. A me piace <a href="https://youtu.be/WhivN4GJQCQ?si=GMzUHgjiJ5ZiWy0H">Friend of a Friend</a>. </p></li></ul>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Match me me if you can]]></title><description><![CDATA[In queste settimane gli studenti USA interessati a una residency in medicina (l'equivalente della nostra specializzazione) sono impegnati in una serie di colloqui che determineranno se e dove otterranno un posto.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/match-me-me-if-you-can</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/match-me-me-if-you-can</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Sun, 11 Feb 2024 08:01:23 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>In queste settimane gli studenti USA interessati a una residency in medicina (l'equivalente della nostra specializzazione) sono impegnati in una serie di colloqui che determineranno se e dove otterranno un posto. Lo stesso vale per la fisica medica, per cui la settimana scorsa con alcuni colleghi abbiamo impegnato due giorni a intervistare le candidate (uso il femminile perch&#233; gli uomini erano in netta minoranza). </p><p>L'Universit&#224; per cui lavoro aderisce al cosiddetto 'match system', che &#232; l'approccio pi&#249; comune negli Stati Uniti per accoppiare studenti e luoghi di formazione. &#201; un meccanismo di scelta reciproca che mi pare interessante, per cui lo descrivo.</p><p>Dopo che studenti e Universit&#224; hanno dichiarato la loro partecipazione al match system, gli studenti decidono a quali Universit&#224; presentare la domanda, che consiste in CV, tre lettere di raccomandazione e certificati vari.</p><p>Le Universit&#224; possono decidere autonomamente come procedere alla selezione. Nella maggior parte dei casi fanno un primo screening e decidono quante persone intervistare. Noi ancor prima di ricevere i CV abbiamo deciso di intervistare (e potenzialmente inserire nel nostro ranking) non pi&#249; di 20 persone per i due posti disponibili. Le domande alla fine erano 85.</p><p>Dopo le interviste, i candidati compilano un ordine di preferenza delle Universit&#224;, e le Universit&#224; fanno lo stesso per i candidati. Studenti e Universit&#224; possono comunicare l&#8217;intenzione di inserire la controparte nel ranking, ma le informazioni non devono essere sollecitate (i.e. una parte non pu&#242; chiedere all&#8217;altra se ha intenzione di inserirla) e non si pu&#242; dichiarare la posizione. Non ho esperienza di come avvengano queste conversazioni e di se/quanto la gente, per cos&#236; dire, si faccia l&#8217;occhiolino; quel che so &#232; che noi non diciamo nulla ai candidati riguardo alle nostre intenzioni e in questi due anni non ho sentito nessun candidato dire che ci inserir&#224; nel suo ranking.</p><p>Definiti i ranking per tutti gli studenti e tutte le Universit&#224;, gli accoppiamenti vengono definiti da un algoritmo e sono vincolanti per ambo le parti. L'algoritmo, che d&#224; priorit&#224; alle preferenze degli studenti, &#232; descritto brevemente in <a href="https://natmatch.com/medphys/algorithm.html">questo video</a>. Per chi fosse interessato ai dettagli, l&#8217;algoritmo si chiama Roth-Peranson e secondo <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34457754/">questo articolo</a> </p><blockquote><p>This configuration favors students while disfavoring hospitals. Game-theoretic analysis shows us that students are unequivocally unable to &#8220;game the system&#8221; by misstating their preferences. Telling the truth is the optimal strategy.</p></blockquote><p>Venerd&#236; abbiamo completato le interviste e definito la nostra classifica. Gli esiti si sapranno a fine Marzo. Secondo me il livello della maggior parte delle candidate era molto buono, le donne coprono 6 dei primi 7 posti e se il nostro match &#232; entro le prime 7-8 posizioni avremo ottime specializzande. (Mi sono chiesto quanto il me stesso di 25-30 anni fa sarebbe stato competitivo nel match system, concludendo che qualche batosta l&#8217;avrei presa).</p><p>Un dato che sarebbe molto interessante conoscere, ma che per motivi ovvi non viene divulgato, &#232; la distribuzione dei ranking. Il fatto che <a href="https://natmatch.com/medphys/statistics.html">pi&#249; del 90% dei posti</a> venga coperto mi suggerisce che il match complessivamente funziona, ma non so se si possa dire molto di pi&#249;.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Homelessness is a housing problem - Aldern&Coburn]]></title><description><![CDATA[E&#8217; difficile passare qualche ora in una grande citt&#224; degli US senza essere impressionati dal numero di senzatetto.