<script data-pm-proxy="intercept"></script><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Silvia Abrami]]></title><description><![CDATA[Esploratrice della Vita e dell’anima. Antropologa,Life Coach dal 2005, formatrice, imprenditrice. Ho fondato una Scuola di formazione per professionisti del cambiamento. E una disciplina che unisce concretezza e spiritualità, l’Ecologia Spirituale.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!p6yu!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F34e7898e-c243-463a-b72b-59c2e1e225ba_944x946.png</url><title>Silvia Abrami</title><link>https://silviaabrami.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Sat, 05 Sep 2026 06:32:46 GMT</lastBuildDate><atom:link href="/__u/silviaabrami.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Silvia Abrami]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[silviaabrami@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[silviaabrami@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Silvia Abrami]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Silvia Abrami]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[silviaabrami@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[silviaabrami@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Silvia Abrami]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Oceania: perché vederlo da grandi, anche se lo sai a memoria]]></title><description><![CDATA[Dietro una storia che credi di conoscere si nascondono pi&#249; livelli di lettura: una vicenda sistemica, il viaggio dell'eroe e la chiamata della tua Anima a cui non hai ancora risposto.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/oceania-perche-vederlo-da-grandi</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/oceania-perche-vederlo-da-grandi</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 13:57:59 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/c8d2d9a2-25c1-4024-b350-5532c8bcc90b_717x1024.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><span>Sono andata a vedere il film Oceania perch&#233; Gaia Luna, mia figlia di 8 anni ci teneva, o almeno cos&#236; credevo. &#128518;</span></p><p><span>Oceania &#232; un cartone Disney che amo molto, per la storia, i personaggi, le musiche, le implicazioni sistemiche e antropologiche che porta con s&#233;.</span></p><p><span>Ma lo so a memoria. Letteralmente.</span></p><p><span>Conosco le battute del film a memoria.</span></p><p><span>Quindi nell&#8217;andare al cinema, </span><em><span>non mi aspettavo nulla di che.</span></em></p><p><span>E invece </span><strong><span>mi ha sorpresa e commossa.</span></strong></p><p><span>Il film &#232; perfettamente aderente al cartone animato, finalmente anche nelle musiche, che di solito cambiano nelle trasposizioni a film dei classici Disney (cosa che ho sempre trovato snervante, non so voi &#128514;).</span></p><p><span>Sono pochissimi i dialoghi con delle differenze.</span></p><p><strong><span>Ma il fatto che fosse fatto da persone reali, in carne e ossa, per me ha fatto tantissima differenza.</span></strong></p><p><span>Gli attori hanno saputo infondere tridimensionalit&#224; ai personaggi con i silenzi, gli sguardi, le espressioni del viso.</span></p><p><span>Hanno dato profondit&#224; alla storia.</span></p><p><span>Mostrandomi con ancora maggiore chiarezza la grande storia che racconta, che </span><strong><span>ha pi&#249; livelli e piani di lettura diversi.</span></strong></p><h2><span>Una storia sistemica: la sfida di ogni Anima</span></h2><p><span>In primis Oceania &#232; una storia sistemica.</span></p><p><em><strong><span>La storia che racconta la sfida di ogni Anima che si incarni in Occidente.</span></strong></em></p><p><span>Vediamo un </span><strong><span>intero sistema ancestrale riappacificarsi e includere i propri antenati </span></strong><span>in modo nuovo e potente, grazie al coraggio di un singolo componente di quel sistema.</span></p><h2>La storia di tutt&#601; noi: rinnegarsi per amore della famiglia</h2><p><span>Vaiana &#232; attratta dal mare, ma suo padre ha vissuto un trauma da giovane, che gli ha fatto negare le proprie origini da navigatore.</span></p><p><span>Per tutta la sua infanzia suo padre fa di tutto per piegarla, e </span><strong><span>lei, per amore della famiglia, ad un certo punto, si piega.</span></strong></p><p><em><span>&#200; la storia di tutt&#601; noi: </span></em></p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><span>Vogliamo rendere fieri i nostri genitori, vogliamo fare le cose per bene, e ad un certo punto della nostra vita rinneghiamo noi stessi per amore della nostra famiglia.</span></p></div><p><span>Studiamo economia anche se vorremmo studiare belle arti o lettere.</span></p><p><span>Diventiamo impiegati anche se vorremmo aprire partita iva.</span></p><h2><strong>Il conflitto tra essere chi </strong><em><strong>desideri</strong></em><strong> essere e essere chi </strong><em><strong>devi</strong></em><strong> essere.</strong></h2><p><span>Ma Vaiana il richiamo del mare lo sente fortissimo, </span><strong><span>&#232; in continua lotta</span></strong><span>&#8230; anche questo capita a noi!</span></p><p><span>Sono certa che hai sentito anche tu (o magari lo senti in questo momento della tua vita) </span><strong><span>il conflitto tra essere chi </span></strong><em><strong><span>desideri</span></strong></em><strong><span> essere e essere chi </span></strong><em><strong><span>devi</span></strong></em><strong><span> essere.</span></strong></p><p><span>A volte quel conflitto &#232; cos&#236; profondo che neanche sappiamo pi&#249; qual &#232; il nostro mare: non sentiamo pi&#249; il richiamo della nostra Anima.</span></p><h2><span>L&#8217;autosabotaggio che ci tiene fedeli al sistema </span></h2><p><span>Vaiana &#232; talmente imprigionata nel suo essere una brava figlia, che la prima volta che prova a solcare il mare, fallisce miseramente.</span></p><p><span>Come capita a chi si autosabota: magari capisci cosa vuoi fare, ma senti troppo la paura di deludere tutti, di tradirli, che, pi&#249; o meno consapevolmente, </span><em><strong><span>fai di tutto per fallire e restare fedele al tuo sistema familiare.</span></strong></em></p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><span>Ma la Vita non sbaglia mai. E l&#8217;Anima non molla la sua chiamata.</span></p></div><p><span>Nella storia di Oceania, che &#232; anche </span><em><span>un grande viaggio dell&#8217;eroe,</span></em><span> il personaggio della nonna l&#8217;aiuta a recuperare una grande verit&#224;:</span><strong><span> ci&#242; che lei ha sempre sentito &#232; reale.</span></strong></p><p>L&#8217;Oceano l&#8217;ha scelta.</p><p>Il suo popolo era un popolo di navigatori.</p><p>C&#8217;&#232; un grande antenato navigatore alle sue spalle.</p><p><span>E questo d&#224; forza a Vaiana. </span><em><span>Quella spinta che a volte viene da lontano e ci porta, finalmente a disobbedire per davvero.</span></em></p><p><span>A spingerci oltre con determinazione e convinzione.</span></p><p><span>&#200; proprio grazie alla nonna e ai ricordi di famiglia che lei prende il coraggio e solca l&#8217;Oceano.</span></p><h2><span>La Vita ci mostra sempre la strada</span></h2><p><span>Non sempre nella vita siamo cos&#236; fortunati da trovare quella spinta in un parente.    Ma la Vita ci mostra sempre la nostra strada.</span></p><p><em><span>Con il dolore. La sofferenza. La pressione. L&#8217;ansia.</span></em></p><p><em><span>Con il desiderio. La passione. Il tempo che vola quando facciamo qualcosa che amiamo. Con le idee che fioriscono nella nostra mente. Il sorriso quando viviamo qualcosa che fa per noi.</span></em></p><p><strong><span>La Vita manda sempre segnali, se siamo disposti a guardarli con cuore aperto.</span></strong></p><h2><strong><span>Il viaggio dell'eroe: ogni sfida ci avvicina a noi stess&#601;</span></strong></h2><p><span>Non basta partire per il tuo viaggio, imboccare la tua strada. </span><em><span>Il pi&#249; delle volte la scelta, il primo passo, &#232; solo l&#8217;incipit della storia. Il bello arriva dopo.</span></em></p><p><span>L&#8217;avventura di Vaiana &#232; ricca di ostacoli e sfide e le richiede molto coraggio, proprio come quella di ognuno di noi.</span></p><p><span>Anche questo fa parte della parabola del viaggio dell&#8217;eroe (uno degli altri piani di lettura del film).</span></p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><span>Perch&#233; la vita non &#232; una passeggiata in pianura, ma un sali e scendi che serve a farci diventare chi dobbiamo diventare per abbracciare il nostro destino.</span></p></div><p><span>Ogni sfida ci avvicina di pi&#249; a noi stesse.</span></p><h2><span>Appoggiarsi agli antenati nel momento del massimo sconforto</span></h2><p><span>E proprio nel momento del massimo sconforto, </span><strong><span>riconnetterci alle nostre radici pu&#242; darci la forza che ci serve per affrontare l&#8217;ultimo e pi&#249; grande passo.</span></strong></p><p><span>La scena in cui la nonna torna da lei, in cui lei sente la forza dei navigatori che l&#8217;hanno preceduta, per me &#232; stata molto potente.</span></p><p><em><span>Ho pensato a quante volte mi sono sentita sola durante la mia Vita</span></em><span>, ed &#232; stato proprio fare pace con i miei antenati e appoggiarmi a loro, alla forza della Vita che scorre attraverso ogni famiglia, sia stata fondamentale per la mia evoluzione.</span></p><p><span>Molto spesso ho seguito percorsi, mi sono fatta accompagnare per fare questi passaggi, ma il senso profondo &#232; lo stesso.</span></p><h2><span>Te K&#257; e Te Fiti: non sconfiggere il mostro, restituirgli il cuore</span></h2><p><span>Infine, la parte che preferisco.</span></p><p><span>Il </span><strong><span>mostro</span></strong><span> di lava. Te K&#257;.</span></p><p><span>Che &#232; ci&#242; che resta </span><strong><span>togliendo il cuore alla divinit&#224; della Terra Te Fiti.</span></strong></p><p><em><span>La dea che d&#224; frutti, nutrimento, bellezza e vita, se perde il suo cuore, si trasforma in aridit&#224;, rabbia, morte e distruzione.</span></em></p><p><span>Questo finale inatteso, ci mostra che la soluzione non &#232; sconfiggere il mostro che vive dentro di noi, non &#232; distruggerlo.</span></p><p><strong><span>&#200; restituirle il cuore.</span></strong></p><h2>I nostri demoni sono vulnerabilit&#224; da riabbracciare</h2><p><span>Ed &#232; la stessa identica cosa con noi stess&#601;.</span></p><p><span>I demoni che albergano in noi sembrano mostri cattivi, parti di noi da sconfiggere, eliminare. Difetti, errori, imperfezioni, emozioni forti da nascondere.</span></p><p><span>E invece sono</span><em><strong><span> vulnerabilit&#224;, parti da ascoltare, da abbracciare, a cui restituire dignit&#224;.</span></strong></em></p><p><span>Quella dignit&#224; che abbiamo tolto loro, giudicandole, nascondendole, snaturando noi stess&#601;.</span></p><h4><strong><span>Per questo Oceania racconta la storia che riguarda tutt&#601; noi.</span></strong></h4><p><span>&#10024;Avere il coraggio di </span><strong><span>ribellarci</span></strong><span> al nostro sistema per abbracciare il richiamo della nostra Anima.</span></p><p><span>&#10024;</span><strong><span>Seguire</span></strong><span> quel richiamo con determinazione, mettendoci in gioco.</span></p><p><span>&#10024;</span><strong><span>Appoggiarci</span></strong><span> alla forza della Vita e dei nostri Antenati durante le sfide del viaggio.</span></p><p><span>&#10024;Riportare </span><strong><span>pace</span></strong><span> nella nostra Anima, guardando i nostri fantasmi per quello che sono: parti di noi che hanno bisogno di amore e di essere viste.</span></p><p><span>&#10024;E ultimo livello, ma non per importanza: se non </span><strong><span>rispetti la Terra che ti nutre</span></strong><span>, ad un certo punto quella Terra da cui tutti dipendiamo, a cui apparteniamo, sar&#224; Lava Arida e Pericolosa invece di Madre Nutriente.</span></p><h2>L'ultimo livello di lettura del film: apparteniamo alla Terra</h2><p><span>Vivere in un Mondo ricco di frutti e di bellezza </span><strong><span>&#232; nostra responsabilit&#224;.</span></strong></p><p><span>Rispettare la Terra, invece di pensare solo a sfruttare le sue ricchezze, a cercare di averne il controllo e il potere solo per noi, &#232; ci&#242; che ci garantir&#224; la sopravvivenza.</span></p><p><span>Perch&#233; </span><strong><span>noi apparteniamo alla Terra</span></strong><span>, siamo Uno con Lei.</span></p><p><span>E Oceania questa lezione, la mostra con chiarezza.</span></p><p><span>Se andrete a vederlo, vivetelo come una esperienza di crescita, catartica, come l&#8217;antico teatro greco.</span></p><p><span>Lasciate che porti pace nei vostri conflitti, o che li renda evidenti, cos&#236; da poterci lavorare.</span></p><p><span>E poi, raccontatemi com&#8217;&#232; stato, sono curiosa!</span></p><p><span>I maestri sono ovunque, anche al cinema, se sappiamo cercarli.</span></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">This Substack is reader-supported. 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Un viaggio tra antropologia, conflitti interiori e il coraggio di essere rivoluzionari&#601;.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/sei-sempre-stat-tu-cosa-succede-quando</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/sei-sempre-stat-tu-cosa-succede-quando</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Thu, 30 Jul 2026 06:00:11 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/e36044a7-8eea-4f61-a87c-c21e50ea1958_2048x1536.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><span>Questo articolo non &#232; facile da scrivere, perch&#233; il suo significato per me &#232; profondo e sottile. E quando si affrontano certe tematiche, &#232; facile che la complessit&#224; venga stravolta e resa bidimensionale.</span></p><p><span>Quindi se hai i neuroni piatti e con tanta fretta di intrattenimento, se sei figlio dello scroll continuo, &#232; certo che non arriverai neanche a met&#224; di questo articolo e non porterai a casa il suo potente messaggio.</span></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. 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Ti </span><strong><span>apre gli occhi su chi sei.</span></strong></p><div class="callout-block" data-callout="true"><p style="text-align: center;"><em><span>Diventando altro, riesci finalmente a scoprire te stess&#601;.</span></em></p></div><p><span>Scoprendo e avventurandoti in ci&#242; che &#232; diverso, ti separi da ci&#242; che hai sempre dato per scontato e ti accorgi che </span><strong><span>ci sono infiniti mondi possibili</span></strong><span>.</span></p><p><span>&#200; la stessa cosa che ho ritrovato nel lavoro con il </span><strong><span>Voice Dialogue</span></strong><span>: quando dialoghi con una parte primaria di te, che hai sempre ritenuto essere completamente te, senza riserve; e poi te ne separi, finalmente la vedi per quello che &#232; (se non sai cosa sia il Voice Dialogue, </span><a href="/__u/silviaabrami.substack.com/p/hai-piu-voci-nella-testa-il-voice?r=282mss"><span>puoi scoprirlo qui</span></a><span>).</span></p><p><span>Una possibilit&#224;. Una scelta. Una parte di te, tra infinite parti di te. Una strada intrapresa nella tua vita, tra infinite strade che possono ancora essere imboccate.</span></p><h3>Le parole costruiscono la realt&#224;</h3><p><span>E cos&#236; fa l&#8217;antropologia: ci porta ad immergerti in una cultura diversa dalla nostra, a studiarne la lingua, che apre ai simboli di quella cultura, al suo modo di pensare.</span></p><blockquote><p style="text-align: center;"><em><strong><span>Nelle parole che esistono in una lingua troviamo ci&#242; che per un cultura esiste o non esiste.</span></strong></em></p></blockquote><p><span>Troviamo i suoi tab&#249; e le sue complessit&#224;.</span></p><p><span>Un esempio vicino a noi ti aiuter&#224; a capire cosa intendo.</span></p><p><span>Nella lingua inglese, francese, spagnolo non c&#8217;&#232; distinzione tra l&#8217;amore fraterno, romantico, genitoriale, o quello tra amici.</span></p><p><span>I love you, je t&#8217;aime, te quiero &#232; ci&#242; che dice un fidanzato alla fidanzata, o una madre al figlio, senza distinzione.</span></p><p><em><span>&#200; semplicemente amore, perch&#232; definirlo?</span></em></p><p><span>Invece in Italia abbiamo </span><em><span>tanti e tali tab&#249; sul sesso e una presenza soffocante della chiesa cattolica ovunque </span></em><span>che abbiamo avuto bisogno di </span><em><span>separare</span></em><span> questi due tipi di amore, anche linguisticamente.</span></p><p><span>E facciamo pure battaglie mediatiche per decidere cosa deve dire un genitore ad un figlio, come se fosse questo che causa i veri traumi e le vere confusioni.</span></p><p><span>Dicendo anche: &#8220;la psicologia afferma che&#8230;&#8221;, &#8220;molti studi affermano che&#8230;&#8221;. </span></p><p><span>Ecco No. La </span><strong><span>psicologia</span></strong><span> </span><em><strong><span>italiana</span></strong></em><span> afferma che dire ti voglio bene ad un figlio &#232; diverso rispetto a  dirgli ti amo.</span></p><p><span>La psicologia inglese probabilmente non se ne occupa neanche, perch&#233; non &#232; un costrutto appartenente alla propria cultura.</span></p><p><span>Poi magari consideriamo normale lasciare i cellulari in mano ad un bambino di 3 anni, ma gli vogliamo bene, mica lo amiamo&#8230; ed &#232; tutto risolto (ehi sto ironizzando, eh &#128518;).</span></p><p><span>Nel frattempo in Francia passano leggi che vietano l&#8217;uso dei social sotto i 15 anni, anche se dicono je t&#8217;aime ai figli.</span></p><p><strong><span>Le parole costruiscono la nostra realt&#224;,</span></strong><span> creano problemi e complessit&#224; dove non ci sono, oppure creano soluzioni dove possono esserci problemi.</span></p><h3>I veli di Maia</h3><p><span>E quando ti fai antropologo del mondo o di te stesso, finalmente </span><strong><span>scopri i veli di Maia che ti hanno annebbiato la vista.</span></strong><span> Perch&#233; eri troppo impegnat&#601; a proteggere le tue rigidit&#224;, le tue regole, i tuoi schemi per vedere davvero.</span></p><p><strong><span>Per vederTI davvero.</span></strong></p><p><span>Ed &#232; maledettamente difficile essere davvero antropologi: perch&#232; quando lo fai sul serio, </span><em><strong><span>tornare a casa non &#232; facile.</span></strong></em></p><h3>Perch&#233; non ero mai stata davvero antropologa</h3><p><span>Oggi mi sono resa conto che non ero mai riuscita ad essere davvero antropologa fino a questo viaggio.</span></p><p><span>Ho viaggiato un po&#8217; nella mia vita, sempre zaino in spalla, sempre immergendomi nella vera cultura dei posti, un po&#8217; fuori dalle normali mete turistiche.</span></p><p><span>E mi sentivo una piccola antropologa dei viaggi per questo.</span></p><p><span>Ma un po&#8217; </span><em><span>mentivo a me stessa.</span></em></p><p><span>Perch&#233; anche se mi lasciavo contaminare da ogni singola cultura con cui entravo in contatto, erano sempre culture talmente diverse dalla mia, da </span><strong><span>non riuscire a lasciarmi andare fino in fondo.</span></strong></p><p><span>Rimaneva sempre un po&#8217; di quel buonismo che nei secoli passati ha alimentato il mito del &#8220;buon selvaggio&#8221;.</span></p><p><span>Tendevo a vedere il buono di ci&#242; che incontravo, ma </span><strong><span>giudicavo anche molto, e soprattutto lo sentivo cos&#236; distante dalla mia cultura da non riuscire ad immaginare di portarlo davvero a casa.</span></strong></p><p><span>E poi c&#8217;era sempre il limite della lingua.</span></p><p><span>Parlare inglese in un paese di lingua hindi o spagnola, non ti fa davvero entrare nella cultura locale, non puoi capirlo fino in fondo. Abbozzi.</span></p><h3>Londra ha aggirato le mie resistenze</h3><p><span>Invece a Londra &#232; successo qualcosa di molto interessante.</span></p><p><span>Londra ha aggirato le mie resistenze, mi ha presa in giro in senso buono.</span></p><p><span>Dato che &#232; una meta che conosciamo tutti, in cui ero gi&#224; stata come turista altre volte, ho abbassato le difese. Non ero in un &#8220;paese altro&#8221;. Ero in Europa, a casa.</span></p><p><span>Pi&#249; o meno nella mia stessa cultura.</span></p><p><span>Ecco quel &#8220;pi&#249; o meno&#8221; &#232; stato determinante in realt&#224;.</span></p><p><span>E </span><strong><span>per la prima volta sono stata antropologa, l&#8217;antropologa che avrei voluto essere, </span></strong><span>senza fare nulla di eccezionale.</span></p><p><span>&#8230; Se mai un vero ricercatore legger&#224; queste righe rider&#224; forte e magari mi giudicher&#224;, avendone perfettamente diritto. &#128584;</span></p><p><em><span>Ma non &#232; per loro che &#232; scritto questo articolo.</span></em></p><p><strong><span>&#200; scritto per te.</span></strong></p><ul><li><p><span>Per te che credi sia normale entrare in un bagno pubblico e trovarci dello schifo ovunque.</span></p></li><li><p><span>Per te che credi normale che ci sia molto rumore in un luogo pubblico, perch&#233; tante persone non possono abbassare la voce e sentirsi bene lo stesso.</span></p></li><li><p><span>Per te che credi che in una grande citt&#224; siamo sempre soli, non ci sia pi&#249; umanit&#224;, ma solo tante solitudini.</span></p></li><li><p><span>Che pensi che non si possa parlare facilmente con degli sconosciuti a meno che tu non stia facendo il cammino di Santiago o qualche esperienza particolare.</span></p></li></ul><p><span>Tutte queste idee (e tantissime altre) </span><strong><span>sono solo dei costrutti sociali.</span></strong></p><p><span>Delle convinzioni che hai sul mondo, ma che </span><strong><span>in realt&#224; appartengono solo all&#8217;Italia.</span></strong></p><p><span>E non sono vere ovunque. </span><em><strong><span>Sono vere qui.</span></strong></em></p><p><span>Qui &#232; vero che se entri in un cinema d&#8217;estate sentirai puzza di umanit&#224;, perch&#233; fa caldo.</span></p><p><span>A Londra, una citt&#224; di quasi 10 milioni di abitanti, dove coesistono etnie di ogni tipo, non c&#8217;&#232; puzza neanche negli ascensori della metropolitana. Neanche con 35 gradi.</span></p><p><span>E ora ci sar&#224; qualche leone da tastiera che scriver&#224; che nel 1996 una volta &#232; salito su una metro a Londra e c&#8217;era una gran puzza </span><em><span>- Guarda, grazie perch&#233; mi stai leggendo, nel dubbio, l&#8217;ho scritto io per te - .</span></em></p><p><span>Ma spero che tu, tu che sei il ver&#601; destinatari&#601; di questo articolo, sono certa che saprai andare oltre il singolo esempio.</span></p><p><span>Perch&#233; </span><strong><span>sei qui per il senso profondo delle mie parole,</span></strong><span> non per avere ragione e giudicare un po&#8217; gli inglesi cos&#236; da sentirti meglio.</span></p><h3>Non &#232; vero. &#200; vero qui.