<script data-pm-proxy="intercept"></script><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[The MamaPop]]></title><description><![CDATA[Il mio Substack personale]]></description><link>https://themamapop.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!jt0e!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fthemamapop.substack.com%2Fimg%2Fsubstack.png</url><title>The MamaPop</title><link>https://themamapop.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Thu, 03 Sep 2026 18:39:23 GMT</lastBuildDate><atom:link href="/__u/themamapop.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Luisa]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[themamapop@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[themamapop@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Luisa]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Luisa]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[themamapop@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[themamapop@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Luisa]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Webinar Nido e Sonno ]]></title><description><![CDATA[Verso un Accompagnamento Sereno]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/webinar-nido-e-sonno</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/webinar-nido-e-sonno</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 11:03:26 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><span>Nido alle porte e dubbi su sonno e distacco? Ti aiutiamo noi!</span></p><p style="text-align: justify;"><span>Cara mamma,</span></p><p style="text-align: justify;"><span>se in questi giorni senti una strana sensazione al petto &#8212; un misto di emozione, orgoglio e un pizzico di apprensione &#8212;, voglio rassicurarti: &#232; assolutamente normale.</span></p><p style="text-align: justify;"><span>L&#8217;ingresso al nido &#232; uno dei primi grandi &#8220;passaggi di crescita&#8221;, non solo per i nostri piccoli, ma per tutta la famiglia. &#200; un momento pieno di novit&#224; e, tra i mille pensieri che affollano la testa di noi mamme, ce n&#8217;&#232; sempre uno che torna pi&#249; forte degli altri:</span></p><p style="text-align: justify;"><span>&#8220;Come far&#224; a riposare senza di me? E come gestiremo il rientro a casa?&#8221;</span></p><p style="text-align: justify;">Mi presento: sono la <strong><span>Dott.ssa Lucia Orioli</span></strong><span>, Psicologa, Consulente del Sonno Infantile e specializzanda in Psicoterapia Familiare. Il mio lavoro quotidiano &#232; accompagnare i genitori a ritrovare serenit&#224; e sostenibilit&#224; nel sonno dei loro bambini, sempre nel rispetto dei tempi biologici, emotivi e delle relazioni familiari.</span></p><p style="text-align: justify;">Grazie a Luisa e alla bellissima community di <strong><span>Themamapop</span></strong>, ho deciso di organizzare un webinar e gruppo informativo speciale insieme alla <strong><span>Dott.ssa Lucia Piccioni</span></strong><span>, Pedagogista ed esperta dei servizi per l&#8217;infanzia.</span></p><p style="text-align: justify;"><em><span>Nota speciale: Questo incontro &#232; perfetto anche se i primi giorni di nido sono gi&#224; stati svolti! Anzi, esserci dopo i primissimi giorni risulta ancora pi&#249; utile per calarsi nella situazione concreta e trovare risposte su misura durante lo spazio dedicato alle domande.</span></em></p><h2 style="text-align: justify;"><strong><span>DI COSA PARLEREMO INSIEME?</span></strong></h2><p style="text-align: justify;"><span>Durante il nostro incontro affronteremo a 360&#176; il tema del sonno, della relazione e del passaggio al nido, integrando lo sguardo psicologico con quello pedagogico:</span></p><ul><li><p><strong><span>L&#8217;Accompagnamento al Nido (e non semplice &#8220;inserimento&#8221;):</span></strong><span> Scopriremo questo percorso partendo dal presupposto fondamentale che il bambino &#232; una figura presente, attiva e competente, capace di esplorare e trovare i propri punti di riferimento con i suoi tempi.</span></p></li><li><p><strong><span>I Profili Sensoriali e il Rilassamento nel Tardo Pomeriggio:</span></strong><span> Capiremo come ciascun bambino elabora gli stimoli della giornata al nido e come utilizzare la conoscenza del suo profilo sensoriale per favorire la decompressione e il rilassamento nel tardo pomeriggio al rientro a casa.</span></p></li><li><p><strong><span>L&#8217;Alleanza Educativa e la Fiducia con il Nido:</span></strong><span> Come costruire un dialogo aperto tra famiglia ed educatrici e perch&#233; la fiducia reciproca &#232; un percorso che si edifica giorno dopo giorno.</span></p></li><li><p><strong><span>Come far&#224; a riposare senza di me?</span></strong><span> Sfateremo il mito che il bambino debba &#8220;imparare a dormire da solo a casa&#8221; prima di iniziare il nido. Capiremo come i piccoli sappiano adattarsi a contesti e figure di riferimento differenti, come si costruiscono graduali rituali scolastici e il valore dell&#8217;oggetto di transizione (o ciuccio) come ponte di rassicurazione.</span></p></li><li><p><strong><span>Come gestire il rientro a casa dopo le prime giornate di nido:</span></strong><span> Come accogliere le emozioni del bambino dopo una giornata ricca di stimoli, riempire il suo &#8220;serbatoio emotivo&#8221; durante il pomeriggio e accompagnarlo a una nanna serena.</span></p></li><li><p><strong><span>Notare e distinguere i segnali di stanchezza legati al sonno:</span></strong><span> Come riconoscere i primi segnali di stanchezza fisica ed emotiva per evitare che il bambino arrivi al momento del sonno troppo sovrastimolato o in over-fatica.</span></p></li><li><p><strong><span>La Gestione del Distacco e del Pianto:</span></strong><span> Come salutarsi in modo chiaro e trasmettere sicurezza al bambino senza uscire di nascosto, accogliendo il pianto come una risposta naturale e sana.</span></p></li></ul><h2 style="text-align: justify;"><strong><span>COME &#200; STRUTTURATO L&#8217;INCONTRO?</span></strong></h2><p style="text-align: justify;"><span>Abbiamo pensato a una formula calda, informale e senza giudizio, suddivisa in 3 momenti principali:</span></p><p><strong><span>Un momento per conoscerci:</span></strong><span> Una breve presentazione nostra e di chi tra le partecipanti avr&#224; piacere di condividere una piccola battuta o il proprio vissuto, senza alcun obbligo e in totale comodit&#224; per tutte.</span></p><p><strong><span>Teoria e Strumenti Pratici:</span></strong><span> Insieme a me e alla Dott.ssa Lucia Piccioni, vi forniremo indicazioni chiare, strategie ed elementi di fisiologia del sonno, profili sensoriali e pedagogia della cura per arrivare pronte a questo passaggio.</span></p><p><strong><span>Spazio Domande &amp; Curiosit&#224; (La parte pi&#249; importante!):</span></strong><span> Ampio spazio dedicato a voi, ai vostri dubbi e ai vissuti personali. Se avete gi&#224; iniziato i primi giorni di nido, questo spazio sar&#224; preziosissimo per calare i concetti nelle situazioni concrete che state vivendo! Saremo qui per ascoltarvi e rispondervi senza alcuna fretta.</span></p><ol><li><p><strong><span>INFO UTILI &amp; DETTAGLI ORGANIZZATIVI</span></strong></p><ul><li><p><strong><span>Modalit&#224;:</span></strong><span> Online su Google Meet (comodamente da casa tua).</span></p></li><li><p><strong><span>Durata:</span></strong><span> 1 ora e mezza.</span></p></li><li><p><strong><span>I bambini sono i benvenuti!</span></strong><span> Per noi la loro presenza non &#232; mai un problema o un disturbo: se per te &#232; un piacere averli accanto mentre ci ascolti, sono i benvenuti.</span></p></li><li><p><strong><span>Quota speciale Themamapop:</span></strong> 34,99 &#8364; (ti baster&#224; seguire i profili di <em><span>@themamapop</span></em> e <em><span>@dott.ssa_lucia_orioli</span></em><span> per accedere alla quota riservata. Prezzo intero: 45,00 &#8364;).</span></p></li></ul><p style="text-align: justify;"><span>Incluso nella quota di partecipazione riceverai in omaggio:</span></p><ul><li><p><strong><span>Documento Unico di Restituzione Esclusivo:</span></strong><span> Un materiale completo di approfondimento e riassunto del &#8220;Progetto Sonno&#8221;, con schede pratiche, strategie di gestione delle routine e dei profili sensoriali, e punti chiave dell&#8217;accompagnamento, da consultare ogni volta che ne sentirai il bisogno senza la preoccupazione di dover prendere appunti durante l&#8217;incontro.</span></p></li></ul><h2 style="text-align: justify;"><strong><span>COME PARTECIPARE</span></strong></h2><p style="text-align: justify;"><strong><span>Quando:</span></strong><span> Luned&#236; 7 settembre ore 15.30</span></p><p style="text-align: justify;"><strong><span>Dove:</span></strong><span> Online su Google Meet (il link per accedere verr&#224; inviato al momento della conferma dell&#8217;iscrizione)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong><span>Come prenotarsi:</span></strong> Per riservare il tuo posto &#232; sufficiente contattarmi direttamente in <strong><span>DM su Instagram</span></strong> oppure via WhatsApp/telefono al <strong><span>346 0462772</span></strong><span>.</span></p><p style="text-align: justify;"><span>Prepararsi al nido non significa stravolgere i ritmi di casa o forzare autonomie precoci, ma costruire una rete e un ponte di fiducia tra la famiglia e la scuola.</span></p><p style="text-align: justify;"><span>Ti aspettiamo a braccia aperte per vivere questo passaggio con consapevolezza e molta pi&#249; leggerezza!</span></p><p style="text-align: justify;"><span>Un caro saluto,</span></p><p style="text-align: justify;"><strong><span>Dott.ssa Lucia Orioli</span></strong></p><p style="text-align: justify;"><em><span>Psicologa, Consulente del Sonno Infantile &amp; Specializzanda in Psicoterapia Familiare</span></em></p><p style="text-align: justify;"><span>(Insieme a Lucia Piccioni, Pedagogista, e Luisa - Themamapop)</span></p></li></ol>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Riuscirò ad amare due figli nello stesso modo? ]]></title><description><![CDATA[Ciao Mame,]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/riusciro-ad-amare-due-figli-nello</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/riusciro-ad-amare-due-figli-nello</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:03:49 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><strong><span>Ciao Mame,</span></strong></p><p><span>sono </span><strong><span>Veronica</span></strong><span>, mamma, educatrice perinatale e fondatrice di </span><strong><span>A.P.E. &#8211; Ascolto Perinatale Evolutivo</span></strong><span>.</span></p><p><span>La mia maternit&#224; &#232; arrivata attraverso un percorso di PMA, un&#8217;esperienza che ha cambiato profondamente il mio modo di guardare alla </span><em><span>nascita</span></em><span>, alla </span><em><span>genitorialit&#224;</span></em><span> e all&#8217;</span><em><span>ascolto </span></em><span>delle donne.</span></p><p><span>Oggi accompagno le famiglie nei momenti di cambiamento che attraversano il desiderio di un figlio, la gravidanza, il post parto e le trasformazioni che la maternit&#224; porta con s&#233;.</span></p><p><span>Credo fermamente che, prima delle risposte, ogni persona abbia bisogno di sentirsi ascoltata.</span></p><p><span>Quando Luisa mi ha invitata a scrivere per voi, ho pensato di partire da una delle domande che pi&#249; spesso emerge quando accompagno le donne nel percorso verso una nuova maternit&#224;.</span></p><p><strong><span>&#8220;Riuscir&#242; ad amare due figli nello stesso modo?&#8221;</span></strong></p><p><span>&#200; una domanda che, nel mio lavoro, incontro spesso quando una donna inizia a pensare a un secondo figlio o si prepara ad accoglierlo. Di rado viene pronunciata subito: arriva dopo altri racconti, altre preoccupazioni e, quando finalmente trova spazio, &#232; quasi sempre accompagnata da un </span><strong><span>senso di colpa</span></strong><span>, come se il solo formularla significasse mettere in discussione l&#8217;amore per i propri figli.</span></p><p><span>In realt&#224; &#232; vero il contrario.</span></p><p><span>Quella domanda nasce proprio dall&#8217;amore. Dal desiderio profondo di continuare a esserci per il proprio primo figlio, mentre si cerca di fare spazio a quello che sta per arrivare.</span></p><p><span>La paura, infatti, non &#232; tanto quella di amare troppo poco, quanto di non riuscire a essere la madre di cui entrambi i figli avranno bisogno.</span></p><p><span>Perch&#233; dietro quella domanda non c&#8217;&#232; poco amore. C&#8217;&#232; il </span><strong><span>desiderio di proteggere il legame con entrambi i propri figli</span></strong><span>, ancora prima che il secondo sia arrivato.</span></p><p><span>Per mesi, a volte per anni, il primo figlio ha occupato naturalmente tutto lo spazio disponibile: il tempo, le attenzioni, le abitudini quotidiane. Quando arriva una nuova gravidanza, non &#232; solo la famiglia a prepararsi ad accogliere un altro bambino. Anche la madre si ritrova a ridefinire il proprio posto, i propri equilibri e il modo in cui immagina se stessa e i suoi figli.</span></p><p><span>&#200; in quel momento che molte donne iniziano a domandarsi se riusciranno davvero a fare spazio a tutti: al neonato che sta arrivando, al primogenito che continua ad aver bisogno di loro e anche a s&#233; stesse.</span></p><p><span>Non perch&#233; l&#8217;amore venga meno, ma perch&#233; la quotidianit&#224; cambia improvvisamente. </span><strong><span>Il tempo si divide,</span></strong><span> le energie sembrano non bastare mai e ci si ritrova a cercare un nuovo equilibrio, spesso senza sapere se quello che si sta facendo sia abbastanza. &#200; facile, allora, interpretare tutto questo come il segnale di un fallimento, quando invece significa semplicemente che l</span><strong><span>a famiglia sta cambiando</span></strong><span> e che, insieme a lei, sta cambiando anche la madre.</span></p><p><span>Anche per il primogenito &#232; un tempo di trasformazione. Deve trovare un posto nuovo dentro una famiglia che, da quel momento in poi, non sar&#224; pi&#249; la stessa.</span></p><p><span>E, allo stesso modo, una donna non diventa madre di due figli nel momento in cui nasce il secondo bambino. &#200; qualcosa che accade nel tempo, attraverso l&#8217;esperienza, gli aggiustamenti quotidiani e la scoperta di un modo nuovo di stare nella relazione con entrambi i propri figli.</span></p><p><strong><span>L&#8217;amore non &#232; una quantit&#224; da dividere. Cambia insieme alla famiglia, cresce nelle relazioni e si costruisce, giorno dopo giorno, nella quotidianit&#224;.</span></strong></p><p><span>Se stai aspettando il tuo secondo bambino, o stai semplicemente immaginando che un giorno possa arrivare, vorrei lasciarti un pensiero.</span></p><p><strong><span>Non avere paura delle emozioni che provi.</span></strong></p><p><span>Non sono il segnale che qualcosa non va.</span></p><p><span>Raccontano il cambiamento che stai attraversando e il desiderio profondo di prenderti cura, nel modo migliore possibile, di entrambi i tuoi figli.</span></p><p><strong><span>Ogni cambiamento ha bisogno di tempo per trovare il proprio equilibrio.</span></strong></p><p><strong><span>Una famiglia non cambia forma in un giorno. Cresce poco alla volta, mentre ognuno trova il proprio posto. E anche quella paura, con il tempo, lascia spazio a un equilibrio nuovo, costruito giorno dopo giorno.</span></strong></p><p><strong><span>Veronica Vannucci</span></strong><span> <br></span><em><span>Educatrice perinatale | Fondatrice di A.P.E. &#8211; Ascolto Perinatale Evolutivo</span></em></p><p><span>Se desideri approfondire questi temi o conoscere il mio lavoro, puoi trovarmi qui:</span></p><p><span>Mail: </span><strong><span>info@ascoltoperinatale.it</span></strong><span> <br>Instagram: </span><strong><span>ascolto_perinatale_evolutivo</span></strong><span> <br> www.ascoltoperinatale.it</span></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La fine dell’allattamento: un capitolo di cui si parla troppo poco]]></title><description><![CDATA[Ciao, sono Francesca, mamma di due bambini e facilitatrice in allattamento per l&#8217;associazione UMAP.]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/la-fine-dellallattamento-un-capitolo</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/la-fine-dellallattamento-un-capitolo</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 11:01:32 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, sono <span>Francesca</span>, mamma di due bambini e facilitatrice in allattamento per l&#8217;associazione UMAP.