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/homelessness-is-a-housing-problem</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/homelessness-is-a-housing-problem</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Mon, 24 Jul 2023 05:55:39 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; difficile passare qualche ora in una grande citt&#224; degli US senza essere impressionati dal numero di senzatetto. Seattle &#232; purtroppo luogo noto per i problemi di homelessness, aggravati negli ultimi anni dalle difficolt&#224; economiche e dallo svuotamento del centro a seguito dalla pandemia. Il problema non &#232; negato, anzi &#232; al centro della discussione politica e di investimenti non marginali (anche se insufficienti), ma la sensazione &#232; che troppe discussioni partano con il piede sbagliato.</p><p>Da una parte, temo che per molti il problema dei senzatetto sia il disagio e il senso di insicurezza di chi li vede camminando per downtown, i.e una questione di decoro e ordine pubblico, e non il fatto che queste persone non hanno una casa.</p><p>Dall&#8217;altra, ci sono posizioni molto diverse su quanto l&#8217;homelessness sia prevalentemente dovuta a fattori individuali (perdita del lavoro, dipendenza, povert&#224;) e quanto invece prevalgano cause di sistema.</p><p><a href="https://homelessnesshousingproblem.com/">Homelessness is a housing problem</a> &#232; un libro che mi ha aiutato a capire diverse cose e mi ha reso meno ignorante in materia.</p><p>Per me, come per molti, homeless era chi vive per strada; invece, le persone che vediamo dormire sui marciapiedi o in una tendina, i cosiddetti unsheltered homeless, rappresentano la situazione peggiore ma non la pi&#249; frequente tra chi non ha casa, ch&#233; la maggior parte dei senzatetto vive in rifugi di emergenza e in situazioni temporanee. Negli US, circa i 2/3 degli homeless hanno un rifugio temporaneo, per quanto la situazione cambi molto da Stato a Stato, e con essa la percezione del problema: la California, per esempio, ha il 12% della popolazione USA, il 30% degli homeless e il 50% degli unsheltered homeless di tutti gli Stati Uniti. La distinzione non &#232; accademica, perch&#233; identificare i senzatetto con gli unsheltered homeless causa errori di prospettiva sia sulle possibili cause sia sulle soluzioni.</p><p>Il titolo del libro dice quale sia per gli autori la causa principale di homelessness, anche se buona parte del testo &#232; dedicata a dimostrare come altre ipotesi a loro avviso non reggano: per esempio, le aree pi&#249; povere, o con pi&#249; problemi di tossicodipendenza, o di malattia mentale, non sono quelle con pi&#249; senzatetto. Anche l&#8217;idea per cui ci sarebbero &#8216;homeless magnets&#8217;, ovvero citt&#224; che avendo politiche sociali pi&#249; generose attirano gli homeless (&#8220;Vengono tutti da noi perch&#233; siamo troppo buoni&#8221;) &#232; sconfessata da dati che mostrano come la stragrande maggioranza dei senzatetto siano originari della regione in cui si trovano a non avere casa. Per chi fosse interessato, <a href="https://homelessnesshousingproblem.com/">il sito</a> ha qualche grafico interessante.</p><p>La tesi di Aldern e Coburn &#232; appunto che lo snodo sia il mercato della casa: in particolare, hanno pi&#249; homeless le citt&#224; in espansione e con mercati immobiliari rigidi, in cui (semplifico) si finisce in una situazione in cui c&#8217;&#232; pi&#249; competizione del solito a trovare un&#8217;abitazione e chi ci rimette sono le fasce svantaggiate. La povert&#224;, le dipendenze, la disoccupazione, l&#8217;essere appena usciti di prigione etc. non vanno quindi viste come cause dell&#8217;essere senzatetto, ma come fattori di rischio.</p><p>Per intervenire sul problema &#232; quindi prioritario investire in politiche abitative. Con quali livelli di investimento? Si stima che King County (la contea di Seattle) spenda per gli homeless circa 260 milioni l&#8217;anno (non tutti per trovare un&#8217;abitazione temporanea) e che dovrebbe spenderne tra il doppio e il quadruplo per cambiare davvero la situazione.</p><p>Ovviamente, la questione &#232; economica ma anche politica: per esempio, da qualche anno c&#8217;&#232; una <a href="https://www.va.gov/HOMELESS/index.asp">programma nazionale</a>, che pare stia andando bene, per ridurre i senzatetto tra i veterani e mi aspetto che i soldi non siano l&#8217;unico motivo per cui &#232; stato approvato un provvedimento dedicato invece di uno generale.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Curiosando in una busta paga americana. 1/2]]></title><description><![CDATA[L&#8217;intenzione di ritornare sul sistema sanitario e previdenziale americano rimane (qui la prima puntata), ma ho il timore di dire stupidaggini.