<script data-pm-proxy="intercept"></script><?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Zugzwang Macro]]></title><description><![CDATA[Questioni macroeconomiche e considerazioni sui mercati finanziari]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png</url><title>Zugzwang Macro</title><link>https://zugzwangmacro.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Thu, 03 Sep 2026 20:25:16 GMT</lastBuildDate><atom:link href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Andrea Panizzon]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[panizzon@gmail.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[panizzon@gmail.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Andrea Panizzon]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Andrea Panizzon]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[panizzon@gmail.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[panizzon@gmail.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Andrea Panizzon]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[NOTA DI POSIZIONAMENTO SINTETICA 02.09.2026: UNO SNODO IMPORTANTE NEL POSITIONING]]></title><description><![CDATA[Ho trovato un poco di tempo dopo pranzo e quindi vi invio una breve nota di aggiornamento.]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/nota-di-posizionamento-sintetica</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/nota-di-posizionamento-sintetica</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 12:12:59 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato un poco di tempo dopo pranzo e quindi vi invio una breve nota di aggiornamento. Ho rotto la mia regola per le ferie, ma va bene cos&#236; giacch&#233; la seduta &#232; -dato il positioning -<em> molto importante per un possibile rimbalzo.</em></p><div><hr></div><h2>SEZIONE FREE</h2><p><strong>Un&#8217;escalation pi&#249; ampia del previsto</strong></p><p>Gli Stati Uniti hanno condotto una seconda ondata di attacchi contro obiettivi iraniani in tre giorni &#8212; un aeroporto a Jiroft, un sito nei pressi di Kuhestak nell&#8217;Hormozgan meridionale, un&#8217;area vicino ad Ahvaz, oltre a obiettivi nella zona dello Stretto di Hormuz &#8212; in quella che Trump ha descritto come rappresaglia per il tentativo iraniano di posizionare mine nello stretto e per il precedente attacco a una base militare americana in Giordania. L&#8217;IRGC ha risposto colpendo asset americani in Kuwait, Bahrain, Giordania e la citt&#224; irachena di Erbil; l&#8217;Iran riporta quattro membri dell&#8217;IRGC uccisi negli attacchi americani su Kermanshah. Trump ha avvertito che un&#8217;eventuale ulteriore rappresaglia iraniana sarebbe seguita da colpi &#8220;molto pi&#249; duri&#8221;, mentre l&#8217;IRGC ha dichiarato che gli attacchi americani avrebbero l&#8217;effetto di &#8220;stringere ulteriormente il blocco&#8221; sullo Stretto di Hormuz &#8212; l&#8217;opposto dell&#8217;effetto dichiarato dalla parte americana. L&#8217;AIEA ha inoltre dichiarato che l&#8217;uranio iraniano non rintracciato resta una preoccupazione di proliferazione, aggiungendo una dimensione nucleare al quadro, distinta dal conflitto convenzionale in corso.</p><p><strong>Bessent al G20: coalizione ampia, ma alcune dichiarazioni da verificare nel tempo</strong></p><p>Bessent ha confermato che il programma &#8220;3-3-3&#8221; per l&#8217;energia si riferisce a equivalenti di greggio, ha rivendicato un aumento della produzione petrolifera americana di 1,6-2,2 milioni di barili al giorno da quando Trump si &#232; insediato, e ha formulato una previsione di lungo periodo secondo cui lo Stretto di Hormuz sar&#224; bypassato entro due anni attraverso oleodotti terrestri &#8212; una previsione da trattare con cautela, dato che gli oleodotti alternativi esistenti coprono oggi solo una frazione dei flussi che transitano per lo stretto. Sul fronte sanzionatorio, Bessent ha rivendicato il sostegno di una coalizione ampia &#8212; Unione Europea, BCE, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e Bahrain &#8212; anticipando nuove sanzioni bancarie iraniane nelle prossime due settimane. Vale la pena segnalare una tensione interna nelle sue stesse dichiarazioni: Bessent ha affermato che l&#8217;85-90% degli impianti iraniani mantiene la capacit&#224; di essere ricostruito, un&#8217;ammissione che si scontra con l&#8217;obiettivo dichiarato nei giorni scorsi di impedire a Teheran di ricostruire le proprie capacit&#224;.</p><p>In una serie di dichiarazioni separate, Bessent ha assunto toni assai meno concilianti sul fronte commerciale, criticando pubblicamente il modello export cinese proprio mentre Washington cerca la cooperazione di Pechino sul dossier Iran &#8212; due binari paralleli che riflettono la natura compartimentalizzata della politica americana verso la Cina. Sul fronte canadese, il premier Carney ha risposto con toni insolitamente diretti alle critiche americane, dichiarando che i colloqui potranno riprendere quando gli americani &#8220;smetteranno di fare meme e di fare i duri&#8221;; il Segretario al Commercio Lutnick ha replicato definendo il comportamento canadese &#8220;irrispettoso&#8221; &#8212; uno scambio che conferma quanto la disputa resti lontana da una soluzione.</p><p><strong>Dati USA: l&#8217;ISM manifatturiero delude su quasi tutte le componenti</strong></p><p>L&#8217;ISM manifatturiero di agosto si &#232; fermato a 54,6, sotto le attese di 55,2 e in calo dal 55,6 precedente, con i nuovi ordini scesi a 53,7 contro un atteso di 56,8 e l&#8217;indice occupazionale a 51,2 da 52,8. I JOLTS di luglio hanno mostrato 7,271 milioni di posizioni aperte, sotto attese e con revisione al ribasso del dato precedente. &#200; un quadro che introduce una frizione con la narrativa hawkish dominante: mentre Warsh e diversi governatori regionali insistono sulla vigilanza sull&#8217;inflazione, i dati sul lato reale dell&#8217;economia mostrano segnali di raffreddamento pi&#249; marcati del previsto causa revisioni &#8212; la Fed Barr ha bilanciato la propria posizione notando che l&#8217;economia cresce &#8220;solidamente&#8221; grazie agli investimenti AI e che il mercato del lavoro resta stabile, pur mantenendo aperta la porta a un rialzo se l&#8217;inflazione non dovesse moderarsi presto.</p><p>In controtendenza, Dell ha pubblicato risultati trimestrali nettamente sopra le attese &#8212; ricavi a 46,97 miliardi contro 44,78 attesi, backlog sui server AI a 95 miliardi di dollari a fine trimestre &#8212; confermando che la domanda infrastrutturale AI resta solida anche mentre il mercato si interroga sulla sostenibilit&#224; finanziaria di lungo periodo del ciclo di investimenti.</p><p><strong>I mercati, in sintesi</strong></p><p>Il WTI ha superato i 90 dollari ieri per poi ripiegare sotto gli 89 questa mattina &#8212; un dettaglio che suggerisce come parte del mercato stia iniziando a &#8220;sbiadire&#8221; le ultime notizie geopolitiche, anche mentre i flussi fisici attraverso Hormuz restano limitati. Il Brent resta pi&#249; saldamente sopra i 95 dollari. Il rendimento del decennale americano &#232; salito al 4,81%, il livello pi&#249; alto da fine 2023, mentre il trentennale tratta attorno al 5,28%, vicino a un massimo di diciannove anni &#8212; con i mercati che ora prezzano oltre il 50% di probabilit&#224; di un rialzo dei tassi questo mese da parte di quattro tra le principali banche centrali mondiali, compreso quasi il 70% per la Fed. L&#8217;S&amp;P 500 ha perso lo 0,7% ieri, guidato al ribasso dai semiconduttori; l&#8217;oro si stabilizza sopra i 4.300 dollari, ancora sotto pressione dalle scommesse su un rialzo Fed.</p><p><strong>ES -La sessione di ieri: gap down, cedimento e colmamento del gap rialzista</strong></p><p>L&#8217;obiettivo principale dei compratori ieri era negare il gap ribassista di luned&#236; riconquistando 7.711 (UT1), l&#8217;LVN discusso nei giorni scorsi. Il mancato riuscirci avrebbe mantenuto la pressione ribassista. In overnight, l&#8217;incapacit&#224; di riconquistare 7.711, seguita dal cedimento di 7.690 (livello chiave), ha innescato una debolezza significativa, con esplorazione di prezzo sotto la fascia 7.711-7.660 &#8212; segnale che i venditori stavano tentando un movimento direzionale dalla balance.</p><p>La sessione RTH ha aperto con il secondo gap ribassista consecutivo, sotto 7.655, portando sia il timeframe giornaliero sia quello settimanale in one-time-framing down. Il periodo A ha guardato sotto il minimo overnight fallendo, arrivando a pochi tick dal Final Downside Target a 7.637 (FDT), innescando una correzione da inventario. I compratori dovevano riconquistare l&#8217;accettazione nel range della settimana scorsa, colmare il gap di giornata e riconquistare l&#8217;accettazione nel range di luned&#236; &#8212; pena la conferma che la forza di apertura fosse solo correzione tecnica, non nuovi compratori.</p><p>Il periodo C si &#232; fermato a pochi tick dal colmare il gap di giornata a 7.674,75 prima del primo pullback significativo; i compratori hanno difeso il pullback nel periodo D, preparando un nuovo tentativo nel periodo E &#8212; il gap &#232; rimasto non colmato dopo un massimo di 7.673,75, da cui &#232; partita un&#8217;inversione netta. Il pomeriggio &#232; stato segnato da pressione ribassista continua, con il colmamento del gap rialzista a 7.637,75 e la sonda nell&#8217;area di balance multi-settimanale precedente.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> <em><strong>il gap rialzista &#232; stato effettivamente colmato &#8212; l&#8217;auction ha raggiunto un punto di inflessione critico, ritestando ora il punto di breakout dalla balance multi-settimanale, il precedente massimo storico a 7.648. In termini semplici: un&#8217;accettazione di ritorno nella vecchia balance multi-settimanale suggerirebbe un breakout fallito, aprendo la strada a pressione ribassista continua; il mancato accadere di questo, con accettazione di ritorno sopra 7.655, manterrebbe intatta la struttura rialzista pi&#249; ampia.</strong></em></p><p><strong>Livelli chiave per la giornata odierna (ES):</strong></p><p>Il livello chiave asta di oggi &#232; <strong>7.655 (ES)</strong>, il minimo della settimana scorsa.</p><ul><li><p>Sopra 7.655 (ES) &#8594; 7.674 (UT1, gap ribassista) &#8594; 7.690 (UT2, HVN) &#8594; 7.711 (FUT, gap di luned&#236;, obiettivo finale)</p></li><li><p>Sotto 7.655 (ES) &#8594; 7.633 (DT1, base in eccesso di oggi) &#8594; 7.610 (DT2) &#8594; 7.589 (FDT, obiettivo finale)</p></li><li><p>Riferimenti VIX di conferma: sopra 7.711 (ES) con VIX sotto 15,52 conferma forza; sotto 7.589 (ES) con VIX sopra 17,16 conferma debolezza</p></li></ul><p>Mossa attesa per la scadenza odierna: circa &#177;40 punti, che sullo spot corrente disegna un intervallo indicativo tra 7.592 e 7.672 punti SPX.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> la combinazione di un&#8217;escalation militare pi&#249; ampia del previsto e di rendimenti obbligazionari ai massimi da quasi due decenni arriva proprio mentre l&#8217;auction affronta il proprio punto di inflessione tecnico pi&#249; delicato da giorni &#8212; <strong>la tenuta o meno di 7.655 decider&#224; se il breakout rialzista di fine agosto &#232; definitivamente fallito o se resta ancora in gioco.</strong></p><div><hr></div><h2>SEZIONE PAID</h2><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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Un funzionario americano ha negato che le operazioni notturne abbiano preso di mira l&#8217;isola di Kharg specificamente, mentre il CENTCOM ha smentito la rivendicazione iraniana di venerd&#236; secondo cui una superpetroliera sarebbe stata colpita da mine nello stretto. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti risponderanno all&#8217;attacco iraniano, con Axios che riporta la valutazione di colpi limitati mirati a impedire a Teheran di ricostruire le proprie capacit&#224; militari; lo stesso Trump ha comunque descritto pubblicamente eventuali nuovi colpi come &#8220;limitati&#8221;. Una fonte iraniana di alto livello ha da un lato avvertito che le condizioni nello stretto peggioreranno per le navi che violano le regole di Teheran, e dall&#8217;altro ha definito le ostilit&#224; recenti &#8220;un confronto limitato e contenuto&#8221; &#8212; un linguaggio che lascia aperta la porta a una de-escalation pur mantenendo la retorica di deterrenza.</p><p>Sul fronte diplomatico, il presidente iraniano Pezeshkian ha dichiarato al summit SCO che l&#8217;Iran reciprocher&#224; immediatamente non appena Washington torner&#224; agli impegni del memorandum di giugno &#8212; la stessa intesa che la Casa Bianca aveva respinto nel weekend &#8212; e ha ribadito a margine dell&#8217;incontro con il primo ministro indiano che Teheran cerca ancora una soluzione negoziata, definendo la guerra &#8220;nell&#8217;interesse di nessuno&#8221;. Trump, dal canto suo, ha offerto un quadro sorprendentemente ottimista sui flussi fisici attraverso lo stretto: secondo le sue dichiarazioni, le navi transitano regolarmente con assistenza della marina americana, con una media di 30 navi a notte, e lo stretto sarebbe &#8220;in condizioni estremamente buone&#8221; &#8212; un&#8217;affermazione che convive, senza risolversi, con lo scambio di colpi della stessa notte. Trump ha anche osservato che la Cina &#232; rimasta relativamente inattiva sul dossier iraniano, un&#8217;osservazione che si allinea a quanto dichiarato da Bessent al G20.</p><p><strong>G20: Bessent e Warsh sullo stesso palco, con qualche tensione sottotraccia</strong></p><p>Il Segretario al Tesoro Bessent ha offerto ieri la propria lettura pi&#249; articolata del dossier Iran in un&#8217;intervista CNBC: l&#8217;Iran starebbe prendendo sul serio le sanzioni, reagendo militarmente proprio perch&#233; sta perdendo sul piano economico, e la campagna Operation Outcast punta a creare le condizioni che spingano Teheran al tavolo &#8212; non a far collassare l&#8217;economia iraniana in s&#233;, ma a far &#8220;rinsavire&#8221; il regime. Bessent ha aggiunto un dettaglio rilevante sulla postura verso Pechino: gli Stati Uniti possono raggiungere l&#8217;obiettivo anche senza la Cina, dato che il petrolio iraniano effettivamente in mare resta limitato, ma ha comunque sottolineato che Washington e Pechino &#8220;hanno pi&#249; in comune che divergenze&#8221; sul dossier Iran, riferendo di un incontro con il governatore della banca centrale cinese Pan domenica a margine del G20.</p><p>Sul fronte dei tassi, Bessent ha espresso una posizione che introduce una tensione sottile rispetto alla linea di Warsh: <strong>ha osservato che tradizionalmente non si alzano i tassi in risposta a uno shock di offerta,</strong> che l&#8217;inflazione core resta &#8220;molto contenuta&#8221;, e che il decennale &#232; rimasto sostanzialmente piatto da quando Trump si &#232; insediato &#8212; pur specificando di non voler speculare su cosa far&#224; la Fed, e affermando che lui e Warsh sono &#8220;sulla stessa linea sui bond&#8221;. Warsh, dal canto suo, ha temperato l&#8217;ottimismo sui dati recenti in un passaggio che vale la pena riportare quasi testualmente: i dati sull&#8217;inflazione di quest&#8217;estate sono migliori delle attese, ma questo non significa che i trend sottostanti siano migliorati in modo significativo &#8212; la stessa cautela gi&#224; espressa a Jackson Hole. Bessent ha inoltre confermato di lavorare con il direttore del budget Vought su un pacchetto di consolidamento fiscale, ha derubricato la disputa commerciale con il Canada a una vicenda diventata &#8220;una gara di grida&#8221; per responsabilit&#224; di Carney pi&#249; che una vera guerra commerciale, e ha confermato un incontro previsto con la controparte canadese a margine del G20. Ai margini dell&#8217;incontro, Bessent ha avuto anche un colloquio con la delegazione russa, discutendo il piano di pace di Trump secondo fonti del Tesoro.</p><p><strong>Il finanziamento del capex AI si allarga al credito privato</strong></p><p>Il tema che seguiamo da giorni sulla sostenibilit&#224; finanziaria del ciclo di investimenti AI trova conferma in due operazioni di ieri. Blue Owl ha guidato un pacchetto di debito da 2,4 miliardi di dollari per finanziare l&#8217;acquisto di chip Nvidia, mentre Nscale ha chiuso un finanziamento da circa 3 miliardi di dollari per i propri siti in Texas e Ohio, con rating investment grade e outlook stabile su entrambe le tranche. Sono operazioni che confermano l&#8217;ingresso sempre pi&#249; strutturato del credito privato nel finanziamento dell&#8217;infrastruttura AI. Da segnalare anche l&#8217;annuncio di un investimento di Nvidia da 3,5 miliardi di dollari in MediaTek, per rafforzare la collaborazione e incoraggiare altri produttori di chip a costruire attorno all&#8217;ecosistema data center di Nvidia. Sul fronte del credito tradizionale, un desk di JPMorgan ha espresso una view costruttiva sui semiconduttori dopo la correzione superiore al 20%, sostenendo che il picco degli utili AI sia gi&#224; scontato dal mercato, mentre osserva che l&#8217;investimento AI potrebbe star spingendo al rialzo i tassi reali, con il mercato obbligazionario che anticipa guadagni di produttivit&#224; futuri.</p><p><strong>Mercati e Treasury: i numeri della giornata</strong></p><p>Le aste di bill di ieri confermano quanto anticipato: il collocamento a 3 mesi ha prodotto un rendimento del 3,77% con bid-to-cover a 2,77 su 92 miliardi di dollari, quello a 6 mesi un rendimento del 3,885% con bid-to-cover a 2,63 su 79 miliardi. Le scorte della Riserva Strategica di Petrolio sono scese di circa 3,1 milioni di barili a 286,6 milioni la scorsa settimana. Il vicepresidente Vance ha confermato progressi sul fronte Venezuela, dichiarando che si vedr&#224; &#8220;una produzione significativa&#8221; e che l&#8217;aumento della produzione petrolifera &#232; gi&#224; in corso; Trump, interpellato sulla possibile uscita del Venezuela dall&#8217;OPEC, ha risposto con un laconico &#8220;sta a loro deciderlo&#8221;. Sul fronte azionario, il mercato ha chiuso la sessione con un tono negativo diffuso: l&#8217;S&amp;P 500 ha rallentato i guadagni di agosto, ma alcuni spunti ci sono stati sparsi qua e l&#224; anche tra i semiconduttori.</p><p><strong>Cina/Russia: il vertice SCO e i dati deboli sull&#8217;immobiliare</strong></p><p>Segnaliamo, in attesa di sviluppi pi&#249; concreti, che Putin e Xi si incontreranno al summit SCO. Germania e Unione Europea starebbero inoltre preparando un nuovo pacchetto di sanzioni pi&#249; duro contro la Russia, secondo la stessa fonte. Sul fronte cinese, Fitch ha ribadito che la domanda immobiliare rester&#224; debole, con l&#8217;allentamento sui mutui insufficiente a compensare l&#8217;alto livello di inventario invenduto e la bassa fiducia degli acquirenti.</p><p><strong>Europa: dati deboli, in particolare sulla Germania</strong></p><p>I dati europei di ieri mattina offrono un quadro sotto tono. Le vendite al dettaglio tedesche sono crollate del 3,4% su base mensile in luglio, contro uno 0,4% atteso &#8212; una sorpresa negativa marcata &#8212; con il dato tendenziale sceso al -2,5% dal precedente pressoch&#233; piatto. I PMI manifatturieri di Spagna e Francia hanno entrambi deluso, con la Spagna scesa a 49,5 dal 50,2 precedente, sotto la soglia di espansione. &#200; un quadro che aggiunge un ulteriore elemento di cautela sulla resilienza europea di fronte allo shock energetico legato alla guerra in Iran.</p><p><strong>Due fili minori da segnalare</strong></p><p>Apple ha chiesto a un tribunale federale americano di accelerare la fase di discovery nella causa per segreti industriali contro OpenAI, sostenendo che nuove prove emerse da un MacBook fornito da OpenAI il 21 agosto mostrino l&#8217;addestramento di un agente AI con informazioni proprietarie Apple, incluso uno schema di un circuito di conversione di potenza. Sul fronte interno, Trump ha annunciato che 26 aziende farmaceutiche, che rappresentano il 90% del mercato, si sono impegnate su prezzi pi&#249; bassi, con il Segretario alla Salute Kennedy che cita 19,6 miliardi di dollari destinati al reshoring della produzione.</p><p><strong>Il punto</strong></p><p>La giornata di ieri conferma che il mercato sta ora scontando simultaneamente due fonti di pressione sui tassi a lungo termine &#8212; l&#8217;inflazione da shock energetico e la retorica hawkish della Fed &#8212; con il decennale ai massimi da gennaio 2025. La posizione di Bessent, che invita a non alzare i tassi in risposta a uno shock di offerta, introduce una tensione sottile ma reale con l&#8217;impostazione di Warsh, pur restando entrambi allineati nella narrativa pubblica. Con il vertice SCO che porta Putin e Xi allo stesso tavolo, il credito privato che si allarga sempre di pi&#249; nel finanziamento dell&#8217;infrastruttura AI e i dati europei che iniziano a mostrare crepe sulla domanda interna, la settimana dei payroll si apre con pi&#249; variabili in movimento di quante se ne vedessero venerd&#236; scorso.</p><p><strong>Livelli chiave per la giornata odierna (ES):</strong></p><p>Il livello chiave asta di oggi &#232; <strong>7.690 (ES)</strong>, il nodo ad alto volume (HVN) su cui l&#8217;auction &#232; tornata dopo il rigetto del livello superiore in overnight, coincidente con il VWAP di sessione.</p><ul><li><p>Sopra 7.690 (ES) &#8594; 7.711 (UT1, gap non colmato) &#8594; 7.735 (UT2) &#8594; 7.755 (FUT, obiettivo finale)</p></li><li><p>Sotto 7.690 (ES) &#8594; 7.660 (DT1, VAL settimana scorsa) &#8594; 7.637 (FDT, gap rialzista non colmato, obiettivo finale)</p></li><li><p>Riferimenti VIX di conferma: sopra 7.755 (ES) con VIX sotto 14,18 conferma forza; sotto 7.735 (ES) con VIX sopra 15,66 conferma debolezza</p></li></ul><p>Mossa attesa per la scadenza odierna: circa &#177;32 punti, che sullo spot di apertura disegna un intervallo indicativo tra 7.648 e 7.712 punti SPX.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> l&#8217;auction di ieri sera ha gi&#224; raccontato la storia &#8212; un livello chiave violato in overnight (7.711), un ritorno rapido sull&#8217;HVN a 7.690, un tentativo di riconquista fallito, e una sessione regolare svolta quasi interamente attorno a quel nodo, con il gap di apertura mai colmato. Oggi il mercato riparte dallo stesso perimetro 7.660&#8211;7.711 in un contesto macro pi&#249; teso di ieri sera &#8212; lo scambio di colpi diretto USA-Iran nello Stretto di Hormuz si somma alla tensione, per quanto contenuta, tra le letture di Bessent e Warsh sui tassi. Il primo vero test della giornata resta la tenuta o la perdita di 7.690.</p><p>C&#8217;&#232; comunque un elemento positivo tra le notizie, la presenza di Bessent e Warsh in simultanea al G20, ognuno con le sue opinioni, ma comunque operativi nell&#8217;interesse statunitense&#8230;<strong>che potrebbe piacere nei prossimi giorni ai mercati. Alcune evidenze ci sono in effetti nel positioning di dettaglio.</strong></p><div><hr></div><h2>SEZIONE PAID</h2><p><strong>Regime dealer</strong></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[RISCHIO GEOPOLITICO IN AUMENTO]]></title><description><![CDATA[Dalle 12 di domani fino alle 18 di sabato sar&#242; assente.]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/rischio-geopolitico-in-aumento</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/rischio-geopolitico-in-aumento</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 07:40:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalle 12 di domani fino alle 18 di sabato sar&#242; assente. Seguiranno comunicazioni sparse eventualmente&#8230;ma cercher&#242; di non scrivere proprio nulla.</em></p><h2>SEZIONE FREE</h2><p><strong>USA-Iran: riprende l&#8217;azione militare diretta</strong></p><p>iDopo settimane in cui il conflitto si era spostato prevalentemente sul piano economico e diplomatico, la notte ha riportato in primo piano l&#8217;azione militare diretta. Le forze americane hanno colpito lanciarazzi iraniani nel primo attacco del genere da diverse settimane; l&#8217;Iran ha risposto lanciando missili, mentre l&#8217;IRGC rivendica l&#8217;abbattimento di un drone americano e un attacco a una base aerea negli Emirati Arabi Uniti &#8212; rivendicazione che Abu Dhabi ha confermato solo parzialmente, dichiarando di aver gestito un drone proveniente dall&#8217;Iran sulle proprie acque, senza confermare l&#8217;attacco alla base. L&#8217;IRGC sostiene inoltre che una superpetroliera sia stata colpita da mine nello stretto. Il quadro resta frammentario, con fonti che si contraddicono parzialmente e vanno lette con cautela; sul mercato, il WTI &#232; salito sopra gli 84,50 dollari.</p><p>Il contesto che ha preceduto questi sviluppi aiuta a inquadrarli. Il Wall Street Journal aveva gi&#224; riportato nel weekend che la Casa Bianca ha comunicato ai mediatori di non voler tornare ai termini del memorandum di giugno firmato a Versailles &#8212; l&#8217;intesa negoziata con il contributo del vicepresidente Vance, naufragata quando l&#8217;Iran ha iniziato a colpire le petroliere per riaffermare il controllo sullo stretto. Il portavoce della Casa Bianca Leavitt ha confermato che tutte le opzioni restano sul tavolo, che al momento non sono in corso negoziati con l&#8217;Iran, e che il blocco navale resta operativo. Sul fronte delle condizioni iraniane, Rezaei ha ribadito che Teheran chiede la fine del conflitto regionale come precondizione, aggiungendo che Dahieh e Beirut restano &#8220;linee rosse&#8221; per l&#8217;Iran &#8212; un riferimento diretto al Libano che conferma il potenziale di allargamento regionale gi&#224; segnalato nei numeri precedenti. Fonti arabe riportano inoltre nuove esplosioni a Damasco e un attacco israeliano nei pressi di Beit Jinn nella stessa finestra temporale.</p><p><strong>La Fed prosegue la propria comunicazione pubblica non allineata</strong></p><p>Il presidente della Fed di Kansas City Schmid ha dichiarato di non vedere la politica attuale come restrittiva per l&#8217;economia, di non ritenere danneggiata la credibilit&#224; della Fed nelle ultime settimane, e ha ribadito l&#8217;ipotesi di ridurre il numero di riunioni FOMC. Il presidente della Fed di Chicago Goolsbee resta concentrato sul capire se lo shock inflazionistico sia persistente o transitorio, osservando che l&#8217;inflazione a tre mesi &#8220;non sembra terribile&#8221; ma che la sua preoccupazione principale di breve termine resta che l&#8217;inflazione non sia sotto controllo. Il tono pi&#249; netto arriva ancora una volta da Hammack, che in un&#8217;intervista CNBC ha dichiarato che &#232; tempo di agire e che serve maggiore restrittivit&#224; nella politica monetaria, collocando il proprio tasso neutrale all&#8217;estremo superiore del range del comitato e prevedendo che l&#8217;inflazione possa chiudere l&#8217;anno attorno al 3%, con un miglioramento verso il 2,5% nella migliore delle ipotesi per il prossimo anno. La lettura pi&#249; articolata resta quella della presidente della Fed di Boston Collins, che ha ribadito &#8212; confermando quanto gi&#224; riportato venerd&#236; &#8212; che le commissioni di gestione patrimoniale hanno avuto un&#8217;influenza sproporzionata sul dato headline del PCE, con i prezzi di mercato pi&#249; in linea con l&#8217;obiettivo Fed; Collins mantiene comunque aperta la porta a un rialzo nelle prossime una o due riunioni in assenza di progressi sostenuti sulla disinflazione, definendo la politica attuale &#8220;moderatamente restrittiva&#8221; al 3,6%.</p><p><strong>Mercati: la reazione del weekend</strong></p><p>L&#8217;oro &#232; sceso sotto i 4.450 dollari, poi ulteriormente verso i 4.400, ai minimi da quasi due settimane, per effetto della combinazione tra scommesse Fed pi&#249; hawkish e attese di inflazione trainata dal petrolio. Il bitcoin ha ceduto sotto i 78.000 dollari, con un calo del 3% attribuito al tono di Warsh a Jackson Hole. L&#8217;argento &#232; sceso verso i 66 dollari. Il quadro sul dollaro &#232; meno lineare di quanto la narrativa hawkish suggerirebbe: il DXY tratta leggermente in ribasso all&#8217;apertura della settimana dei payroll&#8230;infatti un rimbalzo duraturo del biglietto verde richiede dati sui payroll pi&#249; solidi di quelli attesi &#8212; un&#8217;indicazione che il mercato valutario non ha ancora pienamente recepito la svolta hawkish sul piano dei fondamentali. Il dollaro canadese, nel frattempo, si rafforza nonostante la retorica hawkish della Fed. I dati di posizionamento CFTC della scorsa settimana, quindi antecedenti al weekend, mostravano gi&#224; un aumento delle posizioni nette lunghe sul petrolio e un incremento pi&#249; marcato su quelle sull&#8217;oro, insieme a un ampliamento delle posizioni corte nette sull&#8217;S&amp;P 500 &#8212; un posizionamento coerente con la direzione poi presa dagli eventi del weekend, salvo per l&#8217;oro, dove l&#8217;aumento delle posizioni long ha preceduto il calo di queste ore, che appare poco direzionale e pi&#249; emotivo che altro.</p><p><strong>Treasury: prosegue l&#8217;emissione a breve termine</strong></p><p>Coerentemente con il filone che seguiamo da settimane sulla strategia di gestione del debito di Bessent, il Tesoro ha annunciato tre nuove aste di bill a breve termine per un totale di 223 miliardi di dollari &#8212; 79 miliardi a 6 mesi, 92 miliardi a 3 mesi, 52 miliardi a 52 settimane &#8212; che si aggiungono all&#8217;asta del settennale di venerd&#236; scorso, chiusa al 4,512% con bid-to-cover a 2,50. Gli asset dei fondi monetari restano fermi a 7,93 trilioni di dollari secondo ICI, segno che la liquidit&#224; in attesa di direzione non si &#232; ancora spostata in modo significativo verso asset a rischio.</p><p><strong>Canada: retorica in aumento, tariffe di rappresaglia puntuali</strong></p><p>Trump ha proseguito nel weekend con dichiarazioni dai toni duri: il Canada definito &#8220;il peggiore con cui trattare sul commercio&#8221;, la volont&#224; esplicita che il Canada non produca pi&#249; auto per gli Stati Uniti, l&#8217;accusa di essere stati &#8220;derubati&#8221; dal Canada per anni sul commercio. Il Segretario al Commercio Lutnick ha attribuito la rottura dei negoziati a ragioni politiche del premier Carney, aggiungendosi che si aspetta un ritorno al tavolo canadese dopo i voti separatisti in corso. L&#8217;ambasciatore canadese a Washington Wiseman ha chiarito che Ottawa non pu&#242; accettare un accordo che non garantisca la sopravvivenza di un&#8217;industria automobilistica e della componentistica robusta &#8212; una linea negoziale netta sul punto pi&#249; sensibile del dossier. Sul piano pratico, il Canada ha aggiunto tariffe del 50% su filo di rame e carbone di legna statunitensi, mentre la rimozione dei dazi sui prodotti ittici americani &#232; stata derubricata dallo stesso ambasciatore a mossa tecnica, non a segnale di ripresa negoziale imminente.</p><p><strong>Venezuela:  aggiornamenti</strong></p><p>Sul fronte Venezuela, un dettaglio operativo nuovo arricchisce il filone sviluppato nel numero del weekend: secondo OilPrice, Trump ha dichiarato che il petrolio venezuelano servir&#224; a rifornire la Riserva Strategica di Petrolio americana &#8212; un elemento che, se confermato, aggiungerebbe una finalit&#224; strategica interna alla narrativa di espansione commerciale delle major, e contribuirebbe a spiegare l&#8217;urgenza politica dietro l&#8217;accordo. Non spreco parole per farvi ragionare sul fatto che tra il dire e il fare ecc&#8230;</p><p><strong>AI: Anthropic, Meta, Giappone e il regolatore in stallo</strong></p><p>Il quadro sull&#8217;ecosistema AI si arricchisce di alcuni dettagli operativi. Anthropic starebbe valutando di permettere agli azionisti di vendere quote nell&#8217;ambito della propria IPO, con lockup pi&#249; lungo del consueto, prospetto atteso dopo il Labor Day e quotazione probabile tra fine settembre e inizio ottobre; Meta potrebbe arrivare a spendere fino a 10 miliardi di dollari l&#8217;anno sui modelli Anthropic secondo il New York Times. Le principali banche giapponesi hanno riottenuto l&#8217;accesso ai modelli Mythos di Anthropic dopo la sospensione legata ai controlli all&#8217;export, secondo Nikkei. Oltre cento aziende tecnologiche &#8212; incluse le stesse OpenAI, Anthropic, Microsoft, Alphabet e Amazon &#8212; hanno firmato una lettera congiunta che sollecita un rafforzamento difensivo in vista di un atteso aumento degli attacchi informatici potenziati dall&#8217;AI. In controtendenza rispetto al fermento generale, The Information riporta che l&#8217;ordine esecutivo dell&#8217;amministrazione Trump per istituire un nuovo regolatore AI si sarebbe arenato &#8212; un punto che meriterebbe un approfondimento specifico nei prossimi numeri, se confermato.</p><p><strong>Cina: PMI di agosto, quadro misto con inclinazione migliore sul manifatturiero</strong></p><p>Il PMI manifatturiero NBS cinese si &#232; attestato a 49,8 ad agosto, sopra le attese (49,5) e in miglioramento dal 49,2 di luglio &#8212; quarto mese consecutivo sotto la soglia di espansione a 50, ma con un trend di risalita. Il PMI non manifatturiero resta invece fermo a 49,0, invariato rispetto a luglio e sotto le attese (49,5). Il composite sale comunque a 49,5 dal 49,3 precedente. &#200; un dato che si aggancia direttamente al filone che seguiamo sulla domanda cinese di petrolio: un manifatturiero in graduale miglioramento, per quanto ancora in territorio di contrazione, &#232; coerente con la ripresa parziale delle importazioni di greggio osservata nei giorni scorsi, mentre un settore servizi fermo a 49 suggerisce che la domanda interna cinese, pi&#249; che quella industriale-export, resti il vero anello debole del quadro macro cinese.</p><p><strong>Livelli chiave per la giornata odierna (ES):</strong></p><p>Il livello chiave asta di oggi &#232; <strong>7.711 (ES)</strong>, il nodo a basso volume (LVN) che separa la doppia distribuzione formatasi sul profilo della settimana scorsa &#8212; coincide col VWAP settimanale.</p><ul><li><p>Sopra 7.711 (ES) &#8594; 7.735 (UT1, VWAP mensile) &#8594; 7.755 (UT2, massimo di gioved&#236; scorso) &#8594; 7.775 (FUT, VPOC a 20 giorni, obiettivo finale)</p></li><li><p>Sotto 7.711 (ES) &#8594; 7.690 (DT1, VPOC a 5 giorni) &#8594; 7.660 (FDT, VAL settimana scorsa, obiettivo finale)</p></li><li><p>Riferimenti VIX di conferma: sopra 7.775 (ES) con VIX sotto 13,72 conferma forza; sotto 7.660 (ES) con VIX sopra 15,16 conferma debolezza</p></li></ul><p>Mossa attesa per la scadenza odierna: circa &#177;35 punti, che sullo spot corrente disegna un intervallo indicativo tra 7.665 e 7.735 punti SPX.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> la notte porta un elemento di rischio in pi&#249; rispetto al quadro con cui la settimana era stata scritta ieri sera &#8212; il primo scambio militare diretto USA-Iran da settimane si somma alla svolta hawkish di Warsh, invece di essere assorbito da essa. Il calo dei futures di stamattina va quindi letto come reazione a due shock che si sommano, non a uno solo. Il primo vero test della giornata resta se i compratori riescono a riconquistare 7.711, ma con un contesto macro-geopolitico pi&#249; teso di quanto non fosse alla chiusura di venerd&#236;.</p><div><hr></div><h2>SEZIONE PAID</h2><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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L&#8217;onda lunga si &#232; propagata su tutte le asset class nelle ore successive: sterlina, euro, dollaro australiano e yen giapponese hanno tutti ceduto terreno contro il dollaro, il peso messicano ha subito un tracollo particolarmente marcato, e persino il dollaro canadese &#8212; reduce dal miglior trimestre dal 2023 &#8212; ha interrotto la propria corsa.</p><p>Sul fronte del posizionamento, i dati CFTC della settimana chiusa il 25 agosto &#8212; quindi antecedenti al discorso &#8212; mostravano comunque un accumulo di posizioni corte nette sull&#8217;S&amp;P 500 da parte degli speculatori e una riduzione delle posizioni corte sui Treasury lungo gran parte della curva, con l&#8217;eccezione dei future UltraBond, dove le posizioni corte nette sono state incrementate: un segnale che il mercato era gi&#224; posizionato per un irrigidimento sulla parte pi&#249; lunga della curva prima ancora del discorso.</p><p>Una lettura che circola con insistenza tra gli analisti descrive il cambio di paradigma in termini quasi filosofici: fino a venerd&#236; il mercato si chiedeva cosa avrebbe costretto la Fed a un rialzo; da oggi si chiede cosa potrebbe impedirglielo. &#200; un capovolgimento dell&#8217;onere della prova che, se confermato nelle prossime settimane, render&#224; i dati in uscita &#8212; a partire dai payroll di venerd&#236; &#8212; molto pi&#249; market-moving del solito, perch&#233; ogni sorpresa al ribasso dovr&#224; ora fare da contrappeso a una Fed che ha gi&#224; dichiarato le proprie intenzioni, piuttosto che confermare un&#8217;attesa di taglio gi&#224; scontata.</p><p><strong>Iran: l&#8217;IRGC dichiara lo stretto chiuso, ma i flussi fisici raccontano un&#8217;altra storia</strong></p><p>Il fronte Hormuz si &#232; ulteriormente irrigidito nel weekend, almeno sul piano retorico. L&#8217;IRGC ha dichiarato esplicitamente che lo Stretto resta chiuso a qualsiasi nave che intenda transitare senza coordinarsi con l&#8217;Iran &#8212; una posizione che, letta insieme ai dati sui flussi fisici in recupero gi&#224; discussi venerd&#236;, suggerisce che il coordinamento informale con i produttori del Golfo stia di fatto proseguendo anche mentre Teheran mantiene la retorica del blocco totale verso Washington. Il capo della sicurezza iraniana Rezaei ha ribadito le proprie condizioni, inclusa la fine del conflitto regionale, e ha aggiunto un dettaglio che allarga la portata del dossier oltre lo stretto: la regione di Dahieh e Beirut restano &#8220;linee rosse&#8221; per l&#8217;Iran, con l&#8217;avvertimento che nessuno ha il diritto di muoversi in quella direzione &#8212; un riferimento diretto al Libano che segnala come il conflitto resti suscettibile di allargarsi su pi&#249; fronti regionali.</p><p>Sul piano legale, Washington starebbe valutando il ricorso a una legge americana risalente al diciottesimo secolo per sequestrare e vendere il petrolio iraniano intercettato &#8212; probabilmente una delle leggi sulla &#8220;prize&#8221; navale di origine coloniale, un dettaglio che testimonia quanto l&#8217;amministrazione stia cercando strumenti giuridici non convenzionali per monetizzare il blocco navale. Sul piano dei costi, si stima in circa 330 miliardi di dollari l&#8217;incremento della bolletta energetica globale complessiva attribuibile alla guerra Iran-Stati Uniti-Israele &#8212; una cifra utile per dare la misura dell&#8217;impatto macro cumulato del conflitto sui bilanci energetici mondiali.</p><p><strong>Venezuela: verso il possibile accordo petrolifero &#8220;pi&#249; grande della storia&#8221;</strong></p><p>Un filone solo accennato nei numeri scorsi merita ben pi&#249; spazio alla luce di quanto emerso nel weekend. Washington starebbe negoziando con il governo ad interim venezuelano &#8212; insediato dopo l&#8217;operazione militare del 3 gennaio che ha portato alla cattura dell&#8217;ex presidente Maduro, ora sotto processo a Manhattan per narco-terrorismo &#8212; un accordo di concessione decennale, secondo alcune fonti fino a cento anni, su 17 giacimenti petroliferi tra la fascia dell&#8217;Orinoco e il lago Maracaibo, per un totale stimato di 65-90 miliardi di barili di riserve provate. Chevron, Halliburton e altre major petrolifere americane sarebbero vicine ad accordi per investimenti dell&#8217;ordine di svariati miliardi di dollari, con un fabbisogno complessivo stimato oltre i 100 miliardi di dollari per rendere commercialmente sfruttabile il greggio extra-pesante dell&#8217;Orinoco. In parallelo, il Venezuela starebbe valutando l&#8217;uscita dall&#8217;OPEC &#8212; un passo che seguirebbe quello degli Emirati Arabi Uniti, usciti dal cartello il primo maggio.</p><p>Vale la pena inquadrare correttamente la natura dell&#8217;operazione: non si tratta di una negoziazione tra pari, ma della conseguenza diretta della rimozione di Maduro e dell&#8217;insediamento di un governo dipendente da Washington, il che solleva un rischio non banale di ripudio dell&#8217;accordo da parte di un eventuale governo successivo meno allineato agli interessi americani. L&#8217;impatto di mercato pi&#249; rilevante, secondo diverse letture, non &#232; immediato ma strutturale: l&#8217;accordo sposta verso l&#8217;alto il tetto di lungo periodo della capacit&#224; produttiva mondiale e introduce un ulteriore elemento di stress nella coesione interna dell&#8217;OPEC. Non a caso, il WTI ha perso il 3% scendendo verso gli 82 dollari dopo le prime indiscrezioni sui negoziati, in un movimento che si &#232; sovrapposto &#8212; senza necessariamente confondersi &#8212; con le notizie parallele su una possibile offerta americana di allentamento delle sanzioni iraniane in cambio della riapertura di Hormuz.</p><p><strong>Micron, TSMC e la revisione occupazionale</strong></p><p>Trump ha elogiato pubblicamente Micron per un investimento da 10 miliardi di dollari in nuovi laboratori di ricerca negli Stati Uniti. Moody&#8217;s ha nel frattempo confermato il rating AA3 di TSMC, portando l&#8217;outlook a positivo &#8212; un segnale di fiducia del mercato del credito nella sostenibilit&#224; finanziaria del principale produttore mondiale di semiconduttori avanzati. Un dettaglio geopolitico minore ma indicativo: il Telegraph riporta che gli Stati Uniti potrebbero rivedere la propria posizione sulla sovranit&#224; britannica sulle Falkland qualora Londra non aumenti la spesa per la difesa. Sul fronte AI, i tempi per l&#8217;IPO di Anthropic restano confermati a fine settembre/inizio ottobre, con investor day a met&#224; settembre.</p><p>Da segnalare infine una revisione al ribasso piuttosto significativa: i dati preliminari di benchmark sui nonfarm payroll indicano una revisione al ribasso dell&#8217;occupazione di marzo 2026 di 79.000 unit&#224; &#8212; un promemoria che il quadro occupazionale sottostante potrebbe essere pi&#249; debole di quanto i dati mensili in tempo reale abbiano suggerito, un elemento che si inserisce scomodamente nella nuova cornice hawkish appena aperta da Warsh.</p><p><strong>La settimana appena chiusa: da un tentativo di rottura ribassista al breakout rialzista</strong></p><p>La settimana 24-28 agosto si &#232; aperta con debolezza luned&#236;, quando i venditori hanno difeso il pivot infragiornaliero a 7.705 (ES) ma hanno tentato invano di rompere il minimo della settimana precedente a 7.659 (ES) &#8212; la vendita aggressiva &#232; stata assorbita da compratori passivi, un classico Look Below and Fail. La lettura delle greche aggregate per quella seduta aveva anticipato esattamente questo carattere: short gamma pesante, il valore pi&#249; ampio della settimana, con zomma e charm entrambi ai loro estremi &#8212; una struttura fragile pi&#249; che ancorata, esposta a reagire in modo sproporzionato a qualunque titolo di giornale. Il respingimento dei venditori proprio in apertura, senza una vera rottura, &#232; coerente con quella fragilit&#224;: la seduta ha effettivamente mostrato nervosismo, anche se non si &#232; tradotto in un cedimento strutturale.</p><p>Marted&#236; e mercoled&#236; hanno entrambi stampato massimi e minimi crescenti, con un minimo in eccesso formato in ciascuna delle due sedute &#8212; marted&#236; confermando la lettura di &#8220;giornata di passaggio, la pi&#249; ordinaria del blocco&#8221; indicata dalle greche (nessun estremo su alcuna metrica). La trimestrale Nvidia dopo la chiusura di mercoled&#236; ha innescato forza in after-hours, esattamente il tipo di scossa per cui la seduta era stata segnalata come la pi&#249; sensibile della settimana a un salto improvviso di volatilit&#224; (ultima al suo picco settimanale quel giorno); il mercato &#232; rimasto in balance, formando un&#8217;area di equilibrio a 5 giorni in vista di gioved&#236;.</p><p>La domanda chiave, entrando in gioved&#236;, era se i compratori sarebbero riusciti a sostenere la forza dell&#8217;after-hours e ad attaccare un traverso completo del value della settimana precedente verso 7.746 (ES). Il livello da difendere restava sempre 7.705 (ES), dove i venditori erano intervenuti luned&#236;. I compratori hanno difeso quota 7.705 (ES), innescando un breakout dalla balance multi-day, colmando il gap ribassista a 7.720,75 (ES) e completando nel processo il traverso del value della settimana precedente. La caratterizzazione delle greche per gioved&#236; &#8212; &#8220;fase di assestamento, in cui il mercato smaltisce l&#8217;eventuale scossa di mercoled&#236;&#8221; &#8212; ha colto correttamente che l&#8217;impulso di Nvidia si sarebbe manifestato pienamente quel giorno, anche se l&#8217;assestamento si &#232; rivelato direzionale (un vero breakout) piuttosto che laterale come l&#8217;espressione poteva far intendere.