</p><p>Accompagno le mamme offrendo ascolto, sostegno e informazioni basate sulle evidenze, dalla gravidanza fino a tutto il percorso dell&#8217;allattamento. </p><p>Credo profondamente <strong>nell&#8217;importanza di creare uno spazio sicuro </strong>in cui ogni mamma possa sentirsi <strong>accolta, ascoltata e sostenuta senza giudizio.</strong></p><p>Essendo mamma anch&#8217;io, conosco le gioie, le sfide, i dubbi e le emozioni che possono accompagnare questo percorso. Per questo il mio obiettivo &#232; aiutare ogni famiglia a trovare la propria strada, rispettando i propri bisogni, desideri e tempi.</p><p>In questa newsletter parleremo di un argomento di cui si discute ancora troppo poco: la fine dell&#8217;allattamento. Un passaggio importante, delicato e ricco di emozioni, che merita di essere raccontato e vissuto <strong>con la stessa cura che dedichiamo all&#8217;inizio di questo viaggio.</strong></p><p>Quando si parla di allattamento, quasi tutta l&#8217;attenzione &#232; rivolta all&#8217;inizio. </p><p>Si parla della montata lattea, delle prime poppate, delle difficolt&#224; dell&#8217;attacco, delle notti insonni e della stanchezza. Si parla di come iniziare, ma raramente di <strong>come finire</strong>.<br>Eppure, la fine dell&#8217;allattamento rappresenta un momento altrettanto importante. Un passaggio che, per molte mamme, &#232; carico di emozioni contrastanti e <strong>spesso vissuto in silenzio.</strong></p><p><br>Non esiste un momento giusto per smettere di allattare. <strong>Ogni storia &#232; diversa. </strong></p><p>Alcune mamme sentono di essere arrivate naturalmente alla conclusione del loro percorso, altre devono interrompere per motivi personali, lavorativi o di salute. </p><p>In alcuni casi &#232; il bambino a ridurre gradualmente le poppate fino a non richiederle pi&#249;. Qualunque sia il motivo, ogni esperienza merita rispetto e ascolto.</p><p><br><strong>Cosa succede quando l&#8217;allattamento finisce?</strong></p><p><br>L&#8217;allattamento non &#232; soltanto nutrimento. </p><p>Per mesi, o addirittura anni, &#232; stato contatto, conforto, connessione, rassicurazione. <strong>&#200; stato uno spazio esclusivo tra mamma e bambino.</strong></p><p><br>Per questo motivo, quando questo percorso termina, &#232; normale provare emozioni intense. Alcune mamme si sentono sollevate e libere di riappropriarsi di una parte della propria quotidianit&#224;. </p><p>Altre provano tristezza, nostalgia o persino un senso di perdita. </p><p>Alcune possono sentirsi in colpa per aver scelto di interrompere, mentre altre possono essere sorprese dalla <strong>malinconia</strong> che emerge anche quando la decisione &#232; stata desiderata e ponderata.</p><p><br>A queste emozioni si aggiungono anche cambiamenti fisici e ormonali. </p><p>La riduzione della produzione di latte comporta una diminuzione di alcuni ormoni coinvolti nell&#8217;allattamento, come prolattina e ossitocina, che per mesi hanno contribuito al benessere emotivo della mamma. </p><p>Questo pu&#242; influenzare temporaneamente l&#8217;umore, rendendo questa fase ancora pi&#249; delicata.</p><p><strong><br>Quando la fine non &#232; come l&#8217;avevamo immaginata.</strong></p><p><br>A volte &#232; la mamma a decidere di interrompere l&#8217;allattamento. Una scelta che pu&#242; essere vissuta con serenit&#224;, ma che spesso porta con s&#233; dubbi e domande: &#8220;Sto facendo la cosa giusta?&#8221;, &#8220;Avrei potuto continuare ancora?&#8221;.</p><p><br>Altre volte, invece, &#232; il bambino a smettere prima di quanto la mamma avrebbe desiderato. E anche questo pu&#242; essere difficile da accettare. Ci si pu&#242; sentire impreparate, quasi come se qualcosa fosse terminato <strong>troppo in fretta</strong>.</p><p><br>Non esiste un modo corretto di sentirsi. Non esistono emozioni giuste o sbagliate. <strong>Ogni vissuto &#232; valido e merita di essere accolto senza giudizio.</strong></p><p><strong>Alcuni consigli per affrontare questa fase:</strong><br>Quando possibile, una riduzione graduale delle poppate pu&#242; aiutare sia il corpo sia le emozioni ad adattarsi al cambiamento. <strong>Concedersi tempo &#232; importante.</strong></p><p>Anche la gestione del seno durante questa fase merita particolare attenzione. </p><p>Molte mamme sentono parlare della cosiddetta &#8220;pillola per bloccare il latte&#8221;, ma &#232; importante sapere che questi farmaci sono efficaci soprattutto se assunti nelle prime settimane dopo il parto, quando la produzione di latte &#232; ancora nella fase iniziale di regolazione. </p><p>Quando l&#8217;allattamento &#232; avviato da mesi, la loro efficacia &#232; molto <strong>limitata</strong> e generalmente non rappresentano la soluzione migliore.</p><p><br>In questi casi &#232; pi&#249; utile accompagnare il seno verso una graduale diminuzione della produzione. </p><p>Ridurre le poppate o le estrazioni in modo progressivo permette al corpo di adattarsi naturalmente, diminuendo il rischio di ingorghi mammari, dolore e complicanze come la mastite. </p><p>Ogni percorso &#232; diverso e, se necessario, pu&#242; essere utile chiedere supporto per trovare la strategia pi&#249; adatta alla propria situazione.</p><p>Grazie,</p><p>Francesca - lamamimuu</p><p></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Accanto a te, dentro di me]]></title><description><![CDATA[Il journal per mamme e donne: tra ricordi e identit&#224;]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/accanto-a-te-dentro-di-me</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/accanto-a-te-dentro-di-me</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 11:03:42 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao mamepop,</p><p>Mi presento, sono Martina sono una di voi, una Mamapop che &#232; felice di far parte di questa community vera di maternit&#224; reale!</p><p>Sono su ig anche io, con il profilo @mammavistamale, aperto a fine 2025 perch&#233; ero nel bel mezzo di un progetto che avrei da l&#236; a breve pubblicato: un Journal per mamme e donne.</p><p>Luisa ne ha gi&#224; parlato a marzo, quando l&#8217;ho pubblicato, sul suo profilo in delle dolcissime stories in cui spiega cosa ho creato e il perch&#233;, ma tramite la sua newsletter mi ha dato la possibilit&#224; di parlarvene in prima persona e io oltre ad esserne felice, ne sono davvero onorata.</p><p>Innanzitutto per chi non sapesse cosa &#232; un Journal, non &#232; altro che una sorta di diario personale, in cui scrivere pensieri, sfoghi, cose e momenti per cui essere grate alla vita e se usato bene e con costanza pu&#242; essere un modo tangibile per capire se stesse e rimettere insieme &#8220;i pezzi&#8221; che ogni tanto, soprattutto nel post parto o nella maternit&#224; in generale, perdono il suo ordine.</p><p>Si sa dopo la nascita dei nostri piccoli la depressione post parto &#232; molto pi&#249; comune di quanto si pensi, e io che ho vissuto tutto questo in prima persona, ho provato a guarire la mia anima tramite questa pratica che mi ha aiutato gi&#224; in momenti passati della mia vita.</p><p>Non &#232; una moda, ma una vera e propria pratica studiata da decenni in psicologia che aiuta a scaricare o elaborare stress o traumi, e che in generale aiuta a migliorare il proprio benessere psicologico.</p><p>Come gi&#224; detto mi ha sempre aiutato nei momenti difficili, ma quando sono diventata mamma tutti quelli che si trovano in commercio o che avevo gi&#224; in casa, non erano pi&#249; adatti ai miei bisogni, esigenze e tempi da mamma.</p><p>Infatti con la maternit&#224;, che poi &#232; stata ed &#232; l&#8217;esperienza pi&#249; potente della mia vita, non vi nascondo che per&#242; a volte (spesso anzi) mi sono sentita persa e sola, sopraffatta dalle emozioni, con un carico mentale e fisico che solo noi mamme possiamo capire.</p><p>Il famoso villaggio, per me &#232; stato inesistente e le poche persone che avevo vicino mi hanno voltato le spalle. Mi sono sentita spesso svuotata, sola e persa.</p><p>Nel mentre il tempo con il mio Alessandro, passava in fretta, quasi come se mi sfuggisse tra le mani e i momenti speciali passati insieme e i suoi piccoli grandi progressi a volte erano cos&#236; veloci da aver paura di non godermeli appieno e dimenticarli in fretta.</p><p>Ho ripreso cos&#236; a scrivere, scrivere sfoghi personali quando mi sentivo abbandonata dalle amiche o non capita dalla famiglia. Ho iniziato a scrivere i progressi di Alessandro, o quel piccolo momento speciale fatto di cose semplici, un abbraccio consapevole, la sua prima parola, un sorriso o una risata insieme e tanto altro.</p><p>Tutto per&#242; rimaneva confusionario. Una cosa scritta sulle note dello smartphone, una cosa su un vecchio diario, altre su dei foglietti e tutto ci&#242; che mi rimaneva era il nulla, perch&#233; tutto era caotico.</p><p>Ho cos&#236; creato un Journal per mamme e donne: mamme che hanno il desiderio di custodire in uno scrigno dedicato tutti questi dolci momenti speciali, e nello stesso tempo donne che hanno bisogno di ascoltarsi e ritrovarsi.</p><p>Il mio Journal si compila in pochissimi minuti, non vi toglie tempo anzi ve lo dedica. Vi guida e vi regala ricordi indelebili con i vostri bambini e minuti preziosi per voi stesse.</p><p>&#200; composto da una doppia pagina ogni giorno, una pagina dedicata alla mamma, una alla donna.</p><p>Diventare mamme infatti non vuol dire annullarsi: il mio Journal ha l&#8217;obiettivo proprio di aiutarci a far coesistere le nostre due nuove anime in serenit&#224; e rispetto l&#8217;una con l&#8217;altra.</p><p>Va compilato a modo vostro: non c&#8217;&#232; un modo uguale per tutte.</p><p>Si pu&#242; compilare tutti i giorni o quando ne sentite il bisogno; per ricordare cose positive o quando volete solo sfogarvi.</p><p>Pu&#242; essere un diario tutto vostro o da condividere con il vostro bambino quando sar&#224; pi&#249; grande per condividere con lui i bei momenti passati insieme.</p><p>Luisa ha scritto una splendida raccolta di racconti di mamme in cui rispecchiarvi, che normalizza la maternit&#224; e che vi aiuta a sentirvi meno sole&#8230;</p><p>Il mio Journal ha invece come obiettivo quello di scrivere voi stesse la vostra storia e io sono solo la persona che ha creato una guida per poterla creare.</p><p>Si chiama</p><p>&#8220;Accanto a te, dentro di me - il Journal per mamme e donne: tra ricordi e identit&#224;&#8221;.</p><p>Lo trovate su Amazon.</p><p>Perfetto per le neo-mamme, ma anche per quelle che vogliono finalmente ritrovarsi anche con bambini o figli pi&#249; grandi.</p><p>Vi lascio il link di amazon e il mio profilo dove troverete ulteriori dettagli.</p><p>https://amzn.to/4dAwJZc</p><p>Vi abbraccio una ad a una e grazie Luisa.</p><p>Hai creato una community bellissima. &#129655;</p><p>Martina - @mammavistamale</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[PRIMA DELLE PAROLE: IL LINGUAGGIO NASCE DALLA RELAZIONE ]]></title><description><![CDATA[Ciao MamePop!]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/prima-delle-parole-il-linguaggio</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/prima-delle-parole-il-linguaggio</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 13:55:58 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao MamePop! &#129392;</p><p>Io sono Serena Consonni, logopedista e mamapop, e sono davvero felice di entrare oggi nelle vostre case attraverso questa newsletter.</p><p>Una delle domande che mi viene rivolta pi&#249; spesso dai genitori &#232;: &#8220;Come posso aiutare il mio bambino a sviluppare il linguaggio?&#8221;. Ho pensato quindi di raccogliere per voi alcuni consigli pratici e semplici da mettere in atto ogni giorno.</p><p>Partiamo per&#242; da una cosa fondamentale: prima delle parole viene la comunicazione, e alla base della comunicazione c&#8217;&#232; sempre la relazione.</p><p>I bambini, anche piccolissimi (parliamo di poche settimane di vita) interagiscono gi&#224; con noi utilizzando gli strumenti che hanno a disposizione. Il pianto, lo sguardo, i movimenti del corpo sono veri e propri tentativi comunicativi. Siamo noi adulti ad avere il compito pi&#249; importante:<br>saper osservare, interpretare e dare significato a questi segnali.</p><p>Quando rispondiamo con attenzione e coerenza, il bambino impara una cosa fondamentale:<br>&#8220;Se comunico, qualcuno mi ascolta e mi risponde.&#8221; Questo &#232; uno dei pilastri su cui si costruir&#224;, pi&#249; avanti, il linguaggio verbale. Non dimentichiamo per&#242; che la base del linguaggio c&#8217;&#232; sempre la <strong>RELAZIONE</strong>.</p><p><br>Solo se entriamo in relazione con qualcuno possiamo davvero comunicare. Vale per i bambini, ma vale anche per noi adulti.</p><p>Ogni sguardo condiviso, ogni sorriso, ogni piccolo scambio quotidiano contribuisce a costruire le fondamenta della comunicazione.</p><p>Proprio da questo bisogno e dalle tante domande che ricevo, ho pensato di raccogliere alcune strategie pratiche da utilizzare nella quotidianit&#224; con il vostro bambino.</p><p>Consideratele come una piccola &#8220;guida rapida per genitori&#8221;, uno strumento semplice per accompagnarvi in questo meraviglioso viaggio fatto di relazione, scoperta, crescita e ascolto.</p><ol><li><p><strong>Osservare (faccia a faccia)</strong></p></li></ol><p>Mettetevi di fronte al vostro bambino. Guardarsi negli occhi aiuta a comprendere meglio cosa vuole comunicare, a cogliere ogni sfumatura dei suoi interessi e a condividere emozioni.</p><ol><li><p><strong>Sostenere lo sguardo</strong></p></li></ol><p>Parlate, sorridete, esprimete con il volto le vostre emozioni. Il bambino osservandovi fa un&#8217;esperienza motoria importante che riproporr&#224; quando sar&#224; pronto dal punto di vista neuro-motorio.</p><ol><li><p><strong>Parlare durante le routine quotidiane</strong></p></li></ol><p>Vestirsi, mangiare, lavarsi, cambiare il pannolino diventano momenti preziosi per ripetere parole e ampliare il vocabolario, soprattutto con termini legati alle azioni (mettere, togliere, aprire, chiudere, indossare&#8230;).</p><ol><li><p><strong>Aspettare</strong></p></li></ol><p>Rallentare &#232; fondamentale. Aspettare significa dare spazio al bambino per prendere l&#8217;iniziativa e mostrargli che siamo l&#236;, pronti ad ascoltarlo. Mettersi alla sua altezza e guardarlo in faccia lo fa sentire accolto e compreso.</p><ol><li><p><strong>Ascoltare davvero</strong></p></li></ol><p>Prestate attenzione a suoni, gesti, vocalizzi e parole.<br>Non interrompetelo, anche se avete gi&#224; capito cosa vuole dire.<br>Se non comprendete il messaggio:</p><ul><li><p>osservate il contesto</p></li><li><p>imitate la sua produzione</p></li><li><p>indicate ci&#242; che sta indicando</p></li><li><p>attendete che aggiunga qualcosa</p></li></ul><p>Questo lo far&#224; sentire ascoltato e valorizzato.</p><ol><li><p><strong>Create occasioni in cui sia lui a condurre</strong></p></li></ol><p>Potete farlo attraverso:</p><ul><li><p>Imitazione: copiate le sue azioni, i suoi suoni, le sue espressioni.</p></li><li><p>Interpretazione: formulate la frase che pensate stia cercando di dire.</p></li><li><p>Commento: seguite le sue iniziative e descrivete ci&#242; che sta facendo, ad esempio, verbalizzate ci&#242; che sta indicando. Es. indica un gioco, voi potete dire: &#8220;Oooh, il peluche, che bello! La mamma ti da il peluche&#8221;..</p></li><li><p>Piccole attese strategiche: mettete un gioco desiderato fuori portata e aspettate che lo richieda; offrite poca acqua e attendete che chieda &#8220;ancora&#8221; o che utilizzi un gesto o comunque faccia capire il suo bisogno in quel momento e rinforzate quando lo fa; scegliete attivit&#224; che richiedono il vostro aiuto.</p></li><li><p>Opportunit&#224; di commento: se rovescia il succo, aspettate un momento prima di intervenire per vedere se commenta l&#8217;accaduto o si esprime con gesti o espressioni del volto.</p></li></ul><ol><li><p><strong>Rispondere subito e con entusiasmo</strong></p></li></ol><p>Ogni forma di comunicazione (sorriso, gesto, vocalizzo, lallazione) merita una risposta immediata e interessata. Il vostro sorriso &#232; uno strumento potentissimo.</p><ol><li><p><strong>Usare suoni divertenti e onomatopee</strong></p></li></ol><p>Accompagnate le azioni con suoni espressivi: &#8220;uiiii&#8221; sullo scivolo, &#8220;brum brum&#8221; con la macchina.<br>Le onomatopee catturano l&#8217;attenzione e stimolano la partecipazione.