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/curiosando-in-una-busta-paga-americana</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/curiosando-in-una-busta-paga-americana</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Tue, 27 Jun 2023 05:37:11 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intenzione di ritornare sul sistema sanitario e previdenziale americano rimane (<a href="/__u/semelodiceviprima.substack.com/p/sanita-pubblica-negli-stati-uniti">qui</a> la prima puntata), ma ho il timore di dire stupidaggini. Per ora mi limito a un aspetto concreto come la lettura della busta paga che mi arriva ogni due settimane. Non sar&#224; un quadro d&#8217;insieme, ma qualcosa sul sistema secondo me lo racconta. </p><p>Il post di oggi riguarda le tasse sul reddito, mentre nel prossimo parler&#242; del sistema previdenziale e della sanit&#224;.</p><p>Per quanto l&#8217;aspettativa di una burocrazia USA molto pi&#249; leggera di quella italiana sia discutibile, la mia busta paga &#232; in effetti breve e comprensibile.</p><p>La prima differenza con l&#8217;Italia &#232; che le imposte sul reddito hanno una componente federale (i.e. uguale in tutti gli USA) e una statale (nel mio caso Washington State). <a href="https://www.forbes.com/advisor/taxes/taxes-federal-income-tax-bracket/">Le aliquote federali</a> sono pi&#249; basse che in Italia anche dopo aver corretto per la differenza nel costo della vita e la componente statale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/State_income_tax">varia abbastanza</a>, anche se per un quadro complessivo va tenuto conto che gli introiti dei singoli Stati sono la somma di tre componenti (reddito, propriet&#224; e acquisti). L&#8217;aspettativa di avere Stati democratici con tassazione complessiva pi&#249; alta degli Stati repubblicani &#232; in generale vera, ma ci sono eccezioni. Per esempio, Washington State &#232; ultraliberal (l&#8217;ultimo governatore Repubblicano &#232; stato eletto negli anni &#8216;80), ma insieme ad Alaska, Texas e Florida &#232; uno dei pochissimi Stati a non avere tasse sul reddito e a essere quindi nel complesso un regime fiscale regressivo, i.e. che sfavorisce i redditi pi&#249; bassi. </p><p>Pare che le prime proposte di una legge sul reddito in Washington State <a href="https://depts.washington.edu/depress/washington_state_income_tax.shtml">risalgano a quasi un secolo fa</a>, ma non hanno mai avuto successo. Due anni fa &#232; passata una norma che si muove timidamente in quella direzione tassando al 7% gli utili da rendite finanziarie superiori ai 250k dollari. Tentativi di legislazione pi&#249; incisiva non sono passati. I primi dati se non altro suggeriscono che i soldi in entrata nelle casse dello Stato <a href="https://www.seattletimes.com/seattle-news/politics/was-new-capital-gains-tax-brings-in-849-million-so-far-much-more-than-expected/">saranno molto superiori alle attese</a>: ci si aspettava di portare a casa circa un quarto di miliardo, mentre si &#232; a pi&#249; di 800 milioni nonostante non ci siano ancora tutti i contributi. Sulla scia di questo successo si stanno ipotizzando azioni analoghe, come <a href="https://www.seattletimes.com/seattle-news/poll-shows-seattle-residents-support-citywide-capital-gains-tax/">aggiungere un 2%</a> a livello di tassa cittadina a Seattle usando lo stesso meccanismo. Sono approcci ancora lontani da una tassa sul reddito per tutti, o perlomeno per i redditi medio-alti, ma intanto portano soldi che in piccola parte diminuiscono gli squilibri e dall&#8217;altra permettono a uno Stato che dice di volere intervenire su problemi di sistema (homeless, scuole pubbliche nelle zone disagiate, etc.) di farlo in maniera leggermente pi&#249; incisiva. </p><p>Visto dall&#8217;Italia lo slogan <a href="https://penntoday.upenn.edu/news/taxing-rich">&#8220;Tax the rich&#8221;</a> pu&#242; sembrare pi&#249; populista di quel che &#232;, mentre in questa realt&#224; mi pare che tra gli estremi dell&#8217;odio di classe da una parte e il mantenimento del privilegio dall&#8217;altra ci sia un notevole spazio di manovra di cui &#232; necessario discutere.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Parking minimums? Preferirei i bus minimums.]]></title><description><![CDATA[La distanza tra i trasporti pubblici di molte citt&#224; europee e quelli di molte citt&#224; americane &#232; evidente anche ai distratti, ma sentire una puntata di 99% Invisible sui parcheggi USA dopo 5 giorni passati a Vienna ha amplificato il contrasto.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/parking-minimums-preferirei-i-bus</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/parking-minimums-preferirei-i-bus</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Wed, 24 May 2023 04:43:02 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La distanza tra i trasporti pubblici di molte citt&#224; europee e quelli di molte citt&#224; americane &#232; evidente anche ai distratti, ma sentire <a href="https://99percentinvisible.org/episode/paved-paradise/">una puntata di 99% Invisible sui parcheggi USA</a> dopo 5 giorni passati a Vienna ha amplificato il contrasto. La puntata &#232; un&#8217;intervista all&#8217;autore di <a href="https://www.penguinrandomhouse.com/books/634461/paved-paradise-by-henry-grabar/">Paved Paradise</a>, una storia dell&#8217;impatto sulle citt&#224; americane delle regole riguardo ai parcheggi. (Se pensate non esista al mondo un argomento pi&#249; noioso, sentite l&#8217;intervista e magari cambiate idea.)