</p><p>Venerd&#236;, giornata di Jackson Hole, i compratori hanno tentato la continuazione colmando anche il secondo gap ribassista a 7.766,25 (ES) &#8212; ma il pomeriggio &#232; stato segnato da debolezza, con una chiusura sui minimi di seduta subito dopo il discorso di Warsh. Qui la validazione &#232; quasi esatta: le greche avevano segnalato quella seduta come &#8220;non pinnata, strutturalmente pesante&#8221;, con convergenza record su vanna, rho e vega insieme &#8212; un rischio di movimento ampio e ordinato lungo l&#8217;intera curva, propagato con pi&#249; forza che in qualsiasi altra seduta. &#200; esattamente ci&#242; che si &#232; verificato: la sessione pi&#249; violenta dell&#8217;intera settimana. Il daily one-time-framing rialzista resta comunque tecnicamente intatto, poich&#233; il minimo di gioved&#236; non &#232; stato violato.</p><p>Il profilo settimanale ha formato una doppia distribuzione, con un nodo a basso volume (LVN) a 7.711 (ES) a separare le due aree. Il VPOC settimanale &#232; rimasto nella distribuzione inferiore, senza migrare verso l&#8217;alto &#8212; la domanda che apre la settimana entrante &#232; se i compratori riusciranno a costruire accettazione nella distribuzione superiore, o se il mancato riuscirci riporter&#224; il mercato nella distribuzione inferiore.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> quattro caratterizzazioni su cinque delle greche aggregate hanno colto con precisione sia la direzione sia la collocazione temporale della fragilit&#224; della settimana appena chiusa, inclusa la seduta pi&#249; delicata (Jackson Hole) &#8212; un riscontro che rafforza la fiducia metodologica nella stessa lettura applicata alla settimana entrante, dove il venerd&#236; payroll mostra un pattern strutturalmente identico a quello di Jackson Hole (convergenza vanna/rho/ultima, GEX pi&#249; negativo dell&#8217;intera curva). Sul piano auction, le ultime due settimane hanno inoltre formato un &#8220;poor low&#8221;, con tre minimi giornalieri ravvicinati (7.659, 7.655, 7.663 ES) &#8212; un dettaglio che lascia aperta un&#8217;interpretazione alternativa a quella puramente rialzista: l<em>a forza di gioved&#236; e venerd&#236; potrebbe essere stata guidata da copertura di posizioni corte pi&#249; che da compratori genuinamente nuovi.</em> Se questa lettura fosse corretta, venditori pi&#249; forti non dovrebbero avere difficolt&#224; a rientrare nella distribuzione inferiore della settimana scorsa e attaccare questi minimi deboli, rendendo l&#8217;LVN a 7.711 (ES) la vera chiave nel breve periodo. Dal punto di vista dei compratori, sarebbe stato preferibile vedere invece un cedimento della balance multi-day, con riempimento del gap rialzista a 7.637,75 (ES) e formazione di un minimo in eccesso capace di innescare un&#8217;inversione &#8212; ora che entrambi i gap ribassisti sono stati colmati, le condizioni sono pi&#249; insidiose. La struttura pi&#249; ampia resta comunque rialzista finch&#233; il breakout dalla balance multi-settimanale rimane intatto.</p><p><strong>Tecnicalit&#224; &#8212; Il livello chiave asta della settimana</strong></p><p>Il livello chiave asta di questa settimana &#232; <strong>7.711 (ES)</strong>, il nodo a basso volume (LVN) che separa la doppia distribuzione formatasi sul profilo settimanale scorso &#8212; coincide anche con il VWAP settimanale (7.709).</p><p>Se l&#8217;apertura mostra debolezza, il compito dei compratori sar&#224; difendere quest&#8217;area: cedere significherebbe rigettare il breakout di gioved&#236; scorso e riportare in gioco il gap rialzista non colmato a 7.637 (ES). Se prevale invece la forza, il presidio passa ai venditori sul massimo della scorsa settimana a 7.755 (ES).</p><p>Sopra 7.711 (ES) &#8594; 7.755 &#8594; 7.825 &#8594; 7.855* (Weekly Extreme High) &#8594; 7.895 &#8594; 7.935</p><p>Sotto 7.711 (ES) &#8594; 7.660-7.637 (gap rialzista non colmato) &#8594; 7.570 &#8594; 7.540* (Weekly Extreme Low) &#8594; 7.485 &#8594; 7.440</p><p>*Gli estremi settimanali sono soglie oltre le quali si raccomanda cautela nell&#8217;aprire nuove posizioni.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> la forbice 7.637-7.755 (ES) non &#232; soltanto lo snodo tattico dei prossimi giorni &#8212; &#232; il vero collaudo per l&#8217;impianto rialzista costruito dall&#8217;inizio del mese.</p><p><strong>Livelli rapidi per la settimana (ES)</strong></p><p>&#129001; Giornaliera: OTFU &#8212; termina a 7.711,75 &#129000; Settimanale: BALANCE (3 settimane) &#8212; massimo 7.838,50 / minimo 7.655 &#129001; Mensile: OTFU &#8212; termina a 7.345,75</p><p><strong>La straddle per l&#8217;intera settimana</strong></p><p>Il weekly straddle &#232; <strong>81 punti</strong>, range implicito <strong>7.630-7.789</strong>. Per la sola seduta di luned&#236;, la mossa attesa &#232; di circa &#177;35 punti, entro un intervallo tra 7.677 e 7.747 punti SPX. </p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Upgrade&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">This post has bonus content for paid subscribers. 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Warsh a Jackson Hole ha dichiarato, dopo settimane di segnali contrastanti tra governatori regionali, le proprie intenzioni sull&#8217;inflazione &#8212; proprio mentre il quadro sui fondamentali del mercato del lavoro si complica. Il fronte Hormuz si allarga a nuove linee rosse regionali senza normalizzarsi, mentre sull&#8217;altro versante energetico un possibile accordo strutturale sul petrolio venezuelano introduce un elemento di lungo periodo ancora da prezzare pienamente. Il livello 7.711 (ES) condensa l&#8217;intera posta in gioco tecnica della settimana; il payroll di venerd&#236; ne sar&#224;, con ogni probabilit&#224;, l&#8217;arbitro macro definitivo &#8212; la stima stessa, gi&#224; debole, lascia poco margine di sorpresa positiva prima ancora che il dato esca.</p><div><hr></div><h2>SEZIONE PAID</h2><p><strong>Luned&#236; &#8212; il punto di partenza</strong></p><p>Il briefing di apertura mostra uno spot a 7.712, strike ATM a 7.690 (&#948;=0,543, marginalmente fuori dal range 0,48-0,52), con IV call all&#8217;8,3% e IV put al 9,6% &#8212; uno skew pressoch&#233; neutro (+1,3 punti). Il gamma flip si colloca a 7.750: la struttura affronta la settimana in territorio short gamma, con un margine di 38 punti &#8212; un ribaltamento netto rispetto al long gamma solido con cui si era chiusa la settimana precedente (margine 81 punti venerd&#236;).</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
      <p>
          <a href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/p/nota-di-posizionamento-settimana-28f">
              Read more
          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[ZUGZWANG dalla meccanica dietro Jackson Hole]]></title><description><![CDATA[Warsh a Jackson Hole: perch&#233; la lettura &#8220;svolta hawkish&#8221; non basta]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/zugzwang-dalla-meccanica-dietro-jackson</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/zugzwang-dalla-meccanica-dietro-jackson</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 19:02:39 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!ORhJ!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F51bfd351-8e41-4d00-9e42-dc032925046a_1772x957.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2>Warsh a Jackson Hole: perch&#233; la lettura &#8220;svolta hawkish&#8221; non basta</h2><p>Gioved&#236; 28 agosto Kevin Warsh ha tenuto il suo primo grande discorso da presidente della Fed a Jackson Hole e il mercato ha reagito in modo netto: la probabilit&#224; di un rialzo a settembre &#232; passata dal 40 al 66% nella stessa seduta, il differenziale 30-2 anni si &#232; riportato sui livelli precedenti al FOMC di fine luglio, l&#8217;oro ha corretto con un movimento troppo ampio per essere spiegato dal solo legame storico con i tassi. La lettura prevalente &#232; stata &#8220;svolta hawkish sull&#8217;inflazione&#8221;. Non &#232; sbagliata, ma &#232; incompleta: il discorso, da solo, spiega meno di quanto sembri. Il pezzo mancante &#232; quello che il Tesoro americano ha fatto nelle stesse settimane, su un binario parallelo e in gran parte silenzioso, e che va letto insieme al discorso per capire davvero cosa sta succedendo.</p><p>Partiamo da cosa ha detto davvero Warsh. Ha enunciato uno standard, non una decisione: l&#8217;inazione richiede certezza &#8212; testualmente, &#8220;fiducia... chiara e a sufficiente velocit&#224;&#8221; &#8212; mentre l&#8217;azione &#232; il comportamento di default, altrimenti &#8220;abbiamo del lavoro da fare&#8221;. Ha sostenuto la tesi con tre argomenti. Il trend dell&#8217;inflazione non &#232; migliorato: PCE al 3,7% annualizzato, 4,1% sui sei mesi, e i buoni dati dell&#8217;estate &#8212; parole sue &#8212; non contano come inversione di tendenza, perch&#233; il 54% dei componenti del paniere dei consumi mostra ancora rialzi sopra il 3%. Ha smontato le due obiezioni classiche a un rialzo: le condizioni finanziarie non sono restrittive nonostante il trentennale sopra il 5%, il mercato del lavoro &#232; a piena occupazione,il  dual mandate non &#232; in conflitto con s&#233; stesso. Ha dichiarato lo strumento preferito: il tasso a breve &#232; primario, la politica non convenzionale va usata &#8220;con parsimonia, se non mai&#8221;. Soprattutto, ha tolto il preavviso &#8212; niente forward guidance, con la giustificazione esplicita, tramite la nota Romer-Romer citata nel testo, che l&#8217;assenza di guidance accelera, non rallenta, la reazione della politica monetaria ai dati. &#200; una posizione coerente con le sue tesi gi&#224; espresse nel 2014 in un paper per la Bank of England sulla trasparenza del MPC &#8212; non una scelta ad hoc per questa amministrazione.</p><p>L&#8217;effetto operativo di questa scelta &#232; preciso: rimuovendo la guidance, ogni print macro (PCE, payroll, CPI) si traduce da ora in poi in un repricing immediato e non ammortizzato del tratto a breve della curva. Il punto tecnico rilevante non &#232; la direzione, che era attesa &#8212; &#232; la velocit&#224;. Una politica che scopre il prezzo del denaro di scatto, senza preavviso, produce shock di repricing pi&#249; ampi e pi&#249; frequenti sul tratto a breve. E questo, meccanicamente, genera pressione a valle su un punto preciso del sistema finanziario: il collaterale che sostiene il mercato repo.</p><h3>Cosa stava facendo il Tesoro nel frattempo</h3><p>Qui entra la seconda met&#224; della storia, che comincia settimane prima del discorso. Il 3 agosto, dopo l&#8217; intervento congiunto USA-Giappone per sostenere lo yen &#8212; il primo dal 1998 &#8212; il Segretario al Tesoro Scott Bessent chiede pubblicamente alla Fed di ampliare la FIMA Repo Facility, lo strumento che permette alle banche centrali estere di ottenere dollari dando in garanzia i propri Treasury invece di venderli sul mercato aperto. Il 19 agosto, con il trentennale ai massimi dal 2007, il Tesoro raddoppia a sorpresa le operazioni di riacquisto sul tratto lungo, da 2 a almeno 4 miliardi per operazione. Il 20 agoto Bessent conferma su CNBC che l&#8217;operazione &#232; in parte segnalazione. Il 24 agosto, fonti Treasury non nominate riferiscono a CNBC che il Tesoro starebbe valutando di usare il proprio conto generale presso la Fed, il TGA, per finanziare i riacquisti. Arriva poi il 28 agosto il discorso di Warsh.</p><p>Letta come sequenza - quattro settimane e tre strumenti diversi puntati sullo stesso obiettivo - questa non &#232; la reazione di un&#8217;istituzione che rincorre gli eventi.<em> &#200; una campagna. Per capire perch&#233; &#232; stata costruita cos&#236;, bisogna capire cosa collega davvero un discorso sui tassi a breve a un programma di riacquisto sul tratto lungo &#8212; perch&#233; il collegamento non &#232;, come si potrebbe pensare, il livello del rendimento trentennale.</em></p><h3>Il vero bersaglio: lo spread SOFR-EFFR</h3><p>Il buyback del Tesoro non &#232; controllo della curva in senso tecnico: manca sia un livello di rendimento target sia un impegno di dimensione illimitata, le due condizioni che definirebbero uno strumento di quel tipo. Il suo obiettivo operativo &#232; un altro: contenere lo spread fra SOFR, il tasso overnight garantito da collaterale Treasury nel mercato dei pronti contro termine, e il fed funds effettivo (EFFR). In condizioni normali i due viaggiano appiccicati; quando il collaterale scarseggia o i dealer non hanno pi&#249; spazio di bilancio per intermediarlo, SOFR sale sopra il fed funds &#8212; &#232; la dinamica che ha prodotto la crisi del repo di settembre 2019, ed &#232; il segnale che la Fed monitora tramite la Standing Repo Facility come valvola di sfogo.</p><p>Dati aggiornati al 27 agosto (serie proprietaria di monitoraggio della plumbing, basis SOFR-EFFR in bps con classificazione di regime): il regime resta &#8220;ample&#8221; ininterrottamente dal 19 al 28 agosto, con lo z-score della basis mai oltre 1,2 &#8212; picchi il 17-18 e il 25 agosto, rientrati entro la seduta successiva. SOFR ed EFFR viaggiano appiccicati a 3,64-3,65%. Nessun segnale di stress da collaterale in tutta la finestra critica, nemmeno nelle ore successive al 19 agosto, quando il sollievo sui rendimenti si era gi&#224; riassorbito.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!ORhJ!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F51bfd351-8e41-4d00-9e42-dc032925046a_1772x957.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!ORhJ!, /__u/zugzwangmacro.substack.com/w_424, /__u/zugzwangmacro.substack.com/c_limit, /__u/zugzwangmacro.substack.com/f_webp, /__u/zugzwangmacro.substack.com/q_auto:good, /__u/zugzwangmacro.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F51bfd351-8e41-4d00-9e42-dc032925046a_1772x957.png 424w, 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dell&#8217;enhanced Supplementary Leverage Ratio (eSLR), finalizzata a novembre 2025 ed entrata in vigore il 1&#176; aprile 2026, ha ridotto il requisito di leva per le banche sistemiche &#8212; convertendo la soglia fissa del 6% in 3% pi&#249; met&#224; del surcharge di capitale risk-based, con un tetto all&#8217;1% &#8212; liberando secondo le stime circa 210 miliardi di dollari di capitale bancario. <em>&#200; un allentamento strutturale, non un prestito contro un costo futuro come il buyback: aumenta la capacit&#224; dei dealer di intermediare Treasury e di fare da controparte sul mercato repo senza che il vincolo di leva li spinga fuori.</em></p><p><em>Implicitamente</em><strong> &#232; un allentamento che riguarda solo un lato del ponte</strong>. La leva che genera davvero il rischio di liquidazione forzata non &#232; quella dei dealer regolamentati dall&#8217;eSLR &#8212; &#232;<strong> quella degli hedge fund del basis trade descritti sopra, il cui margine &#232; fissato dalla controparte repo, non da un requisito patrimoniale bancario. La relazione fra le due non &#232; necessariamente stabilizzante: se l&#8217;eSLR rende meno oneroso per i dealer intermediare repo, li rende anche pi&#249; disposti a finanziare posizioni di basis trade pi&#249; grandi &#8212; la stessa Fed, nella nota di ottobre 2025, indica che l&#8217;espansione delle posizioni Cayman &#232; coincisa proprio con periodi di maggiore capacit&#224; di intermediazione disponibile.</strong> P<em>i&#249; capacit&#224; sul lato dealer, quindi, spiega perch&#233; la basis sia rimasta piatta finora; non implica che la leva accumulata sull&#8217;altro lato del ponte &#8212; quella che davvero conta se lo spread dovesse muoversi &#8212; sia minore. <strong>Probabilmente &#232; il contrario.</strong></em></p><p>Perch&#233; &#232; questo spread<strong>e  non il trentennale, il vero bersaglio? </strong>Perch&#233; &#232; il canale che collega uno shock di plumbing a una liquidazione forzata su scala rilevante. Gli hedge fund del cosiddetto basis trade &#8212; in larga parte domiciliati alle Cayman &#8212; comprano Treasury a pronti finanziandoli con repo rinnovati ogni notte, e vendono contestualmente i future corrispondenti per incassare la differenza. Una nota della Fed di ottobre 2025 ha stimato che i dati ufficiali TIC sottostimano le posizioni Treasury di questi fondi di circa 1.400-1.800 miliardi di dollari a fine 2024, e che fra il 2022 e il 2024 hanno assorbito quasi met&#224; della nuova emissione netta di note e bond &#8212; pi&#249; di tutti gli altri detentori esteri messi insieme. <strong>Sono, di fatto, il compratore marginale del debito americano. Se il costo di rinnovare quel repo sale all&#8217;improvviso, quella posizione a leva diventa antieconomica nel giro di ore, e la liquidazione forzata che segue &#232; il meccanismo esatto dietro il repo di settembre 2019 e la corsa alla liquidit&#224; di marzo 2020.</strong></p><p>Bessent conosce gi&#224; il percorso che Warsh ha appena reso pubblico &#8212; tassi a breve in salita, niente preavviso, ogni dato che si scarica subito sul prezzo &#8212; e sa che quel percorso, meccanicamente<strong>, aumenta la pressione sul collaterale proprio nel tratto lungo, dove questi fondi sono pi&#249; esposti. Il buyback toglie duration illiquida dai bilanci dei dealer prima che quella pressione si scarichi sullo spread SOFR-EFFR. Non difende un numero sul trentennale: </strong><em><strong>compra tempo sulle tubature finanziarie.</strong></em></p><h3>Un correttivo necessario sui dati TIC</h3><p>Vale la pena essere precisi qui, perch&#233; circola una narrativa di disinvestimento estero dal mercato dei treasury che i dati pi&#249; recenti non supportano. Il rilascio TIC di giugno 2026 (pubblicato dal Tesoro il 17 agosto) mostra un flusso netto positivo di 133,5 miliardi di dollari, con acquisti netti di titoli a lungo termine da residenti esteri per 207,1 miliardi &#8212; di cui 169,8 miliardi da investitori privati esteri e 37,3 miliardi da istituzioni ufficiali,<strong> in acquisto netto, non in vendita. </strong>Il punto debole strutturale non &#232; un esodo di detentori ufficiali, che i dati non mostrano; <strong>&#232; la composizione della domanda, sempre pi&#249; concentrata nel segmento privato a leva &#8212; quasi cinque volte il segmento ufficiale &#8212; per costruzione pi&#249; sensibile a un&#8217;impennata della basis repo di cui sopra.</strong></p><h3>Due prestiti a breve termine, non potenza di fuoco strutturale</h3><p>Il buyback via bill &#232; duration-neutral in aggregato, ma non &#232; privo di costo: sostituisce una cedola fissa trentennale con un debito rifinanziato ogni poche settimane al tasso corrente. <strong>Se il tasso a breve sale &#8212; esattamente l&#8217;effetto del discorso di Warsh &#8212; il costo di quella fetta di debito si aggiorna al rialzo con una frequenza molto maggiore di quella che avrebbe avuto la cedola sostituita. Il meccanismo si autotassa: pi&#249; la stretta di Warsh &#232; efficace, pi&#249; cara diventa, quasi in tempo reale, l&#8217;operazione del Tesoro.</strong></p><p>L&#8217;opzione TGA va trattata con ancora pi&#249; cautela sul piano quantitativo &#8212; non &#232; mai stata confermata da Bessent, che interpellato direttamente il 24 agosto ha risposto in modo elusivo (&#8221;non abbiamo ancora comprato un solo bond&#8221;). Il saldo TGA &#232; a circa 950 miliardi contro un target storico di gestione della liquidit&#224; di 500-600 miliardi, soglia resa pi&#249; stringente dallo stock di bill in circolazione &#8212; certificato dal Tesoro al 22,2% del debito totale, sopra il range raccomandato dal TBAC. La quota realmente disponibile prima di dover tornare a emettere bill, al netto delle uscite di cassa gi&#224; impegnate (previdenza, stipendi federali, appalti), &#232; stimata fra 100 e 200 miliardi &#8212; una frazione minima rispetto a un mercato Treasury da oltre 40mila miliardi e comunque tempo preso in prestito contro il prossimo tetto del debito (atteso in inverno o inizio primavera 2027, con il precedente 2025 di 1.800 miliardi di nuova emissione nei sei mesi successivi alla risoluzione). Cifre alla mano, l&#8217;opzione TGA su scala rilevante ha pi&#249; le caratteristiche di un segnale di intenzione che di uno strumento realmente attivabile.</p><h3>Perch&#233; &#8220;QE fiscale&#8221; e &#8220;corto circuito Fed-Tesoro&#8221; sono letture sbagliate</h3><p><strong>Due interpretazioni circolanti vanno respinte sul piano tecnico, non solo interpretativo. La prima descrive il buyback come &#8220;QE fiscale&#8221;, paragonandolo per dimensione al picco di acquisti della Fed (120 miliardi al mese) e leggendo lo scarto come prova che si tratti di solo segnale, panico travestito da politica</strong>. &#200; un errore di categoria: il QE espande il bilancio della banca centrale e crea riserve, il buyback via bill &#232; neutro sulla base monetaria e sposta soltanto la duration. <strong>La seconda descrive un &#8220;corto circuito&#8221; Fed-Tesoro, con Warsh presuntamente passivo &#8212; lascerebbe salire i rendimenti invece di alzare lui i tassi &#8212; per non contrariare la Casa Bianca prima delle elezioni di medio termine, mentre il Tesoro combatterebbe in direzione opposta. </strong><em>&#200; smentita dal dato di mercato dello stesso giorno: la probabilit&#224; di rialzo &#232; salita, non scesa, dopo il discorso &#8212; l&#8217;opposto di quanto ci si aspetterebbe da una Fed politicamente accomodante sui costi di finanziamento delle famiglie.</em></p><p>La prova migliore di cosa stia realmente succedendo fra le due istituzioni resta la richiesta FIMA del 3 agosto: <em>ha bisogno dell&#8217;approvazione del sottocomitato valute del FOMC, e a tre settimane di distanza non ha ancora ricevuto risposta formale. </em>Ampliare la FIMA farebbe crescere temporaneamente il bilancio della Fed, in tensione diretta con l&#8217;obiettivo dichiarato di Warsh di ridurlo &#8212; un costo concreto che la Fed sta ancora valutando se pagare. Non &#232; conflitto aperto, perch&#233; altrimenti la richiesta sarebbe gi&#224; stata respinta pubblicamente. Non &#232; sottomissione automatica, perch&#233; altrimenti sarebbe gi&#224; stata approvata. <em>&#200; una negoziazione istituzionale reale, in cui ciascuna parte paga qualcosa di proprio &#8212; la Fed un possibile aumento di bilancio, il Tesoro il proprio cuscinetto di sicurezza e la propria esposizione al rifinanziamento &#8212; per farla funzionare. Ed &#232; proprio quel costo condiviso, pi&#249; di qualsiasi comunicato, a renderla una cooperazione credibile.</em></p><h3>Quattro scenari, due meccanismi distinti</h3><p>Per settembre, tre percorsi principali. Un <strong>rialzo, o un mantenimento giustificato da dati davvero migliori</strong>, tiene la curva ancorata e resta l&#8217;esito ritenuto pi&#249; probabile dal mercato. Un <strong>mantenimento senza miglioramento reale</strong> scardinerebbe il trentennale ben oltre i massimi di agosto, con un calo marcato sull&#8217;azionario fino a ritestare i minimi di giugno &#8212; probabilit&#224; bassa, coperta pi&#249; con opzioni sulla volatilit&#224; che con protezioni dirette. Un <strong>mantenimento ingiustificato, o un rialzo con segnali di ritmo aggressivo</strong>, aprirebbero un logoramento lento guidato dai rendimenti, senza un vero paracadute tecnico sotto &#8212; uno scenario intermedio.</p><p>Questi tre nascono tutti dallo stesso meccanismo: <em>un fallimento di Warsh sulla propria regola, un problema di credibilit&#224; sul tasso a breve.</em> Ma c&#8217;&#232; un quarto scenario, distinto per meccanismo e non per gravit&#224;, che pu&#242; materializzarsi anche se Warsh rispetta esattamente lo standard che ha enunciato, senza tradire nulla: <em>nasce da un fallimento di capacit&#224;, non di credibilit&#224; &#8212; la basis SOFR-EFFR che si allarga perch&#233; il buyback (e l&#8217;eventuale, improbabile, intervento TGA) non compensano la pressione collaterale generata dal repricing veloce del tratto a breve</em>. Il posizionamento di mercato lo ha individuato prima ancora del discorso come l&#8217;unico scenario davvero ribassista indipendente dagli altri tre: <em>un logoramento lento e meccanico dell&#8217;indice, senza che la volatilit&#224; esploda abbastanza da attivare le normali dinamiche di assorbimento del mercato.<strong> Il programma di riacquisto del Tesoro va letto come assicurazione precostituita contro proprio questo esito, non come reazione al discorso di gioved&#236; &#8212; coerente con il fatto che sia partito settimane prima, con la richiesta FIMA del 3 agosto.</strong></em></p><h3>Oro, rame, dollaro: cosa guardare e con quale cautela</h3><p>Lo spread SOFR-EFFR resta la variabile operativa da monitorare quotidianamente, per una ragione di sequenza pi&#249; che di livello: &#232; un mercato che si aggiusta ogni notte, quindi incorpora uno stress di collaterale prima che quello stress abbia il tempo di propagarsi fino ai prezzi degli asset di rischio, dove arriva solo dopo che qualcuno &#232; stato costretto a liquidare. &#200; il canale con cui un problema di plumbing anticipa, non accompagna, un problema di mercato. Al momento resta a zero, regime &#8220;ample&#8221; &#8212; nessuna delle due leve descritte sopra, buyback o eSLR, sta ancora venendo messa alla prova.</p><p>Il rapporto rame-oro, spesso usato come proxy della crescita per stimare un rendimento decennale &#8220;implicito&#8221; e quindi isolare quanta parte del rendimento osservato sia premio di sfiducia, va trattato con un caveat metodologico esplicito in questa fase &#8212; e i dati delle ultime ore lo rendono ancora pi&#249; necessario. Il rame &#232; sceso di circa lo 0,8% il 28 agosto, restando debole anche nella seduta successiva, ma non perch&#233; lo shock d&#8217;offerta strutturale sia rientrato: Zijin Mining ha avvertito ad esempio proprio in questi giorni che l&#8217;alluvione al complesso di Kamoa-Kakula potrebbe tagliare la sua quota di produzione fino a 57.000 tonnellate quest&#8217;anno e le altre miniere citate (Grasberg, Cobre Panama, El Teniente) restano ferme o rallentate. Il calo riflette due fattori diversi: l<em>e scorte monitorate dal LME sono risalite di circa il 16% dai minimi di febbraio, allentando la percezione di scarsit&#224; nel brevissimo termine, e il dollaro si &#232; rafforzato dopo il discorso di Warsh, pesando su tutte le materie prime denominate in dollari &#8212; lo stesso vento contrario che ha spinto gi&#249; l&#8217;oro.</em></p><p>Il risultato &#232; che il rapporto rame-oro sta incorporando, nello stesso momento, rumore da offerta strutturale (le miniere) e rumore da scorte e valuta (l&#8217;inventory rebuild, il dollaro) &#8212; nessuno dei due riconducibile alla crescita attesa che il rapporto dovrebbe misurare. La sua validit&#224; come proxy presuppone che il rame si muova per domanda; in questa fase non &#232; cos&#236; su nessuno dei due lati del movimento, n&#233; quando sale n&#233; quando scende. Il rendimento implicito dal rapporto &#8212; circa 4,48% contro il 4,72% effettivo, un residuo di 24 punti base che verrebbe storicamente letto come premio di sfiducia verso la Fed &#8212;<em> &#232; quindi doppiamente contaminato, e va trattato come indizio debole, non come conferma. In pratica: n&#233; la reazione istantanea dell&#8217;oro n&#233; l&#8217;andamento del rame, in questo momento, sono un numeratore o un denominatore affidabile per isolare la variabile che ci interessa &#8212; e usarli come se lo fossero rischia di scambiare per segnale di fiducia quello che &#232;, almeno in parte, un problema di zolfo, di miniere sudamericane ferme e di scorte che si ricostituiscono.</em></p><p>Vale la pena essere altrettanto precisi su cosa il calo dell&#8217;oro non dice. &#200; un repricing di credibilit&#224; &#8212; il mercato che sconta, per ora, che Warsh manterr&#224; la disciplina annunciata &#8212; non una risoluzione strutturale dei fattori che hanno riacceso l&#8217;oro dall&#8217;inizio di agosto. La cronologia corretta aiuta a inquadrare la fase: dopo un rialzo che aveva portato l&#8217;oro fino a un massimo di 5.589-5.595 dollari il 28-29 gennaio, il prezzo si era raffreddato da marzo, era sceso sotto la soglia psicologica dei 4.000 dollari il 24 giugno toccando un minimo di 3.959 &#8212; un calo picco-valle di circa il 29% &#8212; e per gran parte dell&#8217;estate era rimasto sostanzialmente laterale, con interesse degli investitori in calo. <em>La riaccelerazione recente parte dai primi di agosto &#8212; non da un trend continuo di tutto l&#8217;anno &#8212; e coincide con la vicenda giapponese: l&#8217;intervento congiunto USA-Giappone a difesa dello yen del 3 agosto, il primo dal 1998, seguito a ruota dal primo buyback del Tesoro sul tratto lungo. &#200; lo stesso episodio che ha prodotto la richiesta di ampliamento della FIMA descritta sopra, e non &#232; un caso che l&#8217;oro abbia ripreso quota nello stesso momento in cui il canale valutario-fiscale si &#232; riattivato.</em></p><p>Il segnale pi&#249; affidabile su questo punto non &#232; il prezzo di venerd&#236;, ma il comportamento degli acquirenti strutturali: le banche centrali hanno acquistato 288,9 tonnellate nel secondo trimestre 2026, in crescita del 62% su base annua e il miglior trimestre della serie storica &#8212; comprando, non vendendo, anche nei mesi in cui il prezzo restava laterale. Un repricing di credibilit&#224; pu&#242; correggere il prezzo nel breve; non cambia, da solo, il comportamento di chi accumula su un orizzonte pluriennale, n&#233; il fatto che il catalizzatore recente &#8212; lo stress sullo yen e la risposta del Tesoro &#8212; resti irrisolto. La distinzione conta per settembre:<em> se la disciplina di Warsh regge, il repricing ha probabilmente ancora spazio; se non regge o se la deriva silenziosa descritta sopra si materializza, il repricing si inverte pi&#249; in fretta di quanto si sia formato, perch&#233; la domanda strutturale non &#232; mai uscita dal mercato.</em></p><p>Il canale pi&#249; diretto, e quello su cui vale la pena concentrare l&#8217;attenzione residua, resta quello<em> valutario &#8212; ma la direzione attesa va precisata, perch&#233; la sequenza &#232; in due tempi e il primo non &#232; quello che la narrativa debasement farebbe presumere. </em>Se la cooperazione istituzionale regge sul piano interno ma si scarica su quello esterno, il primo segnale non arriver&#224; da un esodo di detentori ufficiali &#8212; i dati TIC di giugno lo escludono esplicitamente, con le istituzioni ufficiali in acquisto netto &#8212; ma da un irrigidimento del costo di finanziamento della leva privata concentrata nel basis trade descritta sopra. Nella fase acuta di uno shock di questo tipo, per&#242;, il dollaro tende a rafforzarsi, non a indebolirsi: gli hedge fund costretti a chiudere posizioni finanziate in dollari &#8212; vendendo Treasury, ricomprando i future, ripagando il repo &#8212; hanno bisogno di dollari per farlo, e li cercano in fretta. &#200; la stessa dinamica osservata a marzo 2020, quando il dollaro ha toccato i massimi dell&#8217;anno proprio nel momento di massimo stress del sistema americano, prima che l&#8217;intervento della Fed invertisse la rotta<em>. Solo se lo shock evolve da un problema di funding transitorio a un vero fallimento di coordinamento istituzionale &#8212; la deriva silenziosa senza backstop efficace &#8212; il dollaro si indebolisce in modo strutturale, perch&#233; a quel punto il problema smette di essere liquidit&#224; e diventa fiducia.</em> Il segnale da guardare, in entrambi i casi, &#232; la basis stessa: si osserverebbe l&#236; prima che nell&#8217;azionario, per lo stesso vantaggio di sequenza dello spread SOFR-EFFR, letto da un angolo diverso.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[GIUSTO SOTTO IL TETTO]]></title><description><![CDATA[Jackson Hole arriva oggi con un FOMC visibilmente spaccato e un mercato che, secondo diverse letture circolate ieri, non ha bisogno che Warsh sia falco o colomba quanto che sia chiaro.]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/giusto-sotto-il-tetto</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/giusto-sotto-il-tetto</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Fri, 28 Aug 2026 08:06:09 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Jackson Hole arriva oggi con un FOMC visibilmente spaccato e un mercato che, secondo diverse letture circolate ieri, non ha bisogno che Warsh sia falco o colomba quanto che sia chiaro. La giornata di ieri ha visto Nvidia guidare un rally quasi superiore al 9% dopo la trimestrale, portando il Nasdaq 100 a +1,4% e risucchiando forza da parecchi altri settori/titoli, mentre sul fronte Hormuz la Casa Bianca ha irrigidito la propria posizione respingendo un ritorno ai termini del memorandum di giugno &#8212; complicando la settimana di sforzi diplomatici in corso. Riepiloghiamo i fili principali prima del discorso di oggi pomeriggio.</p><h2>La cacofonia della Fed alla vigilia di Jackson Hole</h2><p>Raramente si &#232; vista una sequenza di interventi pubblici dei governatori regionali cos&#236; disallineata a poche ore da un discorso del presidente. Il presidente della Fed di Kansas City Schmid ha dichiarato che avrebbe probabilmente sostenuto un rialzo alla riunione di luglio, che non vede la politica attuale come restrittiva per l&#8217;economia, e ha rilanciato l&#8217;ipotesi di ridurre il numero di riunioni FOMC. Il presidente della Fed di Cleveland Hammack &#232; stata ancora pi&#249; esplicita, affermando che &#8220;&#232; tempo di agire&#8221; data la persistenza dell&#8217;inflazione, che i suoi contatti di business sono &#8220;fortemente preoccupati&#8221; per l&#8217;inflazione e il costo della vita, e che teme un radicamento delle aspettative inflazionistiche nell&#8217;opinione pubblica &#8212; aggiungendo che il tasso neutrale, secondo la sua stima, si colloca all&#8217;estremo superiore del range del comitato. Sul fronte opposto, il presidente della Fed di Chicago Goolsbee ha invece sottolineato che l&#8217;inflazione a tre mesi &#8220;non sembra terribile&#8221; e ha espresso disagio esplicito per l&#8217;interferenza politica sulla banca centrale, osservando che storicamente genera inflazione, non la combatte. La presidente della Fed di Boston Collins ha offerto la lettura pi&#249; articolata e per certi versi la pi&#249; vicina alla scomposizione tecnica del PCE che avevamo proposto ieri: ha dichiarato che le commissioni di gestione patrimoniale hanno avuto un&#8217;influenza sproporzionata sul dato headline, con i prezzi di mercato pi&#249; in linea con l&#8217;obiettivo Fed, pur mantenendo aperta la porta a un rialzo se i prossimi dati non confermeranno la disinflazione. &#200; una conferma indiretta, da una fonte Fed di primo piano, che la lettura &#8220;artefatto statistico&#8221; che avevamo trattato con cautela ieri non &#232; priva di fondamento &#8212; pur restando la banca centrale nel suo complesso ancora divisa su come interpretarla.</p><h2>Iran: la Casa Bianca chiude la porta al memorandum di giugno</h2><p>Il Wall Street Journal riporta che l&#8217;amministrazione Trump ha comunicato ai mediatori di non voler tornare ai termini dell&#8217;accordo preliminare firmato a giugno a Versailles &#8212; l&#8217;intesa negoziata con il contributo del vicepresidente Vance che mirava alla riapertura di Hormuz, alla ripresa dei colloqui sul programma nucleare iraniano e alla fine del conflitto in cambio di sollievo sanzionatorio e sblocco dei fondi congelati di Teheran, naufragata nel giro di poche settimane quando l&#8217;Iran ha iniziato a colpire le petroliere per riaffermare il controllo sullo stretto. Il Times of Israel aggiunge un dettaglio strategico che spiega la logica dietro questa scelta: secondo fonti citate, Washington preferirebbe ora sanzionare l&#8217;Iran fino alla sottomissione piuttosto che rinnovare un memorandum gi&#224; naufragato una volta &#8212; coerente con l&#8217;impianto di Operation Economic Outcast descritto nel nostro editoriale dedicato. Sul piano militare, AFP riporta che una nuova portaerei americana sarebbe in procinto di essere dispiegata in Medio Oriente, un segnale che rafforza la postura di pressione piuttosto che quella negoziale. Non tutti nella regione condividono l&#8217;ottimismo sull&#8217;efficacia di questa strategia: un principe saudita ha avvertito, secondo Gulf News, che la leva di Teheran su Hormuz rischia di trasformarsi in una &#8220;passivit&#224; strategica&#8221; destinata a ritorcersi contro lo stesso Iran nel medio periodo.</p><p>Sul fronte diplomatico, il capo della sicurezza iraniana Rezaei ha dichiarato che i mediatori hanno chiesto a Teheran di preparare una lista di condizioni per la riapertura, che includono la fine del conflitto regionale, confermando al contempo l&#8217;accordo su un corridoio condiviso con l&#8217;Oman &#8212; parte in acque omanite, parte in acque iraniane &#8212; condizionato all&#8217;accettazione americana delle richieste di Teheran. Il Qatar ha proseguito la propria mediazione con un incontro tra il primo ministro e il presidente del parlamento iraniano Ghalibaf, mentre il Pakistan ha definito le sanzioni unilaterali americane una violazione del diritto internazionale, dichiarandosi non vincolato a rispettarle salvo imposizione ONU. Sul fronte militare, fonti arabe riportano esplosioni a Damasco e un attacco israeliano nei pressi di Beit Jinn &#8212; un promemoria che la dimensione regionale del conflitto resta attiva anche fuori dallo stretto.</p><p>Sul piano dei flussi fisici, un aggiornamento importante corregge la lettura eccessivamente pessimista implicita nei numeri di questa settimana: secondo Bloomberg e stime di trader del settore, il flusso di greggio attraverso Hormuz &#232; salito a circa 6-8 milioni di barili al giorno, dai circa 4 milioni del minimo di met&#224; luglio, grazie a un intensificarsi delle operazioni di shuttle tanker da parte di Arabia Saudita, Emirati, Iraq, Kuwait e Qatar; Goldman Sachs stima che le esportazioni complessive dal Golfo &#8212; greggio pi&#249; prodotti raffinati &#8212; abbiano recuperato a circa due terzi dei livelli pre-bellici, ancora 7-8 milioni di barili sotto il livello pre-conflitto ma ben sopra il minimo di 5-6 milioni toccato a marzo. &#200; un quadro che va letto insieme, non in alternativa, alla lettura sulla domanda cinese repressa che avevamo proposto ieri: da un lato la Cina compra meno per via dei prezzi elevati, dall&#8217;altro i produttori del Golfo stanno trovando canali sempre pi&#249; efficaci per aggirare il rischio di sicurezza formale sullo stretto &#8212; due dinamiche complementari che spiegano insieme ad altre perch&#233; i prezzi siano rimasti relativamente contenuti nonostante la peggiore interruzione di fornitura nella storia recente dei mercati petroliferi.</p><h2>L&#8217;Europa e la crisi degli interceptor: un fronte che si allarga</h2><p>Un filone che meritava pi&#249; attenzione nei numeri di questa settimana riguarda le ricadute della guerra in Iran sulla difesa europea. Secondo funzionari citati da AP, le scorte di missili Patriot in Europa sono ormai descritte come &#8220;oltre il livello critico&#8221; proprio a causa del consumo generato dal conflitto iraniano, che ha assorbito risorse originariamente destinate al teatro europeo. Il Pentagono ha assegnato un contratto nella corsa a sviluppare intercettori pi&#249; economici &#8212; a meno di un quinto del costo di un missile Patriot secondo Defense News &#8212; mentre il Financial Times riporta che Washington ha rimproverato duramente gli alleati europei per quello che viene descritto come un &#8220;mare di rosso&#8221; nelle capacit&#224; militari continentali. Il capo della politica del Pentagono avrebbe comunicato agli alleati NATO che gli Stati Uniti vogliono una difesa del continente guidata dagli europei, mentre la revisione della postura NATO in corso preparerebbe opzioni sulle truppe da presentare al Segretario alla Difesa Hegseth entro il 6 novembre &#8212; una scadenza che vale la pena tenere a mente. La Polonia ha escluso di voler ospitare armi nucleari nonostante la minaccia russa, mentre von der Leyen ha dichiarato che il bilancio UE dovr&#224; finanziare l&#8217;indipendenza strategica europea. Sul fronte russo, la Russia ha accusato il Regno Unito di &#8220;giocare con il fuoco&#8221;, mentre alcuni esperti di intelligence citati dal Telegraph temono che Mosca possa replicare il playbook della Crimea con un&#8217;incursione in stile &#8220;omini verdi&#8221; in Estonia per testare la tenuta dell&#8217;alleanza atlantica &#8212; un rischio che si aggiunge, senza sostituirlo, al filone Ratcliffe-Mosca che seguiamo dai numeri precedenti. A tal proposito, due dettagli meritano di essere aggiunti a quanto scritto: il Wall Street Journal riporta che i principali consiglieri della Casa Bianca sarebbero stati tenuti all&#8217;oscuro del viaggio di Ratcliffe a Mosca, mentre l&#8217;ex presidente estone ha dichiarato a Euronews che la missione riguardava l&#8217;Iran, non i Baltici &#8212; una lettura che ridimensiona parzialmente l&#8217;interpretazione pi&#249; allarmistica che avevamo riportato. Il Washington Post cita comunque report di intelligence secondo cui Putin percepirebbe gli Stati Uniti indeboliti proprio dalla guerra in Iran, un elemento che aiuta a spiegare perch&#233; Mosca possa sentirsi incentivata a testare la tenuta occidentale su pi&#249; fronti contemporaneamente.</p><h2>Memorie: Trump elogia Micron mentre SK Hynix conferma la scarsit&#224; fino al 2030</h2><p>Il filone che stiamo seguendo nell&#8217;editoriale dedicato al caso antitrust DRAM ha ricevuto ieri due sviluppi di rilievo. Trump ha elogiato pubblicamente Micron per un nuovo investimento da 10 miliardi di dollari in laboratori di ricerca negli Stati Uniti, mentre SK Hynix ha aperto la costruzione di un hub per la memoria da 4 miliardi di dollari in Indiana. Ma &#232; la dichiarazione del CEO di SK Hynix a colpire di pi&#249;: l&#8217;azienda non vede &#8220;alcun segnale significativo&#8221; di un&#8217;inversione del ciclo della memoria, e si aspetta che la scarsit&#224; prosegua fino alla fine del 2030 &#8212; un orizzonte temporale che, se preso alla lettera, rende ancora pi&#249; rilevante la domanda sollevata dalla causa californiana su quanto di questa scarsit&#224; sia effettivamente dettata dalla domanda AI e quanto da una restrizione coordinata dell&#8217;offerta. Segnaliamo anche che l&#8217;amministrazione Trump starebbe valutando nuove tariffe ad ampio raggio sui semiconduttori secondo Politico &#8212; un ulteriore fattore di costo potenziale per l&#8217;intera catena del valore tecnologica, che si aggiungerebbe e non sostituirebbe la pressione gi&#224; in atto sui prezzi della memoria.</p><h2>Nvidia, Anthropic e il resto del comparto AI</h2><p>Il rally di Nvidia di ieri sera merita un aggiornamento rispetto al numero di ieri mattina: il titolo &#232; salito brutalmente dopo la guidance che indica una crescita dei ricavi del 70% per l&#8217;anno fiscale entrante, trainando l&#8217;intero comparto tecnologico e portando alcuni ETF settoriali ai massimi da aprile 2025. Sul fronte Anthropic, The Information riporta che la societ&#224; starebbe valutando di permettere agli azionisti di vendere quote nell&#8217;ambito della propria IPO, con un periodo di lockup pi&#249; lungo del consueto per gestire la volatilit&#224; post-quotazione; la pubblicazione del prospetto &#232; attesa dopo il Labor Day, con quotazione probabile tra fine settembre e inizio ottobre e un investor day a met&#224; settembre. Sempre secondo fonti di stampa, Meta potrebbe arrivare a spendere fino a 10 miliardi di dollari l&#8217;anno per l&#8217;utilizzo dei modelli Anthropic, mentre Nikkei riporta che le principali banche giapponesi hanno riottenuto l&#8217;accesso ai modelli Mythos di Anthropic dopo la sospensione precedente legata ai controlli all&#8217;export &#8212; un tassello che si inserisce nel pi&#249; ampio tema dei controlli sull&#8217;export di tecnologia AI che abbiamo toccato in altri numeri. Da segnalare infine che oltre cento aziende tecnologiche, tra cui OpenAI, Anthropic, Microsoft, Alphabet e Amazon, hanno firmato una lettera congiunta che sollecita un rafforzamento difensivo contro un&#8217;attesa ondata di attacchi informatici potenziati dall&#8217;intelligenza artificiale. Vedasi il rally della cybersecurity di ieri, che &#232; l&#8217;altro aspetto della sessione che si &#232; conclusa.