</p><ol><li><p><strong>Usare canzoni e filastrocche</strong></p></li></ol><p>Le routine musicali aiutano il bambino a comprendere l&#8217;alternanza dei turni, elemento fondamentale della comunicazione.</p><p>Lo sviluppo del linguaggio non nasce da esercizi o richieste continue, ma dallo stare insieme, dall&#8217;ascoltarsi e dal capirsi. Nasce negli sguardi condivisi, nei sorrisi, nelle piccole routine quotidiane vissute con presenza autentica.</p><p>Spesso pensiamo che sia la quantit&#224; di tempo a fare la differenza. In realt&#224; &#232; soprattutto la qualit&#224;.<br>Non dovete sentirvi in colpa se lavorate o se la giornata &#232; piena di impegni e faccende domestiche. Anche poche ore al giorno possono essere preziose, se vissute davvero insieme.</p><p>&#8220;Stare insieme&#8221; significa:</p><ul><li><p>spegnere la televisione</p></li><li><p>mettere da parte il telefono</p></li><li><p>rallentare</p></li><li><p>guardarsi negli occhi</p></li><li><p>ascoltare con attenzione</p></li><li><p>divertirsi</p></li></ul><p>Sono questi momenti, anche brevi ma intenzionali, a costruire le basi della comunicazione e della sicurezza emotiva del bambino.</p><p>Se desiderate approfondire questi temi, vi consiglio <em>Parlare &#232; un gioco a due</em> di Elaine Weitzman e Jan Pepper.</p><p>Pur essendo stato pensato per supportare bambini con difficolt&#224; di linguaggio, contiene tantissimi spunti pratici e strategie utili per tutti i genitori che desiderano accompagnare e sostenere lo sviluppo della comunicazione nei propri bambini attraverso il gioco, l&#8217;ascolto e la relazione quotidiana.</p><p>Una lettura semplice, concreta e ricca di idee da mettere subito in pratica.</p><p><strong>Ricordate: non serve essere perfetti, ma esserci davvero creando momenti di sincera presenza.</strong></p><p>Un caro saluto,<br>Serena</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La mamma che sei, la donna che resti ]]></title><description><![CDATA[Prendersi cura di s&#233; non &#232; egoismo!]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/la-mamma-che-sei-la-donna-che-resti</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/la-mamma-che-sei-la-donna-che-resti</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 18 May 2026 11:01:21 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao mama pop, come stai?</p><p>Sono Lucia Ferracci, una consulente d&#8217;immagine.</p><p>Mi occupo di analisi del colore (avrai sentito milioni di volte parlare di armocromia ), forme del corpo femminile e stile personale.</p><p>Da nove mesi sono anche la mamma di una bimba di nome Chiara Ludovica.</p><p>Ho chiesto a Luisa di poter contribuire anche io alla sua newsletter, perch&#233; confrontandomi con tante mie clienti e tante altre mamme, ho capito quanto il cambiamento del proprio corpo durante e dopo la gravidanza, sia ancora un argomento tab&#249;, da molti definito come una frivolezza legata all&#8217;estetica.</p><p>Ci sono stati giorni in cui mi sono sentita cos&#236; diversa da non riconoscermi pi&#249;, in cui mi sono chiesta se il mio corpo sarebbe mai tornato quello di prima.</p><p>Ci sono stati giorni in cui scappavo davanti alla mia immagine riflessa allo specchio.</p><p>Ci sono stati giorni in cui mi sono sentita sbagliata ed egoista perch&#233; pensavo al mio benessere fisico e alla voglia di tornare a prendermi cura di me e piacermi.</p><p>Una mia cliente mi ha raccontato addirittura di essersi inventata una bugia: per paura di sentirsi giudicata ha detto a sua madre di avere appuntamento dal dottore invece che dal parrucchiere.</p><p>Perch&#233; dobbiamo sentirci cos&#236; inadeguate a voler essere mamme che tengono ancora a se stesse e che vogliono continuare a essere donne come prima?</p><p>A mia figlia voglio passare un messaggio fondamentale: quello di AMARSI e di PRENDERSI CURA DI SE. Ma come faccio a insegnarglielo se in primis non lo faccio io?</p><p>&#8220;Adesso non ci pensare, ora devi occuparti di tu* figli*&#8221;</p><p>Invece io ti dico: ritagliati anche solo mezz&#8217;ora al giorno per te. Non &#232; una banalit&#224;, non &#232; essere egoiste e superficiali come ci hanno abituato a pensare.</p><p>Non sai quanto sia stato d&#8217;aiuto per me dedicarmi dei momenti , come tornare a truccarmi, fare una maschera, o tornare a vestirmi &#8220;carina&#8221; anche se non dovevo uscire. Non l&#8217;ho fatto per gli altri, l&#8217;ho fatto per me, perch&#233; prima di essere mamma, sono una DONNA CHE SI AMA.</p><p>Piacersi, sentirsi bene con se stesse, influenza il nostro umore e il nostro comportamento.</p><p>C&#8217;&#232; una vera e propria teoria psicologica &#8220;enclothed cognition&#8221; , secondo la quale i vestiti che indossiamo attivano nel nostro cervello una serie di associazioni mentali che influenzano il nostro modo di pensare ed agire.</p><p>Quando ti guardi allo specchio e ti piaci , il tuo cervello riceve un segnale positivo, un&#8217;iniezione instantanea di dopamina!</p><p>Mia cara mama, quando hai una giornata no, prendi e mettiti quel rossetto che ami, il tuo maglione preferito, o indossa quel colore che ti fa sentire subito te stessa e bellissima, vedrai che la giornata ripartir&#224; diversamente!</p><p>Magari ci vorr&#224; tempo per riappropriarsi della propria immagine, ma non sentirti mai sbagliata durante questo percorso.</p><p>Ricorda: quello che fai per te lo fai anche per tu* figli*, una mamma che si ama &#232; una mamma felice, una mamma felice ha un* bimb* felice.</p><p>Se ti va di confrontarti, avere consigli ti aspetto nella mia pagina IG</p><p>( lucia_imageconsultant ) o scrivimi all&#8217;email ferraccilucia@gmail.com</p><p>Con affetto,</p><p>Lucia</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Finalmente, una voce che somiglia alla tua 🤍]]></title><description><![CDATA[Cara mamma,]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/finalmente-una-voce-che-somiglia</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/finalmente-una-voce-che-somiglia</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Wed, 06 May 2026 11:30:34 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Cara mamma,</p><p>questa newsletter &#232; dedicata a te.</p><p>Se in questo viaggio meraviglioso e sconvolgente che &#232; la maternit&#224; hai mai sentito, anche solo per un istante, di essere sola&#8230; <strong>sappi che non lo sei mai stata.</strong></p><p>C&#8217;&#232; un silenzio strano che avvolge i primi mesi di una madre. </p><p>&#200; fatto di domande sussurrate allo specchio e di pensieri che spesso temiamo di pronunciare ad alta voce perch&#233; ci &#232; stato detto troppo a lungo come dovremmo sentirci.</p><p><strong>Oggi, finalmente, abbiamo deciso di raccontare come ci sentiamo davvero.</strong></p><p>Dalla community delle Mamepop nasce un progetto fatto di voci intrecciate e storie offerte con coraggio: <strong>Il Diario delle Mamepop</strong></p><p>Non un libro di istruzioni, ma un abbraccio di carta.</p><p>Non &#232; stato semplice mettere nero su bianco ci&#242; che vive nel cuore e nella mente, eppure &#232; accaduto. </p><p>Questo manuale non vuole insegnarti a fare la mamma: vuole darti lo spazio per <strong>ritrovare la tua identit&#224;</strong> tra le pieghe della quotidianit&#224;.</p><p><strong>Cosa troverai tra queste pagine:</strong></p><p>&#8226; <strong>Un filo invisibile:</strong> La certezza che qualcuno ti comprende senza bisogno di spiegazioni.</p><p>&#8226; <strong>Luce e Ombra:</strong> Il racconto della forza e delle fragilit&#224;, di quegli amori che traboccano e di quelle stanchezze che non sempre si vedono.</p><p>&#8226; <strong>Uno spazio sicuro:</strong> Un ascolto senza giudizio che ti accoglie con delicatezza e ti riconosce.</p><p>Il cuore di una mamma &#232; un universo profondo. Tutto questo ora vive qui, tra queste pagine. </p><p>&#200; il nostro modo di dare voce a chi si &#232; sentita invisibile, un promemoria costante che <strong>la tua storia ha un valore immenso.</strong></p><p>Tra pochissimo, queste parole potranno essere tra le tue mani.</p><p><strong><a href="https://i.ibb.co/gLYLrNRM/Screenshot-2026-05-05-alle-22-59-12.png">[ SCOPRI IL DIARIO E LEGGI UN&#8217;ANTEPRIMA]</a></strong></p><p>Con emozione, gratitudine e il battito accelerato&#8230;</p><p>Per tutte le mamme, dalle mie Mamepop.</p><p><strong>Luisa - The Mamapop</strong></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Oltre i capricci ]]></title><description><![CDATA[leggere i bisogni emotivi dei nostri piccoli]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/oltre-i-capricci</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/oltre-i-capricci</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 12:03:48 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mamepop, come state?</p><p>sono Alessia Colombo, educatrice e pedagogista, a breve sar&#242; anche mamma di Cecilia.</p><p>In questa Newsletter mi piacerebbe accompagnarvi in una riflessione che penso tocchi momenti molto comuni nella vita con i propri figli, ma che ci mettono spesso in difficolt&#224;: quelli che, nel gergo comune, chiamiamo &#8220;capricci&#8221;.</p><p>Quante volte vi &#232; capitato di trovarvi al supermercato, al parco, o a casa, di fronte ad un improvviso pianto, a un &#8220;no&#8221; urlato, un piccolo corpicino che si irrigidisce o che si agita a terra?</p><p>Sono scene quotidiane, che arrivano spesso senza preavviso e con un&#8217;intensit&#224; che mette qualsiasi genitore in difficolt&#224;. Fino a quel momento probabilmente tutto sembrava andare bene, poi all&#8217;improvviso  qualcosa cambia. Un&#8217;attesa troppo lunga, una richiesta negata, una stanchezza che prende il sopravvento.</p><p>In questo momento diventa normale sentirsi in difficolt&#224;, inermi. Ci si chiede &#8220;Cosa sto sbagliando?&#8221;, &#8220;Perch&#233; reagisce in questo modo?&#8221;. A questo grosso carico emotivo si aggiunge poi la paura dello sguardo degli altri, dei giudizi esterni, o il confronto con bambini che sembrano pi&#249; tranquilli.</p><p>Ecco, oggi siamo qui per comprendere che questi momenti e queste situazioni sono molto comuni.</p><p>E soprattutto, umane.</p><p>Innanzitutto per&#242;, dobbiamo fare un passo indietro e chiederci: cosa sono davvero i cosiddetti</p><p><strong>&#8220;capricci&#8221;?</strong></p><p>Questo termine &#232; comunemente usato da generazioni per descrivere dei comportamenti difficili nei bambini, oppositivi e intensi.</p><p>In questo modo per&#242;, il rischio &#232; quello di semplificare qualcosa di molto pi&#249; complesso.</p><p>Quello che noi osserviamo in questi momenti, non &#232; un comportamento volontario o manipolatorio, ma piuttosto l&#8217;espressione di un bisogno, di un&#8217;emozione o di una difficolt&#224; evolutiva.</p><p>Nel corso dei primi anni di vita, i bambini imparano a costruire la capacit&#224; di riconoscere, comprendere e infine regolare ci&#242; che provano. Quando le emozioni si fanno troppo intense &#8211;rabbia, tristezza, frustrazione, stanchezza &#8211; possono traboccare.</p><p>Quello a cui noi assistiamo &#232; allora una disregolazione emotiva: il/la bambino/a non ha ancora gli strumenti per gestire in autonomia ci&#242; che sta provando.</p><p>In altre parole, in questi momenti i nostri bambini non stanno cercando di &#8220;fare un capriccio&#8221;, ma ci stanno comunicando qualcosa, nel modo in cui gli &#232; possibile in quel momento.</p><p><strong>Suggerimenti pratici</strong></p><p>Noi, come adulti, possiamo diventare una guida per loro in questi momenti.</p><p>Ovviamente, non esiste una strategia valida per tutti, ma ci sono alcuni punti di attenzione che possono fare la differenza:</p><p><strong>Dare tempo</strong></p><p>Quando il bambino &#232; immerso in un&#8217;emozione cos&#236; intensa, ha bisogno di attraversarla.</p><p>Intervenire subito per farlo smettere pu&#242; non essere efficace e addirittura peggiorare la situazione.</p><p>La cosa pi&#249; utile invece, sarebbe restargli accanto e aspettare che questa ondata di emozioni passi.</p><p><strong>Essere presenti</strong></p><p>In questi momenti, non servono molte parole.</p><p>La vicinanza, il nostro sguardo, la nostra presenza sono pi&#249; efficaci di qualsiasi conversazione.</p><p><strong>Mantenere un tono di voce calmo</strong></p><p>In questi momenti, in cui anche noi ci sentiamo stanchi o sottopressione, non &#232; semplice.</p><p>Ma abbassare il nostro tono di voce aiuta a non accrescere ancora di pi&#249; la tensione.</p><p>Pi&#249; noi alziamo il volume della nostra voce, infatti, pi&#249; il bambino far&#224; lo stesso.</p><p><strong>Legittimare le emozioni</strong></p><p>&#200; importante in questi momenti non banalizzare ci&#242; che il nostro piccolo sta provando.</p><p>Cerchiamo invece di aiutarlo a dare un nome all&#8217;esperienza emotiva che sta attraversando: riconoscere ci&#242; che il bambino prova non significa essere d&#8217;accordo con il suo comportamento.</p><p><strong>L&#8217;importanza delle parole</strong></p><p>A volte, nei momenti pi&#249; intensi, non &#232; facile trovare le parole. Avere qualche frase &#8216;pronta&#8217; pu&#242; aiutarci a restare in relazione anche quando tutto sembra complicarsi. Inoltre, queste possono aiutare il/la bambino/a a sentirsi compreso/a e, nel tempo, a costruire un linguaggio emotivo:</p><p><strong>Nel momento in cui &#232; travolto dall&#8217;emozione</strong></p><p>&#8220;Sono qui con te.&#8221;</p><p>&#8220;&#200; un momento difficile, vero?&#8221;</p><p>&#8220;Questa cosa ti ha fatto proprio arrabbiare.&#8221;</p><p>&#8220;Ti vedo molto triste/arrabbiato/a.&#8221;</p><p>&#8220;Puoi piangere, ti tengo io.&#8221;</p><p>Se vogliamo mantenere un limite, senza invalidare l&#8217;emozione</p><p>&#8220;Capisco che lo vuoi tanto, ma non ora non si pu&#242;.&#8221;</p><p>&#8220;Ti fa arrabbiare questo no, lo so.&#8221;</p><p>&#8220;Non posso lasciarti fare questa cosa, ma posso stare con te mentre sei arrabbiato/a.&#8221;</p><p>&#8220;Puoi essere arrabbiato/a, ma non puoi fare del male.&#8221;</p><p>&#8220;Il gioco &#232; finito, anche se avresti voluto continuare.&#8221;</p><p><strong>Se c&#8217;&#232; frustrazione per l&#8217;attesa o per qualcosa che non riesce</strong></p><p>&#8220;Aspettare &#232; davvero difficile.&#8221;</p><p>&#8220;Ci stai provando, anche se &#232; faticoso.&#8221;</p><p>&#8220;Non ti riesce ancora, ma possiamo riprovare insieme.&#8221;</p><p>&#8220;Capisco che ti arrabbi quando non viene come vuoi.&#8221;</p><p>&#8220;Vuoi che ti aiuti o preferisci fare da solo/a?&#8221;</p><p><strong>Per favorire la co-regolazione</strong></p><p>&#8220;Facciamo un respiro insieme?&#8221;</p><p>&#8220;Vieni qui vicino a me.&#8221;</p><p>&#8220;Ti tengo io finch&#233; non passa.&#8221;</p><p>&#8220;Piano piano si calmer&#224;.&#8221;</p><p>&#8220;Sono qui, non sei da solo/a.&#8221;</p><p><strong>Una volta che l&#8217;emozione forte &#232; passata - momento di rielaborazione</strong></p><p>&#8220;Prima eri molto arrabbiato/a, ti ricordi?&#8221;</p><p>&#8220;Sai cosa ti ha fatto arrabbiare cos&#236; tanto?&#8221;</p><p>&#8220;&#200; stato difficile, ma poi &#232; passato.&#8221;</p><p>&#8220;La prossima volta possiamo provare a&#8230;&#8221;</p><p>&#8220;Se succede ancora, possiamo cercare insieme una soluzione.&#8221;</p><p>Per concludere, il punto allora non &#232; eliminare i &#8220;capricci&#8221;, ma cambiare il nostro sguardo e la nostra consapevolezza su di essi. Passare allora dal chiedersi &#8220;Come faccio a farlo smettere?&#8221; al &#8220;Cosa mi sta cercando di comunicare?&#8221;.</p><p>Non &#232; un cambiamento immediato: diamoci tempo. Ma pu&#242; davvero trasformare quei momenti difficili in occasioni di crescita e relazione.</p><p><strong>Suggerimenti di lettura</strong></p><p>Accanto a queste riflessioni, pu&#242; essere utile lasciarsi accompagnare da alcune letture che possono aiutarci ad approfondire il mondo emotivo dei nostri bambini:</p><p>-Le emozioni dei bambini, Isabelle Filliozat</p><p>-I bambini non fanno mai i capricci, Penney Hames</p><p>-Tu sei emozione, Elena Formisano</p><p>Anche leggere insieme a loro pu&#242; diventare uno spazio prezioso per riconoscere e nominare le emozioni, rileggendo alcuni momenti in un contesto sereno e condiviso:</p><p>-I colori delle emozioni, Anna Llenas</p><p>-Il libro che dice no!, Cedric Ramadier</p><p>-Il libro arrabbiato, Cedric Ramadier</p><p>-Che rabbia!, Mireille d&#8217;Allanc&#233;</p><p>Se vi va, potete condividere una situazione che vi ha messe in difficolt&#224; o una strategia che avete trovato utile. E per qualsiasi dubbio o se avete anche soltanto voglia di parlare o confrontarvi, mi trovate su Instagram: _alessiacolombo_.