</p><p>I trasporti pubblici a Seattle e dintorni non sono tragici ma, forse con l&#8217;eccezione di Downtown, non permettono di vivere senza auto. La topografia (molte collinette ripide, spazio urbano compreso tra due laghi e il mare) penso renda complesso costruire una rete di trasporto sotterraneo. C&#8217;&#232; una metropolitana leggera in espansione che percorre l&#8217;asse Nord-Sud e due linee in programma sull&#8217;asse Est-Ovest; per il resto il sistema &#232; basato su bus e traghetti. Ci sono iniziative per rendere il trasporto pubblico appetibile (lo scorso anno la Contea lo ha reso gratuito per gli under 18, idem l&#8217;Universit&#224; per dipendenti e studenti) ma &#232; evidente che i bus siano frequentati soprattutto da studenti e outcast, mentre la middle class si muove in auto (lamentandosi del traffico, ch&#232; come sappiamo il traffico sono gli altri). </p><p>Un altro fattore che rende il servizio pubblico difficile &#232; la bassa densit&#224; abitativa, ma &#232; utile chiedersi se Seattle sia diversa dal resto degli USA e se l&#8217;uso pervasivo dell&#8217;auto sia causa o effetto del cosiddetto <a href="https://www.britannica.com/topic/urban-sprawl">urban sprawl</a>. Una specificit&#224; di Seattle &#232; l&#8217;essere molto recente anche per gli Stati Uniti. Attualmente la citt&#224; conta circa 800k abitanti e l&#8217;area metropolitana pi&#249; di 4 milioni, ma nel 1853 i censiti erano una cinquantina (non cinquantamila, proprio cinquanta). Inizialmente Seattle &#232; cresciuta nell&#8217;area di Elliot Bay e tutto il resto erano foreste disponibili a chi volesse prenderle (anche la popolazione di Nativi era ridotta rispetto ad altre regioni degli USA). L&#8217;impressione &#232; che per molto tempo quest&#8217;area sia stata il Far West del Far West e che lo spazio disponibile non sia stato un vincolo da considerare nella crescita della regione.</p><p>Il lato positivo &#232; che puoi vivere a mezz&#8217;ora dal centro in una casa tutta per te in mezzo agli alberi, il lato negativo &#232; che ti muovi in spazi a misura d&#8217;auto, con tutto ci&#242; che questo comporta. </p><p>Seguo su Twitter alcuni politici e amministratori locali che promuovono mobilit&#224; complementare all&#8217;automobile. Mi sembrano una piccola trib&#249; che con fatica mette insieme piccoli pezzi, mentre i segnali della politica che conta e muove soldi sono ambivalenti. Per esempio, da una parte si investono centinaia di milioni di dollari per rifare il waterfront, anche ampliando le aree pedonali, dall&#8217;altra questo rifacimento comprende grandi vie di scorrimento segno secondo me di una mentalit&#224; d&#8217;altri tempi che bisognerebbe ridiscutere. Nel mio piccolo, mi godo percorsi ciclabili nella natura e passo pi&#249; tempo in sella che in automobile, ma al lavoro vado in auto visto che non ho trovato un percorso sicuro per la bici e il bus, quando c&#8217;&#232;, mi richiede almeno il triplo del tempo.</p><p>Alcuni elementi favorevoli a una transizione ci sono: il clima permette di pedalare quasi tutto l&#8217;anno, moltissimi praticano attivit&#224; all&#8217;aria aperta e il <em>dress code</em> al lavoro &#232; del tutto informale. Abbondano le salite, anche secche, ma la bici elettrica risolverebbe il problema. Quel che manca per ora &#232; la volont&#224; politica di scontentare temporaneamente qualche automobilista costruendo percorsi cittadini per le biciclette diversi da una riga di vernice per terra (come dice qualcuno, &#8216;<em><a href="https://twitter.com/fietsprofessor/status/1502248497264967685">Paint is not infrastructure</a></em>&#8217;<em>)</em>. In questa citt&#224; secondo me la convivenza tra auto e altri mezzi non richiede scelte epiche, ma qui come altrove l&#8217;enorme spazio concesso alle automobili &#232; dato per scontato da cos&#236; tanto tempo che ogni sforzo di riequilibrio pare la fine del mondo. </p><p>La battaglia non &#232; persa, e questo non &#232; uno dei posti peggiori in cui provarci, certo la strada &#232; ancora lunga.</p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA["Lo sport è maestro di vita". Forse sì, ma tocca capirsi.]]></title><description><![CDATA[Nella mia bolla di Internet, che di solito ha la scorza dura, ha avuto un successo per me inaspettato la risposta di un cestista NBA (Giannis Antetokounmpo) a un giornalista che chiedeva se l&#8217;eliminazione inaspettata dai playoff rappresentasse un fallimento, e che &#232; stata interpretata da molti come un bell&#8217;esempio di come si debbano mettere le cose nella giusta prospettiva.