</h3><p><span>Da quando mi sono trasferita prima a Rimini nel 2012, poi a Cesena nel 2015 e poi a Mercato Saraceno nel 2022, mi sono convinta che la citt&#224; non facesse per me.</span></p><p><span>A Londra in queste due settimane, ho capito che le citt&#224; </span><em><span>italiane</span></em><span> non fanno per me.</span></p><p><span>Ho capito che gli esseri umani possono convivere in quasi 10 milioni nella stessa citt&#224;, mantenendo l&#8217;aria pi&#249; pulita rispetto alla campagna romagnola (abbiamo verificato con varie app, i dati sono incredibili).</span></p><p><span>Ho capito che puoi trovare posto per tua figlia di 8 anni sulla metro, anche senza essere in Giappone. Perch&#233; qualcuno che si alza ci sar&#224; (quasi) sempre.</span></p><p><span>E che non per forza luogo affollato significa spintoni e mal di testa.</span></p><blockquote><p><em><span>Ho capito che siamo in grado di farlo.</span></em></p><p><em><span>Come esseri umani.</span></em></p></blockquote><p><span>Possiamo fare scelte diverse.</span></p><p><span>E non lo possono fare solo gli inglesi, possiamo farlo anche qui.</span></p><h3>Tornare a casa &#232; maledettamente difficile</h3><p><span>Quando apri gli occhi, tornare a casa pu&#242; essere davvero difficile.</span></p><p><span>Stasera ad esempio, sono entrata nel bagno del cinema di Cesena, un cinema piccolo di una citt&#224; piccola, e faceva schifo. E la mia mente ha fatto un salto a ieri, ai bagni pubblici di Camden Market, pieni zeppi di persone, che profumavano e splendevano.</span></p><p><span>Ma </span><strong><span>l&#8217;antropologia pu&#242; farci evolvere</span></strong><span>, non &#232; qui per farci giudicare n&#232; casa nostra n&#232; luoghi altri.</span></p><h3>L&#8217;antropologia pu&#242; cambiare la tua normalit&#224;, non tanto giudicarla</h3><p><span>E pu&#242; evolvere lei stessa. La disciplina &#232; nata per studiare le societ&#224; umane, ma penso che il suo potenziale evolutivo sia ancora troppo sottovalutato.</span></p><p><span>Perch&#233; guardarsi con occhi esterni, finalmente con lucidit&#224;, non dovrebbe solo rendere bello o brutto il ritorno alla normalit&#224;.</span></p><p><span>No. </span><strong><span>Dovrebbe poterla ampliare, quella normalit&#224;.</span></strong></p><p><span>Sempre il Voice Dialogue infatti ci insegna che, una volta che hai visto le tue parti primarie da fuori, e te ne sei separato, vivi un momento di straniamento.</span></p><div class="callout-block" data-callout="true"><p style="text-align: center;"><em><strong><span>Perch&#232; inizi a sentire di poter essere qualcosa di diverso da quello che sei stat&#601; fino a quel momento.</span></strong></em></p></div><p><span>E se non fai un buon lavoro durante una sessione di Voice Dialogue, potrebbe venirti voglia di lasciare la tua vita e buttare tutto all&#8217;aria. Di giudicare e basta chi sei stato fino a quel giorno.</span></p><h3>Puoi riconoscere chi sei stat&#601; - e poi ampliarti</h3><p><span>Invece quando fai un lavoro completo, e ti prendi il tempo per costruire e stare al centro, in una posizione pi&#249; neutra, puoi crescere.</span></p><p><strong><span>Puoi riconoscere la bellezza di chi sei stat&#601; fino ad ora, delle tue radici. </span></strong><span>Nel mio caso, dell&#8217;italianit&#224; che scorre nelle mie vene.</span></p><p><span>Che mi porta a tagliare certe curve, a ragionare in fretta, ad essere flessibile (e infinite altre cose).</span></p><p><span>Ma poi </span><strong><span>ampliare le tue prospettive</span></strong><span>. E capire che le cose possono cambiare.</span></p><p><span>Che </span><strong><span>&#8220;si &#232; sempre fatto cos&#236;&#8221; non &#232; un motivo sufficiente per continuare a fare cos&#236;.</span></strong></p><h3>Piccoli atti di rivoluzione culturale </h3><p><span>Puoi raccogliere le carte da terra, anche quando non sono tue.</span></p><p><span>Puoi abbassare la voce in un luogo pubblico, tu per primo.</span></p><p><span>Puoi alzarti e cedere il tuo posto ad un anziano o ad un bambino anche se quel giorno sei stanco.</span></p><p><span>Puoi chiacchierare con uno sconosciuto ed interessarti a quella persona sinceramente, anche se ti trovi in una grande citt&#224;.</span></p><p><span>Puoi batterti per spazi verdi pi&#249; grandi, e soluzioni meno inquinanti.</span></p><div class="callout-block" data-callout="true"><p style="text-align: center;"><em><strong><span>E nello stesso modo puoi cambiare la tua vita. Cambiare lavoro, citt&#224;, rispettarti quando pensi a te stessa o a te stesso. Anche se gli altri non lo fanno.</span></strong></em></p></div><p><span>Puoi fare delle </span><em><span>piccole scelte quotidiane di amore</span></em><span>, anche se tutti intorno a te di solito preferiscono la critica.</span></p><p><span>Puoi </span><em><span>essere spirituale nel rispettare un albero,</span></em><span> anche se sei l&#8217;unica a farlo in tutto il quartiere.</span></p><p><em><strong><span>Possiamo essere rivoluzionari,</span></strong></em><span> o forse oserei dire &#8220;dobbiamo essere rivoluzionari&#8221;.</span></p><p><em><span>L&#8217;antropologia e la psicologia sono state due discipline profondamente rivoluzionarie a modo proprio.</span></em></p><p><span>E avere un piede in ognuna di esse mi regala un punto di vista sugli esseri umani che amo tantissimo.</span></p><div class="pullquote"><p style="text-align: center;"><strong><span>C&#8217;&#232; un ponte tra come costruiamo culture e viviamo all&#8217;interno della nostra cultura, e come costruiamo noi stessi e viviamo all&#8217;interno della nostra vita.</span></strong></p></div><p><span>E dato che il mio cervello non considerava Londra una vera alterit&#224;, si &#232; lasciato contagiare, e io ho potuto imparare molto su di me e sull&#8217;Italia.</span></p><p><em><strong><span>Lasciati contagiare anche tu da qualcosa di nuovo.</span></strong></em><span> Che sia un&#8217;idea, una cultura intera, una persona o una possibilit&#224;.</span></p><p><span>Metti in discussione i tuoi schemi rigidi.</span></p><p><strong><span>Immaginali diversi, e poi resta a vedere cosa accade in te.</span></strong></p><p><strong><span>Inserisci un piccolo atto di ribellione culturale nelle tue giornate: </span></strong><span>una domanda ad uno sconosciuto, una gentilezza casuale, una fiducia data a caso.</span></p><p><span>E poi osserva cosa accade. Non solo in te, ma anche negli altri con cui entri in contatto.</span></p><div class="callout-block" data-callout="true"><p style="text-align: center;"><em><strong><span>Le culture, come il cervello, plasmano loro stesse.</span></strong></em></p><p style="text-align: center;"><em><strong><span>E noi abbiamo questo potere costruttivo, che &#232; anche una grande responsabilit&#224;.</span></strong></em></p></div><p><em><strong><span>Come vuoi esercitarlo oggi?</span></strong></em></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. 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Insieme, <strong>convivendo in una armonia perfetta.</strong></p><div class="callout-block" data-callout="true"><p>Come se fosse cos&#236; naturale costruire il nuovo accanto al vecchio, senza demolirlo, ma continuando a curarlo al punto da farlo splendere ancora di pi&#249;.</p></div><p><strong>Esattamente come dovremmo fare con noi stesse</strong>, come il Voice Dialogue mi insegna ogni giorno (se non sai cosa sia il Voice Dialogue, <a href="/__u/substack.com/@silviaabrami/note/p-192203724?utm_source=notes-share-action&amp;r=282mss">ho scritto un articolo qui!</a>!)</p><p>Tutto cos&#236;, camminando.<br>Lasciandomi trasportare, con curiosit&#224;.</p><h3>Una metropoli che non ti fa perdere la dimensione umana</h3><p>Londra &#232; una citt&#224; da <strong>quasi 10 milioni di abitanti</strong> (pi&#249; i turisti) in cui c&#8217;&#232; <em><strong>silenzio</strong></em>.<br>Nella metro affollata, nei ristoranti, nei negozi.</p><p>Puoi trovare strade tranquille, alberate, colorate, ovunque.</p><p>Puoi trovare una pace assoluta a 5 fermate di metro dal centro pi&#249; affollato.</p><p>Londra ti mostra che <strong>siamo capaci di creare metropoli che non fanno perdere il contatto con la nostra dimensione umana.</strong></p><p>In cui le persone si alzano per far sedere una bambina in metro.<br>In cui si chiacchiera con proprietari di locali cos&#236;, per raccontarsi storie di viaggi e vite lontane.</p><p>Una citt&#224; in cui trovi tutto il mondo.<br>E che sa essere gentile.</p><p>Piena di supermercati biologici, con prodotti sfusi, sacchetti di carta.<br>Ma anche una disorganizzazione assurda nella raccolta differenziata: so che non &#232; perfetta, e che ci sono tante ombre, ma sono stata rapita da quanto impegno ci sia per prendersene cura.</p><h3>Quando un luogo tiene aperta la porta della mia Anima</h3><p>Mi sono sentita continuamente ispirata, ho avuto idee per cose da scrivere per i prossimi 6 mesi.<br>E l&#8217;ispirazione per me significa sentirmi a casa.</p><p><strong>Quando un luogo mi fa venir voglia di scrivere significa che tiene la porta della mia Anima aperta per la mia mente.</strong></p><p>Perch&#233; la mia Anima, ha SEMPRE voglia di scrivere. &#129315;</p><h3>Un mondo che le faceva paura &#232; diventato casa</h3><p>Mia figlia &#232; andata a scuola di inglese sapendone davvero 2 parole in croce (nonostante John, il mio compagno, sia un insegnante di inglese incredibile&#8230; ma lei con lui non ne ha mai voluto sapere di parlare inglese&#8230; ovviamente!&#128518;).</p><p>Il primo giorno aveva (giustamente) paura: riuscir&#242; a capire? Come far&#242; a fare amicizia?</p><p>&#200; un passo dopo l&#8217;altro, si &#232; lasciata accompagnare in un mondo dove pu&#242; giocare con bambine tedesche, turche, spagnole, senza parlare la stessa lingua.</p><p>E mi commuove immensamente questa idea.</p><p>Stamattina, ha capito perfettamente uno scambio tra John e l&#8217;insegnante, mostrandoci quanto abbia imparato in queste settimane.</p><p><strong>Un mondo che le faceva paura &#232; diventato casa:</strong> ieri sera mi ha detto che non &#232; ancora pronta a tornare a casa, che vorrebbe restare ancora.</p><p>Come spesso capita, lei &#232; una piccola e grande insegnante di vita. Cos&#236; tenera, cos&#236; forte. &#10084;&#65039;</p><h3>Non &#232; il luogo. &#200; la possibilit&#224; del viaggio.</h3><p>E oggi camminavo per Hampstead, con tutto questo nel cuore, da sola, con il naso all&#8217;ins&#249;, i brividi e le lacrime che affioravano dietro le palpebre.</p><p>Il cuore colmo di gioia, commozione e nostalgia.<br>Non per Londra in s&#232;, che lasceremo tra 2 giorni, ma per me, per noi, per la vita.</p><p>E mi sono ricordata che <strong>queste sensazioni le provo sempre, nel mondo, quando vivo in un posto abbastanza a lungo.</strong></p><p>Le ho provate a Malaga, a Kathmandu, a Mumbai, a Bali.<br>E ho capito che non &#232; il luogo in s&#232; ma la possibilit&#224; del viaggio.<br>Il viaggio in posti non a caso, ma che mi chiamano.</p><p>Possono essere anche opposti tra loro, come Londra e una clinica in India, ma se &#232; stata l&#8217;Anima a portarmi l&#236;, quelle stesse parti di me faranno capolino.</p><h3>Abbi paura, ma poi vai</h3><p>Vi auguro di trovare luoghi, scelte, strade di vita e persone cos&#236; nella vostra vita: <strong>che vi facciano venire voglia di camminare. Ancora e ancora e ancora.</strong><br>Per scoprirle, e <strong>scoprire soprattutto chi siete mentre le scoprite.</strong></p><p>Vi auguro di avere il coraggio di buttarvi in quelle avventure, come Gaia Luna, con il suo zainetto rosa, il suo primo giorno di scuola qui a Londra.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!8UTS!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff0d4b319-fd4c-4cee-bcd1-12008f8a2b3d_1206x1589.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!8UTS!, /__u/silviaabrami.substack.com/w_424, /__u/silviaabrami.substack.com/c_limit, /__u/silviaabrami.substack.com/f_webp, /__u/silviaabrami.substack.com/q_auto:good, 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Perch&#233; sapeva che dietro le sue spalle avrebbe sempre trovato noi.<br>Non aveva bisogno di vederci. Sapeva che eravamo l&#236;.</p><p>Ecco, &#232; cos&#236; che vi auguro di viaggiare nella vita, che sia in un luogo fisico o nelle infinite scelte che fate ogni giorno.</p><div class="pullquote"><p>Quindi abbi paura, ma poi vai.<br>Abbi paura, ma ricorda che la Vita &#232; sempre alle tue spalle a sostenerti.</p></div><p>Grazie Londra per tutta questa pelle d&#8217;oca.<br>Ci vediamo l&#8217;anno prossimo. &#9829;&#65039;</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Perché i professionisti che non integrano il coaching resteranno indietro ]]></title><description><![CDATA[Ho formato quasi 200 professionisti e ho visto cosa succede a chi ha le strategie giuste ma clienti bloccati. Una verit&#224; scomoda sul mercato di oggi e come sfruttarla a tuo vantaggio.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/perche-i-professionisti-che-non-integrano</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/perche-i-professionisti-che-non-integrano</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 06:01:42 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/2771eb76-7392-4d0b-a6a9-b5e5d3b11885_1920x1280.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h3>Perch&#233; i professionisti che non integrano il coaching resteranno indietro</h3><p>In questo periodo sto lavorando intensamente all&#8217;evoluzione della mia Scuola di Coaching, che esiste dal 2020 e ha formato quasi 200 professionist&#601; in questi 6 anni. </p><p>Mi sono accorta di quanto spazio non le stavo dando nella mia comunicazione: perch&#233; si &#232; sempre venduta da sola, grazie al passaparola, e hai risultati incredibili che portiamo all&#601; nostr&#601; alliev&#601;.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>E ho capito quanto invece sia importante parlarne di pi&#249;, perch&#233; <strong>il coaching</strong> - puro e integrato nella propria professione - <strong>rappresenta il futuro di chi non vuole restare indietro e veder collassare il proprio lavoro.</strong></p><p>Quindi oggi rimedio, e <em><strong>ti racconto una cosa che ho capito gi&#224; 3 anni fa, quando ancora nessuno ne parlava.</strong></em></p><p>Ma partiamo dall&#8217;inizio.</p><p>Devi sapere che ho iniziato a formare coach nel 2020, appena usciti dal primo lockdown, perch&#233; <em>mi &#232; stato letteralmente chiesto da diverse persone che non si conoscevano tra loro</em>.</p><p>In questi 6 anni <strong>ho formato quasi 200 persone a livello professionale</strong>, e ho imparato tanto.</p><p>Una delle cose pi&#249; importanti che ho imparato &#232; che <em><strong>insegnare &#232; un&#8217;arte e che fa per me</strong></em>: formare coach e professionisti &#232; stato il prossimo passo della mia vita professionale.</p><p>E poi ho capito un&#8217;altra cosa, davvero importante:</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p style="text-align: center;"><em><strong>i professionisti della relazione d&#8217;aiuto e della consulenza che non integrano il coaching nella propria professione, resteranno indietro.</strong></em></p></div><p><strong>E ne ho le prove.</strong></p><div><hr></div><h3>Le migliori strategie del mondo non bastano</h3><p>Negli ultimi anni ho accompagnato pedagogiste, nutrizioniste, consulenti di marketing, consulenti di business e finanziari, naturopate, personal trainer, e anche educatrici cinofile ad <strong>integrare il coaching nel proprio lavoro</strong>.</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p style="text-align: center;"><em><strong>Perch&#233; puoi avere in mano le migliori strategie del mondo, ma se il tuo cliente non riesce a metterle in atto, verrai comunque percepit&#601; come inefficace.</strong></em></p></div><p>La maggior parte delle persone <strong>non riescono a mettere in atto le indicazioni che ricevono perch&#233; hanno dei blocchi.</strong></p><p>Blocchi che non hanno nulla a che fare con le strategie in s&#233;, ma hanno a che fare con la <strong>propria mente, le proprie emozioni, i propri schemi.</strong></p><div><hr></div><h3>Cosa succede quando quegli schemi non vengono sbloccati</h3><p>Senza sbloccare quegli schemi le tue consulenze non funzioneranno, portando a diversi <em><strong>risultati disastrosi</strong></em>, riassumibili cos&#236;:</p><ul><li><p><strong>Sofferenza del cliente</strong>: non c&#8217;&#232; niente di peggio di investire denaro in un percorso e non ottenere risultati. </p><p>Non solo perdi l&#8217;investimento economico ma <em>la tua autostima peggiora</em>, perch&#233; le persone sono naturalmente portate a pensare &#8220;sono io che ho qualcosa che non va&#8221;. </p><p><strong>Praticamente si fa del male ai clienti invece di aiutarli</strong> (in Autentica ho almeno 2 allieve che sono <strong>andate 1 anno in terapia dopo un percorso di marketing</strong> che non le ha aiutate a sbloccarsi nonostante le giuste strategie).</p></li><li><p><strong>Perdita di clienti</strong>: clienti <strong>frustrati e insoddisfatti</strong>, che vanno da un <em><strong>concorrente</strong></em> che ha capito questa cosa tempo fa e si &#232; adeguatamente formato.</p></li><li><p><strong>Pubblicit&#224; negativa</strong>: nel frattempo diranno in giro <em><strong>&#8220;s&#236; ho fatto un percorso con lei/lui ma non ha funzionato&#8221;</strong></em>.</p></li></ul><div><hr></div><h3>Il mercato se ne sta accorgendo</h3><p>Stanno nascendo sempre pi&#249; figure professionali complete, che uniscono la strategia al coaching.</p><p><strong>Le mie allieve che 2-3 anni fa hanno iniziato a farlo, adesso stanno dominando il loro mercato.</strong></p><p>Penso a <strong>Silvia</strong>, una pedagogista, che &#232; cresciuta in modo incredibile sui social, ha pubblicato un libro, e ha creato insieme ad altre mie allieve un master dedicato ai professionisti come lei.</p><p>Ad <strong>Alice</strong>, una nutrizionista, che ha creato un metodo per liberarsi della bilancia e delle diete e perdere peso lo stesso, attraverso una consapevolezza di s&#233; profonda.</p><p>A <strong>Elena</strong>, la prima coach cinofila italiana, che ha l&#8217;agenda talmente piena che stiamo creando una scuola di coaching cinofilo insieme, per formare altre educatrici cinofile nel metodo che lei ha creato con noi e sta portando avanti con incredibile successo.</p><p>E potrei continuare all&#8217;infinito!</p><p><strong>Anche se ti occupi di business questo aspetto &#232; fondamentale: il mio percorso Autentica &#232; andato sold out in pochi giorni al suo primo lancio.</strong></p><p>Perch&#233; finalmente non si lavora solo sulla strategia di comunicazione, ma anche su cosa blocca le professioniste nel comunicare in modo potente ed efficace.</p><p>Ho scelto di creare un podcast che racconti queste storie, arriver&#224; presto.</p><div><hr></div><h3>Un&#8217;opportunit&#224; che non torner&#224;</h3><p><strong>Questo &#232; il momento giusto per adeguarsi ai tempi che cambiano, alle esigenze che il tuo mercato ti sta mostrando.</strong></p><div class="callout-block" data-callout="true"><p style="text-align: center;"><span>Il coaching sta diventando l&#8217;elemento che distingue un qualsiasi professionista completo, da un generico &#8220;consulente&#8221; che non riesce pi&#249; ad aiutare davvero i propri clienti.</span></p></div><p><span>Ormai non basta pi&#249; saper dare una dieta per essere una brava nutrizionista. </span></p><p><span>Non basta pi&#249; fare una buona strategia per essere un buon consulente di marketing. </span></p><p><span>Non basta pi&#249; dire ad un genitore come dovrebbe comportarsi per aiutare i propri figli.</span></p><p><em><span>Oggi, se vuoi fare un buon lavoro e non creare clienti insoddisfatti e frustrati, devi aiutarli a sbloccarsi.</span></em></p><p><strong><span>Sbloccarsi mentalmente, emotivamente e nella capacit&#224; di agire.</span></strong></p><p><span>Ecco perch&#232; integrare il coaching nel proprio lavoro &#232; ormai pi&#249; che fondamentale.</span></p><div><hr></div><h3>So che &#232; successo anche a te</h3><p>Sono sicura che sai di cosa sto parlando, che hai avuto pi&#249; di un cliente a cui <em>hai messo in mano strategie perfette </em>per lui o per lei, studiate nei minimi dettagli. Facili da seguire, da mettere in pratica senza stress.</p><p><em>Ci hai messo la tua immensa competenza,</em> la tua esperienza, e la tua grande capacit&#224; relazionale.</p><p>Hai presentato al tuo cliente la strategia con <em>attenzione, cura, precisione</em> e magari anche amorevolezza.</p><p>Il cliente potrebbe averti detto &#8220;oddio che figata, ma sar&#242; all&#8217;altezza?&#8221; oppure &#8220;oddio che figata, ma io non ce la far&#242; mai!!&#8221;, o i tuoi preferiti &#8220;wow ma &#232; perfetto, grazie! Da domani la applicher&#242;!!&#8221;</p><p><strong>E poi il vuoto o la fatica.</strong></p><p>Nel migliore dei casi il cliente ti ha condiviso il suo blocco, ti ha detto che tu sei stat&#601; incredibile ma evidentemente lui/lei hanno qualcosa che non va.</p><p>Nel peggiore dei casi il cliente &#232; sparito, non ti ha pi&#249; risposto o aggiornato e tu ti stai ancora chiedendo cosa hai sbagliato.</p><p>Oppure hai accettato l&#8217;idea che succede che alcuni clienti non ce la facciano.</p><p>Ma allora perch&#232; a quel tuo competitor non capita?</p><div><hr></div><h3>Perch&#233; accade e come non farlo accadere pi&#249;</h3><p>Qualche mentore potrebbe averti convint&#601; del fatto che sia normale, ed &#232; vero.</p><p>Esistono i clienti che, per quanto il nostro impegno sia massimo, non hanno in quel momento le risorse per portare fino in fondo la propria trasformazione o i propri obiettivi.</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p style="text-align: center;"><em><strong>Ma se non hai fornito a quel cliente degli strumenti per sbloccarsi a livello mentale ed emotivo, non stai facendo il massimo.</strong></em></p></div><p>E non hai bisogno di un&#8217;altra laurea, o un ennesimo corso tecnico per migliorare.</p><p>Hai bisogno di renderti conto di una verit&#224; banale, ma potente:</p><div class="pullquote"><p><em><strong>I tuoi clienti sono persone e le persone sono tridimensionali. </strong></em></p></div><p>Fino ad ora tu hai preso in considerazione solo una parte dei tuoi clienti: <em><strong>la corteccia prefrontale</strong></em>. La parte logico-razionale per cui 1+1 fa sempre 2.</p><p>Ma sai con quali parti di noi prendiamo decisioni? Raramente solo con quella parte.</p><p>Anzi, di solito, quando ci sono blocchi ed insicurezze, sfiducia, perfezionismo, bisogno di controllo (ad esempio, ma i blocchi possono essere infiniti!) non si arriva neanche alla corteccia prefrontale.</p><p><strong>Decidi molto pi&#249; in fretta con parti del cervello </strong>(come l&#8217;amigdala) <strong>che sono velocissime, emotive, istintive, e che seguono regole diversissime dalla razionalit&#224;.</strong></p><p>Leggi del tipo &#8220;se mi mostro e va male rester&#242; solo al mondo, fallir&#242; completamente e nessuno mi amer&#224; pi&#249;&#8221;. Per cui quel post su instagram non viene pubblicato.