</p><h2>Canada, Treasury e altri fili minori</h2><p>Trump ha usato toni particolarmente duri verso il Canada in una serie di dichiarazioni ieri sera, definendolo &#8220;il peggiore con cui trattare sul commercio&#8221; e ribadendo che non vuole che il Canada produca auto per il mercato americano; il Segretario al Commercio Lutnick ha imputato la rottura dei negoziati a ragioni politiche del premier Carney, mentre il National Post riporta che Lutnick specificamente collega la rottura all&#8217;elezione in Quebec e al referendum separatista in Alberta. Trump ha inoltre firmato un ordine esecutivo per rinominare il Lago Ontario &#8220;Lake America&#8221; &#8212; un gesto quasi certamente pi&#249; simbolico che sostanziale, ma che d&#224; la misura di quanto la disputa si sia spostata su un piano personale e teatrale oltre che commerciale. Il rappresentante commerciale Greer avrebbe suggerito di valutare divieti su alcuni beni canadesi, mentre il New York Times riporta un possibile spiraglio: un funzionario canadese ha lasciato intendere che fare un passo indietro sulla questione francese potrebbe riaprire i negoziati commerciali con Washington &#8212; un dettaglio che vale la pena monitorare nei prossimi numeri come primo segnale di possibile de-escalation. Sul fronte obbligazionario, l&#8217;asta del settennale ha prodotto un rendimento del 4,512%, in rialzo rispetto al 4,473% precedente, con un bid-to-cover in leggero miglioramento a 2,50; gli asset dei fondi monetari hanno toccato un nuovo record di 7,93 trilioni di dollari secondo ICI. Da segnalare infine, sul fronte cinese, che un viaggio negli Stati Uniti di Xi Jinping sembra sempre pi&#249; probabile secondo SCMP, con un&#8217;estensione della tregua commerciale bilaterale descritta come &#8220;quasi certa&#8221; &#8212; pur in un contesto in cui Trump ha lasciato intendere la possibilit&#224; di sanzioni contro banche cinesi legate ai rapporti con l&#8217;Iran, proprio alla vigilia di quella visita.</p><h2>Due letture di cornice per il weekend</h2><p>Tre filoni analitici emersi ieri meritano di essere tenuti a mente nei prossimi numeri. Il primo, ormai chiarito sopra, riguarda il vero volume di petrolio che sta effettivamente uscendo dal Golfo. Il secondo riguarda l&#8217;estensione del credito lungo la catena del valore AI: alcune ricostruzioni sul lavoro di credit research di Morgan Stanley sollevano la questione di quanto della prossima fase della domanda AI dipenda ormai dal ruolo di Nvidia stessa come finanziatore, pi&#249; che come semplice fornitore di hardware &#8212; un tema che si lega direttamente ai termini di pagamento a 60 giorni riportati da FXStreet e gi&#224; segnalati nel numero di ieri. Il terzo riguarda direttamente la giornata di oggi: il Wall Street Journal inquadra il discorso di Jackson Hole come il momento in cui Warsh dovr&#224; &#8220;scegliere una parte&#8221; nella battaglia in corso sul mercato obbligazionario, mentre un secondo pezzo dello stesso giornale osserva che le mosse di Bessent stanno testando i confini tra Tesoro e Fed &#8212; esattamente il filone che abbiamo sviluppato nell&#8217;editoriale su Operation Economic Outcast a proposito di swap line ed Exchange Stabilization Fund. Da segnalare anche, sul fronte europeo, che il Financial Times riporta come la Francia abbia ormai superato l&#8217;Italia come principale preoccupazione degli investitori obbligazionari europei &#8212; una conferma diretta della tesi sviluppata nel nostro editoriale sul sistema eurodollaro a proposito della Francia come &#8220;canarino nella miniera&#8221; del mercato dei Treasury globali. Infine, Bloomberg segnala afflussi per 7 miliardi di dollari verso fondi su oro e bitcoin nell&#8217;ambito di quello che viene descritto come uno &#8220;scarcity trade&#8221; &#8212; un ulteriore tassello nella narrativa sulla ricerca di rifugio al di fuori degli asset tradizionali che abbiamo seguito tutta la settimana.</p><h2>Il punto</h2><p>La giornata che si chiude oggi con Jackson Hole porta a sintesi tre settimane di segnali contrastanti: una Fed internamente divisa tra chi vede l&#8217;inflazione come un artefatto statistico temporaneo e chi la vede come una minaccia da affrontare subito; un fronte Hormuz che, nonostante l&#8217;irrigidimento retorico della Casa Bianca, sta paradossalmente vedendo flussi fisici di petrolio in recupero grazie all&#8217;ingegno dei produttori del Golfo; un fronte europeo della sicurezza sempre pi&#249; teso, con scorte Patriot ai minimi critici e il rischio di un test russo sulla tenuta NATO; e un ciclo di investimenti AI che, dopo la conferma di forza di Nvidia, sposta l&#8217;attenzione dalla domanda &#8212; ormai data per acquisita dal mercato &#8212; alla sostenibilit&#224; finanziaria delle strutture che la sostengono. Il discorso di Warsh di oggi pomeriggio non risolver&#224; da solo nessuno di questi nodi, ma la stampa finanziaria americana lo inquadra ormai esplicitamente come un bivio: scegliere una parte nella battaglia tra Tesoro e Fed sul mercato obbligazionario, con conseguenze dirette sulla direzione dei mercati per l&#8217;intero mese di settembre.</p><p><strong>TECNICALITA&#8217;</strong></p><p>La sessione di ieri ha messo alla prova esattamente questi temi: forza overnight dopo la trimestrale Nvidia, un tentativo di rottura della balance multi-day con traverso completo del value della settimana precedente, ma vendite aggressive non appena il prezzo si &#232; avvicinato al tetto della fascia, con chiusura ufficiale a <strong>7.730</strong> &#8212; dentro il value area, non sopra.</p><p><strong>Livelli chiave per la giornata odierna (ES):</strong></p><p>Il livello chiave asta di oggi &#232; <strong>7.746 (ES)</strong>, il massimo dell&#8217;area di valore della settimana scorsa.</p><ul><li><p>Sopra 7.746 (ES) &#8594; 7.766 (ES), poi 7.779 (ES), infine 7.794 (ES) come obiettivo finale</p></li><li><p>Sotto 7.746 (ES) &#8594; 7.724 (ES), poi 7.705 (ES), infine 7.683 (ES) come obiettivo finale</p></li><li><p>Riferimenti VIX di conferma: sopra 7.794 (ES) con VIX sotto 13,84 conferma forza; sotto 7.683 (ES) con VIX sopra 15,92 conferma debolezza</p></li></ul><p><strong>Cosa significa:</strong> la giornata si gioca tutta attorno a un livello, non a un intervallo ampio come nelle sedute precedenti. L&#8217;auction sta tentando di trasformare la balance di questi giorni in un vero movimento direzionale, e il compito di oggi &#232; osservare se quel tentativo trova continuit&#224; o si esaurisce di nuovo contro lo stesso tetto gi&#224; respinto ieri.</p><p>Mossa attesa per la scadenza odierna: circa <strong>&#177;41 punti</strong>, che sullo spot corrente (7.731) disegna un intervallo indicativo tra <strong>7.690 e 7.772 punti SPX</strong>.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> il range implicito racchiude comodamente sia il livello chiave asta di oggi sia il muro dealer principale &#8212; entrambi i riferimenti tecnici restano dentro il perimetro statistico normale della giornata, senza tensione tra i layer. Solo l&#8217;obiettivo finale dello scenario di forza cade leggermente oltre il bordo superiore, coerente con la sua natura di meta sotto pressione rialzista sostenuta, non di esito centrale atteso.</p><p>Tornando al tetto che ha retto. L&#8217;importanza del livello algoritmico di riferimento &#232; stata confermata dalla valida successione algoritmica di ieri.<strong> Il tetto (da rompere) si &#232; spostato a 773,03.</strong></p><div><hr></div><h3>SEZIONE PAID</h3><p><strong>Regime dealer</strong></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[BENE...PRUDENZA COMUNQUE: TERZO STALLO ALGORITMICO]]></title><description><![CDATA[SEZIONE FREE]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/beneprudenza-comunque-terzo-stallo</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/beneprudenza-comunque-terzo-stallo</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Thu, 27 Aug 2026 09:01:03 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2>SEZIONE FREE</h2><p><strong>Nvidia: trimestrale record, ma il mercato guarda oltre i numeri</strong></p><p>Nvidia ha battuto le attese su ogni linea rilevante: ricavi a 96,2 miliardi di dollari contro i 92,38 miliardi attesi, utile per azione rettificato a 2,22 dollari, margine lordo rettificato al 75%. Il segmento Data Center ha generato 89 miliardi contro gli 85,86 attesi, con il comparto hyperscale a 48,71 miliardi (stima 43,55) e quello cloud AI/industriale/enterprise a 40,31 miliardi; i ricavi dalla Cina si sono attestati a 7,88 miliardi. La guidance sul terzo trimestre si &#232; collocata a un punto medio di 108 miliardi di dollari, sopra i 105,15 miliardi attesi dal consenso, con Vera Rubin gi&#224; in piena produzione. Il CEO Huang ha sintetizzato il momento con una frase diventata immediatamente virale tra gli analisti &#8212; &#8220;adesso il compute &#232; ricavo&#8221; &#8212; a segnalare come la capacit&#224; computazionale stessa, pi&#249; che il singolo chip, sia diventata l&#8217;unit&#224; di conto del business.</p><p>Sotto la superficie dei numeri, tuttavia, emergono almeno quattro elementi che meritano lettura attenta. Primo: la guidance sul margine lordo per il terzo trimestre scende al 73,5-74,5%, contro il 75% appena registrato &#8212; una compressione modesta ma non trascurabile, che l&#8217;azienda attribuisce in parte ai costi di memoria, lo stesso filone seguito nell&#8217;editoriale dedicato al caso DRAM. Secondo: gli impegni con i fornitori sono saliti a 279 miliardi di dollari dai 119 miliardi del trimestre precedente, un incremento riconducibile principalmente proprio all&#8217;approvvigionamento di memoria &#8212; la controparte diretta, sul lato della domanda, della dinamica di prezzo documentata altrove. Terzo: la concentrazione della base clienti resta elevata, con un singolo cliente diretto che ha rappresentato il 16% dei ricavi nel trimestre e tre clienti diretti che insieme spiegano il 44% dei ricavi del primo semestre. Quarto: l&#8217;accordo Ports-Pike, che potrebbe valere tra 150 e 200 miliardi di dollari di ricavo con obblighi di garanzia limitati a 105 miliardi, prevede la riassegnazione di contratti di leasing sui data center a soggetti terzi con durata di circa 15 anni &#8212; una struttura di finanziamento sofisticata che sposta parte del rischio infrastrutturale fuori dal bilancio diretto di Nvidia. Da segnalare infine, quasi in controtendenza rispetto all&#8217;entusiasmo dei numeri, una nota FXStreet secondo cui Nvidia starebbe concedendo termini di pagamento a 60 giorni ad alcuni clienti &#8212; un dettaglio che, se confermato su scala, equivarrebbe a un finanziamento diretto della propria domanda, un tema strutturale che avvicina ulteriormente Nvidia alla dinamica di leva finanziaria osservata in tutto il comparto AI capex.</p><p>Il titolo aveva perso l&#8217;1,6% nella seduta precedente ai risultati, e il mercato delle opzioni prezzava un movimento del 5,4% in entrambe le direzioni&#8230;attualmente sforato al rialzo nel premarket; storicamente, Nvidia ha ceduto terreno il giorno successivo a ciascuna delle ultime quattro trimestrali, un pattern che gli analisti spiegano con il fatto che l&#8217;asticella delle attese, ormai, si &#232; spostata dal semplice superamento delle stime alla sostenibilit&#224; pluriennale della crescita. Il pre-market di stamattina appunto sembra per ora smentire quel pattern storico.</p><p><strong>SWOT sintetico &#8212; Nvidia Q2 FY2027</strong></p><p><em>Punti di forza:</em> beat netto su ricavi, EPS e margine lordo, con Data Center e segmento hyperscale entrambi sopra le attese in modo sostanziale; guidance Q3 superiore al consenso di oltre 2,8 miliardi di dollari al punto medio; Vera Rubin gi&#224; in piena produzione, segnale di esecuzione solida sulla roadmap prodotto; potere di determinazione dei prezzi confermato, con compressione di margine contenuta nonostante l&#8217;aumento dei costi di input.</p><p><em>Punti di debolezza:</em> concentrazione clienti elevata &#8212; 16% dei ricavi da un solo cliente, 44% del primo semestre da soli tre clienti, un rischio di controparte non banale in caso di rallentamento della spesa capex di uno di essi; onere da 400 milioni di dollari nel primo semestre per eccesso di inventario H200, segnale di un possibile disallineamento tra pianificazione della produzione e domanda effettiva sui prodotti di generazione precedente; vincoli di fornitura dichiarati su Blackwell e Rubin, che potrebbero limitare la capacit&#224; di soddisfare pienamente la domanda nel breve termine.</p><p><em>Opportunit&#224;:</em> l&#8217;accordo Ports-Pike apre un canale di monetizzazione dell&#8217;infrastruttura potenzialmente da 150-200 miliardi di dollari, con esposizione di garanzia contenuta rispetto al potenziale; il riposizionamento verso il &#8220;compute as revenue&#8221; suggerito da Huang apre la porta a modelli di ricavo ricorrente pi&#249; che a vendita di hardware una tantum; la domanda dal segmento sovrano e dagli hyperscaler resta, secondo la guidance, ben al di sopra della capacit&#224; produttiva attuale.</p><p><em>Minacce:</em> il costo della memoria, aggravato dalla vicenda antitrust seguita separatamente, rappresenta un rischio strutturale sui margini pi&#249; che un fattore temporaneo; le condizioni di pagamento a 60 giorni riportate da FXStreet, se confermate su scala rilevante, introducono un elemento di finanziamento diretto della domanda che replica dinamiche gi&#224; viste altrove nel ciclo AI capex e che il mercato potrebbe iniziare a scontare come rischio di qualit&#224; degli utili; la reazione storica del titolo il giorno successivo alle trimestrali, unita a un&#8217;asticella di aspettative che si sposta dal beat trimestrale alla sostenibilit&#224; 2027-2028, lascia un margine di errore ridotto per le prossime guidance.</p><p><strong>PCE, GDP e Jackson Hole: la Fed torna sotto pressione hawkish</strong></p><p>Il dato PCE di luglio ha sorpreso al rialzo, con l&#8217;indice headline al 3,7% anno su anno contro il 3,6% atteso, e il PCE core al 3,3% &#8212; entrambi ben sopra l&#8217;obiettivo Fed del 2%. Il PIL del secondo trimestre &#232; stato confermato all&#8217;1,5% nella seconda stima, con dettagli sottostanti che indicano una spesa per consumi e investimenti delle imprese superiori a quanto inizialmente rilevato. La reazione di mercato &#232; stata immediata: i mercati monetari prezzano ora pienamente un rialzo dei tassi entro dicembre, un ribaltamento significativo rispetto alla narrativa dominante nelle scorse settimane, che ipotizzava piuttosto un taglio.</p><p>Vale la pena scomporre il dato headline, perch&#233; la lettura superficiale rischia di essere fuorviante. Una parte del PCE core &#8212; secondo alcune stime circa 0,4-0,5 punti percentuali &#8212; sarebbe riconducibile a componenti imputate legate al rally azionario e alla corsa agli investimenti AI (assicurazioni finanziarie, gestione patrimoniale) pi&#249; che a prezzi effettivamente pagati dalle famiglie, mentre sull&#8217;headline al 3,7% un&#8217;altra quota, attorno a 0,8 punti, riflette il rincaro energetico legato allo shock di Hormuz seguito da settimane. La misura trimmed mean &#8212; che esclude le componenti pi&#249; volatili in entrambe le code della distribuzione dei prezzi &#8212; si collocherebbe invece attorno al 2,2%, poco sopra l&#8217;obiettivo Fed: un dato coerente con la traiettoria discendente che questa misura ha mostrato nei mesi scorsi (attorno al 2,4% a inizio anno secondo i dati della Dallas Fed). <em>Il punto di interesse &#232; che Warsh ha in passato pubblicamente promosso l&#8217;uso di misure trimmed mean al posto del PCE core tradizionale, definendo l&#8217;inflazione &#8220;piuttosto favorevole&#8221; se letta con quel filtro &#8212; salvo poi prendere le distanze dalla versione specifica della Dallas Fed a favore di &#8220;nuove misure&#8221; non ancora precisate, il che rende meno lineare, ma non meno rilevante, la questione di quale metrica orienter&#224; davvero il suo discorso di domani. </em>Non tutti condividono questa lettura pi&#249; accomodante: alla riunione di luglio tre presidenti regionali &#8212; Hammack, Kashkari e Logan &#8212; hanno dissentito a favore di un rialzo, la spaccatura pi&#249; marcata dal 2016, e la stessa Hammack ha dichiarato di vedere pressione inflazionistica proveniente anche dal lato della domanda, con un allargamento &#8212; non un restringimento &#8212; delle pressioni sui prezzi riportato dai contatti di business del suo distretto. Il discorso di Warsh, atteso domani mattina, arriva quindi in un momento di reale tensione interna al FOMC sulla lettura dello stesso set di dati: il mercato dei cambi ha gi&#224; spinto il dollaro vicino a quota 99 sul DXY in attesa dell&#8217;intervento, mentre l&#8217;oro ha ceduto terreno dai massimi di tre mesi tornando verso i 4.600 dollari.</p><p><strong>Hormuz: l&#8217;accordo sui proventi non chiude la partita, e il vero calmiere resta la Cina</strong></p><p>Iran e Oman hanno raggiunto un&#8217;intesa sulla ripartizione dei proventi legati al transito nello Stretto di Hormuz, ma la situazione sul campo resta lontana da una normalizzazione. Il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione ha dichiarato esplicitamente che gli Stati Uniti starebbero ostacolando il processo negoziale tra Oman e Iran, causandone il rallentamento, e ha ribadito che lo stretto non riaprir&#224; se Washington non accetter&#224; le condizioni iraniane. Nella notte l&#8217;UKMTO ha inoltre segnalato che una petroliera &#232; stata colpita da un proiettile non identificato nello stretto &#8212; l&#8217;ennesimo episodio che complica la lettura di un allentamento reale della tensione. Trump, in un&#8217;intervista ad Al Jazeera, ha sostenuto che sia la guerra economica sia gli attacchi militari restano efficaci contro l&#8217;Iran, ribadendo che il blocco navale sta &#8220;funzionando&#8221; e che &#8220;molto petrolio sta uscendo&#8221; dallo stretto, pur senza fissare una tempistica per la ripresa dei negoziati. Il primo ministro del Qatar si recher&#224; a Teheran gioved&#236; per discutere una de-escalation, aggiungendo un ulteriore canale diplomatico parallelo a quello omanita e pakistano gi&#224; in corso.</p><p>Vale per&#242; la pena correggere una semplificazione che rischia di essersi insinuata nei numeri di questa settimana: il calo del Brent, sceso attorno agli 86 dollari, viene letto dal mercato principalmente come effetto della distensione diplomatica su Hormuz, ma il fattore strutturale che da mesi tiene i prezzi lontani da scenari molto pi&#249; estremi resta la domanda cinese, non la diplomazia. Le importazioni di greggio della Cina sono crollate da un picco pre-conflitto di 12-13 milioni di barili al giorno a un minimo decennale di 7,12 milioni a giugno, un calo del 41,3% anno su anno, per poi risalire solo moderatamente a circa 8,4 milioni a luglio &#8212; comunque ancora il 24% sotto i livelli dello scorso anno. Secondo stime di JPMorgan, il taglio cinese spiega da solo circa il 74% dell&#8217;intero calo delle importazioni globali di greggio, una quota sproporzionata dell&#8217;aggiustamento che ha permesso ai prezzi di restare relativamente contenuti nonostante la peggiore interruzione di fornitura nella storia recente dei mercati petroliferi. Pechino sta attingendo a uno stock strategico stimato in almeno 1,2 miliardi di barili accumulato nei due anni precedenti al conflitto, e starebbe sostituendo parte del greggio iraniano bloccato dal blocco navale americano con maggiori forniture russe. La lettura corretta, quindi, &#232; che la Cina stia funzionando da assorbitore d&#8217;urto strutturale per l&#8217;intero mercato asiatico &#8212; una funzione che nessun accordo diplomatico su Hormuz pu&#242; replicare nel breve periodo, e che rende la traiettoria dei prezzi molto pi&#249; dipendente dalle decisioni di riacquisto dei raffinatori cinesi nei prossimi mesi che dagli sviluppi negoziali in s&#233;. Le stime di settore indicano un recupero delle importazioni cinesi verso 9,9 milioni di barili al giorno nel quarto trimestre, ancora ben al di sotto dei picchi di 12-13 milioni dello scorso anno: un elemento da monitorare per capire se il calo del Brent di questi giorni rifletta un miglioramento reale del quadro geopolitico o, pi&#249; semplicemente, la prosecuzione di questa dinamica di domanda repressa lato cinese.</p><p>Un fronte che merita attenzione crescente &#232; quello ucraino: secondo fonti citate da pi&#249; agenzie, Putin starebbe pianificando un&#8217;intensificazione degli attacchi contro Kiev, inclusi il centro citt&#224; e le infrastrutture in altre citt&#224; ucraine, avendo concluso che i negoziati verso un accordo di pace abbiano raggiunto un punto morto. Non risulta che la pressione economica delle sanzioni o gli attacchi ucraini alle raffinerie russe abbiano finora inciso sulla postura negoziale di Mosca.</p><p><strong>Meta, Anthropic-Nscale e i nuovi accordi infrastrutturali AI</strong></p><p>Meta ha raggiunto un accordo per chiudere le cause relative ai danni arrecati ai minori dalle proprie piattaforme, con un pagamento di 2,2 miliardi di dollari alla California nell&#8217;ambito di un accordo complessivo da 16,7 miliardi con pi&#249; stati; l&#8217;azienda prevede un onere legale di circa 10 miliardi nel terzo trimestre. Sul fronte infrastrutturale AI, Nscale investir&#224; 71 miliardi di dollari per sviluppare un sito data center in West Virginia alimentato da energia locale, mentre Anthropic si &#232; impegnata a versare 45 miliardi di dollari per affittarne la capacit&#224; di calcolo &#8212; un accordo che si inserisce nel filone pi&#249; ampio, gi&#224; toccato nell&#8217;editoriale sul caso DRAM, sul crescente ricorso a strutture di finanziamento complesse per sostenere la costruzione di capacit&#224; computazionale. Salesforce ha battuto le attese trimestrali e annunciato ClaudeForce, una partnership con Anthropic, mentre JPMorgan starebbe valutando internamente il lancio di una propria stablecoin &#8212; un ulteriore tassello nel filone che lega settore bancario tradizionale e infrastruttura digitale del dollaro.</p><p><strong>Il punto (macro)</strong></p><p>La combinazione di una trimestrale Nvidia solida ma non abbastanza da azzerare lo scetticismo sulla sostenibilit&#224; di lungo periodo, un dato PCE che riporta la Fed su un sentiero potenzialmente restrittivo &#8212; pur con una composizione interna pi&#249; ambigua di quanto il titolo suggerisca &#8212; e un discorso di Jackson Hole atteso domani in un FOMC visibilmente diviso, compone il blocco di eventi pi&#249; denso della settimana. Il filo che lega questi elementi apparentemente distinti &#232; lo stesso seguito da giorni: la sostenibilit&#224; finanziaria del ciclo di investimenti AI &#8212; tra costi di memoria in aumento, strutture di finanziamento off-balance-sheet come Ports-Pike, e ora possibili condizioni di pagamento estese ai clienti &#8212; si intreccia sempre pi&#249; strettamente con la sostenibilit&#224; del debito pubblico e con la credibilit&#224; della politica monetaria americana. Sul fronte energetico, vale la stessa cautela metodologica: il calo del Brent di questi giorni deve essere letto principalmente attraverso la lente della domanda cinese repressa, non come conferma di una vera distensione diplomatica su Hormuz, che i fatti sul terreno continuano a smentire.</p><div><hr></div><p><strong>La sessione di ieri e il pre-market di oggi/ terzo stallo algoritmico</strong></p><p>SPX ha chiuso ieri a 7.675,70, sostanzialmente invariato rispetto al livello di apertura, coerente con una giornata di attesa dentro la balance che si &#232; poi allargata a 5 sedute. L&#8217;auction ha mostrato un pattern di assorbimento solido: due giorni consecutivi (marted&#236;-mercoled&#236;) di minimi in eccesso proprio nella zona dove luned&#236; erano stati assorbiti i venditori aggressivi, seguiti da una chiusura esattamente sul VPOC settimanale in sviluppo e da una rottura al rialzo in after-hours dopo la pubblicazione dei risultati Nvidia.</p><p>Il pre-market di stamattina conferma e amplifica quel tono: i future hanno guadagnato terreno in modo costante, portando lo spot fino a <strong>7.706 mentre scrivo</strong> &#8212; sopra il livello chiave asta della giornata gi&#224; in queste prime ore, in un contesto in cui il mercato pare per ora privilegiare la lettura &#8220;Nvidia ha retto&#8221; rispetto alla ricalibrazione hawkish innescata dal PCE.</p><p><strong>Livelli chiave per la giornata odierna (ES):</strong></p><p>Il livello chiave asta di oggi &#232; <strong>7.705</strong> (massimo di ieri) &#8212; livello che il pre-market ha gi&#224; raggiunto e leggermente superato.</p><ul><li><p>Sopra 7.705 &#8594; 7.720 (gap ribassista non colmato) &#8594; 7.746 (VAH settimana scorsa, obiettivo finale)</p></li><li><p>Sotto 7.705 &#8594; 7.683 (DT1, VAL settimana scorsa) &#8594; 7.659 (DT2) &#8594; 7.637 (FDT, obiettivo finale)</p></li><li><p>Riferimenti VIX di conferma: sopra 7.746 con VIX sotto 14,52 conferma forza; sotto 7.637 con VIX sopra 15,92 conferma debolezza</p></li><li><p>Riferimento aggiuntivo su NQ: area 29.375, con target rialzisti a 29.490 e 29.635</p></li></ul><p>Mossa attesa per la scadenza odierna: circa &#177;50 punti &#8212; la pi&#249; ampia della settimana &#8212; che sullo strike di riferimento 7.660 disegna un intervallo indicativo tra 7.656 e 7.756 punti SPX, aggiornato sul nuovo livello di spot.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> con il pre-market che ha gi&#224; portato il prezzo sopra il livello chiave 7.705, il primo vero test della giornata diventa la tenuta sopra quella soglia in apertura cash &#8212; se confermata, la strada verso 7.720 e il gap ribassista non colmato si apre con maggiore concretezza.</p><p>Tutto dunque coincide con il livello chiave algoritmico riportato nelle settimane scorse.</p><blockquote><p>La situazione &#232; dunque prossima alla verifica, nei tempi indicati, del delicato stallo  che<strong>, da due giorni non &#232; pi&#249; duplice, </strong><em><strong>ma triplice</strong></em><strong>. Non si stanno infatti producendo successioni algoritmiche valide ancora ed ancora e questo ha generato una altra situazione di tensione.</strong></p><p>Il fallimento nel riagguantare con una chiusura la soglia di 772,67 SPY apre le porte ad un potenziale<strong> bottom algoritmico pi&#249; complesso e protratto nel corso del tempo</strong>, considerando che nessuno dei tre stalli si &#232; risolto attualmente.</p><p><em>Attualmente non sono in grado di calcolare i parametri del terzo stallo algoritmico, non essendosi prodotta ancora una successione algoritmica valida.</em></p></blockquote><div><hr></div><h2>SEZIONE PAID</h2><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[IN ATTESA DI STASERA CONTINUANO AD ACCADERE COSE...]]></title><description><![CDATA[SEZIONE FREE]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/in-attesa-di-stasera-continuano-ad</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/in-attesa-di-stasera-continuano-ad</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Wed, 26 Aug 2026 09:51:40 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2>SEZIONE FREE</h2><p><strong>Petrolio in caduta, Nvidia interrompe la striscia negativa: il tono cambia alla vigilia dei due catalizzatori</strong></p><p>La giornata di ieri ha segnato un&#8217;inversione piuttosto netta rispetto al tono delle ultime sedute: il petrolio ha ceduto per tre giorni consecutivi, perdendo l&#8217;8,6% nella settimana e scivolando sotto gli 87 dollari al barile per il Brent, sulla scia di sviluppi diplomatici a Hormuz/Russia che hanno colto il mercato di sorpresa. Wall Street ha reagito positivamente, con Nvidia che ha interrotto la sua striscia di sette sedute consecutive in ribasso proprio alla vigilia della trimestrale di questa sera, mentre i rendimenti sono scesi con decisione &#8212; il decennale ha perso 7 punti base &#8212; sulla scia dell&#8217;allentamento delle pressioni inflazionistiche legate all&#8217;energia.</p><p><strong>Hormuz: la diplomazia procede, ma Teheran smentisce la svolta</strong></p><p>Il fatto pi&#249; rilevante della giornata riguarda proprio il fronte che ieri sembrava il pi&#249; inasprito, ma con una cautela che la lettura di stamattina rischiava di sottostimare. I ministri degli esteri di Oman e Iran hanno discusso a Teheran una cornice provvisoria per la riapertura dello Stretto di Hormuz, che prevede l&#8217;istituzione di una corsia di navigazione temporanea e un progetto congiunto di bonifica dalle mine residue; entrambe le parti puntano a un accordo permanente entro 60 giorni, secondo l&#8217;agenzia Tasnim, mentre il vice ministro degli esteri iraniano Gharibabadi ha posto come condizione che Washington &#8220;corregga i propri errori&#8221; e torni agli impegni previsti dal memorandum d&#8217;intesa. Va per&#242; segnalato, per correttezza rispetto all&#8217;ottimismo di mercato di ieri, che secondo Al Jazeera l&#8217;Iran ha esplicitamente dichiarato che lo stretto resta chiuso nonostante l&#8217;accordo sulla rotta con l&#8217;Oman, e il Wall Street Journal riporta un nuovo attacco a una petroliera nello stretto, con Teheran che promette rappresaglie per quella che definisce un&#8217;offensiva economica americana. La lettura corretta, quindi, non &#232; quella di una riapertura in corso, ma di un negoziato tecnico su un corridoio temporaneo che procede in parallelo &#8212; e non in sostituzione &#8212; a un conflitto che resta pienamente attivo sul piano militare.</p><p>Il generale pakistano Munir avrebbe nel frattempo portato a Teheran, secondo fonti Al Arabiya, un&#8217;offerta americana per sospendere l&#8217;assedio navale e alleggerire le sanzioni proprio nell&#8217;ambito di quel memorandum &#8212; un&#8217;iniziativa che stride con la dichiarazione di un funzionario della Casa Bianca a Al Jazeera secondo cui &#8220;nessun negoziato &#232; in corso o programmato con l&#8217;Iran&#8221;. Axios riporta peraltro che il Segretario di Stato Rubio avrebbe comunicato agli alleati un cambio di approccio dell&#8217;amministrazione, da un&#8217;enfasi sugli attacchi militari diretti verso una strategia centrata sulle sanzioni &#8212; una lettura che aiuta a spiegare perch&#233; Washington continui a negare negoziati diretti pur lasciando spazio alla mediazione pakistana e omanita: il canale scelto &#232; quello della pressione economica, non quello negoziale diretto. Circola inoltre un&#8217;indiscrezione &#8212; attribuita a fonti militari pakistane e iraniane citate dalla russa RIA Novosti, quindi da trattare con la massima cautela in quanto non confermata da alcuna fonte primaria occidentale o iraniana ufficiale &#8212; secondo cui un cessate il fuoco tra Washington e Teheran sarebbe gi&#224; stato raggiunto. Alla luce del nuovo attacco riportato dal WSJ, questa indiscrezione appare oggi ancora meno solida di ieri, e la manteniamo come mera voce da verificare. Un dato che d&#224; la misura della posta in gioco sul piano energetico: secondo Reuters, a sei mesi dall&#8217;inizio del conflitto quasi la met&#224; dei flussi petroliferi globali transita ormai per zone di guerra.</p><p>Sul fronte di Operation Economic Outcast, la reazione internazionale si sta polarizzando come prevedibile, con un dettaglio che il Wall Street Journal rende esplicito: Washington starebbe deliberatamente evitando di colpire la Cina, descritta come la principale ancora di salvataggio economica dell&#8217;Iran, nonostante la retorica aggressiva della campagna. Pechino, dal canto suo, non si limita pi&#249; alla difesa passiva della propria cooperazione con Teheran: secondo il Financial Times avrebbe avvertito Washington di essere pronta a misure di ritorsione in caso di ulteriore inasprimento sanzionatorio, mentre Bloomberg conferma che la Cina difende pubblicamente la cooperazione con l&#8217;Iran mettendo in guardia contro ogni tentativo di comprometterla. Il cancelliere britannico, all&#8217;opposto, ha espresso sostegno esplicito alla campagna americana &#8212; una polarizzazione che conferma la lettura, gi&#224; proposta nell&#8217;editoriale di ieri, secondo cui l&#8217;efficacia di Operation Economic Outcast dipender&#224; dalla tenuta di una coalizione internazionale pi&#249; che dall&#8217;annuncio in s&#233;, e che ora si arricchisce di un elemento ulteriore: la scelta calcolata di Washington di non forzare lo scontro diretto con Pechino, pur mantenendo la retorica dello &#8220;zero leakage&#8221;.</p><p><strong>Canada: la rappresaglia diventa formale</strong></p><p>Il premier Carney ha risposto colpo su colpo alle nuove tariffe americane annunciate luned&#236;, introducendo dazi tra il 15% e il 50% su circa 20 miliardi di dollari di prodotti statunitensi &#8212; con l&#8217;acciaio raddoppiato al 50% dal precedente 25%, e nuove tariffe su macchinari agricoli, mobili, carta e cellulosa. Il governo canadese ha contestualmente annunciato un pacchetto di sostegno da 7,5 miliardi di dollari canadesi per imprese e lavoratori colpiti dall&#8217;escalation. La ministra delle finanze Champagne ha definito le contro-tariffe &#8220;strategiche e proporzionate&#8221;, mentre la ministra degli esteri Joly ha precisato che le misure sono calibrate per colpire stati specifici e aumentare la pressione politica interna sull&#8217;amministrazione Trump &#8212; un dettaglio che segnala una strategia di rappresaglia pi&#249; chirurgica che generalizzata. Washington starebbe a sua volta valutando ulteriori misure commerciali di ritorsione, il che mantiene lo scontro come rischio vivo per i mercati nordamericani anche nelle prossime settimane.</p><p><strong>Dati macro USA: segnali contrastanti alla vigilia del PCE</strong></p><p>Il quadro macro di ieri offre pi&#249; ombre che luci, in attesa del dato sul PCE di oggi pomeriggio, l&#8217;indicatore di inflazione preferito dalla Fed. La fiducia dei consumatori Conference Board &#232; scesa a 89,4 punti da 90,2 attesi, il livello pi&#249; basso dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, con un deterioramento diffuso sia sulle condizioni di business percepite sia sulle prospettive occupazionali. Le vendite di nuove case hanno deluso in modo netto, con un calo del 10,5% mese su mese contro l&#8217;1,4% atteso &#8212; un dato che, insieme ai tassi ipotecari ancora elevati, continua a pesare sul comparto immobiliare residenziale. In controtendenza, l&#8217;indice Case-Shiller sui prezzi delle abitazioni nelle 20 principali citt&#224; ha sorpreso al rialzo, salendo del 2,1% anno su anno contro l&#8217;1,8% stimato. Sul fronte della Fed, la presidente della Fed di Boston Susan Collins ha tenuto un intervento dai toni relativamente falchi, definendo la politica attuale &#8220;moderatamente restrittiva&#8221; mentre continua a segnalare preoccupazione per un&#8217;inflazione ancora troppo elevata, pur giudicando la disinflazione come lo scenario pi&#249; probabile grazie ai progressi sulla riapertura di Hormuz. Pi&#249; diretto l&#8217;intervento del presidente della Fed di Richmond Barkin, che ha osservato come, qualora il debito pubblico continuasse a salire, gli investitori a un certo punto smetterebbero semplicemente di comprarlo &#8212; un monito che si inserisce coerentemente nel filone sulla sostenibilit&#224; fiscale seguito da settimane. Da segnalare, infine, che i Democratici al Congresso hanno esplicitamente sollecitato il presidente della Fed Warsh a mantenere il consueto calendario di otto riunioni annuali del FOMC, un appello che lascia intendere pressioni &#8212; o almeno preoccupazioni &#8212; su una possibile riduzione della cadenza delle riunioni.</p><p><strong>Buyback in azione: i primi numeri concreti</strong></p><p>Il programma di riacquisto dei Treasury ha prodotto i suoi primi dati operativi verificabili: il Tesoro ha ricevuto offerte per 8,402 miliardi di dollari nell&#8217;operazione di buyback mirata alle scadenze 2031-2033, accettandone solo 1,19 miliardi su 10 delle 25 emissioni idonee &#8212; un tasso di accettazione contenuto che conferma la natura ancora sperimentale e selettiva dell&#8217;operazione rispetto alla portata degli annunci. Il Tesoro ha inoltre comunicato un aumento delle dimensioni delle aste sul tratto lungo della curva nominale, mentre l&#8217;asta del biennale di ieri ha mostrato una domanda leggermente pi&#249; debole del solito, con un bid-to-cover di 2,60 contro il 2,66 precedente e un rendimento di aggiudicazione al 4,204%. Bloomberg descrive il conseguente movimento sui Treasury a lunga scadenza come uno short squeeze che conferma il cosiddetto &#8220;Bessent put&#8221; &#8212; la scommessa di mercato secondo cui il Tesoro interverr&#224; comunque per contenere i rendimenti ogni volta che si avvicinano a soglie considerate politicamente insostenibili. Vedremo.</p><p><strong>Il fronte russo-ucraino: la visita di Ratcliffe a Mosca come banco di prova</strong></p><p>Il fatto pi&#249; rilevante su questo fronte merita pi&#249; spazio di quanto gli fosse stato dato ieri, perch&#233; tocca direttamente i meccanismi con cui i mercati dovranno prezzare il rischio geopolitico residuo nei prossimi mesi. Il direttore della CIA Ratcliffe &#232; atterrato marted&#236; a Mosca-Vnukovo a bordo di un C-17 dell&#8217;Aeronautica americana, dopo uno scalo tecnico a Riga il 23 agosto &#8212; la prima visita di un capo della CIA in Russia dal novembre 2021, quando l&#8217;allora direttore Burns incontr&#242; Patrushev poche settimane prima dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, un parallelo storico che i mercati faranno bene a tenere presente senza per&#242; trarne conclusioni meccaniche. Il canale Ratcliffe-Naryshkin, capo dell&#8217;intelligence estera russa, non nasce da questa visita: risale a marzo, con un contatto telefonico dichiaratamente orientato a &#8220;ridurre la confrontazione&#8221; tra le due potenze. Il Cremlino ha inizialmente negato di essere a conoscenza del volo, salvo la conferma arrivata a notizia ormai diffusa. Una fonte anonima citata dal Kyiv Independent riferisce che Washington avrebbe chiesto a Kiev di sospendere gli attacchi su Mosca e San Pietroburgo per la durata della permanenza della delegazione americana &#8212; un dettaglio ancora a fonte singola, ma coerente con la lettura secondo cui ogni round diplomatico di questo tipo produce, di fatto, una tregua gratuita per le infrastrutture energetiche e logistiche russe, il cui costo ricade principalmente su Kiev.</p><p>Vale la pena spiegare perch&#233; questo tipo di diplomazia sul canale intelligence &#8212; anzich&#233; su quello politico &#8212; meriti attenzione analitica specifica: un canale di intelligence permette a entrambe le parti di scambiarsi valutazioni sulla reale sostenibilit&#224; dell&#8217;avversario senza impegni formali n&#233; una mappa negoziale sul tavolo, il che lo rende il terreno naturale per una strategia di logoramento temporale piuttosto che per un accordo sostanziale. Il nodo di fondo che Washington sta cercando di verificare &#8212; quanto possa reggere fiscalmente, socialmente e militarmente la Russia &#8212; resta una questione di intelligence assessment pi&#249; che diplomatica, e la variabilit&#224; delle stime in circolazione resta ampia. Alcuni osservatori sottolineano peraltro come ogni fase di sospensione degli attacchi ucraini funzioni strutturalmente come una finestra di riarmo per Mosca &#8212; ricostituzione delle scorte di difesa aerea, protezione delle raffinerie, riattivazione di opzioni escalatorie in vista dell&#8217;inverno &#8212; pi&#249; che come un reale passo verso la pace.</p><p>Per i mercati, il punto operativo da monitorare nelle prossime settimane &#232; duplice: primo, quanto durer&#224; la sospensione degli attacchi ucraini in profondit&#224; dopo la partenza della delegazione americana &#8212; una ripresa immediata segnalerebbe che l&#8217;incontro non ha prodotto nulla di sostanziale, mentre una pausa prolungata indicherebbe che Washington ha ottenuto concessioni da Kiev, verosimilmente in cambio di forniture di sistemi Patriot per l&#8217;inverno o sotto la minaccia di un ritiro del supporto ISR americano indispensabile al targeting dei droni ucraini; secondo, se il Congresso dovesse sospendere nuove sanzioni russe per la durata di questo &#8220;processo diplomatico&#8221;, sarebbe il segnale pi&#249; chiaro che la strategia di logoramento temporale russa sta funzionando. Non se ne traggono conclusioni operative immediate per i mercati, ma la concomitanza con l&#8217;escalation sanzionatoria su Teheran &#8212; un&#8217;amministrazione che gestisce contemporaneamente due fronti di pressione economica su scala geopolitica &#8212; merita di restare nel radar nei prossimi numeri.</p><p><strong>Nvidia questa sera: il mercato si prepara al catalizzatore della settimana</strong></p><p>Con il calo del petrolio ad allentare la pressione sui rendimenti, l&#8217;attenzione di oggi si concentra quasi interamente sulla trimestrale di Nvidia, attesa per le 22:20 ora italiana. Il comparto dei semiconduttori ha guidato il recupero asiatico di stamattina, con Samsung e SK Hynix in rialzo di quasi il 3% ciascuno e il Kospi coreano in progresso fino al 2%, confermandosi tra i migliori indici principali dell&#8217;anno. Il mercato si aspetta un nuovo superamento delle stime, ma dopo la serie di sette sedute negative della scorsa settimana l&#8217;asticella per una reazione positiva del titolo resta comunque elevata.</p><p><strong>Oro, bitcoin e BCE: la settimana resta a due velocit&#224;</strong></p><p>L&#8217;oro ha ceduto lo 0,4% scendendo a 4.640 dollari l&#8217;oncia, interrompendo quattro sedute consecutive di rialzo, mentre il bitcoin oscilla poco sopra i 79.000 dollari dopo aver sfiorato brevemente quota 80.000. Sul fronte europeo, la BCE mantiene un tono diviso: mentre alcune fonti giornalistiche indicano un rialzo dei tassi ormai atteso per settembre, il membro del board Schnabel ha tenuto toni marcatamente falchi, segnalando che l&#8217;inflazione rester&#224; probabilmente sopra il 2% per un periodo prolungato e che la situazione del gas naturale &#232; &#8220;particolarmente preoccupante&#8221; &#8212; un&#8217;osservazione che merita attenzione alla luce della dipendenza energetica europea pi&#249; volte discussa in questi numeri.</p><p><strong>Due segnali dal fronte tecnologico</strong></p><p>Vale la pena segnalare due sviluppi minori ma indicativi. DeepSeek avrebbe raggiunto ricavi per circa 70 milioni di dollari a luglio, una decuplicazione rispetto all&#8217;intero anno fiscale 2025, secondo The Information &#8212; un dato che, se confermato, indicherebbe un&#8217;accelerazione commerciale significativa per il principale concorrente cinese nel mercato dei modelli linguistici. Sul fronte opposto, il responsabile dei data center di OpenAI avrebbe lasciato l&#8217;azienda secondo il Wall Street Journal, un movimento dirigenziale che merita di essere monitorato proprio nella settimana in cui l&#8217;intera narrativa sul capex AI &#232; sotto esame.</p><p>Un terzo filone, pi&#249; strutturale, riguarda proprio il costo della memoria &#8212; e merita un approfondimento a s&#233;, che trovate di seguito.</p><div><hr></div><h3>Approfondimento: Il caso DRAM, quando la narrativa AI diventa alibi</h3><p><strong>La causa: cosa &#232; stato depositato e da chi</strong></p><p>I<strong>l 25 giugno 2026,</strong> diciassette querelanti &#8212; quattordici consumatori privati e tre piccole attivit&#224; di riparazione e assemblaggio PC &#8212; hanno depositato presso il Distretto Nord della California una class action contro Samsung Electronics, SK Hynix e Micron Technology, le tre societ&#224; che insieme controllano circa il 90% del mercato mondiale della memoria DRAM. Il caso, Garciaguirre v. Samsung Electronics, assegnato alla giudice Noel Wise, invoca la Sezione 1 dello Sherman Act e sostiene che le tre aziende abbiano coordinato un taglio della produzione di memoria convenzionale &#8212; DDR3 e DDR4 &#8212; usando il pivot dichiarato verso la memoria ad alta banda (HBM) destinata agli acceleratori AI come copertura per una restrizione artificiale dell&#8217;offerta sul segmento consumer. La causa quantifica il rincaro cumulato in circa il 697% nell&#8217;arco di quattro anni.