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/lo-sport-e-maestro-di-vita-forse</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/lo-sport-e-maestro-di-vita-forse</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Fri, 05 May 2023 06:00:12 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!HlWc!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F5a6496ab-8b82-4147-ade4-1221cfc13748_720x501.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Nella mia bolla di Internet, che di solito ha la scorza dura, ha avuto un successo per me inaspettato <a href="https://www.youtube.com/watch?v=n2QCiJC06y4">la risposta di un cestista NBA</a> (Giannis Antetokounmpo) a un giornalista che chiedeva se l&#8217;eliminazione inaspettata dai playoff rappresentasse un fallimento, e che &#232; stata interpretata da molti come un bell&#8217;esempio di come si debbano mettere le cose nella giusta prospettiva.</p><p>Nello specifico, posso sottoscrivere la dichiarazione di Antetokounmpo, ma avrebbe riscosso lo stesso consenso se pronunciata da Mancini dopo che una squadra considerata inferiore ne mette quattro all&#8217;Italia eliminandola dal Campionato del Mondo? Se la risposta &#232; no, forse c&#8217;&#232; qualcosa da riconsiderare.</p><p>Caso specifico a parte, la popolarit&#224; di questo filmato mi ha fatto ripensare al luogo comune dello sport come maestro di vita, espressione che di per s&#232; mi fa venire l&#8217;orticaria ma che, se riformulata e motivata diversamente, per me ha un suo motivo d&#8217;essere.</p><p>Gli esempi pi&#249; comuni dello &#8220;sport maestro di vita&#8221; sono secondo me esercizi di retorica che suggeriscono un mondo dello sport in cui magicamente siamo pi&#249; onesti, motivati e ispirati che nel resto della nostra vita. Semmai vale il contrario: anche lo sport, a tutti i livelli, ci conferma che a volte essere disonesti paga, che essere bravo in quel che fai ed essere persona degna non sempre vanno di pari passo, che avere un sacco di soldi ti d&#224; sempre un bel vantaggio, e cos&#236; via. </p><p>Se guardo alla mia esperienza di sportivo a livello amatoriale, una delle cose piu&#8217; interessanti che l&#8217;attivit&#224; sportiva pu&#242; insegnare, e che trovo particolarmente utile di questi tempi, &#232; prestare attenzione al dato di realt&#224;, il che per me si concretizza in questo: </p><p>Giovani o meno, talentuosi o schiappe, esperti o neofiti, siamo quel che siamo, e riconoscerlo fino in fondo per partire da l&#236;, invece che dalle aspettative nostre o altrui, &#232; l&#8217;unico modo per combinare qualcosa. Farsi fregare dalle aspettative, ovvero comportarsi come se fossero qualcosa di pi&#249; concreto di idee nella nostra testa, &#232; secondo me abbastanza facile, nello sport e in altri ambiti. La realt&#224; semplificata e controllata dell&#8217;attivit&#224; sportiva ci permette di sperimentare senza pagare un caro prezzo per gli sbagli e pu&#242; aiutarci a trovare un equilibrio tra la fedelt&#224; al qui ed ora e l&#8217;intenzione di guardare oltre.</p><p>&#8220;Nello sport il lavoro paga&#8221; &#232; un luogo comune secondo me falso. Nello sport sperimentiamo piuttosto che il lavoro &#232; condizione necessaria ma non sufficiente per ottenere un risultato. Capita ad Antetokounmpo, figuriamoci a noi. D&#8217;altra parte, l&#8217;unica cosa che davvero controlliamo dell&#8217;attivit&#224; fisica &#232; il livello di consapevolezza e intensit&#224; a cui la pratichiamo (il che non va frainteso come &#8220;Devi ammazzarti di fatica tutte le volte&#8221;, anzi). Tutto il resto (in quanto tempo hai finito la corsa, quante montagne hai salito, quanti canestri hai segnato) &#232; almeno in parte esterno a noi e al di fuori del nostro controllo, e quindi non dovrebbe essere un aspetto al quale dare troppa importanza. Nonostante questo, lo sport &#232; un ambito in cui la ricerca di criteri di successo esterni a noi &#232; pi&#249; evidente e pi&#249; evidentemente insensata. Per contro, ci mostra quanto siamo sensibili a questo tipo di obiettivi e ci pu&#242; aiutare a governarli invece di esserne governati. Ha senso ammazzarsi di fatica per finire la maratona in 2h59&#8217;59&#8221; invece di 3h01&#8217; come se quella differenza di un minuto su 180 dicesse chiss&#224; cosa sul nostro valore atletico? Certo che no, ma l&#8217;attrattiva di una validazione esterna, in questo caso misurata in numeri tondi, &#232; forte, come dimostrano i dati ricavati dai tempi di quasi 10 milioni di maratoneti:</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!HlWc!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F5a6496ab-8b82-4147-ade4-1221cfc13748_720x501.