</p><p>Oppure emozioni incontrollate di rabbia, paura che prendono il sopravvento.</p><p>O meccanismi di distrazione che mandano in confusione o fanno rimandare le azioni che sappiamo di dover fare.</p><p>Noi funzioniamo cos&#236;, anche tu funzioni cos&#236;.</p><p>Per questo se vuoi che un tuo cliente scelga di mettere in atto le strategie che tu gli indichi, devi saper agire al livello pi&#249; profondo e potente della corteccia prefrontale e razionale.</p><p>A livello in cui 1+1 pu&#242; fare anche 11. O infinito.</p><p>Ecco, <em><strong>il coaching &#232; quella formazione che pu&#242; permetterti di fare tutto questo.</strong></em></p><p>E se scegli la scuola giusta, questa evoluzione non sar&#224; solo professionale, ma anche personale: perch&#232; anche tu hai certamente dei blocchi che ti stanno ostacolando e fermando da tempo (come me e tutti gli altri esseri umani!).</p><p>E <em><strong>la giusta scuola di coaching si occuper&#224; prima della tua consapevolezza ed evoluzione e poi della formazione pi&#249; professionale e tecnica.</strong></em></p><p>Ho scritto una guida per aiutarti a scegliere la scuola di coaching pi&#249; adatta a te, <strong><a href="/__u/substack.com/@silviaabrami/note/c-295978518?utm_source=notes-share-action&amp;r=282mss"><span data-color="#0000ff" style="color: rgb(0, 0, 255);">la trovi qui.</span></a></strong></p><p>Se vuoi confrontarti su quello che ti ho scritto, hai domande, vuoi sapere se questo ragionamento vale anche per la tua professione sono disponibile a parlarne insieme nei commenti!</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. 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Dopo aver formato quasi 200 alliev&#601;, ecco i parametri concreti per scegliere quella giusta per te, oltre il marketing.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/come-scegliere-una-scuola-di-coaching</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/come-scegliere-una-scuola-di-coaching</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 06:02:11 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/e5c8cb9f-9e53-46c2-8302-7c933ed05a4d_6000x4000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div><hr></div><h3>Come scegliere una scuola di coaching: i parametri che nessuno ti dice</h3><p>Hai ormai chiaro che il coaching &#232; la tua strada, oppure sei un&#601; consulente che non vuole restare fuori dal mercato e vuole integrare il coaching nella propria professione?</p><p>Ti piacerebbe diventare Life Coach, ma non sai quale scuola scegliere?</p><p>Ti capisco: in Italia ce ne sono <em><strong>tantissime</strong></em>.</p><p>E te lo dice una che era una ragazzina quando ha cominciato, che di scuole ne ha frequentate almeno 3... e che alla fine ne ha pure creata una 6 anni fa! </p><p>Ma tranquill&#601;, questo articolo non vuole essere una pubblicit&#224; alla mia scuola.<br>Voglio proprio accompagnarti nella scelta, darti dei parametri concreti con cui tu possa valutare tra le decine di proposte che puoi trovare online.<br><em>E non &#232; detto che alla fine la mia opzione risulti la migliore per te.</em></p><p>Perch&#233; c&#8217;&#232; una cosa che devi sapere: <strong>alcune scuole sono bravissime nel marketing.</strong></p><p><strong>Investono in consulenti, ads, strategie&#8230; </strong></p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><em>Ma essere bravi nel marketing non vuol dire essere bravi a formarti nel coaching.</em></p></div><p>Sono due cose molto, molto diverse.</p><p>Quindi facciamo cos&#236;: ti lascio una vera e propria lista da spuntare mentre ti informi e ti interfacci con le varie scuole.</p><p><em>Cos&#236; potrai scegliere con consapevolezza e senza farti attirare da paroloni e false promesse.</em></p><p>Iniziamo.</p><div><hr></div><h3>1. La certificazione: tutta la verit&#224; sulle associazioni</h3><p>Tante scuole vengono scelte perch&#233; hanno una certificazione di qualche associazione di categoria: queste scuole puntano quasi tutto sul fatto che la certificazione sia essenziale per lavorare in Italia o all&#8217;estero.</p><p>Ecco, <strong>parti dal presupposto che &#232; proprio una menzogna.</strong></p><p><strong>Nel senso di bugia vera e propria.</strong></p><p>E ti spiego anche perch&#232;: il coaching non &#232; riconosciuto dallo Stato Italiano come una professione di cura, ma come una professione consulenziale. Non esiste un albo.</p><p>E, purtroppo, chiunque pu&#242; dire di essere un coach senza aver frequentato alcuna scuola. &#200; agghiacciante, ma &#232; cos&#236;.</p><p>Quando ho aperto partita iva nessuno mi ha chiesto il diploma delle scuole seguite e men che meno se fossi iscritta ad una associazione.</p><p>C&#8217;&#232; un unico ambito in cui pu&#242; esserti (forse) utile avere un&#8217;associazione alle spalle: se vuoi lavorare con alcune grosse aziende, come coach interno, la certificazione potrebbe servirti, in particolare ICF.</p><p>Ma davvero solo in quel caso.</p><p>Io partecipo a bandi regionali ed Europei con associazioni da molti anni, e neanche l&#236; mi chiedono alcuna certificazione.</p><p><strong>Io sono iscritta ad un&#8217;associazione, Asso.Co.Pro. e ho convenzionato anche la mia scuola Professione Coach, </strong>in modo che le mie allieve possano iscriversi diversamente all&#8217;associazione una volta diplomate.</p><p><em>Ma perch&#232; l&#8217;ho fatto?</em></p><p>Perch&#232; &#232; importante <strong>fare rete, aderire ad un codice etico, restare aggiornat&#601; sulle normative, aggiornarsi</strong>.</p><p>Asso.Co.Pro. mi piace perch&#232; &#232; un&#8217;associazione giovane, aperta, attenta e non costrittiva (come invece lo sono tristemente tutte le altre associazioni che ho conosciuto), e la consiglio alle mie allieve da quando esiste.</p><p>Ma <strong>non ti consiglierei mai di scegliere una scuola in base all&#8217;associazione a cui appartiene.</strong> Ho avuto decine di allieve che avevano scelto cos&#236; la loro prima scuola di coaching e poi avevano avuto bisogno di continuare a formarsi perch&#232; la preparazione ricevuta non era stata sufficiente.</p><p>Sai qual &#232; la verit&#224; scomoda? Che <em><strong>le persone che si rivolgono a un coach non vanno a controllare se sei iscritta a un&#8217;associazione.</strong></em><br>In Italia spesso non sanno neanche cosa siano. &#128517;</p><p>Ti scelgono per come ti presenti, comunichi. Per il tuo stile, i risultati che porti ai tuoi clienti, per la sensazione di sicurezza e fiducia in ci&#242; che fai.</p><p>E per avere tutto questo una certificazione non basta.</p><p>Ultima cosa da ricordare su questo tema: <strong>puoi frequentare una scuola non certificata e fare domanda ad una associazione dopo. </strong>Nessuna associazione ha interesse a tenerti fuori &#8212; sono fatte di coach come te, che vogliono creare rete e crescere insieme.</p><div><hr></div><h3>2. La durata: diffida di chi ti promette tutto in 5 giorni (o in meno di 6 mesi)</h3><p>Qui vado dritta al punto: ti <strong>sconsiglio</strong> vivamente qualsiasi scuola che rilasci certificati <strong>solo online.</strong></p><p>Un video corso e via, diploma in mano.</p><p>O che <strong>duri meno di 6 mesi.</strong></p><p>Tu davvero metteresti la tua trasformazione nelle mani di qualcuno che ha studiato soltanto online, che <em><strong>non ha avuto voglia di investire del tempo in un&#8217;aula per formarsi?</strong></em></p><p>A me verrebbero i <em>brividi</em>.</p><p>E lo stesso vale per le scuole intensive: una scuola che ti chiude in un&#8217;aula per una settimana e poi ti d&#224; il certificato non &#232; una scuola seria.</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p>Il coaching &#232; un lavoro che si fa <strong>con le persone</strong>. </p><p>E per impararlo serve <strong>tempo</strong>, <strong>pratica e lavoro su se stess&#601; (tanto)</strong>.</p></div><p>Dopo vent&#8217;anni che faccio questo lavoro, ho capito una cosa: <strong>il coaching &#232; un lavoro artigianale.</strong></p><p>Immagina di dover imparare a fare la liutaia &#8212; quella che crea violini e chitarre a mano.<br>Credi che ci metta 5 giorni?<br>Deve insegnare alle sue mani a muoversi in un certo modo, a riconoscere come il legno cambia quando la lavorazione &#232; giusta, a sentire le vernici.</p><p>Ecco: <strong>immaginati come una liutaia di emozioni, di menti, di anime.</strong> &#10084;&#65039;</p><p>Devi imparare con la pratica a centrarti, a sentire le persone, a sintonizzarti, ad ascoltarle.</p><p>E attenzione, il punto non &#232; quante nozioni ti possono passare in poco tempo &#8212; quelle le trovi anche in un libro.<br>Il punto &#232; che <strong>in meno di sei mesi non hai il tempo </strong><em><strong>tuo</strong></em><strong>: il tempo di farti venire dei dubbi, avere momenti di difficolt&#224;, parlarne con i docenti, superarli. Scoprire le tue rigidit&#224;, le tue insicurezze, lavorarci per non proiettarle in futuro sui clienti.</strong></p><p>Perch&#233; quando la scuola finisce, <em><strong>tu sei da sol&#601; col tuo cliente.</strong></em><br>E i clienti sono persone vere, con le proprie difficolt&#224; e i suoi sogni, che ha delle aspettative e ti paga per questo.</p><p>Per me una scuola che dura meno di sei mesi non &#232; seria. Punto.<br>(Professione Coach, la scuola che ho fondato, dura 10 mesi circa, ad esempio)</p><div><hr></div><h3>3. Gli strumenti: il coaching non si fa solo con le domande</h3><p>Scegli una scuola che abbia un approccio che ti piace.</p><p>Come fai a saperlo? Relazionati con la scuola: <strong>osserva come si fa portatrice di cambiamento, quali sono i suoi valori, quali strumenti utilizza ed insegna.</strong></p><p>Perch&#233; il coaching &#232; una professione <strong>pratica</strong>: non si fonda solo sul dialogo, ma sul dare strumenti ai clienti, accompagnandoli in cambiamenti concreti.</p><p>Non possiamo fare coaching soltanto con le domande.</p><p>Questo &#232; il mio punto di vista, eh &#8212; ci sono coach che la pensano diversamente. Ma ti condivido quello che ho imparato in vent&#8217;anni e centinaia di persone accompagnate.</p><p>Quando una persona &#232; bloccata davvero, non l&#8217;aiuti a sbloccarsi solo con dei ragionamenti efficaci. Perch&#232; <strong>i blocchi pi&#249; forti non sono razionali, sono emotivi.</strong></p><p>E per lavorare sulle emozioni, servono strumenti che lavorino ad un livello diverso dalla razionalit&#224;.</p><p>Una scuola che non ti passa strumenti rischia di lasciarti, alla fine, un po&#8217; pover&#601;.<br>Potresti trovarti davanti al tuo primo cliente bloccato e pensare: <em><strong>&#8220;Ok, ma adesso in pratica cosa faccio? Cosa dico? Come lo aiuto a sbloccarsi?&#8221;</strong></em></p><p>Ecco, sincerati che la scuola che scegli ti prepari a quel momento.</p><p>in Professione Coach insegno il mio esatto metodo: pratico, concreto, che raccoglie 4-5 approcci diversi. Respiro, problem solving strategico, meditazioni, visualizzazioni, intelligenza emotiva, lavoro sulle parti di S&#232; (Voice Dialogue).</p><p><em><strong>Perch&#233; non siamo tutti uguali &#8212; e magari un modo di lavorare &#232; nelle tue corde, un altro no.</strong></em></p><div><hr></div><h3>4. Una buona scuola ti aiuta a esprimere te stess&#601; (non a diventare un clone)</h3><p>Questo &#232; il parametro a cui quasi nessuno pensa. E invece &#232; fondamentale per lavorare davvero come coach dopo aver ottenuto il diploma.</p><p>Una buona scuola deve aiutarti a trovare <strong>il tuo modo</strong> di essere coach.</p><p>Magari sei bravissima nel dialogo, nell&#8217;entrare in sintonia.<br>Magari hai un modo meraviglioso di accompagnare le persone con la voce.<br>Magari hai una capacit&#224; immaginativa e creativa che &#232; tutta tua.</p><p>Oppure hai gi&#224; avuto delle esperienze, o hai gi&#224; una professione consulenziale (naturopata, osteopata, pedagogista, esperta di marketing o di business, psicologa, nutrizionista&#8230;) </p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong>In Professione Coach partiamo da ci&#242; che gi&#224; sei, e da l&#236; scegliamo insieme gli strumenti pi&#249; adeguati a te. Quelli che ti fanno sentire espress&#601;, che ti fanno stare bene nel tuo lavoro.</strong></p></div><p>Non voglio che diventi un clone di Silvia Abrami.<br>Grazie a Dio ne abbiamo gi&#224; una. ed &#232; pi&#249; abbastanza. &#128514;</p><p>Se una scuola non prevede una parte di percorso dedicata esclusivamente alla personalizzazione del metodo, ti sta togliendo qualcosa di importante.</p><p>Come fare a saperlo? Chiedi in modo diretto quanto tempo viene dedicato ad accompagnare gli allievi nella costruzione del proprio metodo di coaching.</p><p>Purtroppo ti accorgerai che la maggior parte delle scuole non sapr&#224; cosa risponderti.</p><h3>5. Tu sei al centro della formazione e non viceversa</h3><p>Come si fa a capire se una scuola ha davvero spazio per te?<br>Beh, intanto guarda quanti siete in classe: in 25 &#232; impossibile che lavorino specificamente su di te. Anche in 15 si fa fatica.</p><p>Certo &#232; pi&#249; funzionale economicamente e a livello logistico, ma questo &#232; un problema della scuola che frequenti, non tuo.</p><p>Io ho scelto che le classi in Professione Coach sono di massimo 6/7 persone proprio per questo. Perch&#232; tante volte se non capivo a fondo qualcosa non c&#8217;era il tempo per approfondire la mia specifica difficolt&#224;.</p><p>Se avevo un blocco dovevo risolvermelo da sola, a nessuno interessava come stessi in quel momento veramente.</p><p>Tu preferiresti farti seguire da un professionista che ha osservato per imparare o che &#232; stato attentamente osservato, accompagnato, ascoltato, che ha ricevuto feed back ed &#232; stato aiutato a superare i propri blocchi?</p><h3>6. Il lavoro personale su di te fa parte della formazione</h3><p>Questo punto e il prossimo per me sono i due pi&#249; importanti.</p><p>Le relazioni umane fanno emergere in noi insicurezze, rigidit&#224;, schemi.</p><p>Proiettiamo sugli altri le nostre paure, i nostri giudizi, la nostra storia familiare. E con i clienti questo capita in modo particolare, non a caso.</p><p>La Vita &#232; generosa, e porta sul nostro cammino persone che possano insegnarci qualcosa, che ci permettano di evolvere. I clienti non fanno eccezione.</p><p>Inoltre quando impariamo un nuovo mestiere vengono fuori tante insicurezze, tante fragilit&#224;. <strong>E se nessuno ti aiuta a prendertene cura, rischi di trovarti col diploma in mano, gli strumenti in mano... e tante paure che ti bloccano prima ancora di iniziare.</strong></p><p>Sapevi che <strong>la sindrome dell&#8217;impostore &#232; tra le prime cause di non guadagno di chi &#232; coach o consulente?</strong></p><p>Davvero credi che dipenda solo da un problema di competenze ed esperienza?</p><p><strong>L&#8217;80% della sindrome dell&#8217;impostore dipende da come stai con te stess&#601;.</strong></p><p>Io negli anni ho dovuto investire almeno il doppio di quanto avessi investito nella formazione per lavorare su me stessa. Quando ho creato la mia scuola, per me &#232; stato impensabile lasciare allo stesso destino chi ha fiducia in me e diventa nostro alliev&#601;.</p><p>Non esiste. </p><p>Non formiamo calzolai con le scarpe rotte: tu sarai sempre al centro della nostra attenzione, a 360 gradi, e sarai praticamente obbligat&#601; a lavorare su di te, insieme a noi durante tutta la tua formazione. &#10084;&#65039;</p><div><hr></div><h3>7. La pratica con clienti reali (il parametro pi&#249; importante di tutti)</h3><p>L&#8217;ho lasciato per ultimo perch&#233; voglio dargli lo spazio che merita.</p><p>La maggior parte delle scuole in Italia ti fa fare pratica in classe, tra compagni di corso.<br>Ma non ti segue nella pratica con i clienti <strong>reali</strong>.</p><p>E questo, per me, &#232; un gap enorme.</p><p>Perch&#233; quando hai il tuo bel certificato in mano, poi &#232; con le persone vere che lavori, lo abbiamo gi&#224; detto. Persone che non sanno che esercizi farete, che non sono l&#236; per sostenerti. Persone normalissime, con le loro paure, i loro dubbi, le loro fragilit&#224;.</p><p>E che ti danno del denaro (te lo ripeto, perch&#232; parlare di soldi in Italia &#232; sempre faticoso, ma una professione si distingue da un hobby perch&#232; prevede uno scambio di denaro&#128584;).</p><p>Come riconoscere una pratica ben supervisionata?</p><ul><li><p>metti in pratica da subito, passo dopo passo, non alla fine </p></li><li><p>lavori con persone vere, che sanno di essere tester di un percorso formativo, e sanno che il percorso sar&#224; supervisionato. Loro vengono seguite gratuitamente e in cambio tu puoi sperimentare insieme a loro</p></li><li><p>ogni singola sessione di un percorso viene supervisionata (almeno 8-10 sessioni per percorso)</p></li><li><p>vengono supervisionati almeno 2 casi, meglio 3</p></li><li><p>come tu ti senti durante le sessioni che conduci fa parte della supervisione, perch&#232; influisce sulla relazione che crei con i clienti: quindi ti viene anche indicato su cosa potresti lavorare anche a livello personale per migliorare</p></li></ul><p>Nella scuola Professione Coach seguiamo tre casi reali insieme, per almeno 8 sessioni ciascuno, con una supervisione <strong>sessione per sessione</strong>. Ogni singola sessione, dall&#8217;inizio alla fine. E con 4 supervisor diverse, in modo daa non avere sempre lo stesso tipo di feed back.</p><h3>Il punto che devi avere chiaro</h3><p>Tu non vuoi investire tra i 4000 e i 10.000&#8364; in una scuola che ti dia un pezzo di carta.</p><p>Tu vuoi imparare una professione che ti cambi la vita, o che faccia evolvere in modo pi&#249; che determinante la tua professione.</p><p>Questi parametri ti aiutano a trovare un percorso formativo che ti porti a questo obiettivo, che, dal mio punto di vista, &#232; l&#8217;unico che conta.</p><p>Il resto &#232; marketing. </p><div class="callout-block" data-callout="true"><p style="text-align: center;">La promessa di una scuola dovrebbe essere davvero semplice: <em><strong>faremo tutto ci&#242; che serve perch&#232; tu ti senta in grado di lavorare come coach alla fine della scuola. </strong></em></p></div><p>(Che non significa sostituirsi a te, mi sembra ovvio. Il tuo impegno deve essere pi&#249; che massimo, ma a parit&#224; di impegno da parte tua, questi parametri fanno una enorme differenza.)</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">This Substack is reader-supported. 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Capire se possiamo funzionare bene insieme.<br>Anche perch&#233; vi seguo cos&#236; tanto passo passo che ogni coach che esce dalla scuola resta in contatto con noi, per sempre (se vuole eh!! &#128514;). &#10084;&#65039;</p><p>Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi, se hai trovato utilit&#224; in questa guida, se hai altri dubbi che posso aiutarti a sciogliere rispetto ad altre caratteristiche delle scuole di coaching.</p><p>Ti aspetto nei commenti.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Uno schermo ti dice quanto vali. E tu glielo lasci fare. ]]></title><description><![CDATA[Siamo sempre connessi. Allora perch&#233; ci sentiamo cos&#236; soli?]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/uno-schermo-ti-dice-quanto-vali-e</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/uno-schermo-ti-dice-quanto-vali-e</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:23:11 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/839536c0-d7f5-451b-ab95-de7f1aec0d78_6000x4000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2><strong><span>Le persone si sentono sole.</span></strong></h2><p><span>C&#8217;&#232; un grande disagio che pervade la nostra societ&#224;.</span></p><p><span>Attraversa gli animi, spiazza e spesso, terrorizza.</span></p><p><span>Lo sento nelle condivisioni di chi mi scrive, nei temi portati dalle mie clienti nei percorsi.</span></p><p><span>Le persone si sentono sole.</span></p><p><span>E fa sorridere </span><strong><span>nell&#8217;epoca in cui siamo pi&#249; connessi virtualmente che sia mai esistita.</span></strong></p><p><span>Ma credo che il punto stia in quel &#8220;</span><em><span>virtualmente</span></em><span>&#8221;.</span></p><h2><strong><span>Da connessione a vetrina.</span></strong></h2><p><span>I social sono nati come mezzo di connessione tra le persone: il buon vecchio facebook delle origini dove trovavi i tuoi compagni delle elementari, chi &#232; abbastanza anziano da ricordarselo come me? &#128514;</span></p><p><span>Ma poi sono diventati una vetrina che mostra chi vorremmo essere o chi pensiamo di dover essere.</span></p><p><strong><span>Una rincorsa costante </span></strong><span>per avere l&#8217;attenzione delle persone, la fretta di stare sul pezzo, l&#8217;ansia di non perdersi l&#8217;ultimo trend: accade qualcosa e dopo un&#8217;ora i caroselli sono gi&#224; pieni di post che richiamano quell&#8217;accadimento.</span></p><h2><strong><span>La senti anche tu l&#8217;ansia di tutto questo?</span></strong></h2><p><em><span>Senti anche tu come questo non sia sano?</span></em></p><p><span>Non &#232; sano </span><strong><span>mentalmente</span></strong><span>, perch&#233; la nostra mente si nutre di presenza in noi stessi, di cose fatte al giusto ritmo, di pause prima e dopo le performance.</span></p><p><span>Non &#232; sano </span><strong><span>emotivamente</span></strong><span> perch&#233; ci porta costantemente fuori da noi stessi, facendoci sentire inadeguati.</span></p><p><span>Non &#232; sano </span><strong><span>fisicamente</span></strong><span> perch&#233; lo stress ci fa ammalare, letteralmente.</span></p><p><span>Osserva il </span><strong><span>paradosso</span></strong><span>: inizi a comunicare sui social perch&#233; vuoi stare in contatto, o far crescere il progetto dei tuoi sogni.</span></p><p><strong><span>Desideri essere di pi&#249;:</span></strong><span> pi&#249; felice, pi&#249; ricca, pi&#249; forte.</span></p><p><span>E dopo poco accade esattamente l&#8217;opposto: ti senti in gabbia, inadeguata, sempre attaccata ad uno schermo.</span></p><p><span>Uno schermo che ti dice quanto vali.</span></p><h2><strong><span>Uno. Schermo. Ti. Dice. Quanto. Vali.</span></strong></h2><p><span>L&#8217;hai letta bene questa frase?</span></p><p><span>Perch&#233; &#232; agghiacciante. E la cosa pi&#249; agghiacciante &#232; che questa frase rispecchia la realt&#224; di molte persone.</span></p><p><span>E ti dir&#242; di pi&#249;: vuoi fare cos&#236; tante cose, che da sola non riesci, e quindi ti affidi ad una macchina che possa pensare al posto tuo.</span></p><p><strong><span>Ti fidi cos&#236; poco delle tue idee </span></strong><span>(che sono uniche - s&#236;, anche quelle che ti sembrano banali!!), che preferisci le idee perfette e stereotipate di una AI.</span></p><p><span>Perch&#233; non conta di cosa senti di voler parlare oggi, </span><strong><span>tu non conti pi&#249; per te stessa.</span></strong></p><p><span>Conta cosa funziona, cosa vende, cosa attrae.