</p><p>Le tre aziende, dal canto loro, sostengono che si tratti di una risposta razionale e indipendente a una domanda AI senza precedenti, non di un accordo illecito &#8212; ed &#232; precisamente questa la distinzione che la causa dovr&#224; dimostrare: tre aziende che guardano allo stesso mercato e arrivano alla stessa conclusione non costituisce di per s&#233; una cospirazione, come i tribunali hanno gi&#224; confermato in un caso quasi identico. <em>Una causa praticamente sovrapponibile, relativa al rincaro dei prezzi DRAM del 2016-2018, fu respinta sia in primo grado sia in appello</em>. Micron nega ogni addebito e ha dichiarato l&#8217;intenzione di difendersi in giudizio. &#200; quindi corretto trattare l&#8217;intera vicenda come un&#8217;accusa in fase di causa civile, non come un fatto giudizialmente accertato &#8212; un punto su cui la copertura mediatica del caso ha talvolta ecceduto in sicurezza.</p><p><strong>Il precedente che rende la coincidenza difficile da ignorare</strong></p><p>Ci&#242; che rende il caso attuale degno di attenzione anche al di l&#224; del suo esito giudiziale &#232; che non si tratta della prima volta. <em>Tra il 1998 e il 2002, un gran giur&#236; federale scopr&#236; un cartello reale sui prezzi della DRAM, avviato in risposta a denunce di produttori di computer &#8212; tra cui Dell e Compaq &#8212; sui prezzi artificialmente gonfiati della memoria.</em> Samsung patteggi&#242; pagando una multa penale di 300 milioni di dollari, all&#8217;epoca la seconda multa antitrust pi&#249; alta nella storia americana; SK Hynix (allora Hynix) pag&#242; 185 milioni; Infineon 160 milioni, terza multa pi&#249; alta di sempre al momento dell&#8217;accordo; Elpida 84 milioni. Diversi dirigenti, tra cui tre executive Samsung, scontarono pene detentive.</p><p>Micron, in questo caso, non pag&#242; nulla &#8212; perch&#233; fu la prima a rivolgersi al Dipartimento di Giustizia per denunciare gli altri partecipanti al cartello, ottenendo piena immunit&#224;. La vicenda ebbe per&#242; un risvolto meno edificante per l&#8217;azienda: nel dicembre 2003 il Dipartimento di Giustizia incrimin&#242; Alfred Censullo, responsabile vendite regionale di Micron per lo stato di New York, per ostruzione alla giustizia. Censullo aveva alterato e occultato documenti relativi ai prezzi praticati dai concorrenti, richiesti da un gran giur&#236; federale &#8212; evidenza che sarebbe stata centrale per l&#8217;inchiesta antitrust. Patteggi&#242; la colpevolezza, scontando sei mesi di detenzione domiciliare. &#200; un dettaglio che merita di essere ricordato con precisione: anche la societ&#224; che collabor&#242; con gli inquirenti aveva, al proprio interno, personale disposto a ostacolare l&#8217;indagine sui concorrenti.</p><p><strong>I numeri del 2026: cosa rende difficile la spiegazione &#8220;solo AI&#8221;</strong></p><p>Il dato pi&#249; difficile da conciliare con la narrativa ufficiale di scarsit&#224; guidata dalla domanda AI riguarda un prodotto specifico: la DDR4, tecnologia ormai matura, non utilizzata dagli acceleratori AI e per cui nessun produttore sta costruendo nuove linee. Il prezzo di un chip DDR4 dovrebbe, secondo la logica di un prodotto maturo, seguire una traiettoria discendente pressoch&#233; strutturale. Invece, tra aprile e la fine di luglio 2026 il prezzo di un chip DDR4 mainstream sarebbe salito da circa 16 dollari a oltre 42 dollari &#8212; un movimento che la sola narrativa dello spostamento di capacit&#224; verso l&#8217;HBM fatica a spiegare, dato che DDR4 e HBM non competono per la stessa capacit&#224; produttiva in modo diretto quanto la narrativa suggerisce.</p><p>Il caso pi&#249; citato a supporto della tesi dei querelanti riguarda Micron: nel dicembre 2025 l&#8217;azienda ha annunciato la chiusura di Crucial, il proprio marchio consumer attivo da quasi tre decenni, con cessazione delle spedizioni entro febbraio 2026 &#8212; proprio nel momento in cui, secondo i dati di bilancio successivi, il segmento consumer stava attraversando la fase pi&#249; redditizia della sua storia recente, con i prezzi della memoria retail in forte ascesa. Micron ha motivato la scelta con la necessit&#224; di riallocare capacit&#224; produttiva verso clienti enterprise strategici nel segmento AI. Nello stesso periodo, i ricavi trimestrali dell&#8217;azienda sono saliti in modo marcato, trainati in parte non trascurabile proprio dal segmento &#8220;mobile e client&#8221; &#8212; un dettaglio che rende la tempistica dell&#8217;uscita dal mercato retail quantomeno degna di approfondimento giudiziale, indipendentemente da come si vorr&#224; interpretarla.</p><p><strong>L&#8217;effetto a valle: dal chip al prodotto finito</strong></p><p>L&#8217;aumento dei costi della memoria si sta trasmettendo lungo l&#8217;intera catena del valore tecnologico. Apple ha alzato i prezzi su diversi modelli di Mac e iPad, citando esplicitamente il rincaro dei costi di RAM e storage come motivazione non pi&#249; assorbibile. Microsoft ha rialzato i prezzi delle console Xbox. Valve, che aveva promesso una macchina da gioco sotto i mille dollari, ha lanciato il prodotto a 1.049 dollari. Bloomberg ha riportato la scorsa settimana che alcuni tra i maggiori clienti di Nvidia sono stati informati di un rincaro superiore al 15% sui sistemi AI a partire dall&#8217;inizio del prossimo anno, con la causa esplicitamente indicata nei costi della memoria &#8212; un dettaglio che inverte, in un certo senso, la narrativa dominante degli ultimi tre anni: Nvidia, a lungo descritta come l&#8217;azienda che &#8220;divora&#8221; la memoria mondiale per alimentare i propri acceleratori, si trova ora a dover scaricare a valle il costo di quella stessa memoria sui propri clienti, proprio alla vigilia della trimestrale di questa sera.</p><p>Le stime di Jefferies indicano un ulteriore rialzo dei prezzi DRAM del 40-50% nel terzo trimestre e del 30-40% nel quarto, con la previsione che non ci sar&#224; un sollievo significativo prima del 2028 &#8212; una proiezione, va detto, non una certezza, ma che d&#224; la misura di quanto il mercato si aspetti che questa dinamica resti strutturale piuttosto che transitoria.</p><p><strong>Perch&#233; conta per un lettore macro, non solo per chi compra un PC</strong></p><p>Il caso DRAM merita un posto nel filone che seguiamo sul ciclo di finanziamento del capex AI per almeno tre ragioni distinte. La prima &#232; che si tratta di una fonte di inflazione dei beni durevoli &#8212; elettronica di consumo, automobili con componentistica elettronica, console &#8212; che rischia di essere sistematicamente sottostimata nelle letture ufficiali sull&#8217;inflazione se attribuita esclusivamente a &#8220;effetti AI&#8221; temporanei anzich&#233; a una possibile restrizione coordinata dell&#8217;offerta con orizzonte pluriennale. La seconda &#232; che tocca direttamente la sostenibilit&#224; dei margini lungo tutta la catena del valore AI: se il costo della memoria continua a salire come previsto da Jefferies, la pressione si scaricher&#224; inevitabilmente sui margini degli acceleratori AI stessi, con implicazioni dirette sulla narrativa di redditivit&#224; che sostiene le valutazioni del comparto. La terza, pi&#249; strutturale, &#232; che il precedente del 2002-2006 dimostra come questo particolare mercato &#8212; concentrato su tre soli attori globali, con barriere all&#8217;ingresso elevatissime &#8212; abbia gi&#224; una storia documentata di comportamento collusivo, pagato con multe che, per quanto ingenti in valore assoluto, si sono rivelate nell&#8217;ordine di grandezza di un costo di fare impresa piuttosto che un deterrente strutturale. Le stesse aziende che patteggiarono vent&#8217;anni fa, pagarono la multa, mantennero gli impianti, e oggi si ritrovano pi&#249; redditizie che mai &#8212; con un mercato ancora pi&#249; concentrato e una domanda strutturale, quella AI, che rende la giustificazione della scarsit&#224; molto pi&#249; difficile da smontare per un querelante rispetto al 2002.</p><p>Come per ogni causa civile in corso, la cautela editoriale resta d&#8217;obbligo: le allegazioni restano tali finch&#233; un giudice o una giuria non le confermano, e almeno un precedente quasi identico &#232; stato respinto. Ma la combinazione di un pattern comportamentale storico documentato, una tempistica difficile da liquidare come mera coincidenza, e un prodotto &#8212; la DDR4 &#8212; la cui traiettoria di prezzo sfida la logica di mercato maturo, rende questo un caso che merita di essere seguito con attenzione analitica, non archiviato semplicemente come l&#8217;ennesima causa consumeristica contro le Big Tech.</p><div><hr></div><p><strong>Il punto (macro)</strong></p><p>La giornata di ieri ha temperato, senza ribaltarla del tutto, la gerarchia dei rischi tracciata nei numeri precedenti: il calo del petrolio ha tolto pressione ai rendimenti e alle attese di inflazione, ma la lettura corretta non &#232; quella di un conflitto in via di risoluzione, bens&#236; di un negoziato tecnico su un corridoio di navigazione temporaneo che avanza in parallelo &#8212; non in sostituzione &#8212; a un confronto militare e sanzionatorio che resta pienamente attivo, come conferma il nuovo attacco a una petroliera riportato dal WSJ e la stessa dichiarazione iraniana secondo cui lo stretto resta chiuso. &#200; un sollievo di mercato, quindi, pi&#249; che una vera de-escalation, e arriva comunque nel momento pi&#249; opportuno possibile: a poche ore dalla trimestrale Nvidia e a pochi giorni dal discorso di Warsh a Jackson Hole. Se il dato PCE di oggi pomeriggio confermer&#224; la traiettoria disinflazionistica assunta da Collins, il mercato affronter&#224; i prossimi due catalizzatori con un impianto macro pi&#249; favorevole di quello con cui aveva chiuso la settimana scorsa &#8212; a condizione che il fronte energetico non smentisca nel frattempo l&#8217;ottimismo di ieri.</p><div><hr></div><h3>La giornata che entra: PCE e Nvidia nello stesso giorno</h3><p>Il mercato arriva a questo doppio appuntamento dopo quattro giorni di sostanziale equilibrio: una distribuzione ben definita si &#232; formata tra 7.659 e 7.720, un&#8217;area di balance che dura ormai da quattro sedute &#8212; l&#8217;auction &#232; in attesa di pi&#249; informazione prima di scegliere una direzione, e i due catalizzatori di oggi sono esplicitamente i candidati a fornirla.</p><p><strong>Livelli chiave per la giornata odierna (ES):</strong></p><p>Il livello chiave asta di oggi &#232; <strong>7.683</strong> (VAL della settimana scorsa, invariato da ieri).</p><ul><li><p>Sopra 7.683 &#8594; 7.705 (UT1) &#8594; 7.720 (UT2, gap ribassista non colmato) &#8594; 7.746 (FUT, obiettivo finale)</p></li><li><p>Sotto 7.683 &#8594; 7.659 (DT1) &#8594; 7.637 (FDT, gap rialzista non colmato, obiettivo finale)</p></li><li><p>Riferimenti VIX di conferma: sopra 7.746 con VIX sotto 14,72 conferma forza; sotto 7.637 con VIX sopra 16,18 conferma debolezza</p></li></ul><p>Mossa attesa per la scadenza odierna: circa &#177;40 punti &#8212; la pi&#249; ampia osservata questa settimana &#8212; che sullo strike di riferimento 7.650 disegna un intervallo indicativo tra 7.637 e 7.717 punti SPX.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> un&#8217;ampiezza attesa pi&#249; larga del consueto &#232; coerente con una giornata che concentra due catalizzatori di primo piano nello stesso arco di ore, in un contesto in cui anche il fronte energetico e geopolitico ha mostrato ieri capacit&#224; di muovere rendimenti e sentiment in modo netto &#8212; il mercato sta prezzando la possibilit&#224; di un movimento pi&#249; energico di quanto visto nei giorni di semplice attesa.</p><div><hr></div><h2>SEZIONE PAID</h2><p><strong>Regime dealer</strong></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[RIMBALZANDO]]></title><description><![CDATA[SEZIONE FREE]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/rimbalzando</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/rimbalzando</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Tue, 25 Aug 2026 09:28:53 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2>SEZIONE FREE</h2><p><strong>Operation Economic Outcast: il &#8220;D-Day economico&#8221; ha ora un nome</strong></p><p>Bessent ha annunciato ieri il lancio ufficiale di &#8220;Operation Economic Outcast&#8221;, la campagna sanzionatoria contro l&#8217;Iran ribattezzata informalmente &#8220;D-Day economico&#8221;. Il Tesoro ha sanzionato quasi 60 tra entit&#224;, persone e imbarcazioni collegate all&#8217;Iran, ha sospeso alcune licenze per le rimesse verso il paese, e ha individuato cinque settori &#8212; asset digitali, tecnologia, oro, aviazione, trasporto marittimo &#8212; come bersaglio prioritario per future sanzioni secondarie, senza tuttavia fissare scadenze immediate di adeguamento per i paesi terzi. Sul piano militare la tensione resta elevata su pi&#249; fronti: il Pentagono non esclude l&#8217;uso della forza a Hormuz, il CENTCOM ha reso noto di aver disabilitato tre imbarcazioni nel blocco navale, e prosegue in parallelo il canale diplomatico via Pakistan.</p><p><strong>Canada: l&#8217;escalation tariffaria si struttura nel tempo</strong></p><p>Lo scontro commerciale nordamericano, lungi dal placarsi dopo la sospensione dei dazi al 50% del weekend, ha trovato ieri una nuova direttrice. Trump ha annunciato che dal primo gennaio 2027 le tariffe su auto, veicoli pesanti, componentistica automobilistica e acciaio canadesi saliranno al 50%, spostando quindi l&#8217;orizzonte dello scontro su un piano strutturale piuttosto che di rappresaglia immediata. La risposta canadese si &#232; fatta pi&#249; aspra sul piano retorico: il premier dell&#8217;Ontario Doug Ford ha invocato la disponibilit&#224; a tagliare le forniture elettriche verso gli Stati Uniti, mentre il vicepresidente Vance ha attribuito la responsabilit&#224; del fallimento negoziale a richieste dell&#8217;ultimo minuto giudicate irragionevoli da parte canadese. Il premier Carney, pur mantenendo aperta la porta a un accordo equo, ha condizionato il ritorno al tavolo a un cambio di atteggiamento americano verso l&#8217;industria canadese. La componente tariffaria di headline, per quanto reversibile nel breve come dimostrato nel weekend, si sta ora sovrapponendo a un impianto di lungo periodo che rende meno probabile una normalizzazione rapida della relazione bilaterale.</p><p><strong>Semiconduttori sotto pressione, Nvidia alla settima seduta in calo</strong></p><p>Il comparto dei semiconduttori ha vissuto ieri la sua seduta pi&#249; debole da luglio, con Nvidia che ha esteso a sette la serie di sedute consecutive in ribasso, la striscia pi&#249; lunga dal 2022, mentre gli investitori riducono l&#8217;esposizione in vista dei risultati di domani sera. Ha pesato in particolare una notizia secondo cui alcuni tra i maggiori clienti della societ&#224; sarebbero stati avvisati di rincari sui prodotti legati all&#8217;intelligenza artificiale superiori al 15%, un elemento che tocca direttamente la sostenibilit&#224; dei margini lungo la catena del valore AI. Un ETF che replica il comparto delle memorie ha perso il 5,9% nella stessa seduta. Il rimbalzo di questa mattina, con i future sul Nasdaq 100 in recupero, va letto come presa di fiato pi&#249; che come inversione di tendenza: il mercato resta sospeso in attesa del dato che, pi&#249; di ogni altro questo mese, sar&#224; preso come verifica della tenuta della narrativa sull&#8217;intelligenza artificiale.</p><p><strong>Oro, bitcoin e petrolio: rotazione pi&#249; che direzione univoca</strong></p><p>Il quadro sulle materie prime racconta di una rotazione di posizionamento pi&#249; che di una direzione univoca. L&#8217;oro, dopo aver sfiorato i 4.700 dollari l&#8217;oncia nei giorni scorsi, ha ripiegato a circa 4.635 dollari, penalizzato da un dollaro pi&#249; forte e dal riemergere di rischi legati alla Fed; alcuni desk segnalano un posizionamento long sufficientemente affollato da rendere plausibile una fase di consolidamento nervoso attorno a Jackson Hole. Il bitcoin ha invece superato per la prima volta da maggio la soglia degli 80.000 dollari &#8212; segnale di ritorno dell&#8217;appetito per il rischio dopo mesi di pressione sul comparto cripto, ma ieri sera sulla scorta dell&#8217;intervento di Bessent si &#232; <em>assistito ad un generico sfarfallamento del trade relativo (vari coin, hyperliquid, stablecoin&#8230;ecc&#8230;quindi <strong>occhio)</strong>.</em> Sul petrolio, il Brent ha recuperato terreno risalendo verso i 92,45 dollari, con le tensioni sulle sanzioni iraniane che pongono un pavimento dal lato dell&#8217;offerta.</p><p><strong>Germania: sorpresa positiva sul PIL</strong></p><p>In controtendenza rispetto al quadro di cautela prevalente, il PIL tedesco del secondo trimestre &#232; stato rivisto al rialzo sia su base tendenziale (1% dallo 0,9% atteso) sia su base congiunturale (0,3% contro lo 0,2% stimato) &#8212; una sorpresa modesta in valore assoluto ma significativa per un&#8217;economia che ha sofferto ripetute delusioni nell&#8217;ultimo anno.</p><p><strong>Il punto (macro)</strong></p><p>La giornata di ieri ha reso concreto ci&#242; che restava largamente enunciato: la campagna sanzionatoria su Iran ha un perimetro operativo definito, la strategia di gestione del debito del Tesoro ha un obiettivo numerico implicito sulla curva, e lo scontro commerciale con il Canada si &#232; dotato di un orizzonte pluriennale. La loro convergenza in un&#8217;unica settimana, a ridosso di Jackson Hole e di una giornata di domani particolarmente densa &#8212; il PCE, il dato di inflazione preferito dalla Fed, seguito in serata dalla trimestrale Nvidia &#8212; riduce il margine di errore per tutti gli eventi in calendario.</p><div><hr></div><p><strong>La sessione di ieri sui mercati</strong></p><p>Wall Street ha chiuso luned&#236; con il Nasdaq 100 in calo dell&#8217;1%, trascinato dal comparto chip proprio alla vigilia della trimestrale Nvidia. Sul fronte SPX, la sessione ha seguito da vicino lo schema disegnato dal piano tecnico: dopo un tentativo di forza overnight respinto a un soffio dal livello chiave, il mercato ha ceduto in apertura RTH, testato il minimo della settimana precedente senza riuscire a proseguire oltre, per poi ricostruire valore pi&#249; in basso &#8212; chiusura ufficiale a 7.652, con il regime dealer che o &#232; passato da long a short gamma. Questa mattina i future recuperano parte del terreno perso, in un rimbalzo che ha pi&#249; i tratti di un rimbalzo che di un cambio di narrativa, coerente con l&#8217;attesa per la trimestrale di domani sera.</p><div><hr></div><p><strong>Tecnicalit&#224; &#8212; Il livello chiave asta della giornata</strong></p><p>Il livello chiave asta di oggi &#232; <strong>7.683</strong> (VAL della settimana scorsa).</p><ul><li><p>Sopra 7.683 &#8594; 7.705 (UT1) &#8594; 7.720 (FUT, gap ribassista non colmato, obiettivo finale)</p></li><li><p>Sotto 7.683 &#8594; 7.659 (DT1, minimo della settimana scorsa) &#8594; 7.637 (DT2, gap rialzista non colmato) &#8594; 7.618 (FDT, obiettivo finale)</p></li><li><p>Riferimenti VIX di conferma: sopra 7.720 con VIX sotto 15,08 conferma forza; sotto 7.618 con VIX sopra 16,62 conferma debolezza</p></li></ul><p>Mossa attesa per la scadenza odierna: circa &#177;32 punti, che sullo strike di riferimento 7.650 disegna un intervallo indicativo tra 7.620 e 7.684 punti SPX.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> la mossa attesa &#232; la stima statistica di quanto l&#8217;indice potrebbe spostarsi entro fine giornata, calcolata sui prezzi correnti delle opzioni &#8212; non un confine invalicabile, ma il perimetro entro cui il mercato si aspetta che rimanga il grosso dell&#8217;oscillazione.</p><p><em>Nella sezione riservata trovate proiezioni cicliche che vanno dall&#8217;oro al bitcoin, dallo SPX agli EEM, dalle commodities ai semiconduttori.</em></p><div><hr></div><h2>SEZIONE PAID</h2><p><strong>Regime dealer</strong></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Zugzwang dalla Operation Economic Outcast ]]></title><description><![CDATA[Questo editoriale non fa altro che mettere insieme tasselli da cui scrivo da anni e di cui ZM &#232; disseminata.]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/zugzwang-dalla-operation-economic</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/zugzwang-dalla-operation-economic</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Tue, 25 Aug 2026 08:10:19 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Questo editoriale non fa altro che mettere insieme<strong> tasselli </strong>da cui scrivo da anni e di cui ZM &#232; disseminata. </p><p><em><strong>Una ricerca del termine &#8220;eurodollaro&#8221; su queste pagine vi chiarir&#224; il punto.</strong></em></p><p><em><strong>Che i fatti si muovano ora esattamente nella direzione che avevo tracciato &#8212; con il rigore di chi ha letto le fonti e quasi con la certezza di chi aveva visto oltre &#8212; dovrebbe forse inorgoglirmi. Non lo fa. Mi trema piuttosto la penna, pensando alle conseguenze che ancora dovremo vedere.</strong></em></p><p>Luned&#236; 24 agosto il Segretario al Tesoro Bessent ha varato &#8220;Operation Economic Outcast&#8221;, la campagna sanzionatoria contro l&#8217;Iran ribattezzata informalmente &#8220;D-Day economico&#8221; in esplicito richiamo allo sbarco alleato in Normandia. Il pacchetto combina una componente immediata &#8212; quasi 60 tra entit&#224;, persone e imbarcazioni sanzionate nei settori nucleare, missilistico, cyber ed energetico, tra cui diversi cittadini cinesi, e la sospensione delle licenze generali che consentivano alcuni pagamenti di rimesse verso Teheran &#8212; con un impianto pi&#249; ampio orientato ai prossimi mesi: cinque settori individuati come bersaglio prioritario per future sanzioni secondarie (asset digitali, tecnologia, oro, aviazione, trasporto marittimo), la richiesta esplicita di chiusura delle filiali della Bank Melli iraniana nel Golfo, e un approccio dichiarato a &#8220;zero leakage&#8221; nell&#8217;applicazione.</p><p>Il punto tecnicamente pi&#249; interessante dell&#8217;annuncio, spesso perso nella cronaca del singolo giorno, &#232; che non si tratta di un ultimatum immediato: Bessent ha esplicitamente scelto di non fissare scadenze fisse di adeguamento per i paesi terzi, parlando di un &#8220;periodo di cura&#8221; prima dell&#8217;applicazione delle misure pi&#249; dure &#8212; <em><strong>&#8220;perch&#233; dovrei voler far saltare il sistema finanziario globale?&#8221;, ha dichiarato. </strong></em>&#200; un dettaglio che ammorbidisce sensibilmente la lettura da ultimatum totale suggerita dal linguaggio da &#8220;D-Day&#8221;, e che segnala una preferenza per la &#8220;diplomazia silenziosa&#8221; anche nel trattare il nodo pi&#249; delicato, quello cinese: Bessent ha affermato che nessuno &#232; esente dalla portata delle sanzioni, senza tuttavia nominare esplicitamente Pechino nei suoi remarks introduttivi. Come prova che la pressione sta gi&#224; funzionando, ha citato la sospensione delle transazioni economiche e finanziarie con l&#8217;Iran annunciata la settimana scorsa dagli Emirati Arabi Uniti &#8212; uno dei principali canali di accesso finanziario indiretto per Teheran. Non mancano le voci scettiche: diversi osservatori a Washington hanno derubricato l&#8217;annuncio come pi&#249; forte sul piano retorico che su quello dei dettagli operativi concreti, osservando che gli Stati Uniti dispongono da tempo di sanzioni secondarie estese sul commercio petrolifero iraniano, finora applicate solo in modo parziale &#8212; l&#8217;efficacia reale della campagna dipender&#224; quindi dalla capacit&#224; di Washington di costruire una coalizione occidentale disposta a farle rispettare, pi&#249; che dall&#8217;annuncio in s&#233;.</p><h2>La cornice teorica: il dollaro come arma a doppio uso</h2><p>Operation Economic Outcast non va letta come un episodio isolato,<strong> ma come l&#8217;ultima incarnazione di una dinamica che ZM segue da anni:</strong><em> l&#8217;uso della centralit&#224; del dollaro nel sistema dei pagamenti globali come strumento di politica estera, spesso mascherato da semplice politica monetaria domestica</em>. La logica di fondo, per chi la persegue, &#232; che &#232; pi&#249; facile seminare caos economico che difendersene: la guerra economica, se mascherata da politica monetaria interna anzich&#233; palesata in sanzioni apertamente ostili, &#232; un modo efficiente di forzare un avversario in una postura difensiva economicamente rovinosa.</p><p>Il meccanismo tecnico che rende possibile questa efficacia &#232; il dilemma di Triffin, qui utile ripensarlo non nella sua formulazione classica &#8212; la tensione tra il ruolo del dollaro nel lubrificare l&#8217;economia mondiale con ampia offerta di moneta, alimentando l&#8217;inflazione domestica, e la sua riduzione per frenare i prezzi, esportando cos&#236; instabilit&#224; al resto del mondo &#8212; ma nella sua declinazione offensiva: un dollaro forte, in un mondo dove gli avversari geopolitici sono strutturalmente mal equipaggiati per difendere le proprie valute, semina caos economico quasi per definizione, specie quando le materie prime critiche come il petrolio restano prezzate in dollari. Una politica monetaria restrittiva combatte l&#8217;inflazione interna e avanza contemporaneamente gli interessi geopolitici americani &#8212; due piccioni con una fava, per usare una formula colloquiale, ma efficace.</p><p>Il canale di trasmissione di questo effetto, per le banche centrali estere, passa dalla cosiddetta trinit&#224; impossi<em>bile: non &#232; possibile avere simultaneamente un cambio fisso, libera circolazione dei capitali e politica monetaria indipendente. Una banca centrale con il bilancio pieno di obbligazioni sovrane proprie, di fronte a un&#8217;inflazione importata dal rafforzamento del dollaro, ha solo due strade oltre all&#8217;inasprimento dei tassi &#8212; che a sua volta danneggerebbe il valore delle obbligazioni gi&#224; in portafoglio: la svalutazione della propria valuta o l&#8217;imposizione di controlli di capitale. &#200; esattamente questo meccanismo, pi&#249; che le sanzioni dirette, a rendere l&#8217;arma del dollaro efficace anche verso paesi mai formalmente sanzionati &#8212; ed &#232; il motivo per cui interventi come il controllo della curva dei rendimenti della Bank of Japan, il Transmission Protection Instrument della BCE, o l&#8217;intervento diretto della Bank of England sul mercato dei Gilt nel 2022, vanno letti come sintomi dello stesso vincolo strutturale.</em></p><h2>La lezione storica: l&#8217;eurodollaro come monito sui limiti del controllo</h2><p>Vale la pena ripercorrere l&#8217;origine del sistema eurodollaro, perch&#233; contiene precisamente il paradosso che oggi si ripropone con Operation Economic Outcast. L&#8217;impulso originario nacque alla fine degli anni &#8216;40, quando gli Stati Uniti congelarono i fondi jugoslavi depositati presso la Federal Reserve Bank di New York; la risposta sovietica e dei paesi dell&#8217;Europa dell&#8217;Est fu ritirare i propri depositi in dollari dagli Stati Uniti per condurre transazioni finanziarie in Europa, fuori dalla portata diretta di Washington. Fu il seme involontario di quello che sarebbe diventato il mercato degli eurodollari.</p><p>Il vero acceleratore, tuttavia, fu un errore regolamentare interno americano: la Regulation Q, introdotta nel 1933 per limitare i tassi che le banche USA potevano offrire sui depositi. Quando negli anni &#8216;50 e &#8216;60 i tassi di mercato superarono ripetutamente quei limiti, depositanti americani ed esteri spostarono i propri dollari verso banche europee, principalmente a Londra, libere da quel vincolo &#8212; costruendo di fatto un sistema bancario americano offshore fuori dalla supervisione della Fed. Un rapporto confidenziale della Fed del 1960, firmato da Alan Holmes e Fred Klopstock, colse con chiarezza il paradosso: pi&#249; la Federal Reserve cercava di controllare il credito domestico attraverso la Regulation Q, pi&#249; stimolava lo sviluppo di un mercato parallelo interamente al di fuori del proprio controllo &#8212; un mercato che, gi&#224; entro il 1960, aveva raggiunto una massa critica sufficiente a rendersi autosufficiente rispetto alle politiche della Fed stessa.</p><p>La lezione per l&#8217;oggi &#232; diretta: <em>ogni tentativo di controllo nazionale sull&#8217;accesso al dollaro spinge l&#8217;attivit&#224; finanziaria verso giurisdizioni e infrastrutture meno regolamentate, non la elimina.</em> &#200; lo stesso meccanismo che oggi anima lo sviluppo del sistema CIPS cinese, l&#8217;adozione crescente di stablecoin ancorate al dollaro come canale sintetico di accesso per soggetti tagliati fuori dal sistema bancario corrispondente tradizionale, e gli accordi bilaterali in valuta locale che Pechino ha esteso a pi&#249; paesi negli ultimi anni &#8212; non a caso, g<em>li asset digitali figurano tra i cinque settori esplicitamente indicati da Bessent in Operation Economic Outcast, segno che il Tesoro &#232; consapevole di questa falla strutturale e sta cercando di richiuderla prima che diventi sistemica.</em></p><h2>Il termometro nascosto: l&#8217;euro basis swap e il caso francese</h2><p>Un indicatore tecnico che merita di entrare stabilmente nel lessico dei lettori ZM &#232; l&#8217;euro basis swap &#8212; il costo aggiuntivo che le banche europee devono pagare per ottenere dollari attraverso il mercato dei cambi a termine, rispetto al costo teorico implicito nei differenziali di tasso. Quando questo spread si allarga, segnala che le banche europee stanno pagando un premio crescente per accedere a liquidit&#224; in dollari, spesso prima che lo stress diventi visibile in altri mercati &#8212; un ruolo di segnalazione precoce paragonabile, per usare un&#8217;immagine efficace circolata di recente, a quello del canarino nella miniera.</p><p>La crisi fiscale/obbligazionaria francese in corso offre un caso di scuola di come questa architettura concentri il rischio. Le filiali americane delle banche francesi restano tra le pi&#249; attive nei mercati repo statunitensi, il che le rende particolarmente sensibili a ogni tensione nel finanziamento in dollari; &#232; la stessa Francia che, negli anni &#8216;60, aveva attivamente incoraggiato il mercato degli eurodollari come mezzo per abbassare il costo del proprio finanziamento internazionale, e che oggi si trova intrappolata da quello stesso sistema proprio nel momento di massimo bisogno di condizioni favorevoli. Un&#8217;ironia storica che va oltre l&#8217;aneddoto: illustra come l&#8217;infrastruttura costruita per aggirare un controllo regolamentare &#8212; l&#8217;obiettivo originario dell&#8217;eurodollaro &#8212; sia diventata, decenni dopo, il canale attraverso cui lo stress fiscale di un singolo paese europeo si trasmette all&#8217;intero sistema finanziario globale.</p><h2>Il collegamento con le swap line di oggi</h2><p>La stessa logica di leva bilaterale discrezionale che ha prodotto l&#8217;eurodollaro negli anni &#8216;50 anima oggi l&#8217;uso che l&#8217;amministrazione americana fa delle swap line e delle facility di emergenza del Tesoro. L&#8217;Exchange Stabilization Fund &#8212; a differenza delle cinque swap line permanenti della Fed, riservate a Canada, Giappone, Area Euro, Regno Unito e Svizzera come club storico di controparti &#8220;pari&#8221; &#8212; resta sotto la discrezionalit&#224; pressoch&#233; piena del Segretario al Tesoro, senza passare dal board della Fed. &#200; il canale usato per l&#8217;Argentina a settembre 2025, per l&#8217;insolito intervento a sostegno dello yen a fine luglio, ed &#232; il canale probabilmente destinato a essere usato per la trattativa in corso con gli Emirati Arabi Uniti, che restano ancora oggi fuori dal club delle swap line permanenti nonostante le ripetute richiest<em><strong>e. In tutti questi casi la logica &#232; la stessa che anima Operation Economic Outcast, solo rovesciata di segno: non tagliare fuori un avversario dall&#8217;accesso al dollaro, ma usare selettivamente quell&#8217;accesso come premio geopolitico per un alleato &#8212; due facce della stessa moneta, nel senso pi&#249; letterale del termine.</strong></em></p><p>Vale la pena chiudere il cerchio con una contraddizione interna che tocca direttamente la credibilit&#224; della narrativa ufficiale sulla politica monetaria americana. Il bilancio della Federal Reserve dovrebbe, secondo il percorso dichiarato di quantitative tightening, continuare a ridursi. Ma se ogni emergenza geopolitica o valutaria &#8212; l&#8217;intervento sullo yen, l&#8217;eventuale swap con gli Emirati, la richiesta di ampliare il FIMA Repo Facility per finanziare operazioni che esulano dal suo mandato originario &#8212; si traduce in una nuova estensione delle linee di credito e delle facility di emergenza, la direzione netta dell&#8217;esposizione della Fed verso il resto del mondo si muove nella direzione opposta a quella dichiarata. <strong>Bilancio della Fed che si riduce? Ma se intanto le swap line aumentano&#8230;</strong></p><h2>Il rischio non prezzato: dalla coercizione economica all&#8217;escalation cinetica</h2><p>Il punto che ZM continua a ritenere sottovalutato dalla lettura prevalente &#232; il costo strutturale di un uso eccessivo di questa leva. Ogni volta che Washington usa l&#8217;accesso al dollaro come arma &#8212; verso l&#8217;Iran, in modo indiretto verso la Cina, potenzialmente verso chiunque non si allinei &#8212; rafforza, presso ogni altro attore del sistema, l&#8217;incentivo a costruire canali alternativi che riducano l&#8217;esposizione a quello stesso rischio. Non si tratta di una minaccia imminente alla centralit&#224; del dollaro &#8212; l&#8217;infrastruttura alternativa resta per ora frammentata e meno liquida di quella del dollaro stesso &#8212; ma di un processo cumulativo che ogni nuova campagna sanzionatoria accelera marginalmente. Esiste oggi un raggruppamento informale di paesi bersaglio delle sanzioni americane &#8212; Russia, Iran, Corea del Nord, Cina &#8212; impegnato in sforzi attivi di reclutamento di ulteriori paesi verso misure di aggiramento del sistema dollarocentrico; il rischio per i policymaker americani &#232; che questo raggruppamento, per ora scoordinato, evolva in un&#8217;alleanza pi&#249; strutturata proprio in reazione a un uso troppo disinvolto della coercizione economica.</p><p>C&#8217;&#232; infine un rischio di natura diversa, spesso assente dall&#8217;analisi puramente finanziaria: un uso eccessivo della coercizione economica palese, per sua natura reattiva e punitiva, pu&#242; a un certo punto essere interpretato come casus belli e alimentare un&#8217;escalation verso mezzi cinetici &#8212; non necessariamente da parte del bersaglio diretto, ma da parte di soggetti terzi che si sentono minacciati dalla stessa logica. Corsi di azione alternativi esistono e sono pi&#249; sensati nel medio periodo: politiche industriali proattive che riducano le dipendenze critiche &#8212; penso a petrolio e semiconduttori &#8212; pur mantenendo pressione economica selettiva sugli avversari, evitando l&#8217;uso della pura coercizione bruta come primo e unico strumento.</p><p>Il nome di questa newsletter nasce proprio da questa riflessione, sviluppata da anni ormai: uno zugzwang, in termini scacchistici, &#232; la condizione in cui ogni mossa disponibile peggiora la propria posizione. </p><p>&#200; la condizione in cui rischia di trovarsi Washington se continua a fare leva sul dollaro come arma senza considerare il costo cumulativo di lungo periodo di quella scelta: ogni sanzione rafforza nell&#8217;immediato la leva americana, ma accelera contemporaneamente la costruzione delle alternative che, un giorno, potrebbero renderla meno efficace.</p><p>Per arrivare a questo punto per&#242; dobbiamo passare per <strong>un end game,</strong> che si costruisce nel dominio assoluto degli Stati Uniti sul dollaro: <em>la riduzione sostanziale del meccanismo dell&#8217;eurodollaro, l&#8217;utilizzo delle stablecoin come strumento di controllo dell&#8217;indebitamento in dollari e molto probabilmente l&#8217;espansione inimmaginabile del bilancio FED che si sostituisce sostanzialmente al mercato eurodollaro stesso, trasformandola nel prestatore di ultima istanza globale.</em></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[NOTA DI POSIZIONAMENTO SETTIMANALE 24 -28 AGOSTO: NESSUN PUNTO FERMO]]></title><description><![CDATA[Domani mattina non mi sar&#224; possibile inviare alcun aggiornamento, ma cercher&#242; entro la serata di fare un update ciclico cross asset e qualche proiezione EW.]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/nota-di-posizionamento-settimanale-64f</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/nota-di-posizionamento-settimanale-64f</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 09:48:56 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Domani mattina non mi sar&#224; possibile inviare alcun aggiornamento, ma cercher&#242; entro la serata di fare un update ciclico cross asset e qualche proiezione EW.</em></p><h2>SEZIONE FREE</h2><p><strong>I PMI flash raccontano un&#8217;accelerazione diffusa, con pattern opposti tra USA ed Europa</strong></p><p>Il quadro emerso dai PMI flash di agosto pubblicati tra venerd&#236; e ieri merita una lettura pi&#249; ampia di quanto il solo dato USA lasci intendere, perch&#233; la sorpresa &#232; stata diffusa su pi&#249; aree geografiche, con pattern interni diversi da paese a paese.</p><p><strong>In Giappone l&#8217;attivit&#224; ha accelerato oltre le attese, sostenuta da un aumento degli ordinativi ai massimi dal 2018; anche l&#8217;occupazione ha accelerato, mentre la crescita dei prezzi ha rallentato &#8212; un report a tutto tondo positivo</strong>. Il CPI di Tokyo di agosto, anticipazione di quello nazionale, <strong>ha accelerato in linea con le attese</strong>: non una sorpresa, ma comunque sufficiente a spingere i rendimenti al rialzo, con la curva giapponese che ora sconta un rialzo BoJ entro fine 2026, con probabilit&#224; del 60% che avvenga gi&#224; a ottobr<strong>e. Le esportazioni sudcoreane dei primi venti giorni di agosto, aggiustate per i giorni lavorativi, sono salite del 61,5% anno su anno, in lieve rallentamento dal +63% di luglio &#8212; un dato che, insieme al manifatturiero giapponese, conferma il momentum ancora robusto del ciclo di investimenti AI in Asia.</strong> In India si &#232; visto un<strong> moderato rimbalzo</strong> dopo il brusco rallentamento di luglio, mentre in Australia l&#8217;attivit&#224; ha decelerato lievemente, interamente per colpa dei servizi.</p><p><strong>In Europa il quadro per paese &#232; disomogeneo: </strong>in Francia l&#8217;attivit&#224; resta in contrazione marginale, ma il manifatturiero &#232; tornato in espansione; in Germania l&#8217;attivit&#224; complessiva resta in espansione marginale, ma la forbice tra servizi &#8212; in contrazione crescente &#8212; e manifatturiero, ai massimi dal maggio 2022, si &#232; allargata. Il dato aggregato di Eurozona &#232; il pi&#249; solido:<strong> manifatturiero ai massimi da maggio 2022, servizi in crescita moderata sui livelli di luglio, il composito al secondo mese di espansione dopo il rallentamento causato dalla guerra USA-Iran, ai massimi da novembre 2025, con i sottoindici dei prezzi in ulteriore raffreddamento, specie nel manifatturiero</strong>. &#200; un report solido soprattutto alla luce della ripresa delle ostilit&#224; in Medio Oriente, che avrebbe potuto pesare di pi&#249;.</p><p><strong>Negli Stati Uniti il pattern &#232; stato l&#8217;opposto rispetto all&#8217;Europa</strong>: il manifatturiero ha rallentato (53,2 contro 53,9 precedente), ma i servizi hanno accelerato con decisione fino ai massimi da 20 mesi, portando il composito ai massimi da aprile 2022 &#8212; il ritmo di espansione pi&#249; rapido in oltre quattro anni. Le aspettative di business sono ai massimi da nove mesi, le pressioni sui prezzi si sono moderate, e l&#8217;occupazione, rimasta stabile nei primi otto mesi dell&#8217;anno, ha accelerato in modo visibile, con un eccesso di domanda che ha allungato i tempi di consegna e il livello degli ordini inevasi.</p><p>Una correzione importante sulla lettura Fed: i<strong>l buon quadro PMI ha spinto i rendimenti al rialzo, con la parte breve della curva a sottoperformare</strong> proprio perch&#233; il mercato torna a scontare con maggiore certezza un rialzo dei Fed Funds entro novembre &#8212; un ribaltamento rispetto alla narrativa di scommesse Fed in ritirata descritta nei giorni precedenti.</p><p><strong>Bitcoin verso la settimana migliore dal 2023, sostenuto dallo squeeze sui riacquisti Treasury</strong></p><p>Il comparto cripto ha vissuto una delle sue settimane pi&#249; forti da tempo: Bitcoin ha superato i 70.000 dollari per la prima volta in oltre due mesi gioved&#236; sera, per poi salire fino a quota 78.000 questa mattina, in rotta per il miglior guadagno settimanale dal 2023 &#8212; un rialzo fino al 9,4% nella sola giornata di venerd&#236;. La determinante principale resta lo short squeeze innescato dall&#8217;annuncio di Bessent a met&#224; settimana sui riacquisti pi&#249; ampi del previsto, non un catalizzatore specifico del comparto cripto in s&#233;. Su un piano pi&#249; strutturale, circa 29 miliardi di dollari sono affluiti verso fondi azionari USA nella settimana terminata il 19 agosto, il maggiore afflusso in tre settimane secondo Bank of America &#8212; un segnale di appetito per il rischio che va oltre il solo comparto cripto.</p><p><strong>Oro ai massimi da tre mesi, poi da maggio: il rally prosegue sulla stessa base di dollaro debole</strong></p><p>L&#8217;oro ha toccato un massimo di tre mesi sopra i 4.600 dollari gioved&#236; sera, per poi consolidare verso il massimo da maggio nella sessione di venerd&#236; &#8212; la terza settimana consecutiva di guadagno. L&#8217;argento, nel frattempo, sta testando quota 70 dollari. Resta valida la lettura gi&#224; offerta nei giorni scorsi: il canale principale non &#232; la domanda di rifugio dalle tensioni in Medio Oriente, quanto piuttosto la combinazione di dollaro debole e attese Fed in ritirata &#8212; con un dettaglio interessante secondo cui il rialzo dei lingotti sarebbe iniziato prima ancora dell&#8217;annuncio sui riacquisti Treasury, suggerendo che il posizionamento si fosse gi&#224; mosso in anticipo rispetto alla notizia.</p><p><strong>Un nuovo capitolo sui Treasury: il Tesoro aumenta le aste a lunga scadenza nello stesso giorno in cui difende i rendimenti con i riacquisti</strong></p><p>Un annuncio delle 14:31 di sabato merita attenzione perch&#233; sembra muoversi in direzione opposta rispetto al programma di riacquisti della settimana: <em><strong>il Dipartimento del Tesoro USA ha comunicato un aumento delle dimensioni nominali delle aste sulla parte lunga della curva. &#200; un segnale che, letto insieme al raddoppio dei riacquisti annunciato mercoled&#236;, disegna un Tesoro che sta contemporaneamente aumentando l&#8217;offerta di nuova duration e riacquistando duration esistente &#8212; due mosse che a prima vista sembrano contraddirsi, ma che si possono conciliare se l&#8217;obiettivo non &#232; ridurre l&#8217;offerta complessiva bens&#236; migliorare la liquidit&#224; e la distribuzione lungo la curva.</strong></em> Resta comunque un dettaglio da seguire con attenzione nei prossimi giorni, perch&#233; il mercato potrebbe non leggerlo nello stesso modo.</p><p>Trump, dal canto suo, ha dichiarato di non aver istruito Bessent a intervenire sul mercato obbligazionario, e che sar&#224; &#8220;la crescita a occuparsi del debito nazionale&#8221;. Domenica ha aggiunto altre due dichiarazioni che meritano di essere registrate insieme perch&#233; si contraddicono nella sostanza: da un lato &#8220;abbiamo il controllo totale dell&#8217;intera regione&#8221;, riferito al Medio Oriente, dall&#8217;altro, sull&#8217;Iran, &#8220;amerebbero fare un accordo, ma non sono pronti per l&#8217;accordo giusto&#8221; &#8212; un&#8217;ammissione implicita che nessun accordo &#232; in realt&#224; vicino, in tensione diretta con la prima affermazione.</p><p>Comunque non &#232; un problema specifico statunitense. Si sta verificando un riprezzamento silenzioso sul mercato obbligazionario sovrano francese, con la Francia che comincerebbe a &#8220;tradare come periferia&#8221; &#8212; un riferimento diretto al premio di rischio storicamente riservato ai paesi periferici dell&#8217;Eurozona rispetto al nucleo franco-tedesco&#8230; e non &#232; una novit&#224; davvero.