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!HlWc!, /__u/semelodiceviprima.substack.com/w_424, /__u/semelodiceviprima.substack.com/c_limit, /__u/semelodiceviprima.substack.com/f_webp, /__u/semelodiceviprima.substack.com/q_auto:good, 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costringevo per raggiungere una di queste soglie, poi mancata per 30&#8221; (quando si dice il danno e la beffa). Il fatto di non essere nessuno mi ha se non altro evitato di dover dichiarare in mondovisione se il mio fosse un fallimento. Se mai parteciper&#242; a un&#8217;altra maratona, mi piacerebbe prepararla e correrla in modo totalmente diverso. Chiss&#224; se ne sar&#242; capace.</p><p>Ultimo ma non meno importante, praticare sport con intenzione (ovvero con costanza e con qualche livello di quantificazione) ci rende evidente la distanza tra noi e il meglio che la specie umana sa produrre in contesti specifici. Il grafico di sopra va benissimo come esempio: una maratona in 2h30 &#232; alla portata di un numero minuscolo di persone, che sono molto pi&#249; brave della stragrande maggioranza di noi e che allo stesso tempo non vinceranno nessuna gara importante, per la quale devi stare ben sotto le 2h10. Sperimentare sulla propria pelle l&#8217;esistenza di distribuzioni di competenza cos&#236; ampie e applicare questa consapevolezza ai diversi contesti della  vita riduce secondo me il rischio di cadere nel &#8220;E che ci voleva? Quello lo facevo pure io!&#8221;, espressione che spesso suggerisce un caso di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dunning%E2%80%93Kruger_effect">Dunning-Kruger effect</a>.</p><p></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Sanità pubblica negli Stati Uniti]]></title><description><![CDATA[(Siccome mi interessa scrivere anche di salute e sanit&#224;, pubblico qui una versione quasi identica di un mio post su Facebook di qualche mese fa).]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/sanita-pubblica-negli-stati-uniti</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/sanita-pubblica-negli-stati-uniti</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Fri, 21 Apr 2023 18:04:47 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><em>(Siccome mi interessa scrivere anche di salute e sanit&#224;, pubblico qui una versione quasi identica di un mio post su Facebook di qualche mese fa).</em></p><p>Si sente spesso la frase "Il problema della sanit&#224; US &#232; che &#232; tutta privata", ed &#232; possibile che io stesso in passato l'abbia pronunciata.</p><p>Dopo aver vissuto qualche mese a Seattle, sono lungi da capire bene il sistema sanitario US, ma direi con una certa tranquillit&#224; che questa affermazione manca il punto.</p><p>Il problema di fondo della sanit&#224; US &#232; che non &#232; universale, ovvero che non c'&#232; copertura sanitaria garantita a tutti i cittadini, ma c'&#232; un insieme di soluzioni, in parte pubbliche e in parte private, che per&#242; non hanno il mandato complessivo di coprire tutti.</p><p>Di consequenza, la situazione &#232; sia molto problematica, in primis perch&#232; si perde per strada troppe persone, sia molto intricata.</p><p>Il modo pi&#249; semplice per dipanare la matassa &#232; cominciare da qualche dato di base sulla componente pubblica della sanit&#224;.</p><p>1)Tutti gli over 65 sono coperti da Medicare, un programma federale che si occupa di circa 65 milioni di cittadini.</p><p>2)A seconda del reddito, dell'et&#224; e della condizione di salute si pu&#242; accedere, in mancanza di altra assicurazione, a Medicaid e Chip (Children insurance program). Per esempio, in Washington State hai diritto a Chip se hai meno di 18 anni, non hai altra assicurazione e il reddito della tua famiglia &#232; inferiore a una certa soglia (circa 71k USD lordi annui per una famiglia di 3).</p><p>Un dettaglio importante &#232; che Medicare &#232; gestita a livello federale, mentre Medicaid &#232; competenza dei singoli Stati, che hanno alcuni gradi di libert&#224; nel definire i livelli di copertura e che quindi a seconda del colore politico avranno atteggiamenti diversi. Per esempio, il livello federale ha recentemente raccomandato agli Stati di estendere la copertura Medicaid alle donne partorienti senza altra assicurazione fino a 1 anno dopo la nascita del figlio/a. Come prevedibile, in generale gli Stati a governo Dem hanno aderito e gli altri no. (Questo &#232; uno dei tanti esempi di un fenomeno che secondo me si tende a sottostimare, ovvero di quanto gli Stati Uniti su certi aspetti siano uniti solo per modo di dire, e di quanto si debba quindi generalizzare con cautela.)</p><p>Medicare, Medicaid e Chip sono in sostanza assicurazioni sanitarie pubbliche, ovvero non hanno ospedali di propriet&#224; o medici loro dipendenti, ma pagano le prestazioni sanitarie per i loro assistiti, che sono nel complesso 135 milioni.</p><p>C'&#232; poi Veteran Affairs(VA), un sistema sanitario (i.e. ha suoi ospedali e suo personale) dedicato alle persone che lavorano o hanno lavorato nell'esercito e ai loro famigliari, che copre 9 milioni di persone.