</span></p><p><em><strong><span>Volevi essere di pi&#249;, ti ritrovi ad essere molto di meno.</span></strong></em></p><p><span>Ecco da dove arriva la solitudine esistenziale: la ricerca di perfezione e approvazione sociale virtuale, ci ha disconnessi dalle due fonti di energia vitale e gioia di cui abbiamo davvero bisogno.</span></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">This Substack is reader-supported. 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La svolta &#232; arrivata quando ho smesso. Ti racconto il progetto a cui penso da 3 anni.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/comunica-dal-cuore-essere-te-stessa</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/comunica-dal-cuore-essere-te-stessa</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 07:11:12 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/585679bd-c943-43a7-ba68-d674960d490a_6000x4000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h3>C&#8217;era davvero bisogno di un altro corso di marketing?</h3><p>La risposta &#232; no. Per questo non l&#8217;ho creato.</p><p>Ho scelto di creare invece qualcosa che non c&#8217;era, ma di cui ho sempre sentito il bisogno.</p><p>Sono 3 anni che ci ragiono, che cerco soluzioni alternative, ma poi mi sono arresa, e ti racconto perch&#233; dovresti farlo anche tu.</p><h3>Il chiodo fisso dei liber&#601; professionist&#601;.</h3><p>C&#8217;&#232; un tema ricorrente, un chiodo fisso per chi ha una professione o per chi desidererebbe averla un giorno.</p><p>So che hai gi&#224; indovinato di cosa si tratti:</p><p style="text-align: center;"><em>Ma poi come li trovo i clienti?</em></p><p>Anzi, a dirla tutta il tema &#232;: <em>Riuscir&#242; a guadagnare abbastanza da viverci?</em></p><p>Entrambi questi aspetti sono legati a qualcosa di molto profondo, che il nostro sistema nervoso tiene moltissimo in considerazione: la nostra reputazione, il nostro sostentamento. La sopravvivenza sociale e quella tout court.</p><p>Due cose da nulla, vero?! &#128514;</p><p>Per questo abbiamo paura finch&#233; non troviamo una soluzione. E per questo si attivano tutti gli schemi pi&#249; vecchi della nostra identit&#224;: controllo, foga di sapere tutto, sindrome dell&#8217;impostore, autocritica feroce, tanta paura.</p><p>Su queste paure si &#232; costruito un intero mercato, un colosso economico: quello dei consulenti e agenzie di marketing e comunicazione.</p><p>Costruiscono strategie, seguono le innovazioni tecnologiche, testano meccanismi, tecniche, processi. Ed &#232; tutto molto utile.</p><p><strong>Ma nel mercato della crescita personale la maggior parte non solo non funzionano, ma ti porteranno addirittura al fallimento del progetto e alla frustrazione totale.</strong></p><p>Chiss&#224; se &#232; una storia che conosci: inizi a seguire corsi di marketing, consegnare ingenti somme di denaro nelle mani di consulenti che ci promettono che grazie alle loro strategie la nostra vita cambier&#224; per sempre.</p><p>Io ne ho investiti circa 130.000&#8364;. Potrei scriverci un libro sulle strategie. &#128514;</p><p>Alcune cose funzionano per un po&#8217;, ma nulla diventa stabile, nulla d&#224; risultati continuativi o tali da farci sentire davvero al sicuro.</p><div><hr></div><h3>Perch&#233; non basta la strategia.</h3><p>Questo avviene perch&#233; tutti questi elementi non fanno altro che allontanarci dalla vera soluzione, che non ha molto a che fare con le strategie:</p><div class="pullquote"><p><em>Una visione chiara e connessa a noi stess&#601;.</em> <em>Una comunicazione autentica che arrivi dal cuore.</em> <em>Fiducia nella Vita e in noi stess&#601;, che ci permette di lasciar andare.</em>                                            <em>Una danza armoniosa tra agire e stare.</em></p></div><p>Questi elementi nel campo della vendita nel mercato della crescita personale sono pi&#249; che fondamentali, ma <strong>nessuno li guarda e li esplora fino in fondo.</strong></p><p>Alcuni ci provano, perch&#233; ne intuiscono l&#8217;importanza, ma non riescono davvero ad integrarli perch&#233; servono competenze specifiche per farlo, che non attengono al campo del marketing o del business.</p><p>In questi anni le mie allieve mi hanno spesso chiesto di aiutarle a sbloccarsi nella comunicazione online e nel rapporto con il denaro. E ci ho sempre lavorato solo in mentoring, nei percorsi one-to-one &#8212; meravigliosi e potentissimi, ma con un investimento economico non sempre sostenibile da tutt&#601;.</p><p>Soprattutto se prima avete gi&#224; dato fondo ai vostri risparmi per le famose consulenze di marketing.</p><p>Quest&#8217;anno le richieste sono aumentate a dismisura. Io non ho pi&#249; disponibilit&#224; per altri percorsi one-to-one, ma soprattutto voglio potervi accompagnare tutt&#601;.</p><p>Cos&#236; ho deciso di dare davvero spazio alla mia Visione: un mondo in cui siamo collegh&#601; che si sostengono, non competitor che lottano per un cliente.</p><div><hr></div><h3>Solo io posso fare le cose come le farei io (e questo vale anche per teeeee!).</h3><p>In questi anni ho cercato collaborazioni con professionisti che potessero affrontare questo tema come lo avrei fatto io. Ho trovato persone pazzesche, con un marketing autentico e un valido aiuto strategico. E con loro ho collaborazioni che mi fanno dormire serena la notte, perch&#233; le mie allieve sono in buone mani.</p><p>Ma nel tempo ho capito anche una cosa fondamentale: <strong>nessuno di loro fa quello che avrei fatto io.</strong> Nessuno riesce a far cadere le maschere che ti stanno impedendo di portarti nel mondo in modo libero, totale, potente, autentico.</p><p>Perch&#233; sono consulenti, non coach o guide del cambiamento. Giustamente, non &#232; il loro lavoro.</p><p>Ma questi temi vengono prima della strategia, e se non ci lavori, nessuna strategia sar&#224; efficace fino in fondo (anzi, potrebbe anche essere deleteria e farti venire la nausea da social!)</p><p>E dopo tanta ricerca ho capito una cosa talmente semplice che tu l&#8217;avrai gi&#224; capita da fuori, ne sono sicura &#128514;: <strong>Solo io posso fare le cose come le farei io.</strong></p><p style="text-align: center;"><strong>Esattamente come solo tu puoi fare le cose come le faresti tu. </strong></p><div><hr></div><h3>Autentica &#8212; Comunica dal Cuore.</h3><p style="text-align: center;">Ed ecco perch&#233; ho creato <strong>Autentica</strong>: per darti esattamente quello che ho dovuto dare a me stessa per liberarmi e diventare davvero potente nella mia comunicazione. <em>Restando esattamente me stessa.</em></p><p>O meglio, diventando ogni giorno pi&#249; me stessa.</p><p>E anche se &#232; semplicissimo il concetto, attuarlo &#232; molto pi&#249; difficile: ci blocchiamo per voi di preconcetti, schemi, rigidit&#224;.</p><p>Ci blocchiamo perch&#233; il mondo l&#224; fuori ci porta risposte preconfezionate e sberluccicose, e noi finiamo per crederci.</p><p>E perch&#233; l&#8217;essere umano, quando si sente insicuro, tende a delegare le proprie soluzioni. </p><p>Ed ecco che tu stai annaspando, vedi una ads o un reel che dice &#8220;la strategia che ha fatto guadagnare XY&#8364; e che oggi puoi avere anche tu&#8221; e l&#8217;acquisti. <br>Perch&#233; credere in te costruire la tua strategia, ti sembra molto pi&#249; difficile.</p><p>E cos&#236; entri in un circolo vizioso perch&#233; la strategia che ha fatto guadagnare tanto a Pinco Pallo, non &#232; detto che si adatti a te. </p><p>Autentica ti accompagner&#224; a <em><strong>pensare con la tua testa e a sentire con la tua pancia.</strong></em></p><p>A <strong>liberare la tua voce, e dedicarti all&#8217;unica strategia di marketing davvero vincente: TU.</strong></p><p><strong>Il Mondo ha un disperato bisogno della tua potenza totalmente espressa, senza mezzi termini.</strong></p><p>Daremo un nuovo significato all&#8217;espressione <em><strong>&#8220;stare al tuo posto&#8221;</strong></em>.</p><p>Certo, starai al tuo posto. <strong>Che sar&#224; al centro della scena: ma la </strong><em><strong>tua</strong></em><strong> scena</strong>. Che avr&#224; le tue regole, il tuo colore, le tue sfumature. Assomiglier&#224; a te.</p><p><strong>La Vita ti ha dato dei talenti, delle qualit&#224;, dei difetti, per questo.&#10084;&#65039;</strong></p><div><hr></div><h3>Da dove si comincia.</h3><p>Ho creato un podcast gratuito in 5 puntate &#8212; <strong>Comunica dal Cuore</strong> &#8212; che <strong>inizier&#224; gi&#224; a liberarti: </strong>sentirai il tuo focus e i tuoi pensieri cambiare, giorno dopo giorno.</p><p style="text-align: center;"><em>Faremo cadere delle barriere insieme.</em></p><p>E dopo, se vorrai continuare questo lavoro per renderlo concreto, Autentica ti aspetter&#224; con un&#8217;offerta esclusiva e riservata solo a chi &#232; iscritto alla lista d&#8217;attesa.</p><p>Ecco le 5 puntate, la prima arriver&#224; sabato 6 giugno:</p><div class="pullquote"><p>&#127897;&#65039; La mia storia nella comunicazione </p><p>&#127897;&#65039; Cosa funziona davvero sui social </p><p>&#127897;&#65039; Tutta la verit&#224; sulla nicchia </p><p>&#127897;&#65039; I competitor non esistono </p><p>&#127897;&#65039; Da bloccata a libera: il processo completo</p></div><p>Iscriviti alla lista d&#8217;attesa: riceverai ogni puntata direttamente nella tua mail, e accederai all&#8217;offerta esclusiva per Autentica &#8212; un&#8217;offerta che non aprir&#242; qui, e che sar&#224; disponibile solo per chi &#232; in lista.</p><p>&#128073; <strong><a href="https://comunica-dal-cuore.lovable.app/comunica-dal-cuore">[Iscriviti qui!!!]</a></strong></p><p>Iniziamo questa rivoluzione insieme.&#10084;&#65039;</p><p>Con affetto, Silvia</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Quando la Vita ti parla: l'incontro inaspettato in un bar di Cesena]]></title><description><![CDATA[Un incontro casuale in un bar, un signore anziano con occhi azzurri e una cultura sconfinata. La Vita parla, sempre. Basta saperla ascoltare.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/quando-la-vita-ti-parla-lincontro</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/quando-la-vita-ti-parla-lincontro</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Sat, 09 May 2026 06:01:43 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/f37e50c6-8457-4e21-95f7-b13ed43b030e_5712x4284.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Leggerai di un incontro straordinario, che ho dovuto raccontare subito in questo articolo per non perdermi il momento a caldo. </p><p>&#200; qualcosa che mi &#232; accaduto e che nasce dalla Vita, che se sai ascoltarla, ti porta esattamente ci&#242; di cui hai bisogno, in ogni momento.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><div><hr></div><h3>Il mio ufficio del mercoled&#236;.</h3><p>Una volta alla settimana, vado a lavorare in un bar, fuori dal mio studio. </p><p>Soprattutto quando devo scrivere, mi piace avere un po&#8217; di movimento intorno: lo so, &#232; da strana, di solito le persone cercano pace e silenzio, io invece creo bene nel rumore. </p><p><em>Riesco ad isolarmi meglio nel rumore che nel silenzio, da sempre.</em> </p><p>Stamattina ero indecisa su due luoghi di Cesena che amo molto, ci ho pensato un po&#8217; e alla fine, all&#8217;ultimo ho deciso per un caff&#232; in centro. Mi sono seduta e ho iniziato a rispondere alle tante mail che avevo in sospeso dopo il viaggio a Malaga.</p><div><hr></div><h3>Il signor Paolo.</h3><p>Dopo un po&#8217; &#232; entrato un signore anziano, dall&#8217;aria simpatica e due occhi azzurri come quelli del mio pap&#224;. </p><p>Un vero romagnolo, si &#232; seduto a leggere il giornale, aspettando un amico. Mi ha salutata, io stavo mangiando dei buonissimi pancake, e abbiamo avuto un breve scambio di battute. </p><p>Poi il suo amico &#232; arrivato, si sono seduti dietro di me, io mi sono isolata ma ogni tanto captavo i loro discorsi: <strong>parlavano di politica internazionale, di droni, di intelligenza artificiale. </strong></p><p>Quando sono andati via, il signor Paolo mi ha presentata al suo amico, un ex medico di 93 anni, gli ha detto che lavoro facevo, e che sono antropologa. </p><p>E cos&#236; ho scoperto che il signor Eugenio era un medico che ha viaggiato in tutto il mondo, e ho desiderato di arrivare a 93 anni anche con la met&#224; della sua energia e simpatia.</p><div><hr></div><h3>E niente, da l&#236; si &#232; aperto un mondo incredibile.</h3><p>Stavano uscendo, ma poi il signor Paolo &#232; tornato indietro, e mi ha chiesto se poteva disturbarmi anche se stavo lavorando. (Questa cosa che lavoravo in un bar li aveva parecchio colpiti! &#128518;) </p><p>Si &#232; seduto con me e abbiamo parlato per un mezz&#8217;ora almeno.</p><p>Il signor Paolo era un insegnante, che ad un certo punto ha preso una laurea in psico-pedagogia per curiosit&#224;, che legge libri su mille temi diversi, tra cui sull&#8217;intelligenza artificiale, e che mi ha spiegato come funziona la tecnologia dei droni. </p><p><strong>Dopo 2 frasi ho capito che ha una cultura sconfinata, di chi ha passato la vita a cercare, studiare, incuriosirsi, tenersi Vivo. </strong></p><p>Mi ha detto che l&#8217;avevo colpito, ha visto tante cose in me nel nostro scambio e mi ha detto molte cose di me che sono vere. </p><p>Poi di colpo mi ha chiesto qual era il senso della vita secondo me, quale fosse la mia visione spirituale, e abbiamo iniziato a parlare di teologia. </p><p>Pi&#249; lo ascoltavo e pi&#249; era incredibile. </p><p><strong>Quante volte passiamo di fianco alle persone nelle nostre giornate e le valutiamo senza fermarci?</strong></p><div><hr></div><h3>Una delle conversazioni pi&#249; profonde degli ultimi tempi.</h3><p>Abbiamo parlato di quanto le persone giovani oggi siano perse e confuse, perch&#233; &#232; difficile trovare la propria direzione, abbiamo troppa fretta. </p><p><strong>E ho pensato al reel che avevo pubblicato 2 ore prima in cui parlavo del &#8220;contenutificio&#8221; in cui siamo immersi, e nel reale Senso di creare contenuti. </strong></p><p>&#200; stata una delle conversazioni pi&#249; profonde, ispiranti e illuminanti che io abbia avuto negli ultimi tempi, e di persone sagge ne frequento tante. </p><p><strong>Aveva l&#8217;Anima che affiorava dagli occhi,</strong> mi ha dato molti spunti per il libro che sto scrivendo e tanti riferimenti teologici che non conoscevo che hanno validato la visione spirituale che ho in questo momento, e sto iniziando a trasmettere nei miei percorsi. </p><p>&#200; stato come se la Vita avesse voluto dirmi che sono sulla strada giusta, che ci&#242; che sento e che ho imparato sul campo pu&#242; essere ampliato ancora di pi&#249;.</p><div><hr></div><h3>Sentirsi vista.</h3><p>E c&#8217;&#232; qualcosa di molto pi&#249; intimo e potente, che sono stata indecisa se raccontarlo o no qui. </p><p>Mi ha detto che quando una persona mi vede, non pu&#242; che interessarsi a me, avendo la curiosit&#224; di sapere di pi&#249;. Ha detto che &#232; evidente che mi conosco bene, che ho un cuore enorme e altre cose importanti. </p><p>E tu che leggi potresti pensare che era solo un signore anziano che ha visto una ragazza con i capelli rosa lavorare al computer in un bar, sorridere e ascoltarlo&#8230; cosa avrebbe potuto dirmi? </p><p><em>Ma ho incontrato migliaia di persone nella mia vita, e dal signor Paolo mi sono sentita vista come poche volte in vita mia. </em></p><p>Avrebbe potuto dirmi anche che gli ero sembrata antipatica, ma avrei sentito le sue parole in modo speciale lo stesso.</p><p><strong>Perch&#232; si era creata creata una bolla in quello scambio di sguardi, che a volte non si crea neanche con persone che conosco da anni.</strong></p><p>Era lui ad avere questa energia speciale, e ha scelto di condividerla con me.</p><p>Cos&#236; ho riflettuto sul fatto che sto lavorando esattamente su questo tema ultimamente: sul sentirmi vista, in primis da me stessa. </p><p>Sul portarmi nel mondo in modo ancora pi&#249; vero, autentico, totale, lasciando andare la paura dei conflitti, del fatto che potrei non piacere a qualcuno. </p><p>Questo incontro cos&#236; inatteso, mi ha mostrato quanto quel lavoro sia potente. </p><blockquote><p style="text-align: center;"><em>E quanto, quando rallentiamo e ci apriamo al mondo, </em></p><p style="text-align: center;"><em>la Vita sia generosa in modi inattesi e preziosi.</em></p></blockquote><div><hr></div><h3>La Vita &#232; generosa, se la lasci fare.</h3><p>Il mio libro sar&#224; pi&#249; completo e approfondito grazie allo scambio che ho avuto questa mattina, non vedo l&#8217;ora di leggere le ricerche che mi ha suggerito e che ancora non conoscevo. </p><p>E la mia vita si &#232; arricchita di questo incontro, mai l&#8217;avrei pensato stamattina mentre uscivo di casa o sceglievo un bar piuttosto che un altro. </p><p><strong>Spesso ci aspettiamo che i messaggi importanti della Vita arrivino da grandi sconvolgimenti, risultati assurdi, numeri sui social o cose eclatanti.</strong></p><p><strong>Mentre la Vita parla a chi sa ascoltarla, a chi rallenta, a chi dice s&#236; alle piccole cose, anche se ci sono task da smaltire, anche se il programma della mattinata era diverso. </strong></p><div class="pullquote"><p>Quindi vivete, date valore alle piccole cose, guardate negli occhi le persone, sospendete il giudizio, date modo alla Vita di sorprendervi. Ci&#242; di cui avete pi&#249; bisogno non lo troverete dove ve lo aspettate, ma dove vi porta la pancia.</p></div><h3>Sii il Signor Paolo</h3><p>Parlando di questo episodio con persone che conosco, ho scoperto che due mie amiche avevano incontrato anche loro il Signor Paolo: in contesti diversi, ma ovviamente sempre a Cesena.</p><p>Anche a loro ha detto cose importanti e belle, ma diversissime da ci&#242; che ha detto a me: segno del fatto che davvero il nostro nuovo amico osserva e guarda le persone per ci&#242; che sono oltre la superficie&#8230; </p><p>E no, non &#232; solo un simpatico vecchietto che parla con sconosciute pi&#249; giovani di lui per far loro dei complimenti.</p><p>Ad ognuna di noi ha detto cose importanti e che rispecchiano noi, la nostra unicit&#224;.</p><p>E allora ti lascio con una seconda riflessione, forse ancora pi&#249; importante della prima.</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><em><strong>In un modo in cui &#232; normale insultare uno sconosciuto al semaforo o sotto un post sui social, perch&#232; una persona come il Signor Paolo risulta strana?</strong></em></p><p>Quanto &#232; malata questa societ&#224; che considera normale la paura e la rabbia, ma non la gentilezza e la sensibilit&#224;?</p></div><p>Siamo la chiave del problema, ma anche la cura.</p><p>In un mondo di falsit&#224;, esteriorit&#224;, numeri, FOMO, ansia e rabbia, tu Sii il Signor Paolo.</p><p><strong>Cerca la bellezza intorno a te e quando la trovi condividila.</strong></p><p>Con coraggio.</p><p>Portiamo una rivoluzione gentile nelle nostre giornate.</p><p>Facciamo un complimento ad una commessa gentile e disponibile, o ad una persona che ha uno stile che ci piace molto, sorridiamo ad un passante, guardiamo negli occhi.</p><p>Ne abbiamo bisogno tutti, ne ha bisogno questa societ&#224;, ne ha bisogno questa Terra. Parte da ognuno di noi e ognuno pu&#242; contribuire.</p><p>Possiamo essere un po&#8217; tutt&#601; il Signor Paolo, e sarebbe un mondo molto pi&#249; in pace. </p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. 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Te lo racconto qui.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/dopo-24-anni-di-business-ho-capito</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/dopo-24-anni-di-business-ho-capito</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:54:11 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/058031ef-b17e-4ebd-b521-312b86bbdd79_6000x4000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p></p><h3>Quando da ragazza guardavo i miei mentori...</h3><p>Quando da ragazza guardavo i miei mentori o professionisti che stimavo, pensavo che la cosa pi&#249; importante che avessero costruito fosse un&#8217;azienda solida. Fatturato costante, grandi numeri, una leadership riconosciuta (anche se su questo ci sarebbe molto da scrivere&#8230;).</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. 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La maggior parte delle mie energie negli ultimi 20 anni &#232; stata destinata a costruire proprio loro.</p><p>Partendo da un&#8217;identit&#224; chiara, in primis per me. E poi il resto &#232; venuto da s&#233;, un passo dopo l&#8217;altro.</p><p>Sono sempre stata ambiziosa, e anche se a lungo ho cercato di nascondere anche a me stessa questa parte di me, lei si &#232; sempre fatta sentire. E mi ha portata a crescere, e crescere e crescere.</p><p><strong>Ma non sapevo cosa stavo davvero inseguendo davvero fino a questa domenica.</strong></p><div><hr></div><h3>L&#8217;illuminazione.</h3><p><em>Tante volte in questi anni mi sono domandata dove stessi andando. </em></p><p>Gli imprenditori che conosco e che stimo l&#8217;hanno scelto: c&#8217;&#232; stato un momento in cui hanno desiderato fare impresa, costruire realt&#224; economicamente prospere, lavorare a tanti progetti, avere collaboratori fissi che lavorassero per far crescere la loro realt&#224;.</p><p>Ecco, io no.</p><p><strong>All&#8217;inizio io non sapevo cosa volessi fare da grande</strong>, facevo coaching perch&#233; mi appassionava ma non pensavo potesse diventare un lavoro.</p><p>Poi ho preso il coraggio a due mani e ho scelto di provarci, a farlo diventare un lavoro vero. E ogni singolo passo che ho percorso &#232; stato per realizzare quella possibilit&#224;.</p><p><em>Ad un certo punto devo esserci riuscita parecchio bene perch&#233; ho dovuto aprire una S.r.l. :-D</em>, nel forfettario ci stavo stretta a livello di fatturato e avevo un sacco di progetti da realizzare, <strong>non volevo fermarmi l&#236;.</strong></p><p>E poi &#232; arrivata la Scuola di Coaching, di l&#236; a un mese, una nuova richiesta dal mondo, una nuova avventura che non avevo preventivato. Perch&#233; mi &#232; stato letteralmente chiesto: <strong>&#8220;vorrei fare quello che fai tu, ma a modo mio, me lo insegni?&#8221;.</strong></p><p>All&#8217;epoca avevo 16 anni di esperienza e quindi ho detto s&#236;. E quel s&#236; &#232; diventato <em><strong>Orizzonti Formazione</strong></em>, una Scuola che conta decine e decine di allievi formati dal 2020, un percorso formativo in coaching e due scuole di specializzazione (una in Voice Dialogue e una in Respiro Diaframmatico Circolare).</p><p>La mia realt&#224; &#232; cresciuta ancora, ho dovuto imparare a fare l&#8217;imprenditrice, a gestire tante cose.</p><div><hr></div><h3>Ho sempre seguito la passione e mai il calcolo.</h3><p>Le cose sono letteralmente andate cos&#236;. <strong>Ho sempre avuto una spinta ad andare avanti, ma non avevo chiaro dove stessi andando.</strong></p><p>Ero certa solo di una cosa: <em><strong>la mia vita di ogni giorno doveva avere un significato per me. E mi ci dovevo divertire dentro.