</p><p>Grazie per l&#8217;attenzione,</p><p>Alessia.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Crescere con i libri]]></title><description><![CDATA[Una guida dolce per accompagnare i bambini nella scoperta della lettura]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/crescere-con-i-libri</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/crescere-con-i-libri</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 12:43:35 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Quando proponiamo un libro a un bambino, la prima cosa da ricordare &#232; questa: ogni</p><p>bambino parte da un punto diverso.</p><p>Un bimbo che incontra i libri fin dai primi mesi avr&#224; un rapporto diverso rispetto a chi li</p><p>scopre pi&#249; tardi. Non &#232; una gara, non &#232; un traguardo da raggiungere. &#200; un percorso fatto di</p><p>incontri, tempi, emozioni.</p><p>Le et&#224; indicate sui libri sono solo orientative. Vanno prese con leggerezza.</p><p>Un libro non &#232; come un paio di scarpe che, una volta cresciuti, non serve pi&#249;.</p><p>Un libro pu&#242; tornare, essere riletto, riscoperto, amato in modi nuovi.</p><p>I libri non sono solo storie: sono ricordi condivisi, voci familiari, momenti di vicinanza.</p><p>Un libro, in fondo, &#232; per sempre.</p><p>Leggere nei primi 1000 giorni di vita fa davvero la differenza: in questa fase il cervello &#232;</p><p>estremamente ricettivo. Le connessioni neurali sono al massimo sviluppo. Ma senza ansia:</p><p>leggere non significa fare di pi&#249;, significa esserci.</p><p>0&#8211;6 mesi | La lettura &#232; relazione</p><p>Nei primi mesi il bambino non segue una trama. Sente la voce, guarda i contrasti, esplora</p><p>con le mani e con la bocca.</p><p>Vede sfocato, percepisce meglio il bianco e nero, ama i volti.</p><p>La lettura &#232; contatto: voce calma, filastrocche, ninna nanne, libri tattili.</p><p>Il libro &#232; soprattutto presenza.</p><p>6&#8211;12 mesi | Scoprire il libro</p><p>Lo sguardo diventa pi&#249; attento. Il bambino osserva e riconosce immagini.</p><p>Intorno all&#8217;anno capisce che un libro &#232; diverso da un gioco.</p><p>Ama animali, oggetti quotidiani e suoni.</p><p>La lettura &#232; gioco condiviso.</p><p>12&#8211;18 mesi | Il libro-esplorazione</p><p>Indica, gira pagine, apre alette.</p><p>Non segue un ordine logico ed &#232; normale cos&#236;.</p><p>Ama rime e onomatopee.</p><p>Il libro &#232; esplorazione.</p><p>18&#8211;24 mesi | Il libro che insegna il mondo</p><p>Il vocabolario cresce. Il bambino chiede il nome delle cose.</p><p>Ripete parole, anticipa frasi.</p><p>Il libro diventa strumento per capire la realt&#224;.</p><p>2&#8211;3 anni | Ancora!</p><p>Ama le riletture e conosce le storie a memoria.</p><p>Compaiono le prime storie brevi con inizio e fine.</p><p>I libri aiutano a dare nome alle emozioni.</p><p>3&#8211;5 anni | Storie e immaginazione</p><p>Il linguaggio &#232; ricco.</p><p>Il bambino racconta, immagina, fa domande.</p><p>I libri diventano mappe emotive.</p><p>5&#8211;6 anni | Verso nuovi orizzonti</p><p>Le storie si fanno pi&#249; lunghe.</p><p>Gli albi illustrati restano fondamentali per educare lo sguardo al bello.</p><p>Un pensiero per i genitori</p><p>Non serve leggere tanto. Serve leggere con presenza.</p><p>Anche 10 minuti al giorno bastano.</p><p>Lasciate scegliere il libro.</p><p>Accettate le riletture.</p><p>Create un rituale.</p><p>Un libro &#232; tempo condiviso oggi e ricordo caldo domani.</p><p>Ogni pagina letta insieme dice al bambino: &#8220;Ci sono.&#8221;</p><p>Buona lettura e buoni momenti insieme.</p><p></p><p>La mamapop Valentina ha creato anche una bellissima guida ai libri con titoli divisi per funzionalit&#224; e fascia d&#8217;et&#224; e io ho aggiunto il link per quelli che ho trovato su amazon!  vis baster&#224; cliccare il titolo del libro per acquistarlo.</p><p></p><p>trovate l&#8217;elenco dei libri qui : https://drive.google.com/file/d/1FRcSLDfdFGqdKhYCW1m041jfBdq5-0BA/view?usp=share_link</p><p></p><p>Grazie ancora Valentina per questa bellissima ed utilissima guida!</p><p>Ciao a tutte,</p><p>Luisa - The Mamapop</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Non tutte le storie iniziano bene]]></title><description><![CDATA[ma possono avere un lieto fine]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/non-tutte-le-storie-iniziano-bene</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/non-tutte-le-storie-iniziano-bene</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 13 Apr 2026 12:03:31 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mamapop,</p><p>la newsletter di oggi &#232; diversa dal solito. Non &#232; scritta da me.</p><p>&#200; scritta da una di voi.</p><p>Parla di un tema di cui si parla ancora troppo poco, ma che in realt&#224; riguarda tantissime mamme: il post parto quando non &#232; come ce lo aspettavamo.</p><p>Quando la stanchezza &#232; tanta.</p><p>Quando il pianto arriva senza motivo.</p><p>Quando ci si sente sole, anche se non lo si &#232; davvero.</p><p>Quando ci si sente sbagliate.</p><p>&#200; una storia vera, intensa, e per questo, importante.</p><p>Te la lascio leggere cos&#236; com&#8217;&#232;, perch&#233; a volte le parole pi&#249; utili sono proprio quelle che nascono dall&#8217;esperienza.</p><p><em>Ciao Mamepop, sono Arianna e oggi vi racconto la mia storia:</em></p><p><em>Mia figlia &#232; nata dopo una gravidanza bella ma intensa. Ho avuto nausea e vomito fino al quinto mese di gestazione. Poi fino al termine ho sofferto di forti bruciori di stomaco che hanno influenzato tutte le ultime notti prima del parto.</em></p><p><em>In ospedale &#232; stata molto dura. Non mi dilatavo anche con contrazioni molto forti, quando mi si sono rotte le acque la bimba aveva la mano in faccia e quindi per le dottoresse era impossibile procedere con un parto naturale, mi fanno firmare i documenti per procedere con il cesareo ma all&#8217;ultimo momento la piccola si gira e si mette in posizione. Dopo 24 in sala travaglio e 3/4 dosi per l&#8217;epidurale finalmente la nostra bimba viene al mondo con parto naturale. Eravamo felicissimi anche se distrutti.</em></p><p><em>Parecchi i punti di sutura interni ed esterni che mi costringono a letto per parecchio tempo. Mi ricordo che tornando a casa dall&#8217;ospedale in macchina ho iniziato a piangere senza motivo.</em></p><p><em>Le prime settimane di vita di mia figlia sono state tranquille perch&#233; avevo con me mio marito e la mia famiglia (che vive in un&#8217;altra regione). La bimba dormiva e mangiava.</em></p><p><em>Poi intorno al primo mese sono rimasta praticamente da sola perch&#233; mio marito &#232; dovuto tornare a lavorare (lavora su turni) e anche mia mamma &#232; tornata a casa.</em></p><p><em>Il primo pomeriggio da sola &#232; stato orribile mi sentivo abbandonata e non sapevo come sarebbe andata.</em></p><p><em>Passano un pochino di giorni e arrivano le coliche e passiamo pi&#249; di una settimana con pianti inconsolabili e notti insonni.</em></p><p><em>Mia figlia da quel momento voleva dormire solo in fascia mentre camminavo quindi passavo le notti a girare per casa piangendo.</em></p><p><em>Dopo quel periodo ogni volta che arrivava sera iniziava a prendermi una profonda tristezza che mi portava ad un pianto intenso. Io e mia figlia abbiamo pianto insieme quasi tutte le notti.</em></p><p><em>Ho iniziato a sentirmi sola e abbandonata anche se mio marito &#232; stato meraviglioso e mi ha supportato in ogni modo!</em></p><p><em>Mi sentivo una madre sbagliata, mi sentivo di non essere in grado di occuparmi di mia figlia e che mia figlia fosse sfortunata ad avere una mamma come me, una mamma incapace di farla dormire e di farla stare bene. Mi sono isolata anche dai miei amici e conoscenti perch&#233; non riuscivo a fare nulla se lei piangeva. Il suo pianto mi generava ansia e mi annebbiava il cervello. Mi sentivo giudicata da chiunque provava ad aiutarmi perch&#233; qualsiasi parola aumentava il mio senso di colpa. Mi sentivo una moglie sbagliata perch&#233; non capace di alleggerire mio marito che nel frattempo lavorava. Andavo su tutte le furie quando mia suocera mi diceva di farlo dormire perch&#233; altrimenti era stanco a lavoro quando io sono 5 mesi che non dormo pi&#249; di 2 ore filate.</em></p><p><em>Non volevo vedere e sentire nessuno.</em></p><p><em>Abbiamo girato pi&#249; di un pediatra per capire perch&#233; mia figlia piangeva disperata ogni volta che provavamo ad addormentarla. Ovviamente niente ha migliorato la situazione. Io e mio marito tremavamo quando era il momento di addormentarla. Non sopportavo pi&#249; il suo pianto e ho iniziato a pensare che sarebbe stato meglio addormentarmi e non svegliarmi pi&#249;.</em></p><p><em>Questi sentimenti che provavo andavano contro quello che viene raccontato sulla maternit&#224; che soprattutto sui social &#232; solo un momento magico e romantico, molto spesso non vengono mostrate tutte le difficolt&#224; che si affrontano.</em></p><p><em>Mi odiavo e odiavo la mia nuova vita. Pensavo quanto la mia vita di prima fosse molto pi&#249; facile e bella. Non potevo parlarne con nessuno perch&#233; tutti dicono solo quanto la bimba sia un dono, che l&#8217;hai voluta tu e che nessuno ti ha chiesto di farla nascere.</em></p><p><em>Visto che la mia tristezza non passava mia madre &#232; venuta a stare da me per qualche giorno. Ho toccato il fondo quando lei stava andando via. Non riuscivo a smettere di piangere, mi sentivo soffocare, mi mancava l&#8217;aria e li ho capito che era il momento di chiedere aiuto.</em></p><p><em>Il giorno dopo ho chiesto a mio marito di non andare a lavoro e di non lasciarmi da sola con la bambina, non mi sentivo in grado. Ho parlato con l&#8217;ostetrica con la quale ho svolto il corso preparto e ho iniziato la terapia con uno psicoterapeuta.</em></p><p><em>Sono stati momenti intensi, ho continuato ad avere giorni buoi, notti di pianti, senso di inadeguatezza e sensi di colpa. Ho chiesto aiuto a tutta la mia famiglia e alla famiglia di mio marito. Cerco di stare sempre in compagnia per non avere quel senso di solitudine forte e profonda. Sto imparando a delegare un pochino anche perch&#233; tra qualche mese dovr&#242; tornare a lavoro e quindi poi sar&#224; inevitabile. Ora sono passati circa due mesi e va meglio, sto continuando la terapia e nel frattempo la bimba cresce e migliora. Mi sto scoprendo come mamma e cerco di ripetermi che non sono sbagliata e che tutto migliorer&#224;. La vita sar&#224; pi&#249; facile. Voglio essere una mamma migliore per mia figlia e una moglie forte per mio marito.</em></p><p><em>Spero con la mia storia di far sentire meno sole quelle mamma che si trovano nella mia situazione di qualche mese fa.</em></p><p><em>Arianna,</em></p><p></p><p>Grazie per aver trovato il coraggio di raccontarlo.</p><p>La tua storia far&#224; sentire meno sole pi&#249; mamme di quanto immagini &#129293;</p><p>Se volete rispondere alla mail, vi leggo!</p><p>Un abbraccio,</p><p>Luisa - The Mamapop </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La salute mentale in maternità: uno spazio dedicato a voi ]]></title><description><![CDATA[Ciao Mamepop,]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/la-salute-mentale-in-maternita-uno</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/la-salute-mentale-in-maternita-uno</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 10:03:10 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mamepop,</p><p>ci siamo gi&#224; conosciute qualche settimana fa. Io sono Elisa Morelli, psicologa in formazione per diventare psicoterapeuta, e nell&#8217;ultima newsletter abbiamo parlato del carico mentale che le mamme si trovano a dover gestire nel post-parto.</p><p>Quello che abbiamo visto, per&#242;, &#232; solo una delle tante sfaccettature di un periodo della vita complesso, che inizia molto prima di quanto immaginiamo, a volte, addirittura, ancor prima del concepimento stesso. Ogni donna &#8211; e ogni madre &#8211; porta con s&#233; una storia unica, fatta di stress, fatiche e preoccupazioni, ma anche di momenti di connessione e felicit&#224; difficili da spiegare. La maternit&#224; pu&#242; essere questo: un&#8217;altalena perenne di emozioni, che porta con s&#233; cambiamenti sotto tantissimi punti di vista.</p><p>Proprio per questo, oggi, 7 aprile &#8211; Giornata Mondiale della Salute &#8211; abbiamo scelto di fermarci su un aspetto che rimane spesso sullo sfondo: la salute mentale in maternit&#224;.</p><p><strong>Cosa vivono spesso le mamme?</strong></p><p>I vissuti riportati sono tanti e diversi, ma alcuni ritornano con pi&#249; frequenza:</p><p>- Senso di inadeguatezza</p><p>- Esaurimento fisico ed emotivo</p><p>- Senso di solitudine e incomprensione</p><p>- Sensazione di essere continuamente &#8220;in allerta&#8221;</p><p>- Difficolt&#224; a chiedere aiuto</p><p>- Sentimenti spesso taciuti di rabbia</p><p>- Difficolt&#224; nel riconoscersi e ritrovarsi in quanto donna oltre che madre</p><p>- Aspettative spesso tradite sulla maternit&#224;</p><p>- Difficolt&#224; di concentrazione e nella presa di decisioni</p><p>- Presenza di pensieri intrusivi</p><p>- Timori ed incertezze</p><p>- Difficolt&#224; nella relazione di coppia</p><p>Questa non &#232; una lista esaustiva, ma riporta alcune delle principali difficolt&#224; che si trovano a vivere molte mamme. E racconta qualcosa di importante: sentirsi sopraffatte, vulnerabili e/o sotto stress &#232; pi&#249; comune di quanto immaginiamo. Non &#232; un segnale di inadeguatezza, ma una conseguenza diretta della vera e propria <em>rivoluzione</em> che ci si ritrova ad affrontare all&#8217;interno della propria vita. Si parla infatti di una riorganizzazione psicologica e neurobiologica: alcuni studi mostrano come il cervello della donna, nel periodo perinatale, vada incontro a dei cambiamenti fisici e misurabili, legati alla capacit&#224; di sintonizzarsi con il proprio bambino. Questo significa che ci&#242; che si vive non &#232; &#8220;solo nella testa&#8221;, ma ha basi reali, corporee. Questi cambiamenti cerebrali sono adattivi &#8211; quindi servono per favorire ed accompagnare la donna verso l&#8217;accudimento del proprio figlio &#8211; ma allo stesso tempo possono aprire finestre di vulnerabilit&#224; per la propria salute mentale. Se a questo si aggiungono cambiamenti ormonali, stanchezza, deprivazione di sonno, carico mentale ed emotivo, &#232; comprensibile che l&#8217;equilibrio possa diventare pi&#249; fragile.</p><p>Delle volte questi vissuti sono transitori, altre volte permangono pi&#249; a lungo e possono diventare difficolt&#224; pi&#249; radicate e faticose da sostenere.</p><p>In ogni caso, non &#232; necessario affrontarle da sole.</p><p>Inoltre, spesso, non tutte le situazioni richiedono una terapia strutturata, ma molte volte pu&#242; essere gi&#224; molto utile avere uno spazio in cui essere accolte e sentirsi ascoltate.</p><p>Parlare di salute mentale non serve solo quando le difficolt&#224; diventano intense. Significa anche prevenire, riconoscere i primi segnali e prendersi cura di s&#233; prima che tutto diventi troppo.</p><p><strong>Perch&#233; spesso &#232; cos&#236; difficile chiedere aiuto?</strong></p><p>A volte entrano in gioco:</p><p>- la paura di essere giudicate</p><p>- l&#8217;idea di dovercela fare da sole</p><p>- il dubbio che ci&#242; che si prova sia &#8220;normale&#8221; e quindi non meriti spazio</p><p>- la difficolt&#224;, concreta &#8211; ed economica - di accedere a servizi</p><p>Per questo sono necessari &#8211; e pian piano oggi iniziano ad emergere sempre di pi&#249; &#8211; spazi accessibili non giudicanti, in cui le donne si sentano accolte e rispettate nei loro vissuti.</p><p>Quando c&#8217;&#232; uno spazio sicuro, in cui ci si sente rispettate e ascoltate, diventa pi&#249; facile dare voce a ci&#242; che si sta vivendo.<br></p><p><strong>Uno spazio di ascolto</strong></p><p>A partire da queste riflessioni, ho deciso di aprire uno spazio di ascolto dedicato alle mamme, pensato per essere il pi&#249; possibile accessibile.</p><p>Lo sportello non &#232; un percorso di psicoterapia, ma si prefigura come uno spazio di ascolto e sostegno rivolto a voi, mamme. Uno spazio pensato per:</p><ul><li><p>accogliervi e ascoltarvi</p></li><li><p>dare un nome a ci&#242; che si sta vivendo</p></li><li><p>essere libere di esprimere le vostre emozioni e i vostri bisogni senza giudizio</p></li><li><p>mettere un po&#8217; di ordine in ci&#242; che pu&#242; sembrare confuso o difficile da comprendere</p></li><li><p>sentirvi meno sole in quello che state attraversando</p></li></ul><p>Lo sportello sar&#224; cos&#236; strutturato:</p><p>- Possibilit&#224; di 2 incontri gratuiti (45 minuti ciascuno).