</p><p>Quindi  nel complesso pi&#249; del 40% della popolazione US ha una copertura sanitaria pubblica.</p><p>In un prossimo, se riesco, sintetizzo qualche informazione su come funziona la sanit&#224; for the rest of us.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[The alignment problem - Brian Christian]]></title><description><![CDATA[Circa due anni fa Ezra Klein intervist&#242; Brian Christian nel suo podcast.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/the-alignment-problem-brian-christian</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/the-alignment-problem-brian-christian</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Mon, 17 Apr 2023 05:01:15 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!cG3H!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0faed8a6-fcd0-4c95-98be-b10ac918def3_1330x2048.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!cG3H!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0faed8a6-fcd0-4c95-98be-b10ac918def3_1330x2048.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!cG3H!, /__u/semelodiceviprima.substack.com/w_424, /__u/semelodiceviprima.substack.com/c_limit, /__u/semelodiceviprima.substack.com/f_webp, /__u/semelodiceviprima.substack.com/q_auto:good, /__u/semelodiceviprima.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0faed8a6-fcd0-4c95-98be-b10ac918def3_1330x2048.jpeg 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!cG3H!, /__u/semelodiceviprima.substack.com/w_848, /__u/semelodiceviprima.substack.com/c_limit, /__u/semelodiceviprima.substack.com/f_webp, /__u/semelodiceviprima.substack.com/q_auto:good, 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La conversazione mi parve interessante e <em>The alignment problem</em> fin&#236; nella lista dei libri da leggere, che per quanto mi riguarda &#232; spesso l&#8217;anticamera del dimenticatoio.</p><p>Invece, quando qualche mese fa incominci&#242; il boom di interesse per AI e Machine Learning, pensai che era il momento buono di leggerlo davvero, cosa che ho fatto (lentamente) nelle settimane scorse.</p><p><em>The alignment problem</em> &#232; stato pubblicato nel 2020, che pu&#242; sembrare il passato remoto rispetto alle evoluzioni degli ultimi mesi, ma la domanda su come raggiungere il cosiddetto <em>allineamento</em> tra cosa vogliamo ottenere e cosa effettivamente otteniamo dai sistemi di Machine Learning &#232; una questione di base sulla quale si lavora da tempo.</p><p>E&#8217; un testo pensato per non addetti ai lavori, che presenta in modo sistematico e comprensibile le metodiche del machine learning da un punto di vista concettuale, dando una prospettiva pi&#249; ampia di molte conversazioni attuali che finiscono nell'equivoco AI = Large Language Models = ChatGPT, che secondo me non fa bene a nessuno (incluso, alla lunga, ChatGPT).</p><p>Allo stesso tempo, Christian fa considerazioni molto simili a quelle che si sentono oggi, come ad esempio:</p><blockquote><p>Caution is warranted that we do not simply create systems for the <em>appearance </em>of explanation, or the <em>sense</em> they give us that we understand them. Such systems could wield this ability deceptively; we may find we optimized for virtuoso bullshit artistry.</p></blockquote><p>Un altro motivo di interesse del libro &#232; che rinforza un aspetto a volte implicito e che secondo me in parte spiega il perch&#232; dell&#8217;interesse attuale per questi temi: molte discussioni sulle AI sono coinvolgenti e problematiche perch&#232; in realt&#224; non stiamo parlando delle AI, ma stiamo parlando di noi, di quanto vogliamo che le macchine ci imitino o siano diverse da noi, di cosa voglia dire essere una versione migliore di noi, di quanto siamo disposti a considerarle scatole nere e non qualcosa che capiamo fino in fondo, e cos&#236; via.</p><p>Sono queste riflessioni che abbiamo sempre fatto ma che prenderanno nei prossimi anni una forma e un&#8217;urgenza nuova, sia perch&#232; ci sono enormi interessi in gioco sia perch&#232; questi sistemi pi&#249; di altri ci danno l&#8217;impressione di essere in parte specchi e in parte un altro da noi con il quale dobbiamo imparare a fare i conti.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Machine Learning & AI nel Pacific Northwest ]]></title><description><![CDATA[In queste settimane ho sentito diversi contributi alla discussione sul machine learning (ML) e l&#8217;AI da parte di persone che gravitano intorno a UW in particolare e Seattle in generale.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/machine-learning-and-ai-nel-pacific</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/machine-learning-and-ai-nel-pacific</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Sun, 09 Apr 2023 07:07:34 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>In queste settimane ho sentito diversi contributi alla discussione sul machine learning (ML) e l&#8217;AI da parte di persone che gravitano intorno a <a href="https://www.washington.edu/">UW</a> in particolare e Seattle in generale.