</strong></em></p><p>Perch&#233; il tempo &#232; troppo prezioso per spenderlo a fare qualcosa che non ti rappresenta solo per avere uno stipendio.</p><p><em><strong>La vita vale pi&#249; di uno stipendio.</strong></em></p><p>Ho investito decine di migliaia di euro nel progetto &#8220;Silvia Abrami&#8221;, e continuo e continuer&#242; a farlo.</p><p>Ma poi ho capito dove stavo andando. Dopo ben 24 anni.</p><div><hr></div><h3>La ragazza di squadra.</h3><p>Devi sapere che sono sempre stata una ragazza e poi una donna di squadra. Quando nel 2002 frequentai il mio primo corso di formazione, restai a collaborare con quella realt&#224; perch&#233; mi ero innamorata della loro squadra.</p><p>C&#8217;era tanta bella energia, sembravano amici, ma lavoravano anche insieme. Ho adorato poi farne parte e le migliori amiche della mia vita le ho incontrate in quell&#8217;ambiente&#8230; anche se purtroppo si &#232; rivelato molto molto tossico.</p><p>Ma avevo 18 anni quando lo incontrai, non avevo la lucidit&#224; per capirlo. Lo capii solo 5 anni dopo, quando trovai la forza di andarmene.</p><p>Fu una separazione dolorosa, che mi lasci&#242; tanto lavoro da fare su me stessa, soprattutto sulla tossicit&#224; che avevo respirato in quei 5 anni.</p><div><hr></div><h3>La seconda famiglia.</h3><p>Trovai poi un&#8217;altra casa per la mia anima, la scuola di respiro. Un ambiente molto pi&#249; sano e pulito: sono diventata facilitatrice di respiro praticamente solo perch&#233; volevo appartenere a quel mondo.</p><p>Sentivo il richiamo forte di questa seconda famiglia, il respiro mi piaceva, ed eccomi.</p><p>Rimasi in quella nuova squadra per molti anni, e quando andai via fu perch&#233; alcune dinamiche avevano iniziato a starmi tanto strette.</p><p>Non mi riconoscevo in alcune scelte cos&#236; rigide e rabbiose. Avrei voluto cambiare alcune cose che non si potevano cambiare&#8230; non come semplice componente di una squadra con una guida arrabbiata con il mondo, ma pi&#249; di tutti con se stesso.</p><p><strong>E cos&#236; scelsi me.</strong></p><p>Ci lavorai mesi, sia per restare, sia per andarmene. All&#8217;epoca ero mamma da poco e non avevo pi&#249; le energie per restare in situazioni che non mi appartenevano, solo per stare dentro ad una squadra.</p><p>Vidi finalmente in faccia la realt&#224; e scelsi me. <em><strong>Una strada in solitaria, ma totalmente in linea con i miei valori, con la mia etica.</strong></em></p><div><hr></div><h3>Il salto nel vuoto.</h3><p>E per qualche anno prosperai tanto: <strong>nel momento in cui scelsi di darmi spazio completo, di prendermi la responsabilit&#224; al 100% del mio lavoro, la mia professione esplose.</strong></p><p>Fu un salto nel vuoto all&#8217;inizio, ma che mi port&#242; in un mese a passare da 1000-2000&#8364; al mese di clienti di coaching, <em>a 10.000&#8364; al mese</em>. L&#8217;anno dopo dovetti aprire l&#8217;S.r.l. e poi arriv&#242; la Scuola di Coaching.</p><p>Assurdo no? <em><strong>La ragazza squadra aveva fatto la propria storia camminando da sola.</strong></em></p><p>Ora so che era solo una tappa. Dovevo imparare a fidarmi di me, a scommettere su di me al 100%, a prendermi tutte le responsabilit&#224; e vedere il mio potere reale, per poter tornare in una nuova squadra.</p><p><strong>O per crearne una.</strong></p><div><hr></div><h3>La squadra che volevo davvero.</h3><p>4 anni fa infatti la Vita ha bussato di nuovo alla mia porta, sotto forma di 8 donne pazzesche che mi hanno chiesto ripetutamente di formarle come facilitatrici di respiro. </p><p>3 anni fa ho detto s&#236;&#8230; e ho scelto che le avrei volute anche come staff ai corsi, collaborando, costruendo insieme una vera e propria <strong>Scuola di Respiro</strong>.</p><p>Una <strong>Scuola etica, libera, ricca per tutte, rispettosa.</strong> Io l&#8217;avrei guidata, ma portando quei principi che avrei sempre voluto trovare durante il mio percorso, senza averli mai trovati.</p><p><strong>Sarei stata pioniera. </strong>O cos&#236; o niente.</p><p>E loro sono state incredibili, perch&#233; sono state esattamente il pezzo del puzzle che serviva per crearla.</p><p><strong>Lavorare &#232; diventato ancora pi&#249; bello con loro.</strong> Non vedevo l&#8217;ora di andare ai corsi anche per stare insieme. Si sono lasciate guidare, e io ho dovuto imparare ad essere ancora pi&#249; guida, strutturando me stessa di pi&#249; per mettere confini, ma senza trincerarmi dietro una immagine patinata e finta.</p><div><hr></div><h3>Nel mio buio pi&#249; buio.</h3><p>L&#8217;anno scorso, mentre attraversavo il mio buio pi&#249; buio, loro lo sapevano. E hanno continuato a seguirmi, a darmi fiducia e a sostenermi.</p><p>Anche se il viaggio &#232; stato tutto mio, non ho finto che andasse tutto bene, ho detto la verit&#224;, nella misura in cui ero in grado di condividerla in quel momento.</p><p><em>Mi specchiavo in loro che mi dicevano che il mio dolore condiviso le stava liberando dal bisogno di essere perfette, incredula.</em></p><p>Sono me stessa con la mia squadra, nel mio ruolo, ma me stessa. E funziona pi&#249; di qualsiasi altra cosa.</p><p>Mi diverto, mi esprimo, e permetto loro di fare lo stesso, nel rispetto della squadra e del ruolo che ognuna di loro ha.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!4DD1!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1bf004b0-23f4-4791-8e29-5a84c2bce544_1006x645.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!4DD1!, /__u/silviaabrami.substack.com/w_424, /__u/silviaabrami.substack.com/c_limit, /__u/silviaabrami.substack.com/f_webp, /__u/silviaabrami.substack.com/q_auto:good, /__u/silviaabrami.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1bf004b0-23f4-4791-8e29-5a84c2bce544_1006x645.jpeg 424w, 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fatto pi&#249; denso: vengono a respirare sempre pi&#249; persone, con temi anche complessi a volte. Probabilmente sentono che l&#8217;energia &#232; tanta e si possono affidare.</strong></p><p>Sto partecipando ad eventi molto grandi, facendo respirare gruppi molto numerosi di persone, perch&#233; ho una squadra che pu&#242; sostenere il lavoro.</p><p><em>E nel quotidiano ognuna di loro segue la propria strada. E io faccio il tifo per loro. </em></p><p>Le supporto quando me lo chiedono.</p><p><strong>Perch&#233; insieme si pu&#242; andare pi&#249; lontano</strong>: i grandi progetti hanno bisogno di pi&#249; energia. Per stare in squadra bisogna imparare a smussare molti angoli, o ad crearne qualcuno.</p><p>Ci si deve mettere in gioco, ma per me non c&#8217;&#232; nulla di pi&#249; bello.</p><div><hr></div><h3>Il cerchio si &#232; chiuso.</h3><p>Domenica ho visto tutto questo con cos&#236; tanta chiarezza che il cerchio si &#232; chiuso. Ho capito perch&#233; ho camminato cos&#236; tanto in questi anni.</p><div class="callout-block" data-callout="true"><p><strong>Ho sempre desiderato appartenere ad una squadra, ma non ne volevo una qualsiasi.</strong> <em>Volevo che avesse l&#8217;animo gentile del femminile, e la forza realizzatrice del maschile. Che portasse efficienza e risultati, ma prima di tutto gioia e divertimento. Leggerezza.</em></p></div><div class="callout-block" data-callout="true"><p><em>Volevo confini chiari e la morbidezza di rompere qualche regola ogni tanto, anche se mi fanno diventare paonazza in aula ogni tanto. &#128514;</em></p></div><p><strong>Volevo una squadra in cui sentirmi a casa e in cui ogni componente potesse sentirsi a casa, ed &#232; esattamente ci&#242; che ognuna di loro ha detto nel nostro cerchio-staff di fine corso, domenica.</strong></p><p>Loro sono ci&#242; che di pi&#249; prezioso ho creato in questi anni. </p><p>E inseguire quel sogno di pancia, che la testa non aveva colto, mi ha portato a realizzare progetti che mai avrei creduto, a prendermi responsabilit&#224; grandi, a rischiare, a portarmi nel mondo senza veli.</p><p><strong>Se hai un progetto, ricordati di cercare sempre il tuo cuore al suo interno, di sentire dove sei felice, a casa. Quello &#232; lo spazio che vuoi abitare e per cui vuoi lottare.</strong></p><p>Ti piacerebbe sapere come ho fatto nel concreto? Se il tema ti interessa dimmelo nei commenti, scriver&#242; ancora di come si costruisce una squadra davvero unita.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Come costruisco il mio piano editoriale (e perché ho cestinato tutti i consigli degli esperti)]]></title><description><![CDATA[Dopo anni di piani perfetti che non funzionavano, ho capito una cosa sola: il mio miglior piano editoriale &#232; la mia vita. Ti racconto come.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/come-costruisco-il-mio-piano-editoriale</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/come-costruisco-il-mio-piano-editoriale</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Tue, 14 Apr 2026 06:58:58 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!fqsy!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fce926535-b355-497f-b9c0-aebae1fef401_920x484.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2>Come costruisco il mio piano editoriale.</h2><p>Partiamo dal contesto e dal <em><strong>perch&#233; dovresti fidarti di ci&#242; che leggerai</strong></em>: sono una life coach, una mentore e una formatrice, e faccio questo lavoro da pi&#249; di 20 anni.</p><p>Da 6 anni il mio core business &#232; formare nuovi coach e accompagnare i professionist&#601; della relazione d&#8217;aiuto in difficolt&#224; ad affermarsi, a sentirsi sicur&#601; nel proprio lavoro e a costruire una vita e una professione a propria misura.</p><p>La mia vita professionale all&#8217;inizio &#232; stata tanta gavetta, poi ho aperto partita iva nel 2012, che 6 anni fa &#232; diventata troppo stretta (a maggio avevo finito la quota disponibile per il forfettario) e cos&#236; nel 2020 ho <strong>fondato una S.r.l. </strong></p><p>Quando ho iniziato a lavorare nel settore della crescita personale, si ascoltavano i cd, si facevano conferenze, si volantinava e Blockbuster era il sabato sera cinema.</p><p>E i formatori erano praticamente solo uomini.</p><p>Le cose che stai per leggere nascono da qui: da centinaia di tentativi, da pi&#249; di 130.000&#8364; investiti in consulenze di marketing negli ultimi 6 anni.</p><p>E questo articolo &#232; basato sulla mia realt&#224; di tutti i giorni, che mi ha portato a fatturare la stessa cifra da gennaio a fine marzo di quest&#8217;anno.</p><p>Certo, se sei un imprenditore o hai velleit&#224; di scalare il mondo, ti sembrer&#224; una cifra ridicola.</p><p>Ma se lavori nel settore della crescita personale invece, ne capirai il vero valore.</p><p>E ti dir&#242; di pi&#249;: quando leggi grandi fatturati, ricordati sempre che <strong>ci&#242; che ti cambia la vita non &#232; il fatturato, ma il guadagno.</strong></p><p>Se per fare grandi volumi di fatturato devi pagare un team di 10 persone, ingenti somme di ads con continuit&#224; e tool sempre pi&#249; complicati, a te rester&#224; ben poco.</p><p>Io ho una sola spesa fissa a livello di risorse umane: la mia insostituibile assistente che lavora part time.</p><p>E ho due collaborazioni fisse con le docenti della scuola di coaching, che lavorano in base a quante allieve abbiamo nella scuola.</p><p>Il resto sono investimenti minimi.</p><p><em>Ed ecco che la cifra di prima assume tutta un altro valore,</em> non credi?</p><div><hr></div><h2>Il costo invisibile di cui nessuno parla</h2><p>C&#8217;&#232; un altro centro di costo che devi considerare quando ti paragoni agli altri, desiderando la loro vita.</p><p>Quasi tutti i professionisti che fatturano cifre importanti, sono o sono stati in burn out.</p><p>Lavorare per quelle cifre seguendo strategie fisse, anche efficaci eh, li ha consumat&#601;.</p><p>Ansia, insonnia, per alcuni addirittura depressione, dolori fisici, rifiuto totale (a livello di nausea vera e propria) per il proprio lavoro.</p><p>Bello no?</p><p>Guadagnare cifre importanti per poi odiare ci&#242; che amavi e doverle investire nelle cure.</p><p>E forse ti stupir&#224; ma &#232; successo anche a me, prima di arrendermi alla verit&#224; che leggerai in questo articolo.</p><p>Quindi attent&#601; a farti ammaliare da ci&#242; che luccica, perch&#233; i social mostrano solo ci&#242; che chi comunica vuole che tu veda. E non &#232; quasi mai tutta la verit&#224;.</p><div><hr></div><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">This Substack is reader-supported. To receive new posts and support my work, consider becoming a free or paid subscriber.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p></p><h2>Bene. Ora possiamo parlare di piano editoriale.</h2><p>&#200; molto semplice:</p><p style="text-align: center;">1&#65039;&#8419; Prendo i consigli del consulente XYZ e li cestino.&#128518;</p><p>Fine.</p><p>Scherzi a parte, <em>io ci ho provato</em>, giuro.</p><p>Ho studiato tanto, ho cercato di seguire le regole, ho testato approcci diversi. Ho avuto anche un team, che mi preparava le grafiche e a cui dovevo solo dare i testi.</p><p>Facevo dei piani bellissimi, ma poi li cambiavo continuamente (santa pazienza del team &#10084;&#65039;). Per anni.</p><p><strong>E i contenuti che apparentemente pubblicavo &#8220;a caso&#8221; funzionavano, gli altri che erano perfetti, no.</strong></p><p>Bella fregatura eh?</p><p>No. <strong>Non era una fregatura, era una risposta chiara e diretta. </strong></p><p>Era la Vita (sotto forma di algoritmo &#129315;) che mi diceva cosa funzionava per me e cosa no.</p><div><hr></div><h2>Il problema non era la strategia. Ero io.</h2><p>Ma <strong>non riuscivo a vederla</strong>, perch&#233; ero persa nell&#8217;idea che loro ne sapessero pi&#249; di me, perch&#233; era il loro lavoro, perch&#233; fatturavano tanto, perch&#233; erano leader di un mercato.</p><p>E io chi ero alla fine? Ero Silvietta, quella della gavetta, l&#8217;eterna mascotte delle scuole in cui avevo lavorato, quella che veniva sempre sottovalutata da tutti.</p><p>Mi ci sono voluti anni e decine di migliaia di euro investiti per capire ci&#242; che era gi&#224; molto chiaro da fuori: <strong>fino a quando non mi fossi data valore e fiducia, non avrei visto la verit&#224; e le cose non avrebbero funzionato pienamente.</strong></p><p>Ci ho lavorato, ho attraversato le mie valli oscure personali, sono cresciuta. E <strong>mi sono vista.</strong></p><p><strong>Mi sono arresa alla mia verit&#224;, alla mia modalit&#224;, a ci&#242; che aveva sempre funzionato con facilit&#224; e spontaneit&#224;.</strong></p><div><hr></div><h2>La strategia completa. Segnatela.</h2><p>Ed ecco la strategia completa, segnatela, <strong>perch&#233; non la troverai da altre parti</strong>(altrimenti come te li vendono i template per il piano editoriale di maggio che ti far&#224; fare 10.000 follower in un quarto d&#8217;ora usando l&#8217;AI?):</p><p style="text-align: center;"><em><strong>LA MIA VITA PERSONALE E PROFESSIONALE SONO IL MIO PIANO EDITORIALE.</strong></em></p><p style="text-align: center;">Io dentro al mio lavoro ci vivo ogni giorno. E i miei clienti sono le mie persone &#9829;&#65039;</p><p>E sono anche le persone che voglio attirare, loro e nessun altro. Sono persone che vivono le stesse cose che vivono le mie clienti ogni giorno. O che ho vissuto io l&#8217;anno scorso o 5 anni fa (in questa frase trovi la risposta: <em>&#8220;e se ancora non ho clienti?&#8221;</em>).</p><p>Risuonano con me, alla perfezione, in un accordo armonico.</p><p>Quindi ho un mio quaderno in cui <em>appunto i pensieri</em> che emergono dalle mie sessioni, i problemi che mi vengono portati in classe, le riflessioni che faccio dopo una sessione di lavoro su me stessa, o dopo una meditazione.</p><p>Perch&#233; quando ti rilassi e ti dai fiducia, <em>le idee iniziano a zampillare dalla tua mente</em>, e richiedono a gran voce di essere condivise.</p><p>&#200; cos&#236; che nasce ogni mio contenuto, ogni mio articolo, post, storia: con una specie di urgenza, di voglia di raccontare, di dare un punto di vista diverso.</p><div><hr></div><h2>Prima la persona, poi la strategia.</h2><p>Ovviamente serve l&#8217;intelligenza di trasformare quelle idee in un contenuto utile, ma per fare questo non servono strategie esagerate.</p><p><em><strong>Vale la pena studiare marketing e avere un consulente ad un certo punto, ma solo DOPO che la parte prioritaria &#232; stata acquisita.</strong></em></p><p>Per questo la priorit&#224; resta una: <strong>avere chiaro chi sei, essere centrat&#601; e solid&#601;. Avere chiaro cosa ti piace, come vorresti lavorare, comunicare.</strong></p><p>E trovare il coraggio di <strong>dire le cose a modo tuo,</strong> anche se a qualcuno non piaceranno. <strong>Anche se sono scomode. Anzi, proprio perch&#232; sono scomode.</strong></p><p>&#128073;&#127995; Hai paura di venir giudicat&#601;? </p><p>&#128073;&#127995; Hai paura di non essere all&#8217;altezza?</p><p>Ecco dove investire le tue risorse economiche e di tempo adesso. <strong>Il tuo budget va investito qui.</strong></p><p>Solo a quel punto potrai cercare un consulente che ti ispira, imparare alcune strategie, e applicarle a modo tuo, senza snaturarti, senza inseguire i like o i follower.</p><p>Anche perch&#233; saprai riconoscere chi sta cercando di venderti fuffa o di bloccarti in una strategia rigida, e chi invece potr&#224; davvero formarti nella parte tecnica utile ai tuoi servizi. <em>Lo sentirai con chiarezza.</em></p><div><hr></div><h2>Pi&#249; follower non significa pi&#249; clienti.</h2><p>Nel campo della professione d&#8217;aiuto, + follower non &#232; uguale a + clienti o pi&#249; denaro. </p><p>Anzi. L&#8217;altro giorno mi ha scritto su instagram una collega che &#232; bloccata e non riesce pi&#249; ad avere tanti clienti come prima <em>perch&#233; i suoi contenuti hanno attirato tanti follower e ora ha la sensazione di allontanarsi dal suo pubblico caldo e intimo.</em></p><p>Lei ha fatto decine di call che non si iscrivono: riesci ad immaginare la frustrazione?</p><p><em>Ha lavorato per un obiettivo, che si &#232; rivelato essere sbagliato per lei: </em>crescere sui social richiede un certo tipo di strategie. Far lavorare i social per la tua attivit&#224; invece richiede altro&#8230; e spesso &#232; l&#8217;opposto.</p><p>Mentre questa mia cliente qui:</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!fqsy!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fce926535-b355-497f-b9c0-aebae1fef401_920x484.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!fqsy!, /__u/silviaabrami.substack.com/w_424, /__u/silviaabrami.substack.com/c_limit, /__u/silviaabrami.substack.com/f_webp, /__u/silviaabrami.substack.com/q_auto:good, /__u/silviaabrami.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fce926535-b355-497f-b9c0-aebae1fef401_920x484.jpeg 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!fqsy!, 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E ha iniziato a fatturare in modo soddisfacente quando ne aveva 3-4000.</p><p>&#128073;&#127995; Magari stai pensando che non funzioner&#224;, ti sfido a provarci.</p><div><hr></div><h2>Hai gi&#224; tutto quello che serve.</h2><p><strong>Lavora a fondo sulle tue paure, sui tuoi blocchi, sui pensieri depotenzianti, su ci&#242; che ti impedisce di sentire te stess&#601; davvero.</strong> Seriamente, con qualcuno con tanta esperienza. E vedrai.</p><p>&#200; cos&#236; che ho fatto i passi importanti nella mia vita. &#200; cos&#236; che le mie allieve hanno trovato la propria nicchia (che noi non chiamiamo &#8220;nicchia&#8221; ma &#8220;persone con cui vorresti lavorare&#8221;), e che hanno iniziato ad esprimersi.</p><p>Pensa che bello sarebbe: </p><p>&#10024;Sentire cosa ti piace e con chi vuoi comunicare con chiarezza.</p><p>&#10024;Avere idee che zampillano dalla tua mente e un bacino di spunti da cui attingere ogni giorno con facilit&#224;.</p><p>&#10024;Sentirti libera di comunicare, di esprimerti senza paura del giudizio. </p><p>&#10024;Incontrare potenziali clienti che ti piacciono, che ti fanno pensare &#8220;ma che bella persona, vorrei proprio accompagnarla!!&#8221;.</p><p>&#10024;E lavorare con loro.</p><p>&#10024;Avendo il tempo per vivere anche fuori dal lavoro, invece di impazzire con piani e strategie.</p><p style="text-align: center;"><em>Come ci staresti in questa vita?</em></p><p style="text-align: center;"><strong>Non &#232; distante da dove sei ora in termini pratici. </strong></p><p style="text-align: center;"><strong>Ci&#242; che ti separa da questa visione, non &#232; tecnico, ma umano.</strong></p><p>Hai gi&#224; tutto quello che serve, solo che stai cercando le tue risposte da un&#8217;altra parte, nel posto sbagliato.</p><p>Sposta la tua attenzione dove conta davvero, e focalizzati su questo, per il tempo necessario. E poi scrivimi e raccontami com&#8217;&#232; stato!</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Siamo sempre connessi ma non ci siamo mai sentiti così soli]]></title><description><![CDATA[Un cappuccino al bar con una sconosciuta mi ha ricordato qualcosa che stavamo perdendo senza accorgercene. E che abbiamo un disperato bisogno di ritrovare.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/siamo-sempre-connessi-ma-non-ci-siamo</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/siamo-sempre-connessi-ma-non-ci-siamo</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:02:55 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8cc44110-4e0b-420b-970f-75350a11cdf9_6000x4000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2>Siamo sempre connessi ma non ci siamo mai sentiti cos&#236; soli</h2><p>Questa settimana ho fatto una cosa apparentemente banale, ma che ha portato a una riflessione importante che stai quasi certamente dando per scontata.</p><p>Ho incontrato una mia futura allieva della scuola di coaching in un bar, a Cesena. Abbiamo bevuto un cappuccino e una cioccolata calda, abbiamo parlato delle nostre vite. Io le ho raccontato come sono finita a fare ci&#242; che faccio e lei si &#232; aperta con me condividendo le sue sfide di questo momento.</p><p>Siamo state insieme 45 minuti, che sono letteralmente volati.</p><p>Siamo passate da essere due quasi sconosciute (giusto una call dopo la quale lei ha deciso di iscriversi alla <em>Scuola di Coaching - che i primi di maggio riaprir&#224; le porte</em>!) ad essere due persone che si conoscono e che hanno condiviso un momento intimo e importante.</p><p>Quando l&#8217;ho salutata ero in ritardo per il mio appuntamento successivo e sorridevo.</p><p><em>Di fatto per me era stato un incontro di lavoro, ma ne sono uscita ricaricata e felice.</em></p><div><hr></div><h2>&#200; stato in quel momento che mi sono accorta di una cosa importante.</h2><p>Da quando lavoro online questi momenti sono diventati pi&#249; rari. </p><p>Devi sapere che io ho iniziato a fare la coach, la formatrice e anche la promotrice di corsi, in un&#8217;era non-digitale.</p><p>Volantinavo le persone per strada per portarle alle conferenze, preparavo locandine. Gli appuntamenti di vendita li facevo in ufficio, al bar, o in albergo.