</p><p>- Possibilit&#224;, se lo si desidera, di proseguire con 3 incontri (50 minuti ciascuno) al costo di 35&#8364; per incontro.</p><p>Ognuna di voi ha la possibilit&#224; di scegliere se partecipare a qualche incontro o a tutti, non c&#8217;&#232; nessun vincolo ed &#232; possibile interrompere in qualsiasi momento.</p><p>Gli incontri si svolgeranno online.</p><p>Se senti che questo spazio pu&#242; esserti di aiuto, trovi qui sotto le disponibilit&#224; del mese di aprile &#8211; il numero di posti &#232; limitato. Dopo la prenotazione verranno inviati alla mail da te indicata il consenso informato e il link per il collegamento.</p><p>Se non trovi uno slot compatibile con i tuoi impegni, puoi compilare il modulo Google lasciando il tuo nome e la tua email: verrai ricontattata non appena si apriranno nuove disponibilit&#224;.</p><p>Se ti sei riconosciuta anche solo in una parte di queste parole, questo spazio &#232; anche per te.</p><p>Puoi prenderti questo tempo, senza aspettare che diventi tutto troppo pesante.</p><p>Nella speranza che questo progetto possa esserti utile, grazie per aver dedicato del tempo a leggere queste parole.</p><p>Un caro saluto,</p><p>Dott.ssa Elisa Morelli</p><p><a href="https://tidycal.com/dottssamorellielisapsicologa/1-incontro-sportello">PRENOTAZIONI MESE APRILE</a></p><p><a href="https://forms.gle/UxzBRnEixgXS2sr87">MODULO GOOGLE LISTA D&#8217;ATTESA</a></p><p>Fonti scientifiche</p><p>Barba-M&#252;ller, E., Craddock, S., Carmona, S., &amp; Hoekzema, E. (2018). Brain plasticity in pregnancy and the postpartum period: links to maternal caregiving and mental health. <em>Archives of Women&#8217;s Mental Health, 22</em>, 289 - 299.</p><p>Hoekzema, E., Barba-M&#252;ller, E., Pozzobon, C., Picado, M., Lucco, F., Garc&#237;a&#8208;Garc&#237;a, D., Soliva, J., Tobe&#241;a, A., Desco, M., Crone, E., Ballesteros, A., Carmona, S., &amp; Vilarroya, &#211;. (2016). Pregnancy leads to long-lasting changes in human brain structure. Nature Neuroscience, 20, 287-296.</p><p>Pritschet, L., Taylor, C., Cossio, D., Faskowitz, J., Santander, T., Handwerker, D., Grotzinger, H., Layher, E., Chrastil, E., &amp; Jacobs, E. (2023). Neuroanatomical changes observed over the course of a human pregnancy. <em>Nature Neuroscience, 27</em>, 2253 - 2260.</p><p>Guide for integration of perinatal mental health in maternal and child health services. Geneva: World Health Organization; 2022. Licence: CC BY-NC-SA 3.0 IGO</p><p></p><p>Questa newsletter nasce grazie alla collaborazione con la Dott.ssa Elisa Morelli, che desidero ringraziare per la dedizione, la professionalit&#224; e la grande empatia che ha portato in questo progetto.</p><p>Il lavoro che ha fatto per creare uno spazio di ascolto accessibile e rispettoso, dedicato alle mamme, &#232; davvero prezioso e riflette una cura autentica verso i vissuti di ogni donna.</p><p>Spero davvero che questo spazio possa essere utile e di aiuto alle Mamepop che ne sentiranno il bisogno.</p><p>Un abbraccio,</p><p>Luisa - The Mamapop</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Beauty Brunch delle Mamepop: iscrizioni aperte ✨]]></title><description><![CDATA[Ciao Mamepop,]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/beauty-brunch-delle-mamepop-iscrizioni</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/beauty-brunch-delle-mamepop-iscrizioni</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:02:59 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mamepop,</p><p>se c&#8217;&#232; una cosa che ci accomuna tutte &#232; questa:</p><p>il tempo per noi stesse &#232; sempre l&#8217;ultima voce della lista.</p><p></p><p>Tra bimbi, lavoro, casa e mille pensieri&#8230;</p><p>anche solo dedicarsi 10 minuti allo specchio sembra un lusso.</p><p></p><p>Eppure sappiamo quanto fa la differenza sentirsi bene, curate, luminose.</p><p>Non per gli altri&#8230; ma per noi.</p><p></p><p>Da qui nasce tutto.</p><p></p><p>Dalla voglia di ritagliarci uno spazio reale, concreto, semplice.</p><p>Dalla voglia di guardarci negli occhi, parlarci, condividere.</p><p>Dalla voglia di tornare a sentirci&#8230; noi</p><p></p><p>Sono emozionatissima perch&#233;&#8230;</p><p>finalmente ci incontriamo dal vivo.</p><p></p><p><strong>Nasce il Beauty Brunch delle Mamepop, insieme a Giorgia, make-up artist e skin expert</strong></p><p>Non sar&#224; un semplice evento.</p><p></p><p>Sar&#224; un&#8217;esperienza completa, pensata davvero per noi mamme:</p><p>&#8211; imparerai una skincare pratica, veloce ed efficace</p><p>&#8211; porterai a casa una vera e propria lezione di make-up da replicare ogni giorno</p><p>&#8211; avrai un momento per te, senza stress e senza pressioni</p><p></p><p>Il tutto in una location magica, con qualcosa di buono da mangiare e da bere, in un&#8217;atmosfera rilassata e curata</p><ul><li><p><strong>Napoli &#8211; Cala Moresca Resort</strong></p></li><li><p><strong>Venerd&#236; 8 maggio</strong></p></li><li><p><strong>Ore 10:00</strong></p></li></ul><p><strong>Bimbi assolutamente benvenuti</strong></p><p>Abbiamo voluto che fosse qualcosa di grande valore, curato nei minimi dettagli.</p><p>Per questo abbiamo scelto un evento a pagamento, cos&#236; da non lasciare nulla al caso, curare ogni aspetto e coccolare mamme e bimbi.</p><p></p><p><strong>Non solo un momento bello, ma qualcosa che ti resta davvero.</strong></p><p></p><p>In pi&#249;, non tornerai a casa a mani vuote&#8230; ci saranno anche delle sorprese per te: Giorgia ci lascer&#224; il <strong>report della lezione e degli omaggi a fine evento.</strong></p><p>Ma c&#8217;&#232; una cosa importante che voglio dirti:</p><p>questo sar&#224; un evento super esclusivo, <strong>a numero chiuso</strong>.</p><p>I posti sono pochissimi, perch&#233; vogliamo che ogni mamapop sia seguita davvero, con attenzione e cura.</p><p>Non sar&#224; dispersivo, non sar&#224; &#8220;di massa&#8221;.</p><p><strong>Sar&#224; nostro.</strong></p><p></p><p>Le iscrizioni sono ufficialmente aperte!</p><p></p><p>Per partecipare devi compilare il modulo qui:</p><p><a href="https://docs.google.com/forms/d/17nODXlybKCb_7sRjHz3_p9KWdubfczzcFHf0P7zR3KM/viewform">https://docs.google.com/forms/d/17nODXlybKCb_7sRjHz3_p9KWdubfczzcFHf0P7zR3KM/viewform</a></p><p>Ti consiglio di farlo subito, perch&#233; con cos&#236; pochi posti disponibili&#8230; andranno via velocemente.</p><p></p><p>Ora lascio la parola a Giorgia:</p><p>Ciao Mamepop</p><p>&#232; un piacere conoscervi, mi presento : mi chiamo Giorgia e vengo da Miseno.</p><p>Un paesino sul mare in provincia di Napoli.</p><p>Sono Make-up Artist specializzata in dermocosmesi.</p><p>Sono cresciuta nell&#8217;epoca dei Make-up occhi super particolari, basi opache e blindate , illuminanti potentissimi e ciglia finte super pesanti; ed &#232; tutto quello che non fa parte del mio mondo.</p><p>Amo i <strong>make-up semplici, eleganti</strong>; quelli che non aggiungono ma tolgono.</p><p>Tolgono i complessi, tolgono la sensazione di non essere abbastanza belle o abbastanza &#8220;fresche&#8221;. <strong>Perch&#233; ognuna di noi &#232; bellissima e non dovrebbe mai dimenticarlo.</strong></p><p>E questo &#232; quello che voglio fare con voi, mamme.</p><p>Togliere i pensieri, le paranoie e tutti i complessi che arrivano insieme al &#8220;pacchetto gravidanza&#8221;.</p><p>Voglio darvi la possibilit&#224; di scegliere chi volete essere; la possibilit&#224; di guardarvi allo specchio e sentirvi &#8220;nuovamente voi&#8221;.</p><p>Grazie ai box domande di Luisa sono emerse le problematiche che riscontrate con la vostra pelle (le occhiaie vincono al primo posto) e basandomi su quelle ho studiato per voi una skin care routine essenziale, veloce ed efficace. </p><p><strong>Pochi prodotti, ma scelti con cura tenendo conto delle vostre necessit&#224;.</strong></p><p>E poi svilupperete un super potere : far sembrare di aver dormito 8h di fila su 7 cuscini, anche quando il cuscino non lo avrete visto neanche per sbaglio.</p><p>Vedremo insieme come realizzare un make-up a prova di mamme e bimbi che chiedono attenzione, faremo sparire i segni della stanchezza e rifiorire la vostra bellezza autentica.</p><p>Sar&#224; un onore per me festeggiare insieme il weekend della festa della mamma. Non vedo l&#8217;ora di conoscervi tutte!</p><p>Giorgia - Make-up artist &amp; skin espert.</p><p></p><p></p><p>Io non vedo l&#8217;ora di incontrarti dal vivo, di darti un abbraccio e condividere questo momento insieme!</p><p>A presto,</p><p>Luisa - The Mamapop</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[IL CARICO MENTALE ]]></title><description><![CDATA[ELISA MORELLI]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/il-carico-mentale</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/il-carico-mentale</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 13:03:16 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!_JDO!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6886c7ec-c751-4248-81f8-64ff0caa0cac_1218x1082.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutte, Mamepop!</p><p>Sono Elisa Morelli, psicologa in formazione per diventare psicoterapeuta, e mi occupo di neuropsicologia e psicologia perinatale e dello sviluppo.</p><p>Oggi vorrei fermarmi insieme a voi su una parte della maternit&#224; che, ancora troppo spesso, resta invisibile.</p><p>Una parte fatta di fatiche non dette, emozioni trattenute &#8211; che a volte esplodono all&#8217;improvviso &#8211; stati d&#8217;animo altalenanti, pensieri continui che non sembrano mai fermarsi.</p><p>Tutto questo non porta solo a stanchezza fisica, ma a qualcosa di pi&#249; profondo, che viene definito &#8220;<strong>carico mentale</strong>&#8221;. C&#8217;&#232;, &#232; presente, ma non viene visto e spesso &#232; difficile anche da raccontare. Oppure, ancora peggio, quando si riesce ad esprimerlo, pu&#242; capitare che venga sminuito. E questo fa sentire ancora pi&#249; sole.</p><p><em>&#8220;Non pensarci troppo.&#8221;</em></p><p><em>&#8220;Sei tu che ti fai mille problemi&#8221;</em></p><p><em>&#8220;Non lamentarti, tuo marito ti aiuta moltissimo&#8221;</em></p><p><em>&#8220;Fai meno e basta.&#8221;</em></p><p>Frasi che non alleggeriscono questo carico ma che rischiano di appesantirlo ancora di pi&#249;, facendo nascere un dubbio silenzioso: &#8220;<em>Forse sono io ad esagerare</em>&#8221;.</p><p>Cerchiamo quindi di capire insieme che cos&#8217;&#232;, davvero, questo carico mentale.</p><p>Il carico mentale &#232; quel lavoro invisibile fatto di una parte cognitiva (anticipare, organizzare, coordinare, programmare) e una parte emotiva (gestire le proprie emozioni, cercare di sintonizzarsi con quelle del bambino, accoglierle e comprenderle). &#200; un&#8217;attivazione mentale continua, che accompagna ogni momento della giornata, e ha caratteristiche peculiari, che lo rendono particolarmente insidioso e allo stesso tempo faticoso da sostenere</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!_JDO!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6886c7ec-c751-4248-81f8-64ff0caa0cac_1218x1082.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!_JDO!, /__u/themamapop.substack.com/w_424, /__u/themamapop.substack.com/c_limit, /__u/themamapop.substack.com/f_webp, /__u/themamapop.substack.com/q_auto:good, /__u/themamapop.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6886c7ec-c751-4248-81f8-64ff0caa0cac_1218x1082.png 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!_JDO!, /__u/themamapop.substack.com/w_848, /__u/themamapop.substack.com/c_limit, /__u/themamapop.substack.com/f_webp, 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Non si vede, ma si fa sentire.</p><p>&#200; qualcosa di <em><strong>persistente</strong></em>, che sembra non avere n&#233; inizio n&#233; fine. Per questo motivo, &#232; difficilmente misurabile in termini di tempo.</p><p>Infine, <em><strong>non ha</strong></em><strong> </strong><em><strong>confini</strong></em>: invade tutti gli ambiti, bussa alla nostra porta anche quando tentiamo di fare altro, o quando meno ce lo aspettiamo.</p><p>E proprio per questo consuma silenziosamente energie che sono gi&#224; messe alla prova da giornate fatte di impegni, appuntamenti, pappe da preparare, poppate e pannolini da cambiare.</p><p>C&#8217;&#232; una metafora che pu&#242; aiutare a visualizzare tutto questo:</p><p><em>&lt;&lt;Un maestro tiene in mano un bicchiere d&#8217;acqua e chiede:<br>&#8220;Quanto pesa?&#8221;</em></p><p><em>Le risposte variano.<br>Lui dice:<br>&#8220;Il peso dipende da quanto tempo lo tieni in mano.<br>Un minuto non &#232; nulla. Un&#8217;ora fa male. Un giorno diventa insopportabile.&#8221;&gt;&gt;</em></p><p>Il bicchiere sono i nostri pensieri, le preoccupazioni, tutto ci&#242; che portiamo con noi. Contiene quel carico mentale che alla lunga sembra diventare insostenibile.</p><p>E nella maternit&#224;, quel bicchiere non si appoggia quasi mai.</p><p>I pensieri non solo rimangono, ma si accumulano, si intrecciano e si confondono. A volte sembrano una vera e propria valanga che, una volta avviata, travolge tutto il resto. Perch&#233; mentre finisci una giornata stai gi&#224; pensando a quella dopo e, nel frattempo, torni indietro con la mente, per assicurarti di non aver dimenticato nulla. Diventa un vero e proprio lavoro: silenzioso e a tempo pieno.</p><p>E questa fatica, anche se non sempre riconosciuta, &#232; <strong>reale</strong>.</p><p>Quando il carico diventa troppo pesante ed esaurisce le nostre energie, rende anche pi&#249; difficile pensare lucidamente. Possono arrivare momenti di sconforto, ansia, bisogno di controllare tutto - anche ci&#242; che non si pu&#242; controllare - oltre ad avere meno spazio per s&#233; e per la coppia.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!-Es_!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd0d9b134-f566-4364-978d-caaa7f42726a_1234x1010.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!-Es_!, /__u/themamapop.substack.com/w_424, /__u/themamapop.substack.com/c_limit, /__u/themamapop.substack.com/f_webp, /__u/themamapop.substack.com/q_auto:good, /__u/themamapop.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd0d9b134-f566-4364-978d-caaa7f42726a_1234x1010.png 424w, 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Diverse ricerche mostrano che sono soprattutto le madri a sostenere la parte pi&#249; grande di questo carico, in particolare le decisioni legate ai figli e alla cura.</p><p>Il primo passo, quindi, &#232; dare un nome a quella sensazione che spesso sentiamo, ma che facciamo fatica a spiegare. Riconoscere che esiste, che ha un peso e che non &#232; &#8220;esagerazione&#8221;.<br>E, quando possibile, provare ogni tanto a poggiare quel bicchiere - anche se non &#232; semplice.</p><p>A questo proposito, il 7 aprile (Giornata mondiale della salute), uscir&#224; una seconda parte su questa tematica e tratter&#224;, pi&#249; in generale, la salute mentale durante la maternit&#224;, perch&#233; questo purtroppo non &#232; altro che un piccolo spaccato di una realt&#224; molto pi&#249; complessa.</p><p>In quell&#8217;occasione, vorrei aprire la possibilit&#224; di un incontro di consulenza psicologica gratuita rivolto a chi di voi sente il bisogno di parlare di questi &#8211; o altri &#8211; vissuti. Per questo, se senti che questo tema ti riguarda e che potrebbe esserti utile uno spazio di ascolto, puoi compilare il modulo qui sotto.<br>Mi aiuter&#224; a capire quante persone potrebbero essere interessate, cos&#236; da organizzare al meglio questo sportello e definire date e disponibilit&#224; che condivider&#242; nella newsletter del 7 aprile.</p><p><strong>MODULO</strong></p><p>https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSc7DbmhwtpR4UJKxCRJilC7WhAY2foGBeYYvDNKssnRQCQFvw/viewform?usp=publish-editor</p><p>Intanto, se vi va, potete anche condividere qui sotto una parola, una sensazione o un pensiero che vi ha accompagnato leggendo.<br>A volte iniziare a dare voce a quello che viviamo &#232; gi&#224; un primo modo per alleggerirlo, anche solo un po&#8217;. &#129293;</p><p>A presto,</p><p>Dott.ssa Elisa Morelli</p><p></p><p>Fonti scientifiche</p><p>Liz Dean, Brendan Churchill &amp; Leah Ruppanner (2022) The mental load: building a deeper theoretical understanding of how cognitive and emotional labor overload women and mothers, Community, Work &amp; Family, 25:1, 13-29, DOI: 10.1080/13668803.2021.2002813</p><p>Reich-Stiebert, N., Froehlich, L. &amp; Voltmer, JB. Gendered Mental Labor: A Systematic Literature Review on the Cognitive Dimension of Unpaid Work Within the Household and Childcare. <em>Sex Roles</em> <strong>88</strong>, 475&#8211;494 (2023). <a href="https://doi.org/10.1007/s11199-023-01362-0">https://doi.org/10.1007/s11199-023-01362-0</a></p><p>Weeks, A. C., Kowalewska, H., &amp; Ruppanner, L. (2025). Take a Load Off? Not for Mothers: Gender, Cognitive Labor, and the Limits of Time and Money. <em>Socius: Sociological Research for a Dynamic World</em>, <em>11</em>.