</p><p>La cosa non &#232; troppo sorprendente, essendo Seattle la sede di Microsoft, ma &#232; interessante vedere come, oltre alle iniziative legate a Open AI, nell&#8217;Universit&#224; ci siano posizioni e approcci parecchio diversi sui Large Language Models (LLM).</p><p>Da una parte, i legami tra Universit&#224; e Microsoft ovviamente ci sono, e non solo perch&#232; i nomi di molti centri ed edifici di UW richiamano direttamente all&#8217;ambiente Microsoft (dalla <a href="https://www.cs.washington.edu/">Paul G. Allen School</a> al <a href="https://www.engr.washington.edu/about/bldgs/cse2">Bill &amp; Melinda Gates Centre</a>). Questo fa s&#236; che, per esempio, lo speaker di un incontro su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=bEovhfxJsM4&amp;t=2s">'The Emergence of General AI for Medicine'</a> sia Peter Lee, attuale Corporate Vice President, Research and Incubations per Microsoft. Lee &#232; arrivato a Microsoft dopo aver fatto parecchio altro, e il talk aveva un suo interesse, ma un titolo del genere avrebbe meritato una discussione non interamente dedicata a GPT-4.</p><p>Dall&#8217;altra, a UW lavorano persone con posizioni molto meno concilianti riguardo alle pretese pi&#249; ambiziose dei LLM. Una di queste &#232; <a href="https://faculty.washington.edu/ebender/">Emily Bender</a>, linguista computazionale e prima autrice di un <a href="https://dl.acm.org/doi/10.1145/3442188.3445922">articolo parecchio critico</a> nei confronti dei LLM, nel quale tra l&#8217;altro viene coniata l&#8217;espressione &#8216;<em>stochastic parrot</em>&#8217; per descrivere questi approcci. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=N5c2X8vhfBE">Qui</a> un video di Bender sui temi dell&#8217;articolo, che discute i LLM non solo da un punto di vista tecnico ma anche come strumento che aumenta le disuguaglianze e rafforza stereotipi negativi. Un pregio della posizione di Bender &#232; di non cadere in quello che mi sembra un limite di molte conversazioni attuali, che spesso identificano l&#8217;AI con i LLM e poi i LLM con GPT, creando un&#8217;equivalenza AI = GPT limitante e dannosa.</p><p>Da ultimo, mercoled&#236; c&#8217;&#232; stato un incontro pubblico dal titolo <a href="https://www.washington.edu/research/announcements/demystifying-chatgpt-for-academics-register-for-event-on-april-5-2023/">&#8220;Demystifying Chat GPT for academics&#8221;</a>, con interventi di un panel composto per met&#224; da computer scientists e per met&#224; da esperti di educazione. Ho trovato alcuni spunti interessanti, tra i quali la descrizione dei LLM come <em>fluency machines</em>. E&#8217; un&#8217;espressione secondo me azzeccata<em> </em>perch&#232; la fluidit&#224; di espressione &#232; forse la caratteristica che pi&#249; fa scattare la tentazione dell&#8217;antropomorfismo e di interpretare come intelligente, preparato e capace un sistema la cui qualit&#224; principale potrebbe essere, appunto, la fluidit&#224; espressiva.</p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Cos'è questa cosa? E perchè?]]></title><description><![CDATA[Da qualche tempo sto cercando un posto in rete in cui scrivere le mie cose e in cui mi piaccia stare.]]></description><link>https://semelodiceviprima.substack.com/p/cose-questa-cosa-e-perche</link><guid isPermaLink="false">https://semelodiceviprima.substack.com/p/cose-questa-cosa-e-perche</guid><dc:creator><![CDATA[Marco Schwarz]]></dc:creator><pubDate>Sat, 08 Apr 2023 04:43:59 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo sto cercando un posto in rete in cui scrivere le mie cose e in cui mi  piaccia stare. Facebook e Twitter hanno (avuto) un perch&#232; ma trovo sempre pi&#249; invadenti i contenuti non scelti da me che mi vengono proposti. Mi interessa poi dare una chance a modelli di business che si basano sulle iscrizioni invece che sulla cosiddetta <em>attention economy</em>. Non penso che gli uni siano il bene e gli altri il male, ma un ribilanciamento secondo me ci sta, e lo si pu&#242; concretizzare nel pagare un abbonamento per leggere contenuti sul web, cos&#236; come nello scrivere qui invece che altrove. </p><p>User&#242; Substack come un weblog e non come una newsletter, ovvero pubblicher&#242; post monotematici a scadenze irregolari, indicativamente non pi&#249; di una volta alla settimana e non meno di una volta al mese. Per leggere si pu&#242; usare il sito, l&#8217;app, l&#8217;email o il feed RSS e non &#232; necessario avere un account Substack, mentre per commentare forse s&#236;.</p><p>Pu&#242; darsi che all&#8217;inizio faccia qualche errore da principiante nell&#8217;usare questo oggetto, ma prima o poi imparo.</p>]]></content:encoded></item></channel></rss>