</p><p><strong>Il posizionamento CFTC si muove in controtendenza sullo yen: i corti tornano a salire</strong></p><p>Il report della settimana chiusa il 18 agosto offre un contrappunto interessante al filone yen seguito da settimane: dopo la lunga fase di riduzione del corto netto, da -163K a fine luglio fino a -42K la settimana scorsa, il posizionamento &#232; tornato a peggiorare a -52,9K contratti &#8212; un&#8217;inversione di rotta da segnalare, dato che era proprio la direzione opposta ad aver caratterizzato il periodo post-intervento. Sul fronte Treasury, gli speculativi hanno ampliato ulteriormente i corti netti sulle scadenze a 5 e 10 anni (rispettivamente +33.349 e +31.908 contratti) mentre hanno tagliato in modo sostanziale quello sui 2 anni (-93.706) &#8212; coerente con la lettura di una curva sotto pressione soprattutto sul tratto centrale-lungo. Sull&#8217;azionario, gli speculativi su fondi equity hanno ampliato il corto netto sull&#8217;S&amp;P 500 a 267.509 contratti, mentre i gestori di fondi equity hanno aumentato il lungo netto a 952.422 &#8212; la consueta divergenza tra le due categorie di operatori gi&#224; notata nei report precedenti.</p><p><strong>AI capex: Broadcom cerca oltre 60 miliardi di dollari in debito, Nvidia smentisce il chip cinese ma conferma un accordo da 6 miliardi con Poolside</strong></p><p>Il finanziamento del capex AI tramite debito strutturato continua a crescere per dimensioni: Broadcom starebbe cercando oltre 60 miliardi di dollari in un nuovo accordo di debito legato all&#8217;AI, con Blackstone e Apollo in trattativa per parteciparvi e un possibile tranche di debito junior da 30 miliardi di dollari &#8212; una delle operazioni di finanziamento pi&#249; grandi viste finora in questo ciclo. Su un fronte distinto, Nvidia ha pagato 6 miliardi di dollari per ottenere la licenza dei modelli AI di Poolside, offrendo contestualmente posizioni a oltre 100 dipendenti dell&#8217;azienda.</p><p>Vale la pena una precisazione sulla vicenda del presunto chip cinese di Nvidia discussa nei giorni scorsi: l&#8217;azienda ha smentito direttamente il report che l&#8217;aveva anticipata, dichiarando di non avere alcun prodotto LPU specifico per la Cina in roadmap e che il report &#8220;non &#232; corretto&#8221; &#8212; un caso da manuale di disciplina delle fonti, con l&#8217;azienda stessa che corregge pubblicamente un&#8217;indiscrezione circolata pochi giorni prima. Le trattative tra Nvidia e il produttore coreano di chip AI Rebellions, che circolavano come indiscrezione, sono state confermate direttamente domenica mattina.</p><p><strong>Iran: toni contrastanti nello stesso giorno, un patto di sicurezza con l&#8217;Iraq, colloqui con l&#8217;Oman su Hormuz</strong></p><p>Il quadro iraniano offre segnali in direzioni diverse nello spazio di poche ore. Il comandante della Marina iraniana ha dichiarato che &#8220;il nemico non potr&#224; avvicinarsi al suolo iraniano&#8221; &#8212; retorica dura in linea con le settimane precedenti. Ma il Presidente Pezeshkian, con un tono nettamente pi&#249; conciliante, ha esortato alla fine della guerra mentre la pressione USA si intensifica &#8212; la prima apertura esplicita di questo tenore da parte della figura istituzionale pi&#249; moderata dell&#8217;establishment iraniano, in contrasto con la linea dei vertici militari. Nello stesso arco di tempo, Iran e Iraq hanno firmato un patto di sicurezza globale, e i ministri degli Esteri iraniano e omanita hanno discusso telefonicamente le condizioni per riprendere i negoziati che sosterrebbero la ripresa della navigazione attraverso Hormuz. <em>Sul fronte commerciale, i raffinatori indipendenti cinesi &#8220;teapot&#8221; starebbero riducendo gli acquisti di greggio iraniano ad agosto rispetto a luglio, guardando oltre l&#8217;Iran proprio mentre il blocco USA si intensifica &#8212; un primo segnale concreto che le sanzioni starebbero gi&#224; producendo un effetto sui flussi fisici, prima ancora dell&#8217;annuncio formale di domani. Quindi un dietrofront.</em></p><p><strong>Canada: sospensione dei dazi al 50%, poi un nuovo dazio Section 338 in arrivo nelle stesse ore</strong></p><p>Il quadro canadese si conferma quanto di pi&#249; contraddittorio si sia visto finora in questo dossier. Trump ha dichiarato di aver sospeso i dazi al 50% contro il Canada e di essere ottimista su un accordo imminente, aggiungendo di voler avviare anche una trattativa con il Messico. Ma un alto funzionario dell&#8217;amministrazione ha comunicato che dazi Section 338 al 50% su una selezione di importazioni canadesi sarebbero comunque entrati in vigore alle 5:35 di sabato mattina &#8212; un&#8217;apparente contraddizione diretta con la sospensione annunciata poche ore prima, che lascia margine a pi&#249; di un&#8217;interpretazione: o riguarda una categoria di prodotti diversa da quella sospesa, o segnala l&#8217;ennesimo caso in cui le dichiarazioni pubbliche anticipano una realt&#224; negoziale pi&#249; complicata di quanto lasciano intendere. Trump &#232; tornato sul punto domenica mattina, ribadendo direttamente di aver sospeso i dazi al 50% sul Canada &#8212; una seconda conferma che non risolve per&#242; l&#8217;ambiguit&#224; sul dazio Section 338, la cui sorte specifica resta da verificare nei prossimi giorni. <strong>Per il Canada invece pare che la porta sia chiusa.</strong></p><p><strong>Walmart pesa sul sentiment consumer, la Cina raddoppia sullo stimolo mentre l&#8217;immobiliare mostra i primi segni di ripresa</strong></p><p>Gioved&#236; sera la trimestrale Walmart ha mostrato la crescita delle vendite USA pi&#249; bassa dal 2020, con il titolo in calo del 9% &#8212; un risultato che ha pesato sul sentiment dell&#8217;intero comparto consumer e ha contribuito, insieme al rimbalzo dei rendimenti, al calo di Wall Street di quella seduta (S&amp;P -0,87%, Nasdaq 100 -0,73% alla quinta seduta negativa consecutiva, Russell 2000 -1,34%).</p><p>Sul fronte cinese, dopo il flop dei dati di luglio gi&#224; discusso, le autorit&#224; starebbero raddoppiando gli sforzi su un programma di stimolo del credito a imprese e consumatori, con nuove misure attese nella seconda met&#224; del 2026. Segnali pi&#249; concreti arrivano dal mercato immobiliare: a Shanghai le vendite di case nuove sono tornate positive su base annua a luglio per la prima volta quest&#8217;anno, con i prezzi delle case usate in salita da sei mesi consecutivi, e lo stesso slancio si starebbe estendendo a citt&#224; di seconda fascia come Suzhou e Chengdu. Resta da vedere se questo baster&#224; a risollevare il morale dei consumatori cinesi, che non si &#232; mai pienamente ripreso dopo lo scoppio della bolla immobiliare.</p><p><strong>Uno sguardo tecnico</strong></p><p>L&#8217;S&amp;P 500 sta consolidando dopo il violento rally di inizio agosto, appoggiandosi sopra la media mobile a 20 giorni e rimbalzando nelle ultime sedute &#8212; finch&#233; regge il supporto in area 7.600 punti, ex resistenza, il quadro resta costruttivo, ed &#232; ragionevole attendersi una risoluzione al rialzo del consolidamento, economia e crescita degli utili permettendo. Il Nasdaq 100 offre un quadro pi&#249; indeterminato, non avendo mai superato i massimi di inizio giugno. Un dettaglio sui multipli merita menzione: i P/E stimati 2026 restano nella parte bassa del range dal 2020 a oggi &#8212; un contrasto netto con i multipli dei primi anni 2000, fuori scala al confronto. L&#8217;Eurostoxx 50 mostra un quadro simile all&#8217;S&amp;P, in fase di test del supporto ex resistenza rotto a inizio agosto insieme alla media mobile a 20 giorni, con un tentativo di rimbalzo netto nella seduta pi&#249; recente.</p><p><strong>Altri fronti da monitorare</strong></p><p>Moody&#8217;s ha confermato il rating AAA di Microsoft con outlook stabile. Tesla &#232; stata autorizzata in Nevada per la circolazione di fino a 5.000 veicoli autonomi, mentre in Cina l&#8217;azienda ha richiamato quasi 2 milioni di Model 3 e Y prodotte localmente secondo il regolatore di mercato cinese. Apple ha tagliato oltre 200 posizioni nei team Siri, video 3D per Vision Pro e gaming. Il governo USA sosterr&#224; con 500 milioni di dollari di sovvenzioni sette aziende impegnate in progetti su minerali critici. NScale, societ&#224; di cloud AI con sede a Londra, starebbe cercando fino a 3 miliardi di dollari in una IPO USA possibile gi&#224; a settembre, con circa 51 miliardi di dollari di ricavi contrattati totali secondo quanto riferito a potenziali investitori. Il numero di piattaforme di perforazione petrolifera attive USA &#232; sceso a 452 da 455 secondo Baker Hughes, un calo che stona con il petrolio in salita &#8212; i perforatori sembrano arretrare proprio mentre i prezzi salgono, un&#8217;altra angolazione del disallineamento fisico-prezzo seguito da settimane.</p><div><hr></div><p><strong>Tecnicalit&#224; &#8212; Il livello chiave asta della settimana</strong></p><p>Il livello chiave asta di questa settimana si conferma <strong>7.720 (ES)</strong>, il gap ribassista sostenuto formatosi gioved&#236; scorso &#8212; un riferimento che coincide da vicino con il VWAP settimanale (7.723) e il VPOC settimanale (7.726).</p><p>Se l&#8217;apertura mostra vigore, saranno i venditori a dover presidiare quest&#8217;area: cedere significherebbe favorire un allungo. Se invece prevale la debolezza, il compito passa ai compratori, chiamati a difendere l&#8217;area del gap a 7.637 (ES) &#8212; coincidente con il precedente massimo storico SPX a 7.620.</p><ul><li><p>Sopra 7.720 (ES) &#8594; 7.766 &#8594; 7.825 &#8594; 7.855* (Weekly Extreme High) &#8594; 7.895 &#8594; 7.935</p></li><li><p>Sotto 7.720 (ES) &#8594; 7.637 &#8594; 7.570 &#8594; 7.540* (Weekly Extreme Low) &#8594; 7.485 &#8594; 7.440</p></li></ul><p>*Gli estremi settimanali sono soglie oltre le quali si raccomanda cautela nell&#8217;aprire nuove posizioni.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> la forbice 7.637-7.720 (ES) non &#232; soltanto lo snodo tattico dei prossimi giorni &#8212; &#232; il vero collaudo per l&#8217;impianto rialzista costruito dall&#8217;inizio del mese.</p><p><strong>Livelli rapidi per la settimana (ES)</strong></p><p>&#128997; Giornaliera: OTFD &#8212; termina a 7.714 &#129000; Settimanale: BALANCE (3 settimane) &#8212; massimo 7.838,50 / minimo 7.542,75 &#129001; Mensile: OTFU &#8212; termina a 7.345,75</p><p><strong>La straddle per l&#8217;intera settimana</strong></p><p>La mossa attesa cumulata da luned&#236; a venerd&#236; 28 agosto si aggira sui 94 punti, con un range implicito indicativo tra 7.580 e 7.768 punti SPX. Per la sola seduta di luned&#236;, l&#8217;oscillazione prevista &#232; di circa &#177;34 punti, entro un intervallo indicativo tra 7.640 e 7.708.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Upgrade&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">This post has bonus content for paid subscribers. 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Nessun dato macro di rilievo.</p><p><strong>Marted&#236; 25</strong> &#8212; PIL Germania finale, IFO tedesco, fiducia dei consumatori CB USA, nuove vendite di case USA.</p><p><strong>Mercoled&#236; 26 &#8212; giornata chiave</strong> &#8212; CPI Australia; PCE USA; beni durevoli, spesa/reddito personale, seconda stima del PIL USA; scorte di petrolio EIA; in serata, utili Nvidia (Q2 FY2027).</p><p><strong>Gioved&#236; 27</strong> &#8212; capex Australia, richieste settimanali di sussidi USA, bilancia commerciale beni USA.</p><p><strong>Venerd&#236; 28</strong> &#8212; disoccupazione e CPI Tokyo, PIL e CPI Francia, PIL Canada, Universit&#224; del Michigan finale.</p><p> Jackson Hole si svolge nell&#8217;arco della settimana, con il debutto di Warsh come presidente Fed.</p><div><hr></div><p><strong>Il punto</strong></p><p>La settimana entra con un&#8217;eredit&#224; di fragilit&#224; strutturale non ancora del tutto smaltita &#8212; il crinale della mappa vanna si &#232; posato esattamente sullo spot per pi&#249; sedute consecutive nella settimana appena chiusa. A questo si aggiunge la ricalibrazione delle attese sui tassi appena maturata sui PMI flash, che complica la lettura di un mercato obbligazionario alle prese con un Tesoro dalle mosse non sempre coerenti tra loro &#8212; riacquisti da un lato, aste pi&#249; ampie sulla parte lunga dall&#8217;altro.</p><p>Il livello che condensa l&#8217;intera posta in gioco resta 7.720 (ES), dove il muro dealer principale della scadenza di luned&#236; e il gap auction della settimana convergono quasi esattamente. Sopra quella soglia, la strada resta aperta verso l&#8217;estensione tecnica in area 7.890-7.930; sotto, la tenuta di 7.637 (ES) diventa il vero presidio della struttura rialzista di pi&#249; ampio respiro.</p><p>Il blocco di eventi che attende il mercato ha pochi precedenti recenti per densit&#224;: la conferenza Bessent di domani, l&#8217;annuncio fiscale con Vought ancora sospeso, il debutto di Warsh a Jackson Hole, e &#8212; a met&#224; settimana &#8212; la sovrapposizione rara tra un PCE particolarmente atteso e gli utili Nvidia nella stessa serata.</p><p>La struttura delle greche vista da oggi per la settimana, non offre un punto di appoggio certo e il gamma persiste negativo, quindi amplificante.</p><div><hr></div><h3>SEZIONE PAID</h3><p><strong>Luned&#236; &#8212; il punto di partenza</strong></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Zugzwang dal parcheggio del debito: swap spread, dollaro, oro e bitcoin nell’episodio di agosto]]></title><description><![CDATA[Una versione pi&#249; tecnica ed estesa di quanto raccontato in questo episodio appena pubblicato di 15 minuti di finanza]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/zugzwang-dal-parcheggio-del-debito</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/zugzwang-dal-parcheggio-del-debito</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Sat, 22 Aug 2026 16:25:16 GMT</pubDate><enclosure url="https://i.scdn.co/image/ab6765630000ba8af45f96ade9a960ed2c81777f" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2><em>Una versione pi&#249; tecnica ed estesa di quanto raccontato in questo episodio appena pubblicato di 15 minuti di finanza</em></h2><iframe class="spotify-wrap podcast" data-attrs="{&quot;image&quot;:&quot;https://i.scdn.co/image/ab6765630000ba8af45f96ade9a960ed2c81777f&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Il parcheggio del debito: buyback, swap spread, dollaro, oro e bitcoin nell'episodio di agosto&quot;,&quot;subtitle&quot;:&quot;il podcast di Copernico Sim a cura di Andrea Panizzon e Cristina Scelzo&quot;,&quot;description&quot;:&quot;Episode&quot;,&quot;url&quot;:&quot;https://open.spotify.com/episode/2EdT2EoWNiMXrwW8dSUmDu&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;noScroll&quot;:false}" src="https://open.spotify.com/embed/episode/2EdT2EoWNiMXrwW8dSUmDu" frameborder="0" gesture="media" allowfullscreen="true" allow="encrypted-media" data-component-name="Spotify2ToDOM"></iframe><div><hr></div><p>Mercoled&#236; scorso il rendimento del trentennale americano ha toccato il livello pi&#249; alto dal 2007. Poche ore dopo, il Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato che avrebbe pi&#249; che raddoppiato le proprie operazioni di riacquisto sul tratto lungo della curva &#8212; da due a almeno quattro miliardi di dollari per operazione, con partenza il 9 settembre. Nella stessa seduta i rendimenti sono scesi, il dollaro ha perso quasi un punto percentuale nel calo pi&#249; marcato da marzo, e oro, argento e bitcoin hanno accelerato una corsa gi&#224; in corso da settimane. Nel giro di quarantotto ore i rendimenti erano gi&#224; tornati a salire.</p><p>La stampa finanziaria ha speso l&#8217;intera settimana a dibattere se questo sia o non sia controllo della curva dei rendimenti. &#200; un dibattito legittimo, ma parte dal punto sbagliato. La domanda utile non &#232; etichettare l&#8217;intervento &#8212; &#232; capire <em>il meccanismo tecnico</em> attraverso cui si trasmette agli asset, perch&#233; &#232; quel meccanismo, non l&#8217;etichetta, a spiegare perch&#233; proprio oro, argento, bitcoin e il dollaro si sono mossi in quel modo, in quella sequenza, in quella settimana. Il meccanismo si chiama swap spread, ed &#232; la colonna vertebrale di questo editoriale.</p><div><hr></div><h2>1. Cosa misura lo swap spread</h2><p>Uno swap sui tassi d&#8217;interesse &#232; un contratto derivato fra due controparti che si scambiano flussi di pagamento su un capitale nozionale: una paga un tasso fisso, l&#8217;altra un tasso variabile (in genere ancorato a SOFR, il Secured Overnight Financing Rate), per una durata concordata. Lo swap spread &#232; la differenza fra quel tasso fisso e il rendimento di un Treasury della stessa scadenza.</p><p>Prima della crisi finanziaria del 2008, lo swap spread era quasi sempre positivo: il tasso swap rendeva un po&#8217; pi&#249; del Treasury corrispondente, perch&#233; uno swap comporta un rischio di controparte bancaria che un titolo di Stato, in teoria privo di rischio di credito, non ha. Il differenziale era la remunerazione di quel rischio aggiuntivo.</p><p>Dal 2008 in poi, e in modo sempre pi&#249; marcato dal 2013-2014, lo swap spread &#232; diventato strutturalmente negativo &#8212; soprattutto sulle scadenze lunghe, dove oggi pu&#242; oscillare fra i -20 e i -60 punti base a seconda del regime di mercato, con episodi di stress che lo portano anche oltre. Il Treasury rende <strong>pi&#249;</strong> dello swap. &#200; un&#8217;inversione che, a prima vista, non ha senso: come pu&#242; l&#8217;asset pi&#249; sicuro del pianeta rendere pi&#249; di un derivato che comporta rischio di controparte?</p><p><strong>Cosa significa in pratica.</strong> Lo swap spread negativo non segnala un problema di <em>credito</em> &#8212; nessuno dubita della solvibilit&#224; degli Stati Uniti nel breve termine. Segnala un problema di <em>capacit&#224;</em>. La letteratura accademica (in particolare i lavori di Du, Keerati e Schreger, e i paper della Fed di New York sul tema della &#8220;Treasury inconvenience&#8221;) individua la causa nei vincoli patrimoniali imposti ai dealer bancari che intermediano il mercato Treasury &#8212; in particolare lo Supplementary Leverage Ratio (SLR), introdotto dopo il 2008. Lo SLR obbliga le banche ad accantonare capitale regolamentare in proporzione a <strong>tutte</strong> le attivit&#224; in bilancio, senza distinguere fra un Treasury (nominalmente privo di rischio) e un asset rischioso qualsiasi. Il risultato &#232; che detenere un Treasury nel proprio bilancio ha un costo di capitale positivo per un dealer, anche se il rischio di credito sottostante &#232; nullo. Pi&#249; il bilancio del sistema bancario &#232; vicino al proprio limite di leva, pi&#249; quel costo pesa, e pi&#249; lo swap spread si allontana da zero in territorio negativo.</p><h2>2. Il meccanismo del buyback e la compressione dello swap spread</h2><p>Il programma di riacquisto del debito pubblico non &#232; una novit&#224; di quest&#8217;anno: nasce nel 2000, viene sospeso nel 2002, e riparte nel maggio 2024 con operazioni contenute &#8212; due miliardi di dollari per sessione &#8212; esplicitamente descritte come manutenzione della liquidit&#224; di mercato, non come leva sui livelli di rendimento. Uno studio del Fondo Monetario Internazionale di maggio 2025 aveva confermato l&#8217;effetto modesto del programma fino a quel momento: spread bid-ask pi&#249; stretti sulle emissioni meno liquide, nessun impatto significativo sui rendimenti in s&#233;.</p><p>Il 19 agosto 2026 il programma cambia scala. Il raddoppio della dimensione massima delle operazioni sul tratto dai dieci ai trent&#8217;anni arriva mentre quel segmento della curva &#232;, secondo diversi desk, in una condizione di scarsit&#224; di acquirenti che dura da fine giugno &#8212; quello che gli operatori chiamano una &#8220;buyers&#8217; strike&#8221;.</p><p>Il meccanismo di trasmissione &#232; preciso. Il Tesoro riacquista prioritariamente le emissioni <strong>off-the-run</strong> &#8212; i titoli emessi in aste precedenti, meno liquidi delle emissioni pi&#249; recenti (on-the-run), e pi&#249; soggetti a episodi di &#8220;repo fails&#8221;: mancate consegne nel mercato dei pronti contro termine, dove quei titoli fungono da collaterale per operazioni di finanziamento a brevissimo termine. Riducendo la quantit&#224; di quella carta scarsa e difficile da intermediare, il buyback allenta la pressione sul bilancio dei dealer esattamente nel punto in cui si concentra lo stress da capacit&#224;.</p><p><strong>Cosa significa in pratica.</strong> Il risultato osservabile &#232; una compressione dello swap spread &#8212; un movimento verso lo zero, o quantomeno una riduzione della sua negativit&#224;. Ed &#232; esattamente ci&#242; che si &#232; visto nel pomeriggio del 19 agosto: i rendimenti Treasury sono scesi non solo per l&#8217;aspettativa di minore offerta netta sul tratto lungo, ma perch&#233; la componente di &#8220;inconvenienza&#8221; &#8212; il premio negativo dovuto alla scarsit&#224; di capacit&#224; di intermediazione &#8212; si &#232; ridotta nello stesso momento.</p><h2>3. Perch&#233; non &#232; controllo della curva (e cosa lo distingue davvero)</h2><p>Il dibattito pubblico si &#232; polarizzato fra chi sostiene che il buyback non abbia nulla a che fare con il controllo della curva dei rendimenti (YCC) e chi, come l&#8217;economista Mohamed El-Erian, lo inquadra come parte di un pi&#249; ampio dispiegamento di elementi propri della YCC, quantomeno nell&#8217;effetto comportamentale sul mercato. Entrambe le posizioni colgono un pezzo di verit&#224;, ma la distinzione tecnica corretta passa da un concetto preciso: la <strong>neutralit&#224; di duration</strong>.</p><p>La YCC &#8212; lo strumento che la Bank of Japan ha impiegato per anni, ancorando il rendimento del decennale giapponese vicino allo zero &#8212; funziona per <strong>sottrazione netta</strong> di duration dal mercato. La banca centrale si impegna a comprare quantit&#224; illimitate di titoli a un rendimento dichiarato, e quella duration assorbita non viene restituita altrove: resta nel bilancio della banca centrale finch&#233; la difesa del livello &#232; in vigore. Quando il settore privato non trova sufficiente interesse a comprare tutto il debito a quel rendimento &#8212; ed &#232; esattamente questa la condizione che rende necessaria la YCC &#8212; la banca centrale diventa essa stessa l&#8217;acquirente mancante.</p><p>Qui si innesca una dinamica auto-rinforzante che vale la pena esplicitare, perch&#233; &#232; centrale per capire perch&#233; la YCC, una volta iniziata, tende a diventare permanente: pi&#249; la banca centrale compra, meno titoli restano liberamente disponibili sul mercato secondario; meno titoli disponibili, pi&#249; quelli rimasti diventano ricercati dagli investitori che necessitano di quel collaterale specifico; pi&#249; sono ricercati, pi&#249; il loro rendimento di mercato tende a scendere ulteriormente al di sotto del livello difeso; e pi&#249; scende, meno risulta appetibile per un investitore privato che potrebbe allocare capitale altrove a un rendimento comparabile. Il risultato paradossale &#232; che la banca centrale deve continuare a comprare non nonostante la scarsa domanda privata, ma proprio <em>a causa</em> di essa: ogni intervento rende necessario il successivo, in un ciclo che si autoalimenta.</p><p>Il buyback del Tesoro &#232; costruito su un principio opposto. &#200; &#8212; o quantomeno &#232; concepito per essere &#8212; <strong>duration-neutral</strong>: ogni riacquisto sul tratto lungo &#232; finanziato da nuova emissione altrove sulla curva, tipicamente sul fronte corto (bill e coupon a breve termine). Il debito viene riorganizzato, non cancellato, e soprattutto non si crea nessun acquirente aggiuntivo netto rispetto a quelli gi&#224; presenti sul mercato. Krishna Guha di Evercore ISI ha colto bene questa ambiguit&#224;, definendo il piano &#8220;una versione debole di Operation Twist&#8221; &#8212; richiamando lo strumento con cui la Fed, nel 2011-2012, vendeva titoli a breve per comprare titoli a lungo, alterando la forma della curva senza espandere il proprio bilancio complessivo.</p><p><strong>Cosa significa in pratica.</strong> Un buyback duration-neutral non pu&#242; comprimere il livello <em>aggregato</em> dei rendimenti, perch&#233; non cambia la quantit&#224; totale di duration che il mercato deve assorbire &#8212; la sposta soltanto da un punto della curva a un altro. Quello che pu&#242; fare, ed &#232; quello che ha fatto, &#232; ridurre l&#8217;attrito di intermediazione su un segmento specifico e illiquido, comprimendo lo swap spread in quel punto. &#200; un intervento di <em>plumbing</em> &#8212; di idraulica di mercato &#8212; non di politica monetaria. La conseguenza tecnica interessante, spesso trascurata nel dibattito pubblico, &#232; che finanziare i riacquisti sul lungo con emissione a breve dovrebbe in teoria esercitare una pressione leggermente al rialzo sui rendimenti a breve termine &#8212; pi&#249; offerta di bill comprime il loro prezzo e ne alza il rendimento, l&#8217;esatto opposto dell&#8217;effetto sul tratto lungo. &#200; una torsione della curva, non una sua compressione uniforme: si abbassa da una parte, si tiene sotto pressione dall&#8217;altra. Questo dettaglio torna centrale pi&#249; avanti, quando parliamo del fronte corto e di chi vi opera.</p><h2>4. I due canali di trasmissione verso gli asset</h2><p>Se il buyback &#232; puramente un fenomeno di plumbing e non tocca il livello aggregato dei rendimenti n&#233; crea nuova moneta, perch&#233; oro, argento e bitcoin hanno reagito con un&#8217;intensit&#224; che sembra sproporzionata rispetto a un&#8217;operazione da quattro miliardi di dollari contro un mercato Treasury da trentadue trilioni? La risposta, a nostro avviso, passa da due canali distinti, che &#232; essenziale tenere separati perch&#233; rispondono a logiche diverse e hanno orizzonti temporali diversi.</p><h3>4a. Il canale meccanico &#8212; capacit&#224; di bilancio e beta al collaterale</h3><p>Quando lo stress sul bilancio dei dealer si allenta su un segmento &#8212; in questo caso i Treasury off-the-run &#8212; quegli stessi intermediari recuperano capacit&#224; di bilancio in senso pi&#249; ampio, perch&#233; lo SLR vincola l&#8217;intero bilancio di una banca, non un singolo libro di attivit&#224;. Capacit&#224; liberata sul libro Treasury tende a tradursi, con un ritardo temporale, in capacit&#224; liberata anche su altri libri: intermediazione repo, prime brokerage, market-making su altri asset che richiedono bilancio per essere scambiati o finanziati &#8212; inclusi, come vedremo, i mercati degli swap valutari.</p><p><strong>Cosa significa in pratica.</strong> Pi&#249; capacit&#224; di intermediazione libera nel sistema significa, in modo indiretto ma osservabile empiricamente, pi&#249; margine per il sistema finanziario nel suo complesso di intermediare anche asset pi&#249; speculativi. Il bitcoin &#232; l&#8217;attivo con la sensibilit&#224; pi&#249; alta &#8212; il &#8220;beta&#8221; pi&#249; elevato &#8212; a questo tipo di variazione nella capacit&#224; e nella velocit&#224; con cui il collaterale circola nel sistema. Non &#232; un caso che un servizio di nowcasting come Nowcast IQ trovi, su dati 2022-2026, una correlazione sistematicamente negativa fra la probabilit&#224; di miglioramento della liquidit&#224; USA e i rendimenti forward del dollaro contro ogni valuta del proprio paniere di copertura, con un anticipo di circa due mesi: &#8220;la liquidit&#224; &#232; il carburante, e il carburante esce prima dal dollaro&#8221;. &#200; lo stesso principio, letto dal lato del cambio piuttosto che da quello del bitcoin.</p><h3>4b. Il canale di segnale &#8212; il buyback come prova, non come causa</h3><p>Il secondo canale &#232; probabilmente quello dominante in questo specifico episodio, ed &#232; di natura comportamentale pi&#249; che meccanica: il fatto stesso che il Tesoro debba intervenire attivamente sulla propria curva di emissione viene letto dal mercato come <strong>conferma</strong> di uno stress fiscale strutturale &#8212; non ne &#232; la causa, ne &#232; la prova rivelata. Bessent ha, in un certo senso, rivelato la propria soglia di dolore: il trentennale tocca un massimo di diciannove anni, e nel giro di ore arriva l&#8217;annuncio. &#200; lo stesso pattern osservato nell&#8217;aprile 2025, quando il decennale sfond&#242; il 4,7% in tre giorni e l&#8217;amministrazione fu costretta a un passo indietro sulla politica tariffaria.</p><p><strong>Cosa significa in pratica.</strong> &#200; questo il cocktail che rende scarso, e quindi desiderabile, un asset come l&#8217;oro: term premium in calo (il premio che gli investitori richiedono per il rischio di detenere duration a lungo termine), tassi reali in discesa, e la sensazione diffusa che il fronte corto della curva verr&#224; prima o poi inondato di nuova offerta per finanziare tutto il resto &#8212; un sentore di futura svalutazione della moneta, anche quando tecnicamente non viene creata nessuna riserva bancaria aggiuntiva e nessun dollaro viene stampato. Il canale meccanico spiega perch&#233; la correlazione fra allentamento della plumbing e bitcoin regge in modo relativamente stabile nel tempo, indipendentemente dal contesto specifico. Il canale di segnale spiega perch&#233; proprio questa settimana, e non un&#8217;altra di dimensione tecnica comparabile, abbia prodotto un movimento cos&#236; ampio sull&#8217;oro: la dimensione dell&#8217;operazione conta meno del <em>significato</em> che il mercato le attribuisce.</p><h2>5. Il sollievo che non tiene, e l&#8217;asimmetria internazionale</h2><p>Il rendimento del decennale, sceso a 4,647% nella giornata dell&#8217;annuncio, era gi&#224; risalito a 4,74% il venerd&#236; successivo &#8212; l&#8217;intero effetto dell&#8217;intervento riassorbito in due sedute, con la curva pi&#249; ripida dell&#8217;intero ciclo. Gli analisti di JPMorgan hanno scritto in una nota diffusa subito dopo che l&#8217;annuncio del Tesoro fa poco per affrontare i problemi di fondo che spingono i rendimenti al rialzo &#8212; deficit fiscali giudicati insostenibili, aspettative di inflazione in aumento. Una lettura sostanzialmente identica arriva da Wells Fargo Investment Institute: il buyback offre sollievo di solo breve termine, perch&#233; i motori strutturali restano tutti al loro posto.</p><p><strong>Cosa significa in pratica.</strong> Una parte non trascurabile del rally iniziale dei rendimenti &#232; stata amplificata da dinamiche tecniche di posizionamento, non solo dal meccanismo del buyback in s&#233;. I dati settimanali sui future Treasury pubblicati dalla CFTC (Commitment of Traders), aggiornati all&#8217;11 agosto &#8212; appena otto giorni prima dell&#8217;annuncio &#8212; mostravano gli speculatori pesantemente posizionati corti sul trentennale, con uno strength score al 20,9% (in territorio fortemente ribassista) e un deterioramento di quasi 31 punti percentuali nelle sei settimane precedenti &#8212; il calo pi&#249; marcato fra tutti i contratti monitorati. Specularmente, i commercial hedger (in pratica i dealer, con l&#8217;incentivo a posizionarsi in senso opposto agli speculatori) erano posizionati lunghi in modo estremo, con score al 73,5% sul trentennale e all&#8217;88,6% sul decennale. Quando l&#8217;annuncio ha spinto i prezzi obbligazionari al rialzo, quella base corta affollata si &#232; dovuta coprire in fretta &#8212; comprando per chiudere posizioni in perdita &#8212; amplificando artificialmente la discesa iniziale dei rendimenti oltre quanto il solo meccanismo del buyback avrebbe giustificato. &#200; un dettaglio tecnico importante perch&#233; spiega, almeno in parte, perch&#233; il sollievo si sia sgonfiato cos&#236; rapidamente: una volta esaurita la dinamica di copertura forzata, il mercato &#232; tornato a prezzare i fondamentali che il buyback non risolve.</p><p>La trasmissione internazionale nella stessa finestra racconta una storia altrettanto istruttiva sul funzionamento asimmetrico del canale: i rendimenti a lungo termine in Giappone sono scesi bruscamente nella stessa seduta dell&#8217;annuncio americano, mentre l&#8217;impatto sul mercato tedesco &#232; stato quasi impercettibile, con il trentennale del Bund appena mosso dal proprio massimo a quindici anni toccato il giorno precedente. Il canale Stati Uniti-Giappone resta strutturalmente il pi&#249; reattivo del sistema globale &#8212; non a caso lo stesso Tesoro americano aveva gi&#224; dimostrato, sedici giorni prima, di poter intervenire direttamente sul cambio yen-dollaro con un&#8217;operazione congiunta stimata attorno ai sessanta miliardi di dollari, la prima partecipazione diretta di Washington a un&#8217;intervento valutario in decenni. Il canale Stati Uniti-Europa resta invece il pi&#249; isolato dei due, un&#8217;asimmetria che merita attenzione per chi costruisce portafogli cross-asset su questa tesi.</p><h2>6. Il dollaro: posizionamento affollato, non solo differenziale di tasso</h2><p>Il dollaro non era in un declino ininterrotto dal crollo strutturale del 2025, ed &#232; importante dirlo con chiarezza perch&#233; la narrativa dominante tende a raccontarla in modo semplificato. Dopo il minimo di fine gennaio 2026 (area 96,5-97 sull&#8217;indice DXY), il dollaro aveva impostato un recupero durato mesi, toccando un massimo di 101,51 il 27 luglio &#8212; erodendo progressivamente le certezze di chi dava per acquisita la tesi di debasement strutturale maturata nel 2025.</p><p>La rottura arriva esattamente con l&#8217;episodio che stiamo analizzando: il DXY scende fino a 98,8 il 21 agosto, il calo giornaliero pi&#249; marcato da marzo, nella stessa seduta dell&#8217;annuncio.</p><p><strong>Cosa significa in pratica &#8212; e qui il meccanismo &#232; pi&#249; diretto di quanto sembri.</strong> A fine luglio 2026 gli speculatori sull&#8217;indice del dollaro avevano portato le proprie posizioni nette lunghe a un massimo di dodici mesi, con uno strength score COT all&#8217;86% &#8212; territorio bullish-estremo. Il dollaro era forte, in quel momento, non tanto per fondamentali eccezionali quanto perch&#233; il posizionamento di mercato era affollato in una sola direzione. Quando il buyback innesca la copertura forzata dei corti obbligazionari e i rendimenti crollano pi&#249; rapidamente di quanto il solo meccanismo giustificherebbe, il vantaggio di rendimento che sosteneva quei lunghi sul dollaro si restringe nel giro di ore &#8212; e una posizione affollata che perde di colpo la propria giustificazione non si smonta con calma, si smonta con vendite forzate, perch&#233; tutti cercano la stessa uscita nello stesso momento. &#200; lo stesso meccanismo di stop-out visto sui future Treasury, applicato in parallelo sul mercato valutario: due posizionamenti estremi, sui due lati della stessa relazione di rendimento, che saltano in sequenza quando la giustificazione comune viene meno.</p><p>Un secondo elemento, pi&#249; sottile e verificabile con dati pubblici, riguarda il mercato dei cross-currency basis swap &#8212; lo strumento che misura quanto costa procurarsi dollari tramite swap valutario invece che a prestito diretto. L&#8217;indice CME EUR/USD Cross-Currency Basis (ticker XEURBI), che misura la deviazione in punti base dalla parit&#224; coperta dei tassi d&#8217;interesse, mostra una compressione netta proprio nei giorni immediatamente successivi all&#8217;annuncio: da 0,37 il 18 agosto a 0,04 il 19 (giorno dell&#8217;annuncio), fino a -0,16 il 20 e -0,33 il 21. La magnitudine &#232; contenuta &#8212; parliamo di frazioni di punto base &#8212; ma la direzione e la persistenza nei tre giorni successivi all&#8217;annuncio sono coerenti con il canale meccanico descritto nella sezione 4a: capacit&#224; di bilancio liberata sul libro Treasury che si propaga, con un breve ritardo, anche al libro FX dello stesso dealer, rendendo marginalmente pi&#249; economico procurarsi dollari sul mercato degli swap valutari. Una cautela d&#8217;obbligo: la finestra 7-14 agosto coincide ancora con la coda dell&#8217;intervento sullo yen del 3 agosto, il che rende difficile isolare pulitamente l&#8217;effetto del buyback da quello, ancora attivo, dell&#8217;intervento valutario precedente &#8212; due operazioni dello stesso Tesoro, a sedici giorni di distanza, sulla stessa risorsa scarsa (la capacit&#224; di bilancio dei dealer per intermediare dollari). Il pattern del 19-21 agosto, per&#242;, arriva a sufficiente distanza dall&#8217;intervento yen da poter essere attribuito con maggiore fiducia all&#8217;episodio buyback.</p><p>Su un piano pi&#249; politico, vale la pena notare la contraddizione retorica dell&#8217;amministrazione: Bessent ha ribadito pi&#249; volte nel corso dell&#8217;anno &#8212; a fine gennaio, a febbraio, ancora a fine giugno &#8212; la politica di dollaro forte, mentre il Presidente Trump ha pi&#249; volte accolto con favore il calo della valuta, costringendo lo stesso Bessent a smentire pubblicamente l&#8217;idea di un disallineamento fra le due posizioni. Questa incoerenza rende meno credibile la lettura di un&#8217;unica regia coordinata sul modello del cosiddetto Mar-a-Lago Accord teorizzato da Stephen Miran (oggi Chairman del Council of Economic Advisers) &#8212; un&#8217;ipotesi di svalutazione negoziata del dollaro sul modello del Plaza Accord del 1985. La sequenza logica dello stesso paper di Miran richiederebbe peraltro prima un dollaro forte, per assorbire lo shock inflazionistico delle tariffe, e solo successivamente un deprezzamento pilotato &#8212; non il contrario di quanto osservato quest&#8217;anno. Pi&#249; plausibile un interventismo con scopi multipli e sovrapposti, senza un&#8217;unica regia: stabilit&#224; finanziaria del tratto lungo, costo del debito per il Tesoro, calendario elettorale a due mesi dalle midterm, il rischio di una stretta finanziaria eccessiva se dollaro forte e rendimenti alti si fossero sommati (un rischio concreto per la competitivit&#224; manifatturiera, che l&#8217;ISM di luglio &#8212; a 55,6, massimo da maggio 2022, con l&#8217;occupazione di settore tornata in espansione per la prima volta in trentatr&#233; mesi &#8212; conferma essere reale e non solo retorica), il rischio di uno scioglimento disordinato del carry trade in yen, e un fattore meno discusso ma concreto: l&#8217;effetto di un dollaro eccessivamente forte su materie prime agricole gi&#224; in tensione per conto proprio, con il grano ai massimi da tre anni per le interruzioni dei flussi dal Mar Nero.</p><h2>7. Il trade del debasement sui metalli e su bitcoin, con una cautela tecnica</h2><p>L&#8217;oro tocca un massimo parabolico sopra i 5.600 dollari il 29 gennaio 2026, l&#8217;argento supera i 120 dollari il giorno successivo; la nomina a sorpresa di Kevin Warsh alla presidenza della Federal Reserve il 30 gennaio innesca un crollo di giornata del 16% sull&#8217;oro e del 39% sull&#8217;argento, azzerando in poche ore il premio di &#8220;moneta facile&#8221; che si era accumulato dal 2024. Il minimo del ciclo correttivo arriva a met&#224; luglio &#8212; oro verso i 3.900 dollari, argento verso i 55 &#8212; esattamente la finestra che questa testata aveva indicato a dicembre 2025 come zona di accumulo per la fase finale del ciclo rialzista strutturale, prima ancora di sapere quale catalizzatore specifico l&#8217;avrebbe innescata. Il catalizzatore puntuale non era prevedibile; la logica strutturale s&#236;, ed &#232; quella che ha retto.</p><p>Da fine luglio il rimbalzo riparte, e agosto porta l&#8217;accelerazione: la compressione dello swap spread descritta nella sezione 2, sommata al canale di segnale sul debasement descritto nella sezione 4b, spinge l&#8217;oro sopra i 4.600 dollari con argento e bitcoin al seguito.</p><p><strong>Cosa significa in pratica &#8212; e qui vale una nota di cautela tecnica che non va nascosta.</strong> Una lettura basata sulla teoria delle onde di Elliott colloca il massimo di gennaio come chiusura di un ciclo rialzista di grado maggiore, e legge l&#8217;intera accelerazione di agosto &#8212; quella che abbiamo appena descritto come coerente con il meccanismo swap spread &#8212; come un rimbalzo correttivo (un&#8217;onda B) dentro una correzione pi&#249; ampia, non come la ripartenza del trend strutturale. Che questa correzione sia effettivamente conclusa resta, a nostro avviso, tutt&#8217;altro che scontato. Il tipo di evento che potrebbe smentire la tesi bullish di breve termine rientra in tre categorie distinte: una crisi di liquidit&#224; vera, dove si vende anche l&#8217;oro per fare cassa prima che torni a funzionare da rifugio; un&#8217;economia americana che sorprende cos&#236; tanto al rialzo da rendere ingiustificata la narrativa di sfiducia fiscale; oppure una de-escalation geopolitica che rimuove di colpo il premio di paura oggi incorporato nei prezzi (Iran, Stretto di Hormuz). Tre porte diverse, stesso risultato potenziale: la tesi che oggi sostiene il prezzo si romperebbe. Non prendiamo posizione su quale, se alcuna, si materializzer&#224; &#8212; ma &#232; un rischio che chi &#232; posizionato lungo su questi asset dovrebbe tenere esplicitamente in conto, non solo per completezza analitica ma perch&#233; il precedente di gennaio (un catalizzatore del tutto imprevisto, la nomina di un chairman Fed, che ha cancellato mesi di rally in poche ore) dimostra che il rischio di coda su questi asset non &#232; teorico.</p><h2>8. Il fronte corto, lo shadow banking e gli emittenti di stablecoin</h2><p>Un avvertimento metodologico prima di chiudere il cerchio: non tutto ci&#242; che &#232; salito nella stessa settimana &#232; salito per lo stesso motivo. Diversi titoli e settori che hanno corso in parallelo avevano catalizzatori propri, del tutto indipendenti dal meccanismo swap spread &#8212; dati societari specifici, rotazioni settoriali gi&#224; in corso da prima dell&#8217;annuncio. Attribuire l&#8217;intero movimento incrociato a un&#8217;unica causa produrrebbe un&#8217;illusione ottica da compressione temporale, non un&#8217;analisi.</p><p>Il settore degli emittenti di stablecoin merita invece un trattamento a s&#233;, perch&#233; il legame con il meccanismo che abbiamo descritto &#232; reale mal &#232; pi&#249; indiretto di quanto sembri. Il prezzo di questi titoli si muove soprattutto su scadenze regolamentari del GENIUS Act &#8212; la legge federale che disciplina l&#8217;emissione di stablecoin, il cui periodo di transizione si &#232; concluso il 18 luglio 2026 &#8212; non sulla liquidit&#224; obbligazionaria in s&#233;. La correlazione osservata con il bitcoin &#232; in gran parte di appartenenza settoriale (tutto ci&#242; che &#232; percepito come &#8220;crypto&#8221; tende a muoversi insieme nei momenti di propensione al rischio), non un canale di trasmissione diretto.</p><p>Il legame tecnico vero passa dal fronte corto della curva descritto nella sezione 3. La normativa impone che le riserve a garanzia di uno stablecoin regolamentato siano detenute quasi interamente in contanti o titoli di Stato a brevissima scadenza. Pi&#249; il Tesoro finanzia i riacquisti sul tratto lungo con nuova emissione a breve termine &#8212; esattamente la torsione di curva descritta nella sezione 3 &#8212; pi&#249; cresce l&#8217;offerta di quella stessa carta a breve che compone le riserve di ogni emittente regolamentato di stablecoin. &#200; lo stesso principio dietro l&#8217;ipotesi, avanzata anche da alcuni analisti macro indipendenti, che pi&#249; Bessent inonda il fronte corto con bill e cedole brevi, pi&#249; aumenta la probabilit&#224; che la Federal Reserve debba prima o poi riavviare acquisti di Reserve Management Operations (RMO) per mantenere funzionante il mercato monetario &#8212; il momento in cui, secondo questa lettura, l&#8217;operazione smetterebbe di essere pura plumbing e diventerebbe un vero evento di liquidit&#224; in senso stretto.</p><p><strong>Cosa significa in una cornice pi&#249; ampia.