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Registrazione dei Workout delle Mamepop 💗 ]]></title><description><![CDATA[Ilenia di Vivi-Serena]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/registrazione-dei-workout-delle-mamepop</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/registrazione-dei-workout-delle-mamepop</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Wed, 18 Mar 2026 11:02:38 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mamepop!</p><p><strong>Vi volevo ringraziare tantissimo</strong> per aver partecipato ai due workout di queste settimane! Per me <strong>&#232; stato un immenso piacere</strong> poter passare un&#8217;oretta con voi, conoscervi meglio e seguirvi esercizio dopo esercizio durante la lezione!</p><p>Ci tenevo anche a dirvi questa cosa...</p><p>Ammetto che all&#8217;inizio ero un pochino agitata per questa bella occasione, ma mi avete fatto sentire subito a vostro agio, felice e tranquilla di essere l&#236; con voi!</p><p>Ma la cosa che, davvero, mi ha dato una sensazione bellissima, &#232; aver percepito sin da subito la vostra <strong>genuinit&#224; </strong>e <strong>semplicit&#224; </strong>e il <strong>feeling </strong>che c&#8217;&#232; di voi. Sinceramente, <strong>non ho mai conosciuto una community cos&#236; reale e sincera fino ad ora sui social</strong>!</p><p>Nel dirvi di nuovo <strong>GRAZIE</strong></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!xHxW!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F767e1eac-5441-432d-b36a-6844cdc166ab_72x72.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!xHxW!, /__u/themamapop.substack.com/w_424, /__u/themamapop.substack.com/c_limit, /__u/themamapop.substack.com/f_webp, /__u/themamapop.substack.com/q_auto:good, /__u/themamapop.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F767e1eac-5441-432d-b36a-6844cdc166ab_72x72.png 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!xHxW!, 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programma delle lezioni, il listino completo, qualsiasi dubbio o domanda...</p><p>Scrivetemi pure!</p><p>Intanto, per tutte coloro che non sono riuscite a partecipare gioved&#236;, <strong>ecco il link per rivedere entrambe le lezioni in autonomia</strong></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!kHtA!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F819735c3-1db5-480d-8594-35a37350ee1c_72x72.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!kHtA!, /__u/themamapop.substack.com/w_424, /__u/themamapop.substack.com/c_limit, /__u/themamapop.substack.com/f_webp, /__u/themamapop.substack.com/q_auto:good, 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333.23.16.998</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Workout delle Mamepop 💗 Prenota il tuo posto! ]]></title><description><![CDATA[Ciao Mamepop!]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/workout-delle-mamepop-prenota-il</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/workout-delle-mamepop-prenota-il</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 09 Mar 2026 13:31:12 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mamepop!</p><p>Piacere, mi chiamo <strong>Ilenia</strong> e sar&#242; la vostra <strong>Personal Trainer</strong> per aiutarvi a ritrovare la forma fisica dopo gravidanza e parto, dedicandovi un&#8217;oretta di movimento, benessere e condivisione.</p><p>Sono laureata magistrale in Attivit&#224; Fisica Preventiva e Adattata e<strong> </strong>specializzata nell&#8217;<strong>allenamento in gravidanza, nella preparazione al parto e nel recupero post parto</strong>. Sono insegnante di Pilates e lavoro nel settore del fitness e del benessere femminile da <strong>oltre 10 anni</strong>.</p><p>Ho creato <strong>Vivi Serena</strong>, un programma online dedicato alle future e neo mamme per accompagnarle con esercizi mirati e sicuri durante la gravidanza e nel recupero dopo il parto, con il supporto di diverse professioniste del settore.</p><p><strong>Allenamento post parto per voi Mamepop</strong></p><p>Luisa ed io abbiamo organizzato due lezioni di allenamento adattate al post parto, pensate per muoversi insieme <strong>senza ansia da prestazione</strong>, nel rispetto del proprio corpo.</p><p>Potete partecipare <strong>con o senza i vostri bimbi</strong>.</p><p><strong>Quando</strong></p><p><strong>. Gioved&#236; 12 marzo alle 16:45</strong></p><p><strong>. Marted&#236; 17 marzo alle 10:30</strong></p><p>Le lezioni si svolgeranno <strong>in diretta su Zoom</strong></p><p>Per garantire attenzione e correzione degli esercizi, <strong>ogni lezione &#232; limitata a 20 partecipanti</strong>.</p><p>Non serve essere allenate: <strong>la lezione &#232; adatta a tutti i livelli</strong>.</p><p><strong>Prenota il tuo posto compilando il form al link qui sotto</strong></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!EOAD!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa23b7a31-7443-4dd4-b5a2-1a858d226f0b_72x72.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!EOAD!, /__u/themamapop.substack.com/w_424, /__u/themamapop.substack.com/c_limit, /__u/themamapop.substack.com/f_webp, 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ricettario di Cristina]]></title><description><![CDATA[svezzamento]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/il-ricettario-di-cristina</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/il-ricettario-di-cristina</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 02 Mar 2026 11:00:52 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!6O-Y!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fbdcc3386-bcd1-4e30-86cc-d2f2a1cbeea3_1041x1443.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mamepop,</p><p>ci sono momenti della maternit&#224; che aspetti con entusiasmo&#8230;</p><p>e poi quando arrivano ti senti un po&#8217; spiazzata.</p><p>Per molte di noi lo svezzamento &#232; uno di quelli.</p><p>All&#8217;inizio immagini pappe preparate con cura, cucchiaini sorridenti, piatti colorati.</p><p>Poi arrivano le prime smorfie, il cibo sputato, i &#8220;non mangia&#8221;, i dubbi.</p><p>&#8220;Star&#242; facendo bene?&#8221;</p><p>&#8220;E se non gli piace?&#8221;</p><p>&#8220;Come faccio a variare senza cucinare mille cose diverse?&#8221;</p><p>Quando ho pensato alla newsletter di questa settimana, ho voluto parlare proprio di questo.</p><p>E ho chiesto a una Mamapop di raccontarci il suo percorso.</p><p>Oggi qui con noi c&#8217;&#232; Cri, di Cri e Nini &#129293;</p><p>Mamma e creator, che ha trasformato il suo modo di vivere lo svezzamento in una raccolta di ricette semplici e quotidiane.</p><p>Le lascio la parola.</p><div><hr></div><h3><strong>&#9997;&#127995; Le parole di Cri</strong></h3><p>Quando ho iniziato lo svezzamento con mio figlio, ero super curiosa di provare ricette nuove, di sperimentare e riadattare ricette che potessero andare bene per lui ma anche essere sfiziose e divertenti per me.</p><p>Ho fatto quindi una raccolta delle mie ricette preferite, facili, veloci e adatte a chiunque.</p><p>Oltre che essere preparazioni quotidiane, possono diventare un momento di condivisione con i piccoli, quando diventano curiosi e vogliono dare una mano.</p><p>(N.B. Le ricette sono consigli basati su un&#8217;esperienza personale e non sostituiscono il parere del pediatra o del nutrizionista.)</p><p>Ora mio figlio ha poco pi&#249; di due anni.</p><p>La sua alimentazione &#232; cambiata, ma avere una guida semplice ci ha aiutati a vivere tutto con pi&#249; serenit&#224;, senza dover ogni giorno reinventare tutto da capo.</p><p>Questo piccolo ricettario &#232; nato proprio cos&#236;.</p><p>Un bacio a tutte,</p><p>Cri e Nini</p><div><hr></div><h3><strong>&#128155; Un piccolo regalo per voi</strong></h3><p>Con Cri abbiamo pensato di condividere qui <strong>3 ricette</strong>, una per categoria, cos&#236; potete provarle con calma.</p><p>Se poi sentite il bisogno di avere pi&#249; idee raccolte in un unico posto, vi lascio anche il link al suo ricettario completo:</p><p>&#128073;https://crienini.etsy.com/listing/1826010201</p><p>Ma al di l&#224; delle ricette, quello che mi porto a casa &#232; questo:</p><p>non esiste lo svezzamento perfetto.</p><p>Esiste il vostro.</p><p>Fatto di tentativi, di piatti rifiutati, di scoperte, di gusti che cambiano.</p><p>E va bene cos&#236;.</p><p>Se vi va, raccontatemi come state vivendo questo momento.</p><p>Cosa vi mette in difficolt&#224;?</p><p>Cosa invece vi sta sorprendendo?</p><p>Leggo tutto.</p><p>Luisa</p><p>The Mama Pop</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!6O-Y!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fbdcc3386-bcd1-4e30-86cc-d2f2a1cbeea3_1041x1443.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!6O-Y!, /__u/themamapop.substack.com/w_424, /__u/themamapop.substack.com/c_limit, /__u/themamapop.substack.com/f_webp, /__u/themamapop.substack.com/q_auto:good, 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mamapop]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/due-bambini-diversi-casa-e-nido-a</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/due-bambini-diversi-casa-e-nido-a</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 23 Feb 2026 11:01:15 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao mamma &#128151;</p><p>Se almeno una volta ti &#232; capitato di sentirti confusa (o addirittura in colpa) per le differenze che noti nel comportamento del tuo bimbo o della tua bimba tra casa e asilo nido, voglio dirti subito alcune cose importanti:</p><ul><li><p>non sei sola;</p></li><li><p>non stai sbagliando nulla;</p></li><li><p>tuo figlio o tua figlia non &#232; &#8220;strano/a&#8221; n&#233; &#8220;incostante&#8221;;</p></li><li><p>e, soprattutto, quello che osservi &#232; normalissimo.</p></li></ul><p>Molte mamme, durante i colloqui o le consulenze, mi riportano frasi come:</p><p>&#8220;<strong>Al nido mangia tutto e a casa spesso rifiuta il cibo.&#8221;</strong></p><p><strong>&#8220;Al nido dorme in un attimo e con me invece &#232; una lotta.&#8221;</strong></p><p><strong>Oppure l&#8217;esatto opposto:</strong></p><p><strong>&#8220;A casa &#232; un angelo, al nido piange e non dorme.&#8221;</strong></p><p><strong>&#8220;Mi hanno detto che piange&#8230; e io mi sento morire</strong>.&#8221;</p><p>Oggi voglio accompagnarti dentro queste situazioni con lo sguardo dell&#8217;educatrice, ma anche con la sensibilit&#224; di una mamma. Perch&#233; dietro questi comportamenti non c&#8217;&#232; un bambino capriccioso.</p><p>C&#8217;&#232; un bambino che sta imparando ad adattarsi, crescere, comunicare.</p><p>In altre parole: sta imparando a vivere.</p><p><strong>I bambini non sono uguali ovunque (ed &#232; una cosa sana)</strong></p><p>Il comportamento di un bambino dipende molto dal contesto. Un bambino non &#232; solo il suo carattere: &#232; anche l&#8217;ambiente che lo accoglie.</p><p>A casa tuo figlio &#232; figlio.</p><p>Al nido &#232; un bambino tra i bambini.</p><p>Sono due ruoli diversi, entrambi importanti, che influenzano sonno, cibo, pianto, gioco, separazione e autonomia.</p><p><strong>&#8220;Perch&#233; al nido mangia tutto e a casa no?&#8221;</strong></p><p>&#200; una delle domande che mi viene posta pi&#249; spesso. Al nido entrano in gioco alcuni fattori molto potenti:</p><p><strong>1. Il potere del gruppo (apprendimento per imitazione)</strong></p><p>I bambini imparano osservando gli altri. Vedere i coetanei mangiare li rassicura: &#8220;Se lo fanno loro, allora &#232; sicuro. Posso farlo anch&#8217;io.&#8221;</p><p>Ecco perch&#233; al nido spesso assaggiano cibi che a casa rifiutano.</p><p><strong>2. La routine: ripetizione = sicurezza</strong></p><p>Al nido le giornate seguono una struttura prevedibile. La ripetizione non &#232; noia: &#232; contenimento.</p><p>Quando il bambino sa cosa aspettarsi, si sente pi&#249; tranquillo e non deve &#8220;controllare&#8221; continuamente l&#8217;ambiente. Un bambino pi&#249; sereno&#8230; spesso collabora meglio anche a tavola.</p><p><strong>3. A casa ci sono pi&#249; variabili emotive</strong></p><p>A casa cambiano gli orari, c&#8217;&#232; la stanchezza accumulata, la televisione, il telefono, i fratelli, le visite, le preoccupazioni degli adulti.</p><p>I bambini percepiscono tutto questo. Non perch&#233; &#8220;controllano&#8221;, ma perch&#233; sono profondamente connessi a chi si prende cura di loro.</p><p><strong>4. Con te pu&#242; regredire (e significa fiducia)</strong></p><p>Con la mamma molti bambini mostrano la parte pi&#249; faticosa: protestano, rifiutano, chiedono braccio.</p><p>Non &#232; perch&#233; con te &#8220;si comporta peggio&#8221;, ma perch&#233; tu sei la sua base sicura.</p><p>Come ci insegna la teoria dell&#8217;attaccamento, un bambino che si sente al sicuro pu&#242; lasciarsi andare anche nelle difficolt&#224;.</p><p><strong>&#8220;Perch&#233; al nido dorme e a casa no (o viceversa)?&#8221;</strong></p><p>Il sonno non &#232; solo fisiologia: &#232; anche relazione e sicurezza.</p><p>Caso A: al nido dorme meglio</p><p>Succede spesso grazie a routine stabili, segnali ripetuti, giornate ricche di stimoli e una stanchezza &#8220;buona&#8221;. Anche il gruppo aiuta: vedere gli altri bambini rilassarsi e addormentarsi favorisce il rallentamento.</p><p>Caso B: al nido dorme peggio</p><p>Alcuni bambini, invece, a casa dormono bene e al nido faticano. Questo non significa automaticamente che stiano male.</p><p>Pu&#242; voler dire che hanno bisogno di pi&#249; tempo, pi&#249; contenimento e pi&#249; fiducia nell&#8217;ambiente. Dormire richiede affidamento, e l&#8217;affidamento &#232; un processo che matura gradualmente.</p><p><strong>Il cuore di tutto: la ripetizione costruisce competenze</strong></p><p>Se c&#8217;&#232; una parola che vorrei ti restasse impressa &#232; questa: ripetizione.</p><p>I bambini imparano cos&#236;:</p><p>&#8226; ripetendo;</p><p>&#8226; vivendo routine simili;</p><p>&#8226; attraversando gli stessi gesti;</p><p>&#8226; facendo esperienza pi&#249; volte.</p><p>La ripetizione crea connessioni nel cervello. Non &#232; solo abitudine: &#232; costruzione.</p><p>Ecco perch&#233; il nido favorisce molte autonomie: offre un contesto stabile in cui fare pratica ogni giorno, senza che tutto diventi una negoziazione.</p><p>Le differenze tra casa e nido non sono un problema da correggere, ma un segnale di crescita, adattamento e fiducia.</p><p>Il tuo bambino non &#232; difficile. E tu non stai sbagliando.</p><p>Se ti senti ancora confusa o vuoi capire meglio una situazione specifica, puoi rispondere direttamente a questa newsletter.</p><p>Leggeremo con attenzione ed empatia e cercheremo di accompagnarti nel migliore dei modi.</p><p>Se l&#8217;argomento ti interessa e vuoi confrontarti con me su nido e altri temi bimbi, puoi seguirmi su ig dove condivido tutti i giorni info utili e consigli - @educatriceeleonora</p><p>Un abbraccio,</p><p>Eleonora - Mamapop</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ci amiamo. Siamo solo molto stanchi.]]></title><description><![CDATA[Negli ultimi giorni ho letto tanti messaggi scritti a bassa voce.]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/ci-amiamo-siamo-solo-molto-stanchi</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/ci-amiamo-siamo-solo-molto-stanchi</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Fri, 13 Feb 2026 11:00:15 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni ho letto tanti messaggi scritti a bassa voce. Messaggi inviati di notte, o nei pochi minuti di silenzio tra una cosa e l&#8217;altra.</p><p>Parole semplici, ma cariche di stanchezza.</p><p>Parlano tutte della stessa cosa: <strong>di cosa succede alla coppia dopo l&#8217;arrivo di un figlio.</strong></p><p>La nascita di un bambino non cambia solo la quotidianit&#224;: <strong>cambia</strong> il tempo, il corpo, le priorit&#224; e cambia da subito, <strong>il modo di stare insieme</strong>.