</p><p>Questi momenti di intimit&#224; erano condivisi con decine di sconosciuti ogni mese. Centinaia di persone incontrate negli anni, prima del 2016, anno in cui ho iniziato a lavorare online e le regole del gioco per me sono cambiate.</p><p>Oggi faccio ancora eventi dal vivo, sono fondamentali per me e per le mie allieve. </p><p>Con gioia vanno sempre sold out &#8212; ad aprile il mio residenziale &#8220;<em>Fenice</em>&#8221; ha riempito la struttura che ci ospita fino all'ultimo posto letto &#128584;.</p><p>Perch&#233; accade questo? </p><p>Perch&#233; in presenza il lavoro &#232; potentissimo. </p><p>Perch&#233; nel gruppo il lavoro &#232; potentissimo. </p><p>E perch&#233; abbiamo un disperato bisogno di quella intimit&#224; e presenza.</p><div><hr></div><h2>L&#8217;online ha cambiato tutto. Ma forse ci ha preso un po&#8217; la mano.</h2><p>L&#8217;online ha cambiato le regole del gioco, <em>allargando i nostri orizzonti e le nostre possibilit&#224;</em>. &#200; una realt&#224; che mi ha cambiato la vita, mi ha dato la possibilit&#224; di incontrare persone, costruire la mia professione, in modi in cui prima sarebbe stato impossibile immaginare.</p><p>E io sono entusiasta e grata a questa realt&#224;.</p><p>E l&#8217;altro giorno mi sono accorta di quanto questo entusiasmo per il nuovo forse ci abbia preso un po&#8217; la mano.</p><p>Passiamo le mezz&#8217;ore sul divano a scrollare un telefono, quando nello stesso tempo potremmo andare a camminare con un&#8217;amica o a leggere in una biblioteca.</p><p>O potremmo fare volontariato, approfondire una conoscenza in ufficio o in palestra. <strong>Nutrirci. Nutrire il nostro essere umani.</strong></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">This Substack is reader-supported. 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Una bella protezione per le nostre parti fragili e uno spasso per le nostre parti controllanti.</p><p><em>Sulla carta un miglioramento su tutta la linea, no?</em></p><p>Eh, no.</p><p>Perch&#233; non ci siamo mai paragonati cos&#236; tanto agli altri come in questo momento. </p><p>Le professioniste che fanno percorsi con me sono prosciugate dal confronto, dalla sensazione che il mercato sia saturo, che non ci sia posto per tutti.</p><p><strong>Guardiamo le vite degli altri che sembrano perfette e ci sentiamo gli unici sfigati sulla faccia della Terra.</strong></p><p>Perfezioniamo post, storie, parole fino allo stremo delle forze, perch&#233; vogliamo apparire senza sbavature, senza macchie.</p><div><hr></div><h2>Mostrarsi era una via pi&#249; obbligata.</h2><p>Senza la protezione dello schermo tutto questo non si pu&#242; fare con facilit&#224;. Certo si nascondevano parti di noi anche prima, ma la fatica per riuscirci era maggiore e richiedeva molto pi&#249; controllo.</p><p>Perci&#242; quando incontravi una persona, nell&#8217;80% dei casi riuscivi a sentire come stava davvero.</p><p>Arrivava dall&#8217;energia che emanava la sua presenza, da una sfumatura nello sguardo, dalla postura delle spalle durante una conversazione, dai dettagli di un racconto.</p><p>Il tempo si dilatava e ci davamo la possibilit&#224; di conoscerci un po&#8217; di pi&#249;. Mostrarsi era una via pi&#249; obbligata.</p><p>E questo creava intimit&#224; e presenza. <strong>Sapevamo stare con gli altri con pi&#249; onest&#224;.</strong></p><p><em><strong>Essere veri sembra pi&#249; faticoso ma in realt&#224; &#232; liberatorio.</strong></em></p><ul><li><p>Perch&#233; in fondo, che valore ha piacere a persone che non sanno chi sei davvero? Quanta fatica ci costa lavorare con clienti che &#8220;abbiamo preso&#8221; fingendo di essere qualcun altro? </p></li><li><p>Quanto costano i like se guardandoci allo specchio stiamo male con noi stessi? </p></li><li><p>Dove ci porta il tempo a scrollare se poi il risultato &#232; sentirci inferiori agli altri?</p></li></ul><p>&#128293;<em>Dove stai andando davvero? </em></p><p>&#128293;<em>Cosa vuoi costruire davvero?</em></p><div><hr></div><h2>Io ho scelto di essere la pi&#249; vera possibile, anche l&#236;.</h2><p>Io ho scelto da tempo di usare i social come uno strumento e di essere il pi&#249; vera possibile anche l&#236;. Postando come mi viene, raccontando quello che mi va.</p><p><em>E da un bel po&#8217; di tempo ho fatto la mia personale terapia post Covid:</em> vado a danza anche se le mie compagne hanno al massimo 25 anni e sono molto pi&#249; veloci di me, mi ritaglio diversi momenti di lavoro in presenza condiviso, a volte prendo il pc e vado a lavorare in un locale, anche da sola, per immergermi nella vita degli altri.</p><p>Vivo nella natura, fatta di vento, erba che cresce, uccellini che cantano, tassi che ti attraversano la strada e istrici che scavano decine di buche nel giardino.</p><p>Rallento in macchina quando la sera torno a casa per non disturbare i caprioli con il rumore.</p><p><strong>Tutto questo non &#232; wow, non &#232; cool, non &#232; sexy. Ma non lo baratterei con niente altro al mondo.</strong></p><p>Perch&#233; &#232; vero, parla di me, di chi sono davvero, di cosa conta per me.</p><p><strong>E le persone che incontro, incontrano me. </strong>Se ci piacciamo, ci piacciamo sul serio.</p><p><strong>Questo vale tutto l&#8217;impegno che richiede. Vale tutte le fragilit&#224; che mi porta ad affrontare, tutta l&#8217;esposizione in cui mi porta.</strong></p><div><hr></div><h2>Esci di casa. Mostrati. Rischia.</h2><p><em>Cosa vuol dire tutto questo per te?</em></p><p>Beh intanto rispondi alle domande che ti ho scritto poco fa, e se le risposte non ti piacciono, lavora sodo per costruire un presente diverso. <strong>Un presente in cui le risposte a quelle domande siano allineate con la vita che stai vivendo.</strong></p><p>Esci di casa. Mostrati. <strong>Esponiti. </strong>Rischia.</p><p>Ti tremano le gambe al solo pensiero? Bene, significa che sei viv&#601;!</p><p>La paura di esporti non &#232; tua nemica, conoscila, ascoltala. E poi affrontala, poco alla volta.</p><p style="text-align: center;"><em><strong>Perch&#233; la vita &#232; una, e nulla dovrebbe farti pi&#249; paura </strong></em></p><p style="text-align: center;"><em><strong>di gettarla via cercando di apparire chi non sei mentre il tempo scorre veloce.</strong></em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Pasqua: per rinascere devi prima lasciarti morire]]></title><description><![CDATA[Un articolo di Pasqua che non parla di cioccolato. Parla di ci&#242; che costa davvero rinascere &#8212; e del coraggio che ci vuole per lasciarsi andare.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/pasqua-per-rinascere-devi-prima-lasciarti</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/pasqua-per-rinascere-devi-prima-lasciarti</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Sun, 05 Apr 2026 10:29:55 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/a57b3a1b-fb93-43c6-9b74-b0ac0adcbc65_1616x1080.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>La rinascita &#232; un concetto molto bello, a tutti piace l&#8217;idea di essere nuovi, di percorrere strade non ancora battute, di espandersi, di evolvere.</p><p>Sono tutti concetti brillantosi e scintillanti.&#10024;</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. 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L&#8217;altra pu&#242; volare ed &#232; uno degli animali pi&#249; meravigliosi che ci siano.</p><p>Ma il bruco per diventare farfalla compie diversi passi, dettati dall&#8217;istinto, non certo dalla razionalit&#224;.</p><p>Si costruisce uno <strong>spazio</strong> in cui sentirsi protetto e al <strong>sicuro</strong>, un bozzolo tutto intorno a s&#233;. Ci si chiude letteralmente dentro e si prende del <strong>tempo</strong>.</p><p>Del tempo <strong>nel buio,</strong> nell&#8217;incertezza, nella confusione, nel cambiamento. Io non sono un bruco, ma non credo che sia particolarmente divertente starsene l&#224; dentro mentre il tuo corpo cambia a tal punto da farti spuntare due ali.</p><p>Quanta <strong>flessibilit&#224;</strong> nascondeva quel corpo? </p><p>Quanto <strong>coraggio</strong> nell&#8217;istinto di un piccolo bruco?</p><p>Questa scelta porta con s&#233; un grandissimo dono: volare. Brillare. Rinascere.</p><div><hr></div><h2>Cambiare forma fa paura. Ed &#232; esattamente quello che ti serve.</h2><p>Questa metafora riproduce fedelmente la rinascita anche per noi esseri umani.</p><p>Perch&#233; <strong>cambiare forma &#232; doloroso</strong>.</p><p>Dovrai scegliere di infrangere le tue regole pi&#249; rigide. Considerare di deludere alcune persone, di non essere pi&#249; prevedibile. Di sentirti dire che sei cambiata o cambiato.</p><p>Attraverserai fasi di confusione, in cui non saprai chi vuoi essere, ma avrai l&#8217;assoluta certezza di non voler pi&#249; essere ci&#242; che sei stat&#601; fino ad ora.</p><p>Ci&#242; che prima funzionava, nelle relazioni o sul lavoro, non dar&#224; pi&#249; gli stessi risultati. Sentirai la terra tremare sotto i tuoi piedi.</p><p><strong>Ci sar&#224; un momento senza certezze.</strong> Un vero e proprio magma creativo (e prezioso) E quel momento potr&#224; essere molto breve o molto lungo.</p><div><hr></div><h2>Da cosa dipende la durata del tuo bozzolo?</h2><p><strong>Da quanto farai resistenza</strong>.</p><p>Pi&#249; combatterai contro di te, pi&#249; il bozzolo avr&#224; bisogno di tempo.</p><p>Pi&#249; ti lascerai andare, ti arrenderai al corpo, alle verit&#224;, alla Vita, pi&#249; il passaggio sar&#224; fluido.</p><p>Ma una condizione non &#232; per forza meglio dell&#8217;altra, anche se so benissimo, per esperienza personale, che la trasformazione che avviene nel bozzolo &#232; dolorosa e fa paura.</p><p>Ma se avrai bisogno di pi&#249; tempo non giudicarti: hai semplicemente bisogno di imparare pi&#249; lezioni per evolvere.</p><p>E tutto ci&#242; che imparerai sar&#224; preziosissimo alla versione futura di te, e alle persone che incontrerai in futuro.</p><div><hr></div><h2>Morire non significa dimenticare chi sei stata.</h2><p>Ci tengo a dirti ancora una cosa, rassicurante, prima di augurarti Buona Pasqua di rinascita.</p><p>Morire non significa dimenticare chi sei stata in passato. <em><strong>Nessuna parte di te dovr&#224; morire perch&#233; tu possa evolvere.</strong></em></p><p>Il bruco &#232; sempre dentro il suo essere farfalla, non &#232; sparito, si &#232; solo trasformato.</p><p>La nuova versione di te non ha distrutto la versione precedente, l&#8217;ha <strong>ampliata</strong>.</p><p><em><strong>Chi sarai dopo la tua rinascita integrer&#224; alla perfezione il tuo passato e il tuo futuro</strong></em>. </p><p>Ora alcune parti di te hanno il controllo della tua vita, e per questo motivo hai poco margine di scelta.</p><p>Regole rigide, doveri, paura di deludere, insicurezze, sfiducia. Il passaggio che avverr&#224; ti permetter&#224; di aprirti a parti che gi&#224; vivono in te ma che sono latenti, sepolte, rinnegate (lo spiego molto bene <a href="/__u/substack.com/@silviaabrami/note/p-192203724?utm_source=notes-share-action&amp;r=282mss">in questo articolo</a>, se vuoi approfondire il tema delle parti di te!).</p><div><hr></div><h2>La sfida &#232; concedertelo.</h2><p>&#200; riprendere il potere della tua consapevolezza e considerare nuove vie, anche se sfidanti.</p><p>Vie in cui la tua forza e la tua fragilit&#224; possano convivere. In cui puoi portare nel mondo il tuo valore a testa alta senza il bisogno di farti piccola per non dare fastidio.</p><p>In cui puoi volare libera anche se le persone intorno a te stanno ancora strisciando.</p><p>Questo &#232; ci&#242; che avviene nel bozzolo: la scelta di aprirsi e diventare di pi&#249;, dando un nuovo posto a chi siamo stati fino ad ora, e abbracciando il pieno potere sulla nostra consapevolezza.</p><p>Un potere adulto e responsabile. Quel potere che ora sei pronta ad abbracciare.</p><p>Buona Pasqua, che sia di potente rinascita. &#10084;&#65039;</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. 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Scopri cos'&#232; e come funziona.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/hai-piu-voci-nella-testa-il-voice</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/hai-piu-voci-nella-testa-il-voice</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 06:10:45 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8f3792a4-1907-49c9-84ae-3402be7fc682_4000x6000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Come posso sentirmi davvero complet&#601; e realizzat&#601; nella mia vita?&#8221;</p><p>Questa &#232; una domanda che molt&#601; di noi si pongono, e a cui purtroppo non esiste una risposta semplice&#8230; Nelle prossime righe ti racconter&#242; di uno dei metodi pi&#249; potenti che conosco e una delle possibili strade che possono portarti a trovare la tua personale risposta: il Voice Dialogue.</p><p>Il Voice Dialogue, nato negli anni &#8217;70 da due terapeuti americani, Hal e Sidra Stone, &#232; un approccio potente, ma ancora poco conosciuto in Italia, che permette di esplorare e accettare le diverse sfumature della nostra personalit&#224;. Questo metodo non solo ci aiuta a comprendere meglio noi stess&#601; e gli altri, ma ci guida anche verso una vita pi&#249; equilibrata e piena.</p><p>Chi mi conosce sa quanto io adori e confidi nell&#8217;efficacia di questo metodo di lavoro. La mia esperienza personale con il Voice Dialogue &#232; stata cos&#236; trasformativa che ho sentito il bisogno di condividerla (oltre che in questo articolo) anche nelle mia mia scuola di coaching, in ogni mio percorso professionale e in YouAcademy, il mio percorso di crescita personale. Ho anche creato una Scuola di Specializzazione per professionisti interamente dedicata a questo metodo, e ogni edizione va sold out in pochi giorni.</p><p>Il Voice Dialogue non &#232; solo uno strumento di crescita personale, &#232; un entusiasmante e appassionante viaggio di scoperta e accettazione di s&#233; che pu&#242; portare a una profonda trasformazione interiore.</p><h2>Cos&#8217;&#232; davvero il Voice Dialogue?</h2><p>Il Voice Dialogue &#232; un metodo straordinario che ci invita a esplorare e accettare le diverse sfumature della nostra personalit&#224;. Questo approccio, che ha arricchito profondamente la mia vita, si basa sull&#8217;idea che all&#8217;interno di ognuno di noi esistono molteplici &#8216;voci&#8217; o parti. Queste parti, che possono variare da aspetti molto concreti a quelli pi&#249; astratti della nostra psiche, filtrano la nostra percezione della realt&#224; e influenzano le nostre scelte, i nostri comportamenti e le nostre emozioni.</p><p>Ti capita di pensare e comportarti in modi molto diversi in base all&#8217;ambiente in cui ti trovi (ad esempio a lavoro sei divers&#601; rispetto a come sei in famiglia o con gli amici&#8230;)?</p><p>Questo accade perch&#233; non siamo un &#8220;monolite&#8221; interiormente, ma pi&#249; un caleidoscopio, una moltitudine di sfaccettature, esigenze, opinioni, a volte anche in conflitto tra di loro.</p><p>A tutti noi infatti &#232; capitato almeno una volta nella vita di provare sentimenti contrastanti tra loro, o di sentirsi divis&#601; tra due scelte: la linearit&#224; non esiste quando si parla di emozioni e atteggiamenti umani. &#128516;</p><p>Nel Voice Dialogue, si d&#224; voce a tutte queste parti di noi (chiamate anche S&#232;), permettendo loro di esprimersi in un contesto sicuro e accogliente. Attraverso un vero e proprio dialogo, impariamo a conoscere aspetti di noi stess&#601; che magari abbiamo ignorato o represso. Questo processo non solo ci aiuta a comprendere meglio chi siamo, ma ci permette anche di vivere una vita realizzata, felice e serena.</p><p>Il metodo del Voice Dialogue &#232; particolarmente efficace nel trattare temi come il conflitto, il dubbio, l&#8217;autocritica, il giudizio, la bassa autostima, il perfezionismo, l&#8217;insicurezza e la vulnerabilit&#224;. Ci aiuta a trovare la nostra strada nella vita e a costruire relazioni che ci rappresentino, in cui sentirci al sicuro e soprattutto liber&#601; di essere noi stess&#601;</p><p>Ci insegna a vedere queste caratteristiche non come difetti, ma come parti preziose di noi stess&#601;, che una volta accolte in noi possono sbloccare un potenziale nascosto e trasformare il nostro modo di vivere e di relazionarci con noi stess&#601;, con gli altri e con la vita.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">This Substack is reader-supported. 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E soprattutto, nonostante avessi tanti strumenti in mano per lavorare su me stessa, avevo la sensazione non arrivare mai a delle risposte e scelte pienamente consapevoli: restava sempre qualche dubbio o insicurezza ad accompagnare le mie giornate.</p><p>Grazie al Voice Dialogue, ho imparato a riconoscere e accettare le diverse parti di me stessa, comprese quelle che in precedenza consideravo debolezze o difetti: ora so che non sono aspetti di me da eliminare, ma sono risorse che mi caratterizzano e che posso gestirle in modo che non diventino motivo di sofferenza o di blocco.</p><p>Il cambiamento che il Voice Dialogue mi ha aiutato a fare infatti, parte dall&#8217;idea di <em><strong>ampliamento</strong></em>, pi&#249; che di cambiamento: non c&#8217;&#232; nulla che non vada in noi, abbiamo solo bisogno di aumentare le nostre possibilit&#224; e diventare pi&#249; flessibili interiormente.</p><p>Questo processo mi ha permesso di ridurre al minimo l&#8217;autocritica (o di non permetterle di bloccarmi o di farmi soffrire&#8230; &#232; diventata un mezzo per crescere e fare meglio, ma continuando a sentirmi bene con me stessa) e di migliorare le mie relazioni, sia con me, sia con gli altri. Ho scoperto che accogliendo e integrando le diverse parti della mia personalit&#224;, potevo vivere con maggiore equilibrio e soddisfazione.</p><blockquote><p><em>Ogni parte di noi infatti ha un suo valore e un suo ruolo, e riconoscerle e accettarle &#232; fondamentale per il nostro benessere.</em></p></blockquote><p>Inoltre, il Voice Dialogue ha sbloccato un potenziale che non sapevo di avere. Mi ha insegnato che le parti di noi che spesso giudichiamo o reprimiamo possono diventare fonti di forza e crescita.</p><p>In sintesi, il Voice Dialogue &#232; stato un viaggio di scoperta e accettazione di me stessa che ha portato a una profonda trasformazione interiore, migliorando la qualit&#224; della mia vita in modi che non avrei mai immaginato.</p><h2>Trasformazione e Accettazione di s&#232;</h2><p>Uno degli aspetti pi&#249; potenti del Voice Dialogue &#232; la sua capacit&#224; di guidare le persone verso una profonda trasformazione e accettazione di s&#233;. Questo metodo non si limita a fornire strumenti per una migliore comprensione di noi stessi; ci permette di abbracciare e integrare tutte le parti della nostra personalit&#224;, anche quelle che abbiamo a lungo ignorato o represso.</p><p>Nella mia esperienza personale e professionale, ho visto come il Voice Dialogue possa essere un catalizzatore per il cambiamento.</p><p>Attraverso questo approccio, le persone imparano a riconoscere e accogliere le diverse &#8216;voci&#8217; interne, comprendendo che ogni parte ha un suo valore unico, anche quelle che apparentemente ci bloccano nella nostra realizzazione. Questo processo di accettazione porta a una maggiore armonia interiore e a una riduzione dei conflitti interni: la diretta conseguenza &#232; una incredibile facilit&#224; nell&#8217;avere successo in quelle imprese che prima sembravano impossibili o la capacit&#224; di prendere finalmente quella decisione che rimandiamo da tanto tempo.</p><p>La trasformazione avviene quando iniziamo a vedere noi stessi e le nostre esperienze in una luce diversa. Il Voice Dialogue ci aiuta a riconoscere che non siamo definiti dalle nostre parti pi&#249; critiche o vulnerabili. Invece, ci insegna che possiamo scegliere quale parte di noi stessi portare avanti in ogni situazione, permettendoci di vivere con maggiore autenticit&#224; e consapevolezza.</p><p>E imparando a prenderci cura di quegli aspetti di fragili e sensibili della nostra interiorit&#224;.</p><p>Questo processo &#232; fluido, morbido e accogliente oltre ad essere incredibilmente gratificante. Conduce a una maggiore comprensione di s&#233;, a relazioni pi&#249; sane e a una vita pi&#249; soddisfacente e piena. Il Voice Dialogue, quindi, non &#232; solo un metodo di crescita personale; &#232; un viaggio verso la piena realizzazione di noi stess&#601;.</p><h2>Come il Voice Dialogue pu&#242; rivoluzionare la tua professione</h2><p>Il Voice Dialogue ha assunto un ruolo centrale anche nella mia pratica professionale. Dopo aver sperimentato personalmente i suoi benefici, ho deciso di integrare questo metodo in tutti i miei corsi di coaching, crescita personale e, in seguito, formazione professionale.</p><p>La risposta &#232; stata straordinaria: ho visto come il Voice Dialogue possa apportare cambiamenti significativi nella vita dei miei clienti, indipendentemente dal loro background o dalle loro esperienze precedenti.</p><p>Ho creato una scuola di specializzazione per i professionisti della relazione d&#8217;aiuto, dove insegno il Voice Dialogue come strumento principale. Questa scuola ha attratto un&#8217;ampia variet&#224; di professionisti, tra cui psicologi, coach, counselor, naturopati, pedagogisti, nutrizionisti e altri esperti nel campo della crescita personale.</p><p>&#200; stato incredibilmente gratificante vedere come questo metodo possa essere applicato in contesti diversi, come riesca ad integrarsi con altri approcci e come possa facilitare un profondo lavoro di trasformazione personale in ogni campo: dalle relazioni di coppia alla prosperit&#224; economica.</p><p>Anche per i miei alliev&#601;, acquisire questo strumento si &#232; rivelato un viaggio e una trasformazione professionale che ha portato pi&#249; coraggio, prosperit&#224;, e sicurezza nella propria pratica professionale.</p><h2>Conclusioni</h2><p>In conclusione, il Voice Dialogue &#232; molto pi&#249; di un semplice strumento di crescita personale; &#232; una porta verso una comprensione pi&#249; profonda di noi e del mondo che ci circonda. Attraverso questo metodo, abbiamo l&#8217;opportunit&#224; di esplorare le diverse parti della nostra personalit&#224;, accettandole e integrandole nella nostra vita quotidiana. Questo processo non solo migliora il nostro benessere personale, ma arricchisce anche le nostre relazioni e la nostra vita professionale.</p><p>La bellezza del Voice Dialogue sta nella sua universalit&#224; e nella sua capacit&#224; di adattarsi a persone di diversi background e esperienze di vita. Ognuno di noi ha una storia unica, e il Voice Dialogue ci permette di esplorare questa storia in modo profondo e significativo. Ci insegna che ogni parte di noi, anche quelle che potrebbero sembrare meno desiderabili, ha un valore e un ruolo da giocare nella nostra vita.