</strong> Le banche tradizionali hanno una capacit&#224; di bilancio vincolata dallo SLR, come descritto nella sezione 1: non possono assorbire quantit&#224; illimitate di debito pubblico senza accantonare capitale. Gli emittenti di stablecoin, strutturalmente, aggirano proprio quel vincolo &#8212; sono entit&#224; non bancarie che raccolgono dollari dal pubblico e li parcheggiano in Treasury a breve termine, senza i requisiti patrimoniali di una banca vera. &#200;, in scala ridotta, lo stesso ruolo che fondi del mercato monetario e mercato repo hanno sempre svolto nel cosiddetto shadow banking &#8212; canali di intermediazione paralleli al sistema bancario regolamentato, capaci di assorbire debito e fornire liquidit&#224; senza passare dai vincoli di capitale delle banche vere e proprie. La differenza rispetto ai canali storici dello shadow banking pre-2008 &#232; significativa: quei canali crebbero ai margini della vigilanza, spesso in modo opaco, fino a diventare essi stessi fonte di instabilit&#224; sistemica nella crisi del 2008. Gli stablecoin regolamentati nascono invece direttamente come infrastruttura semi-ufficiale, disciplinata dal GENIUS Act &#8212; shadow banking che il legislatore ha scelto di coltivare apertamente, non di tollerare ai margini. Se il canale bancario tradizionale fatica strutturalmente ad assorbire l&#8217;offerta crescente di debito pubblico per via dei propri vincoli patrimoniali, un canale alternativo che cresce rapidamente e senza quegli stessi vincoli diventa, quasi per definizione, parte della soluzione che il Tesoro sta attivamente cercando di costruire.</p><h2>9. Non &#232; una storia nuova</h2><p>Chi segue questa testata da tempo riconoscer&#224; l&#8217;architettura di fondo, perch&#233; non &#232; la prima volta che la descriviamo. Nel giugno 2025 avevamo gi&#224; delineato quello che allora chiamavamo, riprendendo un&#8217;espressione coniata da un analista di Deutsche Bank, il &#8220;Pennsylvania Plan&#8221;: una strategia di repressione finanziaria domestica per assorbire il debito americano senza dipendere dagli acquirenti esteri (la cui quota di Treasury detenuti &#232; scesa dal 49% del 2011 al 29% attuale), costruita su due pilastri &#8212; le stablecoin come veicolo di domanda strutturale per il debito a breve termine, e l&#8217;uso della leva regolamentare, all&#8217;epoca concentrata sulla riforma dello SLR, per orientare le banche verso l&#8217;acquisto di Treasury senza che la Federal Reserve dovesse muovere direttamente il proprio bilancio.</p><p>A dicembre 2025, discutendo delle Reserve Management Operations della Fed, avevamo isolato la stessa distinzione concettuale che ritorna oggi centrale: manutenzione tecnica delle tubature contro stimolo monetario vero. Il buyback di agosto 2026 non &#232; uno strumento nuovo &#8212; &#232; l&#8217;ultimo capitolo di un&#8217;architettura che questa testata aveva gi&#224; mappato, in cui una Federal Reserve che resta formalmente ferma sul proprio bilancio convive con un Tesoro e regolatori bancari che fanno il lavoro attraverso strumenti indiretti: ieri la riforma dello SLR, oggi il riacquisto del debito, domani &#8212; se la pressione sul fronte corto continuer&#224; a crescere &#8212; forse di nuovo la Fed stessa, attraverso le RMO.</p><h2>10. Cosa resta aperto</h2><p>Il fatto pi&#249; rilevante di questa settimana non &#232; forse la dimensione dell&#8217;operazione &#8212; quattro miliardi di dollari restano una frazione minima di un mercato Treasury da trentadue trilioni &#8212; ma che lo swap spread si sia riaperto in appena due sedute, e che il mercato abbia smesso di aspettare un annuncio della Federal Reserve per prezzare lo stress fiscale strutturale. Bessent ha anticipato che luned&#236; l&#8217;amministrazione presenter&#224; una nuova iniziativa di consolidamento fiscale, affidata a lui stesso e al direttore del Bilancio Russ Vought su mandato diretto del Presidente: sapremo solo allora se le due mosse &#8212; plumbing sul debito e disciplina sulla spesa &#8212; si sommano in una strategia coerente, o restano due risposte separate allo stesso stress sottostante.</p><p>Vale una cautela finale, di metodo oltre che di merito: l&#8217;intera sequenza che abbiamo ricostruito in questo editoriale poggia su un equilibrio pi&#249; instabile di quanto la narrazione ordinata lasci intendere. Un dato sul mercato del lavoro pi&#249; debole del previsto, un episodio di growth scare, o un fattore del tutto esogeno &#8212; geopolitico, energetico, o semplicemente imprevisto &#8212; potrebbero ribaltare in pochi giorni ciascuno dei fili che abbiamo isolato: il dollaro, i rendimenti, il trade sui metalli, persino la lettura che diamo delle intenzioni del Tesoro. Detto questo, l&#8217;ipotesi di base che proponiamo &#232; che la tensione sul tratto lungo, e quindi il ricorso a strumenti come questo, non si esaurisca in una singola settimana: con le elezioni di medio termine a circa due mesi di distanza, &#232; ragionevole aspettarsi che Washington continui a testare &#8212; ed essere testata dal mercato &#8212; fino a novembre, salvo che uno dei fattori esogeni sopra citati non cambi lo scenario prima.</p><p>La domanda utile, da qui in avanti, non &#232; pi&#249; a quale livello si fermeranno i rendimenti. &#200; cosa succede la prossima volta che il Tesoro dovr&#224; intervenire di nuovo &#8212; e quanto margine resti, la prossima volta, per farlo con lo stesso strumento.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[PRIMO OBBIETTIVO RAGGIUNTO]]></title><description><![CDATA[Le sanzioni &#8220;pi&#249; dure della storia&#8221;: conferenza stampa fissata per luned&#236;, i dettagli ancora da definire]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/primo-obbiettivo-raggiunto</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/primo-obbiettivo-raggiunto</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Fri, 21 Aug 2026 09:22:19 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!91wv!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fde63caa3-59b9-476d-b203-d259020caba5_1287x507.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2>Le sanzioni &#8220;pi&#249; dure della storia&#8221;: conferenza stampa fissata per luned&#236;, i dettagli ancora da definire</h2><p>Sulle sanzioni di cui si discuteva ieri, il quadro si &#232; chiarito ma non ancora completato. Bessent ha confermato in una lunga intervista CNBC che terr&#224; una <strong>conferenza stampa luned&#236; 24 agosto</strong> per illustrare il pacchetto, definendolo ancora una volta &#8220;le sanzioni pi&#249; dure della storia&#8221; e ribadendo la formula del &#8220;one-two punch&#8221; &#8212; isolamento economico coordinato insieme al blocco navale, che proseguirebbe comunque garantendo l&#8217;uscita di navi tramite la corsia meridionale. Ha aggiunto dichiarazioni piuttosto nette: &#8220;faremo collassare questo regime&#8221;, &#8220;la pressione economica massima significa probabilmente <strong>nessuna ripresa cinetica del conflitto</strong>&#8221;, e &#8212; passaggio delicato &#8212; ha invitato esplicitamente la Cina a &#8220;cooperare&#8221;, ricordando che Pechino riceve circa met&#224; della propria energia dal Golfo, pur specificando che i dettagli su un eventuale coinvolgimento cinese &#8220;&#232; meglio discuterli in privato&#8221;. Il Ministero degli Esteri iraniano ha replicato bollando le misure come &#8220;terrorismo economico&#8221; contro la popolazione civile.</p><p>N<strong>on &#232; stato ancora pubblicato alcun dettaglio operativo</strong> &#8212; nomi di entit&#224;, banche o raffinerie designate. Le indiscrezioni circolate finora (raffinerie &#8220;teapot&#8221; cinesi, banche di finanziamento, corridoi commerciali via terra) restano ipotesi, non conferme. Il comunicato formale arriva luned&#236;.</p><div><hr></div><h2>Bessent apre anche il fronte fiscale: &#8220;buona probabilit&#224; che il picco del deficit sia gi&#224; alle spalle&#8221;</h2><p>Nella stessa intervista, durata oltre venti minuti, Bessent ha anticipato che l&#8217;amministrazio<strong>ne presenter&#224; un annuncio sulla politica fiscale &#8220;probabilmente a fine settimana o inizio della prossima&#8221;, con un focus rafforzato sul consolidamento dei conti pubblici </strong>&#8212; affiancato dal direttore del Budget Vought, che a suo dire &#8220;sa dove tagliare&#8221;. Ha liquidato la soglia dei 40.000 miliardi di debito pubblico come priva di significato particolare (&#8221;non c&#8217;&#232; nulla di magico in quel numero&#8221;), ha sostenuto che &#8220;possiamo crescere per uscire dal problema del debito&#8221;, e ha collegato la task force anti-frode del Vicepresidente Vance a un potenziale risparmio di &#8220;centinaia di miliardi di dollari&#8221;. Sul riacquisto di Treasury a lunga scadenza ha precisato che l&#8217;operazione potrebbe superare i 4 miliardi di dollari, motivandola con la scarsa liquidit&#224; sul tratto trentennale pi&#249; che con un obiettivo di livello dei tassi &#8212; &#8220;i rendimenti non riflettono i fondamentali sottostanti&#8221;, ha detto, aggiungendo che &#8220;i mercati si sono un po&#8217; spinti in avanti da soli&#8221;.</p><p>Sul fronte opposto della barricata istituzionale, il presidente della Fed di St. Louis Musalem ha offerto un quadro assai pi&#249; cauto: ha rivelato di aver raccomandato un rialzo a luglio, giudica l&#8217;inflazione sottostante &#8220;tra il 2,5 e il 3%, troppo alta&#8221;, nota segnali di spiazzamento del credito in alcuni segmenti dell&#8217;economia, e ha individuato in un possibile &#8220;Super El Ni&#241;o&#8221; il prossimo shock di offerta da monitorare. Ha comunque preferito non sbilanciarsi sulla decisione di settembre.</p><div><hr></div><h2>Il dollaro cede, l&#8217;oro sfonda nuovi massimi: la lettura &#232; quasi tutta un derivato del riacquisto Treasury</h2><p>L&#8217;Indice Dollaro si &#232; indebolito costantemente da mercoled&#236;, scendendo fino ad area 98,70 stamattina, il livello pi&#249; basso da tre mesi &#8212; un calo che diverse banche attribuiscono direttamente all&#8217;annuncio sui riacquisti, letto come segnale che Washington &#232; disposta a intervenire pur di comprimere artificialmente i rendimenti, con conseguenze potenzialmente debasing sulla valuta nel medio periodo. L&#8217;oro ha approfittato pienamente del movimento: dopo aver riconquistato quota 4.500 dollari mercoled&#236;, ha proseguito la salita fino a superare i 4.600 questa mattina, il massimo da giugno, con le scommesse su un rialzo Fed che continuano a ritirarsi proprio mentre il dollaro si indebolisce &#8212; un allineamento raro dei due canali che nei giorni scorsi si erano invece mossi in tensione tra loro. L&#8217;argento sta testando la propria media mobile a 100 giorni nello stesso movimento.</p><p>Un dato tecnico che vale la pena isolare: l&#8217;asta di TIPS trentennale di ieri sera ha &#8220;stopped through&#8221; di 1,8 punti base (segno di domanda superiore al previsto), con un bid-to-cover salito a 2,82 da 2,75 &#8212; la domanda di protezione dall&#8217;inflazione a lunghissimo termine resta quindi solida, anche mentre il resto della curva nominale viene sostenuto artificialmente dal Tesoro.</p><p>Ad ogni modo il fallimento di contenere gli yield e/o il dollaro, si potrebbe tradurre in un fallimento del rally dei metalli, che in generale, ha respiro. Non a caso procediamo sotto ad esaminare il rame che stamane si &#232; svegliato&#8230;</p><div><hr></div><h2>Il rame riprende a salire: perch&#233; il segnale &#232; pi&#249; ambiguo del solito e cosa dice chi pensa che il rally sia maturo</h2><p>Vale la pena una sezione a s&#233; sul rame, perch&#233; la domanda che si pone il mercato in questi giorni &#8212; se il rally sia ancora nella sua fase iniziale o se abbia gi&#224; raggiunto un top ciclico &#8212; non ha una risposta univoca tra gli analisti. I<strong>l quadro dei numeri: il rame LME ha superato i 14.800 dollari per tonnellata a met&#224; agosto, con il rame cash scambiato a un premio di 207,50 dollari sul contratto a tre mesi &#8212; il livello di backwardation pi&#249; ampio dell&#8217;anno, segno di scarsit&#224; fisica acuta pi&#249; che di semplice speculazione finanziaria. Sul COMEX, i future hanno toccato un massimo storico vicino ai 6,90 dollari per libbra a inizio agosto, per poi ritracciare nella stessa seduta. Questo fino a ieri perch&#233; oggi &#232; in suntuoso rialzo.</strong></p><p>Il punto di disaccordo tra gli osservatori riguarda proprio la natura della domanda che sta sostenendo il rally. Da un lato, chi lo giudica strutturale sottolinea che la traiettoria non &#232; guidata da un&#8217;accelerazione ciclica generalizzata dell&#8217;economia globale &#8212; il tradizionale segnale di &#8220;Dr. Copper&#8221; &#8212; ma da fattori di offerta (il taglio dei concentrati dalla Repubblica Democratica del Congo, difficolt&#224; operative in Cile, un guasto a un impianto in Indonesia, restrizioni cinesi sull&#8217;export di acido solforico necessario alla produzione elettrolitica) sommati a una domanda strutturale legata a elettrificazione e data center che, secondo Goldman Sachs, renderebbe il rame &#8220;il target con il maggior potenziale di crescita&#8221; tra le materie prime &#8212; un data center consumerebbe secondo alcune stime fino a dieci volte il rame di una struttura tradizionale equivalente. Dall&#8217;altro lato, non mancano letture pi&#249; caute: un analista citato da Yahoo Finance ha osservato esplicitamente che, pur in un mercato &#8220;in deficit pi&#249; profondo anno su anno<em>&#8221;, &#8220;i fondamentali non supportano certamente il rame ai livelli attuali&#8221; &#8212; un giudizio che si basa sul rischio di distruzione della domanda ad alti prezzi e sulla possibilit&#224; che le scorte tariffarie accumulate negli Stati Uniti si sblocchino non appena arrivasse chiarezza sulla politica commerciale, esercitando pressione sul COMEX rispetto al LME.</em></p><p>La sintesi pi&#249; onesta &#232; che il rame di oggi &#232; comparabile solo parzialmente ai cicli storici: la sua domanda &#232; trainata da un mix specifico (elettrificazione, AI, restrizioni di offerta concentrate in poche giurisdizioni) che rende meno affidabile la lettura tradizionale del metallo come termometro della crescita globale &#8212; un punto sollevato esplicitamente da pi&#249; testate finanziarie negli ultimi giorni. Se il rally proseguir&#224; o trover&#224; un massimo locale dipender&#224; quindi meno dal ciclo macro complessivo e pi&#249; dalla risoluzione delle specifiche disrupzioni di offerta attualmente in corso &#8212; cosa che rende, paradossalmente, pi&#249; difficile prevedere il rame usando gli strumenti macro tradizionali proprio nel momento in cui il suo prezzo fa pi&#249; notizia.</p><div><hr></div><h2>I rendimenti: la sequenza precisa, e perch&#233; il mercato ha gi&#224; in gran parte disfatto la mossa di mercoled&#236;</h2><p>Vale la pena ricostruire la sequenza con ordine cronologico corretto, perch&#233; il quadro &#232; pi&#249; stratificato di una semplice &#8220;il Tesoro interviene, i rendimenti scendono&#8221;. <strong>Mercoled&#236; 19</strong> il trentennale aveva ceduto 9 punti base al 5,19%, il decennale 5 punti base al 4,64%, e il dollaro lo 0,8% &#8212; la reazione immediata e genuina all&#8217;annuncio sui riacquisti. In serata sono uscite anche le minute FOMC, con il tono hawkish gi&#224; descritto nei numeri precedenti, e uno studio della Fed di Boston che merita una menzione a s&#233;: secondo l&#8217;analisi, i dazi avrebbero aggiunto circa l&#8217;1,44% alla core inflation USA del 2025, ma i guadagni di produttivit&#224; ne avrebbero sottratti 0,93 punti &#8212; un effetto compensativo raggiunto, nota lo studio, &#8220;producendo lo stesso output con meno occupati&#8221;. &#200; un dato che si allinea a un fenomeno pi&#249; ampio osservato negli ultimi trimestri: gli utili aziendali USA sono cresciuti insieme al PIL a fronte di un&#8217;occupazione stabile o in lieve calo &#8212; uno scostamento dal pattern storico che rafforza l&#8217;ipotesi di un contributo gi&#224; misurabile della produttivit&#224; legata all&#8217;AI.</p><p><strong>Gioved&#236; 20</strong>, per&#242;, il quadro si &#232; ribaltato quasi per intero: i rendimenti USA hanno sostanzialmente ritracciato i cali di mercoled&#236;. Il trentennale ha recuperato 5 dei 9 punti base persi, il decennale ha cancellato l&#8217;intero calo, e sulle scadenze pi&#249; brevi i rendimenti sono saliti persino pi&#249; di quanto fossero scesi il giorno prima &#8212; complici <em>sia un Philly Fed Manufacturing Survey che ha letteralmente stracciato il consenso (massimo da aprile 2021, con la componente sulle attese a 6 mesi balzata di 39 punti, da 34,40 a 73,30, il livello pi&#249; alto dall&#8217;agosto 1983) sia il petrolio tornato a salire sulla retorica di Trump</em> &#8212; &#8220;sto annunciando l&#8217;operazione economica pi&#249; schiacciante contro l&#8217;Iran&#8221;, &#8220;guerra economica e isolamento su scala senza precedenti&#8221;, &#8220;misure storiche che paralizzeranno l&#8217;Iran&#8221; &#8212; dichiarazioni pubblicate a stretto giro con l&#8217;intervista di Bessent gi&#224; descritta sopra.</p><p>Nella stessa giornata di gioved&#236; &#232; comparsa un&#8217;ondata di editoriali critici sulla mossa del Tesoro, con toni netti: il Wall Street Journal ha titolato sul possibile declino dello status di &#8220;safe haven&#8221; del mercato Treasury; l&#8217;economista Mohamed El-Erian ha scritto che una strategia di controllo della curva dei rendimenti &#8220;&#232; tutt&#8217;altro che un pasto gratis&#8221; (concordo); una strategist di Societe Generale ha dichiarato che l&#8217;operazione &#8220;sembra pi&#249; una strategia di comunicazione che qualcosa capace di frenare in modo significativo la salita dei rendimenti a lunga scadenza&#8221;. Bessent, forse proprio in risposta a queste critiche, &#232; tornato sull&#8217;argomento in un&#8217;intervista CNBC nel pomeriggio, ribadendo che i riacquisti &#8220;potrebbero essere pi&#249; ampi dei 4 miliardi annunciati&#8221; e di avere &#8220;un grande strumentario&#8221; a disposizione &#8212; ma il mercato lo ha sostanzialmente ignorato, anche perch&#233; <strong>gli acquisti effettivi non partiranno prima del 9 settembre</strong>, oltre due settimane da oggi.</p><p>Un solo asset non ha ritracciato i movimenti di mercoled&#236;: il dollaro, rimasto debole nonostante il ribaltamento su tassi e azionario. &#200; una lettura interessante di per s&#233; &#8212; i dubbi sull&#8217;efficacia della mossa di Bessent non sembrano toccare la valuta, che ne uscirebbe indebolita in entrambi gli scenari: se l&#8217;intervento riuscisse a comprimere i rendimenti, l&#8217;effetto sarebbe debasing sul dollaro; se fallisse, implicherebbe una fragilit&#224; del Tesoro altrettanto negativa per la valuta. Le materie prime, rame incluso, continuano a beneficiarne.</p><p>La situazione &#232; cos&#236; complessa che per il momento osservo quello che mi sta dicendo il ciclo del dollaro in chiave EUR/USD che a noi tutti interessa e lo lascio anche alla vostra libera interpretazione:</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!91wv!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fde63caa3-59b9-476d-b203-d259020caba5_1287x507.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!91wv!, /__u/zugzwangmacro.substack.com/w_424, /__u/zugzwangmacro.substack.com/c_limit, /__u/zugzwangmacro.substack.com/f_webp, /__u/zugzwangmacro.substack.com/q_auto:good, 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indici: il Kospi ha guidato con un +5,9% trainato ancora dai produttori di memoria &#8212; un pattern ormai consueto in queste settimane &#8212; con Nikkei e Indonesia sopra il punto percentuale e le &#8220;H&#8221; shares cinesi vicine a un guadagno dell&#8217;1%. Sul fronte macro, la bilancia commerciale giapponese di luglio ha sorpreso al rialzo su entrambi i lati, con l&#8217;export al ritmo di crescita pi&#249; forte dal 2022, gonfiato dalla domanda di hardware AI. In Cina, le indiscrezioni su nuove misure di stimolo si sono intensificate: la stampa ufficiale ha suggerito che il rallentamento degli investimenti privati potrebbe attenuarsi con il sostegno di policy in arrivo, mentre Shanghai starebbe pianificando di aumentare gli acquisti di abitazioni usate da convertire in affitti a prezzi accessibili.</p><p>L&#8217;apertura europea di gioved&#236; &#232; stata invece opaca fin da subito, scontando sia la perdita di momentum di Wall Street della sera precedente sia il ritracciamento dei tassi USA in corso. Il gas naturale europeo ha superato il massimo del 24 luglio, segnando un nuovo massimo da gennaio 2023, complice anche la retorica Trump sull&#8217;Iran. Il PPI tedesco sopra attese ha completato il quadro negativo. L&#8217;Eurostoxx 50 ha chiuso in calo per la quinta seduta consecutiva, lo Stoxx 600 per la settima &#8212; una serie negativa che comincia a configurarsi come correzione vera e propria, non solo consolidamento.</p><div><hr></div><h2>Dati macro USA: un Philly Fed fuori scala, claims in lieve calo</h2><p>Le richieste di sussidio settimanali sono scese a 206.000 contro un atteso 210.000, restando comunque per la quinta settimana consecutiva appena sopra i 200.000 &#8212; un mercato del lavoro che il quadro complessivo continua a descrivere come resiliente pi&#249; che in deterioramento. Le richieste continuative sono salite a 1,799 milioni da 1,777, con la media mobile a quattro settimane in aumento a 204.000 da 199.000. L&#8217;indice anticipatore USA di luglio &#232; salito dello 0,2% contro un atteso 0,1%, un&#8217;altra sorpresa positiva contenuta ma nella stessa direzione &#8212; coerente con il balzo del Philly Fed gi&#224; descritto sopra, che insieme all&#8217;altra survey manifatturiera regionale pubblicata questo mese offre un segnale di forza industriale piuttosto netto per l&#8217;inizio di agosto.</p><p>In Canada, i prezzi alla produzione industriale hanno sorpreso nettamente al rialzo (+0,6% mensile contro un atteso -0,4%), mentre l&#8217;indice dei prezzi delle materie prime grezze &#232; sceso pi&#249; delle attese (-2,2% contro -1,8%) &#8212; un altro caso di dati industriali e dati sulle materie prime che raccontano direzioni diverse nello stesso paese nello stesso giorno.</p><div><hr></div><h2>Altri fronti da monitorare</h2><p>Anthropic starebbe preparando una possibile richiesta di quotazione in borsa gi&#224; entro fine agosto, con il CFO Krishna Rao che avrebbe guidato colloqui recenti con investitori nella prospettiva di eguagliare o superare il record di IPO stabilito da SpaceX. Nvidia starebbe pianificando spedizioni in piccoli lotti entro fine anno di un chip AI conforme alle regole di export USA specificamente pensato per il mercato cinese, con alcuni clienti che avrebbero gi&#224; effettuato ordini. Sul fronte energetico interno, l&#8217;EPA ha annunciato l&#8217;espansione dell&#8217;offerta di benzina per abbassare i prezzi alla pompa, con le autorit&#224; che consentiranno dal 1&#176; settembre la vendita di benzina E10 (10% di etanolo) fino al 15 settembre, termine della stagione di controllo estivo. Il tasso medio sul mutuo fisso a 30 anni USA &#232; sceso lievemente al 6,65% dal 6,67% della settimana precedente. Sul fronte canadese, Trump starebbe valutando una nuova tregua sui dazi secondo Politico &#8212; l&#8217;ennesimo capitolo di un negoziato che si trascina ormai da settimane.</p><div><hr></div><h2>Il punto</h2><p>La giornata offre un quadro insolitamente esplicito delle intenzioni di policy USA su pi&#249; fronti contemporaneamente: Bessent ha parlato per oltre venti minuti in diretta, toccando sanzioni Iran, riacquisti Treasury, consolidamento fiscale e persino consigli alle aziende su come strutturare le proprie emissioni obbligazionarie &#8212; ma l&#8217;effetto pratico sui rendimenti si &#232; gi&#224; in parte dissolto, con il trentennale che ha ridato la maggior parte del calo iniziale nel giro di due sedute. &#200; un promemoria utile sul limite di questo genere di interventi di liquidit&#224;: comprano tempo, non necessariamente un nuovo livello di equilibrio. <em>Sul dollaro e sull&#8217;oro, l&#8217;effetto &#232; stato pi&#249; duraturo &#8212; il primo ai minimi di tre mesi, il secondo su nuovi massimi da giugno, in un allineamento raro tra le due dinamiche. Sul rame, il rally ai massimi storici pone una domanda pi&#249; sofisticata del solito: non se il prezzo salir&#224; ancora, ma se lo strumento stesso &#8212; la lettura di &#8220;Dr. Copper&#8221; come barometro della crescita globale &#8212; sia ancora affidabile in un ciclo dominato da vincoli di offerta specifici e da una domanda strutturale concentrata sull&#8217;elettrificazione, pi&#249; che da un&#8217;accelerazione economica generalizzata. Sulle sanzioni Iran, l&#8217;attesa fino a luned&#236; lascia il mercato a operare su indiscrezioni piuttosto che su fatti &#8212; un altro caso, dopo tante settimane simili, in cui la disciplina di aspettare la fonte primaria prima di prezzare l&#8217;esito prevale sulla tentazione di anticipare il verdetto.</em></p><p><em><strong>TECNICALITA&#8217;</strong></em></p><p><strong>Stallo Algoritmico</strong></p><p><em>Abbiamo raggiunto <strong>ieri la prima area di bottom prevista dal doppio stallo algoritmico.</strong></em></p><p><em>Ora vedremo come si muover&#224; il prezzo dopo l&#8217;unpinning dell&#8217;Opex.</em></p><p><em>Senza riproporre tutto il percorso algoritmico, rimando a quanto condiviso giorni fa.</em></p><p>In ogni modo siamo dovevamo essere, per interrogarci: seduti sulla media mobile a 20gg.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!FF2q!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fcf74a17a-7c35-436d-bd58-87583b6b8a57_1795x831.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!FF2q!, /__u/zugzwangmacro.substack.com/w_424, /__u/zugzwangmacro.substack.com/c_limit, /__u/zugzwangmacro.substack.com/f_webp, /__u/zugzwangmacro.substack.com/q_auto:good, /__u/zugzwangmacro.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fcf74a17a-7c35-436d-bd58-87583b6b8a57_1795x831.png 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!FF2q!, /__u/zugzwangmacro.substack.com/w_848, /__u/zugzwangmacro.substack.com/c_limit, /__u/zugzwangmacro.substack.com/f_webp, /__u/zugzwangmacro.substack.com/q_auto:good, 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guidano una lettura di dettaglio. Pannelli con colonne sovrapposte, mosse attese che oscillano pi&#249; del solito da una rilevazione all&#8217;altra, centroidi molto dilatati per effetto dell&#8217;open interest storico accumulato su strike lontani proprio in vista della scadenza. Non &#232; un problema degli strumenti, &#232; la fisionomia stessa di una seduta OPEX: l&#8217;open interest massiccio e distribuito su tutta la catena rende meno affidabili i dettagli fini, mentre d&#224; pi&#249; peso ai riferimenti strutturali ampi &#8212; max pain, muri principali, aree di concentrazione GEX.</p><p>Sul fronte auction, la sessione di ieri ha confermato il predominio dei venditori nel breve periodo, con la struttura &#8220;poor&#8221; del 4 agosto ormai smaltita e l&#8217;avvicinamento a una zona tecnica di respiro pi&#249; ampio &#8212; il punto in cui si &#232; rotto il precedente equilibrio pluri-settimanale. I compratori restano formalmente in vantaggio allargando l&#8217;orizzonte, ma &#232; una condizione che potrebbe ribaltarsi se quell&#8217;area non venisse difesa nelle prossime sedute.</p><p>Livelli chiave per la giornata odierna (ES):</p><ul><li><p>Livello chiave asta: 7.669</p></li><li><p>Sopra 7.669 &#8594; obiettivi 7.690, poi 7.705, infine 7.720 (meta ultima, gap non ancora colmato)</p></li><li><p>Sotto 7.669 &#8594; obiettivi 7.637, poi 7.620, infine 7.589 (meta ultima in caso di pressione persistente)</p></li><li><p>Riferimenti VIX per la conferma: oltre 7.720 con VIX sotto 15,26 avvalora la forza; sotto 7.589 con VIX sopra 16,74 avvalora la debolezza</p></li></ul><p>Mossa attesa per la scadenza odierna: circa &#177;33 punti, che sullo strike di riferimento a 7.650 disegna un intervallo indicativo tra 7.617 e 7.683 punti SPX.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> la mossa attesa &#232; la stima statistica di quanto l&#8217;indice potrebbe spostarsi entro fine giornata, calcolata sui prezzi correnti delle opzioni &#8212; non un confine invalicabile, ma il perimetro entro cui il mercato si aspetta che rimanga il grosso dell&#8217;oscillazione. Muoversi dentro questo intervallo &#232; la normalit&#224; statistica della seduta; uscirne segnala che la giornata si sta sviluppando con pi&#249; energia di quella che le opzioni stavano scontando.</p><div><hr></div><h2>SEZIONE PAID</h2><p><strong>Regime dealer</strong></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
      <p>
          <a href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/p/primo-obbiettivo-raggiunto">
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          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[SUL CRINALE DI NUOVO]]></title><description><![CDATA[Il Tesoro interviene direttamente sul mercato obbligazionario, e i rendimenti crollano]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/sul-crinale-di-nuovo</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/sul-crinale-di-nuovo</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Thu, 20 Aug 2026 09:20:15 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2>Il Tesoro interviene direttamente sul mercato obbligazionario, e i rendimenti crollano</h2><p>La notizia che ha dominato la sessione di ieri sera e la mattinata asiatica di oggi &#232; l&#8217;annuncio del Tesoro USA di <strong>almeno raddoppiare le operazioni di riacquisto sui titoli a lunga scadenza</strong> (dai 10 ai 30 anni) &#8212; un intervento diretto pensato per contenere rendimenti saliti a livelli pluridecennali nei giorni scorsi. L&#8217;effetto &#232; stato immediato e di dimensioni notevoli: il trentennale &#232; sceso di 9 punti base mercoled&#236; al 5,19%, per poi scendere di un altro punto base stamattina al 5,18%; il decennale &#232; arrivato al 4,63%, in calo di 6 punti base nella sola sessione precedente. Un indice dei Treasury con scadenza oltre i vent&#8217;anni ha guadagnato l&#8217;1,7% mercoled&#236;, il maggiore progresso giornaliero da febbraio 2025. Il debito pubblico USA, nel frattempo, ha superato per la prima volta i 40.000 miliardi di dollari.</p><p>L&#8217;effetto si &#232; propagato su pi&#249; mercati: il dollaro &#232; sceso a un minimo di tre mesi, l&#8217;azionario ha recuperato terreno (pur con i semiconduttori ancora deboli), e in Asia stamattina l&#8217;indice MSCI Asia Pacific &#232; salito dell&#8217;1,6% interrompendo due sedute negative, con il Kospi a +5,6% trainato da un balzo del 13% di SK Hynix su un piano di riacquisto azioni da 29 miliardi di dollari e Samsung sopra l&#8217;8%.</p><p>Sul fronte cripto, l&#8217;effetto combinato dell&#8217;annuncio Tesoro con un evento separato alla Casa Bianca ha prodotto uno dei rally pi&#249; ampi dell&#8217;anno sul comparto. Trump, ricevendo i vertici del settore (tra cui i CEO di Coinbase e Ripple, insieme ai presidenti di SEC e CFTC), ha dichiarato che la CFTC starebbe lavorando per portare <strong>Hyperliquid </strong>&#8212; la piattaforma di futures perpetui on-chain &#8212; negli Stati Uniti &#8220;in modo pienamente conforme e legale&#8221;, oltre a sollecitare il Congresso ad approvare il Clarity Act, la normativa quadro sulle criptovalute. </p><p><strong>Hyperliquid: forse non cito a caso dei nomi dopo tutto.</strong></p><p> Bitcoin &#232; balzato quasi dell&#8217;8%, in quello che viene descritto come lo short squeeze pi&#249; marcato dai record disponibili dal 2021, liquidando posizioni corte per circa 1,4 miliardi di dollari. Il token nativo di Hyperliquid &#232; salito fino al 18%, con il titolo quotato Hyperliquid Strategies in rialzo del 30% in giornata. Il rally si &#232; esteso alle stablecoin e all&#8217;azionario del comparto: Circle (l&#8217;emittente della stablecoin USDC) &#232; salita circa il 10-12%, Coinbase e Strategy hanno guadagnato tra l&#8217;8% e il 13%, mentre &#8212; sul lato opposto &#8212; <strong>i grandi operatori di borse tradizionali con esposizione competitiva ai derivati (Cboe, CME, Miami International)</strong> hanno ceduto terreno, un segnale che il mercato legge l&#8217;ingresso regolamentato di piattaforme on-chain come Hyperliquid come una minaccia competitiva diretta alle borse derivati tradizionali.</p><div><hr></div><h2>Moderna: +160% in una seduta su un doppio annuncio, la tecnologia mRNA trova una parziale riabilitazione</h2><p>Al di fuori del perimetro macro puro, la giornata di ieri ha visto uno dei movimenti azionari pi&#249; estremi dell&#8217;anno su un titolo large-cap: Moderna &#232; salita fino al 160% dopo l&#8217;annuncio, insieme a Merck, di risultati positivi di fase avanzata per Intismeran, un vaccino oncologico mRNA personalizzato che ha ridotto in modo significativo recidiva e diffusione del melanoma se abbinato al Keytruda di Merck &#8212; un risultato che l&#8217;amministratore delegato Bancel ha paragonato, in termini di rilevanza, all&#8217;annuncio dei dati sul vaccino COVID del novembre 2020. Nello stesso arco di tempo, la FDA ha approvato mFLUSIVA, il primo vaccino antinfluenzale a mRNA per adulti sopra i 50 anni &#8212; quarto prodotto approvato negli Stati Uniti e quinto a livello globale per l&#8217;azienda, dopo un percorso regolatorio travagliato che aveva visto l&#8217;agenzia respingere inizialmente la domanda a inizio anno.</p><p>Il contesto politico rende la vicenda pi&#249; interessante di un normale evento societario: il Dipartimento della Salute USA aveva cancellato lo scorso anno un contratto da 590 milioni di dollari con Moderna per un vaccino pandemico mRNA, seguito dalla decisione di interrompere il finanziamento della ricerca mRNA tramite l&#8217;agenzia federale preposta, con la cancellazione di 22 contratti distinti &#8212; in un clima politico apertamente sfavorevole alla tecnologia. I due annunci di ieri, arrivati a distanza di poche ore l&#8217;uno dall&#8217;altro, rappresentano quindi non solo un evento clinico-regolatorio di rilievo ma una parziale riabilitazione di mercato per una tecnologia che si era trovata sotto pressione politica diretta.</p><p><strong>Ancora: se cito settori non lo faccio a caso.</strong></p><div><hr></div><h2>Torniamo al Tesoro: cosa significa davvero l&#8217;intervento sui riacquisti</h2><p>Vale la pena essere precisi su cosa questo intervento sia e cosa non sia: il Tesoro ha inquadrato l&#8217;operazione come un riacquisto per migliorare la liquidit&#224; di mercato, non come un tentativo di ingegnerizzare un allentamento generalizzato delle condizioni finanziarie. Ma il mercato lo ha letto, nella sostanza, come la prova che esiste una soglia di dolore sui rendimenti che Washington non &#232; disposta a tollerare &#8212; una volta che gli investitori sospettano l&#8217;esistenza di una soglia simile, tendono a testarla di nuovo per scoprire dove si trovi esattamente. Trump, commentando la volatilit&#224; obbligazionaria in un evento alla Casa Bianca, ha invitato gli americani a non preoccuparsene.</p><div><hr></div><h2>Le minute FOMC, uscite nello stesso giorno, raccontano un Fed pi&#249; diviso di quanto il voto 9-3 suggerisse</h2><p>In un tempismo che vale la pena isolare, le minute della riunione FOMC del 28-29 luglio sono uscite proprio ieri, e il tono &#232; nettamente pi&#249; hawkish di quanto il solo esito del voto lasciasse intendere. &#8220;Molti partecipanti hanno valutato che un inasprimento della politica sarebbe probabilmente necessario se l&#8217;inflazione non dovesse scendere&#8221;, riportano le minute, con diversi membri che avrebbero favorito un rialzo immediato alla riunione stessa. I partecipanti hanno giudicato le proprie previsioni sull&#8217;inflazione &#8220;altamente incerte&#8221;, con i rischi &#8220;sbilanciati al rialzo&#8221;. Le minute confermano inoltre che Warsh ha sollevato l&#8217;ipotesi di ridurre il numero di riunioni FOMC annuali a sei, pur senza che sia stata presa alcuna decisione &#8212; il calendario 2026 resta invariato. Curiosamente, la reazione di mercato alla decisione originale di fine luglio era stata letta come dovish, con le probabilit&#224; di un nulla di fatto a settembre salite a circa il 65% da un sostanziale 50-50 nelle settimane precedenti, proprio mentre i dati intermedi (CPI, PPI, retail sales) rafforzavano il caso per la pazienza. &#200; quindi un Fed che appare pi&#249; diviso internamente di quanto il prezzo di mercato rifletta, con le minute che arrivano &#8212; non a caso &#8212; proprio nel giorno in cui il Tesoro sta intervenendo per abbassare artificialmente i rendimenti a lunga scadenza: due braccia della politica economica USA che, per motivi diversi, stanno spingendo in direzioni opposte sulla curva? Non credo&#8230;</p><div><hr></div><h2>Canada: emergono i termini del possibile accordo, mentre Trump sospende di nuovo i dazi al 50%</h2><p>I contorni di un&#8217;intesa commerciale USA-Canada iniziano a delinearsi: secondo fonti vicine ai negoziati, i dazi USA su acciaio e alluminio canadesi scenderebbero al 25% (con alcuni meccanismi di quota), mentre quelli sulle automobili scenderebbero al 15%. Trump ha nel frattempo sospeso nuovamente i dazi al 50% contro il Canada &#8212; l&#8217;ennesima proroga in un negoziato che si trascina da settimane &#8212; e ha dichiarato di avere &#8220;probabilmente&#8221; un accordo in vista. Vale la pena mantenere una cautela di fondo, dato quanto osservato nei giorni scorsi su un negoziato che si &#232; gi&#224; mosso pi&#249; volte tra ottimismo e stallo nello spazio di poche ore.</p><div><hr></div><h2>AI capex: Marvell cede equity a Google in cambio di chip, Nvidia finanzia un altro fornitore, Micron promossa</h2><p>Il capitolo sul finanziamento incrociato del capex AI si arricchisce di un nuovo schema: Marvell Technology ha concesso ad Alphabet un warrant per acquistare fino a 58,97 milioni di azioni a un prezzo di esercizio di 206,58 dollari &#8212; fino a 12,2 miliardi di dollari di valore potenziale &#8212; nell&#8217;ambito di un accordo commerciale su chip AI, storage e silicio di rete siglato il 29 luglio. &#200; una struttura diversa da quelle viste finora: non debito o leasing, ma equity emessa da un fornitore di semiconduttori verso il proprio cliente principale, in cambio di prodotti. Nvidia, dal canto suo, starebbe discutendo di finanziare Mercor &#8212; un proprio fornitore di dati per l&#8217;addestramento AI &#8212; a una valutazione di 20 miliardi di dollari, con General Catalyst in trattativa per guidare il round. S&amp;P ha alzato il rating di Micron a BBB+ con outlook positivo, citando maggiore fiducia sulla domanda a breve termine &#8212; un segnale di forza che contrasta con il nervosismo sui semiconduttori di memoria coreani visto marted&#236;. OpenAI, tramite il proprio CFO, ha dichiarato che la societ&#224; sar&#224; quotata in borsa &#8220;nel 2027 o prima&#8221;.</p><div><hr></div><h2>Iran: operazione USA &#8220;stealth&#8221; per far transitare petrolio, mentre Teheran promette un&#8217;economia parallela nei BRICS</h2><p>Axios riporta che gli Stati Uniti starebbero conducendo un&#8217;operazione riservata per far transitare petrolio attraverso Hormuz &#8212; un dettaglio che, se confermato, aggiunge un ulteriore livello di ambiguit&#224; al quadro &#8220;blocco navale vs normalizzazione&#8221; che seguiamo da settimane. Sul fronte iraniano, il governatore della banca centrale Hemmati ha dichiarato che finora non sono stati rilasciati fondi dagli asset bloccati nell&#8217;ambito di alcun accordo, e ha proposto la creazione di un corridoio finanziario all&#8217;interno dei BRICS per sostenere l&#8217;economia del paese &#8212; un tentativo esplicito di costruire un canale alternativo al sistema finanziario occidentale. Il ministro degli Esteri Araghchi ha bollato le nuove misure economiche annunciate da Bessent come una &#8220;diversione dalla crisi degli Stati Uniti&#8221;, promettendo che &#8220;le politiche USA porteranno sconfitta e inimicizia&#8221;. Su un fronte collegato, Israele ha annunciato l&#8217;avvio della produzione domestica di bombe intelligenti per i propri caccia, esplicitamente motivata dalla necessit&#224; di indipendenza bellica nel contesto delle tensioni con l&#8217;Iran.</p><p>Cosa sappiamo circa le misure promesse da Bessent e non ancora attuate? Poco.</p><p><strong>Cosa &#232; stato realmente fatto finora (prima dell&#8217;annuncio &#8220;senza precedenti&#8221; di agosto)</strong></p><p>&#8220;Economic Fury&#8221; non &#232; un nome nuovo coniato la settimana scorsa: &#232; la campagna sotto cui il Tesoro opera da mesi, con una sequenza di azioni OFAC concrete e datate. Ad aprile, l&#8217;azione pi&#249; ampia ha designato oltre due dozzine tra individui, entit&#224; e navi legate al network di Mohammad Hossein Shamkhani, descritto da OFAC come a capo di un&#8217;operazione multimiliardaria di vendita di petrolio iraniano e russo &#8212; con petroliere specifiche (con tanto di numero IMO) identificate come propriet&#224; bloccata, di base in giurisdizioni come Isole Marshall, India, Panama e Camerun, usate per offuscare la propriet&#224; effettiva della flotta. A maggio, il Treasury ha designato la cosiddetta &#8220;Persian Gulf Strait Authority&#8221; &#8212; uno schema legato all&#8217;IRGC per estorcere pagamenti di &#8220;pedaggio&#8221; alle navi che transitano Hormuz &#8212; insieme a pi&#249; case di cambio valuta iraniane usate per convertire in valute utilizzabili i proventi del petrolio (che l&#8217;Iran incassa prevalentemente in yuan cinesi). A giugno, un&#8217;azione separata ha colpito Nobitex, il maggiore exchange di criptovalute iraniano, responsabile secondo Treasury di oltre met&#224; di tutti gli afflussi digitali del paese nel 2025, con legami diretti a wallet associati a gruppi ransomware collegati all&#8217;IRGC &#8212; parte di un pi&#249; ampio congelamento di quasi mezzo miliardo di dollari in criptovalute riconducibili al regime. Sempre a giugno, nove tra individui ed entit&#224; &#8212; diverse con base in Cina e Hong Kong &#8212; sono state sanzionate per procacciamento di armamenti per conto di IRGC e del ministero della Difesa iraniano.</p><p>Il filo conduttore di tutte queste azioni, riassunto dallo stesso Bessent in una delle dichiarazioni ufficiali, &#232; che il Tesoro avrebbe &#8220;congelato gli asset del regime iraniano, gravemente danneggiato la sua economia e smantellato la macchina bellica iraniana&#8221; &#8212; cifre aggregate parlano di decine di miliardi di dollari di ricavi sottratti all&#8217;accesso del regime.</p><p><strong>La differenza con quanto annunciato ora</strong></p><p>Rispetto a questa sequenza gi&#224; consolidata di designazioni mirate &#8212; case di cambio, singole navi, reti di procacciamento armi, un exchange cripto &#8212; l&#8217;annuncio di Bessent di met&#224; agosto promette qualcosa di categoricamente diverso per scala: non pi&#249; designazioni puntuali, ma un pacchetto capace di incidere sull&#8217;intera architettura commerciale che ha permesso all&#8217;Iran di continuare a vendere petrolio, con le raffinerie &#8220;teapot&#8221; cinesi e le relative banche di finanziamento come bersaglio centrale delle indiscrezioni &#8212; un salto da &#8220;colpire i nodi della rete&#8221; a &#8220;colpire l&#8217;infrastruttura strutturale della rete stessa&#8221;.</p><h2>Germania: i prezzi alla produzione accelerano ben oltre le attese</h2><p>Il PPI tedesco di luglio &#232; arrivato al 3% su base annua contro un atteso 2,5%, con la variazione mensile all&#8217;1,1% contro lo 0,6% previsto &#8212; un&#8217;accelerazione netta che stona con il resto del quadro disinflazionistico europeo visto nei giorni scorsi, e che varr&#224; la pena riverificare quando arriveranno i PMI flash di domani.</p><div><hr></div><h2>Il punto</h2><p>La giornata mette in scena una tensione istituzionale che raramente si vede con questa chiarezza: lo stesso giorno in cui le minute FOMC rivelano un board pi&#249; diviso e propenso all&#8217;inasprimento di quanto il voto di luglio suggerisse, il Tesoro interviene direttamente per comprimere i rendimenti a lunga scadenza &#8212; due strumenti di politica economica che, nello spazio di ventiquattr&#8217;ore, tirano in direzioni opposte sulla stessa curva. Il mercato ha scelto per ora di premiare il secondo segnale, con un rally diffuso su azionario, obbligazionario e persino cripto, ma la domanda che resta aperta &#232; la stessa sollevata da chi osserva la meccanica di questi interventi: una volta che gli investitori sospettano l&#8217;esistenza di una soglia di dolore sui rendimenti che Washington difender&#224;, tendono a tornare a testarla. Sullo sfondo, il capex AI continua a trovare strutture di finanziamento sempre pi&#249; creative &#8212; equity in cambio di chip, un fornitore di dati finanziato direttamente dal proprio cliente principale &#8212; mentre il fronte Iran-Golfo resta bloccato tra un&#8217;operazione USA riservata per far comunque transitare petrolio e un Iran che promette di costruirsi un&#8217;economia parallela fuori dal sistema finanziario occidentale.</p><p>TECNICALITA&#8217;</p><p>Il segnale di volatilit&#224; stamattina &#232; ambiguo, non risolto. Lo skew si &#232; appiattito nettamente rispetto a ieri &#8212; da fortemente ribassista a quasi neutro &#8212; un movimento che il rally guidato dal Tesoro spiega solo in parte. Il VIX, per&#242;, non ha seguito fino in fondo: si trova in una zona intermedia che il piano tecnico ES della giornata segnala esplicitamente come &#8220;non cooperativa&#8221;, n&#233; a conferma di forza n&#233; di debolezza. &#200; un dettaglio che vale la pena avere in mente prima di dare per scontato che il quadro macro benevolo di ieri abbia gi&#224; chiuso la partita sulla volatilit&#224;.</p><p>Sul fronte auction, la sessione di ieri ha lasciato un quadro tecnico incerto: il tentativo di rottura sotto area 7.706 in asiatica &#232; fallito, cos&#236; come il tentativo di tenuta sopra 7.750 in europea. Il gap ribassista di marted&#236; non &#232; stato colmato del tutto &#8212; segno dell&#8217;assenza di compratori davvero forti nonostante l&#8217;estensione rialzista della sessione.</p><p>Livelli chiave per la giornata odierna (ES):</p><ul><li><p>Livello chiave asta: 7.726</p></li><li><p>Sopra 7.726 &#8594; target 7.746, poi 7.766, poi 7.779 (obiettivo finale con pressione sostenuta)</p></li><li><p>Sotto 7.726 &#8594; target 7.706, poi 7.681 (obiettivo finale con pressione sostenuta)</p></li><li><p>Riferimenti VIX di conferma: rottura sopra 7.779 con VIX sotto 14,16 conferma forza; rottura sotto 7.681 con VIX sopra 15,64 conferma debolezza &#8212; con il VIX attuale a met&#224; strada tra i due, nessuna delle due conferme &#232; ancora scattata</p></li></ul><p>Mossa attesa per la scadenza odierna: &#177;36 punti, range implicito 7.662&#8211;7.734.</p><p><em>Ci troviamo sul crinale esatto di diverse conseguenze operative per le prossime sessioni.</em></p><div><hr></div><h3>SEZIONE PAID</h3><p><strong>Regime dealer</strong></p><p>Lo spot si trova esattamente sul crinale della mappa vanna mentre scrivo, a 7.704 &#8212; marginalmente sopra il gamma flip  (7.700) e il vol trigger (7.700 put, |zomma|=1,9079). &#200; la configurazione pi&#249; delicata possibile:<strong> non siamo n&#233; chiaramente in zona verde n&#233; chiaramente in zona rossa, ma sulla linea di demarcazione stessa. In queste condizioni il regime pu&#242; ribaltarsi con movimenti di prezzo minimi, ed &#232; coerente con quanto osservato ieri, quando il passaggio da short a long gamma &#232; avvenuto in pochi minuti a ridosso dell&#8217;apertura USA.</strong></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!TNsr!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fb4e08689-469e-4ffc-9e9f-3827abbe34ed_960x505.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!TNsr!, /__u/zugzwangmacro.substack.com/w_424, /__u/zugzwangmacro.substack.com/c_limit, /__u/zugzwangmacro.substack.com/f_webp, /__u/zugzwangmacro.substack.com/q_auto:good, 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in modo stabilizzante o amplificante. Non &#232; un contesto in cui aspettarsi una risposta dealer coerente in entrambe le direzioni.</p><p><strong>Livelli dealer</strong></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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              Read more