</p><p>All&#8217;inizio tutto ruota attorno a lui o a lei. I ritmi saltano, il sonno si spezza, le giornate sembrano tutte uguali e a volte non si somigliano mai davvero. Quello che sembra funzionare oggi, domani non funziona pi&#249;. E mentre si prova ad adattarsi e a tenere insieme tutto, ci si accorge che lo spazio per la coppia si restringe sempre di pi&#249;, fin quasi ad annullarsi.</p><p>Molte donne raccontano <strong>una nostalgia difficile da dire ad alta voce</strong>. La nostalgia per una vita che prima era pi&#249; semplice, per un tempo in cui sedersi sul divano, guardare una serie, scambiarsi due parole senza fretta erano pezzi di ordinaria quotidianit&#224;. Mentre ora anche questo sembra molto lontano.</p><p>E insieme alla nostalgia arriva spesso una frase che pesa come un macigno: <em><strong>&#8220;non sapevo sarebbe stato cos&#236;&#8221;.</strong></em></p><p>Amare profondamente il proprio figlio non rende questa fatica meno vera. E neanche il contrario.</p><p><strong>L&#8217;amore non cancella la stanchezza</strong>. Possono stare insieme, anche se a volte fa paura ammetterlo.</p><p>Quando il bambino ha bisogno di molto contatto, qualcuno pi&#249; di altri, il corpo diventa casa continua, di giorno e di notte. La sera non &#232; pi&#249; tempo di coppia: &#232; ancora tempo di accudimento e cos&#236;, senza volerlo, la relazione finisce in secondo piano, ma anche terzo o quarto.</p><p>Dentro questa stanchezza nasce spesso <strong>un&#8217;altalena emotiva</strong> verso il partner: <strong>lo ami ma ti senti lontana</strong>. Vorresti sentirti capita, e ci provi a spiegarti, ma ti senti sola.</p><p>Ti arrabbi perch&#232; hai l&#8217;impressione, realistica, che<strong> la tua vita sia cambiata molto pi&#249; della sua.</strong> Che per te sia diventato tutto pi&#249; stretto, mentre per lui molte cose sono rimaste possibili: lui continua a lavorare, magari ad andare a calcetto, a fare trasferte, ad andare a nuoto, a farsi una doccia in santa pace. Tutte le volte che vuole e soprattutto senza dover smuovere mari e monti per organizzarsi.</p><p>Questa rabbia a volte esce nelle parole, nei toni o nei silenzi. Soprattutto quando non &#232; condivisa apertamente col partner, diventa un risentimento di sottofondo che a volte porta trattarsi male o ignorarsi. E subito dopo arriva il senso di colpa: <em><strong>&#8220;sto chiedendo troppo, forse sono esagerata. Sto rovinando tutto io&#8221;</strong></em>.</p><p>E&#8217; un ciclo frequente: fatica che diventa rabbia, rabbia che diventa colpa. C&#8217;&#232; poi un&#8217;altra ambivalenza che molte madri fanno fatica a confessare. Il desiderio di stare col partner e allo stesso tempo l&#8217;impossibilit&#224; di staccarsi dal proprio figlio. Il bisogno di non essere &#8220;solo mamma&#8221; e al contempo, la paura di allontanarsi anche solo per un po&#8217;.</p><p>Se ti accorgi che nella tua relazione l&#8217;amore sta cambiando volto, <strong>non avere paura</strong>, &#232; un passaggio fisiologico. Quando il sentimento di prima ti appare lontano, quasi irraggiungibile, non &#232; un fallimento, &#232; pi&#249; un &#8220;attraversamento&#8221;.</p><p>La coppia dopo un figlio non torna mai esattamente quella di prima, ma pu&#242; diventare qualcosa di nuovo, se si trova il modo di dominare la fatica, invece di trasformarla in colpa o accusa.</p><p><strong>Dare parola a ci&#242; che si sta vivendo &#232; spesso il primo gesto di cura</strong>: per s&#233;, per la relazione, per il partner.</p><p>Qui di seguito provo a lasciarvi alcune riflessioni utili che si fondano su anni di ricerca e osservazione delle relazioni di coppia, che hanno consentito di portare alla luce i fattori alla base della stabilit&#224; e della felicit&#224; di una coppia, soprattutto in momenti di grande cambiamento.</p><p>Prima di tutto, &#232; importante pensarsi come una squadra e quindi <strong>cooperare</strong>, non competere.</p><p>La stanchezza, il sovraccarico le emozioni intense rendono pi&#249; facile scivolare nella competizione: chi fa di pi&#249;, chi &#232; pi&#249; stanco, chi ha ragione, chi fa meglio. Eppure, soprattutto in questa fase, pu&#242; essere utile tornare a un&#8217;idea semplice ma non scontata: non si tratta di vincere, di avere ragione o di essere migliori dell&#8217;altro, ma di <strong>unire le forze per andare in una direzione condivisa</strong>.</p><p>Pensarsi come una squadra non significa andare sempre d&#8217;accordo, ma ricordarsi che l&#8217;obiettivo comune &#232; il benessere del bambino e della relazione. <em><strong>&#8220;Dove non arrivo io, puoi arrivare tu&#8221;</strong></em> e viceversa.</p><p>Non &#232; sempre facile essere alleati, i conflitti infatti non sono evitabili. Ci&#242; che fa la differenza &#232; come scegliamo di gestirli. Il conflitto &#232; normale e complice la stanchezza e tutte le cose nuove da gestire, ci si pu&#242; ritrovare ad agire in modo pi&#249; impulsivo.</p><p>Quando una conversazione inizia a degenerare, sarebbe meglio fermarsi perch&#232; da quel momento in poi non accadr&#224; nulla di buono per la relazione. Si rischia di ferirsi a vicenda e di spostare il conflitto in direzioni poco utili. La cosa migliore sarebbe concordare una pausa di non meno di 20 minuti, separarsi, calmarsi e tornare sul tema in un momento in cui entrambi si &#232; disposti a ri-affrontarlo. Questo aumenta la possibilit&#224; di avere un atteggiamento reciproco pi&#249; comprensivo: quando siamo molto attivati emotivamente, siamo meno disponibili alla collaborazione e pi&#249; portati alla difesa e all&#8217;attacco.</p><p>Un altro passaggio riguarda il modo in cui ci si parla: nelle discussioni, parla di te e non dell&#8217;altra persona: invece di dire <em><strong>&#8220;tu sei&#8230;. /tu fai&#8230;./ quando tu&#8230;&#8221; </strong></em><strong>parti da te</strong>. Non parlare dei suoi comportamenti (cosa fa o non fa che ti da&#8217; sui nervi, cosa ti fa arrabbiare ecc. ) ma parla delle tue emozioni e sensazioni, di come ti senti tu, il tuo percepito. </p><p>L&#236; non c&#8217;&#232; possibilit&#224; di contraddittorio, quello che senti tu non &#232; discutibile, &#232; vero. Se il desiderio &#232; che il tuo partner ti veda pi&#249; da vicino, non devi allontanarlo. Questa accortezza fa la differenza: dire le cose scomode &#232; necessario per una relazione che vuole evolvere. <strong>Richiede coraggio</strong> ma permette all&#8217;altro di capire cosa sta accadendo davvero dentro di noi e di avere una maggiore comprensione dei nostri comportamenti attraverso il nostro punto di vista. </p><p>Quindi <em><strong>&#8220;Io mi sento dimenticat*/poco importante/frustrat*/sovraccaricat* ecc.&#8221;</strong></em> e poi esprimere in maniera chiara e puntuale un bisogno: <em><strong>&#8220;avrei bisogno che&#8230;&#8221; </strong></em>. Cerca di essere quanto pi&#249; possibile precis* su ci&#242; che senti e ci&#242; di cui hai bisogno. </p><p>Questo permette all&#8217;altra persona di non sentirsi attaccata e la predispone a mettersi in ascolto per comprendere, non per difendersi. E inoltre le permette di avere indicazioni precise su come pu&#242; esserci di supporto. <strong>Ci&#242; deve accadere da entrambe le parti.</strong></p><p>Tutte le volte che c&#8217;&#232; un conflitto, poi, &#232; fondamentale riparare. Non lasciare che le cose si depositino in silenzio. Magari ci siamo offesi reciprocamente, ci siamo urlati contro, abbiamo accusato l&#8217;altra persona: chiedere scusa &#232; un atto di cura importante per la relazione. </p><p>Cercare un momento di maggiore calma per spiegare cosa &#232; stato toccato, cosa ha fatto male <strong>e ascoltare lo stesso dall&#8217;altra parte</strong>, non &#232; facile, non &#232; spontaneo, non sempre si &#232; stati educati a farlo, ma &#232; una abilit&#224; che si pu&#242; allenare ed &#232; uno dei pilastri che permettono ad una relazione di durare e di evolvere nel tempo adattandosi agli eventi di vita.</p><p>E quando senti che il sentimento di amore verso partner &#232; tanto lontan*, prova a ripensare <strong>perch&#232; l&#8217;hai scelt* </strong>e a ripescare dalla tua mente i ricordi pi&#249; felici, che ti rimandano stima e amore verso di l*i. E&#8217; sempre l*i.</p><p>Un altro tema centrale riguarda il t<strong>empo, personale e di coppia.</strong></p><p>Se &#232; vero che la nascita di un figlio, ancora oggi, stravolge in maniera pi&#249; prepotente la vita di una donna, questa condizione non va necessariamente accettata in modo passivo come qualcosa di immodificabile. </p><p>Da donne, possiamo - e dovremmo - <strong>fare in modo che il divario si riduca</strong>: rendendo visibili i nostri bisogni e desideri, mobilitando tutte le risorse che abbiamo intorno, chiedendo aiuto, costruendo insieme al partner un modo di stare insieme pi&#249; paritario. Questo d&#224; beneficio personale e migliora anche la qualit&#224; della vita familiare.</p><p>Prendersi lo spazio di cui si ha bisogno <strong>non &#232; egoismo, &#232; responsabilit&#224;</strong>: verso se stesse, verso la coppia e i figli. I figli non hanno bisogno soltanto di madri presenti, ma di <strong>madri sufficientemente serene, vitali, gratificate</strong>. </p><p>Una madre costantemente immolata al sacrificio non pu&#242; essere un modello di benessere n&#232; una base sicura emotivamente stabile nel lungo periodo. Sul discorso ci sarebbe molto da dire ma lo rimandiamo ad altri contesti.</p><p>Per quanto riguarda invece il tempo di coppia, la presenza dei figli - soprattutto nei primi anni di vita e in base agli aiuti disponibili - riduce drasticamente lo spazio per la relazione. </p><p>Per questo &#232; importante pensare non a momenti ideali ma a momenti che siano sostenibili e compatibili con la fase di vita che si sta attraversando, quindi raggiungibili e realizzabili. </p><p><strong>Creare dei rituali solo vostri </strong>che vi permettano di sperimentare vicinanza fisica ed emotiva, ovvero momenti in cui connettersi reciprocamente, &#232; qualcosa che favorisce sentimenti positivi reciproci, unisce e contrasta i sentimenti negativi. </p><p>Possono essere gesti molto semplici: ritagliarsi ogni sera, nella forma possibile, un momento di contatto, in cui coccolarsi, toccarsi, abbracciarsi, tenersi per mano, baciarsi. Anche solo un abbraccio di almeno 20 secondi che favorisce il rilascio di ossitocina e ha effetti psicofisici significativi sulle persone ed effetti benefici sul loro legame. <strong>Un abbraccio, che duri almeno 20 secondi </strong>&#232; in grado di ridurre lo stress e ha un effetto calmante. Una musica in sottofondo insieme o recuperare delle vecchie foto, parlarsi di <em><strong>&#8220;come stiamo andando&#8221;</strong></em>. Sono momenti semplici ma potentissimi.</p><p>Alla luce dell&#8217;esperienza clinica e dell&#8217;osservazione delle persone che arrivano in studio, un punto su cui mi sento di portare l&#8217;attenzione &#232; l&#8217;uso della tecnologia. </p><p>Spesso in seduta mi viene raccontato che partner &#232; &#8220;sempre al telefono&#8221;, soprattutto proprio in quei momenti in cui si sarebbe la possibilit&#224; di stare insieme: la sera sul divano, dopo aver messo a letto i figli, durante una pausa condivisa o quei brevi momenti che si riesce a strappare al quotidiano tran tran. </p><p>Questo comportamento pu&#242; essere vissuto dall&#8217;altra persona non tanto come una distrazione, ma come un terzo incomodo. Non perch&#232; usare il telefono sia sbagliato, ma perch&#232; occupa uno spazio che, in quel momento, potrebbe essere dedicato alla coppia. Dal punto di vista emotivo, ci&#242; che spesso si attiva &#232; la sensazione di non essere scelti: <em><strong>&#8220;se c&#8217;&#232; un momento libero e tu scegli il telefono, vuol dire che io non sono importante&#8221;.</strong></em> </p><p>Anche quando non &#232; vero, l&#8217;effetto pu&#242; essere questo. C&#8217;&#232; poi un altro aspetto importante: il telefono e lo scrolling dei social sono spesso strumenti con cui si cerca di regolare emozioni difficili. </p><p>Quando siamo stanchi, sovraccarichi, svuotati, prendere il telefono &#232; un gesto automatico che ci d&#224; l&#8217;idea di rilassarci un attimo, non dover essere presenti, non dover rispondere alle richieste esterne. <strong>E&#8217; una forma di fuga breve</strong>, immediata, apparentemente a basso costo. Ma proprio per questo, nel tempo, pu&#242; diventare un&#8217;abitudine automatica che erode la connessione col partner e allontana la persona dal sentire i propri bisogni, come persona e come essere in relazione.</p><p>Aiutarsi a costruire un uso pi&#249; consapevole e intenzionale della tecnologia pu&#242; avere effetti molto positivi sulla relazione e su molte altre dimensioni della vita.</p><p>Infine pu&#242; essere importante ricordare che la responsabilit&#224; all&#8217;interno della coppia &#232; sempre condivisa. Se l&#8217;altra persona non partecipa abbastanza alla cura e all&#8217;accudimento del bambino, vale la pena chiedersi, senza colpevolizzarsi, <strong>cosa stiamo facendo che faciliti o impedisca che ci&#242; accada.</strong> Ad esempio: non tollerare che le cose vengano fatte in modo diverso da come le vuoi tu, intervenire continuamente, non lasciare spazio all&#8217;esperienza sono comportamenti che scoraggiano il coinvolgimento dell&#8217;altra persona. Senza la possibilit&#224; di fare, sbagliare e riprovare, &#232; facile che l&#8217;altro si senta impotente, incapace o inutile. D&#8217;altra parte &#232; l&#8217;esperienza che nel tempo ci permette di diventare pi&#249; abili e sicuri.</p><p>Se oggi vi sentite distanti, <strong>non &#232; una frattura definitiva</strong>. Spesso &#232; il segnale di un legame che sta cercando una nuova forma: pi&#249; complessa, pi&#249; matura e diversa da prima.</p><p>La coppia dopo l&#8217;arrivo di un figlio non torna mai quella di prima, ed &#232; giusto che sia cos&#236;: <strong>pu&#242; e deve diventare qualcosa di nuovo.</strong></p><p>E questo nuovo, anche se oggi fa paura, pu&#242; essere ancora un luogo sicuro, vivo e nutriente, per voi e per il vostro bambino. <strong>Se lo desiderate e siete disposti, con amore, a impegnarvi per questo.</strong></p><p></p><p>Grazie,</p><p>Marina Oddo </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La lettura come cura]]></title><description><![CDATA[Albi illustrati - mamapop Giulia]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/la-lettura-come-cura</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/la-lettura-come-cura</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Sat, 07 Feb 2026 11:02:28 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Care mamme pop,</p><p>sono Giulia, da sempre educatrice e da dieci mesi mamma di Giacomo.<br>I libri, in particolare gli albi illustrati, hanno sempre abitato la mia vita, il mio lavoro e il mio modo di stare con i bambini.</p><p>Oggi sono il fulcro delle giornate con il mio cucciolo: li leggiamo sul tappeto, sul divano, prima della nanna, a volte per pochi minuti mentre per altre ci soffermiamo sulle stesse pagine per pi&#249; tempo.</p><p>Leggiamo insieme da quando Giacomo era piccolissimo nella mia pancia e, giorno dopo giorno, riconosceva la mia voce, il mio ritmo e la mia presenza. Ed &#232; da l&#236; che vorrei partire per parlare di albi illustrati nella fascia 0-3 anni: cosa sono davvero, come sceglierli, come leggerli e perch&#233; sono un dono potentissimo per i bambini, ma anche per noi adulti.</p><p><strong>Cosa sono davvero gli albi illustrati (e perch&#233; non sono &#8220;libri semplici&#8221;)</strong></p><p>Gli albi illustrati sono una tipologia letteraria destinata ai bambini e agli adulti. Attraverso storie apparentemente semplici e illustrazioni curate da professionisti riescono a raccontare emozioni, relazioni e pensieri profondi.</p><p>Possono sembrare libri &#8220;facili&#8221;, immediati, ma in realt&#224; sono oggetti narrativi molto complessi.</p><p>Ma che cosa c&#8217;&#232; dietro un albo illustrato?</p><p>&#8226; chi scrive la storia</p><p>&#8226; chi costruisce un concept narrativo chiaro</p><p>&#8226; chi tiene insieme obiettivi educativi, destinatari e modalit&#224; di fruizione</p><p>&#8226; chi illustra, con una profonda conoscenza dello sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini.</p><p>Un albo ben fatto tiene conto di chi legge (genitore, educatore, adulto) e di chi ascolta, considerando et&#224;, competenze, tempi e modalit&#224; di attenzione.</p><p><strong>Il ruolo fondamentale delle illustrazioni (soprattutto 0-3 anni)</strong></p><p>Le illustrazioni non sono solo un &#8220;contorno&#8221; del testo, bens&#236; sono parte integrante della narrazione.