</p><p>Inoltre, il Voice Dialogue non &#232; solo un percorso di auto-scoperta; &#232; anche un viaggio di connessione con gli altri. Imparando ad accettare e amare tutte le parti di noi stessi, possiamo sviluppare una maggiore empatia e comprensione verso gli altri. Questo metodo ci apre a nuove prospettive e possibilit&#224;, permettendoci di vivere con maggiore autenticit&#224; e pienezza.</p><p>In definitiva, il Voice Dialogue &#232; un invito a intraprendere un viaggio di trasformazione personale, un viaggio che pu&#242; portarci a una vita pi&#249; ricca e soddisfacente. &#200; un percorso che consiglio vivamente a chiunque desideri esplorare le profondit&#224; della propria anima e scoprire il proprio vero potenziale.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ansia da prestazione: il pensiero che l'azzera in un secondo]]></title><description><![CDATA[Ansia da prestazione prima di una conferenza, una diretta, una vendita? Il pensiero semplice e potente che la azzera &#8212; e ti rende pi&#249; efficace.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/ansia-da-prestazione-il-pensiero</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/ansia-da-prestazione-il-pensiero</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 07:02:31 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/21537881-b0fc-4ed0-9209-5fa69fb32e5a_4000x6000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2>Ansia da prestazione: il pensiero che l&#8217;azzera in un secondo</h2><p>Qualche settimana fa ho tenuto uno speech ad una fiera molto grande che si tiene in Svizzera.</p><p>Una conferenza di un&#8217;ora su un tema che conosco come le mie tasche: come superare e imparare dai conflitti e dalle relazioni.</p><p>Nonostante questo, la mattina dell&#8217;evento, <em>pensando ai 15.000 visitatori della fiera</em> e al fatto che non conoscessi per nulla quell&#8217;ambiente perch&#233; non avevo mai partecipato a quella fiera prima (neanche come visitatrice), <em>un po&#8217; mi sono agitata.</em></p><p>&#200; normale, <strong>l&#8217;adrenalina fa parte del gioco e permette anche di fare una super performance: ti tiene concentrata, presente, sveglia ed energica.</strong></p><div><hr></div><h2>L&#8217;ansia da prestazione: cosa succede davvero</h2><p>Ma la maggior parte delle persone in quelle situazioni trasforma la normale adrenalina e attivazione in ansia da prestazione.</p><p>Non accettiamo di sentirci cos&#236;, non ci piace, <strong>vorremmo eliminare quelle sensazioni</strong>.</p><p>E cominciano a partire i pensieri peggiori: mi bloccher&#242;, far&#242; brutta figura, il pubblico si annoier&#224;, dimenticher&#242; le cose importanti.</p><p>E questo vale <strong>per ogni genere di prestazione</strong>: una <em>diretta</em> su Instagram, una lezione di un corso, un <em>colloquio</em> di lavoro, un esame scolastico, una presentazione di un progetto, un incontro di <em>vendita</em>&#8230;</p><div><hr></div><h2>Il meccanismo subdolo dell&#8217;ansia</h2><p>L&#8217;ansia fa una cosa subdola: sposta tutta l&#8217;attenzione su di noi. </p><p><em><strong>L&#8217;ansia da prestazione &#232; carica di ego</strong></em>: pensa che tutte le persone siano l&#236; solo per giudicarci, che siano l&#236; per noi come persone, non per quello che abbiamo da dire.</p><p><em><strong>Lega il nostro valore personale all&#8217;esito di quella prestazione,</strong></em> mandando in tilt il nostro sistema nervoso.</p><p>In altre parole, l&#8217;ansia non &#232; molto spirituale. &#128518;</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">This Substack is reader-supported. To receive new posts and support my work, consider becoming a free or paid subscriber.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p></p><div><hr></div><h2>Il pensiero che cambia tutto</h2><p>Per fortuna l&#8217;<strong>Ecologia Spirituale (la disciplina che ho ideato)</strong> pu&#242; venire in tuo soccorso anche in queste occasioni. C&#8217;&#232; una cosa che penso prima delle performance di qualsiasi tipo, che <strong>mi toglie completamente l&#8217;ansia da prestazione di dosso.</strong></p><p>Il pensiero &#232; duplice:</p><p><em>&#8220;Oggi non &#232; per me, &#232; per loro &#8212; per chi ci sar&#224; ad ascoltarmi. Sono a servizio della Vita e quando incontro altre persone lo sono ancora di pi&#249;.&#8221;</em></p><p><em>&#8220;Sono uno strumento della Vita, che sa trasmettere molto bene alcune verit&#224;, ed &#232; quello che sto per fare. Non tutti saranno pronti per prendere a pieno quello che dir&#242;, ma non &#232; questo il punto. Ognuno coglier&#224; ci&#242; che &#232; venuto a prendere oggi.&#8221;</em></p><div><hr></div><h2>Una performance &#232; una relazione</h2><p>Questo pensiero sposta l&#8217;attenzione sui <strong>veri protagonisti dell&#8217;incontro</strong>: chi guarder&#224; la presentazione, il cliente con cui sto per fare una call, chi ascolter&#224; la mia conferenza.</p><p>&#200; un pensiero semplice, ma potente, perch&#233; <strong>lavora a livello profondo e sistemico.</strong></p><p>Quando viviamo una performance, non siamo mai sole. Solo che le nostre parti critiche non vedono mai l&#8217;altra parte. O meglio la vedono, ma solo in una dinamica da tribunale: giuria (loro) e povero malcapitato sul banco degli imputati (io).</p><p>Invece una performance &#232; una relazione, prevede <strong>uno scambio in cui ognuna delle parti ha un ruolo: chi ascolta &#232; l&#236; per se stesso &#8212; anche in una call di vendita.</strong></p><p><strong>Quanto sceglieranno di mettersi in gioco non ha a che fare con noi </strong>o con il nostro valore, ma con loro.</p><div><hr></div><h2>Il tuo valore &#232; dato, non &#232; in discussione.</h2><p>Certo, potrai essere pi&#249; o meno divertente, coinvolgente, incisiva, preparata.</p><p>Ma sai da cosa dipender&#224;? <em><strong>Da quanto riuscirai a mettere da parte l&#8217;Ego e stare nella relazione che quella performance ti sta portando.</strong></em></p><p>Ascolta il potenziale cliente. </p><p>Ascolta l&#8217;energia del pubblico.</p><p>Stai con loro. Sei al servizio della Vita.</p><p>Non si tratta solo di te, si tratta della tua missione. E ogni micro passo ne fa parte.</p><p>Quindi <em><strong>&#8220;togliti di mezzo&#8221;</strong></em> e lascia fare alla Vita. Ti sei preparat&#601; per questo, ora lascia andare.</p><p>Come quando respiri: una parte la fai tu, una la Vita. </p><p>In una performance non &#232; diverso.</p><div><hr></div><h2>Togliti di mezzo &#8212; e diventa pi&#249; potente.</h2><p>Quando entriamo in questo flusso di pensieri, <strong>siamo molto pi&#249; performanti e potenti. </strong>Perch&#233; si azzera la paura, ma <strong>l&#8217;energia resta e diventa focalizzata, luminosa, propositiva.</strong></p><p>Non ti starai sminuendo, anzi. Sar&#224; una scelta profonda che non solo spazzer&#224; via l&#8217;ansia da prestazione, ma ti render&#224; anche molto pi&#249; carismatic&#601; ed efficace.</p><p><em><strong>Prova a portare questo pensiero con te prima della prossima volta che senti l&#8217;ansia salire.</strong></em> </p><p>Non devi eliminare le sensazioni &#8212; devi solo spostare il focus.</p><p style="text-align: center;"><em><strong>Da te, a loro. Da quanto vali, a quanto puoi dare. Dal giudizio, al servizio.</strong></em></p><p>Ed &#232; l&#236;, in quello spazio sottile, che la magia delle grandi performance accade davvero.</p><p>Se ci proverai, fammi sapere come andr&#224;. </p><p>Ti leggo nei commenti. &#127807;</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Come superare una crisi: la guida onesta di chi ci è passata]]></title><description><![CDATA[Come superare una crisi: la guida onesta di chi ci &#232; passata.
Cosa funziona davvero, cosa no &#8212; e perch&#233; non devi farlo da sola.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/come-superare-una-crisi-la-guida</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/come-superare-una-crisi-la-guida</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 07:01:06 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/e21ac80f-8f2d-440f-b64b-7a94db629856_4000x6000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2>Come superare una crisi: la guida onesta di chi ci &#232; passata</h2><p>In questo periodo di grande rinascita ed energia che sto vivendo, mi capita spesso di pensare a cosa stavo vivendo l&#8217;anno scorso.</p><p>Avevo cos&#236; tanta paura che non avrei pi&#249; ritrovato la strada, che anche i consigli pi&#249; saggi o le indicazioni pi&#249; ovvie faticavo a prenderle davvero.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Pensavo <em>&#8220;parli bene tu che non senti quello che sto sentendo io&#8221;</em>, perch&#233; la vulnerabilit&#224; era talmente grande che avrei avuto bisogno di una delicatezza quasi impossibile.</p><p>Ora ci penso con un sorriso sghembo sulle labbra, ricco di tenerezza.</p><p><strong>Penso spesso al fatto che vorrei andare da lei e dirle tante cose belle e importanti. </strong>E dato che a lei non posso dirle, ho deciso di condividerle qui con te, perch&#233; se stai attraversando una crisi, sono certa che ti faranno tanto bene al cuore.</p><div><hr></div><h2>Passer&#224;.</h2><p>Lo so, sembra una di quelle frasi fatte e banali, ma quando attraversi una crisi non ci credi mica che sar&#224; solo un momento. Quando ci sei dentro, senti che sar&#224; eterno.</p><p>E questo rende tutto pi&#249; difficile e confuso. Tutti intorno a me mi dicevano di attraversare il dolore, che sarebbe passata, ma io non riuscivo a crederci.</p><p>E invece &#232; stato davvero cos&#236;. <em><strong>Passer&#224;, davvero.</strong></em></p><h2>Passer&#224; quando smetterai di combattere contro te stessa.</h2><p><strong>Non &#232; la stessa indicazione di prima.</strong></p><p>Perch&#233; se &#232; certo che quel momento passer&#224;, il <em><strong>quando</strong></em> dipende solo ed esclusivamente da te.</p><p>Puoi continuare a mettere prima il dovere, a tenere, lottare, incaponirti, arrabbiarti con chi ti d&#224; dei feedback, arrabbiarti con la Vita perch&#233; &#232; ingiusta o con te stessa perch&#233; non sei pi&#249; come prima.</p><p>Puoi continuare a desiderare che tutto torni come prima.</p><p>E questo prolungher&#224; la sofferenza o la confusione.</p><p><strong>Ed &#232; una tua libera scelta.</strong></p><p>Quando smetterai di lottare contro la Vita, <strong>chinerai il capo e dirai un &#8220;S&#236;&#8221; profondo</strong>, di Anima, a ci&#242; che senti e ti sta accadendo, tutto cambier&#224; prospettiva. </p><p>S&#236;, alla paura. </p><p>S&#236; agli accadimenti.</p><p>S&#236; alle lezioni.</p><div><hr></div><h2>Non &#232; contro di te, &#232; per te.</h2><p>Questa &#232; per veri Pro, lo so. Quando le cose non girano, questa frase fa girare parecchio le scatole.</p><p>Ma se non te la dicessi, sarei una brutta persona. &#128518;</p><p>Perch&#233; quando smetti di andare contro, <strong>allora puoi vedere l&#8217;Amore che sta dietro le cose. </strong>Puoi cogliere le lezioni e metterle in pratica, puoi evolverti, trasformarti, diventare chi la Vita ti sta chiedendo di essere.</p><p>Le difficolt&#224; arrivano con obiettivi specifici. Sono opportunit&#224; specifiche se decidi di coglierle invece di sentirtene vittima.</p><div><hr></div><h2>Prenditi le tue responsabilit&#224;.</h2><p><em><strong>Finch&#233; giocherai al gioco della vittima degli eventi, sarai impotente. </strong>(Lo so, questa arriva come una secchiata gelida. Ma &#232; la pi&#249; potente di tutte)</em></p><p>Vuoi sentirti padrona del tuo percorso? Vuoi creare un futuro diverso? Per farlo devi accettare che sei stata padrona anche di ci&#242; che hai creato fino ad ora.</p><p>&#200; un passaggio obbligato. <strong>Non sono stati gli altri, sei stata tu.</strong></p><p>Non &#232; colpa, &#232; responsabilit&#224;. E <strong>la responsabilit&#224; &#232; potere.</strong></p><p><em><strong>Guardati in faccia e accettalo con amore, non con giudizio.</strong></em> Allora tornerai ad essere potente come sei davvero.</p><h2>Abbi pazienza.</h2><p><em>La fretta ti terr&#224; bloccata nel loop all&#8217;infinito.</em></p><p>Perch&#232; quasi certamente, una delle cose che questa crisi vuole dirti &#232; di smettere di correre dietro ad obiettivi che non ti appartengono, che sono vuoti di Senso.</p><p>Rallenta, o fermati addirittura.</p><p>Cos&#236; potrai finalmente ascoltarti e iniziare a capirci qualcosa.</p><p><strong>Devi svegliarti da una lunga ipnosi, e per questo serve tempo.</strong></p><p>Se non vuoi prendertelo, mi dispiace, perch&#233; la Vita &#232; pi&#249; forte di te, e se vuole insegnarti la pazienza lo far&#224;.</p><p>Lei &#232; paziente con te, non ha fretta. Ha tutto il tempo del mondo.</p><p><em><strong>E tu?</strong></em></p><p><em><strong>Ricorda sempre che il bosco non corre, eppure cresce.</strong></em></p><div><hr></div><h2>Non ne uscirai da sola.</h2><p>Se la crisi la senti da tempo, hai bisogno di qualcuno che ti accompagni lungo la strada, perch&#233; adesso l&#8217;hai ingarbugliata un bel po&#8217; e scioglierla da sola significher&#224; metterci una vita.</p><p>Ho avuto clienti ferme da anni su un blocco, con mille tentativi alle spalle: corsettini, libri, investimenti con professionisti mediocri perch&#233; non volevano investire seriamente.</p><p>&#8220;Costa troppo&#8221; dicevano, &#8220;Adesso non posso&#8221; dicevano.</p><p>E cos&#236; il blocco non si muoveva da l&#236;, anzi peggiorava. Perch&#233; si univa la frustrazione di non vedere cambiamenti: e questo diminuiva ancora di pi&#249; la fiducia in s&#233; e aumentava la credenza di avere qualcosa che non andasse.</p><p>E poi l&#8217;investimento magari l&#8217;hanno fatto, ma avendo perso tantissimo tempo (che vale 100 volte tanto i soldi) e aggiungendolo a quelli gi&#224; fatti.</p><p><em><strong>Chiedi aiuto. Il tuo valore non diminuir&#224;, aumenter&#224;.</strong></em></p><p>Solo le persone davvero forti e consapevoli sanno quando chiedere aiuto, diventa una di loro.</p><p>Ecco, questa &#232; l&#8217;unica indicazione di cui non avevo bisogno (ma magari tu s&#236;), perch&#233; &#232; sempre stato il mio faro.</p><p>L&#8217;anno scorso, ogni mese, ho investito pi&#249; in percorsi che in mutuo della casa (e noi paghiamo 1.300&#8364; al mese di mutuo), in un momento in cui stavo lavorando la met&#224; del solito.</p><p>E sai cosa? Meno male.</p><p>Perch&#233; GRAZIE &#232; l&#8217;ultima (o forse la prima) cosa che direi alla me dell&#8217;anno scorso.</p><h2>Grazie.</h2><p>Mentre tutti mi dicevano &#8220;sono troppi&#8221;, io sentivo di aver bisogno di tutti quegli spazi di cura di me, a 360 gradi. <em><strong>Ho sperimentato l&#8217;impossibile e ho smosso montagne. </strong></em></p><p>Ho fatto tutto ci&#242; che sentivo necessario per me, andando anche dall&#8217;altra parte del mondo a fare delle esperienze che la maggior parte delle persone ha paura di fare.</p><p>E questo mi ha portato a superare qualcosa, che per le persone richiede anni di lavoro, in qualche mese. </p><p>E ad aumentare tantissimo le mie competenze professionali (come effetto collaterale non previsto) e adesso mi ritrovo anche molto pi&#249; forte professionalmente.</p><p><em>Se sei arrivata a leggere fino a qui, mi sa che sei gi&#224; sulla strada giusta.</em></p><p><em>Sicuramente hai fatto passi avanti in termini di pazienza.</em></p><p><strong>Se hai domande, se vuoi raccontarmi la tua storia, se questo articolo ti &#232; stato utile, ti leggo nei commenti.</strong></p><p>Con il cuore &#10084;&#65039;, </p><p>Silvia</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. 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Perch&#233; &#232; una vera e propria chiamata della Vita, che ti sta chiedendo di diventare di pi&#249;, di dare e darTI di pi&#249;.</p><div><hr></div><h2>Crisi, stasi, blocco: le parole che usiamo (e che ci ingannano)</h2><p>Molti la chiamano crisi esistenziale, dando a questa dimensione una connotazione negativa che non ha. Oppure per altri &#232; un momento di stasi, in cui vorremmo che accadesse qualcosa di importante nella nostra vita &#8212; nuovi clienti, una relazione di coppia, un riconoscimento esterno &#8212; e invece no. Silenzio. Stasi. Tutto fermo.</p><p>E quella sensazione di vuoto aumenta, ci invade, ci scuote. Lo chiamiamo blocco, e di nuovo sembra qualcosa di brutto, da lasciar andare il pi&#249; in fretta possibile.</p><p><strong>Questo &#232; il primo e pi&#249; grande errore che facciamo.</strong></p><div><hr></div><h2>Cosa ho capito attraversando il vuoto</h2><p>Io stessa per anni nel mio lavoro ho usato la parola blocco e velocit&#224; di sblocco nella stessa frase. Ma sbagliavo. E l&#8217;ho capito continuando a nuotare immersa in quel vuoto.</p><p>I blocchi, le crisi, sono dei momenti difficili, paurosi e anche dolorosi, in cui <strong>riceviamo dei chiari segnali. Il corpo parla, la Vita grida.</strong></p><p><strong>Ti dicono di ampliarti, di evolvere, di lasciar andare con amore la vecchia pelle, di trasformarti.</strong></p><div><hr></div><h2>La vecchia pelle non ti serve pi&#249;</h2><p>L&#8217;identit&#224; che ti ha accompagnato fino ad ora non funziona pi&#249; per diventare chi sei destinat&#601; ad essere. Perch&#233; chi sei oggi &#232; uno spazio nato per farti sentire al sicuro nella vita che hai avuto fino ad ora. <strong>Mentre chi sei destinat&#601; ad essere si sentir&#224; al sicuro in una vita diversa, in una identit&#224; diversa.</strong></p><p>E il vuoto &#232; il segnale che ti dice che sei pront&#601; per quel grande passo. Un passo che richieder&#224; tempo &#8212; quanto? Tutto quello necessario, &#232; ovviamente soggettivo. Un passo che sar&#224; fatto da tanti piccoli passi.</p><div><hr></div><h2>Non sei sol&#601;: l&#8217;uscita si fa in due</h2><p>Pensiamo di dover affrontare tutto questo da sol&#601;, ma non &#232; cos&#236;. <strong>L&#8217;uscita da questa dimensione si fa in due: </strong><em><strong>tu e la Vita</strong></em><strong>.</strong></p><p>Il passo pi&#249; grande &#232; proprio questo: <strong>uscire dalla dimensione di Io e entrare nella dimensione di Noi.</strong></p><p>Non si pu&#242; diventare cos&#236; ampi da sol&#601;: lo dice anche il tuo respiro. </p><p><strong>Inspiri e agisci, espiri e lasci andare alla Vita.</strong></p><div><hr></div><h2>E adesso?</h2><p><strong>Il vuoto non &#232; un nemico da combattere o un ostacolo da rimuovere in fretta. &#200; una soglia.</strong></p><p></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">This Substack is reader-supported. To receive new posts and support my work, consider becoming a free or paid subscriber.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Resta in piedi su quel bordo, anche quando fa paura. Anche quando non vedi cosa c&#8217;&#232; dall&#8217;altra parte. Perch&#233; il tuo corpo lo sa gi&#224;, anche se la testa ancora non capisce.</p><p>Quel vuoto nello stomaco, quel rimbombo in testa &#8212; non sono segnali che stai sbagliando. <strong>Sono segnali che stai crescendo.</strong></p><p>E crescere, lo sai, non si fa mai davvero da soli.</p><p><strong>C&#8217;&#232; una cosa concreta, semplice e potentissima che puoi fare gi&#224; oggi,</strong> e che ti chiedo di provare.</p><ul><li><p>Mettiti almeno 3 sveglie durante il corso della tua giornata Tre, quattro, cinque volte al giorno, a orari diversi. Quando suona, fermati un secondo solo e chiediti: <em>sto respirando?</em></p></li></ul><p>Non come domanda retorica. Ma come atto di presenza.</p><ul><li><p>Quindi fai almeno <strong>cinque respiri profondi. Senti il tuo corpo</strong>. Senti i tuoi piedi sul pavimento, la tua schiena, la tua pancia che si espande e si rilassa, il tuo petto che si apre. <strong>Senti che sei qui, in questo momento, nel mondo.</strong></p></li></ul><p>Perch&#233; <em>nel tuo respiro c&#8217;&#232; tutto quello che ti serve ricordare nei momenti di vuoto: che non sei mai sol&#601;.</em></p><p>Ogni volta che inspiri, la Vita entra in te. Ogni volta che espiri, tu ti fidi di lei e la lasci fare.</p><p><strong>Questo scambio avviene da quando sei nat&#601;, silenzioso e costante, anche nei momenti pi&#249; bui, anche quando tutto sembra fermo. Anche quando senti il vuoto.</strong></p><p>La Vita &#232; sempre dentro e accanto a te. In ogni respiro, senza eccezioni.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ti spiego perché Elsa di Frozen è il tuo nuovo spirito guida]]></title><description><![CDATA[I passi fondamentali per realizzare te stessa, superando i blocchi e gli ostacoli interiori che incontrerai lungo il cammino.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/ti-spiego-perche-elsa-di-frozen-e</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/ti-spiego-perche-elsa-di-frozen-e</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:28:34 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/fc7e63b3-ae1e-4168-b3fb-5db8a87a9af4_795x530.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni ho iniziato spesso a sentirmi Elsa. Non solo per gli occhi azzurri, i capelli quasi bianchi, amo le trecce, pattinare sul ghiaccio e il blu mi sta d&#8217;incanto addosso.</p><p><strong>C&#8217;&#232; molto di pi&#249;</strong>.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. 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Il suo potere &#232; alla luce del sole, e va bene cos&#236; a tutti.</p><div><hr></div><h2>L&#8217;incidente che cambia tutto</h2><p>Poi un giorno avviene un incidente che cambier&#224; tutto. Anna, la sorellina, presa dal gioco, la mette sotto pressione, e si fa male. Elsa la colpisce. &#200; un incidente, ma scatta l&#8217;allarme generale.</p><p>I genitori per la prima volta si accorgono che il potere di Elsa &#232; tanta roba (ma davvero?!&#128518;), lo sciamano li mette in allerta. E cancella dalla memoria della sorellina i ricordi di quel potere.</p><p>In altre parole: <strong>sei troppo, non sai ancora controllarti, allora &#232; meglio nascondere questo potere, a tutti.</strong></p><div><hr></div><h2>La lezione che abbiamo imparato tutte</h2><p>Il castello viene chiuso, Elsa vive in una stanza, da sola per anni. Non parla neanche pi&#249; con la sorella. Si chiude in se stessa, perch&#233; <strong>ha paura del proprio potere</strong>.</p><p>E impara una lezione che abbiamo imparato tutte ad un certo punto della nostra vita: <strong>quella qualit&#224; che ti rende diversa (unica) va nascosta</strong>. E se non impari ad essere normale, anche tu, la vera te, vai nascosta.</p><p>(<em>Ti ricorda qualcosa?</em>)</p><div><hr></div><h2>Genitori completamente persi</h2><p>I genitori sono completamente incapaci di gestire la situazione. Nessun training da qualche sciamano, nessun incontro con uno psicologo infantile, niente.</p><p>L&#8217;unica pensata in 10 anni &#232; quella di partire, lasciare sole le ragazze, e vivere una ricerca molto pericolosa che porter&#224; entrambi alla morte. Sacrificati a caso, senza una spiegazione, una lettera, un bigliettino per spiegare cosa stava accadendo. Niente di niente.