          </a>
      </p>
   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Aggiornamento intraday: diavolo di un Bessent!]]></title><description><![CDATA[Il riacquisto Treasury raddoppiato, e cosa dicono davvero tassi e dollaro in questo momento]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/aggiornamento-intraday-diavolo-di</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/aggiornamento-intraday-diavolo-di</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Wed, 19 Aug 2026 13:48:02 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<h2>Il riacquisto Treasury raddoppiato, e cosa dicono davvero tassi e dollaro in questo momento</h2><h3>Bessent ne sa una pi&#249; del diavolo.</h3><p>Il Tesoro USA ha annunciato che le proprie operazioni di riacquisto di liquidit&#224; sui titoli di stato a lunga scadenza raddoppieranno: i<em>l tetto attuale di 2 miliardi di dollari per operazione salir&#224; ad almeno 4 miliardi dal 9 settembre fino a inizio novembre, con ulteriori dettagli attesi in autunno. Il meccanismo si finanzia vendendo sul tratto breve della curva &#8212; dove siede una massa enorme di liquidit&#224; nei fondi monetari, quasi 7.900 miliardi di dollari &#8212; e comprando sul tratto lungo. In pratica, &#232; un modo per gestire la forma della curva dei tassi senza toccare i tassi ufficiali della Fed: uno strumento fiscale che lavora dove quello monetario, per ora, non interviene.</em></p><p><em>Nessuna liquidit&#224; nuova, ma gestione tecnica.</em></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Zugzwang Macro &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera l&#8217;idea di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Ovviamente gli yield calano.</p><p>Sul fronte valutario il dollaro si muove nella direzione opposta su questa notizia: l&#8217;indice che ne misura la forza contro un paniere di valute tratta oggi vicino ai minimi di due mesi.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> rendimenti a lungo termine ai massimi pluridecennali - sebbene in calo - insieme a un dollaro ai minimi di due mesi &#232; una combinazione poco comune &#8212; di solito, quando i tassi salgono, la valuta tende a rafforzarsi, non il contrario. Quando succede l&#8217;opposto, &#232; spesso il segnale che il mercato sta scontando pi&#249; un rischio fiscale e inflativo di lungo periodo che il semplice ciclo dei tassi a breve termine. Il raddoppio del riacquisto Treasury lavora esattamente contro questa dinamica per i prossimi mesi, ma non la risolve alla radice:<em> il fatto stesso che sia stato necessario raddoppiarlo conferma che la pressione sulla parte lunga della curva &#232; concreta, non solo percepita. Nel breve termine &#232; comunque una notizia moderatamente rassicurante per la struttura di mercato di questa settimana, perch&#233; riduce il rischio che un imprevisto legato all&#8217;offerta di titoli a lunga scadenza arrivi a colpire il mercato azionario proprio nei giorni pi&#249; delicati.</em></p><h2>Come si &#232; mossa la mattinata sul fronte del posizionamento in opzioni</h2><p>Il movimento di apertura di oggi si &#232; mosso in perfetta sincronia con quanto appena descritto sui tassi. Prima dell&#8217;apertura di Wall Street, la struttura del mercato delle opzioni era fragile: i grandi operatori che coprono le proprie posizioni avevano pochissima protezione contro movimenti improvvisi, esposti ad amplificare qualunque scossa in entrambe le direzioni &#8212; una condizione legata alla scadenza mensile delle opzioni sulla volatilit&#224;, che proprio in questi giorni sta cambiando ciclo.</p><p><em>All&#8217;apertura, il prezzo dell&#8217;indice &#232; balzato di quasi 30 punti in pochi minuti, e con questo movimento la struttura si &#232; improvvisamente irrobustita: si &#232; ricostruita una zona di maggiore stabilit&#224;, con un vero e proprio muro di protezione formatosi esattamente in corrispondenza del nuovo prezzo di apertura &#8212; il pi&#249; solido di tutta la settimana. Il flusso di acquisti e vendite, che nella notte aveva mostrato valori estremi, si &#232; normalizzato quasi istantaneamente proprio nel momento dell&#8217;apertura.</em></p><p><em>Strano, proprio alla scadenza del VIX&#8230;</em></p><p><strong>Cosa significa:</strong>  Il punto da tenere presente &#232; che questa nuova stabilit&#224; si &#232; costruita molto in fretta, in pochi minuti, su un prezzo che fino a poco prima non aveva alcuna vera protezione strutturale. Le minute della Fed di questa sera arriveranno quindi su una base solida ma ancora giovane, non consolidata in pi&#249; giornate &#8212; e il confine tra la zona pi&#249; stabile e quella pi&#249; nervosa del mercato resta abbastanza vicino al prezzo attuale da poter tornare a spostarsi anche con un ritracciamento moderato, non necessariamente estremo.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Zugzwang Macro &#232; una pubblicazione supportata dai lettori. 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Scomponendo il rendimento nominale USA nelle sue componenti, i breakeven decennali sono rimasti ancorati, mentre a salire sono stati i tassi reali; lo stesso schema vale per l&#8217;Europa, dove i breakeven si sono mossi di appena una decina di punti base mentre i rendimenti reali, all&#8217;1,06%, sono tornati sui massimi dal 2011. &#200; una lettura che invita a una certa cautela prima di liquidare l&#8217;intero movimento come panico inflazionistico legato al petrolio: parte della pressione riflette l&#8217;aumento dei deficit &#8212; la Germania, storicamente il parametro di riferimento europeo per il rischio sovrano, e gli Stati Uniti, dove l&#8217;amministrazione deve ora rimborsare i dazi cancellati da una sentenza della Corte Costituzionale &#8212; ma parte riflette anche attese di crescita pi&#249; solida legate al ciclo di investimenti dell&#8217;intelligenza artificiale, che viene percepito come disinflazionistico per il canale della produttivit&#224;, &#232; coerente con breakeven ancorati e reali in salita.</p><p>Detto questo, l&#8217;entit&#224; del movimento resta di prim&#8217;ordine: il trentennale USA ha toccato il 5,33% marted&#236;, un altro massimo dal 2007, con il decennale che si &#232; avvicinato ai massimi da inizio 2025 prima di ritracciare leggermente a 4,69% stamattina. Il rendimento del JGB decennale giapponese &#232; salito di altri 6 punti base marted&#236; mattina, al 2,93%, il massaimo da trent&#8217;anni. In Francia il trentennale ha toccato il massimo dal 2008, nel Regno Unito i gilt si avvicinano al 6%, e la Germania ha collocato debito a lunga scadenza al tasso pi&#249; alto dal 2011. Una lettura circolata ieri sintetizza bene il punto: nessuno pu&#242; costringere l&#8217;investitore marginale a detenere carta trentennale al rendimento di ieri &#8212; &#232; il mercato, non la banca centrale, a fissare il prezzo del capitale a lungo termine in questa fase.</p><div><hr></div><h2>Il petrolio si allarga agli Emirati: due missili iraniani, sirene a Dubai, e uno stop totale agli scambi commerciali</h2><p>Il fronte geopolitico ha prodotto marted&#236; sera l&#8217;episodio pi&#249; diretto contro un paese del Golfo non direttamente coinvolto nel conflitto: il Ministero della Difesa emiratino ha dichiarato di aver rilevato due missili balistici lanciati dall&#8217;Iran, uno caduto fuori dalle acque territoriali e uno all&#8217;interno, con l&#8217;UAE che ha dichiarato di essere &#8220;pronta a fronteggiare qualsiasi minaccia&#8221;. Sirene d&#8217;allarme sono state udite a Dubai, con un allarme missilistico ricevuto dai residenti, ed esplosioni sono state segnalate a Jebel Ali. L&#8217;Iran ha respinto la ricostruzione emiratina. Ore dopo, il ministero degli Esteri degli Emirati ha annunciato la sospensione di <strong>tutti gli scambi commerciali e le transazioni finanziarie con l&#8217;Iran fino a nuovo avviso</strong> &#8212; una rottura diplomatica netta che va ben oltre la sola escalation militare, e che segue una telefonata tra Trump e il Presidente emiratino nello stesso pomeriggio. Un funzionario emiratino ha successivamente smentito notizie secondo cui gli Emirati avrebbero fornito facilitazioni finanziarie all&#8217;Iran.</p><p>In parallelo, un alto funzionario israeliano ha collegato un attacco alla base aerea siriana di Idlib al tentativo di impedire un radicamento militare turco nella zona &#8212; accusa respinta da Ankara &#8212; mentre l&#8217;inviato speciale USA per la Siria ha parlato della necessit&#224; di un meccanismo di deconfliction tra Israele, Siria e Turchia; in serata Israele e Siria avrebbero raggiunto un&#8217;intesa sullo status quo di sicurezza, allentando quel fronte specifico. Sul lato Iran-Golfo, Teheran ha avvertito i paesi del Golfo di non facilitare la presenza militare USA sul proprio territorio.</p><p>Trump, dal canto suo, ha offerto la consueta miscela di messaggi contrastanti: nessun colloquio in corso con l&#8217;Iran, blocco navale pienamente in vigore, ma anche &#8220;tutte le mine navali sono state rimosse o fatte detonare&#8221; e &#8220;lo Stretto di Hormuz &#232; aperto e operativo&#8221; &#8212; affermazioni difficili da conciliare tra loro nello spazio di un solo comunicato. Un funzionario USA ha successivamente precisato ad Al Jazeera che colloqui positivi con l&#8217;Iran ci sarebbero stati, ma che Trump avrebbe deciso di attendere prima di proseguirli.</p><div><hr></div><h2>Il rovescio della medaglia: Aramco torna a inviare superpetroliere attraverso lo stretto</h2><p>In controtendenza rispetto al newsflow pi&#249; drammatico, un segnale fisico di normalizzazione parziale: Aramco ha ripreso a inviare VLCC (le superpetroliere) attraverso lo Stretto di Hormuz dopo una pausa di tre settimane in cui l&#8217;azienda aveva cercato rotte alternative. &#200; coerente con quanto raccontavamo nei giorni scorsi sui transiti oscuri e sulle stime di traffico reale superiore a quello ufficialmente rilevato &#8212; e con una previsione del Segretario al Tesoro Bessent, ripresa da OilPrice, secondo cui lo Stretto sarebbe destinato a diventare &#8220;irrilevante&#8221; mano a mano che si consolida quella che viene descritta come un&#8217;autostrada petrolifera &#8220;ombra&#8221; da 4 milioni di barili al giorno che aggira di fatto il collo di bottiglia. Resta comunque un mercato fisico teso su scorte specifiche: le riserve USA di diesel sarebbero ai minimi da 23 anni, e i dati API di ieri sera mostrano un ulteriore calo dei distillati, con il greggio invece sostanzialmente invariato.</p><div><hr></div><h2>I semiconduttori crollano, e questa volta il canale di trasmissione sono proprio i rendimenti</h2><p>Il tema pi&#249; rilevante per i portafogli oggi &#232; forse questo: il sell-off sui semiconduttori si &#232; intensificato bruscamente, e a differenza delle correzioni viste nei mesi scorsi, il canale di trasmissione appare essere direttamente il costo del capitale, non un dubbio sui fondamentali. L&#8217;indice Philadelphia Semiconductor ha perso il 5% marted&#236;, la peggior seduta da fine luglio; Samsung e SK Hynix hanno ceduto oltre il 7% a Seoul, il Kospi &#232; arrivato a perdere circa il 6%, e un paniere di titoli tech asiatici &#232; sceso di oltre il 3,5%. Il costo di assicurarsi contro un default sul debito Nvidia si sarebbe avvicinato a un massimo toccato il mese scorso, anche se S&amp;P ha confermato il rating dell&#8217;azienda ad AA. &#200; la logica finanziaria pi&#249; elementare che si sta materializzando: titoli a duration lunga (utili attesi molto in avanti nel tempo) sono i pi&#249; sensibili a un rialzo dei tassi reali, ed &#232; esattamente ci&#242; che sta accadendo in questi giorni. Il Nikkei, dopo sei sedute positive consecutive, ha ceduto il 2,5%; il Kospi, dopo un +10% in cinque sedute, ha restituito gran parte del guadagno.</p><div><hr></div><h2>Canada: pausa di tre giorni sui dazi al 50%, dopo un giorno di segnali contrastanti</h2><p>La giornata della scadenza si &#232; chiusa con un compromesso temporaneo: dopo che fonti avevano segnalato nel pomeriggio un raffreddamento delle aspettative su un accordo imminente, Trump ha annunciato una pausa di tre giorni sui dazi al 50% contro il Canada, in attesa di un nuovo colloquio con il Premier Carney. &#200; l&#8217;ennesimo rinvio in un negoziato che si trascina da settimane, con il dossier automobilistico ancora al centro della disputa.</p><div><hr></div><h2>Dati USA: un quadro immobiliare cupo, produzione industriale resiliente grazie all&#8217;AI</h2><p>I nuovi cantieri residenziali di luglio sono crollati del 12,4% mensile, ben peggio del -5,9% atteso, in netto contrasto con permessi di costruzione che invece hanno sorpreso al rialzo (+5% contro +0,6%) &#8212; un divario che una lettura definisce &#8220;numeri cupi&#8221; sul comparto, con i dati destagionalizzati che mostrano cali a doppia cifra su base annua sia per il totale sia per le unifamiliari. Le vendite di case in attesa di rogito sono calate del 2,3%. La produzione industriale, invece, &#232; salita dello 0,2% in linea con le attese, un dato descritto come &#8220;resiliente&#8221; proprio grazie ai moltiplicatori legati agli investimenti AI, anche se la componente dei beni di consumo mostra segnali di raffreddamento.</p><div><hr></div><h2>UK: l&#8217;inflazione accelera come atteso, rafforzando il caso per un rialzo BoE</h2><p>Il CPI britannico di luglio &#232; arrivato al 2,9% su base annua come atteso, ma con il dato core al 2,6%, leggermente sopra il 2,5% previsto &#8212; un&#8217;accelerazione che, unita ai dati sul mercato del lavoro gi&#224; deboli discussi ieri, mette la Bank of England in una posizione scomoda, stretta tra un&#8217;inflazione che non decelera e un&#8217;occupazione che si raffredda.</p><div><hr></div><h2>Alcuni dati minori USA, e il quadro azionario/obbligazionario europeo</h2><p>Tra i dati pubblicati ieri negli Stati Uniti, un paio meritano una menzione anche se di portata minore rispetto al resto della giornata: i prezzi all&#8217;export sono scesi dell&#8217;1,3% mensile contro attese di variazione nulla, e quelli all&#8217;import dello 0,4% contro un atteso +0,1% &#8212; entrambi miss piuttosto ampi che, se confermati nei prossimi mesi, andrebbero nella direzione disinflazionistica sul canale del commercio estero. Il Secured Overnight Financing Rate &#232; salito al 3,66% dal 3,62% di tre giorni prima &#8212; un movimento contenuto ma da tenere d&#8217;occhio come termometro di tensione sulla liquidit&#224; a brevissimo termine. L&#8217;ADP settimanale, sulla media mobile a quattro settimane, ha dato un primo timido segnale di inversione risalendo a 9.500 dopo essere sceso sotto i 10.000 nelle settimane precedenti.</p><p>Sul fronte europeo, al di l&#224; dei rendimenti gi&#224; descritti, l&#8217;indice Stoxx 600 &#232; arrivato a una quinta seduta consecutiva di ribasso, la serie pi&#249; lunga dell&#8217;anno &#8212; coerente con lo stesso meccanismo di trasmissione dai rendimenti all&#8217;azionario descritto sopra per i semiconduttori, esteso qui all&#8217;intero mercato continentale. Il CPI finale dell&#8217;Eurozona &#232; atteso oggi alle 11:00 (stima 2,9%), quindi dopo il taglio di questo numero. Sul fronte societario, Apple ha risolto la disputa con l&#8217;Unione Europea sulle commissioni dell&#8217;App Store, eliminando la tariffa per installazione richiesta agli sviluppatori e aggiornando i termini contrattuali a partire dal 1&#176; ottobre, in conformit&#224; con le norme antitrust europee sul settore tecnologico. Circola inoltre una riflessione di fondo sul dilemma fiscale europeo: i mercati premieranno i piani che sostengono la crescita, non quelli che si limitano ad aggiungere debito &#8212; un principio che vale la pena tenere presente proprio mentre Germania e Francia collocano duration a costi crescenti.</p><div><hr></div><h2>Altri fronti da monitorare</h2><p>La linea di credito pre-IPO di Anthropic sarebbe destinata a superare l&#8217;obiettivo di 10 miliardi di dollari, con le banche capofila chiamate a impegnare circa 1,25 miliardi ciascuna. ByteDance avrebbe raccolto oltre 30 miliardi di dollari di ordini per un prestito bancario di grandi dimensioni &#8212; un ulteriore segnale della facilit&#224; con cui il credito continua ad affluire verso il comparto tecnologico anche in una fase di rendimenti in salita. Sul fronte della postura militare USA, il Pentagon starebbe valutando una presenza ridotta nel Golfo una volta concluso il conflitto con l&#8217;Iran, secondo il Washington Post, con le basi USA nella regione danneggiate da mesi di attacchi iraniani e la possibilit&#224; che non vengano ricostruite nella configurazione precedente &#8212; un segnale che il conflitto potrebbe ridisegnare in modo permanente la presenza militare americana nella regione, indipendentemente da come si chiuda nel breve termine. Unitree Robotics ha debuttato sulla borsa di Shanghai con un rialzo del 629% &#8212; un ulteriore capitolo nella rincorsa cinese sulla robotica.</p><div><hr></div><h2>Il punto</h2><p>La giornata restituisce un quadro in cui il mercato obbligazionario, pi&#249; che qualsiasi banca centrale, sta dettando le condizioni finanziarie generali &#8212; con una scomposizione nominale/reale che invita a non liquidare l&#8217;intero movimento come panico da inflazione, mentre il conflitto in Medio Oriente si allarga per la prima volta agli Emirati in modo diretto, con Abu Dhabi che sospende ogni scambio commerciale con Teheran. Il segnale pi&#249; concreto di normalizzazione fisica &#8212; Aramco che torna a inviare superpetroliere attraverso lo stretto &#8212; convive, non a caso, con il segnale pi&#249; concreto di stress finanziario: un sell-off sui semiconduttori che per la prima volta sembra trasmesso direttamente dal costo del capitale, non da un dubbio sui fondamentali del comparto. &#200; la stessa tensione, letta da due angolazioni diverse, che ha attraversato l&#8217;intera settimana: i dati fisici migliorano lentamente, i dati finanziari peggiorano rapidamente, e il mercato non ha ancora deciso quale dei due segnali meriti pi&#249; fiducia.</p><p><em>&#8230;ma ne ho abbastanza della narrativa.</em></p><p><em><strong>TECNICALITA&#8217;</strong></em></p><p><em><strong>DOPPIO STALLO ALGORITMICO</strong></em></p><p><em><strong>A complicare la situazione si &#232; creato un doppio stallo algoritmico. In altre parole, al rischio iniziale, evidenziato giorni fa si &#232; aggiunto e sovrapposto un nuovo stallo algoritmico che parla una lingua simile, ma ha un obbiettivo ribassista pi&#249; consistente.</strong></em></p><p><em><strong>Prima di addentrarci nella spiegazione la buona notizia: l&#8217;invalidazione del primo, invalida anche il secondo. Quindi una chiusura superiore a 772,67 SPX in data 20 agosto o successiva fa decadere l&#8217;intero perimetro della finestra di rischio.</strong></em></p><p><em><strong>La chiusura inferiore a questo livello (772,67 SPX), potrebbe causare una correzione A-B-C di entit&#224; medio-elevata.</strong></em></p><p><em><strong>La data di validazione del secondo sell off alert &#232; tra il 26 ed il 28 agosto, post Nvidia Earnings.</strong></em></p><p><em><strong>Proseguo per i sostenitori di ZM:</strong></em></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Upgrade&quot;,&quot;language&quot;:&quot;en&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">This post has bonus content for paid subscribers. 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Tutto il movimento era avvenuto o quasi in premarket o nella sessione notturna ES.</em></p><h2>Prima di partire: cosa significa oggi la scadenza VIX</h2><p>Vale la pena spiegarlo prima del resto, perch&#233; &#232; la chiave di lettura dell&#8217;intera giornata. Ieri &#232; stato l&#8217;ultimo giorno di contrattazione per le opzioni VIX di agosto; oggi, con l&#8217;apertura di Wall Street questo pomeriggio (ora italiana), si terr&#224; l&#8217;asta speciale che fissa il valore ufficiale di liquidazione &#8212; il momento in cui il book di agosto lascia il posto a quello di settembre, non un semplice dettaglio tecnico ma un vero cambio di regime nella copertura dealer. Fino a oggi, il posizionamento legato ad agosto ha agito da freno sul mercato azionario, smorzando sia i rialzi sia i ribassi. Con la transizione di questo pomeriggio, una parte sostanziale di quell&#8217;effetto calmante &#8212; la maggioranza, secondo le stime disponibili &#8212; sparisce, lasciando una zona meno protetta proprio nell&#8217;area dove il prezzo si &#232; mosso nei giorni scorsi.</p><p><strong>Questo non significa che il mercato sia destinato a scendere: significa che da questo pomeriggio in poi sar&#224; pi&#249; reattivo alla volatilit&#224;, in entrambe le direzioni, non pi&#249; smorzato come nei giorni precedenti. </strong>Le minute FOMC delle 20:00 arrivano quindi dentro una finestra che si sar&#224; aperta solo poche ore prima &#8212; un movimento innescato da quel dato trover&#224; probabilmente meno resistenza meccanica ad allungarsi, sia in un senso che nell&#8217;altro. Non c&#8217;&#232; quindi un&#8217;asimmetria di fondo verso il ribasso: un mercato compresso nella parte bassa del proprio range recente, con il freno normale temporaneamente disattivato, <em>&#232; nella posizione ideale tanto per un rimbalzo ampio quanto per un ulteriore cedimento.</em> Venerd&#236;, giorno della scadenza mensile, resta un caso diverso: la struttura per quella giornata si preannuncia solida, capace di assorbire l&#8217;instabilit&#224; di oggi invece di esserne travolta.</p><h2>Il livello chiave si &#232; gi&#224; spostato due volte in due giorni</h2><p>Il ribasso di marted&#236; &#8212; un trend day con doppia distribuzione che ha respinto la forza residua della settimana scorsa &#8212; &#232; proseguito overnight senza nemmeno testare la resistenza indicata ieri mattina. Lo scenario di rotazione verso il minimo dell&#8217;area di balance pluri-giornaliera si &#232; realizzato gi&#224; prima dell&#8217;apertura cash. I compratori sono intervenuti su quel livello ma non sono riusciti a generare un vero rimbalzo. L&#8217;apertura di ieri ha avuto un gap ribassista ampio &#8212; una condizione che di norma innesca una correzione tecnica nella prima parte della sessione &#8212; ma quella correzione non &#232; arrivata: un segnale ribassista, perch&#233; indica che chi controllava la posizione overnight ha mantenuto il controllo per l&#8217;intera giornata. La sessione si &#232; poi svolta attorno all&#8217;area di apertura, costruendo una nuova distribuzione, con debolezza in chiusura arrivata a un soffio dal target successivo &#8212; ripulendo parzialmente la struttura debole lasciata da un breakout di inizio mese.</p><p>Il risultato: la giornaliera &#232; ora saldamente in trend ribassista, e &#8212; dato pi&#249; rilevante di tutti &#8212; <strong>la settimanale &#232; tornata in balance</strong>, dopo aver perso il trend rialzista che reggeva ininterrottamente dall&#8217;apertura della settimana. &#200; la prima vera crepa nella struttura di fondo descritta nella nota domenicale, non solo un ritracciamento di giornata. La domanda tecnica aperta per oggi &#232; quale dei due gap lasciati aperti verr&#224; riempito per primo: quello ribassista di ieri, pi&#249; vicino, o quello rialzista pi&#249; datato, pi&#249; lontano &#8212; la risposta dar&#224; una prima indicazione su quale lato ha davvero il controllo.</p><h2>Livello chiave asta di oggi</h2><p>Il livello si aggiorna a <strong>7.726 (ES)</strong> &#8212; livello di apertura di ieri, che coincide con il massimo del rally pomeridiano e con un riferimento di volume. Sopra 7.726 la sequenza porta a 7.750, poi 7.766, infine 7.779; sotto, il percorso scende verso 7.706, poi 7.681, infine 7.637. Forza intraday con la riconquista di 7.750; debolezza con rottura e tenuta sotto 7.706. Le soglie VIX di conferma si sono alzate per la terza sessione consecutiva: forza sopra 7.779 con VIX sotto 15,04, debolezza sotto 7.637 con VIX sopra 16,66 &#8212; un innalzamento progressivo che racconta da solo l&#8217;aumento di nervosismo strutturale di questi giorni.</p><h2>La straddle di oggi</h2><p>Il mercato delle opzioni prezza per la sola giornata di oggi una mossa attesa di circa &#177;34 punti (0,44%), range implicito 7.658-7.726 &#8212; l&#8217;ampiezza giornaliera pi&#249; larga vista finora questa settimana, coerente con l&#8217;incertezza aggiuntiva portata dalla transizione VIX e dalle minute FOMC nella stessa sessione.</p><div><hr></div><p><strong>SEZIONE PAID</strong></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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Trump ha dichiarato di non essere interessato a rinnovare l&#8217;accordo in scadenza con l&#8217;Iran, mentre nello stesso arco di ore i combattimenti tra Israele ed Hezbollah sono ripresi in Libano &#8212; un secondo fronte che si riaccende proprio mentre quello su Hormuz resta bloccato. Il petrolio ha risposto con forza: il WTI ha chiuso luned&#236; a 84,50 dollari (+2,55%), il Brent a 90,87 (+2,65%), proseguendo poi la salita fino a 91,45 questa mattina.</p><p>Ma &#232; sul lato dei rendimenti che la reazione merita pi&#249; attenzione, perch&#233; non si &#232; limitata agli Stati Uniti. Il trentennale USA ha toccato il 5,32%, il livello pi&#249; alto dal 2007, con il decennale al 4,73%. In parallelo, i rendimenti francesi hanno raggiunto i massimi dal 2008, quelli tedeschi sono tornati sui livelli del 2011, i gilt britannici si avvicinano al 6% e i titoli di stato giapponesi decennali sono prossimi ai massimi storici. &#200; una vendita generalizzata di duration sovrana su scala globale, alimentata dalla combinazione di timori sulla spesa pubblica USA, un&#8217;offerta record di debito a lunga scadenza e ora, sopra tutto questo, il petrolio che rialimenta le aspettative di inflazione.</p><div><hr></div><h2>La Cina conferma il rallentamento anticipato ieri, con numeri peggiori delle stime</h2><p>I dati di luglio, attesi ieri mattina presto, sono usciti effettivamente deboli, e in alcuni casi peggio delle stime gi&#224; caute: le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,6% su base annua, ben sotto l&#8217;1,5% atteso e in decelerazione dall&#8217;1% di giugno; la produzione industriale &#232; salita del 4,5%, sotto il 4,8% previsto e in rallentamento dal 5,3% precedente; gli investimenti in capitale fisso da inizio anno sono scesi del 6,7%, peggio del -6% atteso. Il tasso di disoccupazione urbana &#232; salito al 5,2% dal 5% di giugno. Un portavoce dell&#8217;ufficio statistico nazionale ha attribuito parte della debolezza a condizioni meteorologiche estreme (tre tifoni che hanno colpito centri manifatturieri nell&#8217;est e nel sud del paese) oltre al contesto geopolitico internazionale, e ha annunciato l&#8217;intenzione di &#8220;intensificare gli aggiustamenti di politica anticiclica&#8221;. &#200; la stessa narrativa frammentata che il canale estero (export ancora solido, sostenuto dalla domanda globale legata all&#8217;AI) continua a contrastare con una domanda interna debole e un settore immobiliare ancora in difficolt&#224; strutturale.</p><div><hr></div><h2>Nvidia investe fino a 105 miliardi di dollari in un data center Ohio che OpenAI prender&#224; in leasing</h2><p>Sul fronte del capex AI, la giornata porta un annuncio di scala ancora superiore a quelli gi&#224; visti nelle settimane scorse: Nvidia si &#232; impegnata a investire fino a 105 miliardi di dollari per finanziare un nuovo sito di data center in Ohio, che OpenAI prender&#224; in leasing e i cui costi verranno sostenuti da quest&#8217;ultima. OpenAI si &#232; contestualmente impegnata a implementazioni sostanziali di infrastruttura Nvidia fino al 2030. &#200; l&#8217;ennesima manifestazione dello schema di finanziamento circolare che accompagna questa fase del ciclo AI &#8212; un fornitore di hardware che finanzia direttamente l&#8217;infrastruttura del proprio cliente principale, il quale si impegna a sua volta ad acquistare l&#8217;hardware di quello stesso fornitore per gli anni a venire.</p><p>Su un fronte collegato, emergono le prime cifre concrete sui ricavi di Anthropic in vista di una possibile quotazione: il ritmo annualizzato di ricavi avrebbe superato i 65 miliardi di dollari a fine luglio, un aumento di oltre sette volte rispetto alla fine dello scorso anno; un dato che, se confermato pubblicamente, indicherebbe una delle traiettorie di crescita pi&#249; ripide mai registrate a questa scala di fatturato.</p><div><hr></div><h2>Regno Unito: mercato del lavoro pi&#249; debole delle attese</h2><p>I dati sull&#8217;occupazione britannica di luglio hanno deluso su pi&#249; fronti: il tasso di disoccupazione &#232; salito al 4,9% contro il 4,8% atteso, la variazione occupazionale destagionalizzata &#232; risultata negativa per 13.000 posti contro un atteso invariato, e la variazione a tre mesi si &#232; fermata a 84.000 contro i 130.000 previsti. Le retribuzioni medie settimanali sono invece salite del 4,1% su base annua, leggermente sopra attese. &#200; un quadro che complica ulteriormente la posizione della Bank of England, stretta tra un mercato del lavoro in raffreddamento e una crescita salariale che non accenna a normalizzarsi del tutto.</p><div><hr></div><h2>I detentori esteri di Treasury riducono le posizioni, mentre i flussi complessivi restano positivi</h2><p>I dati TIC di giugno mostrano un calo delle detenzioni di titoli del Tesoro USA da parte dei principali creditori esteri rispetto a maggio: la Cina &#232; scesa a 633 miliardi di dollari da 659, il Giappone a 1.117 miliardi da 1.143, il Regno Unito a 940 miliardi da 949. Il dato aggregato sui flussi netti di capitale racconta per&#242; una storia diversa nel breve periodo: <strong>i flussi netti a lungo termine si sono attestati a 172,7 miliardi di dollari, ben sopra i 151,4 attesi, e i flussi netti complessivi a 133,5 miliardi.</strong> La lettura pi&#249; prudente &#232; che il calo delle detenzioni ufficiali dei principali creditori sovrani <strong>coesista, per ora, con una domanda privata complessiva ancora solida </strong>&#8212; la faccenda<em> non &#232; nulla di nuovo perch&#233; va nella direzione da tempo esplorata</em>, ma &#232; una divergenza che merita di essere monitorata nelle prossime pubblicazioni, specialmente alla luce della vendita generalizzata di duration sovrana descritta sopra.</p><div><hr></div><h2>Un nuovo fronte per l&#8217;Iran: il Mar Caspio</h2><p>Un elemento che aggiunge complessit&#224; al quadro geopolitico oltre Hormuz: il vicepresidente del parlamento iraniano ha dichiarato che il Mar Caspio &#8220;non &#232; aperto a negoziazione&#8221; e che la sua importanza &#232; pari a quella di Hormuz, del Golfo Persico e del Mare di Oman, annunciando che la &#8220;Convenzione sul Caspio&#8221; sar&#224; inviata alla Commissione per la Sicurezza Nazionale per essere valutata &#8220;se protegge gli interessi dell&#8217;Iran&#8221;. &#200; un fronte che finora non avevamo tracciato e che apre la possibilit&#224; di una seconda area di attrito, questa volta a nord, in parallelo a quella meridionale su cui si concentra l&#8217;attenzione del mercato. Sul fronte iracheno, il Primo Ministro ha dichiarato che il paese &#8220;non pu&#242; dipendere da un&#8217;unica rotta&#8221; per le proprie esportazioni petrolifere e sar&#224; tra i paesi pi&#249; colpiti dalla chiusura di Hormuz, mentre una fonte iraniana ha definito &#8220;falsa bandiera&#8221; un attacco con droni contro uffici governativi a Erbil, in Iraq settentrionale &#8212; un ulteriore episodio che espande geograficamente il perimetro degli incidenti oltre lo stretto stesso.</p><div><hr></div><h2>Altri fronti da monitorare</h2><p>Le scorte della Riserva Strategica USA sono scese ulteriormente a 293,4 milioni di barili, il livello pi&#249; basso dal 1982 &#8212; un minimo che retrocede di un altro anno rispetto alla soglia che seguivamo finora. Le importazioni USA di rame raffinato hanno toccato un record di 12 anni a luglio, con oltre 200.000 tonnellate arrivate in un solo mese, mentre le scorte LME crollano &#8212; coerente con il thread sulla domanda strutturale di rame legata a data center e infrastruttura elettrica. La Casa Bianca ha confermato le date della visita di Xi Jinping negli Stati Uniti: arrivo il 23 settembre, partenza il 25 &#8212; la conferma ufficiale che mancava dall&#8217;annuncio pi&#249; vago della settimana scorsa. Sul fronte commerciale, il rappresentante USA per il commercio Greer ha dichiarato che Trump &#8220;non sta bluffando&#8221; sulla minaccia di dazi al 100% contro il Regno Unito, mentre i negoziati tra Canada e Stati Uniti sui dazi automobilistici proseguono senza una soluzione definitiva a due giorni dalla scadenza del 19 agosto. Il Nasdaq ha comunicato di essere in trattativa con i regolatori per offrire una sessione di trading quasi continua, con l&#8217;introduzione di una nuova finestra dalle 21 alle 4 (ora USA orientale) a partire dal 6 dicembre &#8212; un cambiamento strutturale della microstruttura di mercato che meriterebbe un approfondimento a s&#233;.</p><div><hr></div><h2>Il punto</h2><p>La giornata combina tre elementi che raramente si muovono insieme con questa intensit&#224;: un&#8217;escalation geopolitica su due fronti contemporaneamente (Hormuz e Libano, con un terzo &#8212; il Mar Caspio &#8212; che si affaccia sullo sfondo), una vendita generalizzata di duration sovrana che ha spinto i rendimenti a lunga scadenza a livelli record non solo negli Stati Uniti ma in Francia, Germania, Regno Unito e Giappone, e una conferma dei timori sulla Cina con dati di luglio peggiori delle gi&#224; caute attese. Sullo sfondo, il capex AI continua a crescere per dimensioni assolute &#8212; Nvidia che finanzia direttamente l&#8217;infrastruttura del proprio cliente pi&#249; importante, Anthropic che rivendica una traiettoria di ricavi a sette cifre di crescita &#8212; in un momento in cui il costo del capitale a lunga scadenza sta salendo ovunque nel mondo sviluppato. &#200; la combinazione, pi&#249; che ciascun elemento preso singolarmente, a rendere la giornata di oggi diversa da molte delle escalation gi&#224; viste e poi rientrate nelle scorse settimane.</p><p><strong>TECNICALITA&#8217;</strong></p><h2>Il livello chiave della settimana &#232; gi&#224; stato testato &#8212; e ha ceduto</h2><p>La sessione di ieri sera/overnight si &#232; mantenuta dentro il range di venerd&#236;, con il livello di 7.814 come pivot difeso dai compratori per tutta la sessione europea &#8212; perso poco prima dell&#8217;apertura cash su un movimento guidato da notizie. L&#8217;apertura ha preso rapidamente il minimo di venerd&#236;, portando il prezzo a testare 7.793, il livello chiave della settimana indicato nella nota domenicale. L&#8217;asta si &#232; fermata l&#236; per buona parte della mattinata, con compratori passivi nell&#8217;area 7.793-7.789 che per&#242; non sono riusciti a riconquistare il range precedente &#8212; il VIX era nel frattempo vicino alla sua soglia di resistenza. Nel primo pomeriggio la struttura ha ceduto, portando il prezzo fino all&#8217;area 7.774 &#8212; lo stesso livello gi&#224; indicato ieri come possibile magnete al ribasso in caso di fallimento del breakout della settimana scorsa.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> &#232; esattamente lo scenario ribassista descritto nella nota di domenica, solo materializzato prima del previsto &#8212; non in coincidenza con un dato macro di mercoled&#236;, ma gi&#224; nella prima parte della settimana, in una finestra che la lettura sulla struttura gamma aveva gi&#224; segnalato come strutturalmente pi&#249; fragile rispetto a venerd&#236; scorso.</p><h2>Livello chiave asta di oggi</h2><p>Il livello si aggiorna a <strong>7.779 (ES)</strong>, con resistenza aggressiva a 7.772. Sopra 7.779 la sequenza porta a 7.793, poi 7.814, infine 7.837; sotto, il percorso scende verso 7.759, poi 7.725, infine 7.706. Forza intraday si misura con la riconquista di 7.793; debolezza con rottura e tenuta sotto 7.759. Le soglie VIX di conferma si sono alzate rispetto a ieri: forza sopra 7.837 con VIX sotto 14,38, debolezza sotto 7.706 con VIX sopra 15,96 &#8212; coerente con un mercato che si &#232; ripristinato oggi su un regime pi&#249; nervoso di ieri.</p><h2>La straddle di oggi</h2><p>Il mercato delle opzioni prezza per la sola giornata di oggi una mossa attesa di circa &#177;29 punti (0,38%), range implicito 7.683-7.741. La sto calcolando da spot corrente mentre scrivo (-0,40% dalla chisura di ieri sera). </p><div><hr></div><p><strong>SEZIONE PAID</strong></p><h2>Il regime &#232; cambiato</h2><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[NOTA DI POSIZIONAMENTO 17.08.2026]]></title><description><![CDATA[SEZIONE FREE]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/nota-di-posizionamento-17082026</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/nota-di-posizionamento-17082026</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 07:39:56 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><strong>SEZIONE FREE</strong></p><h2>Aggiornamento dati e notizie</h2><p><em>I dati cinesi di luglio, appena pubblicati, confermano e in parte aggravano il quadro gi&#224; atteso: le vendite al dettaglio crescono solo dello 0,6% su base annua, contro attese all&#8217;1,5% e in decelerazione dal +1,0% di giugno &#8212; il miss pi&#249; ampio tra le serie di oggi. La produzione industriale rallenta al 4,5% (attese 5,0%, da 5,3%), la disoccupazione sale al 5,2% (attese 5,1%), gli investimenti in capitale fisso restano in contrazione pi&#249; marcata del previsto (-6,7% da inizio anno contro -6,2% atteso), mentre i prezzi delle abitazioni migliorano di poco (-3,2% da -3,3%). &#200; lo stesso quadro frammentato descritto nella nota di ieri sera &#8212; canale estero robusto, domanda interna debole &#8212; ma questa volta con conferma diretta invece che con la sola stima.</em></p><p>Su Hormuz il quadro resta da leggere con pi&#249; sfumature di quanto la sola escalation retorica di venerd&#236; sera suggerisca: una fonte della Casa Bianca ha descritto la situazione USA-Iran come &#8220;statica&#8221;, senza segnali di un&#8217;estensione del cessate il fuoco ma anche senza deterioramento imminente, e lo stesso presidente USA ha escluso esplicitamente l&#8217;opzione di &#8220;distruggere&#8221; l&#8217;Iran nella stessa finestra in cui parlava di una possibile rivendicazione territoriale dello stretto. Sul piano operativo, per&#242;, l&#8217;escalation continua ad allargarsi su pi&#249; fronti paralleli: un&#8217;incursione militare israeliana nei pressi di Quneitra, in Siria meridionale, nuovi attacchi Houthi contro una raffineria in Arabia Saudita e un porto yemenita e un terminal petrolifero russo sul Mar Nero che ha sospeso i carichi dopo attacchi drone di venerd&#236; &#8212; una seconda interruzione di offerta petrolifera indipendente da Hormuz, che si aggiunge allo stesso canale di trasmissione verso l&#8217;inflazione. </p><p>Chiude il quadro asiatico un PIL giapponese del secondo trimestre sotto attese su entrambe le misure (0,3% trimestrale contro 0,5%, 1,1% annualizzato contro 2%), con lo yen che si rafforza comunque sul dollaro nella stessa finestra.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> la mattinata rafforza la direzione gi&#224; tracciata ieri sera su due assi &#8212; probabilit&#224; di rialzo Fed pi&#249; basse del previsto, e un canale petrolio-inflazione che ora passa da almeno due fonti di interruzione dell&#8217;offerta indipendenti, non solo dallo stretto &#8212; mentre la Cina conferma la debolezza gi&#224; stimata, con il miss pi&#249; ampio proprio dove pesa di pi&#249;, i consumi.</p><h2>Livello chiave asta di oggi</h2><p>Il piano auction aggiorna il livello chiave a <strong>7.814 (ES)</strong>, l&#8217;IB low della sessione di venerd&#236; scorso. Il livello chiave della settimana, 7.793 (ES), resta comunque valido come riferimento strutturale pi&#249; ampio, e scende semplicemente di un gradino nella gerarchia odierna diventando il primo target in caso di cedimento. Sopra 7.814 la sequenza porta a 7.837 e poi a 7.855, il Monthly Extreme High; sotto, il percorso scende verso 7.793, poi 7.774, infine 7.759. Forza intraday si misura sopra 7.837, debolezza sotto 7.793 &#8212; con due soglie VIX da tenere come conferma: una rottura sopra 7.855 con VIX sotto 13,52 confermerebbe la forza, una rottura sotto 7.759 con VIX sopra 15,02 confermerebbe la debolezza. Un VIX che non collabora con il movimento di prezzo, in entrambi i casi, va letto come possibile segnale di inversione pi&#249; che di continuazione.</p><h2>La straddle di oggi</h2><p>Il mercato delle opzioni prezza per l&#8217;intera settimana, da oggi a venerd&#236; 21 agosto &#8212; scadenza mensile &#8212; una mossa attesa cumulata di circa &#177;71,50 punti (0,92%), centrata sulla chiusura di venerd&#236; scorso a 7.785,76, per un range implicito che va da 7.714 a 7.857. Per la sola giornata di oggi l&#8217;ampiezza &#232; pi&#249; contenuta, intorno a &#177;30 punti (0,39%).