<br>Ecco cosa un illustratore esperto deve considerare per un albo di qualit&#224;:</p><p>&#8226; la fruibilit&#224; delle immagini in base all&#8217;et&#224;</p><p>&#8226; la tipologia e la densit&#224; dei colori</p><p>&#8226; il bilanciamento tra parole e immagini</p><p>&#8226; il numero di elementi grafici presenti</p><p>&#8226; il livello di stilizzazione delle figure.</p><p>Tutti questi elementi incidono direttamente sulla possibilit&#224; del bambino di seguire, comprendere e partecipare alla storia.</p><p><strong>Tre elementi chiave da osservare nelle illustrazioni</strong></p><p>Quando scegliamo un albo per la fascia 0-3 soffermiamoci in particolare su tre aspetti:</p><p>1. I colori</p><p>I bambini piccoli sono attratti dai colori intensi, s&#236;.<br>Ma molti colori forti, distribuiti su troppi elementi, diventano un rumore di fondo. Se tutto &#232; acceso, nulla emerge davvero. Meglio pochi punti focali, ma chiari.</p><p>2. Numero e complessit&#224; degli elementi</p><p>Illustrazioni molto ricche e dettagliate possono essere bellissime per un adulto, ma distraenti per un bambino piccolo. Se l&#8217;azione &#232; nascosta in mezzo a mille dettagli il bambino faticher&#224; a seguirla.</p><p>3. Livello di stilizzazione</p><p>Spesso pensiamo che pi&#249; un&#8217;immagine &#232; stilizzata, pi&#249; sia facile da leggere. In realt&#224;, per un bambino sotto i quattro anni, &#232; vero il contrario.<br>La decodifica della stilizzazione &#232; complessa: meglio immagini vicine alla realt&#224;, quasi fotografiche, che facilitino il riconoscimento.</p><p><strong>La lettura ad alta voce come dono</strong></p><p>Vorrei soffermarmi su una parola: dono.<br>Dono &#232; ci&#242; che si offre senza chiedere nulla in cambio.</p><p>Nel lavoro educativo, e nel lavoro di cura, se perdiamo la dimensione della generosit&#224;, perdiamo la parte pi&#249; preziosa.</p><p>La lettura ad alta voce, soprattutto di albi illustrati di qualit&#224;, &#232; uno dei modi pi&#249; profondi per incontrare l&#8217;altro. &#200; pratica di cura, tempo condiviso e presenza autentica. &#200; offrire parole nuove per raccontare il mondo, insieme. Inoltre, la voce &#233; una possibilit&#224; di incontro.</p><p>Quando leggiamo a un bambino, la voce &#232; la storia.<br>Non serve leggere &#8220;bene&#8221;, non serve essere attori. Serve la nostra voce unica e riconoscibile, quella che per il bambino &#232; gi&#224; la migliore del mondo.</p><p>&#200; il tono che permette di fidarsi e di affrontare l&#8217;ignoto pagina dopo pagina.<br>&#200; la voce che rende comprensibile perch&#233; i bambini chiedono di sentire la stessa storia mille volte: per incontrare il conosciuto, per esplorare l&#8217;Altro e per riconoscersi.</p><p><strong>La ricerca di senso: tu leggi, loro costruiscono</strong></p><p>C&#8217;&#232; una magia nella lettura ai bambini piccoli:<br>tu leggi un libro, loro costruiscono il loro senso e la loro persona.</p><p>Per i bambini 0-3 anni i libri sono un&#8217;esperienza potentissima che coinvolge mente, corpo ed emozioni. Il corpo partecipa: si muove, dondola, tocca e interviene.<br>E noi adulti possiamo osservare, ascoltare, cogliere indizi di ci&#242; che accade &#8220;dentro&#8221; in uno spazio intimo e personale a cui non avremmo mai pieno accesso - ed &#232; giusto cos&#236;.</p><p><strong>Il pensiero narrativo: molto pi&#249; di una storia</strong></p><p>Leggere albi illustrati sostiene lo sviluppo del pensiero narrativo, cio&#232; la capacit&#224; di collegare azioni, intenzioni, desideri ed emozioni.<br>&#200; attraverso le storie che i bambini iniziano a comprendere se stessi e gli altri. &#201; grazie a queste che riescono a dare senso agli eventi, e a immaginare possibilit&#224;.</p><p>Il pensiero narrativo aiuta ad affrontare l&#8217;imprevisto, il nuovo e l&#8217;eccezione. Ed &#232; profondamente legato allo sviluppo della teoria della mente, gi&#224; attiva tra i due e i tre anni.</p><p><strong>L&#8217;albo non &#232; una medicina, &#232; una porta</strong></p><p>Un avvertimento importante:<br>l&#8217;albo illustrato non &#232; una pillola e non sostituisce il lavoro educativo dell&#8217;adulto.</p><p>&#200; un primo passo, una porta che si apre su un dialogo pi&#249; lungo, che va poi accompagnato con parole, gesti, esempi concreti e ascolto.<br>Ogni bambino &#232; diverso, ogni relazione &#232; unica: l&#8217;albo &#232; una guida, non una soluzione.</p><p>Non esistono libri che &#8220;insegnano&#8221; a gestire le emozioni.<br>Esistono per&#242; albi di qualit&#224; che raccontano emozioni vissute dai personaggi e che permettono al bambino di identificarsi, riconoscere e comprendere.</p><p>La narrativa suscita emozioni vere, fin dai primi mesi di vita. &#201; attraverso le storie che i bambini sperimentano paura, gioia, rabbia, sorpresa e iniziano, gradualmente, a dare loro un senso.</p><p>Dopo tanta ricerca dovuta agli anni di lavoro come educatrice desidero lasciarvi una lista di libri preziosi, che possano accompagnare voi e i vostri bambini:</p><p><em>Faccio le facce, Cristina Petit</em></p><p><em>Dito dito ombelico, Cristina Petit</em></p><p><em>Caro caro, Cristina Petit</em></p><p><em>Indovina chi &#232;, Cristina Petit</em></p><p><em>Mela merenda, Cristina Petit</em></p><p><em>Ti voglio bene dalla testa ai piedi, Cristina Petit</em></p><p><em>Apparecchiamo!, Cristina Petit</em></p><p><em>Fammi fare!, Elisa Mazzoli</em></p><p><em>Naso nasino, Elisa Mazzoli</em></p><p><em>Il furetto come fa?, Elisa Mazzoli</em></p><p><em>Il sogno di ditino, Elisa Mazzoli</em></p><p><em>Il viaggio di piedino, Elisa Mazzoli</em></p><p><em>Questo libro &#232; pieno di colori, Elisa Mazzoli</em></p><p><em>Piccino, Elisa Mazzoli</em></p><p><em>Mescolo mescolo!, Elena Spagnoli Fritze</em></p><p><em>Beb&#233; belli, Elena Spagnoli Fritze</em></p><p><em>Il libro intorno a me, Gabriele Clima</em></p><p><em>Buonanotte Luna, Paloma Canonica</em></p><p><em>Ci laviamo!, Paloma Canonica</em></p><p><em>Merlino dove sei?, Eva Rasano</em></p><p><em>La canzone degli insetti, Thierry Dedieu</em></p><p><em>Facciamo le facce, Giribaudo</em></p><p><em>Ninnananna ninna-o, Giulia Orecchia</em></p><p><em>Nella notte blu, Gabriele Clima</em></p><p><em>Mentre fai la nanna, Gabriele Clima</em></p><p><em>Spotty va a nanna, Erry Hill</em></p><p><em>Guarda!, Herv&#233; Tullet</em></p><p><em>Fiori!, Herv&#233; Tullet</em></p><p><em>Muu, bee, coccod&#232;. In fattoria si mangia!, Wee Gallery</em></p><p><em>Che cos&#8217;&#232;?, Tana Hoban</em></p><p><em>Dove sei signora coccinella?, Ingela P. Arrhenius</em></p><p><em>Il mio piccolo mondo-nel giardino, Matthew Oldham</em></p><p><em>Posso, Helen Oxenbury</em></p><p><em>Sento, Helen Oxenbury</em></p><p><em>Tocco, Helen Oxenbury</em></p><p><em>Vedo, Helen Oxenbury</em></p><p><em>Al lavoro, Helen Oxenbury</em></p><p><em>Mi diverto, Helen Oxenbury</em></p><p><em>Amici, Helen Oxenbury</em></p><p><em>Mi vesto, Helen Oxenbury</em></p><p><em>Pap&#224; cuc&#249;, Raffaella Castagna</em></p><p><em>Beb&#233; cuc&#249;&#8230;che emozione!, Raffaella Castagna</em></p><p><em>Cuc&#249;&#8230;che verso fai?, Raffaella Castagna</em></p><p><em>Mamma cuc&#249;, Raffaella Castagna</em></p><p><em>Tutto dormir&#224;, Astrid Lindgren</em></p><p><em>Gatto nero, gatta bianca, Silvia Borando</em></p><p><em>Faccia buffa, Nicola Smee</em></p><p><em>Giallo rosso blu, Tana Hoban</em></p><p><strong>A cosa NON servono gli albi illustrati</strong></p><p>(quali albi scegliere con cautela e una piccola guida pratica per la ricerca di libri di qualit&#224;)</p><p>In commercio esistono moltissimi albi illustrati, ma non tutti sono davvero utili o adatti ai bambini piccoli.</p><p>Come educatrice &#8211; e ora anche come mamma &#8211; sento il bisogno di mettere in guardia da alcune dinamiche del mercato editoriale. I genitori con figli piccoli sono un bacino commerciale enorme e talvolta questo porta alla creazione di albi che rispondono pi&#249; alle ansie o alle ambizioni degli adulti che ai reali bisogni dei bambini.</p><p>Attenzione agli albi che promettono di:</p><p>&#8226; spiegare concetti astrattissimi a bambini di due anni</p><p>&#8226; &#8220;risolvere&#8221; problemi complessi in poche pagine</p><p>&#8226; trasformarsi in pillole educative o emotive.</p><p>Ricordati mamma: il compito degli albi illustrati non &#232; rendere i bambini pi&#249; intelligenti degli altri, n&#233; accelerare tappe evolutive.<br>Il loro vero valore sta nell&#8217;aprire spazi di dialogo, di senso e di relazione.</p><p>Leggere albi illustrati ai bambini piccoli non &#232; un&#8217;attivit&#224; in pi&#249; da fare bene.<br>&#200; un modo di stare insieme.<br>Un dono.<br>Un viaggio condiviso, di cui conosciamo l&#8217;inizio ma mai davvero la fine.</p><p>E forse &#232; proprio questo il suo valore pi&#249; grande.</p><p>Grazie di cuore per avermi letto,</p><p>Con affetto,</p><p>Giulia. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Crescere insieme ]]></title><description><![CDATA[Come intrattenere (davvero) il tuo bimbo nei primi 12 mesi]]></description><link>https://themamapop.substack.com/p/crescere-insieme</link><guid isPermaLink="false">https://themamapop.substack.com/p/crescere-insieme</guid><dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 26 Jan 2026 11:02:49 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mamapop,</p><p>eccoci con la <strong>seconda newsletter</strong> &#128140;</p><p>Questa volta nasce da una domanda che mi fate spessissimo:</p><p><em>&#8220;Come posso intrattenere il mio bimbo?&#8221;</em></p><p><em>&#8220;Che attivit&#224; posso fare per stimolarlo?&#8221;</em></p><p><em>&#8220;Sto facendo abbastanza?&#8221;</em></p><p>Per rispondere a queste domande ho voluto coinvolgere una di voi.</p><p>Una Mamapop.</p><p>Questa newsletter &#232; scritta insieme a <strong>Jessica Reynero</strong>, educatrice con pi&#249; di 10 anni di esperienza, che ci accompagna con uno sguardo competente ma concreto, lontano dalle aspettative irrealistiche e vicino alla vita vera di tutti i giorni.</p><p>Quello che leggerai non &#232; un elenco di cose da fare &#8220;per forza&#8221;, ma una guida gentile per capire <strong>come stimolare i nostri bambini nei primi 12 mesi</strong>, attraverso attivit&#224; semplici, quotidiane, possibili.</p><p>Perch&#233; stimolare non significa riempire le giornate.</p><p>Significa offrire occasioni. Con presenza, sicurezza e fiducia.</p><p>E ora lascio la parola a Jessica.</p><h1>Jessica </h1><p>Essere mamma &#232; un viaggio intenso e profondo.</p><p>In mezzo a momenti di gioia immensa convivono stanchezza, dubbi e fatiche.</p><p>E poi ci sono loro: i nostri piccoli.</p><p>Nei primi 12 mesi di vita i bambini attraversano una crescita straordinaria. Imparano attraverso ci&#242; che vedono, toccano, ascoltano e vivono ogni giorno.</p><p>&#200; grazie a questi stimoli che iniziano a conoscere il mondo, gli altri e piano piano anche se stessi.</p><p>Spesso ci chiediamo: <em>possiamo fare qualcosa per arricchirli, anche se sono cos&#236; piccoli?</em></p><p>La risposta &#232; <strong>s&#236;</strong>.</p><p>Esistono attivit&#224; semplici, adatte anche alla fascia 0&#8211;1 anno, che nella loro semplicit&#224; hanno un valore enorme: favoriscono curiosit&#224;, attenzione, fiducia e sviluppo globale, rispettando i tempi naturali dei bambini.</p><p>Queste attivit&#224; aiutano a sviluppare quelli che il Ministero dell&#8217;Istruzione definisce <em>campi di esperienza</em>:</p><ul><li><p><strong>Il corpo e il movimento</strong></p></li><li><p><strong>Il s&#233;, l&#8217;altro e le emozioni</strong></p></li><li><p><strong>Comunicazione e linguaggio</strong></p></li><li><p><strong>Il s&#233; e l&#8217;ambiente</strong></p></li><li><p><strong>Esplorazione, conoscenza e gioco</strong></p></li></ul><p>Qui sotto trovi alcune <strong>proposte pratiche</strong>, da cui prendere spunto, senza pressione e senza dover fare tutto.</p><div><hr></div><h2><strong>&#128118; Fascia 1&#8211;3 mesi</strong></h2><p><strong>Parlare</strong></p><p>Sembra banale, ma parlare al tuo bambino ha un valore educativo e relazionale enorme. Stimola l&#8217;ascolto, il linguaggio futuro e le prime interazioni attraverso i vocalizzi.</p><p><strong>Cantare</strong></p><p>Canzoni e filastrocche accompagnano tutta la crescita. Nei primi mesi aiutano soprattutto la regolazione emotiva, oltre a stimolare ascolto e ritmo.</p><p><strong>Libri ad alto contrasto</strong></p><p>La vista &#232; ancora in maturazione: forme semplici e contrasti netti aiutano lo sviluppo del sistema visivo.</p><p><strong>Tummy time</strong></p><p>Il tempo a pancia in gi&#249; rafforza muscoli, controllo del capo, coordinazione e consapevolezza corporea. All&#8217;inizio pu&#242; essere fatto anche sul petto del genitore, poi su superfici piane o con cuscino da allattamento.</p><div><hr></div><h2><strong>&#128118; Fascia 3&#8211;6 mesi</strong></h2><p>(Oltre alle attivit&#224; precedenti)</p><p><strong>Specchio</strong></p><p>Stimola attenzione, curiosit&#224; e prime esperienze di causa&#8211;effetto.</p><p><strong>Sacchetti sensoriali</strong></p><p>Con riso, acqua, palline morbide o materiali naturali. Ottimi durante il tummy time.</p><p>&#9888;&#65039; Devono essere sempre ben sigillati.</p><p><strong>Giochi sonori</strong></p><p>Sonagli, strumenti musicali o bottiglie sonore favoriscono sviluppo uditivo, coordinazione occhio&#8211;mano e causa&#8211;effetto.</p><p>&#9888;&#65039; Sempre ben chiusi.</p><p><strong>Tappetino acquatico</strong></p><p>Stimola movimenti intenzionali e attenzione.</p><p><strong>Palestrina</strong></p><p>Favorisce movimento libero, esplorazione e ha anche un effetto rassicurante.</p><div><hr></div><h2><strong>&#128118; Fascia 6&#8211;9 mesi</strong></h2><p>(Oltre alle attivit&#224; precedenti)</p><p><strong>Pittura &#8220;commestibile&#8221;</strong></p><p>Yogurt con coloranti alimentari, pur&#232; di frutta o farina + acqua. Se portano alla bocca, non c&#8217;&#232; pericolo. Usare cartoncini spessi.</p><p><strong>Libri tattili</strong></p><p>Stimolano sensi, motricit&#224; fine e concetti base (liscio/ruvido, spesso/sottile).</p><p><strong>Pannello tattile</strong></p><p>Creato anche in casa con materiali ben fissati: stoffe, specchi infrangibili, bottiglie sensoriali, cerniere, sughero.</p><p>&#9888;&#65039; Attenzione alla sicurezza e alle parti piccole.</p><p><strong>Gioco con l&#8217;acqua</strong></p><p>Durante il bagnetto o con una teglia bassa. Introduce concetti come pieno/vuoto, bagnato/asciutto.</p><p><strong>Strappare la carta</strong></p><p>Semplice ma potentissimo: rafforza mani, dita, coordinazione bimanuale.</p><p><strong>Infilare e sfilare</strong></p><p>Stimola motricit&#224; fine, presa a pinza, attenzione e problem solving.</p><div><hr></div><h2><strong>&#128118; Fascia 9&#8211;12 mesi</strong></h2><p>(Oltre alle attivit&#224; precedenti)</p><p><strong>Travasi</strong></p><p>Con acqua, riso, farina, legumi o sabbia. Allenano coordinazione, concentrazione, autonomia e fiducia.</p><p><strong>Costruzioni</strong></p><p>Torri e incastri sviluppano equilibrio, forma, dimensione e creativit&#224;.</p><p><strong>Manipolazioni</strong></p><p>Farina, amido, materiali naturali, riso, legumi, gelatina colorata: esperienze sensoriali ricchissime.</p><p><strong>Gioco simbolico</strong></p><p>Inizia intorno ai 12 mesi: bambole, imitazione delle azioni quotidiane, giochi di ruolo. Fondamentale per sviluppo emotivo, linguaggio e immaginazione.</p><p><strong>Ballo e musica</strong></p><p>Stimolano memoria uditiva, linguaggio, motricit&#224; e coordinazione.</p><p><strong>Percorso sensoriale con i piedini</strong></p><p>Con tessuti, foglie, sabbia, sacchetti d&#8217;acqua, carta crespa. Rafforza equilibrio e consapevolezza corporea.</p><div><hr></div><h3><strong>&#9888;&#65039; Una nota importante</strong></h3><p>Ogni attivit&#224; va svolta <strong>in sicurezza</strong>.</p><p>I bambini non vanno lasciati soli, i materiali devono essere atossici, grandi e non ingeribili, e la supervisione &#232; sempre fondamentale.</p><div><hr></div><h3><strong>&#128140; Prima di salutarci</strong></h3><p>Non serve fare tutto. Non serve farlo sempre.</p><p>Basta scegliere, ogni tanto, un piccolo momento di presenza e condivisione.</p><p>Se ti va, rispondi a questa mail.</p><p>Dimmi cosa fai gi&#224;, cosa ti incuriosisce o cosa ti mette in difficolt&#224;.</p><p>Leggo tutto.</p><p>E se vuoi proporti per scrivere o condividere un&#8217;esperienza nelle prossime newsletter, questo spazio &#232; anche tuo.</p><p>A presto,</p><p>Luisa - The MamaPop</p>]]></content:encoded></item></channel></rss>