</p><p>Con tutto l&#8217;amore del mondo, la sindrome da abbandono di Anna mi sembra pi&#249; che comprensibile a questo punto (<em>ma questa &#232; un&#8217;altra storia!</em>&#128584;).</p><div><hr></div><h2>Quando la vita ti catapulta sotto i riflettori</h2><p>E cosa accade adesso? Di colpo la reclusa Elsa, non solo deve uscire alla luce del sole, ma diventer&#224; regina. Un singolo evento traumatico la catapulta sotto i riflettori. Il suo potere diventa sempre pi&#249; difficile da controllare.</p><p>Come quando nella vita, <strong>accade qualcosa che porta in luce le tue vulnerabilit&#224;, quelle parti di te che hai sempre cercato di nascondere, anche a te stessa</strong>.</p><p>E tu non puoi pi&#249; nasconderti, <strong>devi assumerti delle responsabilit&#224;, devi crescere.</strong></p><p>Pu&#242; essere un nuovo lavoro, la nascita di un figlio, la fine di una relazione, un lutto, un trasferimento, il desiderio di realizzare davvero un progetto, il bisogno di crescere economicamente&#8230;</p><p>E in questo passaggio, tutto ci&#242; che &#232; stato nascosto riemerge, con una potenza incontrollabile. Al primo momento di emotivit&#224;, il potere emerge con violenza.</p><div><hr></div><h2>Ripetiamo l&#8217;unico schema che conosciamo </h2><p>E cosa decide di fare Elsa in quel momento? Scappare. Riapplicare l&#8217;unico schema che conosce: la fuga, nascondersi dal mondo.</p><p>Ti &#232; mai successo di bloccarti e nasconderti di fronte a blocchi e difficolt&#224;? O di non saper dosare le reazioni dopo esserti controllata troppo, troppo a lungo?</p><p>La repressione della sua vera essenza la porter&#224; a mettere in pericolo di vita l&#8217;unica persona che ama al mondo.</p><div><hr></div><h2>Cosa ci pu&#242; salvare? </h2><p><strong>L&#8217;amore la salver&#224;.</strong> Elsa capir&#224; che pu&#242; essere se stessa, grazie all&#8217;amore della sorella. (<em>Tralasciamo i comportamenti autodistruttivi di Anna, come dicevo, la sindrome da abbandono &#232; parecchio pericolosa per lei</em>.)</p><p>E capisce che quel suo grande potere non pu&#242; solo ferire gli altri, ma se gestisce le proprie emozioni, pu&#242; controllarlo. <strong>E pu&#242; essere anche un dono incredibile, immenso</strong>.</p><p>(Chiedo per un&#8217;amica: <em>Cosa sarebbe accaduto se da bambina le avessero insegnato ad accogliere quella parte di s&#233; senza demonizzarla e le avessero insegnato a gestire le proprie emozioni?</em>)</p><div><hr></div><h2>La storia non finisce qui: la chiamata della Vita al livello successivo</h2><p>Ma la storia non finisce qui. Perch&#233; il potere di Elsa rappresenta anche la sua missione, e dopo che lo ha accettato, inizia a chiamarla per passare al livello successivo.</p><p><em>Ti rispecchi</em>? <strong>Trovi un equilibrio e accade qualcosa per cui la vita ti chiede di crescere, ancora.</strong></p><p>&#200; una chiamata che non riesci ad ignorare, e anche Elsa, questa volta, la segue, non scappa.</p><div><hr></div><h2>Il secondo processo interiore: abbracciare la propria missione</h2><p>Nel secondo film Elsa &#232; consapevole del proprio potere, e decide di esplorarlo invece di nasconderlo. <strong>Abbraccia la propria missione totalmente,</strong> nonostante il mondo esterno le chieda di restare buona buona al castello.</p><p>E cos&#236; scopriamo che il viaggio suicida dei genitori era destinato ad Elsa, e che l&#236; c&#8217;&#232; la chiave di un segreto familiare che lei e Anna, insieme, potranno sanare.</p><p>Spesso le eredit&#224; dei nostri antenati ci bloccano, e nei percorsi che facciamo <strong>siamo chiamate a riscrivere la storia</strong>, a mettere la giusta distanza, per poter davvero accogliere le nostre radici. Scoperchiare la verit&#224;, e fare le nostre scelte. Che possono essere diverse da quelle di chi ci ha precedute.</p><div><hr></div><h2>Non devi fare tutto da sola, portare il mondo sulle tue spalle.</h2><p>Ed &#232; cos&#236; che Elsa, che nella foga di proteggere tutti (<em>altra corrispondenza: io sono quella forte, quindi devo fare tutto da sola</em>), impara un&#8217;altra lezione: le grandi imprese si compiono insieme.</p><p>Ad un certo punto <strong>chiede aiuto</strong> ad Anna (<em>vogliamo parlare di quanto sia difficile  chiedere aiuto?</em>), che, per la seconda volta, la salva. Perch&#233; quella trasformazione riguarda entrambe, anche se in modi diversi.</p><div><hr></div><h2>Essere potenti significa accogliersi totalmente</h2><p>E cos&#236; Elsa pu&#242; finalmente <strong>abbracciare la sua essenza</strong>, scegliere di vivere in accordo con la Natura, nella sua natura e di servire la Vita sentendosi libera nel farlo.</p><p>E condivide con Anna le responsabilit&#224;. <strong>Impara che essere potenti significa accogliersi totalmente, lasciarsi andare a se stesse, e condividere con gli altri il proprio percorso.</strong></p><p>Non portare tutto sulle proprie spalle. &#8220;Un ponte ha due sponde.&#8221;</p><p>Capisce che anche l&#8217;apparentemente fragile Anna ha un grande potere: il coraggio e l&#8217;amore. E che questi poteri si sposano con i propri.</p><div><hr></div><h2>Perch&#233; Elsa pu&#242; ispirarti e guidarti</h2><p>Per questo Elsa pu&#242; ispirarti e guidarti: a prendere <strong>contatto e consapevolezza con le tue unicit&#224;, smettendo di giudicarle, nasconderle e averne paura</strong>.</p><p><strong>Gestire le tue emozioni</strong>, in modo che le tue luci e ombre siano doni e non pericoli.</p><p>Renderti <strong>libera di fare le tue scelte,</strong> senza la paura di ferire gli altri, ma rendendoti conto che dove senti di stare bene, &#232; l&#236; che puoi servire la vita al tuo meglio.</p><p><strong>Riconoscere le risorse di chi ti sta accanto nel viaggio</strong>, valorizzandole, imparando a <strong>chiedere aiuto.</strong> Perch&#233; da soli non si possono compiere le stesse imprese che si possono compiere insieme.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. 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Ti senti bloccat&#601; dall'idea di "meritare"? 
3 passi per fluire con la vita e aprirsi all'abbondanza.]]></description><link>https://silviaabrami.substack.com/p/prosperita-e-abbondanza-nella-vita</link><guid isPermaLink="false">https://silviaabrami.substack.com/p/prosperita-e-abbondanza-nella-vita</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Abrami]]></dc:creator><pubDate>Mon, 16 Mar 2026 14:13:28 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/9fe095c6-0226-4236-9288-3352847869d9_5943x3962.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ho meritato davvero tutto questo?&#8221;</p><p>Oppure</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. 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Io stessa ho attraversato molte volte questa fase di riflessione e autovalutazione.</p><p>In un mondo che spesso ci insegna che il successo &#232; direttamente proporzionale al merito (se fai il brav&#601; le cose belle arrivano, arrivano i bei voti e magari le promozioni&#8230;) e che lega l&#8217;idea di realizzazione al valore personale (se vali ti realizzi, altrimenti probabilmente non sei una personale di valore o meritevole) &#232; normale pensare che se facciamo del nostro meglio, otterremo ci&#242; che desideriamo; o che, se non stiamo ottenendo risultati, sia colpa nostra: siamo in qualche modo sbagliat&#601; o abbiamo sbagliato strada.</p><p>Ma, (allerta spoiler!) dopo 25 anni di lavoro su me stessa e dopo aver guidato migliaia di persone nella trasformazione delle proprie vite, ho imparato una lezione preziosa: la prosperit&#224; e l&#8217;abbondanza <strong>non si basano solo sul merito</strong>.</p><p>Shock! &#128518;</p><p>C&#8217;&#232; molto di pi&#249; dietro questo concetto, e nelle prossime righe, esploreremo insieme un approccio diverso (in 3 step) per abbracciare la prosperit&#224; nella tua vita.</p><p>Scopriremo come passare dalla pretesa e dalla frustrazione al riconoscimento delle opportunit&#224; gi&#224; presenti nella tua vita e come connettersi al flusso naturale della vita per raggiungere un livello di abbondanza che potresti non aver mai immaginato.</p><p>&#200; il momento di abbracciare una prospettiva nuova e positiva sulla prosperit&#224; e iniziare a vivere una vita pi&#249; appagante e gratificante.</p><h2>Partiamo dalle base: cos&#8217;&#232; davvero la prosperit&#224;?</h2><p>La prima cosa che voglio dirti &#232; che la prosperit&#224; non &#232; un atteggiamento che ha a che fare solo con denaro e ricchezza: &#232; un&#8217;apertura verso la vita che si riflette su ogni aspetto della nostra esistenza.</p><p>Avere un atteggiamento di abbondanza significa avere fiducia, vivere relazioni appaganti e piene, sentirsi ricch&#601; di opportunit&#224;, sentire che le cose accadono facilmente e, quando si incontrano gli ostacoli, avere la fiducia di saperli accettare e di imparare qualcosa di buono dalla loro presenza nella nostra vita.</p><p>Questo ovviamente ha un impatto fortissimo su ci&#242; che ci accade, sul nostro successo economico (perch&#233; ci d&#224; la fiducia di seguire i nostri sogni, aumentare i prezzi o chiedere un aumento a lavoro, sentirci morbidi e brillanti, quindi attirare belle opportunit&#224;, etc), ma anche su come ci sentiamo verso la Vita in generale.</p><p>Coltivare la prosperit&#224; intesa in quest&#8217;ottica, ti cambier&#224; la vita completamente&#8230; per me ha funzionato cos&#236;.</p><h2>Meritocrazia non meritocratica e aspettative frustranti</h2><p>Per coltivare l&#8217;abbondanza nella tua vita, &#232; fondamentale fare un salto mentale dal nostro essere bambini che meritano le ricompense, all&#8217;essere adulti che sanno che la Vita &#232; pi&#249; complessa di cos&#236;, e che non basta fare i bravi per avere risultati.</p><p>Anzi, spesso serve disobbedire e ribellarsi alle regole che abbiamo seguito nella nostra vita fino ad ora.</p><p>Lo so, sono frasi forti e che magari ti urtano anche un po&#8217;, ma ti svelano la verit&#224; su come funzionano realmente i risultati, il successo, la felicit&#224; e l&#8217;abbondanza&#8230; per questo penso che valga la pena dirtele.</p><p>La meritocrazia &#232; un concetto che permea la nostra cultura. Cresciamo con l&#8217;idea che se lavoriamo duramente, facciamo le cose per bene e dimostriamo il nostro valore, allora riceveremo ci&#242; che ci spetta. Questo approccio nasce dalla nostra educazione scolastica e culturale basata su premi e punizioni, e pu&#242; essere anche motivante in alcune situazioni, e spingerci a cercare di eccellere in ci&#242; che facciamo.</p><p>Questa aspettativa &#232; (ahim&#233;) radicata nella nostra cultura e spesso la percepiamo come una sorta di contratto implicito con la vita stessa.</p><p>Ma la realt&#224; &#232; che la Vita vera, quella dei progetti e dei sogni realizzati, non funziona sempre in questo modo.</p><p>Non basta solo meritare le cose per farle accadere.</p><p>Come ho imparato attraverso anni di esperienza personale e il lavoro con migliaia di individui, la vita spesso ci riserva sorprese. Non sempre otteniamo ci&#242; che pensiamo di meritare, nonostante i nostri sforzi sinceri.</p><p>Ti &#232; mai capitato di avere quel compagno di classe che studiava la met&#224; di te ma otteneva risultati uguali o addirittura migliori? Sembrava ingiusto se consideriamo la fatica come metro di giudizio, ma se invece la fatica non fosse un valore?</p><p>Cos&#236; possiamo arrivare a provare sentimenti di delusione, frustrazione e ingiustizia.</p><p>Questo concetto ci porta direttamente al primo passo da compiere: lasciare andare frustrazioni e rancori per le pretese.</p><p>Prima di buttarci a capofitto nel primo passo, ho una doverosa premessa da fare&#8230;</p><p>Non sto dicendo che il merito non sia importante. L&#8217;azione, la dedizione e l&#8217;impegno sono fondamentali per raggiungere i nostri obiettivi. Tuttavia, quello che sto cercando di trasmetterti &#232; che il merito da solo potrebbe non essere sufficiente a garantire il successo e l&#8217;abbondanza nella tua vita.</p><p>La Vita &#232; complessa e influenzata da molteplici variabili (leggi anche: non contano solo le tue azioni!). Le circostanze, le opportunit&#224; e gli eventi esterni possono giocare un ruolo significativo nel determinare il nostro percorso. Anche quando ci sforziamo al massimo, potremmo incontrare ostacoli o sfide che vanno oltre il nostro controllo.</p><p>E non possiamo farci nulla.</p><p>Quando invece ci atteniamo rigidamente all&#8217;idea della meritocrazia e ci aspettiamo che il nostro impegno venga sempre ricompensato, rischiamo di diventare frustrati e amareggiati quando le cose non vanno come previsto. Questa frustrazione pu&#242; influenzare negativamente il nostro benessere emotivo e la nostra capacit&#224; di cogliere le opportunit&#224; (e tenerci lontanissimi dall&#8217;abbondanza!).</p><p>Invece dobbiamo imparare a lasciar andare questi pensieri e liberarci da questi sentimenti.</p><p>E se l&#8217;impegno (impegnarsi non significa per forza fare fatica), unito alla conoscenza di s&#232;, dei proprio punti di forza, e alla fiducia nella possibilit&#224; di avere successo diventassero i nuovi valori guida della realizzazione? (tra l&#8217;altro non era questo mix che mettevano inconsapevolmente in atto i compagni di classe citati poco fa?! &#128516;)</p><p>Per questo l&#8217;azione &#232; importante, ma c&#8217;&#232; di pi&#249;&#8230;</p><h2>Step 1: lascia andare rancori e frustrazioni legati a pretese disattese</h2><p>Non (solo) perch&#233; serbare rancore e vivere la frustrazione influenza negativamente la qualit&#224; della tua vita (che non &#232; poco!!), ma anche perch&#233; questo atteggiamento ci impedisce di cogliere le opportunit&#224; gi&#224; presenti nella nostra vita.</p><p>&#200; del tutto naturale desiderare il meglio per noi stessi. Vogliamo il successo, la felicit&#224;, l&#8217;abbondanza, e ci sforziamo per ottenerli. Tuttavia, quando ci aspettiamo che la vita ci dia tutto ci&#242; che desideriamo, ci mettiamo in una posizione di pretesa. Pretendiamo che le cose accadano esattamente come le immaginiamo, senza considerare le reali sfide e incertezze che la vita pu&#242; presentare&#8230; un po&#8217; come fanno i bambini, che non sanno ancora cogliere le complessit&#224; della vita e spesso pretendono.</p><p>Quando le nostre aspettative non sono soddisfatte, sperimentiamo frustrazione e delusione. Ci sentiamo come se la vita ci avesse ingiustamente negato ci&#242; che ci spetta. Questo pu&#242; generare rancore e un senso di amarezza che ci porta lontano dalla felicit&#224; e dalla realizzazione dei nostri obiettivi (continui a vedere il parallelismo con i bambini, vero?! Se hai mai detto di &#8220;no&#8221; ad un bambino, sai benissimo di cosa sto parlando &#128518;).</p><p>Ora non voglio dire che la vita o il destino siano la nostra mamma o il nostro pap&#224;, ma se ci irrigidiamo davanti a ci&#242; che la Vita ci presenta, l&#8217;esito sar&#224; all&#8217;incirca lo stesso.</p><p>Quando ci comportiamo come bambini capricciosi, ci mettiamo in un ciclo continuo di frustrazione. Pretendiamo di meritare di pi&#249;, ci arrabbiamo quando le cose non vanno come vogliamo e questo ci rende ancora pi&#249; frustrati. Questa frustrazione pu&#242; influenzare negativamente le nostre relazioni e la nostra percezione della vita stessa.</p><p>Inoltre, questo atteggiamento non ci avvicina ai nostri obiettivi. La frustrazione e la rabbia ci rendono ciechi alle opportunit&#224; che potrebbero essere gi&#224; presenti nella nostra vita. Non siamo in grado di vedere il buono che ci circonda perch&#233; siamo troppo concentrati su ci&#242; che ci manca.</p><p>Se non sai come lasciar andare la frustrazione, <a href="https://www.silviaabrami.it/consapevolezza/rimuginare-sugli-errori-ecco-2-modi-per-smettere-di-farlo/">in questo articolo</a> troverai un esercizio semplice che, se svolto spesso, pu&#242; alleggerirti la vita tantissimo!</p><p>Ecco che arriviamo quindi al secondo passo da compiere&#8230;</p><h2>Step 2: Osserva quello che c&#8217;&#232; gi&#224; nella tua vita</h2><p>Vedere ci&#242; che c&#8217;&#232; gi&#224; significa guardare la vita come un partner di opportunit&#224; anzich&#233; di privazione. Ho imparato questa lezione attraverso le ingiustizie professionali che ho vissuto.</p><p>Proprio cos&#236;, la mia carriera lavorativa non &#232; stata tutta rose e fiori, anzi! Ma invece di lamentarmi per ci&#242; che mancava (o, pi&#249; precisamente, dopo aver lasciato andare la rabbia con numerose lettere di rabbia &#128518;), ho iniziato a valorizzare ci&#242; che avevo e ho cominciato a cogliere le opportunit&#224; che si presentavano.</p><p>Mi sono trovata in una situazione in cui sapevo di avere le competenze, l&#8217;esperienza e la dedizione per ottenere risultati eccezionali nel mio lavoro, ma non stavo ricevendo le opportunit&#224; e i riconoscimenti che credevo di meritare. Era una situazione frustrante e ingiusta, ma ho deciso di affrontarla in modo diverso.</p><p>Ho iniziato a guardare alla mia situazione da una prospettiva diversa. Invece di concentrarmi su ci&#242; che mi mancava, ho cominciato a valorizzare ci&#242; che avevo. Avevo competenze uniche, esperienza, una rete di contatti e una passione per il mio lavoro. Ho riconosciuto che queste risorse erano gi&#224; presenti nella mia vita e che potevano essere la chiave per il mio successo futuro.</p><p>Una volta che ho iniziato a vedere ci&#242; che c&#8217;era gi&#224; nella mia vita, ho cominciato a cogliere le opportunit&#224; che si presentavano. Ho smesso di aspettare che le opportunit&#224; mi cadessero dal cielo e ho cominciato a creare le mie stesse occasioni. Ho preso in mano il mio destino e ho cominciato a muovermi nella direzione che desideravo.</p><p>Questa trasformazione personale &#232; stata fondamentale per la mia realizzazione e felicit&#224; professionale.</p><p>Ho imparato che la vita &#232; piena di risorse e opportunit&#224;, ma spesso non le vediamo perch&#233; siamo troppo concentrati su ci&#242; che ci manca. Quando ci focalizziamo su ci&#242; che abbiamo e su come possiamo sfruttarlo al massimo, possiamo raggiungere risultati straordinari.</p><p>&#8220;<em>Ok Silvia ho capito! Invece di stare ferma a meditare e aspettare che le cose piovano dal cielo, mi baster&#224; apprezzare ci&#242; che la vita mi offre e tutto arriver&#224; magicamente! </em>&#129321;&#8221;</p><p><em>&#8230;mmmh non proprio! </em>&#128518;</p><p>Nel mio caso personale, la fiducia nella vita e in ci&#242; che mi offriva &#232; stato un elemento cruciale di questo cambiamento. Ma non &#232; stata la sola cosa che ho fatto per arrivare dove sono ora.</p><p>Ho cominciato a credere in me stessa e nelle mie capacit&#224;. Ho smesso di aspettare che gli altri riconoscessero il mio valore e ho cominciato a promuovermi e a prendere iniziative, ad alzare la mano, a mostrarmi, a dire la mia e ad essere proattiva. Questa fiducia ha attirato nuove opportunit&#224; e mi ha aperto porte che prima sembravano chiuse.</p><p>Ho imparato a lasciarmi andare alla vita, a impegnarmi, a propormi e a valorizzarmi. Ma ho anche imparato a lasciare che la vita fluisca naturalmente. Ho smesso di forzare le cose e ho iniziato a seguire il flusso, come un fiume che scorre senza sforzo.</p><p>E a proposito di flusso che scorre&#8230;</p><h2>Step 3: Connettiti al flusso della vita e fluisci con essa</h2><p>L&#8217;ultimo passo (non per importanza ovviamente) verso la realizzazione e l&#8217;abbondanza &#232; connettersi al flusso della vita. Significa imparare che dopo esserci impegnati, e valorizzati, bisogna avere il coraggio di lasciare andare e avere fiducia. La vita &#232; come un fiume in costante movimento, e noi dobbiamo fluire con essa.</p><p>Lasciando andare le pretese e fidandoci del processo, possiamo ottenere risultati sorprendenti&#8230; godendoci le cose senza ansia, ma con relax.</p><p>Il concetto del flusso della vita si basa sull&#8217;idea che la vita sia un processo dinamico e in continua evoluzione. &#200; come un fiume che scorre, e il nostro compito &#232; imparare a navigarlo con grazia e fiducia. Invece di lottare contro la corrente, dobbiamo abbracciare il flusso e lasciarci trasportare dalla sua forza.</p><p>Perch&#233; ognuno di noi &#232; profondamente interconnesso alla Natura e agli altri esseri viventi che popolano la Terra: &#232; folle pensare di essere divisi e separati. La semplice aria che respiriamo arriva da lontano, non sappiamo neanche noi da dove.</p><p>E ad ogni respiro che facciamo, quell&#8217;aria, e tutta la strada che ha fatto, entra in noi in profondit&#224;, portando ossigeno ad ogni pi&#249; piccola cellula del nostro corpo. Se ci pensi, ogni volta che respiri lasci che il mondo entri un po&#8217; in te, e ogni volta che espiri, lasci un pezzetto di te al mondo.</p><p>Ancora non hai mosso un dito, &#232; gi&#224; la connessione con il mondo risulta profonda e costante! &#128516;</p><p>Il primo passo per connettersi al flusso della vita &#232; impegnarsi.</p><p>Significa mettersi in movimento, agire e perseguire i propri obiettivi con determinazione. Senza azione, rimaniamo fermi e non possiamo avanzare verso ci&#242; che desideriamo. L&#8217;impegno &#232; la spinta iniziale che ci fa entrare nel flusso.</p><p>Insieme all&#8217;impegno, &#232; fondamentale valorizzarsi.</p><p>Significa riconoscere il proprio valore e le proprie capacit&#224;. Quando ci valorizziamo, abbiamo la fiducia necessaria per affrontare sfide e opportunit&#224; con coraggio, ci prendiamo cura con responsabilit&#224; delle nostre fragilit&#224;. Questa autostima ci permette di fluire con il flusso della vita senza esitazioni.</p><p>Quando ci impegniamo, ci valorizziamo, lasciamo andare le pretese e abbiamo fiducia nel processo, possiamo ottenere risultati sorprendenti. La vita &#232; piena di opportunit&#224; e possibilit&#224; che possiamo cogliere solo se siamo aperti e pronti a fluire con essa.</p><h2>Conclusioni</h2><p>La prosperit&#224; non arriva solo attraverso il merito, ma attraverso un approccio equilibrato che coinvolge azione, valore personale e fiducia nel flusso della vita.</p><p>Ho vissuto questa trasformazione nella mia vita e ho visto molte persone fare lo stesso.</p><p>La chiave sta nel vedere ci&#242; che c&#8217;&#232; gi&#224; intorno</p><p> a noi e nel permettere alla vita di fluire.</p><p>Un&#8217;esperienza che consiglio di fare per sperimentare la sensazione del lasciar andare e di per vivere un po&#8217; il lasciar andare, &#232; una mia <a href="https://youtu.be/JsQddJnvsZ8?si=4geSEx7-ThDkYZ5p">meditazione</a> guidata che lavora proprio sulla prosperit&#224;, la trovi come podcast all&#8217;interno del mio canale YouTube.</p><p>Qual &#232; stato il tuo rapporto con il denaro e l&#8217;abbondanza fino ad ora? Qualche riflessione che hai trovato in questo articolo ha smosso qualcosa in te?</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://silviaabrami.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Questo Substack &#232; supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>