</p><div><hr></div><p><strong>SEZIONE PAID</strong></p><h2>Il briefing di apertura: struttura sostanzialmente ferma</h2><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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   ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[NOTA DI POSIZIONAMENTO SETTIMANALE 17-21 AGOSTO: PALLA CURVA.]]></title><description><![CDATA[SEZIONE FREE]]></description><link>https://zugzwangmacro.substack.com/p/nota-di-posizionamento-settimanale-6f1</link><guid isPermaLink="false">https://zugzwangmacro.substack.com/p/nota-di-posizionamento-settimanale-6f1</guid><dc:creator><![CDATA[Andrea Panizzon]]></dc:creator><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 11:14:50 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!LYTt!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6129d66d-4da8-40ba-9e2b-65b2baf4f5e5_1556x777.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p></p><p><strong>SEZIONE FREE</strong></p><h2>Il contesto in ingresso</h2><p><strong>Il vero tema della settimana appena chiusa non &#232; il dato macro, &#232; la curva dei treasury americani.</strong> Vale la pena partire da un dato di fatto prima ancora del contesto: lo scenario di rottura del pinning sui rendimenti disegnato a met&#224; luglio qui da me &#8212; ZB in discesa da area 114 fino a ~107 tra fine luglio e i primi di agosto, poi uno spike di sollievo prima di un nuovo cedimento verso area 109-110 &#8212; si &#232; materializzato quasi punto per punto. <em>Il ZB future quota oggi 108,81, con la stessa violenza di discesa prevista e con il mercato che arriva alla zona di atterraggio proiettata per settembre con settimane di anticipo. &#200; la stessa dinamica, letta sul prezzo invece che sul rendimento, di cui parliamo sotto.</em></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!LYTt!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6129d66d-4da8-40ba-9e2b-65b2baf4f5e5_1556x777.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!LYTt!, /__u/zugzwangmacro.substack.com/w_424, /__u/zugzwangmacro.substack.com/c_limit, /__u/zugzwangmacro.substack.com/f_webp, /__u/zugzwangmacro.substack.com/q_auto:good, /__u/zugzwangmacro.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6129d66d-4da8-40ba-9e2b-65b2baf4f5e5_1556x777.png 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!LYTt!, /__u/zugzwangmacro.substack.com/w_848, /__u/zugzwangmacro.substack.com/c_limit, /__u/zugzwangmacro.substack.com/f_webp, /__u/zugzwangmacro.substack.com/q_auto:good, /__u/zugzwangmacro.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6129d66d-4da8-40ba-9e2b-65b2baf4f5e5_1556x777.png 848w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!LYTt!, /__u/zugzwangmacro.substack.com/w_1272, /__u/zugzwangmacro.substack.com/c_limit, /__u/zugzwangmacro.substack.com/f_webp, /__u/zugzwangmacro.substack.com/q_auto:good, /__u/zugzwangmacro.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6129d66d-4da8-40ba-9e2b-65b2baf4f5e5_1556x777.png 1272w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!LYTt!, /__u/zugzwangmacro.substack.com/w_1456, /__u/zugzwangmacro.substack.com/c_limit, /__u/zugzwangmacro.substack.com/f_webp, /__u/zugzwangmacro.substack.com/q_auto:good, /__u/zugzwangmacro.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6129d66d-4da8-40ba-9e2b-65b2baf4f5e5_1556x777.png 1456w" sizes="100vw"><img src="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!LYTt!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6129d66d-4da8-40ba-9e2b-65b2baf4f5e5_1556x777.png" width="1456" height="727" 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quadro in cui la cautela non &#232; pi&#249; un atteggiamento prudenziale ma una condizione di fatto, generata dalla convergenza di due fratture che fino &#8230;&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;ROTAZIONE/ DISPERSIONE, UNPINNING&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:42156499,&quot;name&quot;:&quot;Andrea Panizzon&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Sono un consulente finanziario, autore del podcast 15 minuti di finanza. Cerco di combinare macroeconomia, geopolitica e questioni energetiche nel mio approccio ai mercati. &quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3de24acf-fa35-48f1-82d6-f6c315c30a0b_865x1278.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2026-06-28T14:58:13.505Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!oWuo!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F053d3e32-a880-4d4b-aa08-443802fee022_872x456.png&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/p/rotazione-dispersione-unpinning&quot;,&quot;section_name&quot;:&quot;BEQUICKORBEDEAD&quot;,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:203965829,&quot;type&quot;:&quot;newsletter&quot;,&quot;reaction_count&quot;:0,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:1120905,&quot;publication_name&quot;:&quot;Zugzwang Macro&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Pr86!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fbucketeer-e05bbc84-baa3-437e-9518-adb32be77984.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fca151359-b10a-4638-ac7e-36b8ea871a39_296x296.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><p>Venerd&#236; le vendite al dettaglio USA di luglio sono calate dello 0,6% mensile, il ritmo pi&#249; marcato in quasi un anno, e l&#8217;indice preliminare di fiducia dei consumatori dell&#8217;Universit&#224; del Michigan &#232; sceso a 51 in agosto, ben sotto attese &#8212; con un dettaglio che pesa pi&#249; dell&#8217;indice generale: le attese di inflazione a un anno sono salite per il quinto mese consecutivo sopra la soglia del 4%. L&#8217;S&amp;P 500 ha chiuso in calo dello 0,2% (7.785,76, VIX 14,25) &#8212; pur mettendo comunque a segno la terza settimana consecutiva di guadagni, la serie pi&#249; lunga da maggio. Le probabilit&#224; implicite di un rialzo Fed a settembre sono scese sotto il 40%.</p><p>Il quadro sui rendimenti resta per&#242; pi&#249; sfumato della sola narrativa &#8220;dati deboli, Fed pi&#249; accomodante&#8221;: mentre il tratto a breve della curva beneficiava del calo delle probabilit&#224; di rialzo, la parte lunga ha preso la direzione opposta nella stessa settimana &#8212; il decennale a un massimo di 19 mesi vicino al 4,75%, il trentennale a un massimo di 19 anni, con l&#8217;asta trentennale da 25 miliardi che ha prezzato al 5,216%, il rendimento pi&#249; alto in 25 anni. Tre fattori distinti dal solo dato inflazione concorrono a spiegarlo: segnali del presidente Fed Warsh secondo cui un rialzo tassi non sarebbe il suo strumento preferito contro l&#8217;inflazione &#8212; letto dal mercato come accettazione implicita di un&#8217;inflazione pi&#249; persistente, non come vittoria contro di essa; il timore di nuove vendite di riserve Treasury giapponesi a difesa dello yen; le attese di inflazione dei consumatori in salita strutturale. &#200; lo scollegamento tra parte breve e parte lunga della curva gi&#224; isolato nelle settimane precedenti analizzando le aste decennale e trentennale &#8212; qui esteso fino a includere esplicitamente la credibilit&#224; della Fed sotto la nuova presidenza, il tema che merita di restare al centro della lettura di questa settimana pi&#249; di qualsiasi singolo dato.</p><p><strong>Il posizionamento conferma lo swing.</strong> Il report CFTC della settimana chiusa l&#8217;11 agosto mostra la posizione netta degli speculativi non commerciali sull&#8217;S&amp;P 500 passare da un corto di 27.300 contratti a un lungo di 11.300 &#8212; un capovolgimento completo in una settimana. Parallelamente, gli speculativi hanno tagliato in modo sostanziale i corti sui Treasury a 5 e 10 anni, pur continuando ad ampliare i corti sulla scadenza a 2 anni e sugli UltraBond &#8212; un posizionamento che, letto nel complesso, suggerisce una view pi&#249; costruttiva sulla parte centrale della curva rispetto agli estremi. Lo yen prosegue lo sgonfiamento del corto netto (42.085 da 45.500 contratti) e l&#8217;oro vede le posizioni nette lunghe salire a 217.900 da 197.600.</p><h2>Aspettando la Cina</h2><p>I dati cinesi veri e propri di luglio &#8212; vendite al dettaglio, produzione industriale, disoccupazione, investimenti urbani &#8212; non sono ancora usciti: arrivano domani, luned&#236;, alle 4 del mattino ora italiana. Il calendario segnala stime gi&#224; deboli su pi&#249; fronti: investimenti urbani attesi a -6,2% da inizio anno, vendite al dettaglio in decelerazione all&#8217;1,5%, produzione industriale al 5%. Nella finestra circolano solo segnali indiretti che anticipano il tono: un&#8217;analisi definisce l&#8217;attivit&#224; cinese in rallentamento e prevede l&#8217;ennesima conferma del tasso di riferimento sui prestiti (LPR) senza modifiche, mentre un&#8217;altra nota che<em> il rally del rame delle ultime settimane si &#232; fermato proprio perch&#233; il segnale di domanda cinese si sta ammorbidendo </em>&#8212; un contrappunto diretto al filone sulla componente strutturale della domanda di rame che avevamo isolato accanto a quella geopolitica legata a Hormuz. Se i dati di domani dovessero confermare le stime, andrebbero a comporre lo stesso quadro frammentato che la Cina offre da settimane: un canale estero robusto (l&#8217;export dei primi dieci giorni di agosto ancora a +45% su base annua, pur in decelerazione) che convive con una domanda interna debole e una deflazione dei prezzi alla produzione gi&#224; certificata dal CPI/PPI di luglio. La Banca Popolare Cinese decider&#224; i tassi a uno e cinque anni gioved&#236;, con attese di nessuna variazione. <em>Spoiler: sta per arrivare lo stimolo, ve lo dice l&#8217;oro.</em></p><p><strong>Sabato-domenica: l&#8217;escalation su Hormuz si dichiara in anticipo.</strong> Venerd&#236; sera il Segretario al Tesoro Bessent ha annunciato che l&#8217;amministrazione presenter&#224; questa settimana nuove misure economiche contro l&#8217;Iran &#8220;mai viste nella storia dell&#8217;isolamento economico di un paese<em>&#8221; &#8212; isolamento finanziario intensificato pi&#249; prosecuzione del blocco navale su Hormuz. </em>Trump, nella stessa serata, ha dichiarato che &#8220;abbastanza presto&#8221; rivendicher&#224; lo stretto come territorio statunitense. Una fonte iraniana di alto livello ha smentito qualsiasi negoziato in corso per estendere il cessate il fuoco &#8212; in contrasto netto con alcune ricostruzioni circolate nei giorni precedenti. Teheran ha inoltre minacciato di colpire cento siti a Damasco in caso di intervento siriano contro Hezbollah. &#200; un&#8217;escalation dichiarata in anticipo, non improvvisa &#8212; che d&#224; al mercato il tempo di posizionarsi, ma anche di sperare nell&#8217;ennesima retromarcia.</p><p>Sullo sfondo, Fitch ha confermato il rating USA ad AA+ segnalando comunque pressioni fiscali crescenti (nuovo tetto del debito atteso a met&#224; 2027, nessuna misura adottata sui disavanzi), e il patrimonio dei fondi monetari USA ha raggiunto 7.930 miliardi di dollari &#8212; liquidit&#224; parcheggiata da tenere presente nel quadro complessivo.</p><h2>Calendario macro della settimana (17-21 agosto, orari Roma)</h2><p><strong>Luned&#236; 17</strong> &#8212; PIL Giappone Q2, dati Cina (vendite al dettaglio, produzione industriale, disoccupazione), CPI Canada <strong>Marted&#236; 18</strong> &#8212; occupazione UK, ZEW Germania, housing starts/permits USA, produzione industriale USA <strong>Mercoled&#236; 19 &#8212; giornata chiave</strong> &#8212; CPI UK, CPI Eurozona finale, <strong>minute FOMC alle 20:00</strong>, <strong>scadenza negoziati Canada-USA</strong> <strong>Gioved&#236; 20</strong> &#8212; bilancia commerciale Giappone, tassi PBoC, occupazione Australia, claims settimanali USA, Philly Fed <strong>Venerd&#236; 21 &#8212; giornata PMI globali, OPEX mensile</strong> &#8212; CPI Giappone, PMI flash globali, retail sales UK, PMI flash USA</p><p>Le minute FOMC di mercoled&#236; arrivano nel pieno del dibattito interno alla Fed sotto la nuova presidenza Warsh; la scadenza Canada-USA cade lo stesso giorno.</p><h2>Revisione tecnica della settimana precedente</h2><p>Vale la pena chiudere il cerchio su quanto scritto domenica scorsa, perch&#233; la settimana ha confermato alcuni punti con precisione notevole e ne ha risolti altri diversamente da come li avevamo inquadrati.</p><p><strong>La finestra di fragilit&#224;: giusta l&#8217;area, sbagliato il giorno esatto &#8212; due volte.</strong> Domenica scorsa avevamo isolato marted&#236;-mercoled&#236;-gioved&#236; come finestra di gamma negativo attorno al CPI, con gioved&#236; come possibile snodo. Il pannello DTE di mercoled&#236; mattina ha corretto il tiro: l&#8217;affondo estremo del gamma flip per singola scadenza cadeva non su gioved&#236; ma su <strong>venerd&#236; 14</strong> (2DTE), il giorno dopo il PPI. Nel pomeriggio la lettura si &#232; consolidata ulteriormente &#8212; vanna, rho, vega e ultima convergevano tutte sullo stesso giorno, quattro conferme indipendenti. La finestra generale era corretta fin da domenica; il giorno preciso di massima fragilit&#224; si &#232; spostato di 24 ore due volte nel corso della settimana, man mano che arrivavano dati pi&#249; granulari. Un dettaglio utile: la pressione da erosione temporale (charm) toccava il massimo mercoled&#236;, mentre la pressione da shock di volatilit&#224; (vega) restava concentrata su venerd&#236; &#8212; due meccaniche diverse, non sovrapponibili in una sola narrativa di &#8220;giorno critico&#8221;.</p><p><strong>Luned&#236;-marted&#236;: pinning confermato, poi il crinale ha ceduto un giorno prima del previsto.</strong> Il ladder di apertura settimana indicava luned&#236; e marted&#236; pinning con flip a 7.750. Marted&#236; un tentativo di allungo rialzista si &#232; esaurito rapidamente, il prezzo ha ripiegato fino all&#8217;obiettivo ribassista di giornata (chiusura 7.728,20, -0,32%), e il crinale delicato segnalato la mattina &#8212; il passaggio da regime stabilizzante ad amplificante &#8212; non ha retto: mercoled&#236; mattina il regime si presentava gi&#224; capovolto.</p><p><strong>Gioved&#236; 13: la rottura, anticipata nei dati prima di materializzarsi.</strong> La revisione a posteriori pubblicata su Substack ha isolato quattro segnali che precedevano il breakout: il call wall a 7.750 dimezzato da +43.640 a +19.827 in un giorno; il vanna flip instabile su quattro livelli diversi in quattro giorni; il piano auction che segnalava tre giorni consecutivi l&#8217;assenza di venditori veri a ripulire la struttura debole del breakout precedente; lo skew con la protezione ribassista sempre concentrata &#8220;qualche giorno avanti&#8221;, mai sull&#8217;immediato &#8212; pattern mai dissolto nemmeno dopo la rottura. CPI e PPI non hanno mai validato quella paura prezzata ogni giorno: &#8220;il mercato ha bruciato la pelliccia degli orsi&#8221;. Chiusura gioved&#236;: nuovo massimo storico a 7.836 intraday, con la straddle che prezzava solo &#177;34 punti &#8212; superata del 150%.</p><p><strong>Venerd&#236; 14: il muro ha fatto esattamente quello che dovevamo aspettarci.</strong> Il piano pre-apertura di venerd&#236; identificava un call wall settimanale a 7.800 SPX con GEX di +1.196.395 &#8212; un ordine di grandezza sopra qualsiasi livello visto in tutta la settimana &#8212; descritto esplicitamente come &#8220;magnete di scadenza&#8221;, con lo scenario ribassista if-then che prevedeva: sotto 7.793 (ES) / sotto il muro 7.800 SPX &#8594; ritorno alla vecchia area di balance, gamma flip 7.720 SPX come vero pavimento. &#200; esattamente ci&#242; che &#232; successo: apertura in area 7.805-7.810, cedimento sotto 7.793 gi&#224; in mattinata, chiusura ufficiale 7.785,76 in un range compresso 7.780-7.790 &#8212; rientro nella vecchia balance senza per&#242; testare il vero pavimento a 7.720. Il VIX ha continuato a comprimersi anche nel rigetto, chiudendo a 14,25 (minimo dell&#8217;anno) &#8212; coerente con un respingimento meccanico ordinato pi&#249; che con una vera correzione di paura.</p><p><strong>Cosa significa per la settimana che entra:</strong> <em>si chiude un ciclo con un impulso rialzista tecnicamente sano, ma respinto meccanicamente dal muro di scadenza, in un contesto di volatilit&#224; implicita ai minimi assoluti dell&#8217;anno e una curva VIX futures in contango marcato che aveva &#8220;strutturalmente pi&#249; spazio per salire che per scendere ulteriormente&#8221; &#8212; punto di partenza naturale per la settimana che si apre.</em></p><h2>Tecnicalit&#224; &#8212; Il livello chiave asta della settimana</h2><p>Il livello chiave asta di questa settimana si aggiorna a <strong>7.793 (ES)</strong> &#8212; il low volume node che separa le due distribuzioni formatesi con il breakout di gioved&#236; scorso. La domanda centrale &#232; se i compratori continueranno a costruire valore sopra questo livello, confermando il breakout e la fase di ricerca di nuovo valore, oppure se un cedimento aprir&#224; la porta a una revisione verso la distribuzione inferiore della settimana passata.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> una risposta forte vedrebbe accettazione sopra 7.793 (ES), aprendo la strada al Monthly Extreme High a 7.855 (ES) &#8212; che converge quasi esattamente con l&#8217;estensione al 50% della rottura dell&#8217;equilibrio pluri-settimanale (7.849) &#8212; e poi verso la resistenza 7.905-7.935 (ES, Weekly Extreme High). Una risposta debole vedrebbe il cedimento sotto 7.793, con obiettivo la fascia di supporto 7.650-7.620 (ES, Weekly Extreme Low) &#8212; che coincide con il gap di marted&#236; scorso a 7.637 (ES) e con il vecchio massimo del precedente equilibrio pluri-settimanale, 7.648 (ES): un livello cruciale, la cui perdita rimetterebbe in discussione l&#8217;intera rottura.</p><p><strong>Livello chiave asta: 7.793 (ES)</strong>, LVN separante le distribuzioni della settimana scorsa <strong>Sopra:</strong> 7.810 &#8594; 7.855 &#8594; 7.905 &#8594; 7.935* (ES, Weekly Extreme High) &#8594; 7.970 <strong>Sotto:</strong> 7.725 &#8594; 7.650 &#8594; 7.620* (ES, Weekly Extreme Low) &#8594; 7.589 &#8594; 7.541</p><p>*Gli estremi settimanali sono soglie oltre le quali si raccomanda cautela nell&#8217;aprire nuove posizioni.</p><h2>Livelli rapidi per la settimana (ES)</h2><p>&#129001; Giornaliera: OTFU &#8212; termina a 7.796,50 &#129001; Settimanale: OTFU &#8212; termina a 7.738 &#129001; Mensile: OTFU &#8212; termina a 7.345,75</p><p><strong>Cosa significa:</strong> tutti e tre gli orizzonti restano in one-time framing up &#8212; massimi crescenti consecutivi su ogni scala. Nessun ritorno in balance come accaduto la settimana scorsa sulla giornaliera dopo tre giorni: la struttura entra nella nuova settimana ancora in trend, il primo vero test &#232; proprio la tenuta sopra 7.793.</p><h2>La straddle per l&#8217;intera settimana</h2><p>Il pannello IP prezza per l&#8217;intera settimana, da luned&#236; a venerd&#236; 21 agosto (OPEX mensile), una mossa attesa cumulata di circa <strong>&#177;68 punti (0,87%. </strong>Centrato sulla chiusura di venerd&#236;, 7.785,76, il range implicito va da circa<strong> 7.712 </strong>-<strong>7.718 a 7.854 - 7.858</strong>.</p><p>Per luned&#236; 17, la mossa attesa &#232; <strong>&#177;30,45 pt (0,39%)</strong>, range <strong>7.755-7.816</strong>.</p><p>Su orizzonti pi&#249; ampi, restano invariati i riferimenti gi&#224; consolidati: MOPEX agosto (273 pt, 7.174-7.730, gi&#224; ampiamente superato), QOPEX settembre (459 pt, 7.041-7.960), OPEX annuale dicembre-dicembre (945 pt, 5.889-7.779, limite superiore ormai a soli 6 punti dalla chiusura di venerd&#236;).</p><h2>Il punto</h2><p>La settimana entra con un cambio di narrativa netto nelle ultime ore di contrattazione precedente &#8212; da un PPI che sembrava aprire la strada a un Fed pi&#249; accomodante, a vendite al dettaglio e fiducia dei consumatori che raccontano una domanda interna pi&#249; fragile, con la parte lunga della curva che nello stesso periodo si muove nella direzione opposta. Il posizionamento CFTC conferma che gli investitori si sono gi&#224; mossi in questa direzione, con lo swing pi&#249; netto sull&#8217;S&amp;P 500 passato da corto a lungo in una sola settimana.</p><p>I<em>l vero rischio della settimana, per&#242;, potrebbe essere una palla curva nel senso letterale del termine:</em> non un evento atteso e gi&#224; prezzato come il CPI di due settimane fa, ma un incrocio imprevisto tra due binari che finora abbiamo trattato come paralleli. Bessent ha promesso misure economiche "mai viste" contro l'Iran proprio "questa settimana" &#8212; non genericamente presto. Qui i due strumenti di lettura a breve e lungo termine divergono e vale la pena dirlo apertamente invece di sceglierne uno: i<strong>l briefing di apertura di luned&#236; mostra ancora un regime long gamma, stabilizzante (spot sopra il gamma flip weekly a 7.760); il ladder multi-scadenza, letto giorno per giorno, indica invece un flip pi&#249; alto (7.840) per la sola opzione a scadenza luned&#236;, il che lo classifica come gamma negativo su quella fetta specifica della catena.</strong> Le due letture non sono necessariamente in conflitto &#8212; misurano ambiti diversi, la catena aggregata settimanale contro la sola scadenza a un giorno vista dalla chiusura precedente &#8212; <strong>ma la conseguenza pratica &#232; che la capacit&#224; della struttura di assorbire uno shock geopolitico nella prima met&#224; della settimana resta pi&#249; incerta di quanto una sola fonte lascerebbe intendere. </strong>E il canale di trasmissione pi&#249; diretto non &#232; l'azionario, <strong>ma proprio i tassi:</strong> un blocco navale che spinge il petrolio alimenta le attese di inflazione gi&#224; in salita da cinque mesi consecutivi, che a loro volta spingono ulteriormente su una parte lunga della curva gi&#224; ai massimi da 19-25 anni &#8212; lo stesso meccanismo che ha portato il ZB future a centrare quasi punto per punto lo scenario di rottura del pinning disegnato a met&#224; luglio. Con le minute FOMC di mercoled&#236; nel pieno del dibattito interno sotto la nuova presidenza, e un OPEX mensile venerd&#236; che potrebbe arrivare con la vanna gi&#224; "consumata" da un rialzo di IV anticipato invece che con la sua consueta funzione stabilizzante, il livello chiave da monitorare resta uno solo: la tenuta sopra 7.793 (ES).</p><div><hr></div><p><strong>SEZIONE PAID</strong></p><h2>Luned&#236; &#8212; il punto di partenza</h2><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://zugzwangmacro.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="/__u/zugzwangmacro.substack.com/subscribe"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>
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I rendimenti sono scesi, le probabilit&#224; implicite di un rialzo Fed a settembre sono calate sotto il 40%, e la lettura immediata di mercato &#232; stata quella di una disinflazione in atto.</p><p>Vale per&#242; la pena scendere sotto la superficie, perch&#233; il quadro cambia sensibilmente. La misura core pi&#249; pulita &#8212; quella che esclude anche i servizi di intermediazione commerciale, non solo alimentari ed energia &#8212; &#232; arrivata allo 0,4% mensile in luglio, dopo lo 0,1% di giugno: un rimbalzo netto, anche se resta comunque sotto il ritmo di maggio (0,8%), quindi non un massimo pluriennale come una lettura affrettata potrebbe suggerire. Su base tendenziale annua, la stessa misura &#232; invece scesa dal 5,0% di giugno al 4,7% di luglio &#8212; una decelerazione, non un&#8217;accelerazione, e va segnalato con chiarezza per evitare di sovrainterpretare il dato mensile in una direzione che i dati annui non confermano.</p><p>Il vero segnale interessante riguarda per&#242; la composizione dei servizi, non il solo aggregato core. I margini dei servizi commerciali (trade services, cio&#232; la parte che remunera grossisti e dettaglianti) sono scesi dello 0,1% in luglio, mentre i servizi al netto di commercio e trasporti sono saliti dello 0,6% &#8212; un divario che segnala una compressione reale dei margini distributivi rispetto al resto dell&#8217;economia dei servizi. &#200; lo stesso meccanismo di assorbimento dei costi lungo la catena commerciale legato ai dazi: non ancora un trasferimento pieno sui prezzi finali, ma un accumulo di pressione sui margini che, per sua natura, non pu&#242; protrarsi indefinitamente. Le imprese ne escono in due modi &#8212; trasferendo i costi sui prezzi finali, inflazionistico, oppure tagliando costi e occupazione, anch&#8217;esso in ultima analisi stagflazionistico. Vale comunque una cautela di fondo: questa serie storica &#232; particolarmente rumorosa mese su mese, e un singolo dato non basta a stabilire un nuovo regime.</p><p>Le richieste di sussidio settimanali si sono attestate a 209.000 &#8212; un livello che non altera il quadro generale ma che va letto insieme al resto dei dati sul lavoro delle ultime due settimane.</p><p>Sul mercato dei tassi, un contrappunto che merita attenzione: l&#8217;asta di Treasury trentennale da 25 miliardi di dollari ha prezzato al 5,216%, il rendimento pi&#249; alto in 25 anni, in salita dal 5,058% dell&#8217;asta precedente, con un bid-to-cover a 2,39 e un tail di 0,4 punti base &#8212; segno che gli investitori richiedono un compenso crescente per finanziare il deficit federale, indipendentemente dalla direzione dei tassi ufficiali a breve termine. &#200; lo stesso fenomeno gi&#224; osservato nell&#8217;asta decennale della settimana scorsa, ora confermato sulla scadenza pi&#249; lunga: la parte a breve della curva risponde ai dati di inflazione, quella a lunga risponde all&#8217;offerta di duration e al premio per il rischio fiscale, e le due dinamiche si stanno progressivamente scollegando.</p><p>Sul fronte Fed, la spaccatura interna resta intatta: un membro ha argomentato a favore di tassi invariati alla luce dei segnali di raffreddamento dell&#8217;inflazione, pur riconoscendo il rischio che alcune pressioni sui prezzi si radichino strutturalmente; un altro ha messo in dubbio la durata di questi stessi segnali, ribadendo la richiesta di un rialzo tempestivo. </p><p><strong>Hormuz: l&#8217;escalation si allarga su pi&#249; piani, dalla flotta emiratina ai droni USA abbattuti.</strong> Il quadro sullo stretto si &#232; fatto pi&#249; teso, non meno, nelle ultime ventiquattr&#8217;ore. Gli Emirati Arabi Uniti sostengono che due navi della propria compagnia petrolifera nazionale siano state colpite all&#8217;interno dello stretto &#8212; un attacco diretto agli interessi di un alleato regionale USA, non pi&#249; solo a interessi americani o israeliani. Un dettaglio che quantifica il costo dell&#8217;operazione finora: gli Stati Uniti avrebbero perso circa un quarto della propria flotta di droni da ricognizione durante il conflitto con l&#8217;Iran, mentre una nuova portaerei sarebbe stata inviata in regione.</p><p>Emerge inoltre una frizione interna al fronte occidentale che vale la pena isolare: un alto comandante militare USA in visita in Israele avrebbe spinto per una ripresa degli attacchi contro l&#8217;Iran, in apparente contrasto con l&#8217;indicazione di chiudere tutti i fronti diffusa dall&#8217;amministrazione USA la settimana scorsa &#8212; un segnale che la linea tra i vertici militari e quella politica non &#232; del tutto allineata.</p><p>Sul lato iraniano, la retorica si &#232; indurita su pi&#249; canali contemporaneamente: fonti governative hanno ribadito che lo stretto resta sotto il controllo iraniano e non sar&#224; riaperto finch&#233; le condizioni di Teheran non saranno soddisfatte, respingendo come infondata la rivendicazione USA di controllarlo. Teheran ha inoltre avvertito i paesi della regione che qualsiasi azione contro Hezbollah innescherebbe un confronto pi&#249; ampio &#8212; un&#8217;estensione della posta in gioco ben oltre il solo dossier energetico. Il traffico commerciale attraverso lo stretto resta compresso, con i transiti di petroliere a cifra singola in entrambe le direzioni.</p><p>Il quadro di fondo che sta emergendo &#232; quello di un Iran che non sembra pi&#249; comportarsi come un paese in attesa della prossima via d&#8217;uscita diplomatica, quanto piuttosto come un attore assestato su una postura di confronto prolungato &#8212; e il mercato lo sta prezzando di conseguenza: il greggio &#232; indirizzato a chiudere la settimana con un guadagno del 4%.</p><p><strong>Il traffico &#8220;oscuro&#8221; a Hormuz: perch&#233; i dati ufficiali sottostimano i flussi reali.</strong> Non &#232; la prima volta che ne scrivo. La questione irrisolta delle flotte fantasma e del petrolio galleggiante delle trading house. </p><p>Un quadro quantitativo utile: prima della guerra l&#8217;offerta globale di greggio si aggirava sui 107 milioni di barili al giorno contro una domanda di 105, con un surplus di circa 2 milioni. Il traffico attraverso Hormuz era di circa 20 milioni di barili al giorno, con l&#8217;80% del greggio diretto verso l&#8217;Asia. Le stime attuali indicano un&#8217;offerta globale di 102 milioni di barili al giorno contro una domanda di 103,4 &#8212; un deficit di 1,4 milioni ad agosto, pi&#249; contenuto rispetto alle proiezioni pi&#249; allarmanti circolate di recente. Il traffico ufficiale attraverso lo stretto &#232; sceso a circa 1 milione di barili al giorno, ma alla luce dei transiti oscuri il dato reale potrebbe essere superiore.</p><p>Il quadro complessivo di domanda e offerta appare quindi meno negativo di quanto la sola chiusura dello stretto lasci intendere: la Cina ha ridotto i propri acquisti attingendo alle proprie riserve, gli Stati Uniti hanno aumentato importazioni (Venezuela) ed esportazioni verso l&#8217;Europa, praticamente ogni area geografica sta attingendo alle proprie scorte, i transiti oscuri fanno s&#236; che il traffico effettivo superi quello ufficialmente rilevato, e le rotte alternative via oleodotto hanno in parte alleviato la carenza di offerta. Questo spiega o meglio aiuta a spiegare perch&#233; la reazione del petrolio a questa seconda fase di chiusura sia stata pi&#249; contenuta rispetto alla prima, e perch&#233; l&#8217;azionario abbia accusato il nuovo blocco molto meno dei rendimenti.</p><p><strong>La seduta vista nel dettaglio.</strong> L&#8217;Asia ha mostrato un tono contrastato: gli indici a maggiore componente tecnologica in netto progresso, il resto in arretramento &#8212; il PPI USA, pur uscendo ben sotto attese, &#232; stato sostanzialmente ignorato dalla sessione asiatica. In Europa, dopo quattro false partenze nelle sedute precedenti, l&#8217;azionario ha aperto con toni costruttivi, favorito da un calo del petrolio in mattinata privo di catalizzatori evidenti. Negli Stati Uniti, Wall Street ha aperto in progresso salvo poi vedere il petrolio, in forte calo nel pomeriggio, invertire bruscamente la rotta senza un catalizzatore chiaramente identificabile &#8212; l&#8217;S&amp;P 500 ha dimezzato i guadagni su questa base, pur tenendo il grosso dei progressi, sufficienti per un nuovo record storico.</p><p><strong>Yen: quarta conferma indipendente su un rialzo BoJ a settembre o ottobre.</strong> Il quadro asiatico conferma nuovamente &#8212; ormai la quarta fonte indipendente in pochi giorni &#8212; che il governo giapponese risulta favorevole a un rialzo BoJ nel breve termine. In parallelo, la rinnovata fiducia sul comparto AI ha spinto il mercato coreano a un progresso marcato, entrando in un mercato tecnicamente rialzista a un mese esatto dal proprio minimo &#8212; un capovolgimento netto rispetto al tracollo dello stesso indice il mese scorso.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> la giornata restituisce un segnale pi&#249; sfumato di quanto il solo titolo sul PPI suggerisca. In superficie, un sollievo di breve periodo sul fronte della politica monetaria; sotto la superficie, una misura core pi&#249; pulita in accelerazione e margini distributivi sotto pressione crescente. Sul mercato dei tassi, il rendimento record sull&#8217;asta trentennale ricorda che il costo di finanziare il deficit federale continua a salire indipendentemente dai tassi ufficiali. Su Hormuz, l&#8217;escalation si allarga su pi&#249; fronti, con un Iran che assume sempre pi&#249; i tratti di un attore assestato su un confronto prolungato piuttosto che in cerca di un&#8217;uscita negoziata &#8212; un contesto geopolitico che resta sullo sfondo di ogni lettura tecnica della settimana.</p><h2><strong>Tecnicalit&#224;</strong></h2><h3>Revisione della settimana fino ad ora: cosa era gi&#224; scritto nei dati</h3><p>Vale la pena, prima di guardare a oggi, tornare indietro e vedere quanto di quanto accaduto ieri fosse gi&#224; leggibile nei giorni precedenti &#8212; non per vantarsi di averlo previsto, perch&#233; non lo avevamo scritto esplicitamente se non nei dati di potenziale sviluppo della settimana, ma perch&#233; riconoscere i segnali a posteriori aiuta a leggerli meglio la prossima volta.</p><p><strong>Il muro che si sgretolava silenziosamente.</strong> Luned&#236; il call wall a 7.750 mostrava un GEX di +43.640, il livello di resistenza pi&#249; solido di tutta la settimana. Marted&#236;, lo stesso muro era gi&#224; sceso a +19.827 &#8212; pi&#249; che dimezzato in un solo giorno, mentre il prezzo continuava a muoversi nella stessa fascia. Lo avevamo scritto a suo tempo: &#8220;la struttura che ha tenuto ieri non &#232; la stessa struttura di oggi &#8212; &#232; visibilmente pi&#249; fragile&#8221;. Un muro che perde met&#224; della sua forza mentre il prezzo lo testa ripetutamente &#232; un muro che, prima o poi, smette di funzionare da freno.</p><p><strong>Il vanna flip che non trovava pace.</strong> Nell&#8217;arco della settimana questo livello ha oscillato in modo anomalo &#8212; 7.770 luned&#236;, capovolto a 7.650 marted&#236;, sceso a 7.540 mercoled&#236;, poi 7.590 ieri. Lo avevamo segnalato pi&#249; volte come dato da verificare, non da scartare. Con il senno di poi, quella instabilit&#224; non era rumore statistico: era il segnale che la zona di accelerazione/decelerazione del rally non aveva un punto fermo &#8212; la struttura dealer era gi&#224; meno affidabile come argine di quanto la sola lettura del gamma flip lasciasse intendere.</p><p><strong>L&#8217;assenza di venditori veri, ripetuta ogni giorno.</strong> Il piano auction ha segnalato, quasi identico, per tre giorni consecutivi: la struttura debole lasciata dal breakout della settimana precedente non veniva ripulita. Non &#232; un dettaglio tecnico minore &#8212; &#232; la descrizione esplicita di un mercato in cui i venditori non avevano mai preso davvero il controllo, nemmeno quando il prezzo tornava a testare i livelli chiave. Un&#8217;assenza di pressione ribassista genuina, ripetuta ogni giorno, &#232; di per s&#233; un&#8217;informazione direzionale.</p><p><strong>Lo skew che si spostava senza mai arrivare.</strong> Il pattern isolato negli ultimi giorni &#8212; protezione ribassista sempre concentrata qualche giorno pi&#249; avanti, mai sull&#8217;immediato &#8212; era in realt&#224; gi&#224; in corso da met&#224; settimana. Ogni giorno che passava senza che quella tensione si materializzasse bruciava valore temporale sulle put comprate come copertura, senza mai risolvere il dubbio di fondo. Con il senno di poi, un mercato che continua a rimandare la propria stessa paura, giorno dopo giorno, &#232; un mercato dove il capitale marginale a un certo punto smette di aspettare e comincia a spingere nella direzione opposta.</p><p><strong>La mossa attesa che si restringeva proprio mentre la tensione strutturale cresceva.</strong> Mercoled&#236; la straddle era &#177;46 punti; gioved&#236;, il giorno del breakout, era scesa a &#177;34 punti &#8212; un range implicito 7.714-7.782. Il massimo di ieri, 7.836, ha superato quel limite di 54 punti, oltre il 150% dell&#8217;ampiezza prezzata. Le opzioni stavano prezzando una giornata pi&#249; tranquilla proprio nel momento in cui la struttura sottostante indicava l&#8217;esatto contrario.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> nessuno di questi segnali, preso da solo, avrebbe giustificato una previsione esplicita di rottura. Ma messi in fila, raccontano una settimana in cui i dati di posizionamento continuavano a indicare pi&#249; fragilit&#224; dal lato ribassista di quanto il solo prezzo lasciasse trasparire &#8212; mentre, allo stesso tempo, i dati macro non hanno mai confermato quel timore: un CPI in linea o leggermente sotto attese, un PPI apparentemente dovish anche se con crepe pi&#249; sotto la superficie, nessuna sorpresa negativa capace di validare la protezione che il mercato continuava a comprare. <em>Il risultato &#232; stato che la rottura di ieri ha bruciato la pelliccia degli orsi &#8212; non un evento improvviso, ma la conclusione quasi obbligata di una settimana in cui la paura veniva prezzata ogni giorno, e ogni giorno smentita dai fatti, in un contesto geopolitico che restava comunque teso sullo sfondo senza mai tradursi in un vero shock di prezzo.  Il mercato &#232; salito meccanicamente <strong>sfruttando la paura. </strong>La domanda da porsi &#232;: quanti peli rimangono da bruciare perch&#233; la la domanda di protezione continua a trascinarsi nel tempo.</em></p><h3>Una tensione che si &#232; solo spostata, non risolta</h3><p>Ieri, gioved&#236;, il mercato ha rotto con decisione la balance di sei giorni che aveva accompagnato tutta la settimana. Dopo un altro tentativo respinto sopra 7.784 in avvicinamento al PPI &#8212; lo stesso pattern visto luned&#236; e marted&#236; &#8212; questa volta i compratori hanno difeso il livello nella prima parte della sessione, innescando un vero movimento direzionale: 7.810 raggiunto quasi subito, poi, dopo un breve pullback, l&#8217;obiettivo finale a 7.836 toccato nel primo pomeriggio a nuovi massimi storici. La reazione al PPI &#232; stata contenuta quanto quella al CPI di mercoled&#236; &#8212; il vero motore della giornata &#232; stato tecnico, l&#8217;accettazione sopra l&#8217;estremo superiore dell&#8217;area ad alto volume dell&#8217;intera balance settimanale, non il dato macro in s&#233;.</p><p>Vale la pena essere precisi su cosa significhi davvero questa risoluzione: non &#232; detto che la tensione sia stata eliminata &#8212; pi&#249; probabilmente si &#232; semplicemente trasformata, da un&#8217;attesa laterale in una salita ordinata. Resta una calma che si propaga finch&#233; due condizioni tengono:<strong> il VIX rimane compresso, senza che nessun evento esterno &#8212; Hormuz compreso &#8212; lo faccia sobbalzare, e nessuno tra chi &#232; dentro il movimento decide che &#232; il momento di incassare prima che la fase si esaurisca da sola. Nessuna delle due condizioni &#232; garantita, sono semplicemente quelle in vigore fino a questo momento.</strong></p><p><strong>Cosa significa:</strong> il VIX ha chiuso ieri a 14,63, ancora ai minimo dell&#8217;anno &#8212; coerente con una rottura rialzista pulita, non con un mercato in tensione. Ma la curva dei futures VIX racconta una storia diversa dal solo dato spot: il contango &#232; marcato e regolare, dal 15,86 di agosto fino al 22,15 di marzo, con il salto pi&#249; ripido proprio tra agosto e ottobre. Il mercato dei futures sta prezzando esplicitamente una normalizzazione della volatilit&#224; verso l&#8217;alto nei prossimi mesi &#8212; un VIX a questi livelli ha strutturalmente pi&#249; spazio per salire che per scendere ulteriormente, tanto pi&#249; in un contesto dove il petrolio ha appena chiuso una settimana in guadagno del 4% su un dossier geopolitico che resta lontano da una vera risoluzione.</p><h3>Un segnale curioso: un mercato che si aspetta un pullback che non arriva mai</h3><p>C&#8217;&#232; un dettaglio nel mercato delle opzioni che vale la pena raccontare in modo semplice, perch&#233; si &#232; ripetuto identico per tre giorni consecutivi. Ogni giorno, il mercato prezza pi&#249; protezione contro un ribasso qualche giorno avanti nel calendario rispetto ad oggi &#8212; mai per l&#8217;immediato. La particolarit&#224; &#232; che questa aspettativa non si &#232; mai dissolta: semplicemente, giorno dopo giorno, si sposta un po&#8217; pi&#249; in l&#224;. Nemmeno il breakout rialzista di ieri l&#8217;ha fatta sparire.</p><p><strong>C&#8217;&#232; un costo silenzioso in tutto questo. Ogni giornata che passa senza che la tensione si manifesti fa perdere valore a quella protezione per il solo trascorrere del tempo &#8212; un costo che chi la detiene paga comunque, indipendentemente da cosa far&#224; poi il mercato. Ma questo logorio non risponde alla domanda di fondo: se la fase di rischio percepito sia davvero conclusa, oppure se il mercato continui semplicemente a rimandare lo stesso timore un giorno alla volta, senza mai scioglierlo del tutto.</strong></p><p><strong>Cosa significa:</strong> &#232; come se il mercato portasse con s&#233;, costantemente, il timore di un ritracciamento che non arriva mai nel momento in cui viene atteso &#8212; pagandone il costo giorno dopo giorno, senza per&#242; mai abbandonarlo davvero. Vale la pena continuare a osservarlo nei prossimi giorni: se questo schema dovesse rompersi, in un senso o nell&#8217;altro, sarebbe una notizia degna di nota.</p><h3>Livelli auction della giornata (ES)</h3><ul><li><p>Livello chiave asta (aggiornato oggi): <strong>7.813</strong> &#8212; mezzo del movimento di ieri, coincide con il VAH della settimana scorsa</p></li><li><p>Sopra: 7.837 &#8594; 7.855 &#8594; 7.888</p></li><li><p>Sotto: 7.793 &#8594; 7.759</p></li><li><p>Forza intraday: rottura e tenuta sopra 7.837</p></li><li><p>Debolezza intraday: rottura e tenuta sotto 7.793</p></li></ul><p><strong>Cosa significa:</strong> l&#8217;auction sta ora tentando la transizione da balance a imbalance nella direzione del trend prevalente, dopo il breakout di ieri a nuovi massimi storici. Oggi si osserva se il mercato accetta questa nuova area di prezzo (continuazione) o la rigetta (fallimento). Sopra 7.813 il percorso naturale resta verso 7.837, poi 7.855 e 7.888 sotto pressione d&#8217;acquisto sostenuta; sotto, l&#8217;attenzione torna verso 7.793 e infine 7.759, l&#8217;ultimo riferimento prima di rimettere in discussione l&#8217;intero movimento di ieri.</p><h3>Livelli VIX di riferimento</h3><p>Le soglie di oggi si aggiornano a <strong>13,86</strong> (forza) e <strong>15,42</strong> (debolezza).</p><p><strong>Cosa significa:</strong> con il VIX gi&#224; ai minimi dell&#8217;anno, la soglia di forza (13,86) &#232; particolarmente vicina al livello attuale &#8212; un&#8217;eventuale ulteriore compressione confermerebbe la forza del movimento, ma il margine di manovra al ribasso resta oggettivamente limitato.</p><h3>La mossa attesa di oggi</h3><p>Il mercato prezza per oggi un movimento di circa <strong>&#177;33 punti SPX</strong>, per un range implicito <strong>7.766-7.832</strong>.</p><p><strong>Cosa significa:</strong> l&#8217;ampiezza torna in linea con la media della settimana, non riflette pi&#249; la tensione da evento macro &#8212; coerente con un CPI e un PPI ormai entrambi alle spalle. La vera notizia di oggi non &#232; quanto si muover&#224; il prezzo, ma se la nuova area sopra 7.800 trover&#224; accettazione.</p><div><hr></div><h2>SEZIONE PAID</h2><h3>Il muro che ha cambiato scala</h3><p>Il call wall a <strong>7.800</strong> mostra oggi un GEX di <strong>+1.196.395</strong> &#8212; un ordine di grandezza superiore a qualsiasi livello osservato in tutta la settimana (i muri principali dei giorni scorsi oscillavano tra 20k e 45k). Il volume concentrato proprio su quello strike, 234.125 contratti, conferma che si tratta di posizionamento massiccio legato alla scadenza settimanale odierna, non un accumulo distribuito nel tempo. A seguire, una resistenza secondaria consistente a 7.880 (+133.989) &#8212; di per s&#233; gi&#224; forte per gli standard della settimana, ma minuscola al confronto. Il mercato sta facendo esattamente quello che fa un saltatore alla gara di salto in alto. Sposta l&#8217;asticella pi&#249; in alto.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!fqFt!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F82e187b9-af59-4d1c-905a-2eeed65d8e6f_922x506.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="/__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!fqFt!, /__u/zugzwangmacro.substack.com/w_424, /__u/zugzwangmacro.substack.com/c_limit, /__u/zugzwangmacro.substack.com/f_webp, /__u/zugzwangmacro.substack.com/q_auto:good, /__u/zugzwangmacro.substack.com/fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F82e187b9-af59-4d1c-905a-2eeed65d8e6f_922x506.png 424w, /__u/substackcdn.com/image/fetch/$s_!fqFt!, /__u/zugzwangmacro.substack.com/w_848, /__u/zugzwangmacro.substack.com/c_limit, 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